Luce della reincarnazione

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42 Risposte

  1. Giuliano S. ha detto:

    La credenza degli Esseni nella metempsicosi è variamente attestata. Sia da alcuni riferimenti negli stessi Dead Sea Scrolls, sai dalle testimonianze indirette dei coevi storiografi come il Flavio giuseppe e Filone.
    Entrambi riportano tra le dottrine praticate dagli esseni l'astrologia, la terapeutica e la metempsicosi.(per le citazioni leggere sopra).
    Anche questo è contesto ermeneutico. Non si può dire: quello che pensavo gli uomini intorno a Gesù non conta o non interessa.
    Neanche un cieco fideista ragiona così!
    Invece è essenziale ricostruire, almeno se si lavora in ambito di filologia scientifica, cosa pensavano e insegnavano coloro alla cui scuola si formò probabilmente Gesù.

    Del resto se pensi che in termini escatologici l'AT testamento sia fonte univoca di una dottrina univoca sbagli. esso è la stratificazione di espressioni che sottendono concezioni escatologiche differenti. Nell'ebraismo anzitutto la nascita di una escatolgia che ammettesse la vita dopo la morte è abbastanza tarda. Gran parte dell'antico testamento sembra avallare perfino una visione materialista. Solo dal V secolo avanti Cristo sia affaccia nel pensiero religioso ebraico la riflessione sul post mortem ( e per lo più sotto la spinta del confronto con la religione babilonese). In ogni caso i riferimenti al post mortem biblici (AT) sono abbastanza scarni. E ben lungi dal fornire una linea unitaria. circa le differenti concezioni escatologiche bibliche rimando al grande storico delle religioni Puech. leggasi "Storia dell'ebraismo".
    Sembra che perfino all'epoca di Gesù gruppi cospicui di ebrei come i sadducei seguivano il materialismo biblico.
    E' evidente che il contesto vetero testamentario è assai poco adatto ad indicare i lineamenti di una escatologia cristiana.

  2. Giuliano S. ha detto:

    tornando a bomba:
    esseno forse fu Gesù. Di sicuro gli elementi di essenismo in quello che chiamiamo "predicazione di gesù", sono notevoli. Gli Esseni professavano la reincarnazione.
    Anche questo è contesto ermeneutico.

    Mi preme anche far notare che insegnamenti reincarnazionisti sono presenti negli apocrifi.Persino il più antico vangelo di Tommaso parla di "liberarsi dalle morti" (cit: chi conosce il principio, conosce la fine e si libera dalle morti")
    Per me non è dirimente cercare solo di spremere notizie da quello che emerge nei canonici: è evidente che ci fu una restrizione nel definire il canone cristiano. Ergo nei sinottici si troveranno solo degli accenni.
    Accenni che però non sono passati inosservati.
    Ad esempio lo stesso brano del vangelo di Giovanni, che secondo alfareligio non dovrebbe mai essere letto in chiave reincarnazionista, invece era letto proprio in quella guisa!
    vi è una antica scuola interpretativa (che faceva capo al vangelo Pistis Sophia) che commetna lo stesso insegnamento su Elia-Giovanni: e lo fa spiegandolo nel dettaglio su base della metmpsicosi.
    A me preme dimostrare non tanto quello che Cristo abbia detto (o si vuole che abbia detto). In fondo è questione secondaria, dato che la teologia, qualunque essa sia, sia cattolica che gnostica, si riserva il diritto di interpretare.

    Quello che ha senso in sede di storia delle religioni è ricostruitre un sistema dottrinario e restituirlo nella sua storicità.
    Non mi sono mai arrogato il diritto di fare affermazioni perentorie tipo: "Gesù ha detto questo…".
    Lo lascio a voi del Gris…
    L'unica cosa sensata – tenendo conto dello stato dei testi, del fatto che il canone è stato arbitrariamente selezionato da una corrente (quella "proto-cattolica"), che i testi sono stati esposti e soggetti a manipolazioni (ìn parte anche involontarie), che i vangeli sono stati scritti non da Gesù ma dai suoi uditori, che quello che vi hanno inserito è MATERIALE INCOMPLETO (per stesso ammissione di Giovanni)- sia cercare di ricostruire una struttura del pensiero protocristiano.
    Che questo sia l'espressione fedele del dettato del suo fondatore resta impregiudicato. Certo io ritengono più vicino all'originale il pensiero di un cristiano del III secolo che quello di Tommaso d'Aquino, se non altro per ragioni di probabilità.

    Il modo più probabile per capire che significato da dare alle parole di Cristo, in sede ermeneutica, è quello appunto di contestualizzare: cioè ricostruire ciò che pensavano i primi suoi seguaci.
    Insomma i brani evangelici ci sono. Mi accontento di descrivere come venivano intesi nel proto cristianesimo delle origini. Il fatto che alcune di queste letture poi furono messe in minoranza, dopo alcuni secoli e PROIBITE (non lo scordiamo, perchè questo elemento non è secondario per dimenticare una idea), non toglie che esse fossero perfettamente legittime in quello che era il cristianesimo antico.
    Su questo rimando all'opera dell'esimio pioniere W. Bauer che ha esposto il tema della reincarnazione cristiana sulla base delle scritture e dei padri della Chiesa. si legga "Ortodossia ed eresia nel cristianesimo delle origini". basta leggerlo per capire che non si tratta di suggestioni teosoficheggianti, ma di un lavoro accademicamente serio, che ha fatto e fa scuola.

  3. Giuliano S. ha detto:

    (NOTA: Preferisco continuare a scrivere senza il mio vecchio pseudonimo: Musashi.
    In fondo sto espondendp qualcosa che riguarda non le mie ricerche esoteriche ma un lavoro di ricostruizione accedmica, non devo nascondere nulla: è solo ricerca universitaria, il mio lavoro).

    Ora per concludere:

    1) vi sono correnti ebraiche coeve a Cristo reincarnazioniste.
    2) Gli Esseni, di cui è sempre più vivo l'influsso sul Cristianesimo come dottrine e rituali erano reincarnazionisti: tant'è che c'è chi li considera degli ebrei pitagorici (cosa peraltro controversa. Comunque è certo che ammettessero la metempsicosi.
    Se ci si chiede da dove derivi il reincarnazionismo crisitano (oltre che nello stesso ebraismo) lo possiamo cercare proprio fra gli Esseni.

    3) Gli gnostici erano cristiani: Valentino per pochi voti non divenne papa nel 140. sono addirittura considerati i primi teologi cristiani e di fatto lo furono. L'essere considerati eretici, non toglie che fossero cristiani. In tanto poterono essere avversati come eretici in quanto furono cristiani. Altrimenti sarebbero stati considerati pagani o gentili e non certo eretici.
    in ogni caso la corrente reincarnazionista sopravvisse agli gnostici, essendo infatti seguita o ammessa anche da cristiani tecnicamente non gnostici o antignostici (citai anche S. Agostino).
    4)anche dopo l'espulsione degli gnostici, la metempsicosi fu ammessa dai seguenti Padri della Chiesa:

    -Origene Adamantio e la sua scuola.
    -Dionigi Aeropagita
    -San Clemente di Alessandria
    -S. Giustino martire
    -Arnobio
    Aggingere anche San Gregorio di Nissa, ma con ampia riserva. (poichè sembra ammettere la reincarnazione ma solo in forma umana, mentre aborrisce la rinascita in forma animale. In altre opere passa a contrastare anche la reincarnazione sostenuta dai platonici: tuttavia lo fa con poca enfasi e quasi sembra ammettere quello che vuole confutare. Insomma posizione altalenante, indice forse della necessità di un compromesso fra istanze vecchie e nuove).
    Se il signor alfareligio si prendesse la briga di studiare i padri della Chiesa e non solo il catechismo cattolico (io vi ho passato anni a studiare la teologia greca, orotodssa e cattolica) forse capirebbe che ripetere a vanvera gli articoli del catechismo non serve a molto in sede filologica.
    gli scritti dei padri della Chiesa ci sono: segno evidente che i concili non hanno potuto occultare tutto
    Basta leggerli.
    ….li legga alfareligio e poi ne riparleremo.

    Lei ama e preferisce il "nuovo cristianesimo". Mi domando se questo suo fideismo si basa più su una cecità interiore, sull'ignoranza dei testi (almeno quelli della patristica), o sulla mancanza di onestà intellettuale.
    Personalmente le sue scomuniche mi toccano assai poco.
    Credo che chi abbia avuto la pazienza di leggermi (ancorchè il materiale che allego deve essere per forza limitato in questa sede) sia in grado di farsi una opinione sulla serietà di quello che scrivo.

  4. Auletes ha detto:

    Quoto in pieno quanto scritto da Musashi.

    Concordo anche con le ‘ragioni’ da te ipotizzate per spiegare l’orientamento teologico che ha via via allontanato la nascente chiesa dai lineamemti originariamente posseduti. Credo che tutto vada inquadrato nella perdita (volontaria o meno) dei tratti ‘misterici’ originariamente propri al cristianesimo antico.Su questo sito si trovano vari articoli in merito come quello di Nuccio d’Anna sui Culdei e la Chiesa Celtica, inizialmente sfuggita alle riforme imposte dalle ortodossie conciliari, e quindi testimoniante ancora i tratti misterici che doveva avere l’antica dottrina.

    Penso anche io che sulla reincarnazione i teologi abbiano voluto essere piu’ realisti del re e tacciare di eresia tutto cio’ che fosse proprio anche a religioni precedenti. Se qualcosa e’ gia’ stato sostenuta dai pagani deve essere per forza sbagliata.

    Per il resto -come si vede nelle polemiche antignostiche degli eresiologi- tutto fu orientato verso la massima semplificazione dei temi metafisici: pee rendere piu’ digeribile ai semplici la dottrina.

    In ogni caso restano le testimonianze di santi dei primi secoli-io ho citato anche S Gerolamo. Tutto questo crea molto nervosismo nei cristiani di oggi.

  5. Giuliano S. ha detto:

    "elementi di cultura umana"?? e chi stabilisce dove finisce l'umano e dove inizia il divino? alfareligio torna col suo cavallo di battaglia, avendo scienza infusa può certo dirci cosa è umano e cosa è divino.

    Ora dismessa la veste del ricercatore esoterico, mi limito a studiare i brani scritturali. Lascio del tutto impregiudicato se un testo della Bibbia sia di natura umana o divina, anche perchè la cosa non ha rilievo scientifico.
    Mi limito a leggerlo per quello che c'è scritto con la riserva scientifica e filologica di interpretarlo secondo le concezioni attestate all'epoca e nell'ambiente in cui fu compilato e con in più la conoscenza che mi viene dallo studio delle religioni comparate.
    Prendiamo un passo del Libro della Sapienza.
    testo:" Ero un fanciullo di nobile indole, avevo avuto in sorte un'anima buona oppure, essendo buono,
    ero entrato in un corpo senza difetto."
    Ci insegna due cose. la prima è che si nasce in un corpo o con determinate segnature (astrologiche, fisiche, morali, psichiche) sulla scorta di qualità morali o spirituali acquisite precedentemente all'incarnazione. ("essendo buono ero entrato in un corpo senza macchia"). Acquisite in precedenti forme di esistenza, non necessariamente fisiche.E' comunque indubbio che secondo il Libro della Sapienza l'anima preesiste al corpo e alla nascita fisica, come insegnavano i platonici. Questo smentisce la dottrina cattolica, o meglio le DECISIONI imposte dai concili.
    In secondo luogo questo passo insegna che si riceve in sorte l'anima. Che viene quindi distinta dal principio coscenziale e spirituale. In ebraico infatti Neschamah e ruach sono due cose ben distinte da nephesch (anima).
    L'anima è la parte psichica, vitale, sede degli istinti e non è la parte spirituale. Anche questa viene assegnata o scelta , essendo un veicolo sottile come il corpo. La scelta del daimon è presente più o meno in questi termini anche nel platonismo (mito di Er).
    La distinzione fra spirito e anima fu bandita solo nell' 870, dal IV concilio di Costantinopoli.
    Il motivo fu che proprio in ragione del fatto che l'anima tradizionalmente è un veicolo sottile che viene assunto al momento dell'incarnazione. le caratteristiche che risiedono nell'anima come dato di nascita hanno implicazioni nella preesistenza al corpo. Così quello fu un residuo della precedente (e tradizionale) dottrina metafisica. ll concilio statuì la sola esistenza dell'anima (intesa come "facente funzione" anche per lo Spirito, il che però è una bella deviazione dall'originale antico, anche solo se vogliamo limitarci all'ebraismo).
    La scelta fu quasi obbligata perchè la distinzione fra Spirito e anima trova collocazione anche in metafisiche reincarnazioniste. E però anche nel Libro della Sapienza. La Chiesa se ne avvide però solo dopo altri tre secoli dalla condanna della reincarnazione.
    Peccato però che nel canone biblico siano rimasti passi, soprattutto quelli dei libri sapienziali che implicano una metafisica diversa da quella voluta dal cattolicesimo.

    Temo che alfareligio ci rimarrà male. Il fatto è che la Chiesa ha errato nel lasciare nel canone un testo come quello della Sapienza, che non è certo in linea con il suo sentire, semmai lo è con la tradizione salomonica che è una tradizione magico regale.
    si tenga presente che, seppur accreditato a Salomone il libro fu scritto nei primi decenni della nostra era da ebrei alessandrini. Che condividevano una metafisica affine al pitagorismo e al platonismo (questi influssi sono presenti nello stesso vangelo di Giovanni).
    Libero un cattolico di rigettare come "filosofia umana" il platonismo.
    Lo storico delle religioni deve però prendere atto di cosa è scritto nella Bibbia, nel canone ebraico, quale era il pensiero ebraico e tutto questo trova conferma nel Libro della Sapienza.
    Quello che vede lo storico delle religioni è che dottrine di quel tipo sono presenti nello stesso ebraismo e nei testi ritenuti canonici dall Chiesa. Che l'influsso del platonismo si avverte non solo nel cristianesimo ma in buona parte anche nell'ebraismo stesso, da cui il crisitanesimo pretende di essere originato.
    che la tradizione ebraica non è nulla in se non il prodotto di influssi egizi e babilonesi.

    In tutto ciò è miope voler seguire una linea interpretativa del tipo:
    ebraico= biblico= divino.
    Tutto il resto viene dall'uomo o dal Maligno.
    Di tecnicamente ebraico c'è poco. Molta parte della tradizione biblica viene dall'egitto, da babilonia, perfino dal platonismo. gli influssi esogeni al mondo semitico ebraico sono ugualmente presenti nella Bibbia ( e non solo in essa). Molti di questi insegnamenti sono assai difformi nella loro metafisica dal teismo cattolico. Problema dei cattolici.

    Però si riconosca che queste istanze furono ancora presenti nel cristianesimo antico, non ancora riformato dall'opera dei concili.
    Se poi il cristianesimo si è modificato o è stato modificato, è affare loro.
    Anche se capisco la loro difficoltà a volerlo ammettere. (ne va della loro stessa legittimità).

  6. Marco ha detto:

    Dotta discussione, devo dire che malgrado le inevitabili polemiche, e’ stata esposta, soprattutto da Musashi, una notevole messe di materiale.
    Vorrei chiedere se qualcuno di voi mi sa indicare qualche testo che tratta della eventuale presenza di reincarnazione o metempsicosi nel cristianesimo.

  7. Musashi (Giuliano) ha detto:

    A meno che tu non voglia leggere "Rechtglaubigkeit und Ketzerei im altesten Christentum" del Bauer,
    credo di materiale serio in lingua italiana ce ne sia ben poco.
    In compenso abbondano le pubblicazioni, specie delle edizioni paoline, di esegeti cattolici in cui si tende a mostrare lo zelo antireincarnazionista di molti Padri della Chiesa. Famoso lo studio di J.Danielou su Gregorio di Nissa. Ma ve ne sono molti di saggi storici su autori cristiani, pur platonici che, in linea con l'ortodossia , rigettavano la metempsicosi.
    Tanto zelo non servirà a nascondere l'imbarazzo per quegli antichi padri del cristianesimo che invece -prima dei concili- si erano espressi in tutt'altro senso??fatta questa ironica considerazione
    mi limito a consigliare:
    -Bertholet "La reincarnazione nel mondo antico e moderno", ed. mediterranee, opera in due volumi. nel primo volume si trovano trattati gli aspetti controversi dell'accoglimento della reincarnazione fra i primi cristiani. Lavoro molto serio.
    – Elizabeth C. Prophet "Reincarnazione. L'anello mancante del Cristianesimo". Opera più recente che ha il vantaggio di contemplare le fonti letterarie di Nag Hammadi e di Qumran, insieme all'analisi comparata dei testi "canonici" del Nuovo Testamento.

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