Trasfigurazione della Romania

«Non c’è uomo politico al mondo d’oggi che m’ispiri più simpatia e ammirazione di Hitler». Con questa dichiarazione del 1934 Emil Cioran firmava la sua condanna all’emarginazione intellettuale. Cioran, durante un soggiorno di studio in Germania ebbe modo di assistere alla spettacolare ascesa del movimento nazionalsocialista e fu anche questa esperienza che lo spinse a scrivere il celebre saggio Trasfigurazione della Romania che si inseriva nel contesto storico dei grandi consensi raccolti dalla “Legione dell’Arcangelo Michele”, il movimento politico nazionalista della Romania, di cui Cioran era dichiarato simpatizzante.

Un editore francese ha recentemente ripubblicato questo straordinario documento, che finora era disponibile solo nell’originale rumeno; la lingua francese permette una diffusione molto maggiore del testo, e c’è da augurarsi di vederne presto una traduzione italiana.

Il libro può essere imbarazzante per gli ottusi inquisitori della correttezza politica, ma è interessantissimo per chi vuole studiare il pensiero di Cioran e la temperie storica in cui si è formato il filosofo rumeno.

Trasfigurazione della Romania, pubblicato nel 1936, tratta del nazionalismo rumeno che negli anni ’20 e ’30 trovava voce nel movimento politico di Codreanu. La Romania era una nazione giovane, segnata da lunghe dominazioni straniere: turche, greche, austriache, ungheresi e, in tempi più recenti, da un’invadente presenza della lobby ebraica. Cioran parla del suo paese con tono piuttosto sconsolato: descrive una popolazione sempre pronta a sottomettersi all’invasore di turno e una cultura incapace di aprirsi a un respiro internazionale. Il libro è scritto con uno stile forte e incisivo e con un frequente utilizzo di termini come “militarismo” o “imperialismo”, che possono far sorridere i lettori di oggi, ma che all’epoca erano di uso comune nel linguaggio politico. Il venticinquenne Cioran si esprimeva con foga giovanile in un linguaggio che ricalcava gli schemi della pubblicistica nazionalista dell’epoca, con toni che per il lettore odierno possono suonare perfino ridicoli. Il giovane filosofo scriveva: «se fossi ebreo mi suiciderei immediatamente».

Il fascismo rimosso
Alexandra Laignel-Lavastine, Il fascismo rimosso

Ma accanto alle riflessioni sul destino della nazione rumena, in questo libro cominciano a intravedersi i semi di riflessioni filosofiche che Cioran svolgerà in seguito in maniera più approfondita. Il giovane pensatore mostra di avere già una buona conoscenza di Hegel, di Schopenhauer, di Nietzsche, di Spengler. Inoltre Cioran comincia ad abbozzare quella critica dell’utopia che poi svilupperà in modi molto più consapevoli.

Fra i motivi di interesse del libro ci sono le considerazioni di Cioran sui movimenti rivoluzionari e sui loro capi: Lenin, Mussolini, Hitler. Il filosofo analizzando l’operato di questi uomini, ne desume un’idea di “collettivismo nazionale” che vorrebbe vedere applicata in Romania. Ovviamente i giudizi che Cioran esprimeva sul comunismo e sul nazifascismo erano assolutamente parziali e poco equilibrati, ma oggi possiamo parlare col “senno del poi”: Trasfigurazione della Romania deve essere letto come la straordinaria testimonianza di un giovane intellettuale militante che riflette sugli avvenimenti politici a lui contemporanei.

Dopo la seconda guerra mondiale Cioran ripudiò le idee nazionaliste della gioventù e talvolta, per far dimenticare il suo passato “xenofobo”, assunse atteggiamenti davvero patetici, dichiarando di “sentirsi ebreo” oppure di “sentirsi ungherese”. Inoltre nel 1990 (cinque anni prima di morire) ripubblicò il pamphlet nazionalista con vistosi tagli nei passi che potevano apparire “razzisti”.

Possiamo augurarci che i lettori del XXI° secolo siano abbastanza maturi per leggere l’edizione integrale del libro proposta in questa traduzione francese, che si segnala anche per la cura nella presentazione del testo. Il volume, infatti, prima della traduzione dell’opera eseguita da Alain Paruit, propone una ricca introduzione sulle vicende biografiche di Cioran, estratti della corrispondenza dello stesso Cioran, una nota di Simone Boué, la compagna del filosofo, e un excursus storico sulla “Legione dell’Arcangelo Michele” e sul suo leader Codreanu. Al termine del volume, infine, c’è una scheda che descrive brevemente personaggi della politica e della cultura rumena che Cioran ha citato nel testo.

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Emil Cioran, Transfiguration de la Roumanie, L’Herne, Paris, 2009, pp.344, € 19,00.

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Michele Fabbri ha scritto il libro di poesie Apocalisse 23 (Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2003). Quella singolare raccolta di versi è stata ristampata più volte ed è stata tradotta in inglese, francese, spagnolo e portoghese. Dell’autore, tuttavia, si sono perse le tracce… www.michelefabbri.wordpress.com
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