Il culto di Virgilio nel medioevo

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l’Ateneo di Treviso, l’Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società “Dante Alighieri”; l'”Alliance Française”; L’Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione “Luigi Stefanini”. E’ il presidente della Libera Associazione Musicale “W.A. Mozart” di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l’opera di J. S. Bach.

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2 Risposte

  1. pier paolo vaccari ha detto:

    Grazie di aver illustrato, con oceanica erudizione, il perché della mia frase sull'esser Virgilio miglior amico nostro, che suo (di Dante).

    Io penso che Virgilio sia stato un poeta capace di parlare al cuore di tutti, anche delle persone semplici, e che in questo stia la sua vitalità, mentre secoli di interpretazioni e rigurgiti dottrinari l'avevano inesorabilmente condannato a morire insieme ai loro autori.

    Particolarmente infausta, a parer mio, la "sepoltura" cristiana.

    Un'aria freschissima spira oggi a chi legge Virgilio, riandando col pensiero a quando non era ancora stata sparsa tanta cenere, e bruciato tanto incenso.

  2. Pierdamiano Venti ha detto:

    Salve,

    Volevo segnalare un altro interessante volume in merito alle leggende su Virgilio:

    Titolo: Virgil the Necromancer, Studies in Virgilian Legends

    Harvard Studies in Comparative Literature, Vol. X

    Autore: John Webster Spargo (Northwestern University)

    Edizione: HARVARD University Press, Cambridge – 1934

    Saluti

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