Il pensiero di Weber sulla politica tedesca del suo tempo

Max_Weber_1894Weber ha sempre dedicato molto spazio nell’ambito del suo pensiero politico alle riflessioni riguardanti la politica della Germania del suo tempo. Per prima cosa dobbiamo mettere in evidenza che Weber non si stancò mai di sostenere con forza che la Germania doveva svolgere una politica di tipo imperialistico volta ad assicurare alla nazione tedesca un ruolo di primo piano nella politica mondiale ovvero un ruolo di superpotenza mondiale (Weber era convinto che una nazione doveva per forza di cose raggiungere una potenza tale da permetterle di svolgere una politica di tipo imperialistico in quanto per Weber l’ideale di nazione non era separabile dall’ideale di potenza).

Per dirla in altro modo l’espansione della potenza della Germania nel mondo rappresentava per Weber una priorità assoluta davanti alla quale qualsiasi tipo di considerazione riguardante la politica interna e la giustizia sociale doveva essere messa in secondo piano. Appare quindi evidente che nel pensiero politico di Max Weber la politica estera doveva godere di un primato assoluto rispetto alle questioni di politica interna ivi compresa la questione della struttura costituzionale interna della Germania. Riguardo la struttura costituzionale interna della Germania dobbiamo tenere presente che in una prima fase del suo pensiero politico Weber affermò che la monarchia parlamentare era la forma di governo migliore mentre in un secondo momento Weber cambiò idea ed affermò che la forma di governo migliore per la Germania era la repubblica presidenziale.

Tale cambiamento di idea si spiega esclusivamente con il fatto che Weber si convinse che la repubblica presidenziale era più adatta della monarchia parlamentare ad assicurare alla Germania un ruolo di superpotenza mondiale. Per dirla in maniera molto sintetica Weber si convinse che la Germania per svolgere una politica estera degna di una grande potenza mondiale doveva diventare una repubblica presidenziale perché all’interno della nazione tedesca doveva esistere lo stesso grado di libertà politica delle maggiori potenze dell’Europa occidentale. Tale ampliamento della libertà politica secondo Weber poteva avvenire solamente con un chiaro ampliamento del potere del Parlamento nell’ambito di un regime repubblicano e non monarchico in quanto anche all’interno di una monarchia parlamentare il sovrano avrebbe avuto un potere eccessivo.

maxweberDobbiamo anche tenere presente che l’epoca storica nella quale visse Max Weber fu caratterizzata dal governo di Guglielmo II e dal potere politico della burocrazia che furono le cause principali dell’infelice ed irresponsabile politica estera della Germania che determinarono grandi umiliazioni per la nazione tedesca. Weber non si stancò mai di ripetere che il dilettantismo politico dell’imperatore Guglielmo II espose la Germania a ogni tipo di umiliazioni e sconfitte a livello mondiale. Appare quindi evidente che Weber voleva la democratizzazione della Germania e l’eliminazione del potere dispotico e capriccioso di Guglielmo II non per motivi di giustizia sociale ma per assicurare alla Germania la possibilità di diventare una potenza di livello mondiale. In sintesi la democratizzazione della struttura dello Stato tedesco doveva servire non tanto all’affermazione della “libera volontà del popolo” per amore della libertà politica in se stessa ma doveva essere in primo luogo la “conditio sine qua non” per permettere alla Germania di diventare una grande potenza a livello mondiale.

Possiamo quindi dire che non solo Weber subordinò l’ideale costituzionale repubblicano agli interessi di potenza della nazione tedesca ma che Weber non si rese conto che considerare come fine ultimo assoluto il raggiungimento da parte della Germania di un ruolo di superpotenza mondiale poteva aprire la strada a un regime dittatoriale. Tale pericolo di degenerazione dittatoriale era particolarmente forte se teniamo presente che Weber era convinto che solo un capo politico carismatico, che esercitasse un fortissimo fascino sulle masse poteva assicurare alla Germania un ruolo di superpotenza mondiale. In particolare Weber non prese minimamente in considerazione che anche un leader carismatico eletto liberamente dal popolo nell’ambito di una repubblica presidenziale poteva istituire un regime dittatoriale carismatico. Per dirla in altro modo Weber trascurò il problema di essenziale importanza del possibile cattivo uso delle proprie qualità carismatiche da parte del leader politico che doveva assicurare alla Germania un ruolo di superpotenza mondiale.

Tuttavia noi dobbiamo in parte giustificare Weber per aver trascurato tale pericolo in quanto egli visse in un periodo storico nel quale la Germania pagò un carissimo prezzo all’irresponsabilità e all’arroganza politica di Guglielmo II e all’assoluta mancanza di leader politici di valore. Ad ulteriore giustificazione di Weber dobbiamo dire che egli riuscì a prevedere con grande chiarezza e lucidità che l’entrata in guerra della Germania nel 1914 (prima guerra mondiale) si sarebbe conclusa con una catastrofica sconfitta per la Germania che a causa della politica boriosa, arrogante e dilettantistica di Guglielmo II era incamminata su una strada senza uscita. Dobbiamo tenere presente che Weber dimostrò una così grande amarezza e pessimismo riguardo la partecipazione della Germania alla prima guerra mondiale da essere considerato da moltissimi tedeschi un disfattista.

Infatti Weber si dimostrò sempre molto scettico nei riguardi della possibilità di una vittoria tedesca nella guerra proprio perché pensava che la Germania non avesse nessun leader politico carismatico ma al contrario fosse governata da un incapace e da un dilettante della politica quale l’imperatore Guglielmo II. Weber mise sempre in grandissima evidenza che l’infelice situazione politica e militare nella quale si trovava la Germania nel corso della prima guerra mondiale era dovuta ai toni arroganti e contraddittori con i quali la Germania aveva condotto la sua politica estera per un quarto di secolo. Tale politica estera totalmente irresponsabile e priva di senso e di logica era dovuta in parte al governo di Guglielmo II, in parte al dominio sociale ed economico della borghesia ed in parte all’incapacità politica del parlamento di esprimere leader carismatici in grado di far uscire la Germania dalla crisi politica nella quale si trovava. In estrema sintesi Weber era convinto che solo un leader carismatico che avesse preso il posto di Guglielmo II poteva assicurare alla Germania un ruolo di superpotenza mondiale. Proprio a causa di tale convinzione Weber non poteva comprendere che un leader carismatico in grado di affascinare le masse ed assumere il controllo nell’ambito del mondo politico tedesco poteva anche fare un cattivo uso del suo carisma cosicché poteva anche far cadere la Germania in un regime dittatoriale nonostante fosse stato eletto democraticamente dal popolo (non dimentichiamo che pochi anni dopo la morte di Weber salì al potere Hitler che affascinò a tal punto il popolo tedesco da produrre le tragiche conseguenze che tutti conosciamo).

introduzioneweberIl pessimismo di Weber riguardo la situazione bellica della Germania non gli impedì di dedicare molta attenzione a quelli che dovevano essere i compiti della politica tedesca durante la guerra. A tale riguardo dobbiamo dire che essendo Weber convinto che la sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale fosse inevitabile a causa degli errori commessi nella politica estera da Guglielmo II a detta di Weber l’unico compito che la politica tedesca poteva svolgere era di creare i presupposti per permettere alla Germania di condurre dopo la sconfitta nella guerra una futura politica estera degna di una grande potenza. A dire di Weber per raggiungere tale obbiettivo bisognava creare due presupposti: assicurare alla Germania la maggior libertà di scelta possibile a livello di alleanze internazionali dopo la fine della guerra in modo da evitare il rischio di un nuovo isolamento politico e militare e praticare una politica sociale in grado di assicurare la fine dei conflitti sociali che avevano fortemente indebolito la Germania.

Riguardo il primo punto dobbiamo dire che effettivamente Weber non si sbagliava sul fatto che la Germania prima dell’inizio della prima guerra mondiale si trovava in una situazione di grande isolamento politico e militare in quanto esistevano conflitti tra la Germania e le principali nazioni europee. Riguardo a tale fatto riteniamo opportuno fare delle considerazioni di carattere storico-politico cominciando a prendere in considerazione i motivi degli attriti esistenti tra Germania ed Inghilterra. I motivi di tali attriti tra Germania ed Inghilterra erano in primo luogo dovuti alla mancata definizione delle rispettive zone di influenza nell’espansione coloniale, alla diffidenza suscitata in Inghilterra dal poderoso aumento della potenza bellica tedesca nonché dalla costruzione di un’imponente flotta e infine dalla crisi marocchina caratterizzata dall’invio di una nave da guerra tedesca nel porto di Agadir. Tuttavia se esistevano gravi motivi di attrito tra Germania ed Inghilterra esistevano motivi di attrito altrettanto gravi tra Russia e Germania, motivi che ora prenderemo in considerazione.

economiaesocietaL’attrito tra Russia e Germania era dovuto sia alla paura suscitata in Germania da una possibile avanzata russa verso ovest in direzione della Polonia sia all’appoggio fornito dalla Germania all’impero austro-ungarico nella “questione balcanica” (Austria e Russia si contendevano il predominio nei Balcani ed inoltre la Russia appoggiava le tendenze irredentiste slave cosa che suscitava grande ira nel governo austro-ungarico) e sia al tentativo tedesco di ostacolare il tentativo della Russia di estendere la propria zona di influenza verso il Mare Mediterraneo, vecchio pallino della politica estera russa (“questione dei Dardanelli”). Weber si rese conto che per evitare che la Germania fosse di nuovo isolata dopo la sconfitta inevitabile nella prima guerra mondiale era necessario prendere delle decisioni politiche che rendessero la Germania più attraente come alleato nel futuro scacchiere della politica mondiale post-bellica.

In secondo luogo Weber riteneva che una politica sociale più responsabile fosse l’unico mezzo per ottenere l’unificazione sociale della nazione eliminando quei conflitti sociali che avevano impedito alla Germania di esprimere al massimo il proprio potenziale politico e militare. L’unificazione sociale della Germania non era impresa facile in quanto richiedeva una leale e costruttiva collaborazione tra la classe operaia e la borghesia che erano divise da durissimi contrasti. Weber era convinto che una politica sociale moderna e funzionale poteva essere costruita solo collocando gli operai in una situazione economica e sociale migliore di quella esistente, liberando gli operai dalla loro dipendenza e subordinazione sociale e psicologica dalla borghesia. Dobbiamo precisare che l’interesse di Weber per una politica sociale avanzata e democratica non era tanto dovuto al desiderio di migliorare le condizioni della classe operaia per pura sensibilità sociale ma alla convinzione che tale politica sociale democratica fosse una condizione irrinunciabile ed indispensabile per permettere alla Germania di diventare una superpotenza mondiale. Secondo Weber due erano i punti cardine che dovevano caratterizzare una politica sociale moderna e democratica: concedere agli operai la libera autodeterminazione ed educarli all’autoresponsabilità.

etica-protestantePer quanto riguarda il primo di questi punti cardine (concedere agli operai la libera autodeterminazione) Weber sosteneva che l’errore di tutte le politiche sociali patriarcali stava nel fatto che esse si preoccupavano solamente di migliorare le condizioni materiali degli operai cercando tuttavia di mantenere o addirittura di accentuare la loro dipendenza e subordinazione sociale e psicologica dalle classi dominanti negando quindi loro ogni possibilità di giungere alla loro libera autodeterminazione. Secondo Weber bisognava in ultima istanza liberare gli operai da ogni condizione di subordinazione sociale e psicologica riconoscendo loro il diritto di dialogare alla pari con le altri classi sociali.

Tuttavia dobbiamo dire che Weber si opponeva con decisione alla teoria di Marx secondo la quale l’emancipazione della classe operaia poteva avvenire solamente attraverso la distruzione del sistema economico capitalistico che si reggeva a dire di Marx sullo sfruttamento della classe operaia. Al contrario di Marx, Weber era fermamente convinto che l’emancipazione della classe operaia doveva avvenire all’interno del sistema capitalistico per cui bisognava praticare una politica sociale moderna molto diversa da quella praticata in passato da Bismark che si preoccupava solamente di migliorare le condizioni materiali della classe operaia senza darle però la possibilità di dialogare alla pari con le altre classi sociali.

Per quanto riguarda il secondo punto cardine che doveva caratterizzare la nuova politica sociale (educare la classe operaia all’autoresponsabilità) Weber pensava con decisione che era indispensabile installare in senso di autoresponsabilità nella classe operaia per evitare che gli operai si lasciassero affascinare in maniera, a detta di Weber, irresponsabile dagli ideali propagandati dai socialisti. Weber considerava le teorie socialiste di Marx assolutamente utopistiche come considerava utopistica l’idea socialista di eliminare il “dominio dell’uomo sull’uomo” (a detta di Weber le teorie marxiste non rispecchiavano la realtà ma erano un semplice idealtipo). In sintesi possiamo dire che Weber criticava sia le politiche sociali marxiste sia la politica sociale di Bismark considerata da Weber un tipico esempio di politica sociale patriarcale (Bismark anche se cercò di migliorare le condizioni economiche degli operai mise in atto una dura politica repressiva contro i sindacati).

parlamentoegoverno Weber era altresì convinto che l’unificazione sociale della nazione tedesca non poteva avvenire senza una leale e costruttiva collaborazione tra borghesia e classe operaia. Tale collaborazione poteva avvenire solamente se da un lato la borghesia avesse smesso di avere paura delle rivendicazioni operaie e dall’altro se la classe operaia avesse abbandonato l’idea di Marx di distruggere il sistema capitalistico rinunciando ad ogni tentativo di sovvertire la struttura sociale capitalistica. Weber considerò sempre una grande tragedia sociale il fatto che lo sviluppo interno della Germania era stato compromesso dalla reciproca sfiducia esistente tra la classe operaia e la borghesia.

Dobbiamo mettere in evidenza che il desiderio di Weber di eliminare tale reciproca sfiducia non si realizzò mai in quanto Weber non riuscì mai a stabilire un contatto con un gruppo di persone che la pensassero come lui: solo se Weber fosse riuscito a creare tale contatto le sue idee avrebbero potuto avere maggiore risonanza storica e sociale ed effetti pratici nel mondo politico tedesco. Proprio perché Weber non riuscì mai a stabilire tali contatti tutte le sue idee politiche non hanno avuto la stessa risonanza storica e sociale di quelle di Marx. Non dimentichiamo che Weber nonostante sia un grande pensatore politico non riuscì mai a rivestire in Germania ruoli politici ufficiali di grande levatura cosicché la maggior parte degli ideali politici weberiani non si realizzarono mai.

  1. paolo majolino
    | Rispondi

    A mio sommesso giudizio manca un aspetto importante della visione politica weberiana, il concetto di "elitismo democratico"; vale a dire che Weber auspicava un Governo di puri e capaci e li riscontrata nei Calvinisti che, effettivamente, avevano queste doti.

    In serenità e giustezza, qualsiasi 'elitarismo' è soffocamento della democrazia che può essere ed è imperfetta, ma è sinonimo di possibilità, per tutti, di aspirare a gestire il Governo dei Cittadini tutti.

    Cordiali saluti

    paolo majolino

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