Unità di vivi e morti

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Una risposta

  1. Musashi ha detto:

    Bell'articolo, come gli altri che ho trovato in questa sezione.

    Vorrei però aggiungere una riflessione. La versione qui riportata della meditazione per i defunti è un'adattamento di una formula rituale scitta da Steiner per la "scuola esoterica". Quella originale non parla di "dei" ma riporta le invocazioni dei cori angelici secondo la denominazione orginaria del crsitanesimo greco-orientale, secondo cioè l'angelologia di Dionigi Aeropagita. Non si pensi che io voglia qui contestare l'adattamento pagano-politeista, perchè per me si tratta di una "versione" della Scienza dello Spirito assolutamente legittima!

    Si tratta però di rilevare un punto. Nel nostro caso abbiamo a che fare con una formula meditativa che giustamente suscita, in virtù di certe immagini, una risonanza interiore nel vivo la quale investe, indirettamente, il defunto a cui è rivoltà, mercè una connessione occulta che si spera sia presente ancora – e comunque varia in ragione dei singoli casi. Qui comunque si ha a che fare con una pratica "soggettiva" di azione sul proprio sentire, sull'anima cosciente, sul coltivare certe immagini interiori che suscitano nell'operatore un impulso corrispondente. Questo di riflesso crea determinate azioni sottili perchè investe il defunto con una carica di sentimento e di pensiero.

    La pratica originaria era tuttavia diversa. Non era inizialmente una pratica "soggettiva" ma un vero e proprio rituale, infatti compiuto collettivamente, in cui si invocavano in primo luogo direttamente quelle determinate gerarchie, non chiamandole con i nomi generici "dei della stirpe" ecc. per sucitare nell'operatore un certo sentimento. Si impiegavano "nomi propri" per agire direttamente e realmente su queste gerarchie chiamandole per nome, cioè col nome dei cori angelici "dynameis", "Kryiotetes" ecc. Si trattava cioè di operazione teurgica; i nomi greci, qui sostituiti, erano funzionali al rito: si operava evidentemente attraverso quell'eggregore. Steiner, del resto, volendo almeno nelle sue intenzioni presentare una forma di esoterismo cristiano, doveva sapere che l'unico barlume di esoterismo in seno al cristianesimo lo poteva trovare nell'antico crsitianesimo orientale.

    Dico "operazione teurgica" perchè quello che è pubblicato in "insegnamenti per una scuola esoterica" in realtà era un adattamento delle pratiche del circolo interno della scuola antroposofica (il gruppo dei dodici, fra cui Wachsmut, von Bernus ecc.) che praticava anche una forma di teurgia. Questi rituali si trovano in parte anche nella riforma che attuò lo Steiner all'interno della Massoneria austriaca del Rito di Memphis e Mizraim. Attualmetne le logge austriache e numerose tedesche seguano la riforma del rito introdotta dal Dottore.

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