L’etnonazionalismo contro le forze occulte che dominano il mondo – 3

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FMI e Banca Mondiale

Le istituzioni che governano l’economia mondiale

Piero Craveri, Gaetano Quagliariello (cur.), L'antiamericanismo in Italia e in Europa nel secondo dopoguerra “Ovunque si vada, in Africa, America latina e in Asia Meridionale (e sempre più nei cosiddetti paesi ex socialisti) la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale sono conosciuti come nemici del popolo. A Port au Prince (Haiti) un graffito urla ‘FMI=AIDS’, in Nigeria i prestiti della BM e del FMI sono stati definiti ‘pillole letali’ dalla stampa e nelle dimostrazioni. La ragione di tale odio è evidente: queste istituzioni hanno pianificato genocidi, espropriazioni di massa delle terre e il ritorno della schiavitù in molte aree del pianeta” (George Caffentzis). Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale sono nate, nel 1944, nel quadro degli accordi di Bretton Woods (la cui sostanza era la trasformazione del dollaro Usa da valuta nazionale a moneta di regolamentazione internazionale degli scambi, grazie alla sua convertibilità in oro stabilita attraverso un regime di scambi fissi). Queste due istituzioni negli ultimi vent’anni si sono configurate come organismi di coordinamento supernazionale con il preciso compito di attenuare ed evitare crisi, economiche e finanziarie, alla stregua di un vero e proprio governo mondiale.

Un governo mondiale al cui vaglio passano le politiche economiche e monetarie che devono essere prese nei paesi subordinati. Un governo mondiale che ha come fonte del potere il controllo dei flussi finanziari, e come arma la capacità di distruggere, attraverso il blocco economico e il successivo scatenamento delle manovre speculative, ogni economia riottosa. Del resto basta osservare i meccanismi decisionali che regolano la Banca Mondiale e che sono determinati dalle quote possedute dai singoli paesi (per fare un esempio: gli Usa ne detengono oltre il 17%, la Cina il 2,7%). Negli anni ’50 questi due organismi gestirono la decolonizzazione, creando nuove forme di asservimento e di dipendenza per i paesi che rompevano con le dominazioni occidentali. Una nuova colonizzazione appare sulla scena quella economica e finanziaria attraverso la leva del prestito internazionale ed i meccanismi dello scambio diseguale – e che riserva per i momenti estremi l’uso degli eserciti. La famosa “rivoluzione verde” degli anni ’60 è un esempio di questi strumenti di intervento e dell’assoggettamento del sud del mondo alle centrali capitalistiche: trasformazione delle tradizionali agricolture di sussistenza in agricoltura intensiva, con la privatizzazione delle terre collettive e la sostituzione delle coltivazioni per l’autoconsumo con quelle richieste dal mercato mondiale. Le conseguenze sono state la rottura degli ecosistemi (processi di desertificazione dei suoli, erosione genetica delle specie vegetali), la crescita esponenziale delle morti per fame e, contemporaneamente, l’esportazione di materie prime e di alimenti, il controllo da parte delle multinazionali agro-alimentari delle economie di molti dei paesi ex coloniali.

Carl Schmitt, Terra e mare. Una riflessione sulla storia del mondo Negli anni ’80 lo stesso processo di trasferimento di ricchezza, dal sud verso il nord, è avvenuto attraverso il meccanismo del debito estero. Il meccanismo è stato semplice: far fare ai PVS (paesi in via di sviluppo) nuovi debiti, contraendo prestiti con il FMI e la Banca Mondiale. Come condizione per l’erogazione dei prestiti le due istituzioni non ponevano solamente il rimborso degli interessi, già di per se sufficiente a rendere permanente il debito, ma il rispetto e l’esecuzione di precise misure di politica economica e monetaria, ispirate dal credo liberista. Liberismo che prevede come elemento fondamentale la distruzione delle altre economie. Ecco quindi l’obbligo della svalutazione, la liberalizzazione dei capitali e delle proprietà straniere, l’abolizione di ogni misura a protezione dei prodotti nazionali, lo smantellamento del sistema pubblico (privatizzazione delle aziende, liquidazione dei servizi pubblici a partire da quelli scolastici). Questo pacchetto di misure ha preso il nome di Programmi di aggiustamento strutturale (SAP). I SAP hanno smantellato le industri locali, azzerato il valore delle monete, creando le condizioni per rapinare le loro ricchezze naturali. Il WTO (World Trade Organization) od OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio) è la nuova istituzione che ha il compito di regolare il commercio internazionale e vede la partecipazione, al momento, di oltre 100 paesi. Prende il posto del GATT (accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio), istituito nel 1947. Il Wto è nato al termine del così detto Uruguay round, ottava tornata del GATT iniziata nel settembre del 1986 e conclusasi il 15 Aprile ’94 con il Trattato di Marrakech. Non si tratta, e non poteva essere altrimenti, di un’associazione libera e paritaria. Ai funzionari del Wto è demandato l’esercizio del ruolo di regolatori, senza che di questo ruolo, e di come viene assolto, siano tenuti a rispondere ai paesi membri. Il potere reale è quindi nelle mani dei paesi e delle imprese che controllano il singolo mercato che hanno la possibilità di far rimuovere le “barriere” alla circolazione dei propri prodotti. Ogni stato aderente deve adeguare il proprio ordinamento giuridico alle regole stabilite per il commercio internazionale delle materie prime e dei prodotti.

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