Sulla polemica evoliana

EvolamistIl nostro sito ha ospitato, nelle ultime settimane, una serie di articoli sulle reazioni al recente convegno L’eredità di Julius Evola, tenuto a Roma lo scorso 29 novembre.

I lettori abituali sanno che pubblichiamo periodicamente articoli di contenuto polemico, molti dei quali sono raccolti nella sezione Teiwaz, rubricati sotto la dicitura evoliana “L’arco e la clava”. In questo caso la reazione inviperita di certi parrucconi del regime cultural-accademico alla notizia del convegno, con gli abituali anatemi, crucifige e lamentazioni contro Evola e gli intervenuti hanno offerto occasione per alcune messe a punto — per l’appunto, alcuni interventi ospitati sul nostro sito: Killeraggio accademico di Gianfranco de Turris e Il crollo delle oligarchie accademiche di Andrea Scarabelli.

Successivamente abbiamo pubblicato, quasi contemporaneamente, due ulteriori interventi, a firma della Comunità militante Raido e della Fondazione Evola. La polemica contro i barbagianni del politicamente corretto si è spostata così sullo sfondo, portando in primo piano un dibattito che, sotto altre forme, è già stato affrontato diverse volte nell’area che al pensiero di Evola variamente si richiama, e alla quale il nostro stesso Centro Studi fa  riferimento.

Da parte della Comunità militante Raido (Evolomani e massoni) sono state mosse contestazioni all’operato della Fondazione Evola, per avere questa partecipato a un convegno organizzato da ambienti massonici, così quasi avvallando una compatibilità, o una contiguità, tra il pensiero evoliano e la massoneria. Si è rivendicato alla militanza attiva il primato sulla attività puramente speculativa e intellettuale della Fondazione, che di fatto traviserebbe le indicazioni dello stesso Evola. La Fondazione Evola, dal suo canto, ha ribattuto alle critiche con l’intervento Sterili polemiche sulla “eredità di Evola”. Nervi scoperti a destra e manca.

Tutta la questione si può ridurre all’annoso problema di quale sia la corretta interpretazione attiva del pensiero di Evola. Infatti rivendicare l’interpretazione corretta e negare quella ritenuta errata implica necessariamente che, applicando gli strumenti della logica, dall’insieme degli scritti di Evola possa trarsi un’unica corretta indicazione operativa.

A nostro avviso, è errata tutta la vexata quaestio. In moltissimi ambiti Evola scrive cose diametralmente opposte e fornisce anche istruzioni operative del tutto divergenti. Persino diverse sue opere indicano strade differenti. Tra Rivolta contro il mondo moderno e Cavalcare la tigre, per restare all’esempio più evidente, Evola stesso indica più vie, almeno tre, per vivere o sopravvivere nei “tempi ultimi”; e non precisa che una sola di queste sia da percorrersi, ma che, per esempio, l’una valga per coloro che vogliono astrarsi dal mondo, l’altra per quelli che vogliono impegnarsi, un’altra ancora per chi vuole solo testimoniare e servire come punrto di coagulazione di chi è sbandato, e così via. Se ne deve dedurre che chi intenda conformarsi al suo pensiero scelga quella a sé più confacente, o che ritiene migliore per la propria “equazione personale” o per l’intento che si propone.

Se La dottrina del risveglio e Lo Yoga della Potenza sono indicate come vie della mano destra e della mano sinistra – evidentemente confacenti a due diversi tipi di attitudini – La tradizione ermetica e Il mistero del Graal corrispondo alle due “vie” occidentali; un’analoga dualità si può vedere tra Gli uomini e le rovine e Cavalcare la tigre (le considerazioni in L’Operaio nel pensiero di Ernst Jünger aprono ulteriori prospettive).

D’altra parte, nel corso della sua vita lo stesso Evola ha seguito molte strade diverse, dall’esperienza artistica a quella magico-realizzativa, dall’impegno “politico” (specialmente tra le due guerre) a quello filosofico o puramente intellettuale; ha collaborato a testate e pubblicazioni degli orientamenti più disparati, ogni volta che ha avuto l’opportunità di esprimersi senza censure (dal Regime fascista di Farinacci a Il Borghese di Tedeschi; da Lo Stato democratico di Giovanni Colonna di Cesarò a East and West di Tucci; dai corporativisti de Il regime corporativo ai protestanti di Bilychnis;); ha avuto conoscenze e amicizie con personalità di ambienti disparati (cattolici, protestanti, massoni, ecc.); ha tradotto in italiano libri di autori dei quali, nella maggior parte dei casi, non condivideva in toto il pensiero.

Talvolta il lettore di Evola si trova confuso, nella gran mole di scritti, di fronte a queste apparenti contraddizioni; ma Evola era un uomo ben più pragmatico di quanto potesse apparire, che scelse di porsi in modo diverso nelle varie epoche, pur lasciando inalterato il suo pensiero di fondo.

Tutte queste “aperture al mondo” mostrate da Evola devono essere considerate confronto critico tramite il quale rivedere e precisare le proprie posizioni, e non cedimenti nei confronti della modernità. E, al tempo stesso, dimostrano che l’espressione evoliana “equazione personale” comprendeva anche la possibilità che non soltanto chi si conformi al pensiero evoliano possa imboccare una delle diverse vie da lui indicate, ma anche che il singolo ne possa percorrere più d’una.

Dalle opere e gli insegnamenti di René Guénon è sortita una “scolastica” davvero poco felice, cultrice sorda e cieca del maestro e acerrima nemica di ogni interlocuzione con altro pensiero. Guénon non meritava una simile discendenza; certo ancor meno Evola merita che i suoi cultori indicano guerra tra loro.

Raido rivendica, e a ragione, vent’anni di militanza. L’associazione stampa libri e una rivista, diffonde la cultura non conformista, organizza incontri e conferenze, in sostanza è un importante riferimento per quanti non si riconoscono nei disvalori della società contemporanea: a loro offre riferimenti positivi, attività di formazione e rettifica. E’ un modo di operare conforme, intendendo questa volta la parola in senso etimologico-letterario.

In oltre quaranta anni la Fondazione Evola ha stampato decine di libri, organizzato convegni, tavole rotonde con relatori di tutto il mondo, contributo attivamente alla diffusione e all’approfondimento del pensiero evoliano. Documenti di archivi pubblici e privati, epistolari, fotografie e testimonianze sono state raccolte, catalogate e pubblicate, oltre a innumerevoli scritti di Evola del tutto dimenticati e dispersi che figurano nell’imponente bibliografia evoliana. La Fondazione, in sostanza, ha adempiuto e adempie la funzione, eminentemente culturale, che lo stesso Evola aveva voluto conferirle.

Raido rileva che i libri curati dalla Fondazione spesso recano i nomi dei collaboratori e curatori, in contraddizione con il principio di anonimìa. Le recenti polemiche scaturite dal Convegno possono però rassicurare del fatto che avere il proprio nome e cognome stampati a margine di un testo evoliano non costituisce un gran vantaggio accademico…

Abbiamo pubblicato i contributi senza finalità di diatriba — di quella ve n’è a sufficienza nella società in cui viviamo — ma proprio per ribadire la pluralità di prospettive di un pensiero complesso: di un’autentica filosofia della libertà.

Il nostro auspicio è che ciascuna realtà che ha a cuore la visione del mondo evoliana perseveri nella propria opera senza denigrare, sminuire o disprezzare quella altrui.

5 Risposte

  1. ekaros
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    Mondo evoliano…mondo della tradizione…mondo del reale… Limpida luce a volte oscurata da ” altrui ” false visioni politiche; luce aperta, imperitura, che squarcia con raggi splendenti le tenebre di un’epoca, lasciando un aureo messaggio per chi sappia cogliere…intuire…la verità celata. Arduo è condur nel limite l’eterno, l’infinito…Arduo è passar dal limite all’eterno, all’infinito…Una via, un centro, un centro dei centri, senza alcun limite…una luce…
    Ed Evola riflette, nelle sue opere, questa adamantina luce…

  2. Sbad
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    Finchè rimarrete ancorati al solo Evola non capirete mai alcunchè nè di esoterismo occidentale, nè di Alchimia, nè di dottrine orientali. Andate oltre, informatevi.

  3. Eleonora
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    Bravo Sbad, vai avanti tu che a ‘noi’ viene da ridere…

  4. Sbad
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    …basta provare ad informarsi di più e meglio, Eleonora. Il materiale non manca. Il buddhismo di evola, lo yoga di evola, l’ermetismo di evola…erano tutti deformati dalla particolare visione del barone. L’ho ammirato da giovanetto, poi si cresce ( e si approfondisce ). Resta comunque una lettura utile, ci mancherebbe.

  5. Eleonora
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    …basta uscire un po’ dalle proprie, personali allucinazioni, Egrigio Sbad, tanto dal farsi sorgere il dubbio di star farneticando sul conto, sulle letture e sugli studi, di persone che neppure si conoscono.
    Chi ti dice che i tuoi consigli siano, non dico richiesti (poiché, purtroppo, sembrerebbe proprio così non sia), ma anche solo legittimi, e tanto meno necessari.
    Necessiteranno al tuo povero ego, non ne dubito, e questo non è sia uno spettacolo così edificante, ma ancor meno utile, per ‘noi’ poveri tapini ignoranti che in Evola sappiamo trovare quello che ti è estraneo.

    Ergo, vai avanti pure tu, che a ‘noi’ viene da ridere…

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