Viaggio al termine della modernità

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Una risposta

  1. Andrea Di Cesare ha detto:

    Uccidere la Cultura ha avuto il significato di rimuovere i problemi dalla testa delle persone, allontanarle dal contatto con l’Angoscia esistenziale e con la Morte, salvo poi indurre un senso del Divertimento e della Superficialità che, ormai – alimentando il narcisismo patologico di molti – culmina spesso in atti di violenza. La Morte e l’Angoscia, scacciate dalla porta, rientrano però più violentemente dalla finestra. E se in tempi di maggiore cultura c’era un contatto più profondo con la radice angosciata del proprio essere, oggi si è più Angosciati, perché – pur vivendo nell’Impero della Distrazione – non c’è più divertimento, né sincera distrazione, ma solo un’Angoscia senza nome, e senza volto, un’Angoscia che nessuno riconosce più dentro di sé, perché non la sa neppure nominare, in quanto hanno ucciso la cultura, e tolto dal dizionario la parola “Angoscia”. Così va che la gente è sempre più angosciata, e cerca nel dominio della Distrazione e del Divertimento una fuga lontano da sé, perché avverte che quello che ha dentro di sé non ha nome, e dalle cose senza nome, dai nemici senza un volto, si vuole scappare, cose senza nome, perché il nome è stato loro tolto. Qualcuno si è impossessato dello Spirito dei Tempi, imponendogli lo Spirito Borghese. Siamo di fronte a una Società totalmente imborghesita, ingentilita, rammollita, infantilizzata. L’hanno rammollita e infantilizzata inculcando lo Spirito della Distrazione. Una incessante rincorsa a distrarsi, a divertirsi, sta ossessionando le Masse borghesi. Tra queste sono entrare a far parte anche le vecchie Masse Proletarie cui, essendo stato tolto l’Orgoglio di Classe, non rimangono che il Divertimento e la Distrazione per uniformarsi alle Masse Borghesi. La differenza fra Proletariato e Borghesia non si gioca più sul piano della Classe d’appartenenza, la professione, o il livello sociale. Bensì sul piano di appartenenza, o meno, allo Spirito della Distrazione.

    Elaborare lo Spirito della Distrazione è stata la mossa più scaltra dei poteri forti, in quanto essi hanno capito che, su di essa, si sarebbero giocate tutte le possibili sedazioni di malcontenti, rivolte, rivendicazioni di classe.

    Date ai popoli la Distrazione, avrete dato loro una droga più potente della vecchia religione, tacciata dai vetusti marxisti di essere l’oppio dei popoli. Sotto l’influsso e il marchio della Distrazione, ricadono anche i movimenti politici, la Cultura, l’Arte, il Dissenso, gli estremismi. Tutto, può essere Distrazione e tutto, da essa, può essere macinato, e reso innocuo. Trasformato in un Brand. Una linea di Moda, un Pensiero alla Moda, un Trend. L’Impero della Distrazione, infatti, tende ad assegnare un nome, un marchio, una definizione (spesso in linguaggio anglosassone) a tutto, in modo da rendere tutto un Prodotto consumabile, digeribile, acquistabile, e infine, innocuo. L’anima mercantile dell’Impero della Distrazione è la ragione della sua enorme capacità di neutralizzare ogni Dissenso.

    Andrea Di Cesare

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