<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:coop="http://www.google.com/coop/namespace"
	>

<channel>
	<title>Centro Studi La Runa &#187; Wewelsburg</title>
	<atom:link href="http://www.centrostudilaruna.it/tag/wewelsburg/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.centrostudilaruna.it</link>
	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 15:49:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il neopaganesimo di Otto Rahn</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/il-neopaganesimo-di-otto-rahn.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/il-neopaganesimo-di-otto-rahn.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 08:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Leonello Rimbotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900-1939]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Catari]]></category>
		<category><![CDATA[catarismo]]></category>
		<category><![CDATA[crociata]]></category>
		<category><![CDATA[endura]]></category>
		<category><![CDATA[graal]]></category>
		<category><![CDATA[Hans-Jürgen Lange]]></category>
		<category><![CDATA[Himmler]]></category>
		<category><![CDATA[Kurt Eggers]]></category>
		<category><![CDATA[Montségur]]></category>
		<category><![CDATA[ordine]]></category>
		<category><![CDATA[Otto Rahn]]></category>
		<category><![CDATA[SS]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Reich]]></category>
		<category><![CDATA[Wewelsburg]]></category>
		<category><![CDATA[Wiligut]]></category>
		<category><![CDATA[Wolfram von Eschenbach]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=7616</guid>
		<description><![CDATA[Il libro di Hans-Jürgen Lange 'Otto Rahn e la ricerca del Graal', a differenza di altri usciti anni fa sul medesimo argomento, si segnala per serietà e credibilità storiografica. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-neopaganesimo-di-otto-rahn.html' addthis:title='Il neopaganesimo di Otto Rahn '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><div id="attachment_8318" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><img class="size-full wp-image-8318" title="Otto Rahn (Michelstadt, 18 febbraio 1904 – Söll, 13 marzo 1939)" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/rahn.jpg" alt="Otto Rahn (Michelstadt, 18 febbraio 1904 – Söll, 13 marzo 1939)" width="180" height="239" /><p class="wp-caption-text">Otto Rahn (Michelstadt, 18 febbraio 1904 – Söll, 13 marzo 1939)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il caso di Otto Rahn è ormai noto: è la storia di un giovane romantico, che insegue un sogno. Un giorno entra in contatto con un potere sensibile al mito – il Terzo Reich -, che lo lancia e lo valorizza: ciò che presto lo porta a credersi una specie di nuovo cavaliere templare. Il mito del Graal, quello di una società di puri e di idealisti, di un regno dello spirito, popolava il suo immaginario. Certo del legame storico tra l’eresia dei Catari e la poesia dei trovatori medievali, l’una è l’altra viste come sopravvivenza pagana sotto la scorza del cristianesimo ufficiale, Rahn si convinse che il fulcro di questa cultura si fosse trovato un tempo nel castello provenzale di Montségur, alle pendici dei Pirenei. Proprio il luogo dove, nel 1244, avvenne il finale sterminio dei Catari da parte della Chiesa. In questa zona, intorno al 1929, Rahn svolse ricerce, percorse grotte e camminamenti, rintracciò graffiti e interpretò <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simboli</a> arcani. Alla fine raccolse il tutto e scrisse il celebre libro <em>Crociata contro il Graal</em>, pubblicato nel 1933. L’incontro fatale con Himmler, anch’egli interessato alla storia delle eresie e all’universo dei <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simboli</a> pre-cristiani, il pronto arruolamento e la rapida ascesa nelle SS, portarono però Rahn a inciampare nel suo piccolo-grande segreto. Sembra infatti che una mal vissuta omosessualità sia stata all’origine delle sue dimissioni dall’Ordine Nero nel 1938 e infine del suo suicidio, avvenuto per congelamento tra le montagne del Tirolo, nel marzo del 1939. Rahn rimase vittima di un trauma, per esser stato coinvolto in un piccolo scandalo omoerotico? Non resse il clima ideologico delle SS? Venne forse spinto a quel gesto? O ci arrivò da solo, per evitare l’isolamento sociale e magari la persecuzione?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aseq.it/otto-rahn-e-la-ricerca-del-graal.html" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8319" style="margin: 10px;" title="lange-rahn" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lange-rahn-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>A queste domande cerca di fornire riposta un testo molto buono, da poco tradotto in italiano dalle Edizioni Settimo Sigillo: <a title="Otto Rahn e la ricerca del Graal" href="http://www.aseq.it/otto-rahn-e-la-ricerca-del-graal.html" target="_blank"><em>Otto Rahn e la ricerca del Graal</em></a>. Biografia e fonti, di Hans-Jürgen Lange. Diciamo subito che questo libro, a differenza di altri usciti anni fa sul medesimo argomento, si segnala per serietà e credibilità storiografica. Una volta tanto, la materia viene lavorata non dal dilettante, ma dallo studioso. E a parlare non sono le sparate a sensazione, ma i documenti. Lange infatti dedica un’intera sezione del suo libro all’interessante e in gran parte inedita documentazione rinvenuta in vari archivi tedeschi. Eloquente quella relativa alla corrispondenza tra Rahn e lo scrittore Albert Rausch prima del 1933, in cui, insieme alla passione per il santo Graal, traspaiono chiari cenni all’omosessualità del giovane intellettuale. Inoltre, viene presentato al lettore italiano un <em>corpus</em> di lettere, appunti, lavori radiofonici, comunicazioni di Rahn con lo studioso Antonin Gadal, con le SS, con Himmler in persona e con Wiligut, il bizzarro collaboratore austriaco del <em>Reichsführer</em> in materia di esoterismo.</p>
<div id="attachment_8320" class="wp-caption alignright" style="width: 269px"><img class="size-full wp-image-8320" title="Castello di Montségur" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/montsegur.jpeg" alt="Castello di Montségur" width="259" height="194" /><p class="wp-caption-text">Castello di Montségur</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’idea centrale da cui Rahn era tutto pervaso sin giovane era che l’eresia catara fosse un giacimento culturale risalente all’epoca pagana e che nella sua teologia nascondesse rimandi ai saperi sacrali pre-cristiani. Questo assunto, per la verità, è stato da tempo smentito in sede storica e lo stesso Lange non mostra di tenerlo in gran conto. Il catarismo era un’eresia manichea tutta incentrata sul rifiuto del mondo, sul disprezzo del corpo, sulla negazione della fertilità del matrimonio: una teologia cupa, che metteva l’uomo nella disperante condizione di vivere la vita con un senso di ostilità, solo aspirando alla morte liberatrice, ricercata volontariamente nel suicidio rituale chiamato <em>endura</em>. Come si vede, si tratta dell’esatto contrario dell’antico paganesimo, sia il greco-romano che il nordico, che al contrario attribuiva alla bellezza del corpo, alla vita, alla figura umana e alla discendenza nobilitazioni di sacra potenza. Tuttavia, qualcosa di pagano certamente filtrò presso quegli eretici: la loro quasi sicura provenienza orientale – identificata con il “bogomilismo” &#8211; unitamente a tratti di neo-platonismo, si intrecciava alla concezione manichea di una costante lotta cosmica tra i principi luminosi del bene e quelli tenebrosi del male. E di queste speculazioni era ricolma l’antica mitologia europea. Tutto preso dall’idea di essere stato eletto dal destino per portare al mondo la sua rivelazione, Rahn si diceva un predestinato. E dall’aver frequentato da ragazzo la zona di Ketzerbach (il “torrente dei Catari”) nei pressi di Marburgo, egli traeva sicuri indizi della sua missione: doveva rivelare ciò che la Chiesa aveva occultato, cioè il legame tra i catari e il paganesimo e quello tra gli eretici e i poeti trovatori del <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo/">medioevo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/parzival/9773" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8317" style="margin: 10px;" title="parzival" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/parzival1.jpg" alt="" width="185" height="300" /></a>Rahn vedeva in Wolfram von Eschenbach, il famoso poeta cortese autore del <a title="Parzival" href="http://www.libriefilm.com/parzival/9773"><em>Parzival</em></a>, il terminale di una tradizione che si sarebbe tramandata dai Catari sino in Germania, diventando il patrimonio della cultura europea duecentesca, incentrata sull’asse provenzale-germanico. La stessa etimologia di Wolfram – argomentava Rahn – rimandava a quella di Trencavel, nome di una nobile famiglia della Linguadoca. Attraverso questi sottili legami, insomma, sarebbe avvenuto quel <em>transfert</em> culturale che aveva costruito nel cuore dell’Europa cristiana un’<em>enclave</em> neopagana, alla fine distrutta dalla crociata albigese guidata dalla Chiesa. Non è tanto l’entrare nel merito della questione, che qui ci interessa. La stessa nascita della poesia italiana in Sicilia e in Toscana, del resto, è stata da più parti giudicata come il frutto di legami europei che avevano al loro centro la Provenza, i suoi miti cavallereschi, il perdurare di tradizioni pagane <em>sub specie cristiana</em>. Ciò che interessa è invece verificare che la figura storica di quel singolare ricercatore che fu Rahn ha un suo spessore. Troppo spesso affidato a ricostruzioni improvvisate, infatti, Rahn si presenta come un intellettuale impegnato nella lotta per l’identità europea, ricco di spunti e non di rado affascinante. La sua è piuttosto una metastoria, una cripto-teologia, e non importa molto che venga o meno confermata dai fatti. Egli si muove nell’ambito della cerca mitica. E il mito ha bisogno di un alone di mistero. Lo sforzo di Rahn era quello di uscire dal dogma e di agitare un mito europeo. Di qui la sua rielaborazione della figura di Lucifero, l’angelo caduto, rivalutato ad annunciatore di un mondo buono fatto di luce: «Che cos’è Graal? Graal è la terra della luce, della purezza. Graal è il sogno più profondo dell’anima umana, che dalle angustie terrene aspira alla perfezione immacolata», scrive Lange.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.uscocchia.org/esoterismo-spiritualismo/40-crociata-contro-il-graal.html" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8316" style="margin: 10px;" title="crociata-contro-il-graal" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/crociata-contro-il-graal.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>E lo stesso Lange ricorda come, secondo Rahn, il Graal non fosse una coppa, ma piuttosto la pietra lucente che Lucifero recava sulla fronte, <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> di purezza, di una ricerca che in antico si era espressa con l’immagine del Vello d’oro: qualcosa che solo a pochi eletti toccava in sorte di raggiungere. Rahn sosteneva che fu il trovatore Guiot di Provins a passare a Wolfram il tema di Parzival e quindi a dare vita a questo complesso poetico che sfuggiva alla teologia cristiana, presentandosi come un sapere alternativo. Un sapere arcaicissimo. Lange scrive assai bene che l’origine iranica della saga di Parsifal, intuita da Rahn, è stata recentemente comprovata dagli studiosi: ecco che dunque un concatenamento con il catarismo diverrebbe più credibile, dato che anche a quest’ultimo si danno origini legate all’Oriente. Rahn lavorava dunque su materiali mitici, ma non irrealistici. Tanto bastò per far drizzare le antenne a Himmler, avido di qualunque cosa richiamasse l’idea di “purezza” e di “elezione”, e che come capo delle SS andava setacciando ovunque nel mondo ogni sorta di tradizione arcaica, per vedere se non celasse tracce di antica sapienza ariana. Il contatto fu presto stabilito. Nel marzo del 1936 Rahn viene arruolato nelle SS col grado di <em>Unterscharführer</em> e subito entra nell’<em>entourage</em> di Himmler, per il quale compie ricerche genealogiche. È da notare che Rahn, che oggi spesso viene presentato come “nazista per caso” o peggio niente affatto nazista, ci tenne a far sapere che, quando era in Francia negli anni Venti, aveva compiuto studi che andavano nel senso dell’ideologia nazionalsocialista, prima ancora di sapere che la NSDAP esistesse: presentava se stesso come un precursore. Rahn era amico di Hans Peter des Coudres, curatore della biblioteca del “santuario” nazista di Wewelsburg, era in rapporti stretti con Kurt Eggers, editorialista dello “Schwarze Korps”, la rivista ufficiale delle SS, riceveva favorevoli recensioni da parte di Hermann Keyserling, famoso intellettuale vicino al regime, lavorava fianco a fianco con Wiligut, lo studioso di runologia e ideologo radicale dell’esoterismo nordicista, e alla fine venne promosso a <em>Untersturmführer</em>. Si può dire dunque che fosse perfettamente inserito nel sistema ideologico e di potere del Terzo Reich. Nel 1937 venne degradato per una storia tra omosessuali e temporaneamente spedito a Dachau per “rieducarsi”: doveva semplicemente addestrare le reclute. Presto reintegrato nei ranghi, Rahn entrò in una spirale psicotica. Cominciò a riempirsi di paure e di dubbi, gli cedettero i nervi: «egli stesso sapeva di non essere adeguato alle alte esigenze morali di questo Ordine a causa della sua omosessualità», commenta Lange. Chiese e ottenne le dimissioni dalle SS nel febbraio 1939, e nel marzo fu trovato morto tra i monti tirolesi. Ma nella sua biografia rimangono zone grigie. Non sappiamo veramente come andò il finale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.orionlibri.com/index.php?page=showbyid&amp;idn=975" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8315" style="margin: 10px;" title="la-corte-di-lucifero" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-corte-di-lucifero.jpg" alt="" width="200" height="283" /></a>Ciò che viene chiarito è invece il forte attaccamento di Rahn per il mondo delle SS, in cui vedeva una specie di Ordine neo-medievale che gli appariva ideale per assecondare il suo disegno ideologico. La riedizione del suo libro del 1937 <a title="La corte di Lucifero" href="http://www.orionlibri.com/index.php?page=showbyid&amp;idn=975"><em>La corte di Lucifero</em> </a>– una sorta di viaggio europeo alla ricerca di testimonianze pagane – venne sollecitata dalle SS ancora nel 1943 in quanto testo ideologicamente importante ed ebbe vasto successo negli ambienti del radicalismo nordicista. E il suo suicidio venne celebrato dalle SS come un esempio di fedeltà nibelungica al senso germanico dell’onore. Lo stesso Karl Wolff, braccio destro di Himmler, vergò l’annuncio mortuario. Lange riporta che qualcuno ha testimoniato, molti anni dopo, che a Rahn fu lasciata la decisione tra il suicidio con onore e il campo di concentramento. Può essere. Pare però discutibile che il regime si volesse sbarazzare di un valido intellettuale ben allineato, solo per una piccola storia omosessuale, facilmente tacitabile. A certi livelli, si sa, le cose si accomodano. Non sarebbe stata la prima volta. Fu lo stesso Ordine Nero a dare disposizione che non si parlasse più delle debolezze di Rahn, ma solo del suo valore di studioso&#8230; Per altro, crediamo che le SS avessero i mezzi per mettere a tacere lo scandalo, se mai scandalo ci fu. Probabilmente, si è più vicini al vero se si ipotizza un crollo caratteriale: Rahn era un emotivo, forse – almeno da quanto si legge nella sua corrispondenza – anche un po’ immaturo e insicuro&#8230; un carattere diciamo non proprio adattissimo a stare nei ranghi delle SS. Alle quali teneva molto. Lo scrisse lui stesso direttamente a Himmler nel 1937: «Farò di tutto, nello svolgimento dei miei doveri in modo impeccabile&#8230; per riscattare, almeno in parte, il mio comportamento lesivo dell’onore delle SS&#8230;». Questa frase è una spia: sarà stato proprio la delusione inferta a se stesso e all’Ordine Nero a farlo crollare. E dunque possiamo dirlo: Rahn cercò la morte perchè dovette sentirsi colpevole di aver macchiato la purezza del santo Graal.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Linea</em> del 25 ottobre 2009.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-neopaganesimo-di-otto-rahn.html' addthis:title='Il neopaganesimo di Otto Rahn ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/il-neopaganesimo-di-otto-rahn.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[1900-1939]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia contemporanea]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Catari]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[catarismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[crociata]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[endura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[graal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Hans-Jürgen Lange]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Himmler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Kurt Eggers]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Montségur]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[ordine]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Otto Rahn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[SS]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Terzo Reich]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wewelsburg]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wiligut]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wolfram von Eschenbach]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Il magico mistero del nazismo</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/il-magico-mistero-del-nazismo.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/il-magico-mistero-del-nazismo.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:56:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Leonello Rimbotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900-1939]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[Extersteine]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Galli]]></category>
		<category><![CDATA[Goodrick-Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Himmler]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Sanvito]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalsocialismo]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[occultismo]]></category>
		<category><![CDATA[streghe]]></category>
		<category><![CDATA[völkisch]]></category>
		<category><![CDATA[Wewelsburg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=3935</guid>
		<description><![CDATA[La svastica e le streghe di Giorgio Galli ripropone il rimasticamento di considerazioni già esposte più volte da altri circa il fenomeno esoterico all’interno del Nazionalsocialismo, col metodo non esattamente scientifico della “citazione dalla citazione”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-magico-mistero-del-nazismo.html' addthis:title='Il magico mistero del nazismo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><a title="Giorgio Galli" href="http://www.libriefilm.com/category/autori/giorgio-galli"></a><a href="http://www.libriefilm.com/la-svastica-e-le-streghe/6876" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3956" style="margin: 10px;" title="svastica-streghe" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/svastica-streghe.jpg" alt="" width="200" height="290" /></a>Giorgio Galli, il politologo conosciuto soprattutto per il suo libro <a title="Hitler e il nazismo magico" href="http://www.libriefilm.com/hitler-e-il-nazismo-magico/6889"><em>Hitler e il nazismo magico</em></a> (Rizzoli), uscito in prima edizione nel  1989, che è stato uno dei maggiori successi editoriali di saggistica  degli ultimi vent’anni, si confronta di nuovo con l’argomento in gran  voga: i rapporti tra Nazionalsocialismo ed esoterismo. E oggi pubblica  per Hobby&amp;Work un libro-intervista, curato da Luigi Sanvito, che si  intitola <a title="La svastica e le streghe" href="http://www.libriefilm.com/la-svastica-e-le-streghe/6876"><em>La svastica e le streghe. Intervista sul Terzo Reich, la magia  e le culture rimosse dell’Occidente</em></a>. Il titolo, in linea con il  sensazionalismo da rotocalco tipico del <em>bric-a-brac </em>che da anni esce a  getto continuo in materia, non rende giustizia a questa operazione  editoriale. La quale, se non attinge a memorabili vette storiografiche,  per lo meno evita di cadere nell’invenzione oppure nell’occultismo di  maniera.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, si continua a volare abbastanza basso. Lo stesso <a title="Hitler e il nazismo magico" href="http://www.libriefilm.com/hitler-e-il-nazismo-magico/6889"><em>Hitler e il  nazismo magico</em></a>, lo confessiamo, non ci entusiasmò per profondità di  indagine, legandosi a un’attrezzatura scientifica labile e collocandosi  molte lunghezze indietro rispetto, ad esempio, al lavoro scritto nel  1985 da Nicholas Goodrick-Clarke <a title="Le radici occulte del nazismo" href="http://www.libriefilm.com/le-radici-occulte-del-nazismo/6891"><em>Le radici occulte del nazismo</em></a> (tradotto in Italia da Sugarco nel 1993), ben altrimenti documentato.  Vogliamo essere sinceri: questo <a title="La svastica e le streghe" href="http://www.libriefilm.com/la-svastica-e-le-streghe/6876"><em>La svastica e le streghe</em></a> ripropone il  rimasticamento di considerazioni già esposte più volte da altri, ben  prima che Galli iniziasse a interessarsi di questo argomento. Come del  resto nella sua fatica precedente, oggi Galli non propone una sua  compiuta e motivata interpretazione circa il fenomeno esoterico  all’interno del Nazionalsocialismo, limitandosi &#8211; come fece allora &#8211; a  riprendere una serie di spunti da libri precedenti, da decenni noti agli  specialisti e anche ai normali lettori. E procedendo, per di più, col  metodo non esattamente scientifico della “citazione dalla citazione”.  Per esempio, le citazioni di seconda mano da Mosse (che attingeva dai  vari Chamberlain o List o Gobineau), sono ancora presenti imperterrite,  certo utili a soddisfare un’occasionale curiosità del pubblico “grosso”,  ma del tutto inutili all’approfondimento di un tema che, senza nuove  acquisizioni oppure senza nuove interpretazioni, rimane nella condizione  di un decrepito “già detto”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/hitler-e-il-nazismo-magico/6889" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3957" style="margin: 10px;" title="hitler-e-il-nazismo-magico" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/hitler-e-il-nazismo-magico-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a> Come oltre vent’anni fa, Galli ripete, ad esempio, che secondo lui il  momento in cui la vena esoterica nazionalsocialista sarebbe venuta allo  scoperto in vicende di portata storica sarebbe stato il volo di Hess in  Scozia nel 1941. L’abbiamo capito. Ma non abbiamo capito perchè dovrebbe  bastare il fatto che Hess fu affiliato in gioventù alla  Thulegesellschaft e che avesse amici britannici con qualche interesse  esoterico, per concluderne con Galli &#8211; senza portare l’ombra di una  prova &#8211; che si tratterebbe di un avvenimento influenzato  dall’occultismo. Non può bastare.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi fu senza dubbio, nell’ideologia e nella ritualistica  nazionalsocialista (ma non nel campo del decisionismo politico) una  corposa sfera esoterica. Basta dare uno sguardo a quanto scrissero  Rosenberg o Wirth o <a title="Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/">Günther</a>, oppure fare un salto a Wewelsburg o alle  Extersteine. I teorici del mito del sangue che furono attivi durante il  Terzo Reich ebbero alle spalle una lunga e articolata tradizione <em> völkisch</em>, tutta innestata sulla cultura misterica. A titolo di esempio,  ci permettiamo di suggerire a Galli di sfogliare la prima traduzione  italiana della <em>Teozoologia</em> di Jörg Lanz von Liebenfels &#8211; che  certamente già conoscerà nell’edizione originale &#8211; risalente in prima  edizione tedesca al 1905, e recentemente pubblicata dall’Editrice Thule  Italia. Un libro di ariosofia, tipico esempio di quell’occultismo  pre-nazionalsocialista su base razzialista cui lui attribuisce  indimostrabili influenze politiche sul Terzo Reich.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Nazionalsocialismo non vi fu una sfera esoterica che abbia avuto un  qualche ruolo su decisioni di portata politica. Almeno, stando ai  documenti in nostro possesso. E si sa, la storiografia si basa sui  documenti, tutto il resto appartenendo al vasto mondo dell’illazione.  Hitler, come è a ognuno noto, non appena pervenuto al potere, si premurò  di far chiudere all’istante tutti i sodalizi esoterici attivi in  Germania, relegando le speculazioni misteriche, ricorrenti nell’ambiente  vicino a Himmler, nell’ambito delle stravaganze impolitiche, da lui  tollerate solo per personale amicizia verso il capo delle SS. Il Führer,  che in gioventù ebbe documentati contatti con i circoli del  pangermanesimo esoterico, e che incarnava egli stesso aspetti di magismo  “sacerdotale”, già nel <em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/mein-kampf-hitler-adolf-edizioni/libro/9788889515358?a=395521" rel="nofollow" target="_blank">Mein Kampf</a></span></em> condannò come sterili tali cerchie.  Il suo terreno era quello politico, e qui ragionava freddamente,  presentandosi come capo di un moderno partito di massa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma neppure riguardo alle streghe &#8211; l’altro argomento affrontato dal  libro di Galli &#8211; ci pare che si sia colpito nel segno. Galli afferma  che, a suo parere, la secolare persecuzione delle streghe sarebbe stata  una lotta degli uomini, padroni del potere, contro il sesso femminile,  al fine di annientarne la libertà in almeno tre ambiti: «La gestione  femminile del parto, l’uso terapeutico delle erbe, la rivendicazione  esplicita della propria libertà sessuale». Le cose non andarono così. A  dar retta ai maggiori storici mondiali del fenomeno stregonico, la  maggioranza degli individui accusati di stregoneria nel corso di  svariati secoli furono infatti di sesso maschile. Gli “stregoni”, più  ancora delle streghe, furono le vittime di quella lotta ai relitti del  paganesimo pre-cristiano. Nella cultura tradizionalista del mondo  contadino gli oscurantisti cristiani e i primi teorici del pensiero  scientista &#8211; per l’occasione alleati &#8211; videro un tenace nemico pagano da  estirpare, uomo o donna che fosse.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche anno fa, un noto libro di  Luciano Parinetto (<em>Solilunio. Erano donne le streghe?</em>, Pellicani  Editore) si occupò del tema proprio in questo senso, portando cifre e  documenti sostenuti da una ricca mole bibliografica. Eminenti studiosi  come Ginzburg e Monter da gran tempo hanno dimostrato questo dato con  studi scientifici di vasta notorietà: le “streghe” erano donne e uomini,  ma più spesso i secondi delle prime. Eliminare la stregoneria &#8211; con le  sue pagane culture antagoniste: medicina tradizionale, naturalismo  panteista, accesso alla sfera della <em>trance</em>, di antica ascendenza  dionisiaca &#8211; significava per la Chiesa e i suoi alleati sradicare le  ultime tracce di un sapere ostinatamente anti-moderno. E alleato della  Chiesa, in quei secoli, fu per l’appunto il pensiero razionalista,  economicista, infine liberale e progressista, oggi egemone più ancora di  allora. Tutti sanno che Francis Bacon, il padre scientista del moderno  progressismo, era un fanatico nemico della stregoneria e un fautore  della sua repressione. Nessuna fantastica guerra tra i sessi, dunque. Ma  una guerra di sterminio delle ultime resistenze della paganità  tradizionale da parte della Chiesa e degli alfieri della cultura  razionalista e illuminista. Che è poi la medesima cui appartiene Galli,  come apertamente attesta egli stesso nel libro segnalato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Linea </em>del 7 febbraio 2010.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-magico-mistero-del-nazismo.html' addthis:title='Il magico mistero del nazismo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/il-magico-mistero-del-nazismo.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[1900-1939]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia contemporanea]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[esoterismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Extersteine]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[germania]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Giorgio Galli]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Goodrick-Clarke]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Himmler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Hitler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Luigi Sanvito]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nazionalsocialismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nazismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[occultismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[streghe]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[völkisch]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wewelsburg]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Wewelsburg: la fortezza dell&#8217;occulto di Himmler</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg-la-fortezza-dellocculto-di-himmler.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg-la-fortezza-dellocculto-di-himmler.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 10:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence Sudbury</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900-1939]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[paderborn]]></category>
		<category><![CDATA[Reichsführer]]></category>
		<category><![CDATA[Wewelsburg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=994</guid>
		<description><![CDATA[I piani di Heinrich Himmler per rendere la fortezza di Wewelsburg il principale santuario del nazionalsocialismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg-la-fortezza-dellocculto-di-himmler.html' addthis:title='Wewelsburg: la fortezza dell&#8217;occulto di Himmler '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0   14 </xml><![endif]--><!--  --></p>
<div id="attachment_1001" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1001" title="wewelsburg" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg-300x225.jpg" alt="Il castello di Wewelsburg. Veduta aerea" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Il castello di Wewelsburg. Veduta aerea</p></div>
<p style="text-align: justify;">Voci riguardanti il massiccio coinvolgimento di molti gerarchi nazisti in pratiche occultistiche si sono rincorse per decenni, prima e dopo la fine della II Guerra Mondiale, appuntandosi in particolare sul secondo uomo più potente del III Reich, l&#8217;<em>SS-Reichsführer</em> Heinrich Himmler.</p>
<p style="text-align: justify;">Se un luogo in particolare può essere associato alla figura di questo basso e miope impiegato bavarese, così ossessionato dalla cultura misterica da ritenersi, secondo alcuni, la reincarnazione di Enrico di Svevia e così ferocemente convinto della necessità di sterminare le &#8220;razze inferiori&#8221; da venir definito dagli alleati il &#8220;ragioniere della morte&#8221; (in realtà, pur lavorando dopo la Prima Guerra Mondiale come contabile in una fabbrica di fertilizzanti, Himmler non era affatto un ragioniere, ma un laureato in agraria)<a name="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a>, questo luogo è uno strano castello del XVII secolo situato presso  Büren, in Nord Reno-Westfalia, che, nei sogni del  <em>Reichsführer</em> avrebbe dovuto diventare il centro del mondo: Wewelsburg.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché Himmler volle legare indissolubilmente il proprio nome a questo luogo, facendone il cuore della mistica delle &#8220;sue&#8221; SS? Alcuni hanno ritenuto che la ragione fosse il suo riconoscimento della zona del castello come incrocio e snodo fondamentale di linee energetiche sotterranee (che aveva imparato a conoscere durante le sue frequentazioni giovanili della Società Thule<a name="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a>), altri che la Torre Nord del castello fosse un potente ricettacolo di energie magiche, indispensabili ai bizzarri rituali dei culti misterici nazisti<a name="_ftnref3" href="#_ftn3">[3]</a>. Molto probabilmente la realtà è molto più prosaica, anche se non meno &#8220;particolare&#8221;. La Westfalia era uno dei cuori storici della Germania, la terra di &#8220;Hermann e Widukind&#8221; come Himmler stesso affermò, e, di conseguenza, si prestava perfettamente al posizionamento del centro della rete delle SS. Il  <em>Reichsführer</em> aveva già opzionato altri due castelli nella regione prima di imbattersi, il 3 novembre 1933, durante un tour propagandistico, in Wewelsburg ed &#8220;innamorarsene&#8221; seduta stante: nell&#8217;agosto 1934, una volta consolidato il potere nazista nel Reich, il Comando Centrale delle SS affittò per 100 anni l&#8217;edificio dal Distretto di Büren per la somma nominale di un <em>Reichsmark</em> all&#8217;anno.</p>
<div id="attachment_1002" class="wp-caption alignright" style="width: 247px"><img class="size-medium wp-image-1002" title="wewelsburg2" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg2-237x300.jpg" alt="Wewelsburg. La cripta." width="237" height="300" /><p class="wp-caption-text">Wewelsburg. La cripta.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Indubbiamente, Wewelsburg aveva molti elementi che potevano &#8220;risuonare&#8221; nell&#8217;animo di Himmler. Era stato costruito originariamente tra il 1603 e il 1609, in stile &#8220;Weser-Renaissance&#8221;, come residenza secondaria del Principe-Vescovo di Paderborn, sul luogo di un precedente maniero sassone, a sua volta edificato sopra un terreno di sepoltura dell&#8217;età della pietra (periodo neanderthaliano) e su un villaggio dell&#8217;età del bronzo. Durante il XVII secolo, il castello aveva avuto un ruolo chiave nella caccia alle streghe che aveva insanguinato i territori cattolici: centinaia di &#8220;streghe&#8221; locali erano state imprigionate, torturate e condannate a morte nelle sue segrete. Anche la zona circostante era ricca di significati storici: nei pressi del maniero si estendeva la Foresta di Teutoburgo, il luogo mitico in cui si riteneva che le tribù germaniche avessero sconfitto le legioni romane di Varo, definendo il confine imperituro tra Germania e Impero e, a poche miglia di distanza, sorgeva Externsteine, la formazione rocciosa utilizzata come luogo di culto pre-cristiano fin dal neolitico (la <em>Ahnenerbe</em> tenterà a lungo, attraverso scavi, per lo più infruttuosi, di provare che tale luogo fosse il centro di una avanzata cultura germanica perduta)<a name="_ftnref4" href="#_ftn4">[4]</a>. Insomma, storia e mito avvolgevano il castello e ciò non poteva che colpire lo spirito di Himmler, pieno di fantasie &#8220;romantico-misteriche&#8221; in netto contrasto con la sua immagine pubblica di freddo burocrate, che gli aveva fatto rapidamente scalare la gerarchia dell&#8217;NSDAP.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<em>imprinting</em> di questa specie di &#8220;doppia personalità&#8221; risulta piuttosto evidente nella fisionomia che egli volle imprimere, una volta diventato <em>SS-Reichsführer</em> (20 gennaio 1929), alle <em>Schutzstaffel</em>. Nate come squadre speciali di protezione per i leader del partito, Himmler pianificò di trasformarle in una sorta di &#8220;ordine cavalleresco&#8221;, una <em>élite</em> razziale che doveva emulare le gesta dell&#8217;antica casta guerriera ariana, così come dei Cavalieri Teutonici medievali e dei Templari.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, sotto Himmler, vennero stabilite nuove durissime regole di reclutamento, secondo le quali solo chi potesse dimostrare una purezza razziale risalente almeno al 1800 (per gli ufficiali al 1750) per sé stesso e per ogni membro della propria famiglia poteva essere ammesso all&#8217;ingresso nell&#8217;&#8221;<em>élite</em> guerriera del Reich&#8221;<a name="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a>.</p>
<div id="attachment_1003" class="wp-caption alignleft" style="width: 246px"><img class="size-medium wp-image-1003" title="wewelsburg2a" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg2a-236x300.jpg" alt="Wewelsburg. La sala degli Obergruppenführer" width="236" height="300" /><p class="wp-caption-text">Wewelsburg. La sala degli Obergruppenführer</p></div>
<p style="text-align: justify;">In tempo di pace le SS dovevano fungere da corpo di sicurezza interna, responsabile dell&#8217;esecuzione dei piani del <em>Führer</em> per la &#8220;nuova Germania&#8221;, e da linea avanzata della purificazione della razza, mentre in guerra dovevano agire con fanatica ferocia (la cosiddetta &#8220;obbedienza cadaverica&#8221;) per difendere i confini del Reich. Inoltre, le SS era anche il mezzo scelto da Himmler per portare a termine un progetto persino più ambizioso: come Hitler e il partito nazista dovevano rimpiazzare la Chiesa nel culto dei tedeschi, così Himmler sognava di soppiantare il cristianesimo con una nuova <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> di stato pseudo-pagana, basata su una visione idealizzata della cultura preistorica germanica e sull&#8217;enfasi sulla purezza razziale e la innata superiorità del popolo tedesco. L&#8217;<em>SS-Reichsführer</em> vedeva nelle SS una sorta di avanguardia ideologica di questa nuova <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> e uno strumento con cui indottrinare il popolo tedesco nel nuovo credo. In questa stessa ottica, in aggiunta alle &#8220;feste del partito&#8221; (l&#8217;anniversario del <em>Putsch</em> di Monaco e il compleanno del <em>Führer</em>), Himmler stabilì festività legate ai solstizi d&#8217;estate e d&#8217;inverno, in cui elementi rituali pagani relativi al culto del sole e della natura giocavano un ruolo fondamentale, così come fondamentale era la massiccia presenza di SS in qualità di celebranti e accoliti. Gli ufficiali delle SS dovevano addirittura sposarsi e far battezzare i loro figli in cerimonie di carattere chiaramente pagano, molte delle quali celebrate a Wewelsburg sotto la direzione di Himmler stesso o del suo &#8220;mago personale&#8221; Karl Maria Wiligut<a name="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Già da questi elementi possiamo ben comprendere quanto centrale fosse, nei piani politici (a tratti piuttosto deliranti) del <em>Reichsführer</em>, il ruolo del maniero renano.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando, nel 1934, le SS ne presero possesso, il castello era stato lasciato in stato di semi-rovina per parecchi anni e Himmler commissionò un enorme programma di ricostruzione e ristrutturazione. Sembra che inizialmente egli fosse intenzionato a rendere Wewelsburg una &#8220;Scuola di Stato per i Leader delle SS&#8221;, praticamente un collegio per l&#8217;&#8221;educazione ideologica&#8221; degli ufficiali, sotto la supervisione dell&#8217;Ufficio per la Razza, e, a Norimberga, al termine della guerra, l&#8217;<em>SS-Brigadeführer</em> Walter Schellenberg testimoniò di un impressionante <em>curriculum </em>di studi per i &#8220;cadetti&#8221;, che includeva allenamento spirituale, esercizi di meditazione e, soprattutto, martellante inculcamento di una &#8220;corretta ideologia&#8221;. Ben presto, però, questo progetto, in fondo piuttosto modesto, lasciò il posto ad una visione molto più grande: nel febbraio 1935 il &#8220;progetto Wewelsburg&#8221; fu preso in mano direttamente dallo staff di Himmler, che aveva cominciato a vedere il castello come sede di un Alto Ordine Cavalleresco, a metà strada tra Camelot e Marienburg, capace di custodire questo luogo come sacro centro spirituale del mondo ariano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il centro della &#8220;nuova civiltà&#8221; doveva essere all&#8217;altezza del suo compito e per questo Himmler stanziò per il suo grandioso piano la incredibile cifra di 250 milioni di <em>Reichsmark</em>: la ristrutturazione del castello era solo l&#8217;inizio, dal momento che il progetto definitivo includeva l&#8217;inglobamento del vicino villaggio di Wewelsburg (i cui abitanti dovevano essere spostati in un nuovo &#8220;villaggio modello&#8221; poco lontano) e lo sviluppo di una vera e propria &#8220;città delle SS&#8221; con la mura a forma di punta di freccia del castello circondate da ostelli, uffici e strutture ricreative e commerciali che avrebbero occupato l&#8217;intera vallata<a name="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, un piano così ambizioso necessitava di un enorme numero di lavoratori. Per questo, nel 1939, nella vicina foresta di Niederhagen, venne creato un nuovo campo di lavoro, in cui vennero trasferiti prigionieri provenienti, per lo più, dal campo di  Sachsenhausen. Due anni dopo il nuovo campo ottenne una amministrazione indipendente e la qualifica di KZ (<em>Konzentrationlager</em>). Sebbene il KZ Niederhagen fosse il più piccolo campo di concentramento del Reich, il suo regime non fu meno brutale di quello di tutti gli altri campi consimili: su 3.900 deportati, ben 1.285 morirono di stenti, di eccessivo carico di lavoro o per la brutalità delle SS<a name="_ftnref8" href="#_ftn8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La riuscita dell&#8217;opera fu, comunque, considerevolmente inferiore rispetto al previsto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nucleo centrale del complesso doveva essere la  <em>Obergruppenführersaal</em>, un salone rivestito di pietra nella Torre Nord, dove in precedenza era posta la cappella privata del Principe-Vescovo, al cui centro Himmler aveva  fatto installare una tavola rotonda in stile arturiano con 12 posti a sedere che dovevano accogliere i 12 ufficiali maggiori delle SS: in realtà, la sala fu utilizzata una sola volta, nel marzo 1941, per illustrare ai <em>Gruppenführer </em>il ruolo delle SS nell&#8217;Operazione Barbarossa (l&#8217;invasione della Russia).</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande svastica stilizzata, che incorporava una ruota solare e le &#8220;rune della vittoria&#8221; delle SS dominava il pavimento, mentre le pareti erano adornate con gli stemmi araldici dei più importanti <em>Gruppenführer</em> (in effetti, la maggior parte dell&#8217;élite delle SS, Himmler incluso, veniva dalla borghesia e fu compito degli esperti della <em>Ahnenerbe </em>creare nuovi stemmi per loro).</p>
<div id="attachment_1004" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1004" title="wewelsburg-afineguerra" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg-afineguerra-300x147.jpg" alt="Il castello di Wewelsburg in una fotografia risalente al 31 marzo 1945" width="300" height="147" /><p class="wp-caption-text">Il castello di Wewelsburg in una fotografia risalente al 31 marzo 1945</p></div>
<p style="text-align: justify;">Proprio sotto la  <em>Obergruppenführersaal </em>vi era la &#8220;cripta&#8221; o &#8220;terra dei morti&#8221;, una grande sala circolare con dodici colonne di granito e un soffitto adornato da un&#8217;altra grande svastica. Qui, in una struttura a forma di pozzo di pietra, dovevano essere sepolte le ceneri degli ufficiali morti, così da assicurare loro di rimanere nell&#8217;&#8221;ordine&#8221; in eterno. Una fiamma perenne doveva essere posta al centro della sala, ma il progetto non venne mai portato a compimento. Sebbene vi siano state numerose voci di rituali segreti tenuti in questa sala, in effetti, essa non fu mai terminata: all&#8217;arrivo degli Alleati essa risultava ancora in costruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Wewelsburg era anche il deposito degli &#8220;anelli a testa di morto&#8221; (<em>Totenkopfring</em>) dati agli ufficiali dopo tre anni di servizio: formati da una corona di foglie di quercia incisa con la testa di morto e alcune rune, tali anelli sono oggi una ulteriore testimonianza della ossessione di Himmler per la mitologia germanica, dovendo ricordare l&#8217;anello d&#8217;argento con foglie di quercia posseduto dal dio Thor. Alla morte di ogni ufficiale, il suo anello doveva tornare a Wewelsburg, dove doveva essere conservato come in un sacrario<a name="_ftnref9" href="#_ftn9">[9]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuna delle stanze dei <em>Gruppenführer </em>commemorava un diverso eroe della storia e mitologia tedesca, da Widukind a Enrico il Leone e persino Re Artù, con mobili in stile e libri e documenti relativi al soggetto della stanza. La camera di Himmler era dedicata a Enrico I di Sassonia, detto l&#8217;Uccellatore, che aveva guidato la difesa tedesca contro l&#8217;invasione magiara nel X secolo e aveva posto le fondamenta di quello che sarebbe poi stato il Sacro Romano Impero. Anche se sono probabilmente esagerate le voci che vogliono che Himmler ritenesse di essere la reincarnazione di Enrico, è comunque piuttosto evidente che egli si volesse proporre come erede spirituale del re suo omonimo, a cui si sentiva accomunato nella difesa della Germania dalle orde orientali, tanto che, nel millesimo anniversario della morte di Enrico (luglio 1936), egli inaugurò un &#8220;festival della memoria&#8221; in suo onore a Quedlingburg<a name="_ftnref10" href="#_ftn10">[10]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">I piani di Himmler per Wewelsburg erano in continua evoluzione, legati ad una dimensione impulsiva e quasi misticheggiante del suo pensiero: durante una ispezione al castello, nel 1938, egli chiese casualmente all&#8217;<em>SS Gruppenführer</em> Taubert, l&#8217;ufficiale incaricato di sopraintendere ai lavori al castello, di esplorare la possibilità di aggiungervi un planetario, facendo ulteriormente lievitare i già esorbitanti costi di ristrutturazione  e di aggiungere una camera di sicurezza, che fosse l&#8217;equivalente di una camera del tesoro medievale (e ciò sempre in linea con la concezione di Wewelsburg come sede di un ordine cavalleresco)<a name="_ftnref11" href="#_ftn11">[11]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno dei due progetti venne portato a termine: i lavori a  Wewelsburg si interruppero bruscamente nel 1943, quando le sorti della guerra dell&#8217;Asse portarono alla necessità di convogliare i fondi verso questioni più pratiche e urgenti. Sembra che Himmler, comunque, sperasse di poter riprendere in mano il suo progetto, tanto che nel 1944 scrisse a Taubert affermando di avere sempre Wewelsburg nei suoi pensieri e di voler continuare i lavori al termine della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, ciò non accadde: nel marzo 1944 gli Alleati raggiunsero il maniero, che si arrese agli Americani.</p>
<p style="text-align: justify;">Himmler, a questo punto, inviò addirittura un commando scelto di SS per impedire che il suo &#8220;sogno&#8221; finisse nelle mani dei nemici. Con l&#8217;aiuto di una SS locale, il gruppo riuscì a sorpassare il cordone alleato e a penetrare nel castello, distruggendone buona parte con esplosivi (31 marzo 1945)<a name="_ftnref12" href="#_ftn12">[12]</a>. Solo la Torre Nord rimase relativamente intatta (facendo fiorire ulteriori elucubrazioni sulle sue qualità &#8220;magiche&#8221;<a name="_ftnref13" href="#_ftn13">[13]</a>. Il 2 aprile le truppe statunitensi liberarono anche gli ultimi 42 prigionieri del KZ Niederhagen e due mesì dopo Himmler si suicidò con una capsula di cianuro dopo essersi consegnato agli Alleati.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente Wewelsburg fu un vero enigma per le forze alleate, che, prima della resa, a malapena conoscevano la sua esistenza. Solo le testimonianze di alcuni gerarchi a Norimberga, in particolare di  Walter Schellenberg, resero evidente la verità: Wewelsburg era solo il prodotto, pagato a caro prezzo con le vite degli internati di Niederhagen, di una mente profondamente disturbata, all&#8217;interno della grande follia mistico-mitologica che supportava l&#8217;ideologia del III Reich.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> R. Manvell, H. Fraenkel, <em>Heinrich Himmler: The SS, Gestapo, His Life and Career</em>, Skyhorse Publishing 2007</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> C. Hale, <em>Himmler&#8217;s Crusade: The Nazi Expedition to Find the Origins of the Aryan Race</em>, Castle Books 2007</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3">[3]</a> K. Huser, <em>Wewelsburg 1933 bis 1945: Kult- und Terrorstatte der SS : eine Dokumentation</em>, Verlag Bonifatius-Druckerei  1982</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn4" href="#_ftnref4">[4]</a> S. Cook, <em>Heinrich Himmler&#8217;s Camelot: The Wewelsburg Ideological Center of the SS, 1934-1945</em>, Kressmann-Backmeyer 1999</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> H.Zollin Höhne, <em>The Order of the Death&#8217;s Head: The Story of Hitler&#8217;s SS</em>, Penguin 2001</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="#_ftnref6">[6]</a> R. Lumsden, <em>Himmler&#8217;s Black Order 1923-45</em>, The History Press 2005</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn7" href="#_ftnref7">[7]</a> S. Cook, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn8" href="#_ftnref8">[8]</a> C. R. Browning, <em>Nazi Policy, Jewish Workers, German Killers</em>, Cambridge University Press 2000</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn9" href="#_ftnref9">[9]</a> S. Cook, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn10" href="#_ftnref10">[10]</a> J.M. Greer, <em>The New Encyclopedia of the Occult</em>, Llewellyn Publications 2003</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn11" href="#_ftnref11">[11]</a> K. Huser, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn12" href="#_ftnref12">[12]</a> S. Cook, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn13" href="#_ftnref13">[13]</a><em> Ivi</em><em></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg-la-fortezza-dellocculto-di-himmler.html' addthis:title='Wewelsburg: la fortezza dell&#8217;occulto di Himmler ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg-la-fortezza-dellocculto-di-himmler.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[1900-1939]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia contemporanea]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[paderborn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Reichsführer]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wewelsburg]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Il castello di Wewelsburg: un po&#8217; di storia</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pierluigi Tombetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900-1939]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Ahnenerbe]]></category>
		<category><![CDATA[Bueren–Brenken]]></category>
		<category><![CDATA[castello]]></category>
		<category><![CDATA[Friederich von Arnsberg]]></category>
		<category><![CDATA[Fuerstbischof]]></category>
		<category><![CDATA[germani]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppenfuehrersaal]]></category>
		<category><![CDATA[Heinrich Himmler]]></category>
		<category><![CDATA[Himmler]]></category>
		<category><![CDATA[Iperborea]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Maria Wiligut]]></category>
		<category><![CDATA[Lancia di Longino]]></category>
		<category><![CDATA[Lebensborn]]></category>
		<category><![CDATA[misteri del nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine Nero]]></category>
		<category><![CDATA[ostello per la gioventù]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Tombetti]]></category>
		<category><![CDATA[Russell Stuart]]></category>
		<category><![CDATA[SS]]></category>
		<category><![CDATA[swastika]]></category>
		<category><![CDATA[terra di Thule]]></category>
		<category><![CDATA[Walhalla]]></category>
		<category><![CDATA[Wewelsburg]]></category>
		<category><![CDATA[Wilhelm Segin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oliodirialto.com/?p=713</guid>
		<description><![CDATA[La storia e le vicende del castello di Wewelsburg, che fu principale centro della organizzazione SS]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg.html' addthis:title='Il castello di Wewelsburg: un po&#8217; di storia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.de/exec/obidos/ASIN/B00004S0U3/centrostudi0e-21"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/himmlersburg.bmp" border="0" alt="Himmlers Burg - Die Wewelsburg" width="90" height="140" align="left" /></a> Wewelsburg è essenzialmente una fortezza dalla pianta a forma di freccia, orientata verso nord, un’anomalia architettonica che non ha uguali in Germania. Una forma così curiosa ed insolita merita una spiegazione che tuttavia non ha nulla di misterioso: secondo le testimonianze degli storici locali, la natura stessa delle rocce sulla cima della collina invitava ad una costruzione difensiva: sembra che esistesse una grande pietra circolare che fu scelta come base per una delle torri e che finì per essere inglobata nella struttura; la pianta a freccia era dunque dovuta semplicemente alla natura architettonica della base rocciosa. I documenti cartografici che esaminai al castello mi confermarono questa versione dei fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel IX e X sec. della nostra era, le invasioni degli unni avevano spinto i germani a costruire sulla collina di Wewelsburg un edificio per la protezione dei locali, cosa confermata dal testo di un cronista sassone del XII sec. riportato nella <em>Storia di Wewelsburg </em>di Wilhelm Segin (1).</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso cronista ci racconta che nel 1124 il conte Friederich von Arnsberg aveva costretto la popolazione a cominciare la costruzione del castello angariandola in ogni modo. Alla morte del conte, l’anno successivo, i poveri abitanti dei villaggi che avevano partecipato alla costruzione si ribellarono e distrussero il castello.</p>
<p style="text-align: justify;">I nobili locali, creati cavalieri ma senza alcun ritegno morale, continuarono ad approfittarsi della popolazione, compiendo veri e propri crimini e provocando forti risentimenti verso la nobiltà e il clero; esistevano infatti i <em>Fuerstbischof</em>, o principi–vescovi, che prendevano piuttosto sottogamba la loro attività pastorale, preferendo le cacce e il lusso alla cura delle anime.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8871984951"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/igrandimisteridelnazismo.bmp" border="0" alt="Pierluigi Tombetti, I grandi misteri del nazismo. La lotta con l'ombra" width="95" height="143" align="right" /></a> I principi si guadagnavano la lealtà dei cavalieri affidando loro una parte delle terre da amministrare e concedendo ampia discrezionalità sul modo in cui farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le angherie e le sofferenze che questi ultimi causavano alle popolazioni contadine alimentarono un crescente odio verso i nobili e il vescovado: addirittura una frase incisa sul muro dell’entrata del castello invitava le popolazioni che durante la guerra dei trent’anni cercavano un riparo alle violente dispute territoriali ad andarsene: <em>Viele mochten gern hinein; aber das schaften sie nicht!</em> (Molti vorrebbero entrare volentieri ma non ce la fanno!).</p>
<p style="text-align: justify;">I secoli XVI e XVII portarono guerre e morte nella zona di Bueren, il distretto geografico di Wewelsburg, causate principalmente dal dissenso <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> e nel corso dei due secoli successivi il castello fu a più riprese attaccato e ricostruito con varie migliorie che riguardavano in special modo l’accrescimento dello spessore delle mura difensive.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu solo tra il 1604 e il 1607 che Wewelsburg acquisì la forma attuale voluta dai Fuerstbischof della famiglia Fuestenberg che lo trattennero come patrimonio familiare fino al 1802, anno in cui divenne di proprietà dello Stato prussiano; tuttavia il vescovado aveva già da tempo perso interesse a questa che era considerata una dimora secondaria per il clero e tennero un semplice amministratore fiduciario come custode.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=888910709X"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/archeologidihimmler.bmp" border="0" alt="Marco Zagni, Archeologi di Himmler. Ricerche, spedizioni e misteri dell'Ahnenerbe" width="175" height="250" align="left" /></a> In effetti il castello era in rovina, poiché un funzionario prussiano che visitò ed esaminò Wewelsburg nel 1802 lo ritenne in pessime condizioni, inadatto nemmeno alla mansione di carcere militare; la natura stava prendendo il sopravvento e il castello non era considerato degno di manutenzione dal vescovado. Nel 1815 un fulmine diede il colpo di grazia distruggendo il soffitto di una delle torri che crollò e il disastroso incendio che seguì intaccò profondamente la struttura al punto che rimasero in piedi solamente i muri esterni; di conseguenza il distretto di Bueren–Brenken decise di adattare il castello ai propri bisogni culturali e ne destinò una parte ad ostello per la gioventù, che esiste ancora oggi. Alla morte dell’ultimo amministratore, avvenuta nel 1821, Wewelsburg subì la stessa sorte del Colosseo: i locali lo depredarono di pietre e suppellettili finché nel 1832 lo Stato prussiano decise di offrire parte del castello come residenza per il sacerdote locale e si iniziarono i lavori di ristrutturazione nell’ala sud. Nel 1925 le autorità locali decisero di trasformare la parte rimanente del castello in un museo etnologico, il quale pure esiste al giorno d’oggi e occupa gran parte del volume abitativo totale; si possono ammirare oggetti, manufatti e anche reperti archeologici che testimoniano usi e costumi locali nel corso dei secoli, oltre a diorami e ambientazioni che illustrano flora e fauna dei dintorni. Furono inseriti nel progetto anche un ristorante, una sala per banchetti e varie stanze da utilizzare per occasioni speciali e festeggiamenti, tutti ricavati nelle sale del castello. Si decise in seguito di intervenire con lavori di ristrutturazione, poiché la Torre Nord era pericolante. Il sacerdote successivo completò i lavori e arriviamo così alla sua morte, avvenuta nel 1934, anno in cui Himmler acquistò il castello e Wewelsburg divenne il centro del culto segreto dell’Ordine Nero.</p>
<p style="text-align: justify;">La forma a freccia aveva colpito profondamente l’immaginazione del <em>Reichsfuehrer </em>che ne vide la rappresentazione reale di un <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a>: il castello era orientato a nord, a differenza di tutte le costruzioni dell’<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">antichità</a> e moderne che seguono l’orientamento est–ovest. Il vettore nord richiamò immediatamente alla mente di Himmler la terra di Thule, l’Iperborea ariana, il Polo Nord, l’antica patria in cui la maggioranza delle tradizioni germaniche posizionano l’Eden ariano, e cioè il luogo in cui, nella notte dei tempi, una stirpe di uomini–dèi ariani vivevano in perfetta armonia con le forze della natura, essendone essi stessi una manifestazione, dotati di poteri divini.</p>
<p style="text-align: justify;">Himmler decise che quando il III Reich avrebbe definitivamente governato sulla terra, quello sarebbe diventato il centro del mondo; il museo, il ristorante e l’ostello lasciarono così il posto all’accademia della Sezione <em>Ahnenerbe</em> (2), che da allora in poi ebbe una sede permanente a Wewelsburg.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli scavi archeologici compiuti dagli scienziati della <em>Ahnenerbe </em>nei dintorni del maniero rivelarono una certa quantità di scheletri, che vennero conservati nella <em>Kammergrab</em>, per essere studiati dagli archeologi (3).</p>
<p style="text-align: justify;">Per assicurarsi la manodopera necessaria, Himmler decise di far costruire nelle vicinanze un piccolo campo di lavoro, che dal 1941 si chiamò Campo di Concentramento di Niederhagen (<em>Konzentrationslager Niederhagen </em>o <em>KZ Niederhagen</em>); in questo campo di lavoro forzato si applicò il concetto <em>Vernichtung durch Arbeit</em>, cioè sterminio attraverso il lavoro. La storica del castello ci ha informato che questo era uno dei campi in cui le condizioni di vita erano più dure in assoluto, dove torture e atrocità segnarono la fine di 1285 persone nel tempo in cui si portavano avanti i lavori di ristrutturazione e di ricostruzione; poche forse rispetto ad altri campi di sterminio ben più famosi, ma ci è stato ribadito più volte che si trattava di vero e proprio calvario, un inferno in cui migliaia di persone venivano continuamente picchiate e torturate con una crudeltà senza limiti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.de/exec/obidos/ASIN/3831147140/centrostudi0e-21"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/wiligutsgeheimlehre.bmp" border="0" alt="Rudolf J. Mund - Karl Maria Wiligut, Wiliguts Geheimlehre. Weisthor - Fragmente einer verschollenen Religion. Die geplante Geheimlehre fuer die neue Ordnung in Europa" width="98" height="140" align="right" /></a> Per quanto concerneva il progetto, Himmler si serviva del suo architetto personale Bartels (che soprintendeva ogni attività costruttiva in qualità di capo-architetto) e di Karl Maria Wiligut: in base ai loro consigli, ma soprattutto seguendo la via spirituale consigliatagli dal prete–mago Wiligut, Himmler stravolse la struttura interna del castello, mantenendone però la pianta a punta di lancia: tra il 1939 e il 1944 venne abbassata la Torre nord di 4,8 m e se ne ricavò all’interno quella che oggi conosciamo come &#8220;La Cripta&#8221;, il <em>Sancta Sanctorum </em>delle SS, battezzato da Himmler il <em>Walhalla</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Bartels presentò i piani costruttivi nel 1939 e senza attendere le concessioni edilizie del caso, cominciò i lavori di scavo per la cripta; inizialmente invece dei dodici piedistalli erano presenti dodici nicchie che furono murate e sostituite con le colonnine–sedile che si vedono oggi. Si provvide inoltre a creare un soffitto a cupola con stuccature a forma di swastika al centro e si realizzarono i fori da cui si origina ancora oggi la misteriosa forza eco che fa rabbrividire chi prova a parlare al centro della sala; si chiusero le precedenti finestre in stile gotico sostituendole con quelle attuali, studiate appositamente per convogliare la luce al centro della sala.</p>
<p style="text-align: justify;">I lavori proseguirono con la creazione della <em>Gruppenfuehrersaal</em>, (sala dei capi supremi SS) al piano terra che si apre sul cortile interno; furono erette le 12 colonne sia in questa sala che nella cripta e si progettò un’altra sala al di sopra della <em>Gruppenfuehrersaal</em>, con un grandioso soffitto a cupola, progetti che non vennero mai realizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1941 al 1945 si cominciò a pensare ad un progetto più grande con lo scopo di estendere l’area del castello fino ad inglobare il villaggio vicino; le case dei contadini sarebbero state spostate per far posto ad un enorme complesso di edifici di forma circolare che avrebbe circondato la struttura centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">La cripta sarebbe divenuto il centro geografico del sistema, una evidente <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> che ci riporta al significato di <em>omphalos</em>, l’ombelico del mondo. Questo sarebbe stato l’ombelico che avrebbe legato il mondo cultuale delle SS con il suo <em>Volk</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito dell’avanzata degli alleati, il 31 marzo 1945 Himmler diede ordine di far saltare il castello ma nella fretta si riuscì solamente a danneggiare le strutture esterne con un incendio che causò pochi danni, a parte il soffitto di travi in legno che bruciò completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il signor B., un simpatico personaggio di Bueren (4), proprietario della locanda in cui alloggiavo, mi fece da guida nei dintorni del castello e mi raccontò che quando era piccolo assistette alla deflagrazione del 1945; egli ricordava che tutti gli abitanti corsero al castello per prendere la cassaforte che però fu requisita dagli alleati. Tutto ciò che trovarono fu un lago di vino rosso in cui galleggiavano oggetti di ogni tipo e pezzi di legno. La Cantina era stata distrutta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/inglesi/scheda/ea978055381445"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/himmlerscrusade.bmp" border="0" alt="Christopher Hale, Himmler's Crusade" width="130" height="199" align="left" /></a> Lo stesso personaggio mi confidò inoltre che molti degli abitanti di Bueren non avevano idea di chi fossero i loro genitori, in quanto in zona esisteva un <em>Lebensborn</em>, una delle famigerate cliniche specializzate in cui le giovani ariane venivano convinte ad accoppiarsi con SS di purissimo sangue germanico, generando perfetti esemplari ariani. Ma i locali non desiderano parlare di queste cose, si sentono imbarazzati e feriti; il sig. B. me lo disse chiaramente. Era uno degli aspetti tragici che circondavano il castello e contribuivano alla sua sinistra fama.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parla del lato oscuro del nazismo e in particolare del castello di Wewelsburg, è necessario riconoscere che molti autori, di solito narratori o ricercatori un poco avventati, si sono sbizzarriti nel tentativo di dimostrare sbrigativamente un legame del Nazismo con l’occulto, legame che certamente esiste, e molti di questi hanno citato fonti non confermate, hanno fatto affermazioni non corrette di cui solo loro possono portare il peso ed infine si sono appropriati di informazioni adattandole o esagerandole a seconda del testo che stavano scrivendo; il risultato è stato che il lato spirituale del Nazismo è stato sempre catalogato come una bufala o quantomeno una storiella utile per vendere qualche copia in più; in questo caso, vale l’assioma che solo un esame diretto, una ricerca sul campo può tagliare la testa al toro e fornire le informazioni più corrette e veritiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio per tutti tra i più famosi: si favoleggia in una corrente di letteratura post &#8211; bellica che spesso sconfina nella fantascienza, che i dodici <em>Gruppenfuehrer </em>e Himmler stesso prendessero le loro decisioni strategiche in relazione agli eventi bellici nella <em>Gruppenfuehrersaal</em>, mentre il fumo di un vaticinio occulto, saliva come un olocausto attraverso i fori del pavimento (5).</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, è necessario considerare che ogni decisione bellica non veniva presa da Himmler, tantomeno dai suoi dodici cavalieri, ma era una prerogativa speciale del <em>Fuehrer</em>, Hitler stesso, che si lasciava andare a indecenti scoppi di ira incontrollata quando il suo parere si scontrava con quello ben più esperto dei suoi generali. Himmler non avrebbe mai potuto gestire personalmente le sorti di una guerra che era rigorosamente controllata da Hitler. In secondo luogo il pavimento della <em>Gruppenfuehrersaal </em>non presenta alcun foro, non è oggi e non era allora in comunicazione con la cripta sottostante (6).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo significa che nessun fumo di sacrificio poteva elevarsi alla sala superiore. Si potrebbe forse interpretare come un fumo simbolico, ma sono pure congetture.</p>
<p style="text-align: justify;">La dr.ssa John-Stucke mi confermò, piante costruttive alla mano (7), che non esisteva alcuna possibilità di un passaggio di aria tra la cupola della cripta, di cemento e il pavimento della sala superiore. I quattro fori della swastika sul soffitto della cripta si estendevano per soli 40 centimetri nel calcestruzzo e servivano al solo scopo di generare l’effetto eco al centro della sala. Non comunicavano con nessun altra stanza. C’erano, è vero, dei fori sopra le finestre, ma essi portavano esclusivamente a un piccolo piano tra le due sale e sembra che servissero per l’impianto elettrico; comunque non collegavano le due sale.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un semplice esempio, è vero, ma basta per far capire come sia spesso necessaria una ricerca diretta presso archivi e siti storici per evidenziare clamorosi errori o veri e propri falsi in cui sono incorsi molti autori.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo, nel maggio del 2002 venni contattato da Patrizia Bertolotti, direttore responsabile di <em>Hera</em>, una interessante rivista italiana che si occupa di civiltà scomparse, storia e archeologia: incontrai lo staff di <em>Hera </em>in maggio e prendemmo accordi per uno speciale monografico sui misteri del nazismo che fu l’anticamera di questa ricerca.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il primo sopralluogo che feci per conto della rivista, nel giugno del 2002, mi capitò di considerare un aspetto del design di Wewelsburg che mi aveva disturbato più volte, dapprima come una semplice sensazione indefinita che non riuscivo a focalizzare e solo in seguito come un pensiero preciso, quando la dr.ssa Kirsten John-Stucke, la storica responsabile degli archivi, mi fece notare la somiglianza del progetto finale di Wewelsburg con la cosiddetta Lancia di Longino: l’intero castello era orientato come un vettore, e cioè una freccia, simboleggiata dalla Lancia di Longino, in maniera ambivalente non solo verso nord, e quindi verso un punto esterno, ma anche verso il centro di sé stesso, cioè il punto esatto geografico al centro della grandiosa costruzione che avrebbe dovuto circondare il castello, corrispondente alla torre nord e alla cripta sotterranea.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo punto era l’estremità della Lancia o, se vogliamo, del vettore orientato come una bussola magnetica verso nord. In pratica, un anello di edifici aveva come suo punto focale equidistante dalla circonferenza esterna, il Walhalla, la cripta della torre nord, e non si trattava certamente di un caso ma di una scelta simbolica precisa: questo doveva diventare l’<em>omphalos</em>, il centro spirituale del mondo nazionalsocialista.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aspetto esterno–interno rivelava quindi una doppia valenza simbolica: la tensione verso una patria lontana nel tempo e nello spazio (l’antica Thule, situata nelle leggende nordiche nella zona polare) e la necessità di ripiegarsi nel proprio sé alla ricerca di una comunicazione diretta con il proprio universo, che scaturisce dalla <em>weltanschauung </em>nazionalsocialista, ovvero la necessità spirituale di un qualche tipo di meditazione o di culto mistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Himmler decise che dal 1939 in avanti i <em>Gruppenfuehrer SS </em>dovessero riunirsi una volta l’anno (forse anche più volte) a Wewelsburg per un adunanza speciale chiamata conferenza di primavera; l’unica cosa certa di questi incontri erano le diete speciali indette per i suoi dodici cavalieri e vertevano su argomenti relativi all’ariosofia e sui primordi della civiltà germanica, con collegamenti alla nuova realtà nazionalsocialista che stava rigenerando il passato delle tribù teutoniche su un tessuto moderno, mantenendone gli aspetti spirituali.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo notizie certe solo sulla conferenza di primavera del 1941, ma il fatto che rimangano solo pochi documenti non implica che non ne fossero tenute altre, anzi, l’accademia <em>Ahnenerbe </em>era un centro di studi in costante, febbrile attività qui sostavano docenti e studiosi di varie discipline per accertare le possibilità spirituali e genetiche della razza aria purificata, ed è logico supporre che vi fosse un’attività di ricerca estremamente avanzata, con aggiornamenti, seminari e conferenze a cadenza regolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia dobbiamo tenere presente che il castello era stato ideato principalmente come centro cultuale e quindi vi si svolgevano anche funzioni che rientravano certamente in una sfera più spirituale, o per meglio dire, pseudo–<a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>. Non dimentichiamo che a Wewelsburg, durante i matrimoni delle SS più elevate in grado, non vi era un prete che officiava ma, come abbiamo già visto, il consigliere spirituale di Himmler, Karl Maria Wiligut, che si presentava sulla scena con un pastorale adorno di un fiocco azzurro su cui erano incise le rune beneauguranti: una evidente forma di sostituzione della <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> tradizionale con il neopaganesimo wotanico che permeava profondamente il Nazismo. Questa e altre cerimonie erano celebrate da Weisthor e regolavano l’attività degli scienziati e dei militari che sostavano a Wewelsburg: chi lavorava a Wewelsburg faceva parte di un <em>Ordo</em>, un ordine <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> di monaci combattenti, la cui <em>élite </em>riteneva l’aspetto spirituale segreto del nazionalsocialismo il vero fulcro intorno a cui si muoveva ogni altra attività.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella progettazione del castello, Himmler operò anche una precisa scelta stilistica; infatti in un’architettura romanica e classica troviamo inserti peculiari dell’architettura sacra: dodici colonne, dodici segni runici <em>Sieg </em>sulla ruota solare disegnata in marmo ad intarsio sul pavimento della <em>Gruppenfuehrersaal</em>, dodici sedili a colonnina nella cripta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Pierluigi Tombetti </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Brano tratto dal capitolo 11 del libro <em>I grandi misteri del nazismo</em>, Ed. Sugarco, Milano 2005.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>NOTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">1. Segin, Wilhelm, <em>Geschichte der Wewelsburg</em>, Bueren, 1925. Il testo latino cita: &#8220;[...] <em>castrum guoddam Wifilisburch, tempore Hunnorum constructum, sed vetustate temporis postea neglectum</em>&#8220;.<br />
2. Nel 1950 fu riaperto il museo e riaprì i battenti anche l’ostello.<br />
3. Russell Stuart, <em>Heinrich Himmlers Burg; das weltanschauliche zentrum der SS</em>, RVG Verlags- und Vertriebs GmbH, Landshut, 1989, p. 43.<br />
4. Bueren-Brenken è il paese a poca distanza da Wewelsburg in cui chi si reca a visitare il castello può trovare alloggio.<br />
5. Lo stesso rituale magico è descritto anche in Pauwels, Louis e Bergier, Jacques, <em>Le matin des magiciens</em>, Librairie Gallimard, 1960; tr. it. di Pietro Lazzaro <em>Il mattino dei maghi</em>, Mondadori, Milano 1963, pp. 369, 370. Il rituale è descritto anche da Stuart Russell, in un intervista a Marco Dolcetta, <em>Il Nazismo Esoterico</em>, Hobby &amp; Work, Milano, 1994, N° 2, p. 6; può darsi che Russell abbia tratto questa informazione da Pauwels e Bergier. Trattandosi però di un testo piuttosto particolare, che identifica l’origine della corrente contemporanea nazi/occultistica/fantascientifica, che spesso non dice dove ha tratto certe affermazioni e che a volte dà per vere cose che non sono probabilmente mai accadute, non mi sono sentito di avallare una tale idea. La riporto comunque per completezza.<br />
6. Le fotografie d’epoca del castello visionabili all’archivio centrale, sede del museo e dell’esposizione permanente sul campo di concentramento di Wewelsburg, ci mostrano la <em>Gruppenfuehrersaal </em>esattamente com’è oggi: non vi erano fori che collegassero il soffitto della cripta con il pavimento della sala superiore. Il tentativo di far saltare il castello nel 1945 non provocò danni alle sale storiche e non vi furono lavori di ricostruzione sul pavimento della <em>Gruppenfuehrersaal</em>.<br />
7. Note e progetti furono esaminati grazie al materiale presente nell’archivio: mi fu mostrato anche qualche progetto contenuto nell’ormai introvabile Hueser, Karl, <em>Wewelsburg 1933-1945: Kult und Terrorstaette der SS</em>, St Bonifatius, Paderborn, 1982, il libro ufficiale sulla storia del castello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8871984951">Pierluigi Tombetti, <em>I grandi misteri del nazismo. La lotta con l&#8217;ombra</em> (IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887198495">(BOL)</a></strong></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg.html' addthis:title='Il castello di Wewelsburg: un po&#8217; di storia ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[1900-1939]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia contemporanea]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Ahnenerbe]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Bueren–Brenken]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[castello]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Friederich von Arnsberg]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Fuerstbischof]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[germani]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[germania]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Gruppenfuehrersaal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Heinrich Himmler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Himmler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Iperborea]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Karl Maria Wiligut]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Lancia di Longino]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Lebensborn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[misteri del nazismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nazismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Ordine Nero]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[ostello per la gioventù]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Pierluigi Tombetti]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Russell Stuart]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[SS]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[swastika]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[terra di Thule]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Walhalla]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wewelsburg]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wilhelm Segin]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Otto Rahn: crociata contro gli &#8216;esoteristi&#8217;</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/ottorahncrociataesoteristi.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/ottorahncrociataesoteristi.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 19:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Leonello Rimbotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[1900-1939]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Storia contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Ahnenerbe]]></category>
		<category><![CDATA[Catari]]></category>
		<category><![CDATA[catarismo]]></category>
		<category><![CDATA[graal]]></category>
		<category><![CDATA[Jörg Lanz von Liebenfels]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Baudino]]></category>
		<category><![CDATA[Mosse]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalsocialismo]]></category>
		<category><![CDATA[nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[neopaganesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Otto Rahn]]></category>
		<category><![CDATA[Parsifal]]></category>
		<category><![CDATA[Rahn]]></category>
		<category><![CDATA[Schwarze Sonne]]></category>
		<category><![CDATA[SS]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Reich]]></category>
		<category><![CDATA[Thule]]></category>
		<category><![CDATA[Wewelsburg]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oliodirialto.com/?p=520</guid>
		<description><![CDATA[Un profilo di Otto Rahn e del romanzo di Mario Baudino Il mito che uccide]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ottorahncrociataesoteristi.html' addthis:title='Otto Rahn: crociata contro gli &#8216;esoteristi&#8217; '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;">Il filone letterario che lega il Nazionalsocialismo all&#8217;esoterismo è tra i più fortunati degli ultimi tempi. Dai romanzi <em>fantasy </em>agli articoli e ai saggi parastorici e parascientifici che intasano edicole, librerie e <em>special </em>televisivi, l&#8217;argomento è di quelli che tirano. Fanno a chi la spara più grossa. Nel caos di Templari, Atlantidi, Agartha tibetane, archeosofie, Graal e massonerie ammassate a casaccio, i poveri nazisti rimangono travolti da un insolito destino. Il sensazionalismo legato alle occulte, torbide, misteriose vicende del Terzo Reich, evidentemente, smuove a fondo l&#8217;immaginario di innumerevoli &#8220;esperti&#8221; d&#8217;occasione e di una folla di lettori in cerca di vibrazioni da rotocalco. Così facendo, peraltro, si alza un nefando polverone su un argomento che ha i suoi fondamenti storici, ma che viene letteralmente sepolto da una massa di ciarpame divulgativo, in cui le sciocchezze più comprovate coabitano con spezzoni di verità, e l&#8217;invenzione di sana pianta diventa difficile distinguerla dal dato reale e documentato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.macrolibrarsi.it//libro.php?lid=12375&amp;pn=255" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5836" style="margin: 10px;" title="thule" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/thule.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>Taluni apripista del settore &#8211; primo fra tutti il famigerato <em>Il mattino dei maghi </em>di Pauwels e Bergier, risalente agli anni sessanta del secolo scorso &#8211; hanno finito col creare un sotto-genere letterario, ponendosi come una vera &#8220;opera prima&#8221; che è stata fondatrice della sub-cultura nazi-esoterica ad alta diffusione. Alla quale si sono accodati nel tempo anche autori &#8211; come il politologo Giorgio Galli &#8211; che hanno messo a dura prova la loro buona fama scientifica, con libri come <em>Hitler e il nazismo magico </em>che, oltre alla grande tiratura, onestamente, e dispiace, non ci pare possa vantare molti altri meriti. Su questa scia si sono poi gettati nugoli di &#8220;specialisti&#8221; del settore, tra i quali brilla per approssimazione, scarsa conoscenza della lingua italiana e superficialità quel Mario Dolcetta che, con il suo fortunato <em>Nazionalsocialismo esoterico</em>, ha composto il più memorabile <em>pastiche </em>sull&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Nazionalsocialismo ed esoterismo: il terreno è scivoloso, siamo sul confine tra verità storica e fantasia, tra realtà e ciarlataneria … il terreno privilegiato delle mistificazioni giornalistiche, la palude dove la ciurma degli impostori è in agguato. Tuttavia, chiunque sia stato al Wewelsburg &#8211; preferibilmente per suo conto, senza la &#8220;preparazione&#8221; di suggestioni approssimative -, cioè nel fin troppo famoso castello westfalico in cui le SS avevano stabilito uno dei loro maggiori centri di formazione ideologica, anche se digiuno di solide letture è in grado di comprendere per personale verifica che, effettivamente, esistevano ambienti interni a quel partito e a quel regime, in cui l&#8217;idea di un contatto tra forze destinali, energie cosmiche superiori e simbolismi iniziatici aveva un reale fondamento. Esisteva veramente una concezione &#8220;magica&#8221; dell&#8217;essere, strettamente connessa con la mistica razziale, che in taluni ambienti, soprattutto legati a Heinrich Himmler e alle SS, aveva la sostanza di una fede <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a> a tutti gli effetti. La stessa mentalità hitleriana, inoltre, così votata al misticismo carismatico e ad una interpretazione della storia legata a eventi e personalità fatali, così intrisa di richiami alle forze provvidenziali, presenta lati in forza dei quali non è sbagliato verificare approcci di tipo &#8220;esoterico&#8221; nel pur pragmatico Führer. Come scrisse Jean-Michel Angebert, parlando della convinzione di Otto Rahn che il catarismo fosse una rimanenza pagana sotto spoglie cristiane, una concezione di neo-manichesimo pareva ben attagliarsi all&#8217;impianto gerarchico dell&#8217;ideologia nazionalsocialista: &#8220;In effetti, nella cosmologia hitleriana si ritrova la classificazione in tre ordini tipica degli gnostici: i puri, gli iniziati e la massa&#8221;, secondo i tre ranghi della &#8220;casta dei signori&#8221;, dei membri del partito e del popolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-mito-che-uccide/2605" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8327" style="margin: 10px;" title="il-mito-che-uccide" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-mito-che-uccide-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>L&#8217;ultimo nato del minaccioso filone nazi-esoterico è <em><a title="Il mito che uccide" href="http://www.libriefilm.com/il-mito-che-uccide/2605" target="_blank">Il mito che uccide. Dai Catari al Nazismo: l&#8217;avventura di Otto Rahn, l&#8217;uomo che cercava il Graal e incontrò Hitler</a> </em>(Longanesi) di Mario Baudino: ennesima occasione tutto sommato perduta per affrontare in modo almeno un po&#8217; scientifico l&#8217;argomento, cui, ancora una volta, si preferisce la ruminazione di pettegolezzi e banalità trattati come fonti fededegne. Il taglio, manco a farlo apposta, è fortemente divulgativo, le divagazioni sulla regina Esclarmonda o sulle vicende della crociata albigese la fanno da padrone sull&#8217;analisi del personaggio Rahn. La cui personalità e le cui idee avrebbero meritato di essere indagati in modo più approfondito e al di là delle poche conoscenze acquisite. L&#8217;assenza di referenti documentali è sconcertante, l&#8217;appoggio sui testi noti, come quello di Bernadac sul &#8220;mistero&#8221; di Rahn, è scontata, come del pari inesorabile nella sua incongruità è la presenza del professor Cardini, evocato come immancabile nume tutelare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nondimeno, ci sentiamo di consigliare la lettura del libro. Solo leggendo questo e molto altro è infatti possibile verificare la distanza che corre tra la conformazione storica del Nazionalsocialismo, la sua più profonda cultura ideologica, la sua più intima vocazione di religiosità popolare etnica e differenzialista, quale risultano dai testi dei suoi fondatori, promotori e seguaci, e invece il <em>mare magnum </em>delle elucubrazioni sensazionalistiche, affastellate a basso costo scientifico e a bassissimo spessore intellettuale. Dando vita a continue riedizioni di quel coacervo di misteriosofica confusione che fu tipica dei neo-spiritualisti, teosofi e imbonitori positivisti che intasò la sotto-cultura del tardo Ottocento.</p>
<p style="text-align: justify;">A sommesso parere di chi scrive, l&#8217;intera faccenda di un esoterismo nazionalsocialista non è disgiungibile dall&#8217;impianto di fondo di quella ideologia, che intendeva restaurare una moderna forma di paganesimo incardinato sulla mistica del sangue, in alternativa tanto ai contro-miti moderni dell&#8217;illuminismo e del razionalismo, quanto a quelli sottesi alla <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html" target="_blank">religione</a> cristiana e al suo edificio teologico egualitaristico, cosmopolita e universalistico. Crediamo che sia in un contesto simile che debba essere compresa anche la figura di Otto Rahn, un mitografo di impostazione letteraria convinto del nesso tra cultura trovadorica, catarismo e paganità pre-cristiana. Rahn collaborò con Himmler, che ne apprezzava la ricerca di un&#8217;atavica <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> della luce, e nel 1936 entrò nelle SS e nella <em>Ahnenerbe</em>, il centro nazionalsocialista di ricerca culturale più ideologizzato. La concezione di Rahn di ravvisare nella figura di Parsifal e nel <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> del Graal i referenti di un paganesimo di cui i Catari sarebbero stati gli ultimi eredi, va collocata nel quadro di uno sforzo culturale a più vasto raggio, inteso a sostituire le proclamazioni del cristianesimo ideologico, all&#8217;opera da oltre un millennio, con le fonti primordiali della cultura europea autoctona. Che era legata all&#8217;immaginario della stirpe e al suo sentimento tradizionale del potere, della vita comunitaria e della persona umana, secondo le vie ancestrali e del tutto naturali del paganesimo che da sempre comprendono, accanto al normale corso del quotidiano, anche le presenze magiche e misteriche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel ginepraio nazi-esoterico</em></p>
<p style="text-align: justify;">Forniamo di seguito alcuni titoli sull&#8217;argomento, ricordando che, a nostro parere, una delle fonti migliori di tutta la questione, paradossalmente, rimane il vecchio libretto dello storico cattolico Mario Bendiscioli <em>Neopaganesimo razzista </em>(Morcelliana, Brescia 1937), in cui si aveva chiaro che il nòcciolo del Nazionalsocialismo era un nuovo tipo di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a> popolare del sangue: ciò che oggi è richiamato a sensazione come &#8220;esoterico&#8221;, era in realtà un aspetto della più vasta concezione <em>völkisch</em>. Diamo conto solo di alcuni tra quei pochi titoli che, a nostro giudizio, presentano una struttura di ricerca più scientifica e meno romanzata: J.-M. Angebert, <em>Hitler et la Tradition cathare </em>(Laffont, Paris 1971); R.J. Mund, <em>Jörg Lanz von Liebenfels und die neue Templer Orden </em>(Spieth Verlag, Stuttgart 1976); C. Bernadac, <em>Le mystére Otto Rahn. Du catharisme au nazisme </em>(Ed.France-Empire, Paris 1978); R. von Sebottendorff, <em>Prima che Hitler venisse. Storia della Società Thule </em>(Arktos, Torino 1987); R.Alleau, <em>Le origini occulte del nazismo </em>(Mediterranee, Roma 1989); J.Webb, <em>Il sistema occulto </em>(Sugarco, Milano 1989); L.L. Rimbotti, <em>Il mito al potere. Le origini pagane del Nazionalsocialismo </em>(Settimo Sigillo, Roma 1992); N. Goodrick-Clarke, <em>Le radici occulte del nazismo </em>(Sugarco, Carnago 1993); M.H. Kater, <em>Das Ahnenerbe der SS </em>(Oldenbourg Verlag, München 2001); R.Sünner, <em>Schwarze Sonne. Der Mythen in Nationalsozialismus und rechter Esoterik </em>(Herder Verlag, Freiburg i.B. 2001). A questi si può unire il sempre ottimo G.L. Mosse, <em>Le origini culturali del Terzo Reich </em>(Il Saggiatore, Milano 1968). Di Otto Rahn sono disponibili in italiano i suoi due unici libri: <em>Crociata contro il Graal </em>(Barbarossa, Saluzzo 1979) e <em>La Corte di Lucifero </em>(Barbarossa, Saluzzo 1989).</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Linea</em> del 18.IV.2004.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ottorahncrociataesoteristi.html' addthis:title='Otto Rahn: crociata contro gli &#8216;esoteristi&#8217; ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/ottorahncrociataesoteristi.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[1900-1939]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia contemporanea]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Ahnenerbe]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Catari]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[catarismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[graal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Jörg Lanz von Liebenfels]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Mario Baudino]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Mosse]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nazionalsocialismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nazismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[neopaganesimo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Otto Rahn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Parsifal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Rahn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Schwarze Sonne]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[SS]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Terzo Reich]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Thule]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Wewelsburg]]></coop:keyword>
	</item>
	</channel>
</rss>

