Note sul levare eliaco di Sirio

AGOSTO è il mese dedicato all’Imperatore AUGUSTO, che, ristabilendo l’ordine nel calendario, secondo SVETONIO “ne approfittò per dare il suo nome al mese Sestile piuttosto che a quello di settembre in cui era nato, perchè nel sestile aveva ottenuto il primo consolato e le sue grandi vittorie”. Nel mese istituì (18 a.C.) le feriae Augusti, che allora iniziavano il mese dell’Imperatore e che oggi si sono traslate a ferragosto. Nell’epoca attuale si aggiungono le festività cristiane (S. Lorenzo e Assunta) e popolari (Sagre e Palii di vario genere), traslazione di miti antichi in usi moderni.

Il mese era già sacro ai CELTI, che in questo periodo celebravano il dio LUG con il LUGNASAD, festa del trionfo e della luce e, se non fosse andata dispersa la seconda metà dei Fasti di OVIDIO, potremmo leggere le leggende su Ercole trionfatore, la cui festa si teneva il 12 agosto.

Oggi li 15 agosto si verifica un rilevante fenomeno non solo astronomico, che nell’antichità classica si verificava in luglio: il levare eliaco di Sirio. Un astro si leva eliaco, ossia con il Sole, quando, per la prima volta nell’anno, si rende visibile per un istante prima del sorgere del sole per scomparire subito dopo nei bagliori dell’alba. In altre parole significa sorgere in congiunzione con il sole precedendolo in condizioni di visibilità. Procedendo nel moto annuale verso oriente nella sfera celeste il sole s’allontana a poco a poco dalle stelle occultate dalla sua luce così che queste si rendono per la prima volta nuovamente visibili per pochi istanti, all’ orizzonte orientale poco prima del levare del sole. La lunghezza dell’intervallo di visibilità dipende dalla luminosità dell’astro, dalla differenza dele due declinazioni, dalla latitudine dell’osservatore nonchè da altre cause contingenti (acuità visiva, condizioni atmosferiche).

Gli antichi chiamavano la richiesta profondità del sole sotto l’orizzonte (altezza negativa o depressione) arco di visione. Essi osservavano il fenomeno ad esempio per determinare la lunghezza della rivoluzione siderale del sole (anno siderale). Al parallelo di Gizeh (30°) l’arco di visione era di circa 10-11°. Il caso più favorevole per le stelle fisse è costituito da Sirio, alfa del Cane maggiore, perchè è l’astro più luminoso. La sacralità di Sirio, la SOTHIS greca e SEPTET egizia, è confermata da secoli di osservazioni accurate fin dalla remota antichità, quando, nel 5500 a.C., il sorgere eliaco di Sirio, che all’equinozio di primavera si presentò a 0° di Ariete, al punto gamma, segnò l’inizio dell’Età esiodea, del Ferro, del Kali-Yuga.

Mohammed Y. Boudjada, Helmut Lammer, Enigmi di pietra. I misteri degli edifici medievali Nell’antichità Sirio era cantata come Venere del Mattino, colei che accompagna la barca di Ra, con frequenti confusioni con il pianeta Venere: stella del mattino, guida dell’uomo, iniziatrice di era… Stella imperitura… Stella infaticabile. Nei testi dei Sarcofaghi SOTHIS viene invocata come “…o mia anima, SOTHIS, preparami una via, costruisci una scala che giunga a te, Grande Polo, tu che sei mia madre, che io possa andare al posto dove sorge Orione…” Il levare eliaco di SOTHIS determinava l’inizio del nuovo anno del calendario sacro egizio e preannunciava l’arrivo delle piene fecondatrici del Nilo. La devozione alla Stella del Mattino prosegue nel medioevo cristiano, simbolo di Maria Vergine. San Bernardo riporta in auge l’inizio del cammino iniziatico nel nome di Maria nascente, la Iside che nasce eliaca, dedicandole le chiese borgognone e le cattedrali gotiche. Il cammino dei pellegrini verso S.Giacomo di Compostela si compiva attraverso la Provenza e la Galizia finchè non sorgeva Sirio, la portatrice di Fuoco, Luciferus, la stella del Mattino.

Gli studi odierni di Herman MUCKE hanno ritrovato relazioni tra date antiche e la posizione relativa di Sirio e del Sole, confermano osservazione di antichi papiri come quello di Illahun. Ciò giustifica l’orientamento di molti monumenti dell’antichità. Il levare eliaco di Sirio sarà visibile (speriamo) il 15 Agosto alle ore 3h52m T.U. (4.52 locali) quando il Sole sarà 7° sotto l’orizzonte. Siti preferenziali saranno quelli elevati senza occlusioni azimutali nel settore N-E/ S, in particolare all’azimut 116° (direzione EST + 26° verso NORD). Ottima occasione per utilizzare l’orizzonte marino dalla collina. L’approssimazione è necessaria in relazione alle varie cause accidentali di errore prima indicate. Anche OVIDIO nei Fasti commise qualche approssimazione nella previsione del levare eliaco di Sirio, pur essendo ispirato da IGINO, astronomo ufficiale della biblioteca imperiale. Oggi gli errori sono dovuti alla mancata trasparenza dell’atmosfera, ma ben pochi se ne renderanno conto.

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Da Algiza 2 (1995).

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