La tirannide democratica

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8 Risposte

  1. max ha detto:

    Mi si permetta una osservazione , quando viene espresso il concetto che l'importazione di masse extracomunitari serve a meticciare e imbarbarire i popoli europei per finalità di mercato globale e arricchimento delle banche e magari delle grandi industrie non sarebbe forse un pò azzardato ? Se ,come il sig. Calabrese afferma ,importiamo nostro malgrado materiale umano che vale meno degli europei e che andrà a far scadere complessivamente l'organizzazione, gli apparati , l'efficienza di paesi di grande tradizione industriale e amministrativa come le nostre nazioni provocando necessariemente impoverimento, fallimento e decadenza come potranno pretendere di arricchirsi le banche e i poteri forti ? Sarebbe come se si stessero paradossalmente dando la mazzata sui piedi ! Un autentico suicidio. Sanno benissimo ,Lor Signori ,che i vari gruppi etnici non si mescoleranno mai nè tra di loro nè con gli europei per motivi religiosi o caratteriali o di tradizioni di cui sono gelosi .

    Le varie comunità cinesi, arabe , filippine , sudamericane , slave ,asiatiche in genere ,africane, formano comunità chiuse e spesso in violenta competizione tra di loro . Non ci sono compatibilità di alcun genere nè volontà di integrarsi, semmai di imporre tradizioni e stili di vita propri a seconda del gruppo che riuscirà a prevalere. Gli Islamici sono i più prepotenti e agguerriti seguiti dai cinesi ( l'attuale situazione di Roma docet !… purtroppo ). Quando L'Italia ,per fare un esempio, si sarà ridotta ad una immensa massa di favelas o kasbe o chinatown come nel napoletano e nel calabrese ma ripeto anche a Roma, Genova, Milano etc. scoppieranno sempre più numerosi i tumulti che sfoceranno nelle rivolte tipo banlieux o come a Londra e allora povertà ,degenerazione, disordine , violenze saranno all'ordine del giorno. Ma dove faranno affari ,torno a domandare , le grandi multinazionali ,le banche , i poteri forti ?

    Ma chi sentirà la necessità di buttare soldi nell'Ipod o nel Suv o nei beni di lusso compresi televisori al plasma a 3D o computer o chi perderà tempo a vedere cavolate come Grande Fratello o gli Amici di Maria De filippi o le partite di calcio.

    Voglio buttare là una cattiveria a mio discapito : perso per perso almeno non vedrò più quella bella faccia di tolla di Totti che guadagna miliardi solo per far pubblicità in Tv ad una nota azienda telefonica insieme alla moglie , o sui cartelloni pubblicitari attualmente vestito da santo illuminato da Dio , o pardon da SKY ! Altri sportivi molto noti partecipano a quello schifo che è lo straguadagno multimiliardario di capitali che puntualmente prendono le vie di banche estere al riparo dal fisco nostrano. Ci si augura un generale risveglio di autentici sentimenti patriottici e di salvaguardia della nostra economia e dei nostri interessi culturali e scientifici. Senza scadere nel razzismo occorre ritrovare un tantino di orgoglio nazionale e rivalutare le nostre tradizioni , il nostro folklore , il piacere di essere italiani semplici ma indaffarati nel lavoro onesto così come lo eravamo nei compianti anni sessanta di cui ho grande nostalgia. Non toccateci la nostre tradizioni regionali , per favore non distruggete la tarantella napoletana e gli spaghetti con le cozze o la pizza; non toccateci Sant'Ambrogio a MIlano , gli stornelli romani, la Taranta pugliese , la caponata di sicilia, il palio di Siena o la giostra della quintana di Arezzo e Ascoli Piceno.

    Sei poteri forti sperano di arricchire impunemente a discapito di tradizioni e culture radicate da centinaia di anni in Italia e in Europa in nome di un falso buonismo o integrazione razziale condite col falso mito delle culture multietniche si sbagliano di grosso. Stanno solo preparando rapidamente la fine !

    Scusate lo sfogo ma ciò di cui sono testimone oculare ogni giorno non mi lascia spazio a molti entusiasmi.

    max

  2. Fabio Calabrese ha detto:

    Può essere che Max abbia ragione, che il calcolo delle multinazionali tendente a un'omogeneizzazione planetaria si riveli errato, che comporterà tragedie e basta, ma mi sembra che ci siano pochi dubbi che sia proprio questa la direzione verso la quale si muovono. D'altronde basti pensare a quante tradizioni produttive, gastronomiche, eccetera, locali sono già andate distrutte a favore di uno stile di vita mondialista, e se il risultato è un immiserimento globale, loro ci traggono comunque un guadagno. Ad esempio, la sostituzione del consumo di miglio, (prodotto locale) con il grano, è stato la causa di buona parte delle carestie dell'Africa subsahariana, ma le multinazionali del settore alimentare ne hanno tratto comunque considerevoli guadagni.

    Stessa cosa l'uso della legislazione della pseudo-Europa di Maastricht, con la messa fuori legge delle erbe officinali e dei pub in Gran Bretagna.

    A ogni modo costoro hanno sotto gli occhi soprattutto l'esperienza degli Stati Uniti dove è proprio lo stile di vita consumistico l'elemento unificante dell'ibridume multietnico chiamato USA, e vogliono trasformarci in una periferia dell'America.

    Questo causerà solo disastri? Può darsi, ma i disastri li sconteremo noi, non loro.

    Comunque, ringrazio Max per l'intelligente confronto dialettico e per il suo intervento che meriterebbe di essere un articolo a sé.

    Fabio Calabrese

  3. max ha detto:

    Ringrazio il sig. Fabio Calabrese per la gentile considerazione e l'illuminante spiegazione aggiuntiva .

    max

  4. gigi ha detto:

    Concordo coll'analisi dell'ottimo Calabrese, che apprezzo assai per l'eccellente sintesi espressa nei vari articoli ,ma qualcosa mi si contraddice,profondamente,dentro: la CONTRADDIZIONE !!

    Perchè il migliore cede inesorabilmente al peggiore ? Non è forse una sintomatica, tautologica,assoluta ed ontologica negazione dell' identità ? Non è forse un SE' che cessa d'essere SE' STESSO ?

    E perchè mai ? L'unica ragione che ho trovato stà nei Purana,nell'inesorabile, assoluta verità del Kaliyuga: in quel Shiva che punisce i propri adoratori, gli Asura, e li sostituisce cogli Dei che ben conosciamo, negatori del prorio SE !!! Una forza ineluttabile, irresistibile, la rinascita dopo la distruzione. Così si diverte il Dio ?

    Grazie.

  5. zerzan ha detto:

    Egregio prof. Calabrese quando asserisce che "Marx parlava di capitalismo senza fare la minima distinzione fra l’imprenditore che lavora e produce ricchezza, e il capitalismo finanziario e bancario che non crea nulla ma sposta solo i flussi di denaro" non riesco a capire a quale concezione marxista si riferisca e temo che non abbia studiato in maniera sufficientemente approfondita i testi di Marx. A parte che l'iper finanziarizzazione del capitale avviene in tempi molto più recenti rispetto a quelli di Marx, e per quanto nel Terzo volume del Capitale Marx si sia soffermato sulla funzione decisiva del credito, delle borse e delle banche, sul capitale d’interesse e sulla rendita, non poteva immaginare il sopravvento del capitale speculativo su quello industriale che avrebbe capovolto il rango tra i due, che il capitale improduttivo avrebbe soggiogato quello produttivo, e che la borghesia sarebbe diventata in larga parte una classe che vive sulla rendita e parassitaria. E comunque chi in realtà più di tutti, studiando il sistema capitalistico, ha rilevato la differenza tra capitalismo produttivo e speculazione finanziaria, fu proprio Marx, le cui analisi e categorie sono ancora oggi indispensabili per capire il capitalismo e le cause delle sue crisi: basta vedere la definizione che Marx da del capitale industriale con il quale non intende solo quello delle fabbriche, ma pure quello impiegato in agricoltura e in genere tutto il capitale produttivo, ovvero quello che crea plusvalore, che fa incontrare mezzi di produzione e forza-lavoro salariata.

  6. Fabio Calabrese ha detto:

    Fuori casa per diversi giorni, ho modo solo adesso di rispondere al commento di Zerzan, che ringrazio, notando con soddisfazione l'ampiezza del dibattito cui il mio articolo sta dando luogo. Ho toccato una tematica molto vasta e su alcuni punti non sono stato preciso. In effetti, ha ragione, in Marx la distinzione fra capitalismo imprenditoriale e finanziario c'è. Attenzione, però: Marx come economista è un esponente non originalissimo della scuola classica: Adam Smith, Malthus, Ricardo. Se la sua importanza fosse lì, non ci occuperemmo più di lui, ma Marx è soprattutto il profeta e il padre dell'ideologia comunista.

    A LIVELLO PRATICO (parola che Marx amava molto), i comunisti questa distinzione non l'hanno mai fatta.

    Contrariamente a quanto profetizzato da Marx, il comunismo si è sempre affermato in società pre-industriali (Russia, Cina, Cuba). Qui l'equivalente dell'imprenditore è il contadino-proprietario, il kulako. La soluzione comunista del problema borghese, l'abbiamo visto, consiste nel genocidio per attribuire al popolo la proprietà TEORICA dei mezzi di produzione, e la loro proprietà reale alla nomenklatura, al "clero" comunista, sancendo il massimo trionfo del parassitismo sociale.

    La finanziarizzazione dell'imprenditoria è una distorsione recente, è una conseguenza del fatto che si sono create le condizioni perché per gli investitori sia diventato più conveniente reinvestire il capitale in attività speculative piuttosto che nella produzione. In questo modo l'economia non cresce e non si creano posti di lavoro, soprattutto per i giovani. Non so se questa sia una situazione prevista dal piano Kalergy, ma sicuramente serve benissimo allo scopo, che è quello di assicurare il declino demografico dell'Europa e dell'Occidente "bianco" nei confronti delle masse sottoproletarie del Terzo Mondo.

  7. Jonathan ha detto:

    Scusate se dopo queste analisi faccio una domanda scema ma a cosa si riferisce Calabrese quando parla della messa a bando dei pub inglesi, nel commento di sopra? Perche in Inghilterra ci abito ed i pub ci sono ancora. Sarei curioso di sapere a cosa si riferiva in particolare. Grazie!

  8. Fabio Calabrese ha detto:

    Caro Jonathan: la notizia era sui nostri giornali qua da noi un paio di anni fa: meglio se infondata, ma sappiamo che la UE sta conducendo una vera guerra contro le produzioni tipiche e le differenze locali, si vuole produrre la massima standardizzazione dei gusti e delle abitudini. Questo è innegabile.

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