Un viaggio sino alla città degli dei

È possibile conciliare il rispetto per le altrui tradizioni religiose con la rigorosa preservazione delle proprie? E mantenersi rigorosamente fedeli alle proprie divinità, ma al tempo stesso onorare le altrui? Sono interrogativi cui non è saggio rispondere impulsivamente; si sarebbe indotti a farlo in modo pregiudiziale, ideologico o emotivo, o ancor peggio a riferirsi ai tempi attuali, che in questa materia hanno ben poco da insegnarci.

La città degli dei

Interessanti indicazioni invece ci vengono fornite, ancora una volta, dall’antica Roma. Essa fu un mirabile esempio (per molti secoli almeno) di come la specificità religiosa possa essere conservata e coltivata nel rispetto delle altrui credenze. Questo è quanto ci spiega, con molti esempi edificanti, un nuovo libro sull’argomento del professor Renato del Ponte, da lunghi decenni uno dei più appassionati studiosi della religiosità romana (autore, tra l’altro, di un altro saggio sull’argomento insignito del prestigioso premio Isola d’Elba). Nel nuovo La città degli dei (il titolo, che parafrasa la Civitas Dei di S. Agostino, ben rivela l’attitudine dei Romani) sono riuniti una trentina di suoi articoli e saggi, pubblicati nell’arco di circa un ventennio su diverse testate, suddivisi in sezioni tematiche. Tra queste, le più significative sono probabilmente “Culti, simboli e immagini”, che è una vera miniera di intuizioni significative, e “Lessico e diritto arcaico”. I vari articoli che compongono quest’ultima sezione convergono nel mostrare il nodo che strettamente legava, in epoca arcaica, la sfera del sacro a quella del diritto, le cui strutture portanti hanno poi giocato un ruolo fondamentale sullo sviluppo dell’intera civiltà occidentale.

Ciò vale infatti non soltanto per le principali istituzioni del nostro diritto, veicolate dalla giurisprudenza medievale, ma anche per la stessa religione cristiana, che ha assorbito tanti elementi e “strutture” di quella romana (come di molte altre, del resto). Per esempio, il “pontefice” e la “curia”, le parole “sacro”, “santo” e “religioso“, molte caratteristiche di santi e di beati e innumerevoli altre cose ancora hanno le radici profondamente immerse nel mondo religioso e spirituale romano (e ancor prima in quello indoeuropeo).

Alla domanda circa cosa possa identificare la “visione del mondo” che specificamente caratterizza la religiosità romana e quali ne siano gli elementi salienti, del Ponte ha così risposto: “…Consiste nella comprensione che tutto quanto ci circonda, in misura differente, partecipa del divino. Alla stessa dimensione vibra anche ogni momento della vita dell’uomo e così ogni sua azione. Da qui la necessità di una continua padronanza e “misura” nei comportamenti, per non rompere l’equilibrio tra umano e divino”. Con un’ampia serie di argomentazioni e in modo del tutto persuasivo l’autore sostiene che la grandezza cui Roma giunse fu dovuta, in ultima istanza, proprio al “patto primordiale” (pax deorum) stipulato alle origini della città e voluto ribadire nel tempo dai suoi cittadini con la perpetua scansione del rito.

Così il professor Del Ponte, intendendo in questa singolare accezione la religiosità romana, giunge ad auspicare una ripresa dell’autentico “spirito” della romanità, richiamandoci al pensiero l’immagine di quell’Antica Fenice che risorge, passati mille anni, dalle sue ceneri. E ci avverte che se anche ormai da tanti secoli la pax deorum, la concordia civile con gli dei, è andata perduta, pure il risorgere di una simile attitudine “religiosa” potrebbe ancora favorire una ripresa del migliore spirito di Roma antica.

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Tratto da Il Tempo del 10 aprile 2003.

Renato del Ponte, La città degli dei. La tradizione di Roma e la sua continuità, Ecig, Genova 2003, pp. 210, € 15,00.

RECENSIONE DE LA CITTA’ DEGLI DEI A CURA DI ALFONSO PISCITELLI

RECENSIONE DE LA CITTA’ DEGLI DEI A CURA DI MARIO ENZO MIGLIORI

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Alberto Lombardo è stato tra i fondatori del Centro Studi La Runa e ha curato negli anni passati la pubblicazione di Algiza e dei libri pubblicati dall'associazione. Attualmente aggiorna il blog Huginn e Muninn, sul quale è pubblicata una sua più ampia scheda di presentazione.

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