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Plichi inattesi

Circa un anno e mezzo fa ricevetti un misterioso pacchetto postale. Lo aprii e trovai che il contenuto era l’opera sulfurea di un autore a dir poco scomodo. Si trattava di Satana in persona. L’inquietante Liturgia infernale mi aveva lasciato uno strano senso di ansia; avevo pensato di esorcizzare l’inatteso regalo scrivendo su questo blog Diavolerie.

Nei giorni scorsi, mi è capitato tra le mani un altro pacchetto anonimo. Questa volta il mittente è una dea celtica, il cui ruolo simbolico – a detta di alcuni ben informati – sarebbe stata assunto, col cristianesimo, da Santa Brigida. Anche la dea Brigit ha scritto un libro, intitolato Terra di Mezzo; il mio stupore è stato enorme quando, aperta la prima pagina, ho letto il mio nome e cognome nel titolo del primo capitolo. Non mi raccapezzavo: il libro si apre proprio con un capitolo dedicato al mio piccolo saggio Julius Evola, gli evoliani e gli antievoliani. Essere recensiti da un giornalista su un quotidiano o una rivista è piacevole; ricevere una recensione in un libro da una divinità lo è ancora di più.

Ad ogni modo le sorprese non si sono fermate qui. Via via che proseguivo nella lettura dei trentasei capitoli continuavo a imbattermi in temi  autori e libri straordinariamente familiari. Dalla storia alla letteratura, dalla critica della società contemporanea all’archeologia, quasi tutti i temi richiamo quelli trattati più o meno ampiamente sul sito.

La quarta di copertina reca una famosa massima di Heidegger, che secondo me esprime speranza: “Ormai solo un dio ci può salvare”. Se questo è esatto, è confortante che i Numi volgano il loro sguardo benevolo.

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