“Nostro fratello Alessandro”. Un ricordo di Pio Filippani-Ronconi nel XCII anniversario della nascita

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8 Risposte

  1. paolo ha detto:

    Sono molto interessato all’aspetto dell’avvicinamento del professor Filippani Ronconi al Cristianesimo ortodosso nella parte finale della sua vita. Vorrei avere qualche notizia più precisa in merito, se possibile, anche magari sull’episodio citato nell’articolo, relativo alla visita nella Chiesa di San Giovanni in Laterano ed al segno della croce fatto alla maniera degli Ortodossi.
    Grazie

  2. Musashi ha detto:

    Semplicemente credo, da studioso di esoterismo, che avesse capito una cosa che sanno tutti quelli che hanno una qualche dimestichezza con la tradizione esoterica occidentale: che l'unica forma di cristianesimo che in parte conserva il significato originale gnostico esoterico degli antichi misteri cristiani (quelli fatti sparire dal II e III secolo in poi). Alla faccia della tradizionalità del cattolicesimo in realtà solo nella Chiesa ortodossa si trova sia pur in forma marginale l'antica Gnosi con la Teotoke (la Madre divina) che è virtualmente assimilata alla Sophia gnostica (non a caso le varie cattedrali di "santa Sophia" , che non era una santa umana di nome "sofia" ma un concetto teologica, la Sapienza o divina Gnosi).
    Del resto anche la teologia trinitaria ortodossa è più vicina alla gnosi greca che non quella cattolica: lo schema trinitario ortodosso è palesemente plotiniano.
    Senza contare che nella patristica orientale si ravvisa l'unica forma di Gnosi crisitana non perseguitata dagli eresiologi: almeno non inizialmente….. perche dopo un paio di secoli anche Origene e i suoi seguaci incapparono nelle scomuniche della Chiesa.
    Anche la liturgia è in parte ancora mistica dato che i fedeli, essendo a tutti gli efetti dei profani (con chiara ammissione che il battesimo NON può essere un rito iniziatico) sono esclusi dalla vista di alcune parti del rito, che avvengono nascostamente nella iconostasi.
    Io stesso ho avuto modo di constatare la differente efficacia rituale di esorcismi fatti da cattolici o ortodossi.

    Non che una certa parte del clero cattolico non conosca bene la magia e l'esoterismo. Tutt'altro: malgrado quello che dicono, i cattolici sono stati sempre ottimi conoscitori dei meccanismi occulti della magia altrimenti non avrebbero fatto quello che han fatto (eliminazione degli avversari attraverso il FUOCO ecc..) solamente che il tutto si riduce a tecniche di manipolazione psichica e per giunta sostenuta da una malafede assoluta (vedasi l'ostinazione nel negare queste conoscenze!).
    Sicchè se si cerca una traccia di tipo iniziatico, all'interno delle attuali strutture exoteriche, l'unica sopravvivenza si può trovare ancora nel mondo ortodosso: meglio ancora in quello copto, che non avendo aderito al concilio di Calcedonia hanno una dottrina cristologica assai prossima a quella degli antichi gnostici cristiani.

    Se vogliamo tracciare un parallelo con un altro, discusso, ricercatore esoterico italiano, Plamidessi rilevo che anche lui in cerca del collegamento con l'iniziazione crisitana si avvicinò alla chiesa greca orientale e a certe correnti della mistica russa (Soloviev), al cosiddetto "sofianismo".

  3. Musashi ha detto:

    Se posso aggiungere del mio devo dire molto toccante il passaggio su l'ecumenicità di quella celebrazione, alla presenza di tante e difformi se non contrastani filiazioni. testimonianza del riconoscimento unanime della "universalità" del suo carisma spirituale.
    Passaggio molto toccante.

    • Paolo Maria ha detto:

      Per una volta tanto concordo con Musashi: le esequie di Filippani Ronconi sono l'immagine plastica di come un punto d'incontro tra tradizionalisti sia possibile. E da uomo di Destra mi permetto di dire anche: "Camerata Filippani Ronconi: PRESENTE!"

      • Musashi ha detto:

        Sull'unità della Tradizione Una mai vi sono o vi saranno dubbi. ma va detto che il numero di coloro che si dicono tradizionalisti eccede quello di coloro, che sempre di meno, sono comunque custodi -seppur imperfetti- della Tradizione effettiva.
        Poiche uno di costoro fu Filippani Ronconi, ora sono ancora di meno i Giusti che calcano questa terra.

        Credo ci si associ tutti all'esclamazione finale "PRESENTE!"

        • paolo ha detto:

          Grazie per le risposte.
          Sì, è vero, le esequie celebrate in quel modo hanno rappresentato un ideale punto di congiunzione tra tutte le anime più pure della Tradizione e sono sicuramente, in tal senso, qualcosa di profondamente toccante. Lo stesso Filippani Ronconi, con la scelta di abbracciare il Cristianesimo ortodosso nella parte finale della sua vita terrena, ha gettato l’ultimo ponte affinché questa congiunzione avvenisse e fosse visibile e comprensibile agli occhi di chi era in grado di scorgerla.
          Anzi, ripensandoci bene, il gesto di segnarsi alla maniera degli Ortodossi all’interno di una delle più grandiose basiliche della Cristianità cattolica, a Roma, ha sicuramente un significato simbolico molto particolare, anche perché è stato compiuto non da una persona qualunque, ma da un vero e proprio iniziato quale fu, oltre al resto, Filippani Ronconi, come più volte ci ha spiegato Musashi. (…) segue

        • paolo ha detto:

          (…) All’interno di una basilica quale San Giovanni in Laterano (e probabilmente non è stata casuale neppure la scelta di questa basilica), simbolo di bellezza e magnificenza in seno alla cattolicità, ma che oggi è purtroppo quasi “violata” da un rituale ormai sconsacrato e “laicizzato” quale è la messa odierna, quel segno della croce è come l’inserimento simbolico di un elemento che fa parte di un rituale che ancora si riallaccia, sia pure in modo imperfetto, all’esoterismo cristiano delle origini e che comunque, anche per chi non è gnostico, possiede una carica di spiritualità tradizionale ancora fortissima. E’ come un segno, un voler restituire sostanza ad una forma sconsacrata, quale è purtroppo quella che fa capo alla cattolicità modernista odierna: riagganciare, con un gesto simbolico, la sostanza di una sapienza ormai smarrita, sia dal punto di vista rituale-liturgico (nonché iconografico) che spirituale, alla forma suprema che è sempre manifestazione divina. (…) segue

        • paolo ha detto:

          (…) In effetti, assistere oggi a delle messe cattoliche in latino o con il rituale bizantino, anche se non sono sempre, probabilmente, del tutto impeccabili da un punto di vista formale, è comunque un’esperienza che, nel suo piccolo, trasmette una serie di sensazioni molto particolari per chi è predisposto ancora a recepirle. Si tratta comunque, per l'uomo moderno de-spiritualizzato, di messe "faticose" da sostenere, sia fisicamente che mentalmente: è come cercare di correre una maratona senza essersi allenati. La realtà è che la disabitudine tutta moderna ad un certo tipo di spiritualità si fa sentire.

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