Simon Mago era in realtà l’apostolo Paolo?

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4 Risposte

  1. Primadellesabbie ha detto:

    Avrò bisogno di tempo per ripensarci ma, questo saggio, pare risolvere diversi problemi sospesi. Grazie.

  2. paolo ha detto:

    Musashi, permettimi una domanda provocatoria. Tu continui ad affermare che i Vangeli sinottici sono documenti assai precoci ( 60-70 d.C.) e così gli Atti canonizzati. Spiegami allora perchè Giustino di Neapoli – in arte 'Giustino martire' – che asseriva di scrivere di teologia al tempo degli Antonini – circa 155 d.C. – non cita, poichè non li conosce, nè alcuno dei Vangeli nè gli Atti nè le lettere di Paolo. Che distratto! Cita invece frasi – che lui etichetta come 'Memorie degli Apostoli – tratte dagli apocrifi Atti di Pilato. Ma allora, se nel 150-155 erano noti gli Atti di Pilato e non i Vangeli canonici, qualcosa non quadra.Come la spieghi questa discrepanza?

  3. Musashi ha detto:

    1) non ho scritto che i vangeli sono stati scritti tra il 60-70. Quella data fa riferimento a dei fatti che non erano accaduti prima del 70 ed è un terminus ante quem che si usa in filologia. Mi riferisco alla distruzione di alcuni monumenti che nei vangeli vengono dati come esistenti (Tempio, piscina di Betsaeta ecc.).
    Quanto alle date, io dato il vangelo copto di Tommaso intono al 50,
    Marco e Matteo più o meno 65-80. il fatto è che essi si basavano su materiale pre-70, la cosiddetta fonte Q…. Poi possono essere stati elaborati più tardi. ma parte del materiale è piu antico del 70.
    Luca tra 80-90.
    Giovanni tra 90-110.
    Questa è la "mia" datazione, o meglio quella seguita dal 95% della comunità scientifica internazionale (che è fatta da laici!).

    2) Giustino non nomina direttamente i sinottici ma questo non è un dato da cui si possa concludere alcunche.!!! Io ad esempio non sto parlando di Berlusconi. ma se uno storico marziano del 3000 dovesse leggere i miei scritti dovrebbe forse dedurre che Berlusconi non sia esistito perche io, suo ipotetico contemporaneo, non lo cito???
    Ovvio che si sta commettendo un errore logico.
    Vedi paolo, I vangeli all'epoca di Giustino non erano arrivati ancora ad essere canone, nè essi avevano assunto la forma definitiva. Il concetto di Canone, se hai letto il mio articolo, venne sugerito da Marcione in quegli anni. All'epoca molti cristiani non avevano mai letto i vangeli, probabilmente avevano letto al massimo il diatessaeron (riassunto dei sinottici o altre narrazioni affini).
    Comunque Giustino cita quelle che dice "memorie degli apostoli" che sono gli stessi vangeli (che in effetti sono proprio delle memorie degli apostoli).. Giustino di Nablus non da riferimenti testuali precisi (non li distingue direttamente nè indica i passi), ma questa sua distrazione è veniale: all'epoca il concetto di rigore filologico che abbiamo noi era pressochè inesistente, e la stessa leggerezza era diffuso presso molti autori antichi…
    Egli scrisse due "Apologie" dirette non ai cristiani, ma agli imperatori romani (Antonini): non era certo indispensabile indicare con dovizia e acribìa filologica i passi esatti. Non era opera teologia -non era rivolta ad altri cristiani- era una esortazione agli imperatori pagani, che non avevano sottomano nè i vangeli nè altri scritti cristiani. il fine di Giustino non era dare riferimenti bibliografici (che forse non avrebbe neppure saputo dare: la divisione in capitoli poteva non esserci).
    Tuttavia queste "memorie degli apostoli" che dici tu……. analizziamole.
    in Apologia I e II egli cita per ben DIECI VOLTE passi tratti dalle "memorie degli apostoli" e queste dieci citazioni hanno tutte riscontro in altrettanti passi evangelici soprattutto Matteo ( o Marco) e Luca. Sembra invece ignorare Giovanni.
    Teniamo presente poi che le attribuzioni ai quattro evangelisti sono in realtà puramente ipotetiche (ad es. al massimo si può dire che "Giovanni"sia stato scritto da una Chiesa orientale forse efesina o da un circolo di seguaci di Giovanni). In generale le attribuzioni dei nomi sono molto "convenzionali" e abbastanza posteriori (in effetti possono essere addirittura pseudoepigrafiche). E' anzi ben probabile, come si pensa, che nel I secolo questa nomenclatura per i sinottici non fosse universalmente seguita e questo accresce i motivi per cui gli evangelisti non vengano esplicitamente nominati da Giustino.

    Tuttavia egli cita una decina di passi evangelici di Matteo e Luca facilmente individuabili.
    Quindi in realtà le sue sono le prime citazioni dei vangeli.

    3) In ogni caso Marcione – e questo elimina ogni discussione- nomina gli evangelisti, o almeno alcuni.
    e con Marcione siamo nella stessa generazione di Giustino (erano coetanei si può dire).
    Riferisce infatti Tertulliano ( Adversus Marcionem, IV,) che che Marcione accusava le manipolazioni a cui furono sottoposti i vangeli "sinottici". In effetti Marcione, riteneva come ho scritto nell'articolo, che essi contenessero delle AGGIUNTE rispetto a quello che lui riteneva essere il "vangelo del Signore"- l'unico autentico a suo dire- che poi era "Luca" ma senza le aggiunte che sarebbero state volute dai cattolici.
    Anzi egli rigettava perfino Luca, che era di tutti il più vicino al suo,

    Quindi ecco la citazione probante.Vi è un autore del periodo di Giustino (100- 160 circa) che cita vangeli sinottici e li critica, e nomina persino degli evangelisti.
    Da notare che stavolta, e questo conferma la mia argomentazione, si tratta non di opera esterna, apologetica, rivolta ai pagani, ma di una discussione tutta interna alla Chiesa. e quindi teologica e filologica. E in effetti Marcione è un po' più circostanziato di Giustino proprio per questo.

    ..una prova del genere è sufficiente ad asserire l'esistenza di quelle narrazioni evangeliche nel II secolo (epoca di Marcione e Giustino).

  4. Veritas ha detto:

    “Simon Mago era in realtà l’apostolo Paolo?”
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    Ho più volte affermato che se non si cerca prima di far emergere il VERO profilo storico di Gesù di Nazareth, nessuna ipotesi sensata si può avanzare circa la sua vera vicenda umana. Un discorso del tutto speculare va fatto per il Paolo di Tarso del Nuovo Testamento: un personaggio di SINTESI, frutto della sovrapposizione sincretica di due personaggi realmente storici..
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    Che Paolo possa essere stato Simon Mago, come sostenuto da Detering e da R. Price, non è da escludere a priori. Tuttavia, è assolutamente necessario procedere per gradi, analizzando tutti i possibili risvolti della questione: ne potrebbero derivare scenari assolutamente imprevedibili…
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    Veritas
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