Un eroe sconfitto dai traduttori

Lady Augusta Gregory, La saga di Cuchulain Sinora poco era uscito in italiano su Cuchulain, forse l’eroe più importante della mitologia irlandese, o “Ercole celtico”, come è stato anche definito il “cane di Culain” (questo il significato del suo nome, che riprende un’immagine diffusa in diverse tradizioni presso le quali il cane viene associato alla virtù guerriera). Il testo di Lady Augusta costituisce una delle fonti principali per chi si avvicini all’epica antica irlandese, e avrebbe potuto essere un mezzo assai utile per sopperire alla lunga carenza di testi nella nostra lingua: la Gregory è stata con Yeats una delle principali interpreti, in campo culturale, dell’irredentismo e della rinascita gaelico-irlandese nei primi decenni di questo secolo che volge al termine; la riscoperta e la salvaguardia del mito, del folklore e delle leggende dell’Isola verde sono state in larga parte merito suo. Così, trattandosi di uno dei testi più noti e importanti sull’argomento, compilato con un lavoro certosino sulla base della comparazione e collazione di numerosi manoscritti gaelici medievali, si poteva sperare di vedere un ottimo risultato editoriale.

Purtroppo chi abbia acquistato il libro, attratto dall’argomento e/o dall’autrice, sarà certo rimasto deluso. Il risultato editoriale è a dir poco scadente, poiché non solo sono stati lasciati in lingua gaelica senza alcuna spiegazione molti termini come dun, rath, sidhe, ogham, slieve, geasa etc. che risulteranno certo incomprensibili alla maggior parte dei lettori non specialisti, ma manca anche un’adeguata introduzione storica (il testo originale, in lingua inglese, è del 1902) con un tentativo di spiegazione del ricchissimo simbolismo sotteso.

Inoltre sarebbe stata assai utile una cartina dell’Irlanda arcaica, dal momento che tutto il testo è ambientato continuamente in diversi luoghi storici dell’isola, indicati nei loro nomi arcaici (che ben pochi oggi conoscono, anche in Irlanda), come parimenti utile sarebbe stata una genealogia in grado di chiarire i complicatissimi rapporti di parentela dei personaggî o, meglio, un piccolo glossario. Ma tutte queste mancanze, di per sé sole, non sarebbero sufficienti a giustificare il mio giudizio così negativo dell’edizione italiana, se la traduzione non fosse letteralmente costellata di errori, refusi e imprecisioni di ogni tipo, e pressoché in ogni pagina. Tanto per esemplificare, dove la Gregory scrisse “That is truly a drop before a downpour”, (letteralmente, “è veramente una goccia prima dell’acquazzone”, e cioè “adesso arrivano i guai veri”), nell’edizione italiana il traduttore ha reso con il proverbio “piove davvero sul bagnato”, che ha un significato ben diverso. In altri passi, “spear” (lancia) viene tradotto come “spada”, il senso di alcune frasi viene rovesciato, persino ci sono errori di grammatica (“provincie” anziché “province”) e via dicendo.

Così, le gesta dell’eroe di cui Fedelm disse: “vedo un uomo di bassa statura compiere grandi gesta; ci sono molte ferite sulla sua pelle liscia, una luce che gli cinge il capo, e la vittoria ad adornargli la fronte” sono state ridotte a ben poca cosa, tra strafalcioni e grossolanità. Quando le scelte editoriali vengono dettate da intendimenti esclusivamente economici difficilmente si vedono prodotti di qualità; e questo caso non fa purtroppo eccezione. Eppure basterebbe poco (magari una fretta minore nel fare uscire i testi) per ottenere risultati migliori, a tutto beneficio della cultura, oltre che della stessa casa editrice…

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Lady Augusta Gregory, La saga di Cuchulain, ed. Nord, pp. 310, £30.000

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Alberto Lombardo è stato tra i fondatori del Centro Studi La Runa e ha curato negli anni passati la pubblicazione di Algiza e dei libri pubblicati dall'associazione. Attualmente aggiorna il blog Huginn e Muninn, sul quale è pubblicata una sua più ampia scheda di presentazione.
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