Vesta: l’ascetizzazione della Dea Madre

Lawrence Sudbury

Nato a Londra nel 1968 ma italiano di adozione, si laurea a 22 anni con il massimo dei voti in Lettere Moderne presso l’UCSC di Milano con una tesi sui rapporti tra cultura cabbalistica ebraica e cinematografia espressionista tedesca premiata in Senato dal Presidente Spadolini. Successivamente si occupa di cinema presso l’Istituto di Scienze dello Spettacolo dell’UCSC, pubblicando alcuni saggi ed articoli, si dedica all’insegnamento storico, ottiene un Master in Marketing a pieni voti e si specializza in pubblicità. Dal 2003 si interessa di storia e simbologia religiosa: nel 2006 pubblica Il Graal è dentro di noi, nel 2007 Non per mano d’uomo? e nel 2009 L’anima e la svastica. Nel 2008 ottiene, negli USA, “magna cum laude”, un dottorato in Studi Religiosi a cui seguono un master in Studi Biblici e un Ph.D in Storia della Chiesa, con pubblicazione universitaria della tesi dottorale dal titolo Nicea: what it was, what it was not (2009). Collabora con riviste cartacee e telematiche (Hera, InStoria, Archeomedia) e portali tematici, è curatore della rubrica “BarBar” su www.storiamedievale.org e della rubrica “Viaggiatori del Sacro” su www.edicolaweb.net. Sito internet: http://www.lawrence.altervista.org.

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12 Risposte

  1. Kaisaros ha detto:

    E' strano vedere su un sito come questo

    un articolo così plagiato

    dalla spassosa leggenda femminista

    dell' "uomo cattivone che ha paura/invidia del potere

    generativo femminile".

    L'uomo(l'uomo sano) non ha alcun problema col

    fatto che le donne facciano figli;

    anche perchè quei figli ce li mette lui………..

    Il potere generativo è dell'unione tra uomo e donna,

    non di uno solo dei due

    (che poi non sono affatto due,ma Uno).

    Ed il fatto che esistessero dee vergini e sagge

    dimostra proprio che quella società "maschilista e patriarcale"

    (per citare l'articolo e le sue definizioni femministoidi)

    non vedesse affatto nel femminile solo un mezzo per fare figli

    (accusa costantemente utilizzata dal femminismo).

    Insomma,se la divinità è fertile si tratta di "maschilismo kattivone

    che usa "La Sancta Donna Superiore" solo per fare figli";

    se la divinità è vergine si tratta di "maschilismo kattivone

    che ha paura del potere della "Sancta Donna Superiore"

    perchè lei fa figli pappappero"(solo dall'unione con l'uomo

    e senza bisogno di alcuna specifica competenza,ndr).

    Non è un caso che uno dei sogni deliranti del femminismo

    sia la procreazione senza sperma maschile;

    tutto questo parte proprio dalla visione di divisione-lotta tra i sessi

    (ulteriore folle involuzione della lotta di classe marxista)

    e dall'invenzione velenosa del fantomatico quanto inesistente

    odio dell'uomo nei confronti del genere femminile

    ed invidia del suo potere generativo(che,come detto sopra,non

    è dalla donna ma dell'uomo e della donna insieme).

    Si tratta solo di proiezioni di donne malate

    (femministe appunto) che per loro problemi personali

    hanno odio per l'uomo e per il suo potere sessuale-generativo

    (erroneamente,perchè anche l'uomo senza donna non genera)

    e proiettano questi elementi attribuendoli all'uomo stesso.

    Insomma,si potrebbero scrivere interi trattati sulla

    patologia femminista,

    Quello che dispiace e vedere articoli plagiati

    da tale tara anche su un sito dove non te l'aspetti.

    Saluti.

    • Luna ha detto:

      mi verrebbe voglia di riportarti ogni singola parolina scritta da mister tommaso d’aquino su cosa sia la femmina, e su come i maschi debbano trattarla, ma eviterò, visto che non finiremmo più… ti invito semplicemente a leggerti un po’ di summa theologia e di malleus maleficarum, sono certa che soddisferanno al meglio la tua voglia di misoginia storica contro le femmine, postulata dai maschi (che a loro volta idolatrano un dio che è solo padre e mai madre… guarda un po’, un dio a immagine e somiglianza dei loro attributi)
      e vienimi a dire, se dopo una robusta dose di teologia aquiniana (ma anche scolastica, scegliti un autore a caso… e puoi passare anche a quelli del ‘900, tanto le idolatrie del fallo divino sono presenti anche in gente che è crepata nel 2000…) non trovi diffamazione e denigrazione della donna, in quanto donna, vista come una cosa malriuscita e difettosa, inferiore all’eccellente esemplare maschile… dal quale dio (padre, of course) creò la femmina, ché la femmina ha come signore sia dio che il maschio, ché dalla nobile particola del maschio, suo signore, fu tratta… perché il maschio potesse essere una sorta di modello ideale dal quale trarre l’inferiore femmina, che deve la sua ontologia al maschio, modello perfetto… con la sua costola, così bella, così semidivina… bisogna proprio prostrarsi in adorazione del maschio, persino della sua costola… così volle dio.

      Buona lettura di teologia tomistica cattolica, specialmente le quaestio 92 o 93 e successive quando l’aquino discetta della femmina, della creazione della femmina e a cosa serva la femmina… e vienimi a dire se nella storia i maschi non abbiano diffamato la femmina.

  2. Musashi ha detto:

    Tutto sommato condivido che certa "critica femminista" abbia seri limti mentali. Del resto, come ha con acume mostrato Kaisaros, le contraddizioni insite nel voler cercare a tutti i costi la dimostrazione del dominio maschile nei culti antichi, arrivando a trovare colpe maschili in qualunque struttura coinvolga la donna, mi sembra davvero delirio da pseudocritica sociologica di bassa lega (la critica storica marxista, a volte riusciva ad essere meno goffa; queste arrampicate libere sugli specchi invece non fanno certo onore al genio femminile..).

    Tuttavia credo che dovremmo riconsiderare un po' certe posizioni, decisamente maschiocentriche che si trovano in certi ambienti che tendono a definirsi "tradizionalisti". In sostanza c'è un certo fallocentrismo di Evola (si noti che ben poco di simile si trova ad esempio in Guenon, Schuon, Burckhardt, Commaraswami) che è frutto di suggestioni che Evola ricevette da letture come Weininger o Bachofen, pensatori ottocenteschi, liberi interpreti della storia delle civiltà, ma senza peraltro alcun legame riconosciuto con l'esoterismo o con la Tradizione. Molto di quello che Evola scrive In "rivolta contro il mondo moderno" contrapponendo Luce del Sud e Luce del Nord, Razze solari e Razze telluriche o lunari, andrebbe assai ridimensionato come correttezza dottrinale. Sia per il ruolo dell donna in alcune civiltà antiche, sia per la squalifica a razze e civilità che hanno invece dato prova, almeno nel periodo antico, di essere testimoni autentiche della Tradizione (come alcune civiltà semitiche sono state: babilonesi, assiri, caldei), sia per aver Evola bollato come "ginecocratiche" e telluriche le civiltà dravidiche dell'India, nemiche degli insuperabili Arya…. Dravida ginecocratici che però hanno prodotto i Tantra, guarda un po', di cui Evola fu debitore a stretto giro, e scusate se è poco…

  3. Kaisaros ha detto:

    x musashi:

    non si tratta di fallocentrismo o di vaginocentrismo;

    si tratta di divisione tra società con lotta tra i sessi

    e società senza lotta tra i sessi.

    Nelle società che evola definirebbe nordiche ed arie

    esistono importanti figure femminili(mi viene in mente

    Gambara,regina e protagonista del mito

    delle origini dei Longobardi).

    Ma il tutto ha ben poco a che fare

    col femministume odierno.

    D'altronde chi è nato e cresciuto nella società

    occidentale ormai ragiona in un ottica di separazione

    e conflitto tra i sessi.

    Ogni collaborazione è vista come un asservimento

    all'altro genere.

    Insomma,una strepitosa vittoria di chi ha come missione

    mettere zizzania in una società per divorarla dall'interno.

  4. Musashi ha detto:

    Io mi riferivo al "supercazzocosmismo" di Evola che interpreta come lunari o ginecocratiche o devianti tutte le forme tradizionali in cui al Principio femminile viene attribuito un significato celeste. Ad esempio Evola riesce a sostenere che la raffigurazione di Nuit come dea uranica del firmamento è una degenerazione della tradizione egizia solare. Il Che è falso perchè non nasce coi culti isiaci del Medio Regno, ma è una raffigurazione ancestrale della teologia eliopolitana, come insegna anche de Rachewiltz. Insomma vi sono forzature nell'interpetazioen metafisica della polarità femminile, da parte di Evola.

    Non mi riferivo minimamente a nessuan struttura "sociale" o sociologica, nè presente nè antica. Mi riferivo ad una concezione metafisica e alle vie esoteriche di cui Evola fu conoscitore e interprete. Per Evola al femminile compete solo un significato tellurico. Questa è la forzatura, perchè da un punto di vista tradizionale al femminile-Shakti compete una altissima dignità nel tantrismo, non inferiore a quella maschile-Shivaica. Evola, estimatore del tantrismo, dovette tentare una serie di controsionismi intellettuali notevoli nello "Yoga della Potenza", per far passare l'idea che la Devi è solo un principio cosmico, e nulla ha a che vedere con femminile. Forzature.

    Ma nessun tradizionalista è perfetto. E per fortuna la Tradzione esiste di per sè.

    Altrettanto evidente è la forzatura se analizziamo il Vajrayana dove non solo esistono Buddha femminili (Palden Lamo, Magig LaDrolma, Yeshe Tsoghiel) ma tanta è l'importanza dei lignaggi esoterici posseduti dalle donne che di molti tantra sono considerate detentrici le Dakini e le yogini.

    Non mi riferivo a lotta di classe o di sessi.Posso su questo anche essere d'accordo con te.

    Io mi limitavo a rilevare le restrizioni un po' ideologiche di certe letture evoliane, alla luce di una migliore e più profonda comprensione delle tradizioni orientali.

  5. Musashi ha detto:

    ops leggi contorsionismo

    mi uscì un "contro-sionismo", lapsus freudiano, credo

  6. walter ha detto:

    Il mito e' ben piu' vecchio
    Vastuspati (signore del luogo) e Pasupati (signore delle creature) sono Rudra (Shiva)
    nell'increato rotto dal Padre nella creazione. (notare che sono maschi tutti, all'occorenza androgini)
    Il Padre copula con la figlia, sua ipostasi, Rudra scocca la freccia per evitare la rottura dell'increato
    Ma il Tempo e' gia' nato.. e cosi' la freccia arriva in ritardo quando il seme gia' sgorga e cade a terra, dove Vastospati lo raccoglie …da li nascono i gli Angirasas da cui l'uomo discende..
    La verginita' e' loro prerogativa, oppure la creazione non spetta a loro..
    e' solo una questione di riproduzione simbolica del mito
    Qelle sacerdotesse dovevano quindi restare vergini in quanto sacerdotesse
    le altre donne facevano le Madri, tutto li
    articolo femminoide, decisamente
    Ma la cosa che da piu' fastidio e' che si cerca di interpretare il Mito come frutto di una mentalita' o di una contingenza, quando invece e' esattamente il contrario cioe' e' il Mito che descrive una Verita' e di conseguenza i fatti non esulano dalle Leggi descritte nel Mito o rappresentate dal Simbolo

  7. Musashi ha detto:

    Non so se il riferimento al mito di shivaita era in relazione col mio commento.

    Ma se così fosse il mito da te riportato non può essere "ben più vecchio" perchè si tratta di una versione arianizzata del mito cioè di una versione che si richiama a Rudra (divinità ario vedica). la shiavaizzazione di Rudra è un processo dell' induismo successivo, che tende ad omologare Shiva (divinità pre-vedica) a Rudra.
    Operazione di indoeruopeizzazione e patriarchizzazione di precedenti tradizioni dravidiche.

    Invece quando io parlavo di shaktismo mi riferivo ai tantra della dea madre, di origine dravidica, in cui il principio cosmico originario è chiaramente femminile.
    Lo shaktismo è una via tantrica a se stante e comunque il tantrismo in genere ha la sua metafisica, la sua mitologia e la sua "etica" che condivide poco dell'induismo ortodosso, sebbene vi siano numerose sfumature intermedie.

    Si tenga presente che persino nello shivaismo kashmiro (siamo già un millennio dopo), che è incentrato su Shiva e vede il principio supremo come androgino ( Parashiva), l'unica via anagogica per risalire allo stato superdivino è propriamente una via sotto il segno dell'energia femminile. infatti in tutte e tre scuole operative shivaite (krama, kaula e spanda) è sempre la dea o madre divina a condurre il vira tantrico sino allo stato di Shiva. Per la precisione sono tre dee: Kundali, Tripura, e Maya-Shakti, ognuna corrispondendo ad uno dei tre centri energetici più importanti (muladhara, anatha, ajna)

    • walter ha detto:

      mi riferivo all'articolo e non al tuo commento

      comunque Rudra diverra' Shiva, Rudra e' piu' vecchio di Shiva e Vesta, per questo ho scritto che il mito orientale e' piu' vecchio,

      ripeto comunque che il Mito descrive una verita' che e' sempre tale, ha quindi poca importanza chi lo canta prima, la mia non voleva essere una puntualizzazione, volevo solo far notare l'unita' delle Tradizioni.

      cmq aggiungo che Vastospati e' anche Vratapa, Colui che mantiene l'Ordine,
      interessante notare come quando le Vergini Vestiali smisero di mantenere l'ordine, l'impero crollo'
      e questo e' il vero peso dei Miti e dei simboli.

  8. Musashi ha detto:

    Se ci limitiamo ad una semplice costatazione dell'emergenza storica Rudra è una divinità del pantheon ario, che arrivò in India con le invasione degli arii (fatto comunque contestato dagli hare Krishna, per quello che valgono, e dai nazionalisti hindu). Comunque se intendiamo il periodo della possibile discesa degli Arii come da collocarsi inotrno al XIII sec. a. C. allora Shiva è da ritenersi "anteriore" perchè un culto preindoeuropero e prevedico.
    I dravida del sud conoscevano Shiva prima che Rudra fosse introdotto dagli Arii. Se Rudra divenne Shiva fu solo per assimilazione nel pantehon ariovedico di una precedente divinità dravidica, che semmai ha assorbito Rudra.
    Comunque è solo una puntualizzazione storica relativa al subcontinente indiano.
    Nulla da eccepire sul contenuto metafisico di un simbolo o mito che in quanto tale è necessariamente metastorico, fatto che mi trova pienamente d'accordo.

    ….Sì purtroppo lo spegnimento del fuoco di Vesta imposto dalla scellerata scelta del cristiano Teodosio ebbe effetti incalcolabili sul destino dell'impero. Il campo psichico (eggregore in senso tecnico) che reggeva l'impero romano ne fu irreversibilmente danneggiato.

  9. Pericolosa Femminista ha detto:

    L’autore dell’articolo ha fatto centro, e i commenti risentiti e astiosi a seguire non fanno altro che confermarlo.

  10. Luna ha detto:

    Complimenti ai grulli che affermano che il maschio non ha mai odiato le femmine. Così, tanto per rompere un po’ le uova nel paniere… o se mi permettete un’espressione più sessista e di gradimento, per certi commentatori (qui e altrove), rompere i c…, suggerisco di leggersi bene due testi cattolici, del calibro di sua eccellenza san tommaso d’aquino (summa theologiae, quaestio 92, ma non solo lì perché il concetto che la femmina sia inferiore, uno scarto di natura, serva del marito ecc. è presente anche in altre opere di mister aquino) e il malleus maleficarum, almeno tutta la prima parte. E vediamo un po’, se nel passato le femmine non sono state diffamate e denigrate e in modo atroce. E a chi dicesse “sì, certo, l’aquino… la misoginia cattolica è ben nota [per chi legge, ovviamente… non certamente per chi, di teologia, conosce solo la posta di “famiglia cristiana”] ma la colpa è di aristotele” suggerisco di leggersi bene la parte dei due adorabili domenicani, nel malleus, quando scrivono letteralmente che dio si è fatto maschio, ovviamente, elevando il sesso maschile, ché femmina non poteva farsi: la femminilità è difettitudine, mancanza, sporcizia, anzi, concubine del demonio. Possono piacere solo alla “scimmia di dio”, le femmine, ché sono materia di scarto, malriuscite, senza imago dei al 100%, non eccellenti… perché, citando il damasceno, lo spirito di dio scese sulla vergine maria come sperma divino… immagine ribadita, in pieno ‘900, anche da von balthasar che lietamente canta le lodi allo sperma fecondante di dio (che ovviamente è padre, of course; la maternità e la femminilità non spettano a dio, non sia mai abbassare il dio di gesù maschio a un aspetto femminile, la femminilità spetta solo a maria, la creatura limitata, vergine, alienata dal suo stesso piacere sessuale… e in adorazione dello spirito fecondativo che fa le veci dello sperma)

    Saluti.

    p.s le minuscolo sono volutamente scritte. Di tutta questa combriccola fallocratica l’unico che forse salvo è aristotele… in fondo si guardò bene dall’affermare che dio si fece maschio in terra… perché era da dio nascere con pene ma non era da dio nascere con utero, vagina, clitoride, seno. Non si può dire la stessa cosa dei cristiani.

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