Cronache dell’antifascismo paranoide e schizofrenico

Gianfranco de Turris

Giornalista, vicedirettore della cultura per il giornale radio RAI, saggista ed esperto di letteratura fantastica, curatore di libri, collane editoriali, riviste, case editrici. E' stato per molti anni presidente, e successivamente segretario, della Fondazione Julius Evola.

Potrebbero interessarti anche...

3 Risposte

  1. Cosma ha detto:

    Leggi repressive che, in ogni caso, non salveranno la democrazia. La quale, come scriveva Platone circa duemilacinquecento anni fa, “muore nel ridicolo prima ancora che nel sangue” Al ridicolo ci siamo già arrivati da tempo; mi preoccupa la fase successiva.

  2. Fabio Fineschi ha detto:

    Winston Churchill definì la democrazia come la peggiore forma di governo, aggiungendo, però, che non ne conosceva una migliore (perdonatemi l’eventuale imperfezione della citazione). Io credo che una politica efficiente, onesta e alta possa costituire il solo vero antidoto verso nuove forme di estremismi, riesumazione del fascismo compresa. La vera antipolitica sta proprio in questa politica del furbismo, del trucco da baraccone e dei venditori di pentole e affaristi di ogni risma che popolano il Parlamento e le Istituzioni locali. Purtroppo questo è un grande paese ferito da una classe dirigente markettara e incompetente. Non nascondiamoci, però, dietro l’entità fantastica della “Casta”, i nostri politici rappresentano quello che noi siamo come italiani, ovviamente con tutte le distinzioni ed eccezioni esistenti. Ci scandalizziamo per il ritorno della salma di un Re che, certamente, non ha brillato per eroismo e patriottismo ma siamo pur sempre il paese della Cicciolina in Parlamento, degli ex brigatisti chiamati a far lezioni nelle università e ai primi posti in Europa e nel mondo quanto a diffusione della corruzione nella pubblica amministrazione. Qui, a Firenze, sono state realizzate molte piste ciclabili ma, spesso, usate come parcheggi per le auto: meditate e meditiamo.

  3. Litorale adriatico ha detto:

    La sinistra italiana è stata dalla “guerra civile” (volgarmente nota come “resistenza”) in poi egemonizzata dal partito comunista italiano e dalla cultura da esso derivata. La sinistra comunista e postcomunista ha governato il paese dopo la guerra fredda, ovvero quel periodo che l’ex presidente del pcus Gorbaciov aveva previsto come di “crisi della sinistra”. Come tutti sanno dal discioglimento dell’URSS la sinistra occidentale è in stato comatoso ed è sopravvissuta adattandosi ai diktat liberisti e dell’alta finanza che l’ha portata a rinnegare i suoi dogmi ideologici in campo economico e sociale. Per rifarsi una verginità ha abbracciato teorie neoliberiste sfrenate che hanno avuto effetti disastrosi sul Paese, dimostrazioni concrete del loro fallimento ideologico e pure di governo.

    Alla sinistra italiana non resta altro che utilizzare l’antifascismo per tentare, inutilmente, di recuperare i voti persi dei giovani che vivono nella disoccupazione e nel precariato perenne o degli operai che non hanno lavoro a causa della concorrenza sleale cinese e delle delocalizzazioni. La disoccupazione è il più grande problema che la sinistra italiana non riesce a risolvere e quindi utilizza l’antifascismo come argomento per distrarre l’opinione pubblica da uno dei problemi principali del nostro Paese che è quello del lavoro.

    Il loro antifascismo è solo un tentativo patetico di “nascondere” i loro fallimenti economici e politici anche se l’ostilità feroce all’ideologia di Mussolini viene da più lontano ed è tipico della cultura politica della sinistra marxista, la quale inoltre non accetta neppure nessun tipo di “destra”, compresa quella liberale.

    Ricordo inoltre che l’Italia è l’unico paese democratico occidentale, assieme a Grecia, Spagna e Portogallo, dove ad ogni incontro elettorale si presentano partiti che orgogliosamente si proclamano marxisti e che vogliono applicare le collettivizzazioni e che parlano ancora di “imminente pericolo fascista”.

    In Italia la sinistra vuole abbattere i monumenti creati da Mussolini, mentre la città cinese di Tientsin, Tirana ed Asmara hanno come sole attrazioni turistiche l’architettura italiana del “ventennio” e non si sognerebbero mai d’abbattere tali edifici. La Cina è un paese socialista. L’Albania e l’Eritrea (quando faceva parte dell’Etiopia) lo sono state in passato. Questo dimostra l’infondatezza del “pericolo” fascista da parte di paesi che ne hanno subito l’occupazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.