Itinerari nel pensiero di Tradizione. L’Origine o il sempre possibile
Il presente saggio costituisce un estratto dall’Introduzione del recente libro del prof. Giovanni Sessa Itinerari nel pensiero di Tradizione (Chieti 2014).
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Il presente saggio costituisce un estratto dall’Introduzione del recente libro del prof. Giovanni Sessa Itinerari nel pensiero di Tradizione (Chieti 2014).
In Italia, nell’indifferenza pressoché generale dei grandi media, si è consumato nel corso di quest’anno uno scontro frontale tra le forze pro-gender ed un primo fronte di resistenza all’onda sovversiva.
Le polemiche scatenatesi intorno al convegno dedicato all’eredità di Julius Evola sono la dimostrazione concreta dell’esistenza di una grave ipoteca del sapere esercitata da talune cricche universitarie.
Il convegno “L’eredità di Julius Evola”, svoltosi a Roma il 29 novembre e che vedeva come relatori tutti docenti universitari, ha dato lo spunto ad una lobby accademica per un regolamento di conti con i propri nemici interni.
L’ateismo è una religione molto diffusa nel mondo contemporaneo, con i suoi officianti, i suoi riti e i suoi anatemi contro gli infedeli.
Uno sguardo a quanto sta accadendo, nell’indifferenza e nell’ignoranza più generale, in due tra i paesi più importanti dell’Europa, per storia, cultura, tradizione, quali Francia e Germania, e nell’area scandinava.
Noi abbiamo un solo dovere, quello di respingere questa invasione per assicurare un futuro a noi e ai nostri figli e nipoti.
Il senso della concezione geopolitica eu-russa: relazione al convegno in Campidoglio “Che cosa è la Russia” dell’11 luglio.
Sempre più spesso nelle scuola e nei giardini d’infanzia i bambini vengono sessualizzati con giochi, fiabe, rappresentazioni teatrali. Si presenta ai bambini ogni sorta di pratica sessuale deviante come scelta equivalente incoraggiandoli a esperimentarla. Con ciò la loro personalità può subire cambiamenti irreversibili.
Un recente libro di Luigi Iannone muove dalla constatazione che sia la cosiddetta destra che la sinistra hanno rimodulato i propri paradigmi ideali ed esistenziali, collocandosi all’interno dei confini segnati dal politicamente corretto.
Per garantire allo Stato e alle organizzazioni sovranazionali una base solida si dovrebbe individuare una sorta di minimo comun denominatore spirituale.
Quel senso di appartenenza a una comunità nazionale che altrove è uno dei sentimenti più normali e diffusi, in Italia sembra non esistere o essere solo una prerogativa di taluni individui chiamati “fascisti”.