Le torri del diavolo

“Tenete in vista le torri sataniche, perché da lì arriverà il segnale”.

Satana, Liturgia infernale
Società Editrice “Il Ponte Vecchio”

Così il demonio in persona nel suo libro liturgico accenna all’esistenza di torri sataniche dalle quali si irradia sul mondo la sua influenza malefica.

L’argomento è stato affrontato anche da René Guénon, che ha menzionato in passi delle sue opere le torri del diavolo. Jean-Marc Allemand nel suo saggio René Guénon et les Sept Tours du Diable ha rintracciato i riferimenti a questo tema che si trovano nelle opere di Guénon. Su questa base l’autore disegna anche una mappa con la collocazione delle sette torri che formano l’immagine dell’Orsa Maggiore, essendo collocate in Sudan, in Nigeria, in Siria, in Iraq, in Turkestan e in Siberia occidentale alla foce del fiume Ob e su un’isola del Mar di Kara.

A ognuna di queste torri è legato un potere controiniziatico che viene analizzato nello studio di Allemand: la manifestazione del male allude alla rivolta della casta guerriera contro quella sacerdotale. Per quanto riguarda le torri del Sudan e della Nigeria esse sono legate alle attribuzioni sataniche del dio egizio Seth e si riferiscono al conflitto fra la popolazione sedentaria del Nord dell’Egitto, basata sull’agricoltura, e quella del Sud dell’Egitto, dove sciamavano gruppi di nomadi che vivevano di rapina.

Le tradizioni che parlano di queste popolazioni meridionali narrano di licantropi e di società segrete che praticavano stregoneria e cannibalismo.

Inoltre Seth era rappresentato con la testa d’asino, e gli aspetti sinistri di quest’animale saranno un tema destinato ad attraversare i secoli: nel medioevo le feste dell’asino diverranno una sorta di esorcismo per allontanare il male.

La torre situata in Siria è legata alla proverbiale abilità dei Fenici nel raggiro e nella truffa. La storia di questo popolo interamente fondato sull’aspetto commerciale sembra quasi anticipare i demoniaci sviluppi dell’economia capitalista che ai nostri giorni celebra la vittoria finale!

La torre situata in Iraq è la biblica Torre di Babele: metafora lampante del moderno mondialismo e della sua smisurata hybris.

Le torri situate in Turkestan e in Siberia sarebbero riferite a pratiche sciamaniche tese alla magia nera e all’evocazione di demoni.

Dopo la ricognizione dei luoghi che formano la geografia infernale, Allemand ripercorre le tesi di Guénon sulla degenerazione della cultura occidentale, con particolare riferimento alle vicende dei Templari: per Guénon la distruzione dell’Ordine del Tempio da parte del re di Francia è la più evidente manifestazione della rivolta del potere laico contro l’autorità sacerdotale. Questo cammino di morte spirituale continuerà con la Riforma protestante, con la Rivoluzione francese, con la democrazia, col comunismo, fino all’attuale apocalisse globalizzata che conclude la lunga serie di epifanie anticristiche segnando il trionfo della controiniziazione.

La lettura di Guénon è quanto mai illuminante per l’interpretazione di avvenimenti che vengono divulgati solo sotto l’aspetto sciropposo della “storia ufficiale”, e il tema delle torri sataniche è uno dei più affascinanti fra quelli trattati dall’esoterista francese.

Se è vero che il demonio è il falsario per eccellenza la modernità ideologica è davvero il Regno di Satana! Come spiegare altrimenti l’impressionante fenomeno di autosuggestione collettiva che induce le masse a prendere per vere le menzogne più assurde e che ha trasformato le persone in cadaveri psichici?

* * *

Jean-Marc Allemand, René Guénon et les Sept Tours du Diable, Guy Trédaniel Éditeur, Paris 1990, pp.230.

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Michele Fabbri ha scritto il libro di poesie Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2003). Quella singolare raccolta di versi è stata ristampata più volte ed è stata tradotta in inglese, francese, spagnolo e portoghese. Dell’autore, tuttavia, si sono perse le tracce… www.michelefabbri.wordpress.com
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8 Responses

  1. Renzo Giorgetti
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    Questo libro è un ottimo esempio di come si possa scrivere della "storia sacra", ovvero della storia basata più che su elementi quantitativi, su dati del simbolismo tradizionale.

    Da ciò deriva una certa atemporalità, che rende questo studio lontano dal presente, senza però renderlo antiquato; e infatti a più di vent'anni dalla sua uscita è ancora attuale.

    Sarebbe una buona cosa se una casa editrice coraggiosa si facesse carico della traduzione e tentasse l'avventura della pubblicazione anche nel nostro paese.

    • Francesco
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      D'accordo, ma… visto? Nessuno legge. Tutti guardano i TG!

  2. paolo
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    Lo lessi molti anni fa, quando uscì. Lo ricordo come un bel libro. Tuttavia, da buon francese, Allemand lancia strali e presunzioni di controiniziazione guarda caso prorio addosso ad alcuni italiani quali Leonardo da Vinci. La cosa mi fece molto arrabbiare. V'è poi da notare che, se da un lato, Guénon e Allemand individuano nella geografia invertita delle Torri del Diavolo uno dei cardini su cui poggia l'inversione che affligge il mondo moderno, il problema è ben lungi dall'esaurirsi lì. Tutta la facecenda risulta di una grande complessità e l'argomento delle Torri non è che uno egli aspetti del problema medesimo.

  3. Sbad
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    Un libro vagamente delirante. Se queste cose le avesse scritte la Blavatsky l’avrebbero tutti presa GIUSTAMENTE in giro.

    L’argomento “torri del diavolo”, pescate da un libro di Seabrook, è stato un infortunio di Guenon…

    I Francesi ci invidiano il mondo classico e il Rinascimento. Da 150 anni non fanno che inventarsi “esoterismi” a gogò. Gli italiani sono più seri ( in generale, eh…)

  4. Sbad
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    Dimenticavo : tra poco uscirà un libro che metterà fine alle stupidaggini post-guenoniane sulle 7 torri del diavolo. Un mesetto massimo.

  5. Trevrizent
    | Rispondi

    Non credo proprio che Guénon si sia “infortunato” a riguardo dell Torri del Diavolo. Mi sembra che sia una valutazione molto semplicistica che chiude il problema con un rifiuto!

  6. Trevrizent
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    Di che libro si tratta?

  7. Sbad
    | Rispondi

    Il libro è : ” Les lieux du pouvoir. Entre Mythe et histoire”, ed. Archè, settembre 2014.

    Sia chiaro, non volevo attaccare Guenon, molto valido su alcuni versanti. Ma non tutto quello che ha scritto e che ha fatto è oro colato. Certo, è un buon antidoto a pasticcioni occultisti da 4 soldi che difendono scemenze come golden dawn, oto, teosofia, scaligero, martinismo, amorc, bardon ecc.ecc.

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