Così dal mito nacque il romanzo

Georges Dumézil, La saga di Hadingus. Dal mito al romanzo Le edizioni Mediterranee hanno pubblicato un altro eccellente libro nella loro prestigiosa collana “Orizzonti dello Spirito”, che costituisce il fiore all’occhiello delle loro pubblicazioni. In questa collana infatti, fondata diversi decenni orsono da Julius Evola, sono ospitati libri di assoluta importanza e che hanno “fatto scuola”, quali Lo sciamanismo dello storico delle religioni Mircea Eliade, La tradizione romana di Guido De Giorgio, La crisi del mondo moderno di René Guénon, Le religioni del Tibet di Giuseppe Tucci e Sesso e carattere di Otto Weininger, oltre a opere di Schuon, Ouspensky, Schwaller de Lubicz, Arthur Avalon, Titus Burckhardt, Henri Corbin e dello stesso Evola. E così Dumézil, il famoso “padre” degli studi sugli indoeuropei e la loro ideologia tripartita, va ad aggiungersi a questo nobile novero, con un testo importante e dedicato a una materia affascinante, la mitologia (e la mitografia) germanica.

La saga di Hadingus è infatti uno studio dedicato alla seconda parte del primo libro delle Gesta Danorum di Saxo Grammaticus, il dotto danese che nel tredicesimo secolo stese in latino il grande componimento romanzato del passato del suo popolo. La saga di Hadingus, in particolare, è la narrazione delle eccezionali imprese di questo personaggio emblematico (Hadingus, appunto), che compie diverse gesta di sapore iniziatico prima di darsi volontariamente la morte dinanzi al suo popolo riunito.

Dumézil (che conosceva ben 31 lingue diverse) dimostra in modo pressoché inconfutabile, attraverso una serie impressionante di riferimenti, come l’origine di questa saga affondi nei modelli archetipali della mitologia germanica. Sgomberato il campo dagli equivoci evemeristici di quegli studiosi che a inizio secolo pensavano di poter interpretare Hadingus come la personificazione di un vero personaggio storico, il vichingo Hasting che nella seconda metà del nono secolo terrorizzò con le sue scorrerie mezza Europa, mostra con chiarezza i paralleli tra la prima metà della vita del personaggio e il dio nordico Njörðr: come quest’ultimo Hadingus è un personaggio “vanico”, scrive lo studioso francese, riferendosi al gruppo di divinità legate alla funzione della fertilità, cioè i Vani, prima contrapposte e poi pacificate con gli Asi, cioè gli dei legati alle due altre funzioni sovrane indoeuropee, quella della sovranità magico-giuridica (incarnata tra i Germani soprattutto dal dio Odino) e della bellicosità guerriera (il cui principale esponente germanico è Thor). Al pari del dio Njörðr, Hadingus contrae due speciali matrimoni, un primo di tipo incestuoso o quasi e conflittuale, e un secondo che deriva dal salvataggio di una fanciulla dal pericolo rappresentato da un essere sovrannaturale. Inoltre sia l’eroe sia il dio hanno un rapporto privilegiato con il mare, i venti e la navigazione. Un personaggio della saga, analogamente a ciò che avviene nei miti tramandati dalle narrazioni islandesi di Snorri Sturluson, si cimenta in un’oscura e biasimata forma di magia detta seiðr, ma non sapendola padroneggiare ne viene sopraffatto (proprio come l’apprendista stregone).

Nella vita di Hadingus avviene poi una frattura, che quasi interrompe le sue gesta e lo proietta in una nuova personalità (questa volta di tipo “odinico”): anche questa è una peculiarità di altri personaggi leggendarî. Dopo un’interessante avventura iniziatica Hadingus diviene infatti un grande vichingo e guerriero, in ciò aiutato dal dio Odino (che compare, pur non essendo espressamente nominato, nelle vesti di un misterioso vecchio monocolo).

Dopo alcune digressioni sulla mitologia e la cosmogonia nordica (riferite in particolare al rapporto tra i giganti e gli dei e tra i diversi gruppi di dei) Dumézil conclude il suo saggio esponendo in modo ordinato e assai persuasivo la sua tesi secondo la quale i dati tradizionali del mito fluirono nella narrazione di Saxo, e da questo furono poi convogliati nel suo “romanzo”, che divenne comprensibilmente un caposaldo letterario, nei secoli successivi, per tutti i dotti danesi.

Al testo dello studioso francese seguono poi una serie di appendici, costituite per lo più da articoli pubblicati da Dumézil medesimo negli anni successivi alla prima edizione del libro. La prima è costituita da uno scritto molto interessante, che si intitola L’annegato e l’impiccato: la tesi che vi è sviluppata ha un’importanza, a mio modo di vedere, almeno pari a quella sviluppata ne La saga di Hadingus. Dumézil infatti pone in luce come nell’antico mondo nordico, e anche nell’intera ideologia indoeuropea, siano esistite diverse forme di morti o menomazioni collegate con le tre funzioni sovrane, alle quali corrispondevano altrettante, diverse, “vie dell’oltretomba”. Quest’idea, che nei decennî successivi alla sua formulazione è stata arricchita di diversi studi che ne hanno approfondito e anche ampliato la portata, ha permesso di reinterpretare in una nuova ottica molti miti arcaici, rivelando comunanze e similitudini prima non notate.

Le altre appendici riguardano uno studio su Gram, cioè il padre di Hadingus, sugli dei Baldr e Höðr (ai quali è legata la profezia nordica sulla fine del mondo) e i loro omologhi nella saga di Saxo, e su altri personaggi come Horwendillus (padre dell’Amleto cui è dedicata la famosa tragedia di Shakespeare) i due Frotho e le divinità del mare nel mondo scandinavo. A chiudere il volume sta il testo latino dell’intera saga di Hadingus narrata nelle Gesta Danorum.

Questo libro, di lettura piacevole e affascinante, può essere consigliato non solo a coloro che si interessano di miti e folklore, ma anche a chi, in genere, sia interessato alle proprie antiche origini, poiché anche i miti nordici nascono da quella stessa comune matrice da cui sono sortite le narrazioni leggendarie che abbiamo imparato sin dall’infanzia.

Georges Dumézil, Dal mito al romanzo. La saga di Hadingus, Mediterranee, Roma 2002.

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Alberto Lombardo è stato tra i fondatori del Centro Studi La Runa e ha curato negli anni passati la pubblicazione di Algiza e dei libri pubblicati dall'associazione. Attualmente aggiorna il blog Huginn e Muninn, sul quale è pubblicata una sua più ampia scheda di presentazione.

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