Perché non possiamo non dirci pagani

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37 Risposte

  1. Musashi ha detto:

    Mah!
    il vero senso dell'Amore fu quello dell' A-mors dell'ermetismo medievale, della mistica minnesenger e trovadorica, il fulcro di una corrente esoterica che ha davvero, quella sì, animato spiritualmente l'europa, assai più del cristianesimo pubblico e di facciata.

    Certo se poi si vogliono considerare le potenzialità trasfiguranti dell'amore (come è presentato dal crisitanesimo exoterico) e della compassione, allora mi domando perchè mai non rivolgersi al buddhismo mahayanico che nel suo lam rim ha portato la compassione ad un vero e proprio addestramento e perfezione tecnica assai più raffinata dell'amore semplicemente vagheggiato dal cristianesimo. nella bodhicitta buddhsita, chi volese seguire la via dell'amore e della charitas, troverebbe un'apertura ancora maggiore: tant'è che nel buddhismo la compassione deve essere rivolta non solo agli umani ma a tutti gli esseri senzienti. In se condo luogo troverebbe una tecnica, e non solo una indicazione di principio.
    In terzo luogo, soprattutto, non troverebbe le limitazioni formali e i limiti che abbiamo fin qui riscontrato nel cristianesimo.

    Credo di fare considerazioni tutto sommato ammissibili: visto che stiamo facendo un bilancio dopo due millenni di cristianesimo in Europa e ci stiamo chiedendo quanto valga dirsi ancora cristiani.
    Tanto più oggi che si sono aperte possibilità un tempo oggettivamente precluse alla gran parte degli europei e degli stessi occidentali.

  2. Marco ha detto:

    wow….un articolo da brivido. condivido tutto con lo scrittore. sono molto contento che qualcuno l’abbia capito e lo sparga un po ai quattro venti. aggiungo una cosetta: il paganesimo è di per sè inestirpabile..perchè? perchè chiunque ami la Natura, in tutte le sue forme, ogni volta che guarda la luna vede una dea, ogni volta che guarda il sole un dio, ogni volta che sente il vento un altro dio…e così via
    L’europa è pagana, lo è sempre stata. ma io aggiungo che il mondo, che l’umanità è pagana, perchè noi siamo la Natura

  3. Sbad ha detto:

    Marco…noi siamo ben più che “natura”….Certe cretinate gnostico-dualistiche lette in alcuni interventi qua sopra fanno davvero sorridere, per la rozzezza e la pochezza del loro fondamento Metafisico. Siamo all’Osteria dell’esoterismo.

    Poi, come si fa a scrivere “L’astrale delle nostre città è invaso da queste forze…” e proporsi come interlocutore serio ?

    Purtroppo anime grevi acchiappano brandelli di dottrine qua e là e fanno delle insalate davvero indigeste…

  4. Marco ha detto:

    Ciao Sbad, non so cosa hanno scritto gli altri nei commenti..e non sono uno storico : ))
    Io ho detto Natura, non natura, che per me equivale a dire Dio, Dei, Amore o come lo vuoi chiamare. Io sono solo un ricercatore..e ricerco non coi libri, non con le teorie ma con esperienza diretta. Noi siamo Dei, così come Dio è il sole, la luna, la pianta, l’animale..per questo dico che il paganesimo è inestinguibile

  5. Sbad ha detto:

    L’imperatore Giuliano non sarebbe stato d’accordo. Noi siamo anche OLTRE la “Natura”. Noi siamo Trascendenza e Immanenza.
    Punta ancora più in alto…

  6. Marco ha detto:

    L’imperatore Giuliano era lontano dall’essere minimamente illuminato… sebbene stimo moltissimo quell’uomo : )) Plotino stesso ammise di avere avuto pochissime esperienze dirette della sua divinità. Un uomo realizzato per me è chi è costantemente, momento per momento, in contatto con il proprio Sè.
    Il problema è solo con le parole Sbad. Per me Natura è uguale Dio che è uguale ad Amore che è uguale al Sè che è uguale a Trascendenza che è uguale a Immanenza…ecc ecc Nessuna di queste parole che usiamo può davvero descrivere ciò che siamo, quindi basta sceglierne una. Un saluto Amico mio

  7. vate ha detto:

    Si, è vero, il cristianesimo ha inferto un duro colpo al modo naturale di conoscere e vivere la natura umana e quella divina che abitano nell’uomo, contribuendo alla loro separazione. Nell’uomo antico questo iato non compariva, egli sapeva vivere il mondo come teofania. Dando a Cesare quel che è di Cesare si è voluto separare il sacro dal profano, ed ogni separazione ha un’incidenza negativa, diabolica: diabolus=diaballo,separatore. Tale è la componente sovversiva insita fin nel cristianesimo delle origini.
    Tuttavia bisogna tener presente l’insegnamento delle dottrine tradizionale precedenti, e cioè che lo spirito nel mondo non soffia sempre con la stessa intensità; come territorialmente variano le caratteristiche spirituali dei popoli, così nello spazio temporale il rapporto dell’uomo con il divino non è sempre lo stesso. Ciò che per un’epoca era normale in quella successiva non lo è più, onde la necessità dell’iniziazione e via via fin quando l’allontanamento dal divino fu tale che neppure quest’ultima bastava. Nonostante tra gli antichi corresse voce che il dio Pan fosse morto, la religiosità non mancò di degenerare in vari culti panteistici.
    Nell’epoca attuale l’allontanamento dal divino ha raggiunto una distanza pressoché incolmabile, al massimo il barlume spirituale si esaurisce nello strato psichico di chi lo cerca. Ora se la religione cristiana vanta una ragione, dalla quale trae la stessa congruenza di non rivendicare una struttura esoterica, potrebbe essere quella di mantenere un contatto indiretto con ciò che, riversando il suo oscuramento affinché la legge del tutto si compia, sarebbe andato perduto a scapito di questo ritirarsi e cadere in letargia della natura più nobile destinata all’uomo vero.
    In quale misura un uomo così menomato possa riuscire a ridestarsi, senza più Dei che parlano al suo cuore ed al cospetto di un Dio essenzialmente estraneo, rimane del tutto indeciso, ma ciò che invece sembra esserlo è che tale iato, in via generale, si sia definitivamente compiuto. Dio è morto e sepolto.

    Recentemente Papa Francesco ha detto che noi non dobbiamo pregare Dio, ma Gesù, perché non possiamo pregare l’aria. Egli ha ribadito in forma devozionale quello stesso concetto che Nietzsche aveva fatto proprio: Dio è morto, solo il super uomo vive, cioè l’uomo che da se, essendo stato privato della Vita della vita, è ancora in grado di affermarsi su di essa.
    Si capisce allora che lo sforzo richiesto non è uno sforzo comune, ma pur sempre rientra in un rapporto di possibilità che per quanto esiguo sia rimasto non potrà mai essere del tutto negato.

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