Geni custodi – Spiriti dei Popoli – Spiriti del Tempo

Geni custodi, spiriti del popoli, spiriti del tempo Osservando la scala gerarchica degli esseri, l’uomo vede al di sotto di sé creature più semplici, immerse nel sogno della materia e nello stesso tempo guidate dalla saggezza divina: i minerali, le piante, gli animali. Al di sopra di loro pone giustamente sé stesso, ma non dimentica che le proprie parti costitutive lo congiungono ai regni della natura: il corpo fisico dell’uomo è composto dagli stessi elementi del regno minerale; il corpo eterico dell’uomo vive, germoglia, si riproduce, sfiorisce secondo lo stesso ciclo di vita che caratterizza il regno vegetale; i suoi sensi, i suoi desideri si volgono al mondo con la stessa voluttà delle creature animali.

Posto al vertice della natura, l’uomo intuisce l’esistenza di spiriti superiori, verso i quali è giusto rivolgersi con riverenza, con un sentimento di dignitosa venerazione.

L’uomo ha un corpo astrale: in esso ondeggiano le immagini, i contenuti della nostra interiorità; per mezzo del corpo astrale noi proviamo piacere, dolore; abbiamo coscienza. Il corpo astrale ci dà un carattere individuale e ci dota di particolari talenti. A un certo punto della vita può accadere che nel corpo astrale fluiscano nuove immagini, nuove conoscenze, si aprano le porte di una nuova percezione. Chi è che fa fluire queste immagini? È un essere più elevato di noi e disincarnato, che tuttavia si interessa alla nostra individualità: popolarmente lo si chiama “angelo custode” (1): è colui che gli antichi chiamavano Genius o Daimon. Il Genio personale ci suggerisce la missione da compiere nella presente esistenza e ci accompagna da una vita all’altra. Nel suo completamento femminile è la Valkiria, la Dama celeste che si unisce al defunto.

La Porta di Brandenburgo a Berlino Nell’essere umano vi è poi uno strato più profondo che è il corpo eterico: esso si lega alle forze vitali, alla linfa stessa che genera un individuo e nello stesso tempo lo congiunge a un ceppo familiare, a una stirpe. Noi abbiamo caratteristiche fisiche e nello stesso tempo tendenze del comportamento che ci apparentano ad altri uomini: il corpo eterico ci avvolge come un’Aura e porta impressa la memoria degli Avi, ci unisce in maniera sottile agli uomini che appartengono alla stessa nazionalità. Lo spirito che tiene unita una nazione – come una calamita che concentra le pagliuzze di ferro – è appunto lo Spirito del Popolo (2), il Dio etnarca. Gli spiriti dei popoli agiscono sull’elemento eterico, dunque sulle abitudini, sugli usi e costumi dei popoli, sui fluidi della riproduzione. Come il singolo individuo ha la sua Aura, così anche le nazioni hanno la loro Aura, la loro atmosfera particolare che aleggia sul territorio: tale atmosfera sottile si modifica quando avvengono migrazioni. Allora l’aura eterica di una data regione cambia e cambia anche il clima psichico.

Lo Spirito del Popolo infonde la missione di civiltà che quel popolo è chiamato a compiere, ispira le saghe, i versi, i canti; crea le mitologie, ovvero le particolari interpretazioni degli Archetipi universali. Come il pianista ha dieci dita, così lo Spirito del Popolo ha migliaia di uomini per suonare la propria sinfonia. L’uomo nobile se da un lato percepisce nettamente il senso della propria individualità, dall’altra avverte i legami sottili e i doveri che lo legano alla stirpe. Questo legame non è solo biologico: è spirituale, dal momento che un Dio regge la stirpe (3).

Il calore spirituale che emana l’individuo quando concentra la sua volontà nella realizzazione di un obiettivo superiore pone in collegamento l’uomo con lo Spirito del Popolo: egli entra per così dire nel campo di percezione del Genio della Stirpe, diventa un suo rappresentante in terra.

L'Altare della Patria a Roma Quando la linfa di un popolo è fresca, quando il suo temperamento è attivo, coraggioso, allora lo Spirito di Popolo discende in essa: si “incarna” ed agisce in maniera più intensa. Suscita le forze per reagire agli ostacoli, infonde le idee nella mente dei pensatori.

Quando la linfa di un popolo si inaridisce – e quel popolo perde il suo orgoglio, la fede nel suo destino, l’energia nel reagire agli ostacoli e ai mali – allora lo Spirito si ritrae, ascende ad una quota più rarefatta, dove ancora possono incontrarlo gli ingegni più sensibili.

Se il popolo decade, si mescola perdendo la propria identità originaria o si estingue, lo Spirito in un certo senso muore, per poi risorgere – come la Fenice – dalle proprie ceneri in un altro tempo e in un altro luogo.

Ma a sua volta l’individuo passa nelle sue reincarnazioni attraverso vari popoli, per realizzare da diversi punti di vista la pienezza della esperienza umana. Per tale motivo il sentimento di amore patrio – l’attaccamento orgoglioso alla propria nazionalità – è doveroso, ma è miope invece l’egoismo nazionalistico. Molti italiani si stupiranno di essere stati in una precedente vita dei Tedeschi. E viceversa.

Più in alto ancora degli Spiriti dei popoli vi sono gli Spiriti del tempo, che danno un’impronta ad un’ intera civiltà: sono gli Eoni.

Spartani, Ateniesi, Tebani, Siracusani appartenevano ad un’unica Civiltà.

Tedeschi, Italiani, Francesi, Spagnoli appartengono ad un’unica Civiltà, che ha un anima, un principio unificatore: lo Spirito del Tempo. Bisogna avere una particolare sensibilità per percepirne la forma (4).

Oswald Spengler, Il tramonto dell'Occidente Uno Spirito di Popolo può estendere a tal punto la sua influenza, il suo raggio d’azione da ascendere al rango di uno Spirito del Tempo. Ciò accade quando una Nazione fonda una Civiltà. Gli Indiani ad Oriente hanno fondato una Civiltà che è stata faro di Luce Spirituale per interi popoli. Con Roma, la nazione latina ha improntato la Civiltà occidentale forgiando i fondamenti del diritto, dello Stato, della stessa lingua.

Il Genio individuale agisce sul corpo astrale del singolo uomo. Lo Spirito del Popolo agisce sulle forze eteriche del temperamento, delle inclinazioni, della riproduzione. Lo Spirito del tempo agisce con più forza sull’elemento fisico creando le condizioni materiali adatte. Fa oscillare il pendolo dinanzi agli occhi di Galileo, affinché gli concepisca una delle leggi fondamentali della scienza moderna. Scansa le frecce dal corpo di Alessandro Magno affinché porti a termine la sua missione imperiale. Lo Spirito del Tempo, nel suo completamento femminile, è la Fortuna dei grandi artefici di storia.

Chi si oppone all’Eone che regna sul mondo, ovvero chi non comprende il destino di una data epoca è destinato a cadere come polvere: ogni sua azione avrà risultanza nulla. Lo Spirito del Tempo dissemina il mondo di segni, illuminanti per chi li sa vedere, per chi vive saldamente “qui ed ora”: sono i segni dei tempi.

Dunque, ciò che allo storico appaiono come Nazioni e come Epoche (cicli storici), per la Scienza dello Spirito sono entità animate divine.

NOTE

1) L’angelo della celebre preghiera per bambini che illumina e custodisce, regge e governa… Il riferimento al governare, giusto nell’età infantile, è fuori luogo in uomini adulti che devono mirare alla autonomia e alla padronanza delle proprie azioni.
2) La Volksgeist dell’idealismo hegeliano, il Genius Publicus degli antichi latini. Quando tale Nume appare nel suo aspetto complementare si hanno allora le tipiche figure femminili che simboleggiano la Patria.
3) Come ben sanno gli Ebrei, che venerano con zelo il loro Spirito di Popolo, Jahvè: il “Dio di Abramo, di Isacco e Giacobbe, il Dio dei nostri padri”.
4) La sensibilità ad esempio dell’autore del Tramonto dell’Occidente, Oswald Spengler.

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