I grandi spazi europei nella geopolitica di Karl Haushofer

Karl Ernst Haushofer (Monaco di Baviera, 27 agosto 1869 – Berlino, 13 marzo 1946)

La geopolitica è quella scienza che studia i rapporti della politica internazionale nella prospettiva degli spazi, grandi e piccoli. Lungamente svalutata o ignorata, essa permette di penetrare assai più a fondo le dinamiche storiche, poiché comprende nella sua indagine una vasta gamma di interessi (sociali, etnici, storici, culturali, economici etc.) che sovente vengono analizzati in modo soltanto settoriale. Offre cioè visioni complessive e di ampio raggio, e al tempo stesso, sulla base di questo complesso insieme di dati, propone analisi, previsioni, orientamenti.

In Germania la geopolitica ha avuto un terreno particolarmente fertile. Nel cuore dell’Europa, non solo in virtù di questa sua specifica collocazione geografica, ma anche per ragioni culturali, le scienze geopolitiche hanno trovato un terreno d’elezione. E fu proprio per questo motivo, probabilmente, che in Germania il “padre della geopolitica”, Karl Haushofer (1869-1946), ebbe il suo maggiore successo. Vissuto come tanti intellettuali dell’epoca in un rapporto di intensi amore e odio col regime nazionalsocialista, fautore di una politica “imperiale” dei grandi spazi che sapesse coniugare le singole specificità con gli interessi comuni, Haushofer fu sostanzialmente uno spirito libero. Attraverso i suoi scritti e quelli di altri intellettuali coevi (tra cui il nostro orientalista Giuseppe Tucci, come è stato recentemente dimostrato: v. Tiberio Graziani, La lezione di Karl Haushofer e la discreta presenza di Giuseppe Tucci nel dibattito geopolitico degli anni trenta), l’ideale di un’Europa unita ed estesa verso oriente trova una formulazione sistematica.

«Possa questo modo di vedere i popoli superare qualunque tempesta d’odio di razza e di classe, soprattutto tra i sostegni del futuro»: questa asserzione stupirà forse i detrattori e i cacciatori di nazisti a tempo perso, ma non chi abbia letto i testi delle conferenze haushoferiane recentemente ripubblicate dalle parmigiane Edizioni all’Insegna del Veltro. Come osserva il prof. Claudio Mutti, «il procedimento comparativo adottato da Haushofer, lungi dall’appiattire le differenze tra i popoli presi in considerazione e dallo svilirne le appartenenze etniche, in virtù della generica appartenenza al genere umano e secondo la triste e riduttiva visione individualista, valorizza armonicamente, al contrario, le affinità e le differenze, e le riconduce ad un’analoga condivisione, pur con sensibilità diverse, di valori che potremmo definire ad un tempo etici ed estetici, cioè “nobili”». Il futuro che Haushofer preconizzava era quello di un superamento dei vecchi stati nazionali, tale da garantire all’Europa una prospettiva di potenza e autonomia.

«Le analogie haushoferiane», scrive Carlo Terracciano nell’introdurre il testo della conferenza Italia, Germania e Giappone, «sono oggi, ironia della storia, ancor più reali che nel passato prossimo o remoto; ma rovesciate di ruolo, appiattite tutte dalla sudditanza politica, economica, militare e soprattutto ideologica nei confronti della superpotenza vincitrice della II Guerra Mondiale e della Guerra Fredda».

Eppure, il destino del nostro continente, e quello dell’intera Eurasia, non potranno essere davvero autonomi sino a che il nostro grande spazio continentale non avrà riacquisito interamente la sua sovranità.

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Karl Haushofer, Italia, Germania e Giappone, Edizioni all’Insegna del Veltro, Parma 2004, pp. 32, € 5,00.
Karl Haushofer, Lo sviluppo dell’idea imperiale nipponica, Edizioni all’Insegna del Veltro, Parma 2004, pp. 64, € 6,00.

Tratto da La Padania del 16 novembre 2004.

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Alberto Lombardo è stato tra i fondatori del Centro Studi La Runa e ha curato negli anni passati la pubblicazione di Algiza e dei libri pubblicati dall'associazione. Attualmente aggiorna il blog Huginn e Muninn, sul quale è pubblicata una sua più ampia scheda di presentazione.
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