Teoria dei chakra

John Mumford, Manuale dei chakra e della kundalini

La via spirituale dei nostri giorni consiste nello sviluppare i centri vitali-spirituali che sono disposti lungo la colonna vertebrali, quelli che gli Hindu chiamano i Chakra.

Il chakra è un centro che irradia luce e energia. La tradizione li descrive come ruote dai molteplici raggi o anche come fiori che si schiudono.

Ai chakra si associano simboli divini, suoni. Attivando i chakra il corpo umano diventa la porta attraverso la quale si manifestano nel mondo fisico quelle energie primordiali che reggono il cosmo.

I chakra reggono anche la salute fisica e le capacità intellettive dell’essere umano individuale. L’irradiazione dei chakra fa risplendere l’Aura che avvolge il corpo umano.

La via dell’uomo occidentale consiste nel comprendere in che modo i suoi chakra si attivano, cominciano a roteare e a irradiare luce.

Molte descrizioni dei chakra sono barocche, piene di riferimenti esotici. Come in una jungla lussureggiante, il discepolo deve muoversi evitando di smarrire il sentiero giusto. L’obiettivo principale però è capire in che modo i chakra agiscono nella corporeità sottile dell’uomo: i chakra sono come chiavi. Dunque quali stanze aprono? Quali energie attivano e quali conoscenze concedono?

Nei tempi più antichi le forze divine che reggono il cosmo si manifestavano nel cosmo esteriore, nella stessa natura che appariva incantata e ripiena di spirito.

Gabriella Cella Al-Chamali, Chakra. Centri sottili dell'energia vitale

Nel corso della evoluzione umana, il rapporto con queste forze è cambiato: esse non si percepiscono più o non tanto nel cielo stellato, nel mare in tempesta, nella terra feconda, nel vento; ma appunto cominciano ad essere avvertite più profondamente nei chakra. Come dire: nella interiorità umana.

L’uomo diventa ripieno di Dei, così come in tempi arcaici la Natura era piena di forze divine, prima che gli oracoli ammutolissero e la voce di Pan smettesse di risuonare nel vento.

Questo grande cambiamento si verifica simultaneamente in Oriente e in Occidente: in Oriente compare lo Yoga, che concentra l’asceta nella luce della consapevolezza interiore. E appaiono i testi dottrinali dello Yoga Tantrico che mostrano come si distribuiscono lungo i chakra quelle forze divine che prima si percepivano nella natura incantata:

Bhrama, il dio creatore della materia, nel chakra più basso, nel punto di congiunzione delle gambe.

Vishnu, il dio conservatore dell’ordine cosmico, nel chakra dei genitali, laddove il fluido spermatico rinnova la vita.

Rudra, il dio distruttore, all’altezza del chakra dello stomaco, dove il fuoco del metabolismo brucia gli alimenti trasformandoli in energie per il corpo fisico.

L’Ista Devata, ovvero la divinità personale, alla quale il fedele si rivolge con un moto ardente di devozione e di assoluta identificazione, ovviamente nel chakra del cuore, la parte più intima della personalità umana.

Shiva nelle sue forme sempre più metafisiche nei tre chakra superiori della gola, della fronte e del capo, laddove per l’orientale si realizzano condizioni sempre più alte e consapevoli di unione con il Divino, al di là di ogni apparenza terrena.

Anche in Occidente, parallelamente, si sviluppa la scienza ermetica: quella scienza che poi si è tramandata come Alchimia, che collega gli stessi centri vitali ai nomi dei sette spiriti planetari, ovvero agli antichi Dei.

Alla sommità del capo: Saturno.

Al centro della fronte: Giove.

All’altezza della gola: Marte.

Al centro del cuore: Sole-Apollo.

Al centro dello stomaco: Venere.

Al centro dei genitali: Mercurio.

Al centro basale: Luna.

Nella astrologia questi “pianeti” hanno conservato traccia della loro potenza originaria. Quando ad esempio si parla di influsso di Giove, di passaggio del Sole in un segno, di congiunzione di Venere con altri pianeti. Nello sviluppo dei chakra si tratta di vivere dentro di sé le forze che sono collegate a questi pianeti, di farle proprie e di esprimerle nel corso della propria esistenza terrena, allor quando vi sia l’esigenza.

In tal modo ciò che prima si squadernava nell’universo intero e nella natura incantata, ora si concentra nella figura dell’uomo. Tutte le forze confluiscono dentro lui, sol che egli sappia riconoscerle permettendo ad esse di esprimersi.

Judith Anodea, Il libro dei Chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia

Gli uomini arcaici percepivano forze divine nella luce del giorno e nella tenebra avvolgente della notte, nel vento, nella potenza delle tempeste e delle onde. I loro sensi percepivano le realtà fisiche e nello stesso tempo la loro immaginazione coglieva l’elemento animico che si celava dietro queste realtà. Un po’ come quando noi vediamo una persona arrossire in volto e cerchiamo di comprendere lo stato d’animo che è alla radice di quella variazione sanguigna.

Il graduale sviluppo dell’intelletto, nell’epoca in cui in Occidente  sorsero le civiltà della Grecia e di Roma, distaccò l’uomo dalla percezione di queste potenze profonde del cosmo.

Mano a mano che l’intelletto logico prendeva il sopravvento sulla immaginazione creatrice di miti, e i filosofi si sostituivano ai poeti, le immagini possenti degli Dei, con la loro splendida corporeità eterica, svanivano: diventavano astrazioni, simboli di concetti astratti. Alla fine tendevano accorparsi in un’unica realtà indistinta. Ecco nascere il monoteismo.

La psiche dell’uomo arcaico percepiva tante immagini di Dei. La mente dell’uomo antico coglie il Divino Unico. Presso le genti del Nord era il Sole ad essere il simbolo fisico di questa Divinità che tutto abbraccia ed include in sé, presso le genti del deserto era la Luna. Il Pantheon a Roma, la Cupola della Moschea nei deserti simboleggiano queste due diversi punti di vista.

Parallelamente avvenivano due processi: nel mondo esterno e nel mondo interno. Il mondo esterno appariva dominato da un’Unica Divinità, nel mondo interiore invece si sviluppava la sfera della individualità, la coscienza interiore che si afferma sulle altre potenze dell’anima.

Nei tempi antichi l’Oracolo del Dio Apollo ammoniva i devoti con la formula “Conosci te stesso”. Questa formula della conoscenza di sé sarebbe divenuta la massima fondamentale di Socrate e dei filosofi stoici; in Oriente la consapevolezza interiore era  l’obiettivo fondamentale dello yogin indiano come del taoista e del confuciano in Cina.

In seguito, quando ai filosofi succedono gli scienziati della natura il cui unico criterio di conoscenza è il pesabile-numerabile-misurabile,la stessa percezione del Dio Unico Onnipotente si offusca. Ora è l’individuo umano che sperimenta la solitudine cosmica, esiliato nel mondo della materia senza l’aiuto diretto – se non in casi eccezionali – delle potenze superiori. Così al monoteismo succede l’ateismo, che ha anche esso una sua giustificazione del divenire spirituale dell’uomo.

Ma gli antichi Dei si erano occultati nel corpo umano. Nascosti nell’inconscio dell’uomo essi ancora agiscono. Per risvegliarne in maniera calma ed equilibrata la potenza occorre sviluppare i Chakra: il loro movimento rotatorio sprigiona un vortice di luce che consente alle forze creatrici divine di manifestarsi a nuovo nel mondo attraverso l’azione cosciente dell’uomo.

4 Responses

  1. Paolo
    | Rispondi

    Ottimo questo articolo! Mi piace soprattutto per la comparazione fra Occidente e Oriente e per la sua progressione diacronica del rapporto fra Uomo e Ambiente circostante. Vorrei farvi una domanda sullo stato generale delle scuole che insegnano le discipline che si rifanno al mondo della Tradizione.

    1) Nel sito non ho trovato accenni alle arti marziali. Mi piacerebbe sapere se credete che possano esserci OGGI delle scuole serie di formazione al contempo marziale e spirituale.

    2) A proposito dello Yoga Tantrico, esistono in generale delle scuole che insegnano la pratica secondo la via tradizionale?

    Spero di essermi spiegato bene; il mio dubbio infatti è che queste discipline si insegnino seguendo logiche troppo moderne, e inevitabilmente troppo commerciali.

    Grazie mille

  2. Ammonio Italico
    | Rispondi

    Pratico da anni arti marziali, ma per la verità quello che si trova di connesessione con lo spirituale, in sostanza non è molto.

    Mi spiego, già è difficile trovare strutture davvero tradizionali di insegnamento… solo ora, dopo decenni di Cangelosi e Guidotti che hanno divulgato cazzate o scopiazzato dai video di maestri d'oltre oceano, si comincia ad inseganre il kung fu tradizionale nel vero senso della parola.

    Comunque queste discipline marziali, non vanno oltre il piano del qi kong, ammesso che si insegni, e che quello che viene insegnato sia regolare e non deformato.

    E certo sarebbe già moltissimo! Ma bisogna farsi poche illusioni. il qi kong è anche etimologicamente parallelo al pranayama induisita e il suo ambito di azione pertiene più al piano animico che a quello spirituale propriamente detto.Ma ripeto sarebbe già tantissimo.

    Pochi però sono ingrado di inseganre certe cose: sta a te, se sei capace, ricercare il contenuto ed andare oltre la "forma" e trovare anche dietro ad un movimento fisico qualcosa che c'è, ma che pochi ormai si sentono di dire. Molti non sanno, e negano; altri sanno di non sapere quello che sapevano i loro predecessori e si vergognano, e sorvolano. Poi c'è la razza peggiore: i mistificatori, in genere sono occidentali, millantano poteri energetici di cui non danno mai prova, si circondano di un alone di misticismo e vantano trasmissioni segrete da maestri orientali, di cui però non forniscono mai il nome.

    Perfino dei testi importanti oggi non si trovano più. "Kuji Kiri, magia segreta dei ninja", di Abietti, parlava della tradizione dello shugendo giapponese e delle sue tecniche di potere. oggi non si stampa più. peccato.

    Se ti interessa ci sono comunque ancora buone pubblicazioni sulle arti marziali che ti danno alcuni strumenti per capire certi simbolismi e aspetti "interni". Sono abbastanza seri i testi Yang Jwing Ming sul chi kung, sulle sue relazioni con il taosimo e il buddhismo.

    Il mio consiglio è di studiare con un maestro che ti dia un programma tradizionale e anche ti permetta di seguire un lavoro interno, possibile anche per chi studia stili esterni almeno nel kung fu. Ma certe esperienze devi poterle trovare da te, perchè oggi è sempre più difficile. Sicuramente sono molto indicati stili interni come Pa Kua e Xing Yi. ottimo il Tai chi ma la sua versione moderna (che è quasi l'unica diffusa oggi) è molto lontana dall'essere sia un buon sistema marziale che un buon sistema esoterico.

    Yoga tantrico: dovresti distinguere tra buddhista e induisita. Il secondo non te lo consiglio. In questo ambito devi ricevere una iniziazione per praticare, e attualmente non ci sono in Europa maestri qualificati di una qualche corrente tantrica shivata o altro. Forse qualcuno ne conosco, ma so per certo non dà iniziazioni.

    Sicuramente la via più percorribile è quella del tantra buddhista: dei Lama qualificati ce ne sono ancora, anche se i grandi praticanti vanno morendo essendo ormai molto anziani. Ma attualmente ci sono dei centri in Europa in cui si danno iniziazioni vajrayana con un certa frequenza e si può praticare sotto la guida dei lama. E' l'unico (o quasi) modo per avere trasmissione di insegnamenti regolari, autentici e tradizionali della via tantrica.

  3. Raffaele Giordano
    | Rispondi

    SICNORI E SIGNORE SONO SEMPRE NELL'ATTENZIONE CONTEMPLATIVA!!!!!

    R.G.

  4. Raffaele Giordano
    | Rispondi

    Grazie per il tuo commento! E' stato sinora "cancellato" quasi sempre nella coda di moderazione!

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