Unità e molteplicità del divino nel Rg-Veda

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Una risposta

  1. Paganitas ha detto:

    Articolo fondamentale che merita di essere, a mio parere, discusso nel forum. Questa importante analisi dell'inno cosmogonico Induista pone due fondamentali punti fermi:

    1)la fine delle calunnie monoteiste sul fatto che il paganesimo e il modo di sentire IndoArio neghi l'unità del divino. Nessun modo di sentire nato nell'orbita IndoAria lo ha mai fatto. Aggiungerei che nessuna spiritualità al mondo ha mai negato il Logos perchè è insita nell'uomo la percezione dell'unità, è una nozione intuitiva. Ed è qui il punto FONDAMENTALE, cioè sono in realtà gli accusatori monoteisti a negare un aspetto fondamentale del creato cioè la sua MOLTEPLICITA' e DIFFERENZA. Insomma con il solito atteggiamento aggressivo-passivo, vogliono far passare i pagani come negatori dell'unità per poi negare loro la molteplicità. Rendendosi presunte vittime creano i presupposti morali per perpetrare meglio i loro crimini. Dalla negazione della molteplicità nasce poi l'egalitarismo.

    2)la sostanziale, concreta ed evidente differenza fra l'Induismo, religione Darmica, e le religione abraminiche. Nonostante i numerosi tentativi di definire l'Induismo una religione monoteista nulla è più lontano dalla realtà. L'Induismo non nega il concetto di Uno-Ordinatore, d'altronde nemmeno negato da qualsiasi religione IndoAria, ricordiamo per esempio il Demiurgo platonico. Nega l'identificazione del divino con un solo dio, nega lo tzim tzum, la creazione dal nulla. Quindi i fondamenti della cosmogonia abraminica. Il concetto espresso nei Rg Veda non è quello di un nulla riempito da un creatore, ma del caos ordinato da un Dio-Sole ispiratore di Ordine e Vita. Se si legge per esempio la cosmogonia di Ovidio la descrizione della nascita dell'universo dal caos primordiale è molto simile a quella dei Rg Veda. Viene posto l'accento sulla FONDAMENTALE diversità del caos, concetto IndoArio, rispetto al nulla, concetto abraminico.

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