Wallonie

I volontari belgi valloni sul Fronte dell’Est

Massimiliano Afiero, Wallonie. I volontari belgi valloni sul fronte dell'Est Questo libro nasce con l’idea di onorare la memoria di tutti i combattenti europei che si batterono valorosamente sul fronte dell’est, in particolare la memoria dei combattenti valloni, ma anche e soprattutto per onorare la memoria di Léon Degrelle, forse il più famoso volontario ‘straniero’ nelle forze armate tedesche, volontario tra i volontari, soldato tra i soldati, uno dei più grandi trascinatori di anime ed uomini del ventesimo secolo e del quale ricorre proprio quest’anno il centenario della nascita.

Fu proprio grazie a Degrelle che migliaia di giovani belgi valloni parteciparono alla crociata contro il bolscevismo, prima nella legione vallone, poi nella 5a Brigata motorizzata SS ed infine nella 28a divisione SS Wallonie. Da semplice soldato fino a diventare comandante di una intera divisione SS, Degrelle si guadagnò sul campo la stima ed il rispetto dei tedeschi e giunse a far dire a Hitler la famosa frase: ‘..se avessi un figlio vorrei fosse come voi’.

Massimiliano Afiero, La crociata contro il bolscevismo. Le legioni volontarie europee (1941-1944). Vol. 1 Inizialmente bistrattati dalla propaganda tedesca, che gli preferivano per ovvie ragioni razziali i fiamminghi, i volontari valloni seguirono il loro capo spirituale, politico e militare, sul fronte dell’est battendosi come leoni, sempre in prima linea sempre nel pieno dell’azione. Seguirono Degrelle anche quando l’unità vallone venne ufficialmente inquadrata nella Waffen SS, ritenuti degni di poter indossare l’uniforme dell’ordine nero, dopo aver dimostrato con il sangue versato in battaglia ed il sacrificio di tante vite, il proprio valore di combattenti dell’onore. Si coprirono di gloria durante i combattimenti nella sacca di Cerkassy, poi sul fronte di Estonia in Pomerania fino ad immolarsi sul fronte dell’Oder, dove tentarono fino all’ultimo uomo ed all’ultima cartuccia di fermare le orde sovietiche. Il sacrificio dei valloni non fu vano, la strenua resistenza dei volontari europei ai confini orientali del Reich evitò che i barbari sovietici potessero arrivare nel cuore dell’Europa a spargere il germe del comunismo, il vero male assoluto del ventesimo secolo.

Per raccontare la storia dei volontari valloni, oltre ai documenti ufficiali, dei quali esiste ben poco visto che tutto il materiale originale andò distrutto durante i combattimenti nella sacca di Cercassy ed in seguito sul fronte dell’Oder, abbiamo fatto riferimento soprattutto alle testimonianze dei reduci, prima tra tutte naturalmente quella dello stesso Degrelle, per non dimenticare quella di Jean Vermeire, di Henri Philippet, Fernand Kaisergruber e tanti altri. Dopo la guerra, durante la prigionia, molti volontari valloni scrissero di proprio pugno la loro avventura sul fronte dell’est, e quei racconti di battaglie, sacrifici ed eroismi, grazie agli storici come Jean Mabire ed altri sono giunti oggi fino a noi intatti. Una storia raccontata quindi dalla viva voce dei testimoni diretti, accompagnata dalla cronologia effettiva degli eventi ed inquadrata nel giusto contesto storico grazie alla documentazione ufficiale disponibile negli archivi di guerra tedeschi ed alleati.

Massimiliano Afiero, Wallonie. I volontari belgi valloni sul fronte dell’Est (IBS) (LU)

Il brano L’operazione “Guardia sul Reno”, tratto dal libro.

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Massimiliano Afiero nasce ad Afragola (Napoli) nel 1964. Insegnante di informatica ma soprattutto appassionato studioso del secondo conflitto mondiale, ha pubblicato numerosi articoli sulle principali riviste di Storia a diffusione nazionale, come Storia del XX Secolo, Storia e Battaglie, Storia del Novecento, Raids e Milites e collabora attivamente con numerosi siti web a carattere storico-militare. Dal novembre 2004 è Consulente storico e Direttore Tecnico della rivista Volontari, bimestrale dedicato esclusivamente alla storia delle formazioni della Waffen SS. Dal maggio 2008 Caporedattore della rivista bimestrale SGM (Seconda Guerra Mondiale) pubblicata dall'Editoriale Lupo.

  1. alex
    | Rispondi

    Leon Degrelle (il generale stanco della canzone di Morsello) è stato il miglior esempio di homo novus contemplato dalla dottrina fascista, poichè coniugava in se il Pensiero e l'Azione.
    Fu un brillante giornalista, valoroso oratore e uomo politico di alta caratura, ma quando gli eventi lo richiesero si dimostrò ancora più brillante come soldato e capo militare; pochi hanno dimostrato il valore e le qualità che in lui erano racchiuse.

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