La più antica civiltà d’Italia

ALBERTO CONTI, GIOVANNI FEO, La più antica civiltà d’Italia. Siti sacri, templi astronomici, opere megalitiche. Origine e diffusione della cultura di Rinaldone, progenitrice della civiltà etrusca, Effigi edizioni, Arcidosso 2019, pp. 96, € 10,00.

Giovanni Feo ci ha lasciati il 16 giugno del 2019. Ricordo sempre con molta commozione la gioia che traspariva dalle sue parole mentre, durante l’ultimo vero colloquio telefonico, che avemmo alcuni giorni prima del suo ultimo ricovero[1], mi informava che il testo del nuovo libro, suo e di Alberto Conti, era già pronto presso l’Editore ed entro pochi mesi sarebbe stato pubblicato e distribuito.

La collaborazione e l’affiatamento tra i due è di vecchia data[2], entrambi tra i fondatori e animatori dell’Associazione Culturale Tages – costituita a seguito dell’importante scoperta del sito astronomico di Poggio Rota (Pitigliano) da parte di Giovanni Feo – ed i cui membri attualmente “stanno portando avanti il lavoro di catalogazione della biblioteca e di tutto il materiale cartaceo di Giovanni Feo: scritti, appunti, cartografie, ricerche, con la ferma intenzione di rendere accessibile il materiale a coloro che intendano farne uso, nella speranza di facilitare il lavoro di ricerca futuro[3].

Tornando al libro, la cui lettura è scorrevole anche per chi non ha particolare dimestichezza con l’argomento, ci porta a conoscere e riconoscere quelle opere che l’uomo cosiddetto preistorico ha creato nei millenni prima dell’affermarsi delle civiltà che abitualmente definiamo storiche, occultate dalla natura e/o dal riutilizzo ovvero, a volte, dal forzato abbandono da parte dei popoli che si sono succeduti nelle epoche susseguenti. Vengono descritti siti che abbiamo avuto la fortuna di aver conosciuto e apprezzato, in passato, sotto la guida di Feo, sempre disponibile a condividere e divulgare i suoi saperi, le cui descrizioni riecheggiavano mentre leggevo le pagine di questo libro. Viveva da circa quarant’anni in Maremma, “dove ha svolto un’estesa ricerca sul campo, mirata a un’approfondita conoscenza del territorio etrusco e pre-etrusco portandolo a significative scoperte” come ebbi occasione di scrivere quando conoscevo solo i suoi libri[4].

Questa ricerca permette di “riscoprire la vera identità storica e geografica dei luoghi dove la Storia umana si è sviluppata, può equivalere a ridare identità e connessioni vitali alle persone che oggi in quei luoghi vivono. Questo è essenzialmente un atto di potenziale crescita culturale, spirituale e interiore. Essere senza identità, per un popolo, è come per un individuo non avere nome[5].

Il volume è riccamente illustrato da foto e disegni integrativi che visivamente contribuisco alla comprensione dei luoghi e monumenti anche a chi non li ha ancora visitati, a cura dall’associazione Tages.

[Pubblicato in: “Arthos”, XXIV, n.s., 29, 2020, pp. 179-180]

[1] Ci risentimmo anche la sera del 14 giugno, ma essendo stanco, rinviammo di una settimana; 36 ore dopo apprendemmo della sua scomparsa.

[2] Ci piace ricordare: Dalla Preistoria agli Etruschi. Formazione e Storia dell’Italia Antica, Effigi 2017.

[3] Luca Federici, La più Antica Civiltà D’Italia, in “Il nuovo Corriere del Tufo” (=http://www.nctufo.it/la-piu-antica-civilta-ditalia/).

[4] Cfr. la mia recensione ad GIOVANNI FEO, La religione degli Etruschi. Divinità, miti e sopravvivenze, in “Arthos”, XVI, n.s., 20, 2012, pp. 92-93.

[5] Pag. 9 dell’Op. recensita.

Segui Mario Enzo Migliori:
Nato a Prato nel 1953. Collabora alle seguenti riviste di studi storici e tradizionali: Arthos; La Cittadella; Vie della Tradizione; ha collaborato a Convivium ed a Mos Maiorum. Socio della Società Pratese di Storia Patria; dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri e del Centro Camuno di Studi Preistorici. E' stato tra i Fondatori del Gruppo Archeologico Carmignanese.

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