Astrologia e alchimia

Miguel Serrano  (Santiago del Cile, 10 settembre 1917 – 28 febbraio 2009)

Il Centro Studi La Runa ha il piacere di pubblicare sul suo sito il primo capitolo de La Resurrezione dell’Eroe (Settimo Sigillo), intensa operetta ermetica di don Miguel Serrano, tradotta e curata in Italia dal prof. Nicola Oliva. I riferimenti profondi del libro, non semplicemente politici, ma cosmologici e misterici, rendono fondamentale la lettura del libro in questo momento storico. Il primo capitolo inquadra tutta la materia con un riferimento al succedersi delle ere nel Grande Anno Zodiacale. Come si sa, noi viviamo agli sgoccioli dell’Età dei Pesci e ci apprestiamo ad entrare in una nuova Era – quella dell’Acquario – dalla quale si attende una nuova rivelazione spirituale, e si spera anche una rinascita umana. L’Età dei Pesci ha visto l’affermarsi del cristianesimo, peraltro in una sua interpretazione confusa e distorta. L’età dell’Acquario richiede un maggior senso di coscienza individuale: nel cuore dell’uomo nobile dovrà trovarsi l’“ubi consistam”, per non lasciarsi travolgere dalle acque del divenire terreno. Se l’immagine del Sacrificio del Toro segnò il passaggio dall’Età del Toro a quella dell’Ariete e se l’immagine del sacrificio dell’Agnello introdusse l’umanità all’Età dei Pesci, non ancora è chiara l’immagine archetipa che introdurrà all’Età dell’Acquario. Possiamo per ora lasciarla all’indeterminatezza, anche se è chiaro che forze antagoniste già ora si stanno preparando per affermarsi e imprimere il proprio sigillo agli anni a venire. È nostro auspicio che la vena aurea della spiritualità iperborea-atlantica-europea possa tornare alla luce e affermarsi nelle nuove generazioni, anche grazie all’opera ispirata – opera ermetica, non banalmente ideologica – di uomini come don Miguel Serrano.

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Astrologia e alchimia

Miguel Serrano, Il Cordone dorato
Miguel Serrano, Il Cordone dorato

La mia vivenza è la seguente: l’astrologia e l’alchimia si riferiscono egualmente ad un dramma segreto. Ci stanno rivelando in simboli un grande mistero. Le Ere astrologiche sono un Giorno nell’Anno delle Ronde. E ciascuno di questi Giorni ci offre un’Elargizione archetipica. Il Toro, la religione solare del toro, l’Ariete, quella del montone, di Rama, del Padre come Agnello. Quella dei Pesci, il Pesce di Kristos, il Figlio Solare. Nella costellazione del Toro, la stella principale è Venere, essendo entrata nel sistema solare come una cometa, per restare fissa come una stella. Il suo
brillio rendeva visibili due corni luminosi, in modo che rappresentò il Toro del firmamento. Venere, la Verde, per gli egizi. Così l’adorazione del Toro è l’adorazione di Venere.

Platone ci racconta che i re di Atlantide sacrificavano il toro, vestendo abiti dai colori rituali e coperti con il berretto frigio, consegnato dagli Dei. Questo accadde quando nacque la religione ariano-persiano-atlantidea di Mithra, il sacrificante del toro. Il sacrificio dell’agnello si compie agli inizi dell’Età dei Pesci. Astrologia ed Alchimia –perché ciascun pianeta rappresenta un metallo determinato come simboli di un processo di trasmutazione, che ci porta a conoscere, mediante entrambe, l’esperienza di morte e di resurrezione di un Dio. Per meglio dire, la trasmutazione di un Eroe in più di un Dio.

Anche se volessimo spiegare con maggior chiarezza e con parole semplici queste cose, per la loro intrinseca natura, ciò non è possibile. Sono questi territori occulti, molto difficili da transitare con l’intelligenza razionale. I cicli astrologici non sono assolutamente serrati; gli Dei muoiono, ma resuscitano nel successivo ciclo con abiti distinti, trasmutati. Il toro, simbolo della luce nel Toro, muore in Ariete, sacrificato dall’Eroe Mithra, perché è passato a trasmutarsi nel suo opposto, simbolo dell’ombra, delle forze cieche di una Natura corrotta, come lo fu a suo tempo il Drago. E, così, Mithra e Sigfrido sono una stessa persona, in lotta contro le potenze oscure. Mithra uccide il toro, Sigfrido il Drago. Ed entrambi sono una rappresentazione del Sole, Helios, loro Padre.

Quanto di più sapevano gli antichi della storia degli uomini, rispetto agli “storici scientifici” attuali ed al loro irrisorio scientismo, si può vedere nel fatto che la loro Storia non era solo degli uomini, ma includeva anche gli Dei. Gli uomini e gli Dei. Dei che regredivano in uomini ed uomini che si convertivano in Dei. Animali che erano Dei –Dei con teste di animali-. Tutto l’Universo visibile è retto dai cicli delle costellazioni – che sono figure di animali-dei: leone, toro, ariete, ecc-.

Inevitabilmente, l’Età dell’Oro primigenia si corrompe e porta a quella del Ferro. Invariabilmente tutto ritornerà a cominciare. E così ab aeterno, nell’Eterno Ritorno.

Il Crepuscolo degli Dei terminerà con la Resurrezione degli Dei. Ecco l’Astrologia, il Ciclo dell’Astrologia. Il Demone dell’Eterno Ritorno dello Stesso, nel più grande come nel più piccolo. Il Regno del Demiurgo e dei suoi archetipi illusori. L’Impero di Maya, l’Illusione.

Tenzin Gyatso, l'attuale Dalai Lama, con Miguel Serrano
Tenzin Gyatso, l’attuale Dalai Lama, con Miguel Serrano

5 Responses

  1. Luca Valentini
    | Rispondi

    Libro che un amico e profondo conoscitore del personaggio mi ha consigliato vivamente.

    Spesso ci si dimentica di certi argomenti tra disamine archeologiche, dispute teologiche e paranoie tradizionaliste, ma sarebbe meglio fermarsi un pò e riflettere sul Mondo…indi su noi stessi!

  2. Musashi
    | Rispondi

    La grande cultura e comprensione esoterica di Miguel Serrano sono un patrimonio da leggere e da studiare.
    Ne consiglio la lettura ai tanti tradizionalisti amanti delle religioni abramitico monoteisitiche, sedotti dalla verbosa catechesi guenoniana che tutto annacqua di paludamenti "tradizionali" per non far comprendere la vera natura di certe realtà cosiddette "spirituali".

    Basta vedere anche su questo sito quanti commenti da esponenti della religione cristiano cattolica, forse ripresa con interesse dai tradizionalisti più per giustificare un qualche conservatorismo politico o al massimo un ancorarsi romanticamente al proprio passato, che per reale comprensione della Tradizione Ultima (che è non teista da sempre).
    Serrano aveva compreso molte cose: soprattutto questa identità
    Dio dei cristiani = mentiroso Demiurgo de los Judios
    Non si tratta cioè di dibattere se il crisitanesimo sia o meno affine dal giudaismo: quanto un fatto ben più grave: il cristianesimo è infatti il culto della stessa entità adorata dal giudaismo.

    Così come espone chiaramente il tema del Liberatore secondo il vero Xristianesimo: la natura solare del Kristos gnostico (non a caso scritto in greco!) del Kristos-Mithra (essendo Mithra l'altra sua epifania).
    Serrano fu ben consapevole dell'essenza gnostica del vero cristianesimo, come lo fu Otto Rahn…
    Questa conoscenza lo portò a ben riconoscere la natura davvero anti-tradizionale (altro che necessità dell'exoterismo di guenoniana memoria..) e soprattutto oscuratrice e controiniziatica delle forme attuali di cristianesimo.
    Devo dire inoltre che la contestualizzazione astrologica fatta da Serrano sulle "ronde planetarie" e l'evoluzione delle religioni mondiali centra appieno il senso del problema.

    Non a caso la foto che lo ritrae col Dalai Lama, vera autorità tradizionale, nonchè il fatto che fosse un grande studioso e conoscitore del buddhismo e dell'Induismo (visse per dieci anni in India), richiamano giustamente un tema su cui sorvolano molti cultori nostrani della "Tradizione":
    la natura gnostica della Tradizione, e soprattutto se si guarda quella orientale non vi sono dubbi a riguardo.

    Del resto ai tradizionalisti suddetti che magari attendono la Parusia del Messia come il Kalki guenoniano,ricordo che il kalki, o prossimo avatara, altri non è che il Chakravarti manifestato. E nel ciclo interno delle profezie del Kalachakra viene esplicitamente detto che esso sarà il XXV Chakravarti (cioè il prossimo), chiamato "Il Signore Violento della Ruota di Ferro", e farà "morire annegati nel loro sangue" islamici e cristiani e gli altri adoratori di Ishvara, il re dei Demoni.

    Consiglio ai suddetti tradizionalisti di leggere meno libri "tradizionalisti" e un po' più le fonti tradizionali.Nelle quali l'esecrazione per le religioni exoterico-teisitiche è assai palese, e non v'è traccia del loro reclutamento alla Tradizione Perenne,vero artefatto letterario del Guenon e di una cerchia prezzolata di servitori del cattolicesimo…. che hanno infiltrato le correnti esoteriche del tempo per minarle al loro interno.
    E' molto triste vedere come, a causa della predicazione guenoniana, su cui Serrano scrive giuste parole di fuoco, molte menti potenzialmente rivolte all'esoterismo siano state sedotte e, da brave pecorelle smarrite, ricondotte all'ovile dei preti.
    E per giunta nella convinzione di fare tutto per servire una qualche verità esoterica, nella sola forma possibile oggi.!
    Come non vedere in ciò un successo della Contro-iniziazione?

  3. vate
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    Astrologia e alchimia parlano di una stessa storia con un linguaggio differente e ci raccontano del senso segreto dell'universo e di ciò che vi è contenuto. L'astrologia nel dinamismo dello spazio siderale raccoglie le scadenze cicliche che qualificano il tempo e lo rendono vivente. L'alchimia guarda l'eccitabilità presente come anima nell'arresto degli elementi e che agendo trasformativamente li vivifica.
    Queste scienze tradizionali hanno il loro riferimento nell'uomo poiché esso ha la capacità di comprenderle nel vero senso del termine, in quanto in lui le entità delle quali trattano si dispiegano sottoforma di stati dell'essere costantemente presenti per quanto recedono o precedono lo stato umano. Le età umane trovano corrispondenza nelle età cosmiche agganciandosi al divenire come momento di rinnovamento dissimulato dall'eterno ritorno; quando nella natura umana si ritrovano gli elementi fisico-simbolici fissati eppure sublimati dalla magia dell'uomo che proietta nuovamente nei pianeti e nelle costellazioni le affinità antropomorfiche.

    La casualità del tutto ha eletto l'uomo come ordine affinché il simbolo espandendosi in quella realtà dove il significato ed il significante si annullano, provoca l'esperienza inequivocata della verità.
    Il mondo interagisce con l'individuo condizionandone il modo di essere e conseguentemente lo stato "essere" . Le forze più in vista operano internamente attraverso la genetica(influssi del tempo), ed esternamente tramite l'ambiente(influssi dello spazio).

    Ora l'uomo che più ci riguarda è il tipo occidentale moderno. La stirpe dalla quale in misura proviene era portatrice della luce del nord, alimentata da una religiosità uranico solare presso la quale il senso della vita e del sacro era normalmente infuso nel singolo e ne determinava l'agire. La qualità distintiva di tale uomo risiedeva nella virilità e consisteva nella volontà di un io di affermarsi sugli istinti e sulle passioni, nonché di misurarsi con quella stessa forza che trascendendolo lo aveva così voluto.
    Estrapolare queste incidenze nella tradizione occidentale, credere di farle proprie o riuscire effettivamente a farlo, sono prospettive tutt'altro che uguali, e l'ultima di queste coincide con le reali attese dell'uomo antico ancora sufficientemente integro. Tali possibilità sussistono ancora e rimangono retaggio di pochissime e particolari persone che non amano mettersi in mostra. Per il resto del mondo occidentale invece esse non esistono più, l'uomo moderno le ha rifiutate, il tipo occidentale contemporaneo è l'esatta parodia della virilità. Dominare se stesso è qualcosa che non lo riguarda, ciò che conta esteriormente è l'apparenza ed internamente il piegarsi ai suoi istinti e bisogni. La nostra civiltà si è completamente femminilizzata.
    La dignità e la responsabilità che caratterizzavano l'uomo virile nel suo porsi accanto alla vita e alla donna che la rappresenta, con quella preziosa volontà di essere presente a se stesso e che incute una spontanea riverenza a chiunque gli stia vicino, oggi non solo non la si riscontra pressoché in nessuno, ma è già tanto che qualcuno sia capace di considerala e con essa l'idea di quella forza che agiva nel profondo dello spirito occidentale originario.
    Oramai l'uomo moderno e l'uomo della stirpe antica sono due razze completamente differenti dove i punti di contatto sono solo cronistici o al massimo emozionali.

    Ma i fatto di esserci così immiseriti non è imputabile a forme degenerate dello spirito lunare che hanno preso il sopravvento. La loro colpa è solo quella di esistere; la responsabilità invece è dell'uomo e quindi nostra allorché "abbiamo" soppiantato quello che più ci era congeniale.

    Il mondo occidentale ha preso una rincorsa talmente scalmanata verso la sua dissoluzione che non si è nemmeno accorto di aver già superato il punto di arrivo, e prosegue per inerzia in un nulla senza ritorno: abissale entropia dove torna a disfarsi il sogno di poter esistere rinunciando ad essere.
    Una civiltà che ha mollato i suoi riferimenti non trova più gli appoggi per sollevarsi per il semplice fatto che il moto epocale l'ha portata oltre.

    Ciò che rimane ad un mondo femminilizzato è una religione lunare, contemplativa, basata sulla fede e sulla preghiera, quindi congeniale alle sue genti. Ma ciò che è ancor peggio è che tale residuato spirituale sembra essere fin troppo per il tipo d'uomo giust'appunto considerato.

  4. Musashi
    | Rispondi

    La responsabilità- è vero è -dell'uomo che all'epoca abbracciò quelle forze (lunari se vogliamo considerarle così) e si è fatto infinocchiare. Ogni "ronda" presenta delle possibilità archetipali di sviluppo, ma anche delle insidie. Sì è che quelle entità cosmocratrici e demiurgiche che avevano dominato nella fase precedente – era dell'Ariete: col mosaismo giudaico e col culto degenerato e materialista del falso sole di Aton in egitto- si sono protratte intromettendosi di nuovo all'inizio dell' Era dei Pesci, facendo affermare una forma corrotto del cristianesimo, che per l'appunto, , ha preso la forma lunare.
    La corruzione così introdotta deve essere vista non solo in chiave umana e sociale, ma anche cosmologica come ho scritto in altri interventi.

    Gli uomini della nuova religiosità con quelle forze vennero a patti garantendone la sopravvivenza astrologica e cultuale per altri duemila anni: in cambio ottennero il "miracolo" di far sparire l'iniziazione di Mithra, e tutte le altre forme spirituali, garantendosi un potere unico ed esclusivo che mai prima casta sacerdotale ebbe in Occidente.
    Giustamente come dici quelle forze esistono, e le responsabilità sono umane.

    Responsabilità antiche, ma ancor più forti oggi per quegli uomini, i pochi che sanno di esoterismo e sarebbero vocati ad essere uomini "differenziati", che purtroppo, cedendo a certe fisime del tradizionalismo ideologico, indulgono nel magnificare la presunta tradizionalità di un culto arcontico.

    Proprio oggi alla fine di un fase zodiacale e all'inizio di un 'altra si ripresenta l'antica trappola, e le stesse forze ostacolatrici si insinuano per rinnovare la loro presa e procrastinare la durata del loro imperio, oggi come duemila anni fa.
    Oggi si presentano,paradossalmente, pur nel marasma in cui viviamo le massime possibilità di proiezione dello Spirito, per la nota legge alchemica delle Bilance. Così come oggi si stanno aprendo vie spirituali che fino anche a cento anni fa erano del tutto sconosciute all'occidentale. (ovviamente bisogna ben guardarsi dalle false luci della new age o stravaganze simili, altro inganno della controiniziazione).

    proprio per questo bisogna assumere la massima responsabilità iniziatica di uomini differenziati e consapevoli di non aggrapparsi a forme un tempo lunari ma oggi neanche più lunari ma decisamente putrescenti.

  5. Irmin
    | Rispondi

    la lettura (meglio sarebbe dire lo studio) dell'affascinante opera di Miguel Serrano è come una malattia dalla quale, col tempo, si può anche guarire ma da cui si esce, in ogni caso, profondamente trasformati. Serrano è un Maestro della "via della mano sinistra", capace di schiudere al suo lettore prospettive grandiose ed inpensabili, ma, per lui come per altri (o meglio ancora: per lui ancora più che per altri), ci si può chiedere: la sua gnosi, la sua Via, può essere, realmente e concretamente e non solo "intellettualmente", percorsa per intero anche da altri?

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