Tradizione classica ed era economicistica

L’avvocato Giandomenico Casalino è diventato uno scrittore veramente prolifico (dal 2000, circa un libro l’anno). Filosofo e studioso, dal punto di vista tradizionale, del mondo classico greco-romano, nelle sue dimensioni giuridico-religiose e filosofico-politiche. Ho sempre vivo il ricordo della sua vivacità intellettuale durante il convegno cortonese dedicato alla Tradizione Italica e Romana (1° Marzo 1981, sul quale cfr. “Arthos”, IX-X, 22-24, luglio 1980 – dicembre 1981).

In questo libro l’Autore affronta le tematiche connesse con la crisi di valori originata dall’attuale era economicistica e dal mondialismo, proponendo come soluzione l’adesione ai valori della tradizione classica, soprattutto romana. Un libro simile sarebbe stato impensabile quando era di moda (s)parlare di mito incapacitante. L’esposizione, quasi discorsiva, si riparte fra la filosofia della politica, la filosofia della natura e la filosofia dello spirito.

Nella prima parte, oltre a ricordare gli stretti legami fra l’atto politico e il diritto con il fatto religioso, che caratterizzano la cultura e la società classiche, sono affrontati temi concreti quali la moneta come strumento di diritto sociale, di contro l’uso della stessa come mezzo di sfruttamento e dominazione dei cittadini e della società. Giustamente, poco dopo, all’amorfa società basata su astratte concezioni dell’individuo, contrappone quella basata su comunità concrete. Unica nota stonata, che purtroppo è una costante in Casalino, è costituita dalla solita paginetta antietrusca (p. 21), inserita nell’introduzione, e, sinceramente, se l’avesse evitata ne avrebbe guadagnato tutta la gestione del libro.

Giandomenico Casalino, Il nome segreto di RomaNella seconda parte sono analizzati i rapporti tra etica e genetica, tra vita e morte. Una menzione particolare merita il capitolo dedicato alla “divinità del mondo e la sua coscienza”, dove il nostro afferma che “è necessario ritornare a dare la preminenza alla Sapienza, alla Gnosi, negate dal cristianesimo il quale ha fondato il Sacro, il Divino, sulla fede: bisogna scegliere tra la psichica ed esterioristica fede e la metafisica sapienza” (pp. 116-117).

La terza parte inizia con l’occuparsi di Platone, maestro della Tradizione occidentale, per concludere con un’appendice dedicata al pensiero di Julius Evola, attraversando l’esposizione di aspetti filosofici e/o esoterici legati all’attività cultuale. Non dimenticando il “criterio ermeneutico, dove il colere deos, che è l’osservanza degli obblighi rituali del culto, la pietas, cioè l’attenzione scrupolosa nei confronti dei segni e delle voci che provengono dagli Dèi, tanto non sono categorie autonome e separate dall’essere civis, con tutti i suoi oneri, e dalla esistenza stessa della civitas e dal jus civile che la stessa parola religio”, qualunque sia l’etimologia, “non ha assolutamente il significato, in termini semantici, che ha assunto in seguito con l’avvento del cristianesimo” (pp. 136-137).

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Giandomenico Casalino, Tradizione Classica ed era economicistica. Idee per la visione del mondo, Icaro, Lecce 2006, pp. 192, € 14,00; questa recensione è stata originariamente pubblicata in “La Cittadella”, VII, n. s., n° 26,apr.-giu. 2007, pp. 103-104.

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Nato a Prato nel 1953. Collabora alle seguenti riviste di studi storici e tradizionali: Arthos; La Cittadella; Vie della Tradizione; ha collaborato a Convivium ed a Mos Maiorum. Socio della Società Pratese di Storia Patria; dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri e del Centro Camuno di Studi Preistorici. E' stato tra i Fondatori del Gruppo Archeologico Carmignanese.

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