Quando lupi, orsi e gazzelle scorrazzavano per i boschi dell’isola di Eubea

Francesco Lamendola

Francesco Lamendola, laureato in Lettere e Filosofia, insegna in un liceo di Pieve di Soligo, di cui è stato più volte vice-preside. Si è dedicato in passato alla pittura e alla fotografia, con diverse mostre personali e collettive. Ha pubblicato una decina di libri e oltre cento articoli per svariate riviste. Tiene da anni pubbliche conferenze, oltre che per varie Amministrazioni comunali, per Associazioni culturali come l'Ateneo di Treviso, l'Istituto per la Storia del Risorgimento; la Società "Dante Alighieri"; l'"Alliance Française"; L'Associazione Eco-Filosofica; la Fondazione "Luigi Stefanini". E' il presidente della Libera Associazione Musicale "W.A. Mozart" di Santa Lucia di Piave e si è occupato di studi sulla figura e l'opera di J. S. Bach.

Potrebbero interessarti anche...

Una risposta

  1. Kaloskaiagathos ha detto:

    mi permetto di segnala un piccolo errore “a causa della presenza di vastissime foreste che, con la loro ombra profonda e con l’anidride carbonica emessa, favorivano una temperatura generalmente più bassa e un regime di precipitazioni più abbondanti.” in questo caso l’anidride carbonica è assorbita dalle piante, riducendo così l’effetto serra responsabile dell’innalzamento della temperatura. Ottimo articolo in ogni caso, si tratta di un argomento che mi affascina da sempre. Grazie

Rispondi a Kaloskaiagathos Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.