La mistificazione della storia

Newgrange (co. Meath, Irlanda)
Newgrange (co. Meath, Irlanda)

Nel 2007 il matematico e filosofo Piergiorgio Odifreddi pubblicò il saggio Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici, libro che, come non è difficile capire, mette radicalmente in discussione la dottrina del Discorso della Montagna. Fra le altre cose, Odifreddi faceva notare il fatto, del resto ben noto, che al di fuori dei Vangeli non si trovano tracce di riferimenti agli avvenimenti raccontati nei Vangeli stessi, tranne qualche accenno, come il famoso testimonium flavianum, un frammento attribuito allo storico Giuseppe Flavio che è con ogni probabilità un’interpolazione spuria inserita a secoli di distanza negli scritti dello storico ebreo.

Ora, argomenta Odifreddi, il primo secolo della cosiddetta Era Volgare era un’epoca altamente civile nella quale le notizie correvano e c’erano dozzine di storici. Possibile che nessuno si sia accorto che in Palestina c’era un grande taumaturgo come il Gesù raccontatoci dai Vangeli, capace di camminare sulle acque, guarire i lebbrosi, resuscitare i morti? E’ di gran lunga più verosimile che non ci abbiano raccontato nulla perché non c’era nulla da raccontare, e che il Cristo dei Vangeli sia pressoché per intero una figura mitologica elaborata molto dopo l’epoca degli avvenimenti narrati.

È molto istruttivo e fa un effetto quasi umoristico leggere la recensione che ha fatto al libro di Odifreddi sul sito della EffeDiEffe Maurizio Blondet, giornalista di impostazione cattolico-tradizionalista ed ex collaboratore de “L’avvenire”, il quotidiano della CEI.

“Per fortuna”, ci dice Blondet, Odifreddi non si è accorto che anche per quanto riguarda l’Antico Testamento “esiste un problema analogo”. Se noi andiamo a leggere quello che ci racconta la Bibbia riguardo al regno d’Israele soprattutto nei periodi di maggiore potenza come il regno di Salomone, si ha l’impressione che si sia trattato quanto meno di una media potenza dell’area mediorientale. E allora, non è quanto meno strano che di ciò i vicini di Israele non si siano accorti per nulla? Noi non troviamo alcuna menzione a Israele e/o agli Ebrei in nessun testo babilonese, assiro, ittita o fenicio. Per quanto riguarda l’Egitto, poi (menzionato nella bibbia centinaia di volte) c’è solo un ambiguo riferimento di sfuggita in una stele, che potrebbe forse riferirsi a Israele o forse no. L’impressione che si ha, è che la parte “storica” della bibbia non sia altro che una raccolta di fanfaronate scritta per gratificare lo sciovinismo tribale di una popolazione che fino al tramonto dell’età antica ha avuto sulla storia del Medio Oriente (non diciamo sulla storia mondiale) un peso pressoché pari a zero.

Quello che per un credente come Blondet è “un problema”, per chi non ha lo sguardo appannato dalla “fede” è semplicemente un fatto. L’Antico e il Nuovo Testamento sono entrambi due “patacche”, due raccolte di favole senza nessun fondamento storico.

Ciò che la gente crede, il più delle volte non ha alcun rapporto con la realtà. C’è gente che crede all’astrologia, c’è ancora gente capace di credere nel comunismo; e quando mai si è visto nella storia umana un sistema di regimi come quello comunista dell’Unione Sovietica e dell’Europa orientale crollare sotto il suo stesso peso, di fronte alla constatata incapacità di produrre altro che violenza, miseria e oppressione? Perché non lasciare allora che chi vuole continui a credere che quella raccolta di favole e mistificazioni che conosciamo come Bibbia sia nientemeno che “la parola di Dio”, magari aggiungendovi la credenza in quella serie di sciocchezze che sono i dogmi cattolici, dalla transustanziazione alla verginità di Maria?

Questo è inaccettabile per una serie di ragioni: il cristianesimo, incistatosi nel cuore della cultura europea come una malattia cronica dopo aver distrutto le religioni native dell’Europa, sembra oggi tornato a una nuova fase di virulenza, si pensi solo a come premono la Chiesa cattolica e le varie Chiese cristiane in favore dell’immigrazione che minaccia di sommergere e cancellare le stesse basi etniche della civiltà europea.

Ancora, noi sappiamo che durante la seconda guerra mondiale la parte vincitrice del conflitto si è macchiata di atrocità in quantità nettamente superiori di quelle che è poi riuscita ad attribuire ai vinti: pensiamo solo ai quattro milioni di vittime civili dei bombardamenti aerei alleati e ai tre milioni di civili tedeschi massacrati dall’Armata Rossa a oriente dell’Oder. Siamo già oltre le cifre del cosiddetto olocausto attribuito ai nazisti, e non abbiamo ancora considerato due bombardamenti nucleari sul Giappone, le migliaia di italiani massacrati dai comunisti jugoslavi nelle foibe, l’eccidio di Katyn, le stragi compiute dalle bande partigiane e via dicendo, eppure tutto ciò non ha nemmeno lontanamente l’impatto emotivo del cosiddetto olocausto (le cui cifre non possono essere ridimensionate anche perché per gli storici che cercano di studiare l’argomento, nelle nostre liberissime democrazie si aprono le porte del carcere), ci sono vittime di serie A e vittime di serie B, perché il cosiddetto olocausto (parola che proviene dalla terminologia religiosa) porta con sé il sentore del sacrilegio: si sarebbe alzata la mano sul “popolo santo”, sul “popolo sacerdotale”, sul “popolo di Gesù”.

Il senso di colpa per ciò (anche se nessuno che sia nato dopo il 1945 può essere chiamato a risponderne personalmente), dovrebbe giustificare la soggezione in eterno dell’Europa agli Stati Uniti, potenza sedicente cristiana, “nuovo Israele”. È chiaro, assolutamente chiaro che qualsiasi progetto di rinascita dell’Europa passa per il rifiuto radicale di tutto ciò, a cominciare dalla sopravvalutazione dell’ebraismo ingenerata dalla diffusione delle mistificazioni bibliche che per secoli sono state spacciate all’Europa come “la verità rivelata” per antonomasia.

La cultura dell’Europa è stata per secoli dominata dalla Chiesa cattolica che ha abilmente riutilizzato i cascami della cultura classica per fare da supporto a una concezione il cui nucleo centrale rimane ebraico-mediorientale. Tutte le volte che c’è stato un reale progresso della conoscenza, esso ha dovuto lottare contro l’ortodossia biblica. Copernico e Galileo hanno liberato dal dogma biblico l’astronomia e le scienze fisiche, Darwin le scienze biologiche, ma le scienze storiche stanno ancora aspettando il loro Copernico, il loro Galileo, il loro Darwin.

Un punto che dovrebbe essere oggetto di una riflessione a parte: noi sappiamo che a partire dagli anni ’70, da quel disastro per la nostra cultura e per la nostra scuola che è stato il cosiddetto ’68 le cui nefaste conseguenze sono ancora ben lungi dall’essere state smaltite, la scuola italiana e in particolare l’insegnamento della storia sono stati invasi, impestati da docenti di sinistra di formazione marxista. Ebbene, non è perlomeno strano che costoro non abbiano trovato nulla da ridire su di un’impostazione della storia di derivazione cristiano-biblica, che come vedremo, è estremamente fragile e confutabile?

Secondo me, questa è la prova lampante di due fatti fondamentali:

1. La reale scientificità del cosiddetto “materialismo dialettico” e del cosiddetto “materialismo storico”, dell’impostazione marxista della storia è rigorosamente nulla.

2. Abbiamo qui la prova evidente del fatto che cristianesimo e marxismo sono due forme di pensiero molto più affini di quel che sembrerebbe a prima vista, scaturenti entrambe dalla stessa matrice semitico-mediorientale.

Se si prende in mano un qualsiasi testo di storia, “la storia” che ci viene raccontata è sempre la stessa: la civiltà umana sarebbe germogliata in Medio Oriente tra l’Egitto e la Mesopotamia, per passare, in un complicato passaparola da Egizi, Assiri e Babilonesi a Fenici, Ebrei e Persiani (forse anche Cretesi minoici ed Etruschi) e da questi ai Greci che l’avrebbero consegnata ai Romani, per arrivare infine nel cuore del nostro continente sulla punta delle lance e dei gladi romani solo poco prima dell’età di Cristo.

Si tratta di un persistente schema di derivazione biblica tendente a enfatizzare il ruolo del Medio Oriente e a sminuire quello dell’Europa. I fatti che non collimano con questo schema – paraocchi, come ad esempio quello, accertato, che il complesso megalitico di Stonehenge è di otto secoli più antico delle piramidi egizie o che la tomba monumentale di Newgrange in Irlanda risale a un’epoca ancora più remota, semplicemente non sono presi in considerazione.

La cultura celtica, “colpevole” di essere una cultura assolutamente autoctona dell’Europa, non riconducibile a influenze provenienti dall’altra sponda del Mediterraneo, è stata particolarmente maltrattata e sottovalutata dagli storici affetti da strabismo mediorientale che perpetuano – consciamente o no – lo schema biblico, e lo stesso è avvenuto, a maggior ragione per quella cultura pre-celtica e forse pre-indoeuropea a cui dobbiamo l’edificazione dei grandi complessi megalitici diffusi nell’Europa atlantica e mediterranea da Malta a Stonehenge, ma diffusi soprattutto nella parte atlantica dell’antica Gallia e nelle Isole Britanniche, ma in un certo senso si può dire che i popoli e le culture dell’Europa mediterranea sono stati trattati anche peggio.

Come è noto, le lingue delle popolazioni caucasiche e le popolazioni stesse, sono state classificate in tre grandi gruppi: semitico, camitico e indoeuropeo: il gruppo semitico comprenderebbe le lingue e le popolazioni degli antichi Babilonesi, Assiri, Caldei, Fenici, degli Ebrei, degli Arabi. Camitiche sarebbero le popolazioni “bianche” dell’Africa settentrionale anche se parzialmente arabizzate dalla conquista islamica. Camiti sarebbero gli antichi Egizi e i loro discendenti moderni, i Copti, le popolazioni berbere e tuareg, gli antichi Numidi e in Asia appartenevano al gruppo camitico i Cananei. Al ceppo indoeuropeo appartiene la quasi totalità delle lingue parlate in Europa e verosimilmente radici comuni ne hanno le popolazioni: Celti, Germani, Latini, Greci, Slavi, e poi in Asia le popolazioni indiane e iraniche.

Questa classificazione deriva direttamente dalla Bibbia, dai tre figli di Noè, Sem, Cam, Jafet che si suppone sarebbero stati gli antenati rispettivamente dei Semiti dei Camiti, degli Indoeuropei. Se dovessimo prendere la narrazione biblica per qualcosa di diverso da una favola, ci si porrebbe subito un problema: poiché essa racconta che tutta l’umanità precedente a Noè sarebbe stata spazzata via dal diluvio, da dove verrebbero le popolazioni non caucasiche? Forse i loro antenati sono stati sbarcati sulla Terra da degli UFO?

Ma prescindiamo, il fatto è che lo schema biblico si dimostra riduttivo e mistificante anche se applicato alle sole popolazioni caucasiche.

Da questo schema, che vorrebbe costringere la realtà nella camicia di forza biblica che – torno a ripeterlo – non ha alcun valore storico ed è puramente leggendaria, rimane fuori un numero impressionante di popolazioni antiche che gli storici, con assoluta cecità, continuano a etichettare come “non apparentate” o “di origine misteriosa” o “non indoeuropei” (etichetta che potrebbe nella sua vaghezza andare ugualmente bene per Eschimesi e Papua): Etruschi, Minoici, Liguri (il cui territorio era un tempo esteso a gran parte della Gallia meridionale), Iberici, per non menzionare che le principali.

Si tratta di un vasto insieme di popolazioni dalle caratteristiche non dissimili che possono essere agevolmente denominate come “Mediterranei”, anche se bisogna tenere presente che pure popolazioni camitiche, semitiche ed indoeuropee erano affacciate sulle sponde del Mediterraneo già in età antica e che un sostrato “mediterraneo” è rilevabile, ad esempio, nelle Isole Britanniche, e che a questa popolazione “mediterranea” delle origini sarebbe riconducibile l’edificazione dei complessi megalitici preesistenti all’avvento dei Celti, bisogna dunque accettare la definizione di “Mediterranei” come etnica, storica e culturale piuttosto che geografica.

A questo contesto “mediterraneo” appartenevano con ogni probabilità importanti civiltà antiche come quella etrusca e quella cretese-minoica, nonché le culture cui è attribuibile l’erezione dei complessi megalitici delle Isole Britanniche, della Gallia atlantica (ad esempio Carnac) e dell’isola di Malta.

Bisognerebbe quanto meno aggiungere un quarto ramo “mediterraneo” delle popolazioni caucasiche, anche se non è possibile riscrivere la Bibbia per inventare un quarto figlio di Noè. Non è ancora tutto, perché rami minori e separati sono probabilmente costituiti dalle popolazioni ugrofinniche, dai Baschi, da Sardi e Corsi.

Dall’idea che ci facciamo del nostro passato dipende l’idea che abbiamo di noi stessi esattamente come, per capire dove ci troviamo, occorre sapere da dove siamo venuti e, a questo riguardo non a caso, talvolta si sentono delle bestialità da far accapponare la pelle, e una delle più ricorrenti è la confusione tra mediterraneo e semitico, un modo comodo per risucchiare dentro il mondo semitico grandi civiltà antiche come quella etrusca e quella minoica (ma quella di arraffare tutto ciò su cui si può mettere le mani a poco prezzo sembra essere una radicata tradizione semitica); in realtà nulla potrebbe essere più falso, e ben difficilmente si potrebbero indicare due culture, due modi di essere più diversi.

Stonehenge. Wiltshire, Inghilterra
Stonehenge. Wiltshire, Inghilterra

Pensiamo solo a un tratto per tutti, la posizione che la donna aveva (o ha ancora al presente) nelle rispettive società. Che gli antichi Mediterranei inclinassero al matriarcato e che comunque nelle loro culture la donna vi godesse di dignità e di autonomia pari a quella dell’uomo, su questo mi sembra vi siano pochi dubbi. Andiamo a vedere quello che accadeva/accade nel mondo semitico, ciò che ci è testimoniato dall’ebraismo biblico, dall’islam fino al presente, dalle tracce che quella sorta di semitizzazione dell’Europa che è stata la diffusione del cristianesimo ha lasciato nella nostra stessa cultura: ci accorgiamo di avere a che fare con una mentalità, più che patriarcale, sessuofoba e misogina, dove la metà femminile della popolazione era/è tenuta in condizioni di minorità e spesso di segregazione. Il modo in cui la donna è trattata nel mondo islamico, spesso priva di diritti politici del diritto all’istruzione, spesso persino all’assistenza sanitaria, segregata in casa, costretta a nascondersi sotto lo chador o il burqa quando esce per strada, ci fa giustamente orrore, ma dovremmo ricordare che né l’ebraismo biblico né il cristianesimo antico e medievale ci mostrano un quadro sostanzialmente diverso; in particolare quel libro anacronistico che ci ostiniamo a considerare “sacro” ci fa vedere una mentalità per la quale la donna è solo oggetto e non soggetto di diritti, esiste solo per il piacere dell’uomo e per dargli figli, contro la quale ogni violenza è presentata con noncuranza, e in ultima analisi lecita.

Non è questa la sola differenza che è possibile riscontrare tra Mediterranei e semiti. Immaginiamo di visitare un museo con riproduzioni dei vari capolavori dell’antichità. Passando davanti alla riproduzione di una sezione di ziggurat babilonese o a un toro alato assiro, per poco che siamo sensibili, avremo l’impressione di una grandiosità plumbea, senza vita, proveremo un senso di oppressione, chi ha realizzato quelle opere, ci viene da pensare, doveva essere gente oppressa da tirannidi politico-sacrali che ne facevano degli schiavi dalla culla alla tomba, esattamente come ancora oggi la vita dei popoli islamici è condizionata da un’ossessione religiosa che si spinge spesso fino al fanatismo e lascia ben poco spazio alla gioia di vivere o non ne ammette semplicemente l’espressione.

Il Geova veterotestamentario è una divinità feroce, pronto a colpire i suoi devoti coi più tremendi flagelli al minimo segno di disobbedienza o di obbedienza non sufficientemente zelante, e ad aizzarli a sterminare i popoli stranieri per farsi e fargli spazio, ma appare ancora quasi mite se confrontato con altre divinità semitiche come Baal e Moloch, avide di sacrifici umani (tracce di sacrifici umani si trovano però anche nella Bibbia, a cominciare dalla storia di Isacco). E Allah? È un’altra divinità con la quale è meglio non scherzare.

Proseguiamo la visita al nostro ideale museo e spostiamo ora la nostra attenzione sugli affreschi etruschi e minoici: è un mondo del tutto diverso quello che troviamo: possiamo vedere scene di feste, di cacce, di attività sportive che ci testimoniano di una visione della vita molto più serena e armoniosa: la figura umana è sempre centrale: uomini e donne dai corpi vigorosi ed elastici, che gli artisti non si sono preoccupati troppo di nascondere, e che sembrano apprezzare pienamente le gioie della vita. Forse un elemento importante per capire le differenze psicologiche fra i due gruppi di popoli e culture, è dato dal fatto che uno dei capolavori della statuaria antica, la “dama di Elche”, è opera di un popolo, gli Iberici, che solitamente gli storici non degnano di molta considerazione. Al confronto, le figurine umane ritrovate nei tophet fenicio-punici di Monte Sirai e Mozia appaiono sorprendentemente rozze e primitive, e non credo sia scorretto interpretare la cosa come una testimonianza del fatto che le culture mediterranee accordavano all’essere umano, all’individuo, una centralità del tutto sconosciuta nel mondo semitico.

L’ambiente naturale ha certamente un’importanza fondamentale nel modellare la cultura umana: il semita era (è) essenzialmente un figlio del deserto, di un ambiente vuoto fatto di cielo e dune dove le capre strappavano e strappano una magra sopravvivenza da stentati arbusti e il pastore e allevatore semitico a sua volta strappava e strappa una magra sopravvivenza dalla carne e dal latte delle capre. Questa condizione, per la quale la natura, priva di qualsiasi intrinseca sacralità, è vista come qualcosa di ostile che l’uomo deve dominare e soggiogare, e verso la quale può ritenere di agire senza alcun freno, è certamente alla base del rapporto uomo-ambiente naturale come è tratteggiato dalla Bibbia, e sappiamo l’effetto deleterio che ciò ha avuto sulla cultura occidentale che ha compreso tardi (forse troppo tardi) che non è possibile agire verso il mondo naturale con spirito aggressivo e irresponsabile senza pagarne prima o poi pesanti conseguenze.

Sempre i nostri affreschi etruschi e in questo caso soprattutto minoici, ci testimoniano un atteggiamento ben diverso; noi non abbiamo testimonianze scritte, ma le pitture parietali di Cnosso e di Tirinto ci dicono che quella era gente che amava profondamente il mare e le pianure verdeggianti e ricche di fiori, della cui flora e della cui fauna ci ha lasciato splendide raffigurazioni.

L’elemento mediterraneo è un costituente fondamentale della civiltà europea, mentre al contrario quello semitico è qualcosa di estraneo ad essa, che per l’Europa è sempre stato una minaccia, sia quando si è presentato sotto la forma dell’aggressione esterna, ad esempio con le invasioni islamiche saracene, sia quando ha scelto la via dell’infiltrazione e della colonizzazione spirituale, con la cristianizzazione, che è stata la principale causa dello sfacelo dell’impero romano e del tramonto del mondo antico; oppure oggi quella semitizzazione di secondo grado, per interposti cafoni a stelle e strisce che è l’americanizzazione che sta avvelenando la cultura del nostro continente.

Un lato della questione è certamente la consistenza etnico-culturale dell’Europa, un altro non meno importante è rappresentato dal contributo dato dal nostro continente alla civiltà umana e, anche a questo riguardo ci si imbatte spesso in fraintendimenti grossolani che – stranamente – tendono sempre a minimizzarne il ruolo.

L’orientamento di pensiero più diffuso in particolare fra storici dell’arte, orientalisti (ovviamente), storici delle religioni e altri ancora, è quello secondo il quale pressappoco qualsiasi importante invenzione materiale o qualunque avanzamento culturale e spirituale avvenuto in Europa negli ultimi cinque o sei millenni sarebbe dovuto ad un’influenza civilizzatrice di qualche genere proveniente da oriente.

Proviamo a riflettere soltanto un momento su quanto questo schema sia, a conti fatti, un’autentica assurdità.

Nella tarda preistoria, se si può usare l’espressione, l’Europa è alla testa dei primi barlumi dell’incivilimento umano. Non ci sono solo le bellissime bifacciali magdaleniane che sembrano trine di pietra con tanta maestria sono lavorate, non ci sono solo le bellissime pitture parietali della Dordogna e della Spagna pirenaica, ma, come vedremo, ci sono prove e indizi convincenti che in Europa e non in Medio Oriente siano stati compiuti progressi fondamentali come l’addomesticamento degli animali, la scoperta dell’agricoltura, dei metalli, della scrittura.

È ragionevole supporre che la civiltà umana si sia originata in Europa per poi spostarsi in Medio Oriente con un incredibile balzo da canguro per poi tornare strisciando nel cuore del nostro continente poco prima del tramonto dell’età antica?

Nel 1991 è avvenuta una scoperta che avrebbe dovuto (ma evidentemente non è stato così) indurci a rivedere le nostre idee sulle origini della civiltà. Sull’arco alpino al confine fra Italia e Austria è stato rinvenuto il corpo ormai mummificato di un uomo vissuto attorno al 3.500 avanti Cristo, 5.500 anni fa, che i ghiacci hanno preservato per millenni e il loro recente ritiro ha portato allo scoperto, Oetzi, l’uomo del Similaun. La cosa più importante dal nostro punto di vista è la presenza nel corredo di attrezzi che l’uomo aveva con sé di un’ascia dalla testa metallica, composta da una lega di rame e antimonio. Asce di rame analoghe compaiono in Medio Oriente solo cinquecento anni dopo, e attrezzi di bronzo vero e proprio solo un millennio più tardi. Non è, come vedremo, la sola prova della priorità europea nella scoperta dei metalli.

Soffermiamoci un momento e chiediamoci perché a un certo punto è comparso l’uso di strumenti di metallo, dal momento che la strumentazione litica la cui lavorazione aveva raggiunto la perfezione già nel paleolitico superiore, era perfettamente adeguata alle esigenze dei cacciatori nomadi. In più, lo strumento di pietra non perde il filo, non si arrugginisce, si spezza più difficilmente, può essere prodotto con materiale di molto più facile reperibilità. Rispetto a esso, lo strumento di metallo aveva un solo cruciale vantaggio: la facilità e la rapidità con cui poteva essere prodotto una volta che si disponesse di un crogiolo. La sua diffusione può essere spiegata con un aumento demografico ovvia conseguenza della scoperta dell’agricoltura. Ciò costituisce una prova indiretta ma molto convincente del fatto che la scoperta dell’agricoltura sia avvenuta non in Medio Oriente ma in Europa.

Il fatto che la capacità nella specie umana di metabolizzare il latte in età adulta sia massima nell’Europa centrale e settentrionale per decrescere man mano che si scende nel bacino mediterraneo e scomparire di fatto presso le popolazioni non di origine europea, capacità che dipende certamente da un adattamento darwiniano, costituisce una prova molto chiara che in Europa tra la Scandinavia e l’arco alpino è stato introdotto per la prima volta l’allevamento dei bovini, preceduto probabilmente dall’addomesticamento della renna.

L’elenco delle invenzioni che si suppone noi Europei abbiamo importato dall’Oriente fra la preistoria e il Medio Evo, e che i devoti della teoria dell’origine orientale non fanno altro che snocciolare, è impressionante finché non lo si guarda troppo da vicino: l’alfabeto (ma i Fenici si limitarono, omettendo le vocali a creare una grafia semplificata del sistema pittografico rappresentato dai caratteri geroglifici e cuneiformi; la vera invenzione dell’alfabeto con la scomposizione della sillaba in vocali e consonanti fu fatta dai Greci), la bussola (ma i Cinesi avevano creato bussole di scarsissima efficienza: un pezzetto di magnetite su di un pezzo di sughero che galleggia in una bacinella, l’idea d’incernierare l’ago magnetico su di un perno venne ai marinai italiani di Amalfi), la stampa (ma i Cinesi avevano creato solo dei timbri inchiostrati, i caratteri mobili e quindi la vera invenzione della stampa fu dovuta a Gutenberg in Germania), la polvere da sparo (ma i Cinesi realizzarono solo petardi, le armi da fuoco e l’esplosivo da miniera furono creati in Europa), persino gli spaghetti (ma sembra che si producessero in Sicilia già due secoli prima della loro presunta importazione dalla Cina da parte di Marco Polo).

C’è un punto che è assolutamente necessario chiarire: questo non è un dibattito che si svolga su basi eque, lasciando parlare i fatti e gli argomenti. L’establishment accademico storico-archeologico-culturale, legato a doppio filo a quello politico, ha la possibilità di usare e di fatto usa a favore delle tesi “orientaliste” non soltanto un potente sistema mediatico, ma un vero e proprio metodo censorio, dimostrando chiaramente che stabilire la verità sul nostro passato è di certo l’ultima delle sue preoccupazioni.

Qualche anno fa, fortuitamente mi è capitato di imbattermi in nuovi tasselli da aggiungere al puzzle delle nostre origini e della nostra specificità in quanto europei, nuovi elementi che contribuiscono ancora di più a destituire di fondamento la leggenda di un’Europa tributaria dell’Oriente in tutte le sue acquisizioni materiali e spirituali.

L’aspetto paradossale della cosa è che questi tasselli si trovano in un testo di un autore di quelli che hanno il coraggio di proporre interpretazioni eterodosse del nostro passato, ma che è anch’egli affetto da strabismo mediorientale, sia pure in maniera meno marcata degli storici e degli archeologi “ufficiali”, ma è abbastanza onesto da fare alcune sorprendenti ammissioni.

Sto parlando di Ian Wilson e del suo libro I pilastri di Atlantide (Fratelli Fabbri Editori 2005).

In questo testo, l’autore sviluppa l’ipotesi, che sembrerebbe essere confermata negli ultimi anni, che quello che è attualmente il Mar Nero sarebbe stato migliaia di anni fa un lago di acqua dolce di dimensioni nettamente inferiori al mare attuale, che sarebbe stato trasformato nel mare che oggi conosciamo da un catastrofico crollo della diga naturale che si trovava tra i Dardanelli ed il Bosforo, venendo invaso dalle acque del Mediterraneo, provocando la distruzione degli insediamenti umani che si trovavano sulle sue sponde.

Che quella che venne spazzata via da quest’alluvione, per un lato identificata con il diluvio biblico, sia stata la civiltà madre di tutte le successive culture europee ed asiatiche e che questa civiltà madre possa essere identificata con l’Atlantide platonica, naturalmente, rimane una congettura tutta da verificare; ma tant’è, vari ricercatori hanno collocato Atlantide nelle isole dell’Egeo, nell’Africa del nord, in Mesopotamia, nelle Americhe, persino in Antartide, ci può stare anche un’Atlantide pontica.

Wilson, c’era da scommetterci, guarda soprattutto alla sponda anatolica, ma è abbastanza onesto da ammettere che vi sono indizi importanti che l’Europa e non l’Asia sia stata teatro di alcune scoperte fondamentali nella civiltà umana: la metallurgia e la scrittura.

Il rame, lo sappiamo, è il metallo più antico conosciuto dall’uomo. Ebbene, dove pensate che si trovino le più antiche miniere di rame conosciute al mondo? In Egitto, in Mesopotamia, in Siria, in Palestina, in Anatolia? Niente affatto, lungo il Danubio! Precisamente nella località di Rudna Glava nella ex Jugoslavia, come Wilson ci racconta:

“Artigiani metallurghi ottenevano la materia prima risalendo lungo il fiume Danubio fino a Rudna Glava nell’ex Jugoslavia, dove si trovano le miniere di rame più antiche finora scoperte. La cultura metallurgica di Varna [Bulgaria] non ebbe comunque vita lunga. Per ragioni che, ancora una volta sono probabilmente da mettere in relazione con l’aumento del livello dei mari, verso il 4000 a. C. il sito venne abbandonato. Ignoriamo la destinazione dei suoi abitanti e dei suoi fabbri”.

Ma questo è ancora solo l’antipasto, perché è sempre in Europa, e non in Medio Oriente, che è avvenuta l’invenzione che ha rivoluzionato la civiltà umana e determinato il passaggio dalla preistoria alla storia, l’invenzione della scrittura.

Noi dobbiamo distinguere fra le scritture alfabetiche e quelle non alfabetiche; queste ultime possono essere ideografiche (ogni segno serve a rendere un concetto, è cioè un ideogramma) o sillabiche (ogni segno equivale ad una sillaba). In pratica, la maggior parte delle scritture non alfabetiche, dai geroglifici egizi agli ideogrammi cinesi, è una mescolanza di caratteri ideografici e sillabici. L’inconveniente principale di questo tipo di scritture, è che esse richiedono la conoscenza di almeno un paio di centinaia di segni. Di conseguenza, dove si usano, la scrittura non diventa quasi mai un’abilità diffusa, ma è generalmente il possesso di una casta di scribi specializzati, con tutte le implicazioni sociali relative.

L’invenzione dell’alfabeto è generalmente attribuita ai fenici, ma i fenici si limitarono a semplificare una scrittura sillabica derivata forse dal demotico egizio, con la notazione delle sole consonanti, senza vocali e senza stacco fra le parole: nprtcfncscrvvncsvcmprnsbl, in pratica i fenici scrivevano così, vi è comprensibile? Rispetto a ciò, i Greci realizzarono un progresso fondamentale che ne fa secondo molti i veri inventori dell’alfabeto: la fissione della sillaba che viene finalmente divisa in consonante e vocale, dando luogo al semplice e pratico metodo che negli ultimi tre millenni è rimasto sostanzialmente invariato. Secondo alcuni autori, la fissione della sillaba è stata un’invenzione la cui importanza è paragonabile a quella della fissione dell’atomo.

Il testo di Ian Wilson ci rivela dell’altro, una scoperta fondamentale della quale si è parlato pochissimo, al punto da far toccare con mano il fatto che quella che passa per scienza storica è una congiura per nascondere la verità, così come lo era la “scienza” dei dotti aristotelici che si opponevano a Galileo o quella degli ecclesiastici che hanno combattuto Darwin.

Dove è stata ritrovata la più antica scrittura conosciuta al mondo? Provate a dire: in Egitto, in Mesopotamia? No, guarda caso, ancora una volta in Europa!

Anche stavolta non si tratta di una scoperta recente, risale al 1961, mezzo secolo fa, un tempo più che sufficiente per dimostrare che in questi campi esiste un vero “coverage” delle informazioni finalizzato al mantenimento dei privilegi che la casta dei presunti storici ed archeologi ricava dalla sua presunzione di conoscenza.

Questa scoperta fondamentale, ci racconta Wilson, è avvenuta nel 1961, mezzo secolo fa, e si è subito provveduto ad avvolgerla di un velo di riserbo in modo che non arrivasse al grosso pubblico, tanto metteva in crisi i dogmi dell’archeologia ufficiale:

“Questa scoperta fondamentale è venuta alla luce nel 1961, quando l’archeologo rumeno N. Vlassa era intento a compiere degli scavi in un sito preistorico della Tartaria nei pressi di Turda nella Romania occidentale. Nel livello inferiore del sito, che lui sapeva appartenere alla cultura Vinça, si imbatté in un pozzo nel quale si trovava lo scheletro di un adulto, 26 statuette di argilla cotta, due statuette in alabastro, un braccialetto di conchiglie Spondylus e tre tavolette di argilla.

Due di queste tavolette sconcertarono Vlassa. Infatti, pur se la data apparente della sepoltura si attestava attorno al 4500-4000 a. C., queste tavolette recavano iscrizioni pittografiche (…).

La prima forma di scrittura pittografica – riconosciuta come tale – è venuta alla luce ad Uruk, nell’attuale Iraq, sembrava essere opera dei Sumeri. Tuttavia la scrittura su queste tavolette, che provengono dalla Tartaria, sembra risalire ad oltre un millennio prima (…)”.

Sinclair Hood, un eminente archeologo britannico che ha studiato queste tavolette ha affermato che:

“I segni sulle tavolette della Tartaria mostrano sconcertanti analogie con la scrittura pittografica che sarebbe comparsa a distanza di alcune centinaia di anni nella Creta minoica (…).

Una volta che la scrittura è stata riconosciuta come tale, sono stati inquadrati nella giusta luce anche altri reperti, compresi alcuni frammenti ceramici scoperti nel 1870. In ogni caso (…) nessuno poteva essere in grado di intuire che questa scrittura si era potuta sviluppare in un periodo antecedente al III millennio a. C., all’interno di un’altra cultura, in una regione che non fosse né l’Egitto né la Mesopotamia”.

“Nessuno poteva essere in grado di intuire” che un’invenzione fondamentale per la civiltà umana quale la scrittura potesse essersi sviluppata “in una regione che non fosse né l’Egitto né la Mesopotamia”, una regione europea. O meglio, ci si è rifiutati di vedere anche di fronte alle prove tangibili, si è censurata l’informazione, si è fatto in modo che in mezzo secolo non arrivasse al grosso pubblico né tanto meno sui libri di storia. Qui abbiamo il pregiudizio mediorientale all’opera in tutta la sua evidenza, oltre che la riprova dei metodi censori impiegati per mantenere un’opinione prefabbricata.

Oggi l’identità europea appare minacciata come non lo è stata mai nei millenni trascorsi, essa rischia di essere travolta dalla globalizzazione, dalla sudditanza politica alla potenza di oltreoceano che si sta traducendo in un’invasione “culturale” che ha già notevolmente abbassato il livello della cultura europea avvelenandola con rozzi schematismi mediatici, ed oggi anche dal meticciato etnico.

Senza dubbio, svelare la mistificazione della storia, riscoprire il nostro retaggio, la grandezza della civiltà europea, ritrovare l’orgoglio di essere europei, ripudiare il falso mito di una “civiltà occidentale giudeo-cristiana” costruita interamente sull’adorazione di un libro orientale, non è che il primo passo, l’inizio della lotta contro l’asservimento dell’Europa e contro il pericolo che la minaccia, costituito dal meticciato costruito apposta per indebolire le sue basi etniche, la sua sostanza umana. Per quanto l’orizzonte sia cupo e le speranze siano poche, non possiamo esimerci dal lottare e perseverare, per essere degni dei nostri antenati e per dare una prospettiva di futuro ai nostri figli.

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60 Responses

  1. Gianfranco
    | Rispondi

    "Ci accusate di aver acceso la rivoluzione moscovita. Sia: accettiamo l'aacusa. E con questo? Comparata con ciò che l'ebreo Paolo di Tarso fece a Roma, la rivolta russa non è che uno scandaletto da cortile……"

    Forse il germe sulla validità della cristianità è tutto qui.

  2. Gianfranco
    | Rispondi

    Ooops! Ho dimenticato la fonte: rimedio

    – Marcus Eli Ravage. Articolo pubblicato in "Century Magazine", numeri 3 e 4, anno 1928

  3. Paganitas
    | Rispondi

    Condivido in pieno parola per parola ogni parte dell'articolo. Mi sembra anche di poter ricordare in questo caso il pensiero di Evola. Nel mondo in cui ci apprestiamo a vivere non ci sarà il problema di come distruggere la crisitanità, opera già stupendamente svolta dagli eredi ingrati e bastardi del pensiero giudaico cristiano, cioè i materialisti dialettici. Il vero problema sarà come riappropriarsi degli elementi della Tradizione che nel cristianesimo sono sopravvissuti e preservarli dalla violenza progressista.

  4. Gianfranco
    | Rispondi

    Paganitas ha centrato un'aspetto fondante del problema. Riappropriarsi della Tradizione, purtroppo, oggi come oggi, è praticamente impossibile; manca un motore funzionante.

    Per quanto centri studi come La Runa eThule siano sicuramente punti di riferimento e cogitazione, non sono bastevoli in quanto manca una scuola di formazione.

    Formazione approfondita e selettiva, in grado nel tempo di incidere su questa società.

    Il guaio è che non abbiamo più tempo; questo mondo stà morendo e noi (senza colpa attuale) siamo in ritardo spaventoso. Ciò che sopravviverà andrà alla ricerca del "nuovo", mentre noi saremo pochi, sparsi e scollegati.

  5. Kaisaros
    | Rispondi

    Ma si,saltiamo a piè pari tutte le fonti storiche che parlano di Gesù Cristo !!!

    Dallo storico Tallo che parla della crocifissione e dell'"eclisse" che ne è seguita,

    allo storico siriano Mara Bar Serapion che parla del "Re dei Giudei,ucciso dai giudei stessi ma sopravvissuto grazie al suo nuovo insegnamento"!!!

    Non mi aspettavo su un sito come questo di trovare una slinguazzata

    a personaggi come odifreddi ed ai suoi libretti pieni di falle e deliberate falsità.

    Troverete nuovi lettori dall'uaar in sostituzione di chi se ne va dopo articolo come questo,non c'è dubbio!

    Si definisce "patacca" la Bibbia

    ma si tiene in massima riverenza un matematico

    che scrive libri progressistoidi omettendo i dati che gli tornano contro.

    In nomine Odifreddi Domini Nostri !!!

    Ameeeeeen!!!

  6. Gianfranco
    | Rispondi

    Kaisaros, consentimi, non è fuggendo che il dialogo si approfondisce. E comunque il tema, credo, non si basa sul semplice "credo" "non credo", bensì sulle distorsioni che nel tempo sono avvenute al messaggio cristiano: e questo è innegabile. Distorsioni che alla fin fine hanno portato la Santa Sede ad una sorta di società per azioni. Distorsioni che hanno tolto al messaggio originale (tradizione) tutta la forza: e questo è innegabile.

    A mio giudizio Gesù Cristo-Dio è qualcosa di omnicomprensivo, essendo per definizione creatore. Sono gli uomini che lo restringono a propria immagine e somiglianza e lo "usano" a proprio tornaconto.

    In conclusione: le fonti storiche possono essere poche, scarse o nulle, non è importante, è importante il messaggio originale. Gesù può essere esistito o meno può figlio di Dio o un semplice umano profeta attraverso il quale Dio ha rinnovato il messaggio. Cosa cambia?

  7. Paganitas
    | Rispondi

    @kaisaros penso che tu non abbia letto l'articolo. Io non vedo la slinguazzata ad odifreddi. L'articolo sottolinea il fatto che un matematico di impostazione progressista rileva una serie di caratteristiche innegabili della cristianità delle origini.

    Nulla da dire a favore del progressismo. Tutto si può dire tranne che il progressismo odierno non stia spazzando via con molta efficienza ogni aspetto del pensiero giudaico cristiano che gli ha dato origine.

    Non conosco gli scritti di Tallo e Mara bar Serapion ma non capisco cosa centri. La tesi di fondo dell'articolo, tra l'altro sostenuta da molti, è dimostrare l'oggettiva ed innegabile disparità fra l'influenza odierna del cristianesimo e del giudaismo sulla cultura mondiale ed il modo in cui i contemporanei del tempo effettivamente vissero gli avvenimenti narrati dalla mitologia di questi pensieri. Allora ti potrei citare anche Tacito che in un passaggio parla di Cristo. Appunto ne parla in poche righe. Semplicemente gli storici del tempo, un pò come i massmedia di oggi avrebbero teoricamente dovuto dare molto risalto alla vicenda. Delle guerre puniche per farti un esempio a caso ci è pervenuto molto materiale. Anche delle guerre di Gallia per esempio. Tutto qua nessuna slinguazzata al progressismo.

  8. Matilde
    | Rispondi

    Non conosco le ricerche di Odifreddi ma per quel poco che o potuto sentire non lo descriverei certo come il diavolo in persona, mi sembra eccessivo dire il contrario, è solo uno studioso che argomenta i risultati delle proprie ricerche, che ovviamente non possono essere distaccate e prive dell'influenza della cultura in cui si è stati cresciuti, ma non per questo lo si puo crocifiggere.

    Anche se a Malinwsky piace pensare il contrario un ricercatore non potrà mai essere assettico alle influenze esterne.

    Comunque ho trovato questo articolo molto interessante di sicuro un ottimo spunto su cui riflettere solo secondo me quando si comunica bisognerebbe stare molto attenti al linguaggio che si usa, quà e là ho visto alcune affermazioni che potrebbero essere male interpretate.

  9. Kaisaros
    | Rispondi

    x gianfranco:

    a me di cosa faccia la Chiesa dei suoi soldi poco mi interessa.

    E mi interessa poco perchè non è stata fondata per essere

    una banca equa e solidale,ma per diffondere un messaggio;

    e tale messaggio viene portato avanti da 2000 anni senza

    alcuna distorsione (se si escludono deviazioni del concilio vaticano II).

    Un tempo i grandi pittori dipingevano,su commissione del Vaticano stesso,

    dipinti dove cardinali e Papi venivano ritratti all'inferno.Chiaro messaggio che

    non si tratti di un mondo totalmente limpido e giusto.

    E' il messaggio che conta.

    Per il resto il messaggio cattolico è lo stesso del X secolo,

    del 4 o del primo.

    Dell'istituzione che vi sta intorno poco mi interessa.

  10. Kaisaros
    | Rispondi

    x paganitas:

    gli aspetti innegabili sarebbero che non ci sono fonti,quando invece ci sono?

    Quei Tallo e Mara Bar Serapion sono due storici dell'epoca che parlano

    di Gesù Cristo,mentre il libro di odifreddi afferma in maniera con convinzione che di storici che ne parlano non ce ne sono.

    Per il resto,il progressismo e la sua anti-cristianità sono

    figli del giudaismo,anch'esso profondamente anti-cristiano.

    Se vedete giudaismo e cristianesimo come due cose simili

    e non invece antitetiche,non avete capito niente;ma niente di niente.

    State dicendo che Gesù ed i farisei erano grandi amiconi !!!

    Infine,se tutto l'articolo si fonda sulla "disparità tra l'influenza del cristianesimo

    ed il modo in cui furono vissuti",

    beh allora si basa sul nulla.

    Difatti pretendi che la crocifissione di quello che era considerato l'ennesimo agitatore ebraico avesse lo stesso risalto di una guerra dell'impero che comandava

    il mondo.

    Aggiungendo a questo che all'epoca chi aveva veramente capito la portata di quel messaggio erano veramente pochi,che l'hanno diffuso dedicandovi la loro vita

    ed in molte generazioni.

    Insomma,si pretende che gli storici si mettessero d'accordo per scrivere libri

    sul portatore di un messaggio che loro probabilmente non comprendevano e non

    volevano comprendere e di cui niente gli interessava(visto il "menefreghismo" Romano nei confronti delle religioni dell'impero),invece di lavorare per la causa dominante(come fanno gli storici)

    e magari in tempi brevi,brevissimi(5-6 anni,sennò odifreddi s'incaxxa).

    Capisci bene che quelle che volevano essere tue argomentazioni non fanno

    altro che mettere ancora più in risalto quanto il libro in questione sia

    una patacca incredibile,resa credibile sono dall'anti-cristianesimo di chi legge

    (che siano "uaarini",sinistroidi vari o tifosi del "revival pagano").

    E ' ironico,MOLTO ironico…..

    perchè l'articolo è proprio intitolato

    "la mistificazione della storia".

    Mai titolo fu più azzeccato ; )

    Saluti.

  11. Paganitas
    | Rispondi

    @kaisaros a parte la tua crociata antiodifreddiana che continui a portare avanti per non si sa quale motivo visto che qua nessuno lo sta difendendo. Sarà forse che odifreddi è nell'indice dei tuoi libri proibiti, ma cosa vuoi noi poveri stolti che abbiamo una visione policentrica del mondo e non monocentrica abbiamo il difetto di sapere che il mondo è fatto di differenze.

    Ma passando a quello che dici: innanzitutto affermi che il giudaismo è antitetico al cristianesimo e questa affermazione è già talmente assurda che sarebbe meglio finirla qua. Cioè è come dire che l'italiano è antitetico al latino.

    Ma proseguiamo affermi che la vita di Gesù, tramandata come la più grande storia mai raccontata dai cristiani stessi (e già qua sei smentito dagli stessi cristiani), abbia avuto un impatto risibile sulla vita dei contemporanei perchè gli altri se ne fregavano nonostante Gesù resuscitasse morti, guarisse chiunque, sfuggisse a chiunque volesse ucciderlo, camminasse sulle acque, moltiplicasse cibo e bevande, parlasse qualsiasi lingua e molto altro. Tutto questo lo ha fatto per tre anni, in una delle provincie più sotto osservazione dell'impero vista la sua turbolenza, con migliaia di persone e folle che lo osservavano e tutto questo ha lasciato tracce scarse perchè i romani erano distratti. Argomentazione ferrea direi.

    Infine non si tratta di anticristianesimo nè di revival pagani (parli di sinsitra di cui in questo sito non c'è nemmeno l'ombra) e anche qua dimostri di usare parole fuori posto. Io finora non ho letto un articolo che fosse contro qualcosa in questo sito. L'unica cosa stigmatizzata che ho visto è stata l'intolleranza monoteista che tu dimostri di impersonare splendidamente. Si tratta di stare dalla parte della Tradizione.

  12. gigi
    | Rispondi

    Scontrarsi sulla figura storica di questo profeta è forse l'aspetto più indicativo di quanto sia stato recepito quel messaggio. Ma poi,una TRADIZIONE che ha solo 2.000 anni che tradizione è? Noi siamo ben più antichi: chiamiamo il cristianesimo una rivoluzione, cioè l'opposto di ciò che personalmente intendo con TRADIZIONE; e in fondo in questa dialettica tra l'agire trasmesso ( dai padri ) e l'agire che gli si rivolta contro vi è tutta la dinamica dei movimenti di pensiero. Non ho più bisogno che mi si spieghi perchè devo credere in una fede ( ma si può "credere" in una FEDE ? ci si sottomette e basta…), nè ho bisogno che mi si dimostri che non ci devo credere: questo articolo è Storia, dati,non pensiero religioso. Le stanze del Vaticano, a mio modesto avviso, furono affrescate nello spirito del paganesimo rinascente,quella fiammeggiante cultura di cui, ancora qui, vediamo qualche scintilla. Concludendo: apprezzo molto la vostra preparazione,anche quando produce contrasti così marcati benchè istruttivi.

  13. Gianfranco
    | Rispondi

    X Kairos

    Non dubito sul messaggio, che ho ben distinto da tutto il resto, ma rimane il "tarlo" che dal Concilio Vaticano II ha infestato il tutto. La Chiesa del X° secolo NON E' quella attuale, d'altra parte non è più possibile scindere la Chiesa da quello che fa la Chiesa. Una volta (neanche tanto tempo fa) si diceva "segui ciò che il prete dice non quello che fa". Non condivido per ovvi motivi, è un giustificazionismo a priori che non valuta l'esempio, cosa che invece Gesù applicò. Quindi una congrua parte delle colpa dell'attuale scollamento ricade sulla Chiesa perché essendo infallibile trasferisce sullo stesso piano del messaggio anche i guai che combina.

    Ritengo che ostracizzare Odifreddi non sia costruttivo, anche perché la Bibbia stessa è stata modificata nel tempo (se trovi una qualsiasi stesura del XVI° secolo, per esempio, vedrai che diversi passi non collimano con l'attuale) essendo essa la voce di Dio mal si concilia con il suo rimaneggiarla. Questo ingenera dubbi, risalta incongruenze, facilita la critica storica. Come hai ben evidenziato è il messaggio che conta. Odifreddi non mi sembra che critichi il messaggio bensi il farisaico tempio che intorno è stato costruito.

  14. Gianfranco
    | Rispondi

    X Kairos post scriptum

    Mara bar Serapion visse in un periodo (non ben preciso) che va dal 73 al 125 d.C,

    è quindi logico che faccia riferimento a Gesù; anche se lui cita "il giusto re dei giudei" e non Gesù. Siccome cita Socrate, Platone ed altri come esempi di saggezza e virtù, il suo potrebbe essere un riferimento a Salomone o ad altro re giudeo.

  15. Matilde
    | Rispondi

    Nulla da eccepire sul messaggio di Gesù, che era ed è tutt'oggi un messagio di pace concordia e rispetto, il problema non sono le sue parole e nemmeno Gesù stesso che da Dio incarnato o Uomo, è stato un saggio e un precursore. il problema è la CHIESA come istituzione sociale, che non solo non svolge più il suo ruolo come luogo di aggregazione neccesario per conoscere le differenze e renderle punto di incotro costruttivo, ma si sta sempre più allontanando dal messaggio di cui pretende esssere l'unico portatore (cosa non vera) quanto al concilio Vaticano II come tutti i fatti storici rilevanti ha avuto i suoi prò e i suoi contro ma del resto è normale perchè pur ammettendo che il Papa sia stato guidato dal volere di Dio, sempre un uomo è, quindi come ogni essere umano è fallibile, non per questo però si può dire che dal Concilio non sia venuto nulla di buono.

  16. Gianfranco
    | Rispondi

    x Matilde. Siamo d'accordo sull'impostazione, non condivido la conclusione.

    Come si fa ha conciliare l'infallibilità dogmatica con la giustificazione umana? Sono contraddizioni in termini e di fatto. Dove inizia l'uno e dove finisce l'altro?.

    Non so cosa sia uscito di buono dal Concilio Vaticano II, certamente qualcosa; purtroppo sono le scelte sbagliate e gli effetti deleteri che condizionano i risultati, o meglio confermano.

    Del Concilio rimangono solo i disastri: modifica della liturgia (tradizione e dogma a ramengo), dismesso l'abito talare (il prete è solo uomo e non messaggero di Dio), musica beat o rock nelle funzioni (la maestosità e la partecipazione a livello di sagra paesana), santi, santini a beati a profusione per il solo vantaggio politico o d'immagine (il Papa si sostituisce a Dio), ingresso in pompamagna di elementi spuri (affaristi, massoni, ebraicizzati, ecc..), relativismo e qualunquismo sociale (immissione castrante di immigrati), sfruttamento degli immigrati ai soli fini utilitaristici (rinuncia all'ekumene),… basta e avanza.

    Qual'é il messaggio di Gesù Cristo? Quello della chiesa, quello del Papa (capo della chiesa), quello della Bibbia, quello del Nuovo Testamento. Dov'é la tradizione di 2000 anni?

    Potrei andare avanti così, ma non arriveremo da nessuna parte. Il cancro ha eroso e corroso tutto il corpo e non si comprende più dov'è il messaggio salvifico e chi ne ' il portatore.

  17. Silvano Flavio Pagus
    | Rispondi

    Per quanto l’orizzonte sia cupo e le speranze siano poche, non possiamo esimerci dal lottare e perseverare, per essere degni dei nostri antenati e per dare una prospettiva di futuro ai nostri figli…Ho riportato queste parole per sottolineare quanto sono debitore nei confronti di chi, con la propria opera, ci consente di avere sempre più frecce al nostro arco per indirizzare le nostre generazioni verso quella che riteniamo essere l' unica Via percorribile, la Via della Traditio.

    Aggiungo un' esperienza personale per chi si scandalizza nel sentir definire la Bibbia una patacca. Frequento la facoltà di Scienze Religiose (VE), presso la quale insegna un mons. che è tra i traduttori dell' ultima versione della Bibbia CEI.Bene, lo stesso, più volte, coraggiosamente e onestamente, ci ha fatto presente che un conto è quanto trova scritto nei testi originali, ed un' altro è quanto è costretto a proporre come traduzione affinchè non si creino problematiche di fede essendo comunque soggetto all' autorità vescovile depositaria della fede, la quale in definitiva stabilisce quanto scrivere e cosa.

    Un gruppo di teologi, dietro una grande mole di libri di teologia che cercano di indagare il divino non vedono al di là un bimbo che parla con Cristo.

  18. Kaisaros
    | Rispondi

    x paganitas:

    "intolleranza monoteista" ?

    Potrei dire lo stesso di te,bollandoti

    di essere un "pagano intollerante".

    Ma non mi interessa piagnucolare.

    Inoltre l'esempio della sinistra era uno dei tanti

    possibili(ho citato anche l'uaar,ma non mi pare

    di essere sul loro sito).

    Per quanto riguarda cristianesimo e giudaismo,

    sono realmente due mondi differenti;

    basti pensare che gli esponenti del primo

    hanno fatto ammazzare non solo il fondatore del secondo,

    ma anche tutti i suoi seguaci.

    Questo discorso della filiazione tra giudaismo e cristianesimo,

    portato avanti estensivamente dall'area "tradizionale"

    si basa nelle migliori delle ipotesi su un pasticcio,un insalata mista. basata

    se va bene sull'esteriorità.

    Per il resto,parli di accadimenti che secondo te avrebbero dovuto

    fare grande presa sull' "opinione pubblica" del tempo

    (che tra l'altro non esisteva………..).

    E questi fatti,degni di libri e libri dei grandi storici dell'impero sono:

    sfuggire a chi volesse ucciderlo:

    è un segno miracoloso?

    Se mi vogliono lapidare ed io scappo,

    restando lontano da chi vuole uccidermi devo

    avere una biografia di Cassio Dione?

    Camminasse sulle acque:

    accadde una volta,in piena notte e davanti solamente agli apostoli:

    o magari pretendete"odifreddinamente" che sul posto

    ci fosse uno storico pronto a prendere appunti !!!

    Si sa mai che succeda qualcosa……

    Guarisse chiunque:

    la storia è piena di guaritori;che fossero veri o finti,

    che lo facessero per conoscenze,poteri occulti o perchè

    figli di Dio,non è buon motivo per farne un'epopea letteraria.

    parlasse qualsiasi lingua:

    in realtà parlava verosimilmente aramaico,latino e greco:

    non serve un miracolo pre conoscere 3 lingue,a meno che tu non

    sia particolarmente refrattario alla cultura.

    E così via.

    Vedi bene che ve la cantate e ve la suonate;

    pretendente una collana di biografie

    per uno che parlava 3 lingue,che non amava

    farsi prendere a sassate ed aveva fama di guaritore.

    Della serie "il successo è democratico!!!".

    In ogni caso le citazioni di storici dell'epoca

    (quelle sopra citate)restano.

    Infine puoi anche evitare di fare la parte del

    "libero pensatore" che si è sciolto dai "lacci del dogma",

    che da animale libero guarda con sdegno i

    "cristiani pecore",schiavi del dogma,

    cattivoni intolleranti e pieni di rancore contro

    le anime libere !!!

    E' una categorizzazione alquanto

    risibile e squallida.

    Ma se ti può far sentire bene,

    vai pure avanti ; )

    Saluti.

  19. Kaisaros
    | Rispondi

    x gianfranco:

    è senz'altro vero che la Chiesa è cambiata;

    ma solo dopo il concilio vaticano II.

    Quella del terzo,del decimo o del dicianovvesimo secolo

    erano in tutto e per tutto simili.

    E in ogni caso la Chiesa si incarna nel magistero che

    porta avanti,non nell'istituzione "politica".

    Difatti non ha senso dire "essendo infallibile trasferisce sullo stesso piano del messaggio anche i guai che combina".

    Perchè la Chiesa è infallibile esclusivamente per quello che

    riguarda la Fde e la Morale(ad esempio il Papa quando parla ex cathedra).

    Al di fuori di quei casi non è infallibile per niente.

    Per questo è necessario dividere la Chiesa dall'istituzione che e è intorno.

    Il prete che entra in massoneria o che ha affari economici non limpidi

    non sono "verità di fede",per quanto siano un segno nefasto(cresciuto in coincidenza coi cambiamenti modernisti peraltro).

    Per il resto non mi risultano cambiamenti nella Bibbia;

    tanto che gli pseudostorici che affermavano tale tesi

    sono stati smentiti dai ritrovamenti di manoscritti dei primi secoli d.C,

    perfettamente uguali a quelli presenti oggi.

    Infine,se odifreddi criticasse (a suon di pu**anate peraltro)

    la Chiesa come istituzione politica,potrei capire.

    Ma critica con argomentazioni false TUTTO il cristianesimo,

    persino l'esistenza di Cristo.

    Che poi è definire "farisaico tempio" la Chiesa fondata da Gesù stesso

    ad essere farisaico.

    Saluti.

  20. Kaisaros
    | Rispondi

    x matilde;

    "messaggio di Gesù, che era ed è tutt’oggi un messagio di pace concordia e rispetto".

    "Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma una spada".

    Non stonano un pò queste due affermazioni?

    Il primo è di un cristiano post-concilio vaticano II,

    il secondo è di Cristo.

    La chiesa ecumenica,pacifista,della "teologia della liberazione",

    del pluralismo e del progressismo

    è una parodia della vera Chiesa.

    Come è una parodia dire

    "la CHIESA come istituzione sociale, che non solo non svolge più il suo ruolo come luogo di aggregazione necessario per conoscere le differenze e renderle punto di incontro costruttivo".

    differenze?

    punto di incontro costruttivo?

    "Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scuotete la polvere dai vostri piedi".

    Questo era il "pluralismo" di Gesù.

    Se tornasse domani prenderebbe questi pseudocattolici

    a calci nel culo.

  21. Paganitas
    | Rispondi

    @Silvano Flavio Pagus finalmente uno che va al punto!! Nobis 😉

  22. Musashi
    | Rispondi

    Kaisaros,

    parole sante.

  23. Matilde
    | Rispondi

    Scusate, tanto sarò Io che ho intepretato male il messaggio, allora.

    e comunque per vostra informazione non sono cattolica.

  24. Kaisaros
    | Rispondi

    x silvano flavio pagus:

    esattamente la distorsione della Chiesa post-conciliare;

    nient'altro (e nessuna rivelazione particolarmente scottante).

    Non a caso i cattolici stanno sempre più ravvicinandosi

    alle fonti originali,dalla Messa tridentina alla Bibbia in latino

    (che essendo stata scritta 16 secoli fa,tradotta da testi di 4 secoli prima difficilmente ha subito modifiche).

    Insomma,i salti mortali di un membro del clero

    post-concilio vaticano II per trasformare la Bibbia

    in una patacca(in questo caso si può dire) politicamente corretta

    fanno poco testo.

    L'importante è trovare manoscritti antichissimi

    le cui parole coincidono totalmente con quelle

    dei testi correnti(ripeto,non post-conciliari)

    e vedere che le parole di Pio IX,di Tommaso d'Aquino

    e di San Pietro seguono la stessa Via.

    Che il monsignore debba tradurre

    "i farisei sono figli di Satana"

    in

    "i nostri fratelli maggiori(definizione aberrante ed eretica,ndr)

    sono bravissime persone"

    per non contrariare la sinagoga

    oppure

    "la donna segua il suo uomo"

    in

    "viva le pari opportunità in saecula saeculorum"

    sono problemi del tutto diversi dalla veridicità del

    Magistero e della sua ininterrotta continuità

    da 2000 anni a questa parte.

    Saluti.

  25. Gianfranco
    | Rispondi

    Voglio provocare.

    Cosa è la Bibbia, il Vecchio o il Nuovo Testamento?

  26. Paganitas
    | Rispondi

    Questo articolo oltre ad essere molto bello è riuscito anche a portare allo scoperto una seria di questioni mai sopite e che sono tutt'altro che risolte. Il problema è semplice: cosa costituisce Tradizione e cosa no? La risposta a mio parere ci viene come al solito dal Maestro della Tradizione: Julius Evola. Egli fu sostenitore della Tradizione Solare. Egli per primo dai tempi di Imperialismo Pagano si pose il problema di come distinguere ciò che era Tradizionale e Ario da ciò che non lo era. Dopo i furori giovanili di Imperialismo Pagano, approdò infine ad un più maturo concetto di Tradizione, concentrandosi su quella che sarebbe poi stata una delle sue più grandi teorie ovvero la Razza dello Spirito.

    Al fine di tagliare la testa al toro e vedere chi è veramente tradizionale mi sono sforzato di preparare un piccolo test a cui chi vorrà risponderà. Non è nulla di che e l'ho fatto con le mie umili forze ben sapendo di non sapere. A seconda delle risposte che darete si capirà un pò a che razza spirituale appartenete e definitivamente si inizierà a comprendere cosa è Tradizione da cosa no.

    1) Secondo voi la storia é:

    a)ciclica

    b)lineare

    2)Secondo voi il mondo è sorto:

    a)dal Chaos – Dio ordinatore

    b)dal nulla dopo lo Tzim Tzum – Dio creatore

    3)Le Idee dell'Iperuranio:

    a)sono modelli superiori a cui il Demiurgo si ispira

    b)sono concetti innati ma subordinati alla mente di Dio

    4)Secondo voi l'arbitrio dell'uomo è:

    a)libero

    b)servo

    5)Secondo voi:

    a)l'uomo cerca il divino e vuole essere come lui

    b)l'uomo riceve il divino che gli si rivela

    6)Il Cristianesimo:

    a) conserva elementi della Tradizione

    b) è integralmente la Tradizione

    7)Il peccato originale:

    a) non esiste la mia unica responsabilità è ciò che non riesco a fare

    b esiste e io sono colpevole

    8) Tha last but not least:

    a) Israele non è il popolo eletto però sono stati dei furbacchioni a farlo credere a kaisaros 😉

    b)Israele è il popolo eletto, poi ha rifiutato il Cristo ed ora il suo posto è stato preso da Santa Madre Chiesa.

    Invito i moderatori del sito a creare un test generale da applicare a tutti i frequentatori del Centro Studi La Runa. Sarebbe interessante e schiarirebbe le idee a molti.

    Pregherò il Signore delle Rune perchè vi accompagni nelle vostre risposte.

  27. Gianfranco
    | Rispondi

    Paganitas

    Sono d'accordo con il test, ma alcune cose necessitano di essere conosciute.

    Personalmente non conosco l'Iperuranio; per cui rispondo per quello che "sento" e conosco.

    1) Per me la storia è ciclica pur riproponendosi sotto forme e aspetti differenti.

    2) Da un Dio ordinatore.

    3) ——

    4) L'arbitrio è libero ma il nostro destino nasce con noi. La fatalità non ci appartiene se non per aspetti episodici ed estranei al nostro "io".

    5) Riceve il divino; esserlo è presunzione

    6) Questà è un po scivolosa: a) sicuramente conserva molti elementi della tradizione (se non la maggior parte), b) Non può essere integralmente la tradizione è un non senso. A condizione di definire quale "Cristianesimo": quello di Gesù Cristo o quello della lotta fra Pietro e Paolo?

    7) Non esiste. E' una forma coattiva di pressione

    8) Non è il popolo eletto, se non per il loro Dio, che non può essere lo stesso dei Cristiani (Non avrai altro Dio fuori che me – non si dice io sono l'unico Dio)

    Comunque la mia "domanda" sulla Bibbia verteva a porre in evidenza ciò che appartiene alla tradizione dell'uomo da ciò che è stato arbitrariamente aggiunto per esigenze differenti.

  28. Paganitas
    | Rispondi

    @gianfranco grazie Gianfranco! Questa è un'ottima domanda se mi fosse venuta in mente l'avrei messa nel mio test. Inizio a risponderti secondo la mia opinione.

    La Bibbia è il libro sacro dei giudeo cristiani. Il suo canone varia a seconda della confessione che viene presa in considerazione. Basti vedere come il canone dei samaritani è più corto rispetto a quello dei giudei.

    La divisione Antico Testamento e Nuovo Testamento è pretestuosa a mio parere. E' un espediente per confondere le acque. Il Nuovo Testamento è una versione aggiornata del giudaismo reso più cosmopolita dai giudei ellenizzati della Grecia dei primi secoli d.C. La lingua diventa il greco invece dell'ebraico o l'aramaico, vengono creati alcuni espedienti per accogliere i nuovi arrivati e non farli sentire subordinati agli ebrei, il Cristianesimo acquisisce alcune caratteristiche tipiche Indoeuropee come la concezione trinitaria e l'antico politeismo viene trasformato nel culto dei santi.

    Sarebbe interessante approfondire l'argomento sugli apocrifi che renderebbe ancora più chiara l'ambiguità del Cristianesimo delle origini che è poi l'oggetto di questo articolo.

  29. Kaisaros
    | Rispondi

    x paganitas:

    come sospettavo,hai sostanziali problemi di comprensione.

    Sei riuscito a capire dai miei interventi(resterà per sempre un mistero COME)

    che io considero gli ebrei come il "popolo eletto"

    (definizione inesistente tra l'altro,perchè quella originale,anche se ugualmente insensata,sarebbe "popolo scelto"…………).

    Cioè in pratica,scusate la franchezza,

    non hai capito un *****.

    Perchè posso comprendere che uno capisca un altra cosa,

    ma capire IL CONTRARIO,sia nei temi esposti

    che nei concetti generali,nel modus cogitandi,

    esemplifica problemi di comprensione lapalissiani.

    Spero solo che fosse semplicemente il preteso per lanciare

    una puerile frecciatina,consapevole che stavi dicendo

    una baggianata!

    P.s.

    Accusi i cattolici di essere nati dal giudaismo;

    ma se c'è qualcuno che pensa in base al giudaismo,quello sei te

    ed i tuoi compari paganeggianti.

    Per calcolare cosa è buono e cosa no prendi

    come criterio la distanza dal'ebraismo

    e se vuoi offendere qualcuno gli dai del filo-ebraico.

    Smetti di pensare ai giudei ogni tanto.

    La Chiesa(qulla vera,cioè pre-conciliare)

    ci pensa solo quando prega per la loro conversione

    ed accettazione del Messia che aspettavano.

    Te ci pensi costantemente.

    Tra la vulgata del "povero ebreo" con tanto di politici con la kippah

    ed i pagani con problemi di comprensione che se gli casca una penna

    danno la colpa all'ebreo più vicino

    non c'è una via di mezzo?

    Saluti.

  30. Paganitas
    | Rispondi

    Kaisaros tranquillo.. i blog esistono proprio per interloquire. Ora respira a fondo, conta fino a 100 e poi con calma rispondi alle mie domande se vuoi 😀 sii cristianamente paziente

  31. Paganitas
    | Rispondi

    Gianfranco

    Ti ringrazio di aver risposto 🙂 innanzitutto ri-specifico nuovamente che nemmeno io sono esperto. Il sentiero iniziatico da me intrapreso è solo all'inizio 🙂 le tue risposte consentono però a mio parere di fare un primo bilancio:

    1) Hai una concezione ciclica della storia, in questo sei Tradizionale, la concezione lineare è stata introdotta nell'Occidente dall'Oriente attraverso il Cristianesimo. Tipica delle società Indoeuropee è la teoria delle quattro età riscontrabile tra Greci, Romani, Germani e Indù. Tutti di origine Indoeuropea.

    2) Un Dio Ordinatore che dà luce al Caos primordiale, anche questo si discosta dalla creazione ex nihilo. Il Dio Ordinatore è Tradizione come insegnano Platone ed Ovidio.

    3)Le Idee innate ma subordinate al Creatore sono un interessante arrangiamento di Sant'Agostino che ha coniugato cultura Semita ed Aria. La dottrina delle Idee della Tradizione le concepisce come realtà superiore da cui il Demiurgo trae spunto.

    4) Arbitrio libero è tipico degli Ariani, è interessante notare come in questo i Cattolici sono rimasti legati alla Tradizione professando anche loro il libero arbitrio. Per esempio i Protestanti credono nel Servo Arbitrio, una delle tesi più importanti di Lutero.

    5) Ricevere appartiene alle religioni rivelate dell'area semita. Tradizione è credere che ogni uomo è un dio mortale ed ogni dio un uomo immortale come diceva Evola.

    6) la sei è in effetti lunga da rispondere

    7) Una spiritualità Olimpica non si fa limitare dal senso di colpa ma da quello di responsabilità verso sè stesso e gli avi

    8) Ok

    Ok spero che anche altri rispondano! Così senza tanti giri di parole, teorie varie ed altro si può capire da che parte si è!! Spero che gli autori del sito ne facciano uno migliore per tutti.

  32. Gianfranco
    | Rispondi

    Signori, mi sono inserito in questo ottimo dibattito augurandomi di confrontarmi con educazione e savoir faire; cortesemente non scadiamo in offese dirette o indirette che siano.

    Proseguiamo:

    La Bibbia è composta da due testi base: il vecchio Testamento ed il Nuovo Testamento, fin quì non ci piove. Ora iniziano le differenze, il Vecchio testamento è sostanzialmente una fonte storica che traccia il percorso giudaico da Abramo fino a Gesù (più o meno). Il Nuovo testamento è invece, in gran parte, una serie di regole morali e comportamentali che, pur proseguendo dal Vecchio ne evidenzia le distorsioni. Non per niente le scudisciate di sui mercanti nel tempio hanno un ben preciso significato; essi vanno a colpire quella casta, ipocrita, che utiklizza il Tempio e le scritture per propri comodi. Detto in sintesi. Non per niente si evidenzia la separazione di ciò che è terreno da ciò che è sovrannaturale: "Date a Cesare ecc…."

    Sembrano dei punti inrilevanti nel contesto delle scritture sacre, ma non è così; essi tracciano un percorso chiaro e definito. Oltre ad una separazione pratica delle sfere d'azione, in nuce distingue i due aspetti fondamentali della Tradizione: quella legata alla terra e quella legata allo spirito. Aspetti dualistici e inscindibili.

    riprendo più tardi, perdonate.

  33. Paolo
    | Rispondi

    Buona sera a tutti. E' la prima volta che scrivo su questo sito. Vorrei invitare tutti alla calma e a cercare di tenere i toni bassi. Seppur con diverse sfumature, stiamo pur sempre tutti nello stesso "campo" e queste polemiche tra pagani e cattolici sono solo controproducenti. Io sono cattolico apostolico romano e proprio perchè tale ho un infinito rispetto per il mondo pagano, cui il Cattolicesimo Romano deve moltissimo. Purtroppo devo constatare che questo atteggiamento di rispetto è spesso ricambiato con scherno e derisione dai pagani. In questo articolo ci sono molte imprecisioni storiche a mio modo di vedere. E ho impressione che spesso si confonda il cristianesimo con il protestantesimo, quella si un forma antitradizionale e imbarbarita col giudaismo. Quanto agli ebrei, basterebbe leggere i violenti insulti anticristiani presenti nel Talmud per capire che fra i due fenomeni, dopo la Crocefissione, c'è ben poco in comune.

  34. Kaisaros
    | Rispondi

    x paganitas:

    francamente non mi interessa rispondere al tuo test;

    volevo solo farti notare le fesserie che spari

    (ben esemplificate dall'ultima).

    Fatto questo,il test formulato per cambiare discorso in primis

    e poi per scoprire se

    evola è tuo nonno non mi interessa particolarmente ; )

    Saluti.

  35. Gianfranco
    | Rispondi

    Riprendo.

    Definita (molto stringatamente) il dualismo della Bibbia, desidererei prenderne in esame le sue strutture.

    a) Vecchio Testamento. Il testo è un rimasticamento di culture non giudaiche (es: il diluvio e i comandamenti). L'esame approfondito di questi due eventi è un pò lungo, ma tenterò di ridurlo al minimo. La storia del diluvio universale è tratta dall'epoppea di Gilgamesh ed è un testo che a volergli bene è vecchio di oltre 2/3000 anni prima di Cristo e proviene dalla civiltà summera. Non per niente Abramo è anche detto l'uomo di Ur; ne consegue che nella sua emigrazione in Palestina si è portato tutto il bagaglio culturale del suo popolo (summero). I comandamenti sono mutuati dalla religione egizia (es: "ho dato pane all'affamato, vesti all'ignudo, e questo ho fatto per il desiderio di essere un eletto presso il dio grande" – stele funeraria egizia periodo dell'Antico Regno datata circa 2000 a.C.). Cfr. "L'antico Egitto -società e costume" ed UTET pg. 160 e seguenti.

    Non è difficile a questo punto inserire che l'invasione degli Hyksos (Re pastori) prima e la loro cacciata secoli dopo; abbia consentito a questi di appropriarsi 1) di forme culturali religiose altamente strutturate e ben articolate, 2) attraverso l'eresia del faraone Akenaton (il dio sole come unico dio) elaborano un individualismo di casta che li separa dal popolo dominato, gli egizi. Ricacciati nel deserto gli Hyksos non sono più incolti e bellicosi popoli nomadi bensì un insieme di tribù (12?) con un'identità e capacità ben superiori alle sparute città stato della Palestina. Inizia la conquista.

  36. Gianfranco
    | Rispondi

    D'altro canto il Mosé biblico potrebbe essere individuato nell'egizio A-mosis. Concludendo: il Vecchio Testamento non è altro che una cronaca (costruita nei secoli) di un popolo migratorio che alla fine si radica in un territorio estirpandone gli autoctoni (repetitia iuvant). Per consolidarsi e distinguersi (rifiuto dell'assimilazione) usa il bagaglio religioso, di casta, del sacerdozio egizio.

    2) Nuovo Testamento. A questo punto non è difficile individuare nelle parabole e nei detti, un tentativo di riportare all'antica purezza il bagaglio religioso e sociale (Cfr. testo citato) e la separazione, pur nella complementarietà, del potere religioso da quello temporale (vedi il prec.citato) ne è la conseguenza. Quì però s'innestano i privilegi di casta (niente di nuovo sotto il sole) dei sacerdoti giudei e la conseguente eliminazione del disturbatore ossia, Gesù Cristo.

    D'altro canto la condanna alla crocefissione è un supplizio prettamente ignominioso, esso viene comminato solo per efferati delitti (es.: parricio, assassinio da parte di schiavi, ecc…). La sua applicazioni nei confronti di Gesù, richiesta dal sinedrio serviva da esempio per tutti coloro che volessero tentare di seguirne le orme: Il governatore romano non trovò colpevole Gesù, ma per la tranquillità della provincia (costantemente in fermento più per lotte interne che per spirito di libertà) demandò la responsabilità agli accusatori. La sceta, se vera, di usare soldati romani per l'esecuzione é, a mio parere, dettata da opportunismo politico. In presenza di armati giudei i seguaci di Gesù potevano scatenare disodini, con i soldati romani la forma dissuasiva è evidente. Praticamente un palleggio sottile di reponsabilità che alla lunga si è rivoltata contro l'Impero.

    E torniamo al "messaggio", esso deriva da un mondo altamente compenetrato di religiosità e devozione; distinguendosene per la scelta del dio unico (ricordarsi del "Io sono il Signore Dio tuo, NON AVRAI ALTRO DIO FUORI DI ME).

    Gli eventi furono, di fatto, prettamente locali e circoscritti e rimasero tali fin tanto che Pietro rimase a guidare i fedeli.

    L'avvento di Saulo di Tarso (Paolo) modificò l'equilibrio. Le ragioni possono essere state diverse e poco conosciute. Rimane l'evento fondamentale: Paolo prende le redini della setta "cristiana" pur lasciando formalmente la guida a Pietro (delegato da Gesù Cristo), e si lancia nel proselitismo a tutto campo; e quì ritorniamo al passo iniziale di Marcus Eli Ravage.

    Alla prossima

  37. Katechon
    | Rispondi

    ciao a tutti,

    scrivo due righe per ringraziare Kaisaros per la sua testimonianza sul mondo del Cristianesimo.

    In effetti certo non meglio identificato "paganesimo – tradizionalista o meno" e lo spirito di autoghettizzazione dell'area , facilita la tendenza a rifiutare tutti i messaggi della modernità decadente, quelli buoni e quelli cattivi, quelli politici e quelli di fede.

    Quella tendenza la conosco bene, perchè era mia fino a qualche settimana fa.

    A proposito di dogmi, uno di questi che dura a morire fra i tradizionalisti è proprio quello di binomio automatico giudeo-cristianesimo.

    Sul rapporto tra Tradizione e Cristianesimo, si legga l'articolo di Dugin presente su questo sito "Julius Evola e il tradizionalismo russo".

    O sempre su centrostudilaruna, si legga "Così diceva Codreanu". Ci sarebbe molto altro, ma non mi vedo bene a dare compiti a casa.

    Inoltre veramente poco realistico, continuare a credere e a far credere, che il Cristianesimo abbia imposto la propria religione, scalzando le religioni europee. Può darsi ci siano stati episodi di violenza e coercizione, ma una religione e un messaggio di fede si irradia nell'Europa e nel Mondo, quando le precedenti forme religiose sono sulla via della decadenza, o semplicemente non hanno la stessa forza del nuovo messaggio religioso, in questo caso cristiano.

    un saluti a tutti

  38. Michele Fabbri
    | Rispondi

    sul rapporto fra Ebraismo e Cristianesimo, vi invito a leggere il pezzo in collegamento:

    http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_art

  39. Paolo
    | Rispondi

    e sul rapporto fra Paganesimo e Cristianesimo vi invito a recuperare le lectio magistralis tenuta de Benedetto XVI il 18 febbraio 2010. Qui c'è un link con la sintesi essenziale http://www.libero-news.it/news/352816/Benedetto_X…. Ma basterebbe citare autori come Tolkien e Gomes Davila di cui si parla diffusamente proprio in questo sito. Tra l'altro fu il secondo a dire "Il Paganesimo è l'altro Antico Testamento della Chiesa".

    A risentirci

  40. Musashi
    | Rispondi

    Le origini egizie di buona parte della tradzione giudaica, anzi mosaica nella fattispecie, sono abbastanza evidenti,e questo vale sia per la religione di culto popolare, sia per le forme exoteriche (kabala, che derivano dalla magia atlantico-egizia). Su questo sono in sostanziale accordo con Gianfranco (salvo precisare che è difficile dimostrare che gli Hyksos e gli Ebrei fossero lo stesso popolo- è questione controversa persino nel mondo accademico).

    E' però vero che se le forme tradizionali precedenti quali quelle altissime del politeismo filosoficamente colto di Numenio, di Plotino, di Giamblico, di Apollonio di Tiana, di Guliano imperatore, così come gli altri culti orientali a sfondo misterico e iniziatico (mitraismo) si trovaro improvvisamente a cedere il passo è evidente segno che il nuovo impulso e la nuova "fede" rappresentavano una istanza più in linea con l'Eone dei Pesci (essendo tradizionalisti credo riconoscerete l'idea tradzionale dei cicli astrologici..). Aggiungo anche che fino al III secolo, il crisitanesimo presentava numerose correnti, molte delle quali autentcamente esoteriche e legate alla Gnosi, perfettamente in linea con la temperie spirituale mediterranea del tardo impero. e soprattutto che la Gnosi è via assai lontana dalla religione confessionale che fu imposta da Costantino al concilio di Nicea.

    Ovviamente però è del tutto legittimo chiedersi, da un punto di vista tradizionale se, non tanto il messaggio del Khristos (che era Gnosi), quanto la religione teistica successivamente affermatasi sia o meno una "regressio" sul piano spirituale. Ritengo vi siano diversi punti per cui si debba dare un giudizio negativo su questo. Anche tenendo conto che la Tradizione a cui io mi ricollego è non tradizione exoterica ma esoterica.

  41. Noctulucus
    | Rispondi

    Mi pare di ricordare che la religione cristiana asserisca che "gli uomini sono tutti uguali". Un concetto che mi ricorda qualcosa…di ben poco Tradizionale…

    affermare che ebraismo e cristianesimo siano la stessa cosa è sicuramente inesatto. Lo è altrettanto sostenere che siano due religioni diverse l'una dall'altra. Il cristianesimo è una religione devozionale la cui anima semita è incontestabile. Chi nega ciò o è male informato o in malafede. Il cristianesimo accetta i Dieci Comandamenti della religione mosaica. Un sacco di utenti hanno scritto dotte disquisizioni logorroiche per dimostrare non si capisce che cosa. Altra colossale cantonata presa da qualcuno è la tesi secondo cui il cristianesimo sarebbe rimasto pressochè immutato nei secoli. A parte dogmi e verità elaborate letteralmente a tavolino, il cattolicesimo ha operato una rettifica nell'ambito di questa religione (non me ne vogliate) sfaldata e confusa, che ha conquistato l'Occidente perchè imperatori/imperatrici e uomini di potere l'hanno IMPOSTA PER LEGGE, abolendo tutti gli altri culti. Creando una Chiesa organizzata gerarchicamente, dotata anche di un esercito, sono entrati a far parte del cristianesimo concetti estranei ad esso. Insomma, come scriveva anche il Barone, ciò che vi è di Tradizionale nel cattolicesimo ha ben poco a che vedere col cristianesimo…non vi è fra l'altro bisogno di ricordare che l'indubbio valore che la Chiesa ha avuto in passato, è soltanto uno sbiadito ricordo, ormai persa nei meandri di preservativi, "scuse "per il passato, "dialoghi" interreligiosi e via degenerando…

    Non me ne vogliano i fedeli di Santa Romana Chiesa. Se siete cattolici, perchè non ci perdonate? magari potreste andare a lasciare commenti nel sito dei papaboys, lì non vi contraddirà nessuno, statene certi. Perchè dialogare con certi pagani…

  42. Paolo
    | Rispondi

    Ma come , Musashi, proprio tu adesso ti metti a impartire scomuniche? E a schernire chi ha solo impartito una via diversa dalla tua? E la visione policentrica che fine ha fatto? Ma lo sai che tutto il tuo astio mi ricorda proprio quello che di solito si rinfaccia ai bigotti cattolici?

  43. Musashi
    | Rispondi

    …per la verita' non mi sembra di aver aggredito nessuno, le mie parole sono state di sicuro meno pugnaci di altre. sei sicuro di non avermi confuso con qualcun altro.

    Non mi sono messo a impartire scomuniche, ho solo ricordato di appartenere ad altra tradizione. la 'visione policentrica' non impone automaficamente la simultanea validita' di "tutto"… senno il tradizionalismo diventa come la notte in cui tutte le vacche sono scure…

    credo sia del tutto normale porre in relazione gerarchica una via religiosa e devozionale rispetto ad una autenticamente iniziatica.

    La mia posizione in materia l'ho gia' esposta anche altrove.

    Non mi sembra di essermi pero' espresso in modo indecoroso

    o aggressivo.

  44. Paolo
    | Rispondi

    L'invito ad andare su altri siti rivolto a chi ha una equazione personale diversa dalla tua denota una volontà di troncare il confronto.

  45. Musashi
    | Rispondi

    Se leggi bene: l'invito a scrivere sul sito dei papaboys è stato scitto da un altro utente, Noctulus, credo, e non da me.

  46. Gianfranco
    | Rispondi

    Cortesemente, non scadiamo in frizzi e lazzi di svilente spessore. Ognuno è padrone e signore delle proprie idee; il confronto serve a conoscersi meglio ed a recepire il pensiero altrui, senza per questo rinnegare il proprio.

    Andiamo avanti.

    E' vero non ci sono prove che gli Hyksos fossero gli ebrei, ne ho detto questo, ma di sicuro erano un insieme di tribù semitiche che migrarono in Egitto dalle terre che oggi possono identificarsi (più o meno) con la Palestina e terre viciniori.

    Dal'altra parte è incontestabile che tali tribù fecero proprie alcune forme culturali dei popoli (più evoluti) con i quali furono a contatto. A mio parere ne deriva non un indirizzo tradizionale tipico ed originale, bensì un adattamento di parti di altre tradizioni. Nulla di male, in fondo anche Roma prese altre forme tradizionali politico- religiose e le adattò (purtroppo) alle proprie.

    Mi fermo, poi riprendo.

  47. Alberto Pento
    | Rispondi

    Condivido il "santo rispetto per il prossimo e per la sua santa spiritualità" espresso dal cattolico Paolo (i pagani non sono peggio dei cristiani e tanto meno peggio dei cattolicoromani).

    Io sono parsadossalmente un cristiano precristiano e non sono certamente cattolico romano.

    Questa è una messa un lingua veneta che per me è mille volte più spirituale di un amessa in latino o in italiano.

    Anche perché Cristo non parlava certo latino e la lingua di dio non è certo quella greca o quella latina … ma sono tutte le lingue degli uomini.

    http://www.youtube.com/watch?feature=player_embed

    Lengoa, relijon e coltura
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?… https://www.centrostudilaruna.it/forum/viewtopic.p

  48. Alberto Pento
    | Rispondi

    Sinboli ebraeghi-judeo-cristiani a Akileja:

    el Mâghen o Stela de David

    http://img59.imageshack.us/img59/8856/copiadiconphttp://img59.imageshack.us/img59/8856/copiadiconp

  49. Alberto Pento
    | Rispondi

    Non dobbiamo mai dimenticare che Gesù Cristo non era un cristiano ma un ebreo (ebraismo che Cristo mi pare non ha mai rinnegato) e che i romani hanno schernito e ammazzato come Re dei Giudei l'INRI sulla croce.

    Chi ha ucciso Gesù Cristo: gli ebrei o i romani?
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?…
    https://www.centrostudilaruna.it/forum/viewtopic.p

  50. Musashi
    | Rispondi

    Come Alberto?

    prima non eri tu e il nazionalista gallico che sostenevate l'inquinamento razziale dei romani e dei latini, coi popoli semiti della mezzaluna fertile?

    parlavate di subcontinente mediterraneo e poco ci mancava che sosteneste l'origine semitica del popolo romano?

    adesso cambiato politica? sembra quasi che i veneti siano una delle tribu scomparse di israele…e di colpo l'ebraismo e il semitismo diventa no luce dei popoli?

    E poi col solito odio antiromano? poveri ebrei e veneti oppressi dai romani?

    Adesso ci mancava solo la chiesa apostolica veneta!

    E' vero che sul sito c'è una sezione fantasy, ma la commistione dei generi dovrà pure avere un limite.

  51. Gianfranco
    | Rispondi

    Stiamo passando da un approfondimento sulla tradizione ad una querelle cristiano-giudaica.

    Non fa per me.

    Ciao

  52. Musashi
    | Rispondi

    Sono d'accordo:

    qui si riscontra

    1)un filone tradizionale che in buona parte si richiama al paganesimo.

    2) uno cattolico apostolico romano, sostanzialemtne antigiudaico ( "a perfidia judeorum libera nos domine")

    3) altri cristiani cattolici non anti-ebraici (sostanziale continuità fra ebraismo e crisitanesimo), diciamo "giudeo-cristiani" chè l'espressione è azzaeccata.

    4) la Chiesa Apostolica Veneta Precristiana, fatta da cristiani sedicenti "precristiani" (non chiedermi cosa voglia dire, mistero della fede) sotenuta da veneti ebraizzanti anti-romani.

    Più che una querelle giudaico-cristiana, si rasenta la deriva psichiatrica.

  53. Paolo
    | Rispondi

    @Musashi: mi scuso per la svista, non volermene. Rigiro gli interrogativi a Noctulus. Quanto a questa stravaganza del cristianesimo "veneto" e "pre-cristiano" (!?!?) mi ricorda un pò quel film in cui Pippo Franco interpreta un prete che celebra la Messa in ciociaro. Comunque, se si apportano argomenti in più a riguardo, sono pronto ad aprirmi al confronto…

  54. Gianfranco
    | Rispondi

    Se ritorniamo con i piedi per terra sono disposto a rimettermi in gioco.

    Con un pò di pazienza da parte mia ritornerò sul "pre-cristiano" e quanto associabile.

    Interessante è invece citare Gomez Davila. Personaggio davvero interessante; tradizionalista, fustigatore del Concilio Vaticano II, propugnatore di una gerarchia di valori e non solo, spregiatore della "sovranità del popolo" (intesa come mezzo demagogico e nullificatrice di valori). Ve n'è a sufficienza per dialogare in maniera costruttiva e vivace.

  55. Musashi
    | Rispondi

    Sì, direi di mettere da parte il "cristianesimo veneto" ed altre simili amenità teologiche…

    Per riportare la discussione su più seri lidi ho una obiezione da avanzare. La mia concezione muove da basi dottrinali esoteriche e non "religiose". Consta, alla luce delle scienze tradizionali, che le religioni monoteistiche abramitiche siano dei rimaneggiamenti, mal compresi, e mal digeriti, di dottrine precedenti, aventi fondo metafisico e non teistico o teologico (e chi ha un po' di dimestichezza col lessico della scuola di Guenon sa cosa intendo). Questo passaggio costituisce già di per sè una caduta di livello.

    Ora ho un solo dubbio: se il cristianesimo (ma mi verrebbe da dire anche l'islam sunnita o l'ebraismo talmudico) contiene ANCHE degli aspetti tradizionali, il che significa che li contiene de relato, e soprattutto in forma parziale e INCOMPLETA, mi viene da chiedere – ma senza polemica, realmente voglio capire il percorso di pensiero dei miei interlocutori : perché mai dovremmo accettare da "tradizionalisti" una fonte che tradizionale lo è solo in modo parziale e riflesso?

    Perché non andare direttamente alla fonte e invece di accontentarsi del riflesso, se vogliamo usare la metafora platonica del mito della caverna, il quale presenta profonde implicazioni dottrinali, applicabili anche a questo caso?

    Tanto più che esistono, malgrado le persecuzioni e le difficoltà passate, ancora linee di trasmissione autentica di matrice strettamente esoterica, e cito la cabala, sia ebraica che "occidentale", la tradizione ermetico-magica, le varie forme di teurgia, ecc…

  56. Noctulucus
    | Rispondi

    La discussione langue, molti sicuramente sono a Madrid…

  57. Paganitas
    | Rispondi

    @noctulucus

    sei paganamente simpatico 🙂

    @tutti

    secondo me il modo migliore per proseguire la discussione è iscriversi al forum, a patto poi di mantenersi fedeli al tema della discussione posto all'inizio. Continuare a scrivere milioni di commenti su milioni di temi diversi può diventare controproducente. Io sono già iscritto. Voi?

  58. Kaisaros
    | Rispondi

    x musashi:

    converrai che lamentarsi dell inquinamento giudaico del cristianesimo

    per convertirsi a fonte più pure come…..la cabala ebraica

    è alquanto curioso……..

    Senza contare che ogni sito

    che si definisca di tradzizionalista pagano

    o tradizionalista cattolico

    ha come criterio di valutazione per

    ogni idea o ragionamento la

    distanza dall'ebraismo.

    Il che,come già detto,non mi sembra una mossa

    sensata…………..

  59. Musashi
    | Rispondi

    Distinguere l'exoterismo ebraico, in quanto sistema di religiosità devozionale e "lunare" è un conto, il talmudismo poi non ne parliamo. La cabala è invece un sistema esoterico e in quanto tale universale: esiste una cabala cristiana (Reuclin, Pico della Mirandola), anche perchè oltretutto la cabala ha origini nella magia egizia, dunque un antico politeismo, assai pagano. Tant'è che i rabbini ortodossi non guarda di buon occhio la cabala.

    Comunque ad ogni buon conto ritengo che la Tradizione sia Una.

    Non mi sento per nulla giudaico, proprio per questo non temo di dover usare sempre come metro di giudizio la distanza dall'ebraismo. mi sembrerebbe una fissazione…

  60. jenainsubrica
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    Segnalo i testi MONDO AURORALE ( 12€) e CESURE EPOCALI di S.Lorenzoni reperibili come tutti i suoi testi presso http://www.libreriaprimordia.it dove vengono elencate ed esposte tutte le civiltà che si sono succedute in Europa e su questo pianeta,Atlantide,Mu, Iperborea,Lemuria e la vera origine delle razze umane ed Europee in particolare.In MONDO AURORALE vengono segnalati gli studi di HAUER che dimostrano come gli Indoeuropei avevano già sviluppato un loro ALFABETO UNITARIO PREINDOEUROPEO (der schrift der götter ,orion heimreiter ,kiel 2006 ed.) e con dovizia di particolari il cuneo Atlanto Mediterraneo di Pettazzoni e Gimbutas di cui fecero parte Egitto Etruria India pre vedica e Civiltà Mesopotomiche che ingiustamente in quest’ottimo articolo vengono raffigurate come oppressive e simili a quelle semitiche e a cui sta lavorando M.ZAGNI l’archeologo scrittore de L’IMPERO AMAZZONICO.Per quanto riguarda DARWIN esiste in realtà una terza posizione oltre creazionismo ed evoluzionismo e la potete trovare ne il http://ilselvaggio.jimdo.com/ di cui lascio a voi il piacere della lettura : (a) Esso soddisfa la Weltanschauung contemporanea che vuole che anche la natura fun¬zioni come una banca – con criteri da usuraio orientati al profitto.(b) Esso si accorda con il paradigma politico contemporaneo, che vuole che il superiore scaturisca dall'inferiore attraverso "miglioramenti" (educazione o altro) ma mai il contrario.(c) Esso si accomoda alla visione segmentaria del tempo, per cui la vita in generale, e quel¬la umana in particolare, deve avere avuto un inizio ("creazione") per poi progredire un poco alla volta, tendendo ad una qualche "pienezza" (salvo magari a trovarsi poi di fronte a qual¬che catastrofica stroncatura).

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