Le anomalie dell’ultimo Papa

Gianfranco de Turris

Giornalista, vicedirettore della cultura per il giornale radio RAI, saggista ed esperto di letteratura fantastica, curatore di libri, collane editoriali, riviste, case editrici. E' stato per molti anni presidente, e successivamente segretario, della Fondazione Julius Evola.

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5 Risposte

  1. PMF ha detto:

    Ottimo articolo. Aggiungo solo alcuni altri segni: il gabbiano sul comignolo della Cappella Sistina durante il conclave, il pastorale spezzato durante la visita in Bosnia, i serpenti che attaccavano i fedeli durante la Messa in Paraguay. Ma potremmo anche ricordare l’incendio al Santo Sepolcro poche ore dopo la visita del Papa. Un uomo del Medio Evo avrebbe tremato…

  2. Nicola ha detto:

    Il graffiti ha scritto Roma 2013 non 2017! e un 3 con licenza artistica, a mo’ di firma.

  3. Dalmazio Frau ha detto:

    La mia risposta a commento del posto apparso su “il Corriere Metapolitico”

    Caro Aldo, che dire? Mi chiedo “perché”, soprattutto.
    Mi chiedo il perché di questo attacco a un pezzo di Gianfranco de Turris nel quale non mi riesce di ravvisare nulla di quanto tu gli imputi. Anche perché non vi è traccia nell’articolo di nulla contrario o in avversione né alla Chiesa né a questo papa che – detto per inciso n quanto la cosa non cambia nulla a nessuno – a me personalmente non piace, sarà anche in quanto sudamericano e dunque molto distante dalla mia Europa. Non capisco la virulenza dell’attacco anche perché de Turris non fa operazione per nulla diversa da quella effettuata proprio da Panunzio nel lontano 1975 a proposito di un cartellone pubblicitario relativo al film “L’Anticristo” traendone conseguenze alquanto analoghe con un medesimo metodo deduttivo simbolico. Perché a Panunzio questo non è stato mai criticato e a de Turris si? I Simboli parlano, parlano ancora all’uomo che non li sa più leggere, i fulmini cadono oggi come duemila o duecentomila anni fa, un fenomeno analogo a quello su San Pietro è riportato nelle cronache del 1500 a riguardo di Alessandro VI e gli auspici che ne vennero tratti allora, nefasti, purtroppo si confermarono esatti. E allora? Perché improvvisamente ricorrere a pseudo razionalizzazioni materiali? I fulmini cadono, ma quello è caduto direttamente sul cupolone, proprio in quel momento, non in un altro. Stesso dicasi sugli uccelli, corvi, colombe e gabbiani. Ricordiamo il vento che aperse il Vangelo alla morte di Giovanni Paolo II? Di cose “strane” intorno a questo Papa – che a me non piace – ne sono successe parecchie, e soltanto uno sciocco non vorrebbe vederci dei “segni” senza per questo voler fare gli “apocalittici” per forza. Allora cosa ci sarebbe di sbagliato nell’interpretazione simbolica effettuata da de Turris? È una possibilità, perché non prenderla in considerazione? O forse piuttosto perché viene da Gianfranco de Turris e allora va criticata a prescindere? L’armamentario che tu gli attribuisci è lo stesso di Silvano Panunzio, Aldo, non capisco dunque perché criticare in un caso sì e nell’altro no. Infine il murale, sono andato io personalmente a constatare cosa vi fosse dipinto e posso garantire che l’opera è gravida di simboli estremamente “curiosi” che non andrebbero glissati con così tanta nonchalanse, anche perché ricordo che la “Verità, grida agli angoli delle strade” – lo diceva sempre l’ottimo Silvano tu lo sai bene – e ripeto ancora non è diverso questo “murale” da un manifesto degli anni 70. Chi sa leggere sa leggere, poi c’è chi non vuole e allora è inutile parlarne… Comunque chiunque volesse potrà confrontare quanto da me detto leggendo il cap. “L’Anticristo a Roma” pag 844 di “Metapolitica- La Roma Eterna e la Nuova Gerusalemme” Ed. del Babuino – Roma 1979, ovviamente di Silvano Panunzio.

  4. Michele ha detto:

    Bergoglio il papa nero. E’ lui? Forse no. Questa è una mia valutazione del tutto personale dei fatti dove la figura di “papa nero” non è interpretata nel senso letterario della parola “Papa” ma come personaggio di massima influenza di un determinato periodo. Cercherò essere descrivere questa mia ipotesi nel modo più semplice e chiara possibile. Malacchia vedeva nel suo Sommo pontefice l’immagine di un potente in grado di influenzare le vicende della sua epoca, un uomo a cui nessun osava dire di no senza ripercussioni, insomma l’immagine dell’uomo più potente del mondo. Ora supponiamo che Malacchia riesca a visualizzare il futuro ed in particolare i nostri giorni. Vede la situazione geopolitica in corso, le guerre tra popoli di religioni diverse, attentati, ecc.. Vede l’uomo più influente del mondo di oggi, l’equivalente di papa Celestino ed i suoi successori, un uomo dalla pelle nera alla testa di una grande nazione come quella del regno di Dio terra. Si avete capito bene, Obama il papa nero contemporaneo di Bergoglio. Cose cambia nel caso in cui la profezia sia vera!? Nulla. Cambia solo l’approccio al finale. Voi cosa ne pensate?

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