La femminilizzazione delle élite

Alain De Benoist

Da oltre trent'anni, Alain de Benoist conduce metodicamente un lavoro di analisi e riflessione nel campo delle idee. Scrittore, giornalista, saggista, conferenziere, filosofo, ha pubblicato oltre 50 libri e più di 3000 articoli, oggi tradotti in una quindicina di lingue diverse. I suoi argomenti d'elezione sono la filosofia politica e la storia delle idee, ma è anche autore di numerose opere in materia di archeologia, tradizioni popolari, storia delle religioni e scienze umane.

Potrebbero interessarti anche...

7 Risposte

  1. Alberto Cossu ha detto:

    Parole sante!

  2. ieromante ha detto:

    Come sempre De Benoist è un acuto osservatore. Però il tema è complesso e si presta a molteplici interpretazioni. Infatti io la vedo in modo diametralmente opposto. A mio avviso nella società moderna turbocapitalista c’è un eccesso di maschile.

    La mia è una lettura alchemica. Mi viene in mente l’immagine della triade alchemica in cui sono raffigurate le direzioni opposte del mercurio e dello zolfo, una centripeta e l’altra centrifuga. Le forze agenti della società moderna sono nettamente centrifughe, attive, distruttive, impazienti; caratteristiche proprie degli elementi virili e maschili, tra cui appunto anche lo zolfo. Quello che manca è proprio la controparte femminile, la forza centripeta, la passività, la ricezione, il fermarsi e il saper ascoltare le forze esterne che ci circondano, la gestazione e la conservazione contro la produttività e la distruzione. Caratteristiche, le femminili, tipiche di una società decrescista. Io al netto vedo dunque un predominio del maschile, che non supportato armonicamente dal femminile, si deteriora, con i risultati che tutti hanno sotto il naso.

    Come ho detto il tema è complesso. Probabilmente io e De Benoist ragioniamo su piani diversi. Alla fine è possibile pensare ad una sorta di sinergia distruttiva tra eccessi maschili e femminili che agiscono su piani differenti, senza alcuna armonia e tensione reciproca.

  3. Se De Benoist ribadisce, giustamente, le osservazioni in voga soprattutto presso il 'viril-pensiero' di buona parte dell'evangelismo yankee e dintorni (malgrado le predicatrici rampanti) – ma ovviamente l'ottica è diversa – rinvigorite qui da noi da un Claudio Risé (la cui visuale è più alla De Benoist), è pur vero che anche 'ieromante' ha le sue ragioni (del cuore).

    Se, infatti, è vero che – per dirla alla Anna K Valerio – non ne possiamo più de “La zuccherosità frou frou del ‘baby talking’ … flaccidi ed emozionati … tutti trilli e strilli per suscitare un sorrisetto al pargolo, tutti biribì e biribù e moine da eunuchi. Dalle cocò alla popò, dalla brum-brum al proscritto dei proscritti: il pum-pum…”, "che dire – qui mi autocito – dei tanti pseudo-manager fuma-fuma (anche solo mamme o babbi che portano il pargoletto a scuola) che impazzano per le strade sgommando come folli su SUV ingrifati, quasi dovessero correre a chissà quale appuntamento ‘capitale’?"

    Insomma, la fretta 'virile' vs la 'paresse' femminile. Occorre trovare un meta-equilibrio tra le parti (un "party delle parti" – direbbe la psicoterapeuta Virginia Satir). Del resto, nell''albero della vita' della Kabbalah ci sono le 'sefire' di destra (come c'è il cervello 'destro': quello immaginifico, irrazionale) – tra cui spicca Chesed (l'amore, la misericordia, il perdono – la 'destra di Dio') – e ci sono le 'sefire' di sinistra (come c'è il cervello 'sinistro', logico, razionale), tra cui Geburah (il giudizio, la forza, la condanna – la 'sinistra di Dio'). Trovare la sinergia tra destra e sinistra è la sfida di questi tempi…

    Nicola Perchiazzi

  4. Josephuss ha detto:

    Un'ottima analisi. Purtroppo viviamo in una società malata, dove l'effeminatezza viene scambiata per un "valore". Ma questo è accaduto anche per colpa di molti uomini che per certi versi hanno "ceduto" e sono diventati dei "femministi", considerando la donna superiore.

  5. gogo ha detto:

    giusta l'osservazione di josephuss.
    l'uomo ha ceduto all'erosione femminile, fatta di lamenti (a volte giusti) che sorgono ormai in automatico, come il pianto di un bambino che ne ha imparato l'efficacia.
    Donna istituzionalmente ipertutelata, ha posto come modello maschile un uomo femmililizzato, reso innocuo, docile, obbediente, ed egli nel timore ancestrale di restare senza progenie si è piegato, ingannato dalla lingua biforcuta, e si è effemminato, ha lasciato spazi in cui le donne si sono infilate, posti che non le competono. La femminilizzazione delle scuole è un fatto molto grave di cui ci si dovrebbe occupare seriamente, io stesso ho vissuto un forte disagio scolastico, e tutte le mie insegnanti non sapendo gestire la mia competitività mi hanno sempre sistematicamente castrato e punito, spesso a vantaggio delle loro allieve amichette, con cui era forte il sodalizio sessista.
    Un bambino non può e non deve misurarsi nell'apprendimento fino ai 14 anni solamente con donne, è pazzesco. Lo capisce anche un deficiente, non c'è bisogno spero di entrare nel particolare psicopedagogico per capirlo..
    La colpa è nostra di noi ex uomini, completamete assuefatti e sopraffatti dall'idea ormai comune che la donna è pari, è uguale, e se non è uguale è migliore, e che se un uomo eccelle è perchè il sistema è maschile, e che se una donna non emerge anche..
    Noon è così. e non sarà mai così.
    La donna coltiva il sogno segreto e infantile di correre veloce come l'uomo, sogna una gara dei 100 metri truccata in cui parte con 20 metri di vantaggio e vince alla pari. E oggi siamo vicini al fatto che l'uomo dica: si è vero hai vinto la gara correttamente.
    Tutto ciò è male per un semplice fatto è anti-igenico da un punto di vista economico.
    Il discorso è lungo da spiegare, ma se qualcuno vuole replicare sarò contento di approfondire il discorso.

  6. Martes_martes ha detto:

    Nella società moderna obiettivamente non c' è nemmeno il bisogno di uomini propriamente detti. La donna, con la sua tendenza all' informe e alla volubilità è preferibile, ma l' ideale sarebbe il consumatore neutro, senza caratteristiche precise, docile e ubbidiente come bestiame di allevamento. La fretta immotivata di cui si parlava nei commenti precedenti non è "virile", è solo caratteristica di chi è privo di saggezza, valore anche questo non necessario nella "civiltà dei consumi". Ogni epoca crea il suo "tipo umano". Sono piuttosto in disaccordo invece con l' idea espressa nell' articolo che la nostra civiltà sarebbe appiattita su di un eterno presente: gli acquisti a rate, il mito della cresita economica infinita, i serial tv interminabili, il sogno (l'incubo?) di una speranza di vita sempre maggiore, tutto mi fa pensare invece ad un tempo stiracchiato, in cui si rincorre sempre più un futuro nebuloso trascurando proprio il presente…

  7. Asura ha detto:

    Sì, la grande madre vuole riprendere il potere dopo essere stata deposta dal buon dio; la grande babilonia. Condivido l’articolo perché esprime la verità, così com’è, ma molto altro è da dire, e tanto sarebbe da fare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *