Alanus, il primo europeo

Nennio, Historia brittonum. La storia di re Artù e dei britanni La Historia Brittonum di Nennio è nota presso gli appassionati di mitologia ed epica medievale soprattutto perché è il primo documento a nominare Artù [Arthur … dux bellorum][HB 56]. Eppure questo importante testo latino, compilato in Britannia nel IX secolo, contiene molte altre preziose tradizioni mitologiche che finiscono invariabilmente per essere trascurate, mentre Artù accentra su di sé tutta l’attenzione degli studiosi e degli appassionati. Ma al contrario, una lettura attenta di Nennio può rivelare perle di straordinario interesse, come la tradizione su Alanus, «il primo uomo della stirpe di Iafeth a giungere in Europa».

Primus homo venit ad Europam de genere Iafeth Alanus cum tribus filiis suis, quorum nomina sunt Hessitio, Armenon, Negue. Hessitio autem habuit filios quattuor: hi sunt Francus, Romanus, Britto, Albanus. Armenon autem habuit quinque filios: Gothus, Valagothus, Gebidus, Burgundus, Longobardus. Negue autem habuit tres filios: Vandalus, Saxo, Boguarus. ab Hisitione autem ortae sunt quattuor gentes Franci, Latini, Albani et Britti. ab Armenone autem quinque: Gothi, Valagothi, Gebidi, Burgundi, Longobardi. a Neguio vero quattuor Boguarii, Vandali, Saxones et Turingi. istae autem gentes subdivisae sunt per totam Europam.

Il primo uomo della stirpe di Iafeth a giungere in Europa fu Alanus, con i suoi tre figli, i cui nomi sono Hessitio, Armenon e Negue. Hessitio ebbe a sua volta quattro figli: questi sono Francus, Romanus, Britus e Albanus. Armenon ebbe invece cinque figli: Gothus, Valagothus, Gebidus, Burgundus, Longobardus. Negue ebbe tre figli: Vandalus, Saxus, Boguarus. Dalla stirpe di Hessitio nacquero quattro popoli: Franchi, Latini, Albani e Britanni; da Armenon cinque: Goti, Valagoti, Gepidi, Burgundi, Longobardi; da Negue quattro: Bavari, Sassoni, Vandali e Turingi. Queste popolazioni si dispersero per tutta l’Europa.

Alanus autem, ut aiunt, filius fuit Fetebir, filii Ougomun, filii Thoi, filii Boib, filii Simeon, filii Mair, filii Ethach, filii Aurthach, filii Echthet, filii Oth, filii Abir, filii Ra, filii Ezra, filii Izrau, filii Baath, filii Iobaath, filii Iovan, filii Iafeth, filii Noe […]. hanc peritiam inveni ex traditione veterum.

Dicono che Alanus fosse figlio di Fetebir, figlio di Ougomun, figlio di Thoi, figlio di Boib, figlio di Simeon, figlio di Mair, figlio di Ethach figlio di Aurtach figlio di Echthet figlio di Oth figlio di Abir figlio di Ra figlio di Ezra figlio di Izrau figlio di Baath figlio di Iobaath figlio di Iavan figlio di Iafeth figlio di Noè […]. Questo appresi dalla tradizione degli antichi.

Nennio: Storia dei Britanni [17]
Traduzione di Emanuela Somalvico, con qualche variazione

I figli dei tre figli di Alanus sono evidentemente gli eponimi capostipiti di alcune popolazioni europee, perlopiù di stirpe teutonica, a parte i Latini e due popolazioni celtiche: i Britanni e gli Albani [Gaeli di Scozia].


Alanus
{ Armenon { Gothus
Valagothus
Gebidus
Burgundus
Longobardus
Goti
Valagoti o Goti d’Italia
Gepidi
Burgundi
Longobardi
Negue { Vandalus
Saxus
Boguarus

Vandali
Sassoni
Bavari
(Turingi)
Hessitio { Francus
Romanus
Britus
Albanus
Franchi
Romani
Britanni
Albani

Nennio non è l’unico a trasmetterci la tradizione su Alanus ed i suoi figli, la quale era ben nota anche in Irlanda. La troviamo nel Lebor Gabála Érenn, il «Libro delle invasioni d’Irlanda», la cui prima redazione fu compilata in ambiente monastico tra l’XI e il XII secolo secolo. Alanus vi compare qui nella forma Elinus/Alainius ed i suoi figli come Airmen, Negúa, Isacón. Così leggiamo nella redazione contenuta nel Libro di Leinster (XII sec.):

Goimerus mac Iafeth, dá mac laiss, Emoth 7 Ibath. Emoth, is úadh fine thúascirt in domain. Ibath, dúa mac leis, .i. Bodb 7 Baath. Bodb, diar bo mac Dohe. Gomer figlio di Iafeth ebbe due figli, Emoth e Ibáth. Da Emoth discese il popolo settentrionale del mondo. Ibáth ebbe due figli: Bodb e Báth. Bodb ebbe un figlio, Dothe.

Elinus mac Doi, trí meic leis .i. Armen, Negua, Isacon. Armen ón, cóic meic leis, Gotus, Cibidus, Uiligotus, Burgantus, 7 Longbardus. Negua, trí meic leis, .i. Saxsus, Boarus, Uandalus. hIsicon imorro, in tres mac Eline, ceitre meic lais, Romanus, Francus, Britus, Albus.

Alanus figlio di Dothe ebbe tre figli, Armenon, Negue, Hessitio. Armenon ebbe cinque figli: Gothus, Gebidus, Valagothus, Burgundus, Longobardus. Negue ebbe tre figli: Saxus, Boguarus, Vandalus. Hessitio, perdipiù, uno dei tre figli di Alanus, ebbe quattro figli: Romanus, Francus, Britus, Albanus.

Is é in tAlbanus dogab Albin ar tús cona chlaind, 7 is úadh ainmigter Albo: cor indarb a brátair tar Muir nIcht, conad úad Albanaig Leatha hOidia.

Questi è quell’Albanus che per primo giunse in Alba con i suoi figli, ed è da lui che ebbe nome Alba: poi guidò suo fratello attraverso la Manica e da lui discendono gli Albani del Lazio, in Italia.

Lebor Gabála Érenn R1 [I: 15-16]

La terza redazione del Lebor Gabála, compilata successivamente, attesta un’altra versione della genealogia di Alanus. Riporto la versione contenuta nel Libro di Ballymote (fine XIV sec.) con una piccola variazione nell’ordine dei paragrafi:

Ibath dono, an mac aili do Magóg, mac dosaidi Alainius. Tri meic aigi-sidi, .i. Airmein, Negua, Isicón. Per quanto riguarda Ibáth, uno dei due figli di Magog, suo figlio fu Alanus. Questi ebbe tre figli, Armenon, Negue, Hessitio.

Secht mbliadna decc ré scailead na mberlad tanig an ced fer do shil Iáfeth is an Eóraip, .i. Alainius mac Ibaith meic Magog meic Iafeth meic Náe. […]. 7 is amlaid thanig a tri meic laiss, .i. Airmein, Neagua, Issicon.

Diciassette anni prima della divisione delle lingue, venne in Europa il primo uomo del seme di Iafeth: Alanus figlio di Ibáth figlio di Magog figlio di Iafeth figlio di Noè. […]. Ed i suoi tre figli andarono con lui, cioè Armenon, Negue, Hessitio.

Coic meic ag Armón [sic], .i. Gotus, Uiligotus, Cebitus, Brugandus, Longbardus. Negúa dono, ceitre meic lais, .i. Uandalus, Saxus, Bogardus, Longbardus. Isicon imorro, an tresmac Elainius, ceitri meic lais, .i. Frangcus, Romanus, Albanus […] 7 Britus, o raiter Indsi Bretan. Cinque figli ebbe Armenon: Gothus, Valagothus, Gebidus, Burgundus, Longobardus. Negue ebbe cinque figli: Vandalus, Saxus, Boguarus, Longobardus. Hessitio, il terzo figlio di Alanus, ebbe quattro figli: Francus, Romanus, Albanus […] e Britus, da cui hanno preso nome le isole di Britannia..

Lebor Gabála Érenn R3 [I: 37-38]

Quest’ultima versione della discendenza di Alanus sembra derivare (con qualche piccola confusione, come ad esempio una duplicazione di Longobardus) dalla stessa fonte di un brano del Sex Ætates Mundi, una composizione pseudostorica irlandese contenuta nel Ms. Rawlinson B 502 (XII sec.).

Ibad dano in mac aile do Magog mac doside Elonius |^ Alanius. Tri meic aiciside .i. Armon Negua Hisicón. Coic meic ic Armón .i. Gothus. Uolegothus. Cebidus, Burgandus. Longubardus. Negua dano .iii. meic les .i. Uandalus. Saxus. Bogardus. Hisicón dano .iiii. meic aice .i. Francus. Romanus Albanus o ta Albannai i nAsia Britus ó rater Inis Bretan.

Ibáth figlio di Magog ebbe il figlio Elonius o Alanus. I suoi tre figli: Armenon, Negue, Hessitio. Cinque figli ebbe Armenon: Gothus, Valagothus, Gebidus, Burgundus, Longobardus. Tre figli ebbe Negue: Vandalus, Saxus, Bogardus. Quattro figli ebbe Hessitio: Francus, Romanus, Albanus, da cui l’Albania in Asia, Britus, da cui l’isola di Britannia.

Sex Ætates Mundi [r7-r12]

Venceslas Kruta, La grande storia dei celti. La nascita, l'affermazione e la decadenza Mentre in Nennio la discendenza di Alanus viene fatta risalire a Iavan figlio di Iafeth figlio di Noè, nei testi irlandesi viene invece fatta risalire a Gomer [LGÉ R1] o Magog [LGÉ R3, SÆM], sempre naturalmente nell’ambito della discendenza di Iafeth. Ha poco senso stabilire quale sia tra queste la corretta ascendenza, in quanto sono tutte il risultato di una «cucitura» della tradizione precristiana celtica sul tronco delle genealogie bibliche, effettuata in ambiente monastico. È ragionevole presumere che i popoli dell’Europa pagana facessero risalire le loro popolazioni ad un certo numero di mitici capostipiti, ma con l’introduzione della cultura classico-cristiana si sentì il bisogno di accordare le leggende tribali con il sistema universale elaborato sulla base dell’autorità biblica, della storiografia classica e dei testi dei padri della Chiesa.

I punti dove venne effettuata la cucitura tra le due tradizioni, nei testi irlandesi, sembra proprio contrassegnata dai nomi di Báth ed Ibáth, con Báth che è presentato – a seconda dei testi – come figlio o fratello di Ibáth. Alanus viene detto figlio di Ibáth [LGÉ R3, SÆM], oppure – con genealogia un pochino più complessa – figlio di Dothe figlio di Bodb figlio di Báth figlio di Ibáth [LGÉ R1]. Questi Báth ed Ibáth sono anche i mitici progenitori dei Gaeli, in quanto è proprio a Báth che il Lebor Gabála Érenn fa risalire la discendenza dei Figli di Míl, gli invasori gaelici d’Irlanda. I nomi di Báth ed Ibáth, duplicati nella discendenza nemediana, appaiono anche tra i progenitori dei Tuatha Dé Danann, i quali, prima di venire inclusi nel ciclo mitologico quale ultimi invasori pregaelici d’Irlanda furono presumibilmente gli antichi dèi dei Celti insulari. È dunque probabile che nelle fasi più antiche del mito irlandese questi Báth ed Ibáth fossero al centro di un qualche perduto mito teogonico o antropogonico.

Paolo Gulisano, L'isola del destino. Storia, miti e personaggi dell'Irlanda medievale Nella rielaborazione dei miti irlandesi nell’ambito della tradizione biblico-cristiana, Báth ed Ibáth, progenitori dei Gaeli, vennero assegnati alla discendenza di Magog o di Gomer, mentre Aithecht, mitico antenato degli invasori pregaelici d’Irlanda, venne a sua volta presentato quale figlio di Magog. L’attento lettore avrà notato che un Báth figlio di Ibáth [Baath filii Iobaath] è anche citato nella lunga discendenza di Alanus fornita da Nennio. Poiché si tratta di personaggi legati al mito irlandese, se ne deduce che Nennio avesse derivato la tradizione su Alanus proprio dall’Irlanda. D’altra parte lo stesso Nennio ammette di aver utilizzato delle fonti irlandesi, quando scrive che alcune tradizioni sul mitico popolamento ibernico vennero a lui riferite da competenti studiosi appartenenti al popolo degli Scoti [sic mihi peritissimi Scottorum nuntiaverunt][HB 15].

Detto questo, pare comunque improbabile che il racconto di Alanus si sia originato in Irlanda, se non altro perché la maggior parte dei popoli discesi da Alanus sono chiaramente teutonici. C’è dunque da pensare che la tradizione su Alanus sia giunta in Irlanda dal continente e che proprio in Irlanda sia stata poi «cucita» sulla discendenza di Báth/Ibáth.

Alwin Rees - Brinley Rees, L'eredità celtica L’impressione che le origini di Alanus vanno cercate tra i popoli di lingua germanica è corretta. La più antica citazione del personaggio si trova infatti nella cosiddetta Tavola etnologica franca, una sorta di «Catalogo delle Nazioni» teutonico che, sulla base degli etnonimi inclusi ed esclusi dal testo, è stato fatta risalire all’anno 520. In due manoscritti il padre dei tre fratelli è detto Alanus/Alaneus e viene addirittura definito il «primo re di Roma». I tre figli di Alanus si chiamano qui Erminius, Ingvo, Istio.

Più esattamente, alla discendenza di Erminius vengono assegnati i Goti, i Valagoti, i Vandali, i Gepidi, i Sassoni. A Ingvo sono assegnati i Burgundi, i Turingi, i Longobardi ed i Bavari [Baioarii], qui citati per la prima volta in assoluto. A Istio sono ricondotti i Romani, i Franchi, i Bretoni e gli Alemanni, i quattro popoli che si trovavano allora sotto la dominazione di Clodoveo, re dei Franchi. È evidente che, nel tramandare tale tradizioni, i redattori britannici e irlandesi dovettero travisare il senso dei nomi degli ultimi due popoli, trasformando i Bretoni in Britanni e gli Alemanni gli Albani.

Ma c’è un altro punto da considerare. I nomi dei tre fratelli, Erminius, Ingvo, Istio, così citati dalla Tavola etnologica, possono essere messi in relazione con le tre tribù discese dai tre figli di Mannus, nel famoso passo di Tacito in cui vengono illustrate le origini mitiche delle genti germaniche:

Celebrant carminibus antiquis, quod unum apud illos memoriæ et annalium genus est, Tuistonem deum terra editum. Ei filium Mannum, originem gentis conditoremque, Manno tris filios assignant, e quorum nominibus proximi Oceano Ingæuones, medii Herminones, ceteri Istæuones uocentur.

In antichi poemi, unica loro forma di trasmissione storica, [i Germani] cantano il dio Tvisto nato dalla terra. A lui assegnano come figlio Mannus, progenitore e fondatore della razza germanica e a Mannus attribuiscono tre figli, dal nome dei quali derivano proprio gli Ingevoni, i più vicini all’oceano, gli Erminoni, stanziati in mezzo, e gli Istevoni, cioè tutti gli altri.

Cornelio Tacito: La Germania [2] Traduzione di Mario Stefanoni

Ci si può chiedere se l’anonimo compilatore della Tavola etnologica franca inventò i nomi dei tre figli di Alanus sulla falsariga dei tre etnonimi citati da Tacito, o se li trasse invece da qualche perduto mito teutonico. È evidentemente quest’ultima l’opinione di Jacob Grimm, il quale riteneva Alanus un’errata grafia del Mannus tacitiano.Hilda Roderick - Ellis Davidson, Myths and Symbols in Pagan Europe: Early Scandinavian and Celtic Religions I nomi degli antenati eponimi delle tre tribù germaniche – gli Herminones, gli Ingævones e gli Istævones – possono essere rispettivamente ricostruiti in *Herminus ~ *Ingævus ~ *Istævus. Di questi tre nomina, il primo può essere ricondotto un ipotetico dio celeste dei Germani continentali, identificabile con Týr od Óðinn (cfr. la colonna Irminsul adorata dai Sassoni nella foresta di Teutoburgo), il secondo all’antico-nordico Yngvi (epiteto di Freyr), il terzo viene emendato da Jacob Grimm nella forma *Iscævus e messo in correlazione con Askr, primo uomo della mitologia nordica. Questi tre nomina avrebbero ovviamente prodotto sia gli pseudo-latini Armenon, Negue e Hessitio citati da Nennio, sia gli Airmen, Negúa e Isacón delle fonti irlandesi.Siamo forse arrivati al termine della nostra ricerca? Difficile dirlo. Di più non possiamo aggiungere. Resta soltanto la meraviglia e il piacere di aver (ri)scoperto una tradizione a lungo trascurata, quella di Alanus, il primo europeo.

* * *

Libera riscrittura dello studio presente in: http://www.bifrost.it/CELTI/5.Ilciclomitologico/01-OriginidEuropa.html
Traduzione italiana del Lebor Gabála Érenn (in via di pubblicazione): http://www.bifrost.it/Antologia/Librodelleinvasioni.html

Bibliografia

COMYN David & DINEEN Patrick S. [traduzione]: CÉITINN Seathrún (KEATING Geoffrey): The History of Ireland. Londra 1902-1908.
DE VRIES Jan: Keltische Religion «Schröder. Die Religionen der Menschheit». Kohlhammer, Stoccarda 1961. – ID.: I Celti: Etnia, religiosità, visione del mondo. Jaca Book, Milano 1981.
GRIMM Jacob: Deutsche Mythologie. Göttingen, 1835.
MACALISTER R.A. Stewart [traduzione]: Lebor Gabála Érenn: The Book of the Taking of Ireland, 1. Irish Texts Society, Vol. XXXIV. Londra 1938 [1993].
MÜLLENHOFF Karl: Die fränkische Völkertafel. Berlin, 1862.
MORGANTI Adolfo [cura]: NENNIO: La storia di re Artù e dei Britanni. Il Cerchio, Rimini 2003.
REES Brinley: Origini: il popolamento mitico dell’Irlanda
BONNEFOY Yves [cura]: «Dictionnaire des Mythologies». Parigi 1981. ~ «Dizionario delle mitologie e delle religioni», 3. Milano 1989.

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