I Celti in Italia

i-celti-e-il-mediterraneoI Celti in Italia di Maria Teresa Grassi è un importante testo di riferimento sull’insediamento celtico nella pianura padana.

La prima parte del libro passa in rassegna le fonti storiche e letterarie dell’antichità che hanno parlato dei Celti in Italia. Risalgono al VII secolo a.C. le prime testimonianze archeologiche di presenze della civiltà di Hallstatt nell’Italia del Nord; verso il V secolo a.C. si ha notizia di rapporti conflittuali fra Celti ed Etruschi. A partire dal 391 a.C. abbiamo testimonianze storiche certe di parte latina sulle imprese dei Galli: l’assedio di Chiusi e il sacco di Roma a opera di Brenno. I gruppi più numerosi e politicamente significativi per gli equilibri strategici dell’epoca erano gli Insubri in Lombardia, i Boi in Emilia e i Senoni in Romagna e nelle Marche. La tradizione vuole che i Celti siano arrivati in Italia attratti dal vino, e tutte le testimonianze antiche concordano sulla loro passione per il vino. La più grande città celtica in area padana è Mediolanum, l’odierna Milano dove gli autori antichi ci informano che c’era un grande tempio dedicato a una dea che corrispondeva alla greca Atena (probabilmente Brigit). L’insediamento celtico appare uniformemente diffuso in tutto il Nord-Ovest del territorio italiano, mentre è più sfumato nella zona dell’attuale Veneto. A Sud i Celti si sono diffusi fino ad alcune zone delle Marche, dove hanno anche dato il nome alla città di Senigallia (Sena Gallica).

I rapporti con le popolazioni locali sono stati all’inizio conflittuali, poi è subentrata una fase di assimilazione. La stessa conquista romana ha attraversato fasi alterne, con tentativi da parte dei Galli di ribellarsi a Roma alleandosi con Annibale al tempo delle guerre puniche.

La seconda parte del libro analizza i siti archeologici che hanno lasciato testimonianze celtiche. Particolarmente importanti sono stati i ritrovamenti sull’Appennino bolognese a Marzabotto e a Monte Bibele, e sull’Appennino Romagnolo a Rocca San Casciano. Nel Veronese sono presenti reperti sicuramente attribuibili ai Celti, anche se non sempre è facile distinguere fra Celti e Veneti. In Lombardia invece i ritrovamenti ascrivibili all’epoca celtica sono più rari. Nelle Marche sono emerse testimonianze significative anche nel territorio fra Ancona e Fabriano.

Il libro di Maria Teresa Grassi è corredato da mappe e foto di pezzi archeologici che lo rendono un utile strumento da affiancare agli studi sul tema di un altro importante specialista dell’argomento: Venceslas Kruta.

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Maria Teresa Grassi, I Celti in Italia, Longanesi, Milano 2009, pp.162, € 20,00.

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Michele Fabbri, originario della subregione Romagna-Toscana, ha scritto i libri Trobar clus (Fermenti Editrice), Arcadia (Società Editrice Il Ponte Vecchio), Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio). Dopo la pubblicazione di Apocalisse 23 si sono perse le tracce dell’autore. Alcuni pensano che da allora Michele Fabbri abbia continuato a scrivere sotto falso nome…www.michelefabbri.wordpress.com
Ultimi messaggi

  1. alberto
    | Rispondi

    Credo che sia arrivato il tempo di mettersi d’accordo sulla questione delle date relative alla presenza dell’etnia celtica in area italica:

    http://www.centrostudilaruna.it/forum/viewtopic.p

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