<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:coop="http://www.google.com/coop/namespace"
	>

<channel>
	<title>Centro Studi La Runa &#187; Sombart</title>
	<atom:link href="http://www.centrostudilaruna.it/tag/sombart/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.centrostudilaruna.it</link>
	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 15:49:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Lusso e capitalismo</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/lusso-e-capitalismo.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/lusso-e-capitalismo.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 12:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[L'arco e la clava]]></category>
		<category><![CDATA[Teiwaz]]></category>
		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
		<category><![CDATA[lusso]]></category>
		<category><![CDATA[Sombart]]></category>
		<category><![CDATA[Werner Sombart]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.centrostudilaruna.it/?p=2339</guid>
		<description><![CDATA[Recensione del saggio di Werner Sombart su nascita e sviluppo dell'economia capitalista nel Rinascimento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lusso-e-capitalismo.html' addthis:title='Lusso e capitalismo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><div id="attachment_2340" class="wp-caption alignleft" style="width: 130px"><a rel="nofollow" href="http://www.insegnadelveltro.it/catalogo/metropoli/sombart_lusso_capitalismo.htm" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2340" title="lussoecapitalismo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/lussoecapitalismo.jpg" alt="Werner Sombart, Lusso e capitalismo" width="120" height="172" /></a><p class="wp-caption-text">Werner Sombart, Lusso e capitalismo</p></div>
<p style="text-align: justify;">La supremazia femminile è notoriamente l&#8217;obiettivo finale delle oligarchie che governano l&#8217;Occidente moderno. Per spiegare i motivi  di tanta sollecitudine verso le istanze femministe è utilissima la lettura di un classico del pensiero economico: <em>Lusso e capitalismo</em> di Werner Sombart. In questo saggio del 1913 il grande economista tedesco analizza i processi che hanno portato da un&#8217;economia basata sulle esigenze reali alla moderna società dei consumi fondata sui beni voluttuari, e mette in luce il mutamento nel rapporto fra i sessi che ha determinato la nascita di nuove strutture sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul finire del <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medioevo</a> si assiste a uno straordinario sviluppo della vita di corte. La prima corte moderna che fece sfoggio di lusso superfluo fu la corte papale di Avignone. I principi italiani del Rinascimento amplificarono queste tendenze, e nelle loro corti le dame avevano grande influenza. Naturalmente fin dall&#8217;<a title="antichità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-antica">Antichità</a> c&#8217;erano state figure femminili con ruoli regali o comunque di notevole potere, ma la novità era che nelle corti rinascimentali trovavano spazio sempre più spesso dame di compagnia, amanti e prostitute di alto rango.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre nel <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medioevo</a> la ricchezza era eminentemente rappresentata dalla proprietà terriera, nel Rinascimento comincia a circolare una grande quantità di denaro, anche a causa dell&#8217;oro e dell&#8217;argento provenienti dalle Americhe. Si moltiplicano gli acquisti di titoli nobiliari e si assiste all&#8217;ingresso nell&#8217;alta società di elementi venuti dalla borghesia del tutto alieni dallo stile di vita della nobiltà guerriera: la concezione mercantilistica del mondo si estende sempre di più e contagia tutti gli strati sociali. Le città si ingrandiscono a dismisura e comincia a formarsi una sorta di &#8220;proletariato&#8221; urbano di cui le forze della sovversione si serviranno abilmente nei secoli a venire. Inoltre la Riforma Protestante, com&#8217;è noto, darà un impulso decisivo al capitalismo, rimuovendo la diffidenza verso la ricchezza che aveva caratterizzato tutta la riflessione economica medievale. Il nascente capitalismo trovava i suoi naturali alleati in tutte quelle figure che il <a title="medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medioevo</a> aveva guardato con sospetto: gli ebrei, gli eretici, gli infedeli, gli stranieri&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Il denaro, che per la Chiesa medievale era lo &#8220;sterco del demonio&#8221;, per i protestanti diventa una benedizione di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente all&#8217;ascesa del capitalismo si fa strada una concezione disimpegnata e puramente edonista del rapporto fra i sessi, in cui le unioni stabili lasciano posto a coppie di amanti occasionali e in cui il principio di legittimità appare sempre più degradato. Nella corte francese del XVIII° secolo si assisterà alla istituzionalizzazione di coppie di fatto come quella celebre formata da Luigi XV° e Madame Pompadour. La stessa Maria Antonietta, del resto, sarà sempre pronta a ostentare il lusso più sfrenato, e il comportamento dignitoso che tenne nei momenti drammatici della Rivoluzione Francese non vale a giustificare la condotta di vita indecorosa di una nobiltà ormai completamente corrotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli intellettuali illuministi esaltavano lo stile di vita dispendioso per la sua capacità di muovere i mercati, anche se questi illuminati filantropi chiudevano un occhio sulla tratta di schiavi africani che assumeva in quegli anni proporzioni gigantesche (fra i negrieri avevano un ruolo non secondario anche capitalisti ebrei e massoni&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso del XVIII° secolo si assiste a una produzione abnorme di beni di consumo che non hanno giustificazione nel loro effettivo utilizzo: specchi, porcellane, fiori artificiali&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Sombart pensa che le forme economiche siano variate soprattutto in virtù di questi grandi mutamenti psicologici avvenuti nel periodo preso in esame, mentre gli storici marxisti o liberali, improntati a un rigido determinismo, ritengono che tali cambiamenti fossero il risultato inevitabile di nuove scoperte geografiche e della relativa espansione dei mercati. Il risultato finale di questi processi, comunque, è oggi sotto gli occhi di tutti: il turbo-capitalismo globalizzato che trova nelle rivendicazioni femministe l&#8217;alleato più fedele. L&#8217;annientamento della famiglia naturale, infatti, ha prodotto una ulteriore dilatazione del consumo, che ha ormai toccato livelli inverosimili.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lusso e capitalismo</em>, oltre a essere uno studio storico che suggerisce originali prospettive di ricerca, è un efficace antidoto contro il pensiero unico liberista e, nell&#8217;epoca che ha portato alle estreme conseguenze le logiche della speculazione finanziaria, è particolarmente raccomandabile la lettura di questo classico dell&#8217;anticapitalismo militante.</p>
<p><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Werner Sombart, <em>Lusso e capitalismo</em>, <a title="Edizioni All'insegna del Veltro" href="http://www.insegnadelveltro.it">Edizioni all&#8217;insegna del Veltro</a>, Parma, 1982, pp.212, € 18,00.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lusso-e-capitalismo.html' addthis:title='Lusso e capitalismo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/lusso-e-capitalismo.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[L'arco e la clava]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Teiwaz]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[capitalismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[denaro]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[lusso]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Sombart]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Werner Sombart]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Il volto ambiguo della Rivoluzione Conservatrice tedesca</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/voltoambiguorivoluzioneconservatrice.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/voltoambiguorivoluzioneconservatrice.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Leonello Rimbotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione conservatrice]]></category>
		<category><![CDATA[antieconomicismo]]></category>
		<category><![CDATA[Armin Mohler]]></category>
		<category><![CDATA[Benn]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ernst Nolte]]></category>
		<category><![CDATA[Gottfried Benn]]></category>
		<category><![CDATA[Heidegger]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia nazionalsocialista]]></category>
		<category><![CDATA[Jünger]]></category>
		<category><![CDATA[Klages]]></category>
		<category><![CDATA[Knièbolo]]></category>
		<category><![CDATA[Moeller van den Bruck]]></category>
		<category><![CDATA[nazionalsocialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Oswald Spengler]]></category>
		<category><![CDATA[patria]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica di Weimar]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Scheler]]></category>
		<category><![CDATA[Schmitt]]></category>
		<category><![CDATA[Sombart]]></category>
		<category><![CDATA[Spengler]]></category>
		<category><![CDATA[stirpe]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Tempeste d'acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Mann]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Völkischer Beobachter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oliodirialto.com/?p=707</guid>
		<description><![CDATA[La Rivoluzione Conservatrice era un bacino di idee in cui vennero ad infusione tutti quegli ideali che da una parte rifiutavano il progressismo illuministico dell'Occidente, mentre dall'altra propugnavano il dinamismo di una rivoluzione in grande stile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/voltoambiguorivoluzioneconservatrice.html' addthis:title='Il volto ambiguo della Rivoluzione Conservatrice tedesca '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/rivoluzione-conservatrice.PNG" width="48" height="48" alt="" title="Rivoluzione conservatrice" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-profezia-del-terzo-regno-dalla-rivoluzione-conservatrice-al-nazionalsocialismo/9960" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8633" style="margin: 10px;" title="la-profezia-del-terzo-regno" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/la-profezia-del-terzo-regno.jpg" alt="" width="200" height="281" /></a>La <a href="http://www.centrostudilaruna.it/rivoluzioneconservatrice.html">Rivoluzione Conservatrice</a> &#8211; fenomeno essenzialmente tedesco, ma non solo &#8211; era un bacino di idee, un laboratorio, in cui vennero ad infusione tutti quegli ideali che da una parte rifiutavano il progressismo illuministico dell&#8217;Occidente, mentre dall&#8217;altra propugnavano il dinamismo di una rivoluzione in grande stile: ma nel senso di un <em>re-volvere</em>, di un ritornare alla tradizione nazionale, all&#8217;ordine dei valori naturali, all&#8217;eroismo, alla comunità di popolo, all&#8217;idea che la vita è tragica ma anche magnifica lotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978883390970" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/repubblicadiweimar.bmp" alt="Detlev J.K. Peukert, La Repubblica di Weimar" width="95" height="141" align="left" border="0" /></a> Tra il 1918 e il 1932, questi ideali ebbero decine di sostenitori di alto spessore intellettuale, lungo un ventaglio di variazioni ideologiche molto ampio: dalla piccola minoranza di quanti vedevano nel bolscevismo l&#8217;alba di una nuova concezione comunitaria, alla grande maggioranza di coloro che invece si battevano per l&#8217;estrema affermazione del destino europeo nell&#8217;era della tecnica di massa, mantenendo intatte, anzi rilanciandole in modo rivoluzionario, le qualità tradizionali legate alle origini del popolo: identità, storia, stirpe, terra-patria, cultura. Tra questi ultimi, di gran lunga i più importanti, figuravano personaggi del calibro di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Jünger</a>, Schmitt, Moeller van den Bruck, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, Spengler, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/thomas-mann" target="_blank">Thomas Mann</a></span>, Sombart, Benn, Scheler, Klages, e molti altri. In quella caotica Sodoma che era la Repubblica di Weimar &#8211; dove la crisi del Reich fu letta come la crisi dell&#8217;intero Occidente liberale &#8211; tutti questi ingegni avevano un denominatore comune: impegnare la lotta per opporsi al disfacimento della civiltà europea, restaurando l&#8217;ordine tradizionale su basi moderne, attraverso la rivoluzione. Malauguratamente, nessuno di loro fu mai un politico. E pochi ebbero anche solo cultura politica. Quest&#8217;assenza di <em>sensiblerie </em>fu il motivo per cui, al momento giusto, spesso la storia non venne riconosciuta. E, tra i più famosi, solo alcuni capirono che il destino non sempre può avere il volto da noi immaginato nel silenzio dei nostri studi, ma che alle volte appare all&#8217;improvviso, parlando il linguaggio semplice e brutale degli eventi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888490060" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/proscritti.bmp" alt="I proscritti" width="95" height="152" align="right" border="0" /></a> Scrivevano di una Germania da restaurare nella sua potenza, favoleggiavano di un tipo d&#8217;uomo eroico e coraggioso, metallico, che avrebbe dominato il nichilismo dell&#8217;epoca moderna; descrivevano la civilizzazione occidentale come il più grande dei mali, il progresso come un dèmone, il capitalismo come una lebbra di usurai, l&#8217;egualitarismo e il comunismo come incubi primitivi … e riandavano alle radici del germanesimo, alle fonti dell&#8217;identità. Armato di Nietzsche e di antichi miti dionisiaci, c&#8217;era persino chi riaccendeva i fuochi di quelle notti primordiali in cui era nato l&#8217;uomo europeo… Eppure, quando tutto questo prese vita sotto le loro finestre, quando i miti e le invocazioni assunsero la forma di uomini, di un partito, di una volontà politica, di una voce, quando &#8220;l&#8217;uomo d&#8217;acciaio&#8221; descritto nei libri bussava alla loro porta nelle forme stilizzate della politica, molti sguardi si distolsero, molte orecchie cominciarono a non sentirci più… La vecchia sindrome del sognatore, che non vuol essere disturbato neppure dal proprio sogno che si anima… La Rivoluzione Conservatrice tedesca espresse spesso la tragica cecità di molti suoi epigoni dinanzi al prender forma di non poche delle loro costruzioni teoriche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8848802672" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/filosofiakonservativerevolution.bmp" alt="Giuseppe A. Balistreri, Filosofia della Konservative Revolution: Arthur Moeller van den Bruck" width="93" height="141" align="left" border="0" /></a> Non vollero riconoscere il suono di una campana, i cui rintocchi uscivano in gran parte dai loro stessi libri. Allora, improvvisamente, tutto diventò troppo &#8220;demagogico&#8221;, troppo &#8220;plebeo&#8221;. L&#8217;intellettuale volle lasciare la militanza, la lotta vera, a quanti accettarono di sporcarsi le mani con i fatti. Alcune derive del Nazionalsocialismo si possono anche storicamente ascrivere alla renitenza di intellettuali e ideologhi, che non parteciparono alla &#8220;lotta per i valori&#8221; e che, dopo aver lungamente predicato, nel momento dell&#8217;azione si appartarono in un piccolo mondo fatto di romanzi e divagazioni. Mentalità da club: &#8220;esilio interno&#8221; o piuttosto diserzione davanti ai propri stessi ideali? Eppure, un certo spazio critico dovette esistere, poi, anche tra le maglie del regime totalitario, se gli storici riportano di serrate lotte ideologiche intestine durante il Terzo Reich, di polemiche, di divergenze di vedute: Rosenberg non la pensava certo come Klages; <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span> e Krieck erano avversari politici attestati su sponde lontane… Prendiamo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Jünger</a>. Ancora nel 1932, aveva parlato del Dominio, della Gerarchia delle Forme, della Sapienza degli Avi, del Guerriero, del Realismo Eroico, della Forza Primigenia, del Soldato Politico, della &#8220;Massa che vede riaffermata la propria esistenza dal Singolo dotato di Grandezza&#8221;… Ricordiamo di passata che Jünger negli anni venti collaborò, oltre che con le più note testate del nazionalismo radicale, anche col <em>Völkischer Beobachter</em>, il quotidiano nazionalsocialista e che nel 1923 inviò a Hitler una copia del suo libro <em>Tempeste d&#8217;acciaio</em>, con tanto di dedica… Alla luce dei fatti, è forse giunto il momento di considerare quelle proclamazioni solo come buoni esercizi letterari? Nell&#8217;infuriare della lotta vera per il Dominio che si ingaggiò di lì a poco, durante gli anni decisivi della Seconda guerra mondiale, noi troviamo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Jünger</a> non già nella trincea dove era stato da giovane, ma ai tavoli dei caffè parigini. Qui lo vediamo intento ad irridere Hitler nel segreto del proprio diario, sulle cui paginette si dilettava a chiamarlo col nomignolo di Knièbolo: un po&#8217; poco. Tutto questo fu &#8220;fronda&#8221; esoterica o immiserimento del talento ideologico? Storico esempio di altèra dissidenza aristocratica o patetico esaurimento di un antico coraggio di militanza?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887746594" rel="nofollow"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/tramontooccidente.bmp" alt="Oswald Spengler, Il tramonto dell'Occidente" width="95" height="151" align="right" border="0" /></a> E uno Spengler? Anch&#8217;egli, dopo aver vaticinato il riarmo del germanesimo e della civiltà bianca, non appena questi postulati ebbero il contorno di un partito politico, che pareva proprio prenderli sul serio, oppose uno sdegnoso distacco. E Gottfried Benn? Dopo aver cantato i destini dell&#8217;&#8221;uomo superiore che tragicamente combatte&#8221;, dopo aver celebrato la &#8220;buona razza&#8221; dell&#8217;uomo tedesco che ha &#8220;il sentimento della terra nativa&#8221;, come vide che tutto questo diventava uno Stato, una legge, una politica, lasciò cadere la penna…</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la Rivoluzione Conservatrice, per la verità, non fu solo questo. Fu anche il socialismo di Moeller, l&#8217;antieconomicismo di Sombart, l&#8217;idea nazionale e popolare di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span>, il filosofo-contadino vicino alle SA. In effetti, la gran parte degli affiliati ai diversi schieramenti rivoluzionario-conservatori confluì nella NSDAP, contribuendo non poco a solidificarne il pensiero politico e, in alcuni casi, diventandone uomini di punta: da Baeumler a Krieck. Secondo Ernst Nolte &#8211; il maggiore storico tedesco &#8211; la Rivoluzione Conservatrice ebbe l&#8217;occasione di essere più una rivoluzione che non una conservazione, soltanto perché si incrociò con la via politica nazionalsocialista: un partito di massa, una moderna propaganda, un capo carismatico in grado di puntare al potere. Tutte cose che ai teorici mancavano. &#8220;Non fu il nazionalsocialismo &#8211; si è chiesto Nolte -, in quanto negazione della Rivoluzione francese e di quella bolscevico-comunista, una contro-Rivoluzione tanto rivoluzionaria, quanto la Rivoluzione conservatrice non potrà mai essere?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tutto, come ha affermato il più esperto studioso di questi argomenti, Armin Mohler, &#8220;il nazionalsocialismo resta pur sempre un tentativo di realizzazione politica delle premesse culturali presenti nella Rivoluzione conservatrice&#8221;. Il tentativo postumo di sganciare la RC dalla NSDAP è obiettivamente antistorico: provate a sommare i temi ideologici dei vari movimenti nazional-popolari dell&#8217;epoca weimariana, ed avrete l&#8217;ideologia nazionalsocialista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Linea</em> del 25 luglio 2004.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/voltoambiguorivoluzioneconservatrice.html' addthis:title='Il volto ambiguo della Rivoluzione Conservatrice tedesca ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/voltoambiguorivoluzioneconservatrice.html/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Rivoluzione conservatrice]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[antieconomicismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Armin Mohler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Benn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[cultura]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Ernst Nolte]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Gottfried Benn]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Heidegger]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Hitler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[identità]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[ideologia nazionalsocialista]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Jünger]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Klages]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Knièbolo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Moeller van den Bruck]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[nazionalsocialismo]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Nietzsche]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Occidente liberale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Oswald Spengler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[patria]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Repubblica di Weimar]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[rivoluzione]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Scheler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Schmitt]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Sombart]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Spengler]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[stirpe]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Tempeste d'acciaio]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[terra]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Thomas Mann]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[tradizione nazionale]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Völkischer Beobachter]]></coop:keyword>
	</item>
	</channel>
</rss>

