<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:coop="http://www.google.com/coop/namespace"
	>

<channel>
	<title>Centro Studi La Runa &#187; spada</title>
	<atom:link href="http://www.centrostudilaruna.it/tag/spada/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.centrostudilaruna.it</link>
	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 15:49:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Perceval, Re e Sacerdote</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/perceval-re-e-sacerdote.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/perceval-re-e-sacerdote.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 16:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vito Foschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclo del Graal]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura medievale]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli e simbologia]]></category>
		<category><![CDATA[Simbolismo del Graal]]></category>
		<category><![CDATA[Chétien de Troyes]]></category>
		<category><![CDATA[Galvano]]></category>
		<category><![CDATA[graal]]></category>
		<category><![CDATA[Perceval]]></category>
		<category><![CDATA[spada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=9244</guid>
		<description><![CDATA[In Perceval è ravvisabile l’eterna figura del Re Pontefice, guida politica e spirituale dalla cui salute dipende il benessere del regno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/perceval-re-e-sacerdote.html' addthis:title='Perceval, Re e Sacerdote '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/carlomagno48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Medioevo" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><strong><em>Introduzione</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-9253" style="margin: 10px;" title="perceval" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/perceval-298x300.jpg" alt="" width="298" height="300" />Nel <em>Perceval</em>, il romanzo di Chétien de Troyes, si racconta di come il giovane Perceval da selvaggio ed incolto si trasformi in un perfetto cavaliere affrontando varie avventure, tra cui alcune di natura fantastica. Ma dietro questo percorso è possibile scorgere una vera e propria iniziazione. Ad esempio l’avventura nel castello del Graal non trova facilmente spiegazione come semplice favola e molti autori hanno rilevato i riferimenti mitici sia celtici sia alla tradizione dei Re Taumaturghi. Come abbiamo scritto in altri lavori Perceval riceve due iniziazioni, la prima alla cavalleria profana o terrena ricevuta dal gentiluomo Gorneman di Gorhaut, e la seconda alla cavalleria spirituale o celeste dallo Zio Eremita che gli trasmette una preghiera segreta. Questo particolare non è facilmente riconducibile a un contesto cristiano o semplicemente favolistico. Rappresenta la trasmissione di un sapere iniziatico, segreto, che si trasmette da maestro ad allievo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera di Chrétien manca della fine, non si capisce se per volontà dell’artista o meno ed il suo successo è in parte dovuto alle diverse continuazioni scritte da altri autori. Il romanzo ha, inoltre, la particolarità si essere quasi diviso in due parti di cui una dedicata ad un altro protagonista: Galvano. Si può ben dire che si tratti di una opera molto particolare e nonostante o forse proprio per questo di ampia diffusione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Il Castello del Graal</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Perceval raggiunge il castello del Graal ma non ponendo la domanda su cosa sia ciò che vede fallisce la prova e si allontana non riuscendo a capire cosa sia successo. Il tutto gli viene spiegato da una sua cugina con una specie di interrogatorio. Anche qui le tracce di un rituale con delle domande prefissate e le risposte dell’adepto che non sa. E d’altronde cosa potrebbe sapere Perceval se è ancora un semplice cavaliere? Quando raggiunge il castello del Graal è stato appena iniziato cavaliere da Gorneman ed ha liberato Biancofiore dai suoi nemici. Quindi ha fatto solo esperienza di guerra e di cortesia e questa non è sufficiente a conquistare il Graal.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/i-cavalieri-della-tavola-rotonda/10188" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-9252" style="margin: 10px;" title="i-cavalieri-della-tavolta-rotonda" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/i-cavalieri-della-tavolta-rotonda.jpg" alt="" width="200" height="286" /></a>Nel racconto di Chrétien bisogna rivelare la presenza di uno schema: tentativo, fallimento, nuovo tentativo, successo. La prima volta che Perceval incontra una donna, la dama dell’Orgoglioso della Landa, segue i consigli della madre e combina un guaio. Non era ancora pronto. Incontra Gorneman che oltre ad insegnargli le regole della cavalleria gli insegna le regole della cortesia. E così la seconda volta con Biancofiore, essendo ormai un uomo e un gentiluomo riesce a conquistarla. Si noti lo schema: tentativo e fallimento con la dama dell’Orgoglioso, nuovo tentativo e successo con Biancofiore. Così succede con le donne, ma così appare lo schema della ricerca del Graal, solo che lo schema non si completa, perché il romanzo si interrompe. Il primo tentativo col Graal fallisce, perché l&#8217;eroe ha avuto solo l&#8217;iniziazione alla cavalleria terrestre e ciò non è sufficiente per recuperare il Graal. Sono i primi due passi dello schema. Verso la fine del romanzo, come accennato prima, riceve l&#8217;iniziazione Spirituale ed è pronto per ritentare l&#8217;impresa. Purtroppo il racconto si interrompe, ma si può ipotizzare con una certa sicurezza una conclusione positiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="http://www.libriefilm.com/il-graal-i-testi-che-hanno-fondato-la-leggenda/9780" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8196" style="margin: 10px;" title="il-graal" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-graal-178x300.jpg" alt="" width="178" height="300" /></a>Un romanzo di formazione?</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni autori hanno considerato l’opera solo come un romanzo di formazione con intenti didascalici senza vederne gli aspetti mitologici, ma anche questa interpretazione non fa che rafforzare l’ipotesi della conquista del Graal da parte di Perceval. Se il protagonista deve imparare certe cose per poter superare le prove della vita, si intuisce che alla fine del racconto dopo aver imparato ciò che serve ritroverà il castello del Graal e porrà la domanda e libererà il Re Magagnato dal suo dolore.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando Perceval raggiunge il castello del Graal la prima volta, è cavaliere ed ha appena lasciato il castello di Biancofiore, ha ricevuto l’iniziazione alla cavalleria terrena ed è ancora un semplice guerriero. È anche maturato da adolescente a uomo conoscendo l’amore terreno. Qui finirebbe il romanzo se si trattasse solo di un romanzo di formazione, come se in una società tradizionale possa aver senso parlare di formazione, o di passaggio dall’adolescenza all’età adulta senza un cerimonia iniziatica. Gli insegnamenti terreni non sono sufficienti a conquistare il Graal.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>L’investitura del re sacerdote</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Nella visita al castello del Graal, il Re Pescatore dona a Perceval una spada dicendogli che è fatta per lui. Ora il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> della spada è molto chiaro, oltre a simboleggiare le virtù guerriere rappresenta la Giustizia e la Regalità. In <em>Matteo 10, 34</em> “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada”. La spada è <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> della giustizia e Gesù vuole intendere di essere venuto a portare la Giustizia, tra gli altri significati. Nel momento in cui riceve la spada viene riconosciuta a Perceval la sua qualità di guerriero e riceve l’investitura di re. Naturalmente il Graal è un dono spirituale e non può essere posseduto da un semplice re guerriero. Dopo questo episodio Perceval affronta varie avventure, ma si tiene lontano dalla chiesa: è un cavaliere in cerca di avventure. Un venerdì santo incontra una processione e viene rimproverato da uno degli astanti di andare in giro armato in tale giorno. Perceval non sa di che giorni si tratti, lo chiede e quando lo apprende sente la necessità di fare penitenza e saputo della presenza lì vicino di un eremita ci si avvia. Qui apprende che l’eremita è suo zio da parte di madre e i misteri del Graal. Il Graal serve l’ostia al padre del Re Pescatore che da 12 anni si nutre solo di quella. Infine l’Eremita gli insegna una preghiera segreta che «conteneva molti nomi del signore Iddio, i più potenti, che nessuna bocca umana deve pronunciare se non per paura della morte»; preghiera segreta, che rappresenta il filo ininterrotto della tradizione che lega i rappresentati nelle varie generazioni: riceve una definitiva iniziazione. In quest’ultima si può scorgere una iniziazione sacerdotale, e non a caso a impartire l’insegnamento è lo zio materno di Perceval. Ci piace ricordare la tradizione ebraica per cui la discendenza è da parte di madre ed erano i membri della tribù dei leviti a poter accedere alle cariche sacerdotali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il costruttore di ponti</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perceval è re sacerdote o per meglio dire re pontefice. Il Pontifex è letteralmente un «costruttore di ponti», qui inteso simbolicamente quale mediatore fra il nostro mondo e i mondi superiori. In effetti quando Perceval incontra la prima volta il Re Pescatore è alla ricerca di un guado dove attraversare un fiume; il Re è in barca intento a pescare e gli indica la strada, funzione di pontefice, per raggiungere il Castello del Graal dove avrebbe alloggiato quella notte per poi ripartire. Il Castello è un regno non terreno ed il Re Pescatore funge da intermediario fra il mondo terreno e il mondo superiore. Infatti il Castello appare a Perceval ad un tratto, quando disperava di trovarlo pensando di essere stato burlato dal pescatore, e nonostante lo abbia visitato, non sarà più in grado di ritornarvi a dimostrazione che la sua ubicazione non è di questo mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8827205020/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8827205020"><img class="alignleft size-full wp-image-9250" title="il-mistero-del-graal" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-mistero-del-graal.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Ricevuta l’iniziazione spirituale o sacerdotale, Perceval è in grado di liberare il Re Magagnato dal suo male o meglio di succedergli al trono e di essere lui il nuovo Re Pescatore che farà rifiorire la terra. Qui si intravede l’ombra di antichi rituali legati ai culti di fertilità e alla successione di un sovrano o di un capo che svolge funzioni sia guerriere che religiose.</p>
<p style="text-align: justify;">La funzione di Perceval è restauratrice, ovvero di riportare ordine in una situazione degenerata. In Perceval riconosciamo la figura dell’eroe nel senso tradizionale del termine come spiegato da <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Julius Evola</a> nel suo <a title="Il mistero del Graal" href="http://www.amazon.it/gp/product/8827205020/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8827205020" target="_blank"><em>Il mistero del Graal</em></a>. L’eroe a differenza dell’uomo primordiale completo in sé, deve riconquistare la sua pienezza perché non è per “natura” completo. Da <em><a title="Il mistero del Graal" href="http://www.amazon.it/gp/product/8827205020/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8827205020" target="_blank">Il Mistero del Graal</a>: “Secondo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/esiodo" target="_blank">Esiodo</a></span> la «generazione degli eroi» fu creata da Zeus, cioè dal principio olimpico, con la possibilità di riconquistare lo stato primordiale e dar quindi vita a un nuovo ciclo «aureo»”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Compito dell’«eroe» è quindi quella di far rinascere una nuova età dell’oro. In effetti nell’avventura di Perceval, osserviamo una situazione di disordine in cui è caduta la società umana a causa dell’infermità del Re Pescatore. Possiamo pensare che la malattia del Re Pescatore si ripercuota sul mondo perché come è raccontato da altri testi del ciclo arturiano, sia Merlino che Artù sono traditi da una donna, da intendersi anche qui in senso simbolico, generando il caos nel regno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903257/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903257" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-9251" style="margin: 10px;" title="il-re-del-mondo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-re-del-mondo.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Accenniamo al fatto che nelle tre figure del re Pescatore, di Merlino e d’Artù possiamo vedere le “tre funzioni supreme” indicate da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> nel <a title="Il Re del Mondo" href="http://www.amazon.it/gp/product/8845903257/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=cestlaru-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8845903257" target="_blank"><em>Re del mondo</em></a>: <em>“…il capo supremo dell’Agarttha porta il titolo Brahâtmâ (sarebbe più corretto scrivere Brahmâtmâ), «supporto delle anime nello spirito di Dio»; i suoi coadiutori sono il Mahâtmâ, «rappresentante dell’Anima universale» e il Mahângâ, «simbolo di tutta l’organizzazione materiale del Cosmo»: questa è la divisione gerarchica che le dottrine occidentali rappresentato mediante il ternario «spirito, anima e corpo»”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, Perceval secondo lo schema da noi individuato, guarisce il Re Pescatore e gli succede instaurando un nuovo regno e quindi una nuova era di pace e prosperità che potrebbe essere considerata come il ritorno all’età dell’oro primordiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Re Pescatore</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’aggettivo pescatore associato a re non è casuale e non riguarda semplicemente il passatempo del re malato ma ha un chiaro significato simbolico. Il Re Pescatore per eccellenza è Gesù, re perché discendente dalla stirpe davidica e pescatore perché pescatore d’anime. Nel Vangelo sono ben noti i passi in cui dice a Pietro di gettare le reti (<em>Luca 5, 4</em>) e quando gli dice di lasciare le reti che lo avrebbe fatto pescatore di uomini (<em>Luca 5, 10</em>). Qui, è da citare il cosiddetto anello piscatorio indossato dal Papa che ha l’effige di Pietro che pesca con la rete. In questo oggetto è racchiusa una doppia <a title="simbologia" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbologia</a> regale e sacerdotale. L’anello sta spesso a denotare la nobiltà di chi lo indossa, mentre l’effige di S. Pietro che getta le reti è un esplicito <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbolo</a> della funzione sacerdotale della Chiesa. Dobbiamo qui citare la diffusione nel <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo/" target="_blank">medioevo</a> di una leggenda di origine araba che racconta di come Re Salomone possedesse un anello magico capace di scacciare i demoni e perdendolo lo ritrovi dentro un pesce che aveva appena pescato e da cui l’appellativo re pescatore. Sottolineiamo l’esistenza di una leggenda simile che ha come protagonista Alessandro Magno, anch’egli simbolo di quella regalità sacerdotale, perché in un certo qual modo ne ha incarnato i principi nella storia.</p>
<p style="text-align: justify;">A completamento dell’esame della <a title="simbologia" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbologia</a>, ricordiamo che il simbolo dei primi cristiani era il pesce dall’acronimo greco che indicava il nome di Gesù ed a volte erano chiamati loro stessi pesciolini perché, come i pesci erano scampati alla punizione divina del diluvio universale, così, essi grazie alla loro fede in Cristo avrebbero superati indenni il Giudizio Universale. Inoltre il pesce era un simbolo frequente dell’iconografia cristiana a ricordare il miracolo dei pani e dei pesci e da qui, spesso associato al banchetto dell’Ultima Cena.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Conclusioni</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In questo <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/" target="_blank">simbolismo</a> sembrano convergere tradizioni precristiane e cristiane, anche se è più corretto dire che ambedue si riferiscono ad un simbolismo tradizionale, esplicitandone ognuna, quella parte che in un dato momento e in un dato luogo, è più congeniale. La presenza di ambedue permette di chiarire meglio i principi sottesi depurandoli dalle incrostazioni delle contingenze storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo sapere se l’utilizzo di tale simbolismo da parte di Chrétien sia stato consapevole o meno, anche perché vivendo in un’epoca fortemente intrisa di sacro non poteva non riversare nella sua opera la simbologia cristiana. Sicuramente i riferimenti cristiani hanno permesso a Robert de Boron nelle sua successiva rielaborazione della leggenda del Graal, di rivestirla, con estrema facilità, di abiti cristiani. È da ribadire, però, che una lettura eminentemente cristiana del racconto del Graal non è possibile, stando un sostrato di miti non riconducibile a un alveo cristiano.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/perceval-re-e-sacerdote.html' addthis:title='Perceval, Re e Sacerdote ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/perceval-re-e-sacerdote.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Ciclo del Graal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Letteratura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Letteratura medievale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Medioevo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Simboli e simbologia]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Simbolismo del Graal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Chétien de Troyes]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Galvano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[graal]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Perceval]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[spada]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Jan Mydlàv (riflessioni sulla colpa e sulla pena)</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/jan-mydlav.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/jan-mydlav.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 15:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[boia]]></category>
		<category><![CDATA[colpa]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[Praga]]></category>
		<category><![CDATA[spada]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=2768</guid>
		<description><![CDATA[Il ricordo e le esperienze di vita di un boia praghese del Settecento in un avvincente racconto]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/jan-mydlav.html' addthis:title='Jan Mydlàv (riflessioni sulla colpa e sulla pena) '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: center;">Jan Mydlàv</p>
<p style="text-align: center;">boia della città di  Praga</p>
<p style="text-align: center;">dal 1732 al  1754</p>
<p style="text-align: center;">morto a Karlovy Vary nel 1761  (?)</p>
<p style="text-align: center;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono Jan Mydlàv, boia dell’Imperatore  nella città di Praga.</p>
<p style="text-align: justify;">Come me fu boia mio padre  Jaroslav.</p>
<p style="text-align: justify;">Bambino, ignoravo dove andasse quando  portava con sé  quel grande mantello di  raso rosso, che credevo magico.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo servo, Karel, lo attendeva con un  lungo e pesante fardello che &#8211; seppi poi &#8211; conteneva le  spade.</p>
<p style="text-align: justify;">Quei giorni papà non tornava che al  mattino, quando io ero già sveglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo sguardo stanco, gli effetti di una  intera notte passata nelle bettole.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo il giorno successivo sarebbe  ritornato lui, affettuoso e attento: avremmo giocato nel cortile della casa,  richiamato gli uccelli sulla collina di Petrin.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando compii sedici anni mio padre mi  disse del suo lavoro e che un giorno avrei dovuto  succedergli.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi avrebbe insegnato ogni  cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui e Karel mi mostrarono le tre spade,  puro acciaio di Spagna, me ne fecero saggiare l’enorme peso,  l’equilibrio.</p>
<p style="text-align: justify;">“La punta della spada al cielo &#8211; mi disse  mio padre – e tutto il suo peso per un istante qui, in questo punto al centro  del polso, prima che la lama cada”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’arte del boia stava infatti  nel decapitare il condannato in un solo  colpo.</p>
<p style="text-align: justify;">La sofferenza di chi doveva morire sarebbe  stata minore, la punizione impeccabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Un boia che dovette usare il terzo colpo  per decapitare un uomo a Poznàn ebbe problemi con la  folla.</p>
<p style="text-align: justify;">Karel mi addestrò con le sue spade &#8211;  quelle che avevano già colpito un uomo dovevano essere usate solo nelle  esecuzioni &#8211; a decapitare piccoli animali, perché mi abituassi al gesto e al  sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi fu spiegato con l’aiuto del cadavere di  un vecchio, un senza casa pronto ad essere gettato in una fossa comune, dove e  come colpire il collo per riuscire.</p>
<p style="text-align: justify;">All’età di vent’anni sostituii Karel come  asssitente di mio padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando tutto finiva provvedevo alla  pulizia delle spade che avevano colpito, con acqua di fonte.</p>
<p style="text-align: justify;">Apposte le firme di rito, smettevamo i  nostri mantelli e ci univamo alla folla.</p>
<p style="text-align: justify;">Andavamo in qualche osteria dove molta  birra e una carne pesante e condita mutavano e scurivano il nostro sentire, il  ricordo di quanto avevamo appena vissuto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’indomani avremmo fatto ritorno a  casa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mio padre era richiesto anche in città  lontane, per la sua esperienza, la sua figura alta e  imponente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando morì fui immediatamente assegnato  al suo posto come boia principale della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovai un aiutante, un lontano  cugino.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo la mia prima esecuzione nella  piazza della città vecchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il condannato era un giovane uomo che  aveva ucciso il padre, un uomo violento di cui si diceva avesse stuprato la  figlia più giovane.</p>
<p style="text-align: justify;">Le   mani legate alla schiena, lo   sguardo scuro ed intenso fissato a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul patibolo, ascoltammo l’oratore  dell’Imperatore dichiarare la colpa, poi la grande campana di Tyn  rintoccare.</p>
<p style="text-align: justify;">Di me, lui non vedeva che un volto in  ombra, nascosto dalle ali del grande cappuccio.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non sentirai nulla &#8211; volli dirgli &#8211;  soffrono di più le donne che partoriscono”.</p>
<p style="text-align: justify;">La campana toccò l’ultimo  colpo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fummo lasciati soli.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ordinai, come dovevo, di  inginocchiarsi e con la mano aperta premetti il suo viso di lato sul  ceppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alzai la spada e ne feci gravare il peso  dove mi aveva insegnato mio padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, in un grande semicerchio, lasciai  cadere la lama.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colpo fu  perfetto.</p>
<p style="text-align: justify;">La testa di riccioli biondi  rotolò poco lontano dal ceppo, il suo tronco  si alzò di scatto come colpito da una frustata e quasi sollevandosi da  terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal collo reciso si alzò un potente getto  di sangue che ricadde a terra solo dopo il corpo, spruzzando di gocce il viso di  alcuni uomini che si erano avvicinati e imbevendo le larghe tavole di legno del  palco.</p>
<p style="text-align: justify;">L’urlo sordo della folla, un urlo che  conoscevo bene e che conteneva così tante cose, si alzò come  un’onda.</p>
<p style="text-align: justify;">Rifluendo, lasciò un istante di silenzio  assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo in quell’attimo, prima che il tempo  ordinario sommergesse ogni cosa riprendendosela, essi comprendevano ciò che era  accaduto, la sua sacralità, riuscivano oscuramente a rendere un vero onore,  qualunque fosse stata la sua colpa, a chi era morto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non era forse vero che in questo mondo  così rotto ed incerto, dove il Male vive e fermenta in ogni luogo e in ogni  istante il condannato ne aveva assunta su di sé una parte, venefica, mortale,  che aveva così risparmiato loro?</p>
<p style="text-align: justify;">In vent’anni giustiziai, a Praga e in  altre città, più di duecentocinquanta persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindici, i traditori della Montagna  Bianca, in un sol giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Oh i volti e il silenzio e le parole di  quei minuti sul patibolo mentre il giudice dichiara la colpa e rintoccano le  campane.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni balbettavano il nome della madre,  altri confessavano a me e al cielo una colpa più tremenda di quella per la quale  erano stati condannati.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni, per il terrore della morte, il  cuore si rompeva in petto, dovevo sorreggerli e inginocchiarli al  ceppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Erano già morti quando la lama  cadeva.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il tempo avevo imparato a rispettare  la regola che mi imponeva un assoluto silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Regola giusta e sacra perché il boia, come  le stelle e i pianeti, deve agire impersonalmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli è infatti colui che uccide  simbolicamente il Male, ed è, per colui che muore, il pontefice verso un altro  mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come già mio padre, dopo ogni esecuzione  giravo per le osterie.</p>
<p style="text-align: justify;">Birra fresca e forte, il profilo e la  figura delle ragazze che la servivano, beni piccoli ma così grati, riservati a  chi ancora è vivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, boccale dopo boccale, dopo essere  stato il rosso Angelo della Morte, io ritornavo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensavo ai morti, alle loro  colpe.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensavo a quanto fosse alta e necessaria,  questa giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorreva opporre al Male, agisse questo  nei piani del traditore o dell’usuraio, nel demone dell’incendiario o del  violentatore, nel disordine degli omicidi della passione, ciò che è diverso da  lui: il rigore di una giustizia alta e impersonale, un rito di tale bellezza da  risultarne degno.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto era terribile, ma sopra ogni altra  cosa sacro.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco importava persino che il condannato  fosse colpevole o vittima di una congiura del principe o di un altro uomo che  assisteva all’esecuzione, ciò che contava era che la giustizia si  manifestasse.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ordine trovava la sua immagine, veniva  stabilito, diceva le sue parole: nel tempo avrebbe agito.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel raggio di luce, la spada, mostrava  ciò che è davvero nell’uomo, torrenti di sangue color rubino, e separava le sue  due parti, la testa e il cuore dove l’Anima è infitta.</p>
<p style="text-align: justify;">Come appariva chiaro che l’uomo consiste,  è,  nel cuore e nel suo fiume di sangue,  mai nella labirinti della mente.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando infatti l’Anima era già liberata e  in un altro mondo si apprestava a raccogliere il premio e a lasciare il pegno  della propria azione, la testa rotolata sul patibolo conservava per qualche  secondo coscienza.</p>
<p style="text-align: justify;">La folla terrorizzata, in una voce più  alta di quella che il condannato aveva ancora sul ceppo, udiva qualche tronca  parola  dalla bocca al suolo: la fine di  una preghiera, un nome, una atroce bestemmia, qualcosa di  incomprensibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1754 un editto dell’Imperatore sancì  che le esecuzioni avrebbero da allora avuto luogo per impiccagione e non per  filo di spada.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo che giungeva temeva il sangue e  la sua ostensione, l’immagine violenta.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’illusione che tutto sarebbe stato più  giusto e più umano, più sopportabile, tutto andava  perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">La bellezza, la verità del rito di  giustizia rimasero inespresse, morte come le parole nella gola dalla lingua  vomitata dell’impiccato, come il suo sangue bloccato nel corpo e non  disperso.</p>
<p style="text-align: justify;">All’epoca il lavoro del boia, considerato  ingrato e maledetto, era ben compensato.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiesi di rinunciare al mio incarico e mi  trasferii con mia moglie, dalla quale non avevo avuto figli, in una casa nelle  campagne di Vary.</p>
<p style="text-align: justify;">Pochi anni dopo mi uccise una febbre  tifoide che, lentissima, era durata mesi, il rovescio che dovevo vivere di  quella morte nel fulmine che così tante volte avevo dato con  l’acciaio.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/jan-mydlav.html' addthis:title='Jan Mydlàv (riflessioni sulla colpa e sulla pena) ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/jan-mydlav.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Letteratura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Racconti]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[boia]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[colpa]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[pena]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Praga]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[spada]]></coop:keyword>
	</item>
	</channel>
</rss>

