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	<title>Centro Studi La Runa &#187; soteriologia</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>La concezione dell&#8217;uomo nella religione e nel mondo greco</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 17:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antica Grecia]]></category>
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		<description><![CDATA[La concezione greca dell’uomo era influenzata dalla religione olimpica ma anche dalle condizioni storiche, sociali, psico-sociali, economiche e politiche, che insieme alla religione determinano la Stimmung esistente in un dato periodo storico presso una determinata nazione o popolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-delluomo-nella-religione-e-nel-mondo-greco.html' addthis:title='La concezione dell&#8217;uomo nella religione e nel mondo greco '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;">In questo articolo chiariremo la concezione dell’uomo nel mondo e nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> greca, sottolineando che tale concetto è molto diverso da quello riscontrabile nel cristianesimo. La concezione greca dell’uomo era influenzata dalla religione olimpica ma anche dalle condizioni storiche, sociali, psico-sociali, economiche e politiche, che insieme alla religione determinano la <em>Stimmung</em> esistente in un dato periodo storico presso una determinata nazione o popolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-poeta-e-gli-antichi-dei/4855" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6937" style="margin: 10px;" title="il-poeta-e-gli-antichi-dei" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-poeta-e-gli-antichi-dei-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a>Prima di affrontare il l&#8217;argomento riteniamo opportuno chiarire quali fossero le caratteristiche principali della religione olimpica, utilizzando le categorie della storia delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a>, della sociologia della religione e della storia sociale. Come abbiamo evidenziato nel libro <em>Il ritorno del paganesimo</em> la religione olimpica può essere inclusa tra le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> nelle quali la dimensione soteriologica era quasi completamente assente, poiché in essa il problema relativo alla salvezza dell’uomo dopo la morte non veniva quasi affrontato. Infatti per gli antichi greci non esistevano dopo la morte alcun premio e alcuna condanna, in quanto tutti dopo morti finivano nell’Ade, un luogo nel quale i morti conducevano un&#8217;esistenza molto sbiadita ed infelice che altro non era che una pallida immagine della vita che avevano condotto sulla Terra: al punto che Achille, nell’<em>Odissea</em>, dice ad Ulisse disceso nell’Ade che preferirebbe essere il più misero degli uomini ma vivere ancora sulla Terra piuttosto che il più grande eroe greco della guerra di Troia finito in giovane età nel triste mondo dell’Ade. Quindi possiamo affermare che la prima caratteristica della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica era quella di non essere in grado di offrire  speranza agli esseri umani dopo la morte in quanto in tale religione la dimensione soteriologica era praticamente assente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra importante caratteristica della religione olimpica era il carattere fortemente antropomorfico attribuito alle numerose divinità, ivi comprese quelle che godevano di una posizione di privilegio nell’universo religioso greco. In un nostro articolo intitolato <a title="La concezione degli dei nei poemi omerici" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-degli-dei-nei-poemi-omerici.html"><em>La concezione degli dei nei poemi omerici</em></a> abbiamo evidenziato che nei poemi omerici viene presentata una concezione degli dei in linea con quella riscontrabile nella religione olimpica: le divinità omeriche presentano delle caratteristiche fortemente antropomorfiche, nel senso che in tali divinità si riscontrano sia le più nobili virtù sia i peggiori vizi della natura umana. Il carattere antropomorfico delle divinità è senza dubbio una delle caratteristiche più importanti di tale religione, anche perché non esiste una netta separazione tra il mondo degli dei e quello degli uomini, tanto che nei poemi omerici gli dei spesso interferiscono con le vicende umane anche per motivi banali.</p>
<p style="text-align: justify;">Altra caratteristica importante rilevabile nella religione olimpica riguarda il problema dell’esistenza o meno della giustizia divina. Talvolta sembra che gli dei puniscano e premino gli esseri umani tenendo conto dei loro meriti e delle loro colpe, mentre altre volte pare che distribuiscano premi e punizioni in maniera totalmente arbitraria e capricciosa. Il problema dell’esistenza o meno della giustizia divina è accentuato dal fatto che nella religione olimpica esiste il criterio della retribuzione terrena dei meriti e delle colpe degli esseri umani. Eppure ogni volta che in una religione si applica il criterio della retribuzione terrena dei meriti e delle colpe sorgono dubbi sull’esistenza o meno della stessa giustizia divina, poiché alcuni uomini indubbiamente malvagi conducono una vita felice e non vengono colpiti dalle punizioni divine, mentre altri che a detta di tutti manifestano un comportamento irreprensibile dal punto di vista morale conducono una vita infelice e vengono colpiti da gravi problemi e disgrazie.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto questo problema della giustizia divina si ritrova anche nei primi libri della <em>Bibbia, </em>dove esiste ancora il criterio della retribuzione terrena dei meriti e delle colpe. Nel nostro libro intitolato <em>Bibbia e Corano le principali somiglianze</em> abbiamo messo in evidenza come nella storia di Giobbe emerga in maniera eclatante l&#8217;importanza presso gli ebrei del problema dell’esistenza o meno della teodicea. Giobbe nella <em>Bibbia </em>è il classico esempio di uomo giusto che viene colpito da una serie di disgrazie, fatto che lascia sconcertato sia lo stesso Giobbe sia i suoi amici, poiché nel periodo storico in cui venne scritto tale libro esisteva la convinzione che se un uomo era colpito da gravi e continue disgrazie era un chiaro segno che si trattava di un uomo malvagio che subiva la punizione divina. Come abbiamo evidenziato, questo problema dell’esistenza della teodicea viene risolto nel mondo biblico solamente quando si passa dal criterio della retribuzione terrena a quello della retribuzione ultraterrena.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella religione olimpica non si ebbe mai il passaggio dall’idea della retribuzione terrena a quello della retribuzione ultraterrena, cosicché il problema della teodicea non venne mai completamente risolto, in quanto risultava chiaro che lo schema <em>hybris-nemesis </em>non bastava sempre a spiegare il modo in cui gli dei distribuivano premi e punizioni. Allo stesso modo il problema della felicità dei malvagi e della sofferenza degli uomini buoni non venne mai risolto nel mondo greco e pertanto i dubbi sull’esistenza o meno della giustizia divina rimasero in tutti i periodi della storia greca.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/gli-dei-e-gli-eroi-della-grecia/5687" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6939" style="margin: 10px;" title="dei-e-eroi-grecia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/dei-e-eroi-grecia.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a>Altro importante elemento riscontrabile nella religione olimpica è l&#8217;importanza attribuita ai riti, che avevano lo scopo sia di affrontare e spiegare questioni riguardanti i grandi problemi metafisici e religiosi sia di accendere l’interesse e colpire la fantasia. Anche in altre <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> esistono diversi tipi di miti che affrontano problematiche ed interrogativi molto diversi tra loro. I principali tipi di mito sono: cosmogonici, teogonici, di fondazione, di carattere apocalittico, riguardanti la dimensione del “prius”, riguardanti le “divinità in vicenda” e tendenti a spiegare determinati fenomeni naturali quali ad esempio l’alternarsi delle stagioni.</p>
<p style="text-align: justify;">I miti cosmogonici spiegano in che modo è nato l’universo. Nella religione e nel mondo greco non esisteva il concetto tipicamente cristiano della creazione dal niente, ma si pensava che tutto l’universo fosse nato da una materia primordiale informe dalla quale erano stati modellati tutti gli elementi che costituiscono l’universo (passaggio dal <em>caos </em>primordiale al <em>cosmos</em> ordinato ed armonioso). I miti teogonici hanno per argomento le vicende che hanno portato alla nascita delle varie divinità; i miti di fondazione, le vicende mitiche che hanno portato alla fondazione di una nuova città, e molto spesso vengono chiamati in causa non solo esseri umani o semidivini ma anche divinità che occupano un posto importante del pantheon. I miti di carattere apocalittico hanno per argomento la distruzione del mondo o addirittura la fine dell’intero cosmo. Nel mondo greco esisteva infatti una concezione ciclica del tempo all’interno della quale trovava posto la credenza che l’universo, nonché la stessa Terra, avessero già subito una distruzione totale più di una volta. Molta importanza nella religione olimpica rivestivano i miti riguardanti quello che gli storici delle religioni definiscono il <em>prius</em>. Tali miti avevano per oggetto gli avvenimenti che si erano verificati all’inizio della storia del genere umano. Un mito molto famoso appartenente a questa categoria è quello di Pandora che cerca di dare una spiegazione all’esistenza nel mondo di malattie e di altre calamità che affliggono il genere umano. Un genere molto interessante è rappresentato da quella categoria di miti che narrano le vicende di esseri umani, o tutt’al più di uomini o donne che erano figli di un essere umano e di una divinità. Questi miti raccontano il modo in cui tali esseri divennero vere e proprie divinità della religione olimpica. Le divinità che per ottenere di entrare a far parte del pantheon olimpico hanno dovuto lottare duramente, e in alcuni casi scendere addirittura nell’Ade, vengono definite dagli storici delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> “divinità in vicenda”, e i miti che li riguardano rivestono una grande importanza nella religione greca. Due tipici esempi di “divinità in vicenda” sono Dioniso e Adone. Molto importanti sono anche i miti collegati alla natura e all’agricoltura, come quelli che spiegano l’alternanza delle stagioni e il ciclo della vegetazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una credenza molto importante nella religione olimpica era quella nell’esistenza del fato, una forza cosmica che esercita un potere assoluto sia sugli uomini sia sugli dei. A volte l’esistenza del fato era avvertita in maniera molto drammatica in quanto limitava drasticamente la libertà di azione non solo degli uomini, ma anche degli stessi dei. E&#8217; per esempio emblematico il caso di Achille, che pur essendo il più forte tra gli eroi greci e quelli troiani deve piegarsi alla volontà del fato che ha deciso che egli non uscirà vivo dalla guerra di Troia e non rivedrà la sua patria.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la credenza nell’esistenza delle profezie riveste una grande importanza nella religione greca olimpica. In un nostro articolo intitolato <a title="lA PRESENZA delle profezie nel mondo greco e romano" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-presenza-delle-profezie-nel-mondo-greco-e-romano.html"><em>La presenza delle profezie nel mondo greco e romano</em></a> ci siamo soffermati sull’importanza che rivestivano per gli uomini dell’antica Grecia i vari tipi di profezie. Tale importanza è perfettamente spiegabile se si tiene conto che sia per l’esistenza del fato sia per le continue interferenze delle divinità olimpiche nelle vicende umane restava ben poco spazio al libero arbitrio degli uomini cosicché era inevitabile che nel mondo greco gli individui cercassero nelle profezie il modo di conoscere che cosa riservava loro il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/theophania/629" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-6938" style="margin: 10px;" title="theophania" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/theophania-180x300.jpg" alt="" width="180" height="300" /></a>Dopo aver descritto le principali credenze riscontrabili nella religione greca olimpica cercheremo ora di spiegare e chiarire in che modo tali credenze condizionassero la concezione dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">La credenza nell’esistenza nel fato e il forte antropomorfismo riscontrabile nelle divinità olimpiche rendeva difficile la condizione esistenziale degli esseri umani. Il pessimismo era dovuto ad almeno quattro tipi di credenze: i dubbi riguardanti l’esistenza o meno della giustizia divina (teodicea), il potere assoluto del fato, l’impossibilità di modificare il triste destino che aspettava gli uomini dopo la morte e la difficoltà di attribuire un significato ed un fine alla storia del genere umano partendo dalla concezione ciclica del tempo e della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i dubbi sul criterio con il quale gli dei assegnavano premi e punizioni, essi sono manifesti anche nei poemi omerici poiché in alcuni passi pare che Zeus e gli altri dei siano giusti nel distribuire premi e punizioni mentre in altri gli dei sono capricciosi e volubili nei confronti degli esseri umani, punendo e premiando le azioni degli uomini in maniera arbitraria e poco comprensibile. Anche nella letteratura greca si nota che alcuni autori sono convinti dell’esistenza della giustizia divina mentre altri sono dubbiosi o scettici al proposito. Anche tra i filosofi antichi non esistevano opinioni concordi sull’esistenza o meno della teodicea. Epicuro, per esempio, non credeva nella giustizia divina, ritenendo che gli dei stessero beati negli “intermundia” non attribuendo importanza alcuna alle azioni degli uomini e non premiando i buoni e non punendo i cattivi. Al contrario altri filosofi, come Socrate e Plutarco, credevano nell’esistenza della giustizia divina.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impossibilità di prevedere e comprendere il modo in cui il fato avrebbe esercitato il suo dominio sulle vicende degli esseri umani creava gravi preoccupazioni, poiché si trattava di un potere assoluto e ineludibile. Come abbiamo già sostenuto  (ne <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em>) anche nella società contemporanea si nota chiaramente l’affermazione di una concezione fatalistica della vita in quanto molte persone sono convinte che il destino sia già stato scritto fin dalla nascita e di conseguenza non credono nell’esistenza del libero arbitrio. Nell’ambito della <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> greca in molte tragedie viene avvertita in maniera drammatica la potenza invincibile del fato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’impossibilità da parte degli umani di modificare il triste destino che li attendeva nell’Ade dopo la loro morte, è evidente che l’escatologia della religione olimpica si basava sulla convinzione che tutti gli uomini, buoni o malvagi, avrebbero condotto nell’Ade un’esistenza sbiadita, scolorita e frustrante, la qual cosa non era rassicurante e anzi rendeva ancora più triste la concezione dell’uomo. In sintesi la dimensione soteriologica era assente nella religione greca, e ciòà favorì l’affermazione delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche a discapito della religione classica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/mito-e-religione-in-grecia-antica/8039" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-6941" style="margin: 10px;" title="mito-e-religione-in-grecia-antica" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/mito-e-religione-in-grecia-antica.jpg" alt="" width="169" height="240" /></a>Infine, la difficoltà per l’uomo greco di trovare un significato e un fine alla storia era legata alla concezione ciclica del tempo e della storia. La storia non tendeva a raggiunger alcun fine, ma era costituita da una serie di cicli che si ripetevano e costituivano quello che nella filosofia della storia viene definito l’eterno ritorno del sempre identico. Nella concezione lineare della storia introdotta dal cristianesimo ed anche dalla religione ebraica la storia ha invece un inizio e un punto finale verso il quale tende, fine che dà un senso ed un significato anche alla storia umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia la concezione dell’uomo nell’antica Grecia non dipendeva solo dalla dimensione religiosa, e quindi dalla religione olimpica. Varie concezioni filosofiche, tra le quali prenderemo ad esempio le idee dei sofisti, attribuivano grande importanza alla <em>polis</em>; anche varie vicende storiche (tra le quali prenderemo in considerazione la fine dell’indipendenza della <em>polis </em>con la caduta dell’intera Grecia prima sotto il dominio macedone e poi sotto quello romano) influirono sulla concezione dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’antica Grecia gli uomini erano considerati prima di tutto cittadini, ovvero appartenenti a una <em>polis</em>. I doveri di cittadino occupavano un posto di grandissima importanza nella vita di tutti, indipendentemente dalla città-stato di appartenenza. Tanto i cittadini ateniesi quanto quelli spartani, quanto quelli delle altre città greche consideravano loro dovere essere buoni cittadini. Anche la filosofia contribuì a formare il concetto di uomo: a titolo di esempio esporremo brevemente le idee dei sofisti. I sofisti si caratterizzavano rispetto agli altri filosofi per il loro forte antropocentrismo, per il loro relativismo gnoseologico nonché per il relativismo etico. Il concetto di uomo elaborato dai sofisti si basava su uno spiccato soggettivismo, al punto tale che l’uomo era considerato misura di tutte le cose. Inoltre per i sofisti non esistevano valori morali in senso assoluto ma erano i singoli individui a stabilire quali fossero i veri valori in maniera del tutto soggettiva. Infine i sofisti pensavano che non esistevano nemmeno conoscenze certe ed universali, ma anche in campo gnoseologico erano i singoli individui a stabilire ciò che era vero e ciò che era falso (relativismo gnoseologico). Alcuni sofisti caddero anche nello scetticismo più assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiudiamo questo articolo evidenziando che la fine dell’indipendenza politica delle città-stato di tutta la Grecia fece anche cadere il concetto di <em>polis</em> e quello di cittadino con tutti i doveri politici connessi a tale stato. Di conseguenza, quando la Grecia cadde sotto il dominio macedone, anche il concetto classico di uomo subì notevolissime modifiche, poiché l’ellenocentrismo che era una delle caratteristiche dell’uomo greco antico crollò bruscamente e coloro che erano stati orgogliosi cittadini dovettero accettare l’umiliante condizione di popoli soggetti al dominio straniero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Bibbia e Corano principali somiglianze</em>, Edisud, Salerno, 2002</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Il neopaganesimo nella società moderna</em>, Edisud, Salerno, 2000</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Il ritorno del paganesimo</em>, New Grafic Service, Salerno, 2004</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="La concezione degli dei nei poemi omerici" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-degli-dei-nei-poemi-omerici.html"><em>La concezione degli dei nei poemi omerici</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="La presenza delle profezie nel mondo greco e romano" href="http://www.centrostudilaruna.it/la-presenza-delle-profezie-nel-mondo-greco-e-romano.html"><em>La presenza delle profezie nel mondo greco e romano</em></a>, centrostudilaruna.it</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-delluomo-nella-religione-e-nel-mondo-greco.html' addthis:title='La concezione dell&#8217;uomo nella religione e nel mondo greco ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La concezione degli dei nei poemi omerici</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le caratteristiche principali della religione olimpica nei suoi riflessi nei poemi omerici, con una breve comparazione con le tradizioni misteriche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-degli-dei-nei-poemi-omerici.html' addthis:title='La concezione degli dei nei poemi omerici '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/liliade/5783" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2741" style="margin: 10px;" title="iliade" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/iliade.jpg" alt="iliade" width="200" height="325" /></a>In questo articolo cercheremo di chiarire qual è la concezione degli dei riscontrabile nei due poemi omerici. In estrema sintesi possiamo dire che il concetto degli dei presente nell’<em>Iliade</em> e nell’<em>Odissea</em> coincide con la concezione degli dei presente nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica (dobbiamo tenere presente che nell’universo religioso greco non esisteva solo la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica ma anche le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> ctonie-misteriche delle quali parleremo più avanti).</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di descrivere la condizione degli dei presente nei poemi omerici riteniamo opportuno fare alcune considerazioni di carattere generale sui poemi omerici. Per prima cosa dobbiamo tenere presente che i poemi di Omero insieme a quelli di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/esiodo" target="_blank">Esiodo</a></span> costituivano il testo base per l’apprendimento della lingua ed erano anche il fondamento principale di ogni forma di educazione. Attraverso di essi l’uomo greco apprendeva i valori generali e le norme etiche a cui fare riferimento e imparava altresì a conoscere il complicato universo religioso esistente nel mondo greco.<br />
L’<em>Iliade</em> e l’<em>Odissea</em> risalgono con tutta probabilità al IX secolo a.C.: il mondo che essi descrivono è la civiltà minoico-micenea fiorita circa tre secoli prima ma il loro valore documentario non è limitato a quel periodo perché non sono infrequenti gli accenni anacronistici a costumi e concezioni tipici dell’epoca in cui i poemi furono scritti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<em>Iliade</em> sembra riferirsi a un’epoca più arcaica in cui l’organizzazione politica della società era ancora rigidamente monarchica mentre nell’<em>Odissea</em> già emergono i tentativi di conquista del potere da parte delle classe aristocratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l’immagine dell’uomo che si ricava dalle due opere appare costruita secondo una prospettiva diversa. Nell’<em>Iliade</em> essa trova la sua massima espressione nella figura di Achille, l’eroe per eccellenza. La virtù che viene attribuita ad Achille è indicata dalla parola greca “<em>areté</em>” consistente nel coraggio in battaglia, nella volontà di difendere gli amici e l’onore, nella capacità di ottenere il riconoscimento pubblico del proprio eroismo. Molto importante nell’<em>Iliade</em> è anche la figura altrettanto eroica di Ettore, il più valoroso tra i guerrieri troiani: Ettore è l’eroe umano e morale che va incontro al fatale duello con Achille non per orgoglio ma per compiere sino in fondo il suo dovere di figlio, marito, padre e cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/odissea-testo-greco-a-fronte/259" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2742" style="margin: 10px;" title="odissea" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/odissea.jpg" alt="odissea" width="200" height="310" /></a> Molto significativo e commovente nell’<em>Iliade</em> è anche il colloquio tra Achille e il vecchio Priamo che va alla tenda dell’eroe greco per chiedergli di restituirgli il corpo di Ettore: il poeta fa capire in tale colloquio che al di sopra dell’odio, della guerra e della vendetta tutti gli uomini, compreso l’apparentemente invincibile Achille sono accomunati da un identico destino di infelicità e di morte. Significativo a questo proposito è l’incontro negli Inferi descritto nell’<em>Odissea</em> tra Achille e Ulisse. Quest’ultimo saluta l’amico come il più felice degli uomini per la fama e la gloria che lo accompagnano anche dopo la morte avvenuta durante la guerra di Troia. Ma Achille lo rimprovera tristemente dicendo che nella morte non c’è nulla da lodare tanto che Achille afferma che preferirebbe vivere come il più oscuro degli uomini piuttosto che trovarsi nell’Ade.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo descritto nell’<em>Odissea</em> se da un lato mantiene gli stessi contorni di quello dell’<em>Iliade</em> dall’altro lato appare più variegato tanto che in tale poema omerico è presente una nuova concezione della vita e della virtù. Il personaggio principale di tale poema ovvero Ulisse è un uomo dal multiforme ingegno che senza dubbio è molto diverso dall’invincibile eroe Achille. In sintesi possiamo dire che nell’<em>Odissea</em> viene maggiormente valorizzata l’intelligenza umana e la giustizia che alla fine riescono ad avere ragione sia del destino avverso sia della malvagità degli uomini. Ulisse è anche un fabbricatore di inganni che segue spesso le vie dell’astuzia, vie che erano del tutto sconosciute all’eroico coraggio di Achille che ben sapeva che se fosse partito per la guerra di Troia non avrebbe più rivisto la propria patria ma sarebbe morto durante la guerra di Troia. D’altra parte non dobbiamo dimenticarci che l’astuzia di Ulisse è messa in evidenza anche nell’<em>Iliade</em> in quanto Ulisse è l’ideatore del cavallo di Troia mediante il quale i Greci riescono a conquistare Troia.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può dire che le vicende narrate nell’<em>Iliade</em> sono più tragiche di quelle narrate nell’<em>Odissea</em> in quanto la storia di Ulisse è caratterizzata da un “lieto fine” (l’eroe greco dopo dieci anni riesce a tornare in patria). Al contrario nell’<em>Iliade</em> i personaggi più nobili ed eroici quali Achille, Ettore,  Patroclo, Priamo vanno incontro ad un destino tragico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/gli-dei-e-gli-eroi-della-grecia/5687" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2743" style="margin: 10px;" title="kerenyi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/kerenyi.jpg" alt="kerenyi" width="200" height="282" /></a> Dopo tali considerazioni di carattere generale sui poemi omerici cercheremo di mostrare che la concezione degli dei presente nei poemi omerici coincide con la concezione degli dei riscontrabile nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica. A tale scopo esporremo le principali caratteristiche della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religion</a>e olimpica per poi mettere in evidenza come tali caratteristiche sono presenti nella concezione degli dei riscontrabile nell’<em>Iliade</em> e nell’<em>Odissea</em>.<br />
In primo luogo nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica è presente una complicata costruzione politeistica nella quale accanto alle divinità principali quali Zeus, Era, Apollo, Atena, Marte, Poseidone si profilano numerose divinità minori. Anche nei poemi omerici è riscontrabile tale complicata costruzione politeistica del mondo divino tanto che in questi due poemi rivestono grande importanza non solo le divinità principali ma anche un certo numero di divinità minori (vedasi ad esempio l’importante ruolo che la ninfa Calipso riveste nell’<em>Odissea</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica esiste una concezione chiaramente antropomorfica degli dei che pur essendo immortali e beati appaiono tuttavia assai simili agli uomini essendo dotati sia delle migliori virtù umane sia delle peggiori passioni e dei peggiori vizi riscontrabili nel mondo degli uomini. Tale concezione antropomorfica degli dei è riscontrabile senza nessun dubbio nei poemi omerici: basti pensare ad esempio che alcune divinità combattono a fianco dei greci mentre altre combattono a fianco dei troiani. Inoltre nell’<em>Odissea</em> alcune divinità cercano di favorire il ritorno a casa di Ulisse mentre altre cercano di impedire il ritorno ad Itaca dell’eroe greco.</p>
<p style="text-align: justify;">In terzo luogo la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica era una <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> pubblica nel duplice senso che non dava importanza ai rapporti privati dell’individuo con la divinità e che era in sintonia con la vita politica e civile dello stato: non aveva per tema dunque alcun tipo di problematica personale e non accennava a un senso nascosto e profondo dell’esistenza. Anche la concezione della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> riscontrabile nei poemi omerici è senza dubbio un concetto di <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> pubblica in quanto gli dei omerici sono in gran parte una proiezione ed anche una giustificazione degli ideali di vita e dei valori degli aristocratici achei. Di conseguenza la concezione della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> presente nei poemi omerici è in perfetta sintonia con la concezione dello stato che era propria degli aristocratici achei.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/omero-tremila-anni-dopo/5784" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2744" style="margin: 10px;" title="omero-tremila-anni-dopo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/omero-tremila-anni-dopo.jpg" alt="omero-tremila-anni-dopo" width="200" height="296" /></a> In quarto luogo nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica avevano una grandissima importanza i concetti di “<em>nemesis</em>” (vendetta divina) e “<em>iubris</em>” (superbia umana). Uno dei punti fondamentali della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica era la credenza che la vendetta divina colpisse inevitabilmente gli uomini che diventavano troppo superbi mancando di rispetto agli dei o comunque provando un’esaltazione eccessiva per le loro vittorie e per il loro potere. Nei poemi omerici lo schema “<em>iubris-nemesis</em>” è senza dubbio presente e riveste una grande importanza. Riteniamo opportuno fare un esempio concreto di “<em>nemesis</em>” divina conseguente a “<em>iubris</em>” umana prendendo tale esempio dai poemi omerici. Nell’<em>Iliade</em> il dio Apollo scatena una violentissima pestilenza nel campo dei greci causando un grande numero di morti tra i soldati greci che assediavano Troia. Tale pestilenza altro non è che la “<em>nemesis</em>” del dio Apollo che punisce i greci per aver mancato gravemente di rispetto al dio (“<em>iubris</em>” umana).</p>
<p style="text-align: justify;">In quinto luogo nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica il problema della morte non riceveva nessuna vera spiegazione. I morti indipendentemente da come si erano comportati in vita finivano nell’Ade, che altro non era che un mondo molto triste dove non esisteva una vera sopravvivenza ma solamente una vita infinitamente scolorita, pallida e sbiadita. Tale vita che i morti conducevano nell’Ade in fondo non era altro che la proiezione in immagini concrete del ricordo che i morti avevano della loro vita terrena. In ogni caso nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica la morte non instaurava nessun tipo di giustizia perché ciò che distribuiva era uguale per tutti, buoni e cattivi. Di conseguenza non esisteva nell’Ade né un premio per i buoni né una punizione per i malvagi. Anche nei poemi omerici si sostiene che nell’Ade i morti conducono una vita assolutamente sbiadita, scolorita, pallida ed infelice. Infatti nell’<em>Odissea</em> viene significativamente descritto a tale proposito l’incontro nell’Ade tra Achille ed Ulisse. In tale incontro Achille afferma con grande tristezza che nell’Ade non c’è niente di piacevole poiché i morti conducono un’esistenza molto triste. Achille giunge al punto di affermare che preferirebbe vivere sulla Terra come il più oscuro degli uomini piuttosto che regnare nell’Ade.</p>
<p style="text-align: justify;">In sesto luogo nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica al di sopra di tutte le divinità, più potente dello stesso Zeus, esisteva il Fato. Esso era una forza cosmica neutra ed impersonale che dominava sia sugli uomini sia sugli dei in maniera assoluta e che né gli dei né gli uomini potevano comprendere in quanto incarnava la necessità cosmica ed oltrepassava i limiti di qualsiasi riflessione umana e divina. Nei poemi omerici viene messa in grande evidenza l’incontrastabile potenza del Fato davanti al quale si inchinano sia gli dei sia gli eroi più valorosi come Ettore ed Achille. Per fare un esempio concreto neppure Achille che era figlio di Tetide (una divinità marina) può sfuggire al Fato nonostante che la madre faccia di tutto per salvarlo. Il Fato ha infatti deciso che Achille deve morire giovane pur essendo il più valoroso tra gli eroi greci e che egli non debba tornare vivo dalla guerra di Troia. Anche la sorte di Ettore il più valoroso tra gli eroi troiani è decisa dal  Fato. In sintesi possiamo dire che la potenza del Fato è fortemente messa in evidenza nei poemi omerici sia a livello dei singoli eroi sia a livello dell’intero genere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">In estrema sintesi possiamo dire che nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica la dimensione soteriologica è totalmente assente. Al contrario tale dimensione riveste una grande importanza nelle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche che proprio per questa loro caratteristica rivestirono una loro importanza nell’universo religioso dell’antica Grecia. Riteniamo opportuno chiudere tale articolo dicendo qualcosa sulle due <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche a nostro avviso più importanti esistenti nell’antica Grecia ovvero i <a title="misteri di Eleusi" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteridieleusi.html">misteri eleusini</a> e i <a title="misteri orfici" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteriorfici.html">misteri orfici</a>. Per quanto riguarda i <a title="misteri eleusini" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteridieleusi.html">misteri eleusini</a> dobbiamo dire che in essi la dimensione soteriologica è importante perché vi è il riferimento a un destino di rinascita oltre la morte. In tali misteri il mondo degli Inferi è rappresentato come una realtà dolorosa e dove l’anima doveva sopportare un tormentoso vagabondaggio in attesa di ritornare a una sorte migliore. Di conseguenza l’Ade non era più come nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica la copia sbiadita dell’esistenza terrena ma al contrario era un diverso modo di essere complementare alla vita stessa alla quale era legato secondo un rapporto di reversibilità reciproca. Nei <a title="misteri eleusini" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteridieleusi.html">misteri eleusini</a> l’adepto veniva a conoscenza dei misteri e delle formule segrete che gli permettevano di assicurarsi negli Inferi una sorte migliore di quella che toccava agli altri uomini. Tuttavia bisogna mettere in evidenza che tutte le fonti che parlano dei <a title="misteri di Eleusi" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteridieleusi.html">misteri eleusini</a> sono concordi nell’affermare che la condizione per ottenere questa sorte migliore negli Inferi era solo la conoscenza di tali formule e di tali misteri ai quali non andava collegata l’osservanza di alcuna precisa norma morale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ben diversa era la concezione soteriologica esistente nei <a title="misteri orfici" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteriorfici.html">misteri orfici</a>, una tradizione misterica che ebbe grande influenza sulla filosofia. Anche se l’interpretazione globale dell’orfismo è un problema non risolto possiamo dire che gli adepti di tali misteri non potevano conquistarsi una sorte migliore dopo la morte solamente con le conoscenze che acquisivano o con le pratiche rituali ma dovevano anche osservare se volevano ottenere la salvezza precise norme etiche. A questo fine gli orfici usavano riunirsi in comunità impegnate nella realizzazione di un determinato stile di vita che era la condizione essenziale per ottenere la salvezza dopo la morte ovvero una situazione migliore di quella che aspettava gli altri uomini dopo la morte. Come si vede da quanto abbiamo detto i caratteri e i contenuti delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche erano diversi dai caratteri e dai contenuti della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica ed anche dalla concezione degli dei e del destino esistenziale degli uomini presenti nei poemi omerici.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-concezione-degli-dei-nei-poemi-omerici.html' addthis:title='La concezione degli dei nei poemi omerici ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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