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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Tao</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Yang Lew Chan</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un ricordo del maestro cinese di Tai Chi Chuan Yang Lew Chan, allievo di Chang San Feng]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/yang-lew-chan.html' addthis:title='Yang Lew Chan '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: center;">Yang Lew Chan,<br />
Maestro di Tai Chi Chuan<br />
allievo di Chang San Feng,<br />
monti del Wu Tang, Cina,<br />
secolo XV</p>
<p><img class="size-full wp-image-3363 alignleft" style="margin: 10px;" title="tai-chi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/tai-chi.jpg" alt="tai-chi" width="264" height="332" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte, dopo la fine del mio apprendistato, e più ancora da quando Maestro Chang ebbe lasciato il corpo, mi sono chiesto quale sia il legame più importante tra l’allievo ed il proprio Maestro, quello che sta, irriducibile, al di sopra di ogni altro.<br />
Quale sia il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> che, insieme, essi disegnano nel mondo aldilà delle forme.<br />
Sono trascorsi tanti anni da quella primavera in cui Maestro Chang  si era risolto a scegliere un nuovo allievo.<br />
Eravamo in sette, nel cortile del Tempio Rosso.<br />
Chang San Feng stava in piedi, in cima alla scalinata, tra i due grifoni alati di pietra.<br />
Ci era stato chiesto di eseguire uno dei passaggi più difficili della Forma lunga, il serpente.<br />
Chang avrebbe potuto interrompere l’esecuzione in qualsiasi momento e l’aspirante avrebbe dovuto fermarsi per riprendere solo ad un suo nuovo comando.<br />
Considerando il passaggio e  l’equilibrio assoluto che ne regolava ogni istante, il compito era estremamente difficile.<br />
Alcuni fallirono.<br />
Io credetti di avere eseguito  il passaggio in modo mediocre, come chi riesca ad evitare  la caduta solo affrettandosi.<br />
Quando tutti ebbero finito, Chang restò in silenzio per un tempo lunghissimo.<br />
Aveva perfettamente giudicato come ognuno era stato in grado di eseguire il passaggio.<br />
Cosa cercava, dunque?<br />
Altro, qualcosa di più.<br />
Congedò gli altri e scelse me.<br />
Per venti anni, vissi con Chang San Feng nel Tempio.<br />
Trascorrevo con lui ogni istante della giornata, sino al tramonto.<br />
Allora ci salutavamo con il segno, il pugno della mano destra avvolto dalla mano sinistra, un leggero inchino, a chiudere in noi il lavoro del giorno e il Tao dell’intero universo.<br />
Io indugiavo ancora un poco nei vasti giardini del Tempio, guardavo le aiuole colorate che imbrunivano, il morire del sole.<br />
Poi  cadevo anch’io in un sonno leggero, guadagnando <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> strani e sconosciuti che stavano sospesi nel cielo di opale dei sogni, immobili e vibranti ad un tempo, come aquiloni.<br />
Non conoscevamo donne, cibi speziati, bevande fermentate.<br />
Alla pratica della  Forma venivano dedicate più di dieci ore al giorno.<br />
Verso la perfezione assoluta che Maestro Chang chiedeva non si procedeva più per correzioni formali; l’eccellenza esteriore era stata da tempo raggiunta e superata, oramai ogni progresso poteva trovarsi solo nel modo in cui la Forma si relazionava all’universo, comprendendolo, compenetrandolo  e modificandolo.<br />
Così nella prima guardia la mano che davanti al corpo proteggeva il petto apriva leggermente lo spazio tra le dita e queste, con la loro punta, toccavano le sfere del Tao, la realtà intera ed una.<br />
Il volto  allora sorrideva, lo sguardo attraversava il muro del Tempio e percorreva tutta la rotondità della terra.<br />
Muovendo nei quattro cancelli dovevamo sentire, accordarci al lento gravitare dei pianeti e di ogni altro astro al nostro zenith, corpo dell’universo a sua volta intento ad eseguire la Forma suprema.<br />
Rivedo Maestro Chang davanti a me, ai piedi del grande tiglio argentato, io e lui in un cono di luce, luce che lui riceveva per primo, filtrava e centrava per me.<br />
Così Chang San Feng  esercitava l’arte essenziale dell’insegnamento, quella che non procede per esempi o parole ma tramite l’influsso, l’energia sottile, azione diretta che non chiede nulla, neanche il comprendere.<br />
Quando il mio apprendistato ebbe termine, Maestro Chang stabilì che avrei dovuto lasciare il Tempio e insegnare l’arte lontano, nella regione di Ho Pei.<br />
Prima di andarmene volli dire al Maestro quanto lo amavo.<br />
Chang rispose che lasciandomi andare gli pareva di perdere eppure di guadagnare tutto, sapendo che avrei insegnato e trasmesso la Forma, e con quella una parte di lui, a una discendenza.<br />
“Siamo stati io e te, Yang Lew.<br />
Io e te, il Maestro e l’allievo, e non c’è cosa più grande, perché così agisce il Tao in Sè, dal grano di sabbia alle coscienze degli uomini.<br />
Verranno nel futuro dell’umanità giorni in cui non vi saranno più Maestri, giorni dove gli insegnamenti, sconvolti a terra e coperti dalla polvere, potranno essere conosciuti solo cadendo.<br />
Allora un gesto, il viso di una donna, la virgola scura che un uccello incide nel cielo, le parole e la verità di una frase, il vento e la pioggia di una giornata, le notti stellate saranno per noi gli unici Maestri possibili.<br />
Beato chi in quei tempi disperati vorrà e saprà leggere quei segni, Yang Lew, chi comprenderà che nonostante le apparenze non c’è differenza tra quegli insegnamenti e quelli del Tao, della Forma e della sua perfezione che tu hai ricevuto in questa vita da Chang San Feng”.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/yang-lew-chan.html' addthis:title='Yang Lew Chan ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I King: libro e verità</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 09:21:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Introduzione per immagini all'antica arte oracolare cinese]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-king-libro-e-verita.html' addthis:title='I King: libro e verità '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><strong>I</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-2163" style="margin: 10px;" title="iking" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/iking.gif" alt="" width="150" height="148" />Nella sua introduzione del 1949  alla traduzione inglese dell’<em>I King</em> Carl Gustav Jung applica all’Oracolo il principio della sincronicità: ogni cosa che avviene in un dato momento possiede integralmente ciò che è proprio di quel momento, risuonando con lui nella qualità, non soltanto nel tempo.<br />
Occorre solo sapere vedere, sentire.<br />
Al contrario, secondo l’antica tradizione cinese sarebbero entità spirituali operanti in modo segreto, su piani sottili, a garantire il funzionamento del Libro.<br />
Si tratta di immaginare il Libro presidiato  da coscienze agenti su un piano diverso da quello materiale e il cui scopo sia quello di preservare una struttura dove la Verità sia  eternamente attingibile, manifestabile, salvifica determinando  in virtù del suo manifestarsi e dall’istante  successivo alla lettura una diversa possibilità di sviluppo,  a Lei conformata, derivante tanto dalla comprensione dell’essenza di una situazione quanto dal destino possibile che l’esagramma di evoluzione, dove prodotto, contiene.<br />
Queste verità coesistono in una unità, come due lati di un oggetto.<br />
Se nel nostro mondo lo spirito non è che aldilà di un velo, se materia e spirito sono uno, la loro permeabilità è continua, quella della luce che inonda e attraversa il tessuto di un tendaggio posto tra due spazi; questa permeabilità è in verità la forza stessa che sostiene la manifestazione materiale e la fa procedere, elevandola.<br />
In ogni cosa il Tutto, poiché il Tutto è in ogni cosa.<br />
Per questo è possibile,  potente e meraviglioso che la stella disegnata da degli astragali gettati a caso sulla sabbia possa significare le conquiste di Alessandro in Asia e che diverse nubi di sangue, più scure, più chiare, esalanti il loro ultimo colore o ancora pulsanti sulla superficie del fegato di un animale abbiano potuto predire la fine imminente di un Impero.<br />
La struttura oracolare del Libro appare “protetta” in modo estremo, aldilà di qualsiasi possibilità statistica: pertinenza e ripetizione di sentenze, capacità assoluta di sopportare l’interrogazione compulsiva &#8211; io stesso vi ho disperatamente ceduto in periodi  di dolore &#8211; modulando i propri responsi persino nel vivo del  manifestarsi ardente di questa, accettandone ed accompagnandone  lo squilibrio.<br />
Come in qualsiasi atto evocativo &#8211; riferito in questo caso alle entità spirituali che affiancano il Libro &#8211; la sincerità e la qualità dell’aspirazione, la caratura interiore dell’interrogante sono condizione fondamentale per  il completo rispondere dell’Oracolo.<br />
Il Libro, le entità, sono personali ed è Jung stesso a fornirne la prova: interrogato su se stesso e sul suo destino il Libro risponde con l’esagramma 50, <em>Ting</em>,  il Calderone.<br />
L’esagramma suggerisce il contenere un nutrimento spirituale. Le linee mobili e quindi di particolare rilievo per il responso (dò qui per scontata la conoscenza del funzionamento base dell’Oracolo secondo il metodo delle tre monete) sono il 9 (3+3+3) al secondo posto e il 6 (2+2+2) al terzo posto.<br />
La sentenza della seconda linea è:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel calderone c’è cibo.<br />
I miei compagni sono invidiosi,<br />
ma non possono danneggiarmi.<br />
Salute.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quella della terza è:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il manico del calderone è storto.<br />
Si è impediti nel progredire.<br />
Il grasso del fagiano non viene mangiato.<br />
Quando poi cade la pioggia, si spegne il rimorso.<br />
Finalmente viene salute.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La trasformazione delle due linee salienti, mutandosi nel loro opposto, produce l’esagramma 35, <em>Tsinn</em>, il Progresso.<br />
Il significato di quanto detto è evidente.<br />
L’oracolo contiene verità eterna  ma  i tempi impediscono di attingervi.<br />
Cade infine la pioggia e il tempo muta, il sole sorge sulla terra, <em>Tsinn</em>: il nobile illumina (da sé) la sua splendente virtù.<br />
L’evoluzione è chiaramente riferita al destino dell’Oracolo.<br />
Si consideri l’accenno  a nemici invidiosi, il profluvio di sistemi  oracolari e pseudotali  nel mondo contemporaneo.<br />
Le entità spirituali  sanno essere anche ironiche. Si muovono, come gli Angeli, in un mondo più alto ma infinitamente più povero di quello umano  perchè non trasmutabile, non evolutivo; non è necessario che siano parte del piano supremo, ma solo al suo servizio, parte della sua forza.<br />
In un esagramma può parlare principalmente l’immagine generale del segno, oppure ogni linea.<br />
Una sola parola di una sentenza, in virtù della corrispondenza con quanto è nell’animo di chi interroga, può illuminare, risolvere.<br />
E’ escluso ogni approccio puramente predittivo: si tratta di penetrare il senso ultimo di una situazione, di aiutare una scelta.<br />
La sola previsione di ciò che accadrà, per quanto agibile con successo sotto determinate condizioni, ha fenomenologicamente carattere demoniaco, si  apre  verso il tempo che viene come un’ombra, una maledizione e non una luce, sottraendo all’uomo nel mondo i suoi beni più alti: la libertà e il potere di trasformare.<br />
Il contrasto, solo apparente, tra le sentenze di ogni linea di un esagramma è simile al vibrare di uno spettro di contenuti,  il rendersi visibile di vari piani del cristallo della Verità.<br />
Le linee salienti, la loro tensione estrema (le sentenze di linea saliente sono sempre, rispetto alla questione che viene posta sotto la luce dell’Oracolo, vertiginose, colpiscono con la forza di un lampo) determinano il nuovo segno, la tendenza evolutiva, l’approdo non certo ma possibile: l’uomo è infatti chiamato a scegliere.<br />
La ruota del Tao muove senza  fine,  centro, raggi, bordi ultimi;  noi ne siamo parte e ogni nostra azione, benché già inclusa, conosciuta dall’ordine supremo,  ne determina il moto.<br />
Nell’esagramma di evoluzione contempliamo ciò che ci è destinato, quanto è possibile se penetriamo il senso della situazione e, in virtù di questo, sappiamo agire secondo verità.<br />
Il carattere personale dell’ Oracolo, i suoi esagrammi che tutto contengono, gli ordini dell’Amore tra gli uomini ci conducono verso un’ altra domanda: è possibile interrogare il Libro per un altro uomo?<br />
Un uomo ignaro del Libro, una persona che amiamo e di cui intuiamo l’Anima, un uomo che lo chieda, chi può essere anche lontano, nello spazio e persino nel tempo, scomparso, non ricordato.<br />
Chi è sconosciuto, legato a noi forse solo da fili invisibili.<br />
Raccogliamoci, gettiamo le monete.</p>
<p style="text-align: justify;">Primo esagramma 61, <em>Ciung Fu</em>, la Verità interiore</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo insieme il segno parla degli effetti della Verità interiore, simile ad un uovo, un vuoto dove un germe attende di  poter essere risvegliato e di formarsi per dare pienezza e della necessità di penetrare questa Verità in piena comprensione.<br />
Amare e comprendere &#8211; atti di coscienza  ben aldilà di ogni perdonare &#8211; ciò che si raggiunge negli altri è il prodotto di un chiaro vedere, di un sapere di più alto grado, il tributo che si deve riconoscere al vero.<br />
Nessun indulgere, nessuna debolezza.<br />
La  linea saliente è il 9 al secondo posto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il richiamo di una gru nell’ombra.<br />
Il suo piccolo le risponde.<br />
Io ho un buon calice. Lo dividerò con te.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ difficile non commuoversi di fronte alla delicatezza della sentenza in relazione alla questione posta.<br />
Nell’ombra, dall’ombra, qualcuno è chiamato e un dialogo inizia: nel calice sta un vino buono, di valore, che verrà  offerto e condiviso e questo annullerà ogni importanza circa il ruolo e l’ordine delle voci e dei bisogni, di chi offre e di chi riceve, di chi possiede e di chi non ha nulla.<br />
Il testo parla del calice che contiene (ed è buono per questo) e non del contenuto:  ciò che verrà condiviso è  il potere  di uno strumento che saprà per sempre contenere ed offrire,  non un liquido esauribile.<br />
La seconda linea mobile produce l’esagramma 42, I, l’Accrescimento.<br />
Tutto aumenta ovunque, qualcosa è tolto dall’ alto, dal cielo, e portato in basso, tra gli uomini.<br />
Così l’Oracolo ci avverte che l’operazione su cui l’abbiamo interrogato è possibile e salutare.<br />
Ottenuto questo assenso, percorreremo negli anni anche questa strada e potremo anche lì raccontare, forse più chiaramente che per noi stessi, le storie di un’Anima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>II  Storie</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Pozzo</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un giovane conosce durante un viaggio una donna che non vedrà mai più e di cui nulla sa, con la quale ha diversi rapporti.<br />
Dopo alcuni mesi accusa dei disturbi e matura la convinzione di avere contratto una malattia a trasmissione sessuale.<br />
Si dispera. Sa che la soluzione è un esame del sangue, ma indugia.<br />
Si confida con un amico, che getterà a sua insaputa le monete per lui.<br />
Il primo esagramma sarà 48, il Pozzo.<br />
Le linee evolutive saranno il 9 al quinto posto e il 6 alla fine.<br />
Rispettivamente:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel pozzo vi è una sorgente limpida e fresca<br />
dalla quale si può bere</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si attinge al pozzo senza impedimento.<br />
Esso è affidabile. Sublime salute.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’interrogante comprende che si parla del pozzo del  corpo, il pozzo del sangue, dove occorre calarsi per attingere.<br />
Il pozzo è affidabile.<br />
Convince l’amico a effettuare l’esame, che ha esito negativo.<br />
Le linee salienti determinano  come esagramma di evoluzione 46, Sciong, l’Ascendere, il progresso tramite lo sforzo. L’uscita dall’ossessione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’Ottenebramento della Luce (la lesione)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo è stato colpito da un tumore maligno, un sarcoma, alla radice della coscia sinistra, all’età di quattordici anni.<br />
La coscia viene svuotata dai linfonodi e dalle fibre muscolari, la cobaltoterapia segna per sempre la pelle.<br />
L’uomo sopravvive, contro ogni probabilità.<br />
Per tutta la vita, l’uomo ha difficoltà ad accettare la lesione fisica e il suo linguaggio, di sfregio e minaccia incombente. Egli  prova vergogna per il proprio corpo, per l’egoismo e la povertà del suo sentire rivolto solo a se stesso, teme la recidiva e  la morte.<br />
La sua luce interiore diminuisce, così come l’ampiezza del suo cuore e la sua libertà, egli non sa dare  nulla nemmeno a chi lo ama, ogni speranza pare perduta.<br />
Si interroga l’Oracolo: 36, <em>Ming </em>I, l’Ottenebramento della luce (la lesione).<br />
Si ottiene 6 al secondo posto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’ottenebramento  della luce (la lesione) lo ferisce alla coscia sinistra.<br />
Egli offre aiuto con la potenza di un cavallo.<br />
Salute.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Si osserva qui, incidentalmente,  una corrispondenza assoluta tra situazione reale e sentenza: la lesione alla coscia sinistra.<br />
La coscia sinistra è spesso individuata come una delle porte del corpo verso lo sconosciuto, il profondo, quella parte dello spirituale che ha a che fare con la materia e la sua gravità, le sue colpe in conoscibili, verso la forza distruttiva, in quel luogo dove la via sinistra &#8211; la via antidivina &#8211; è così vicina, dell’inconscio:  Dioniso nasce una seconda volta dalla coscia lacerata di Zeus, il cane di Phersu, il Genio del Destino nella Tomba degli Auguri azzanna l’uomo  alla coscia sinistra, così, alla coscia sinistra, è ferito il Matto dei Tarocchi…<br />
La ferita non costituisce che un impedimento, sebbene sia richiesto l’aiuto offerto dalla “potenza di un cavallo”. La salvezza è possibile,  il luminoso solo velato, la reintegrazione della persona non preclusa.<br />
La riga saliente determina l’esagramma 11, Tai, la Pace.<br />
La situazione viene compresa, è indicato un possibile approdo del sentire.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Johann Sebastian Bach (Il Grande Possedere)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo ascolta Bach. La sua gioia è indicibile, ecco lacrime d’Anima, impersonali.<br />
Su tanto, egli interroga il Libro.<br />
1, <em>Kienn</em>, il Creativo.<br />
La riga mobile è al quinto posto:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Drago che vola nei cieli.<br />
Carattere celeste, modo supremo di influenzare le cose.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La linea saliente al quinto posto crea il nuovo esagramma: 14, <em>Ta Yu</em>, il Grande Possedere.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si tratta, per la brevità qui suggerita, che di tre esempi dei modi e della pertinenza dell’Oracolo.<br />
In tanti anni ho interrogato il Libro,  per la mia e l’altrui Anima, centinaia di volte, conoscendo storie e destini cui il responso conferiva un senso ed offriva una possibilità.<br />
In ogni occasione quel completarsi si mostrava, in verità, come un evento gioioso, come il vero apparire di un volto, come una nascita.</p>
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