Libri

 

Quaderni di Algiza

 

Questi volumi trattano storia delle religioni, simbolismo, mitologia, narrativa dell’immaginario e letteratura fantastica.

Ezio Albrile, Gli “Adoratori del Diavolo” e la Gnosi. Mito iranico e folklore euroasiatico tra gli Yezidi, 1996, pp. 92, € 14,00.

I curdi Yezidi, a torto chiamati “Adoratori del Diavolo”, sono una misteriosa comunità religiosa su cui tanto si è fantasticato. Questo saggio tenta di ricostruirne la genesi e lo sviluppo dottrinale partendo dall’analisi di un mito cosmogonico nel quale confluiscono innumerevoli apporti religiosi (gnostici, manichei, islamici, cristiani, euroasiatici, e in particolare iranici). Ezio Albrile, saggista e storico delle religioni, collabora da tempo con numerose riviste di divulgazione culturale e specialistiche, da segnalare una raccolta di saggi La Tentazione Gnostica (Borzano, 1995) e un commento al De Radiis di al-Kindi (Milano, 1995). [volume ESAURITO]

La recensione di questo libro scritta da Dario Spada

Mariella Bernacchi, Viaggio nel Fantastico. La narrativa dell’immaginario dal punto di vista simbolico, con introduzione di Gianfranco de Turris, 1997, pp. 132, € 16,000.

La raccolta degli articoli qui presentata copre un arco di dieci anni di recensioni e riflessioni dell’autrice sulla narrativa fantastica. Diversamente, però, dalla maggioranza degli esegeti contemporanei, Mariella Bernacchi interpreta il Fantastico nella chiave neosimbolica, ossia in quanto filiazione diretta del Mito. In tale prospettiva questa letteratura assurge a epos dei tempi attuali. Mariella Bernacchi ha collaborato con numerose riviste amatoriali e professionali, nei campi della letteratura fantastica e della Tradizione. Ha introdotto libri per le edizioni Solfanelli, Barbarossa, Il Cavallo Alato, Ar, Armenia, Mondadori, Il Ventaglio. Suoi racconti compaiono nelle raccolte Bardi italiani nel nome di Conan e Il ritorno di Re Arcobaleno. Suoi articoli sono stati pubblicati in Spagna e Germania. Gianfranco de Turris giornalista di Radio RAI, si occupa da vari decennî di letteratura fantastica. E’ autore di libri, racconti, articoli, recensioni, saggi, biografie. Ha diretto riviste, collane di libri, case editrici. [volume IN ESAURIMENTO].

Marco Pucciarini, La Morte e il Morire nel Mondo Antico. Idee sulla sopravvivenza e i destini dell’uomo nell’Antico Oriente. Con una Appendice su “Sacrificio e Sacrificare”, 1997, pp. 136, € 16,00.

“La morte rimane per tutti un dramma sempre incombente e sconvolgente, e un mistero impenetrabile. Dramma e mistero che segnano il punto culminante dell’esistenza, dove tutto s’innalza, come in un’onda che sale repentina e poi d’improvviso precipita in abissi assolutamente inaccessibili allo sguardo umano. Tutti gli uomini sono dunque soggetti alla legge della morte. La vita non è che un movimento veloce verso la morte. La morte avanza continuamente verso l’uomo. L’organismo umano è materia e come tale è soggetto alla lenta usura del tempo, così come succede a una pianta, a una pietra, a un metallo. Tutto in lui decade lentamente, invecchia, si prosciuga, si ferma, si corrompe, muore. Sentiamo pure che il nostro compito non può essere soltanto quello di far la catena in cui s’inanellano le generazioni, avvertiamo che ciascun elemento di essa ha un valore suo proprio e incommensurabile…” Marco Pucciarini, laureato in Epigrafia Semitica alla “Sapienza” di Roma, ha trascorso periodi di studio presso l’Università Ebraica di Gerusalemme e la Karlova di Praga. E’ professore di Storia delle Religioni nell’Istituto Teologico e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Assisi e ha al suo attivo pubblicazioni e conferenze nei varî ambiti della ricerca storico-religiosa. [volume ESAURITO]

IL PRIMO CAPITOLO DEL LIBRO

 

Collana Pólemos

“Conflitto – di tuttecose padre – di tuttecose re – alcuni foggiò dei – uomini altri – servi alcuni – altri liberi – fece”. (Eraclito, LIII).

Alberto Lombardo, Celtismo e Romanità, 1997, pp. 32, € 6,00. Seconda edizione con 4 illustrazioni fuori testo.

In questo breve saggio l’autore riesamina, attraverso la comparazione nel simbolo, nel mito, nella leggenda e, in genere, in tutto ciò che costituisce l’antica spiritualità, il controverso rapporto tra i Romani e i Celti, rapporto che si risolve in un complesso sorprendente di affinità e analogie segnate in primis dal comune retaggio indeuropeo. Alberto Lombardo (Chiavari, 1976), collaboratore di varie riviste e pubblicazioni dell’area tradizionalista, si occupa da tempo di letteratura fantastica, storia delle religioni, simbolismo. E’ attualmente presidente del Centro Studi La Runa. [volume ESAURITO]

David Evans, Agamennone e il triplice modello indoeuropeo della morte. Introduzione, traduzione e cura di Alberto Lombardo, 1997, pp. 32, € 6,00.

Con un’ampia panoramica sulle tradizioni gallica, greca e greco-pelasgica, germanica, scandinava, slava, irlandese, faeroese, gallese, oltre che sulla favolistica dal Baltico ai Balcani all’Asia, e dall’Irlanda all’Iran, l’Autore pone in luce la sorprendente ricorrenza d’un tema o modello della morte comune all’intera area indoeuropea, che si esprime nella triplicità delle morti corrispondenti alle altrettante funzioni di queste civiltà: quella sacerdotale-giuridica, quella sovrana e guerriera, quella legata alla fecondità e alla prosperità. In questo contesto il modello indoeuropeo della morte si ravvisa con piena aderenza nella tragedia eschiliana Agamennone, nei cui simboli riposa in definitiva un ricordo, nei tempi e nei luoghi affiorante, di una sacralità primordiale.

Andrea Occhino, Visioni Fantastiche. Viaggio nel cinema fantasy 1977-1997, introduzione di Mariella Bernacchi, 1998, pp. 36, € 6,00.

Da Legend a Scontro di Titani e Il Signore degli Anelli, da Conan il Barbaro a Labyrinth e Dragonheart, la cinematografia ispirata ai temi dell’immaginario ha spesso attinto ampiamente al corpus mitologico di diverse tradizioni. In questo saggio l’Autore opera una lettura di vent’anni di “Visioni Fantastiche”, mettendo in luce tali influenze ed evidenziandone i pregî e i limiti.


Emily B. Lyle, Le tre funzioni di Dumézil e la struttura cosmica indoeuropea, 1998, pp. 36, € 6,00.

Traduzione di Andrea Occhino, nota introduttiva e cura di Alberto Lombardo.

In questo saggio l’Autore evidenzia una struttura cosmica e ideologica diffusa presso tutte le civiltà indoeuropee, che ben si concilia con la tripartizione funzionale delineata da G. Dumézil: tale struttura vi appare talmente diffusa e importante, da potersi identificare nel cardine intorno a cui ruotano i principali miti del mondo indoeuropeo: quelli delle origini.

 

Bruno d’Ausser Berrau, La Scandinavia e l’Africa, 1999, pp. 32, € 6,00.

Sulla scia del fondamentale lavoro di Felice Vinci Omero nel Baltico, che (ri)propone la tesi della origine nordica della tradizione indoeuropea, in questo suo breve ma incisivo saggio Bruno d’Ausser Berrau prosegue la ricerca avviata dallo studioso romano individuando nell’Africa i resti di una antica civiltà, ben differenziata dalle altre di tipo negroide: quella etiopica.

 

Georges Vacher De Lapouge, Definizione dell’Ariano, 1999, pp. 28, € 6,00.

Introduzione di Alfonso de Filippi, traduzione di Domizia d’Este.

“Per il De Lapouge l’indice cefalico ha una parte capitale. L’uomo ario è da lui definito in termini antropologici come il ‘dolicocefalo biondo’, il quale, a sua volta, viene associato nel modo più stretto al tipo nordico, che ha imposto la sua dominazione alle altre due razze europee, i brachicefali e i mediterranei […]. Come per il De Gobineau, così anche per il De Lapouge, non vi è dubbio circa la superiorità dell’uomo ario quale creatore di civiltà” (Julius Evola).

 


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(Si veda anche la pagina dedicata ai libri in copia unica Ehwaz).