<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:coop="http://www.google.com/coop/namespace"
	>

<channel>
	<title>Centro Studi La Runa &#187; AB</title>
	<atom:link href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/ab/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.centrostudilaruna.it</link>
	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Jul 2010 15:57:26 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Del Pellicano</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/pellicano.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/pellicano.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 19:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AB</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algiza]]></category>
		<category><![CDATA[Animali simbolici]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Simboli e simbologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oliodirialto.com/?p=527</guid>
		<description><![CDATA[Uno studio sul simbolismo alchemico, ermetico e cristiano del pellicano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/algiz.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Algiza" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;">&#8220;.. il nostro pellicano&#8221; (Dante, <em>Paradiso</em>, XXV, 113)</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Pie Pelicane, Jesu Domine&#8221; (Antico canto sacro citato da <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8811504813">Hans Biedermann</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>La <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">Simbologia</a>. </em><br />
Sembra che l&#8217;uccello bianco d&#8217;Egitto con questo nome, dal caratteristico lungo becco, nutrendo attraverso un&#8217;apertura del collo i suoi piccoli, abbia dato luogo alla leggenda del sacrificio delle proprie carni per la vita dei figli fino a divenire &#8220;emblema di carità&#8221; (O. Wirth) ovvero di devozione parentale fino al sacrificio. Più realisticamente, l&#8217;incurvare del becco verso il petto per cibare i piccoli con pesci trasportati nella sacca indusse a credere che addirittura l&#8217;animale si squarciasse il petto per dare loro nutrimento col proprio sangue. L&#8217;analogia di forme e affilatura del becco e scure, l&#8217;assonanza con le parole greche e sanscrite con il significato di ascia (<em>pelekus</em> e <em>paraçu</em> rispettivamente), <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">segno simbolico</a> del sacrificio di sangue, potrebbe far risalire l&#8217;origine della leggenda a tempi antichissimi. Il reperimento di sue rappresentazioni in epoche assai diverse, dalla scultura messicana in pietra vulcanica del 600-1000 d.C. ai numerosi riscontri europei non solo <a href="http://www.centrostudilaruna.it/medioevo.html">medievali</a>, dimostra la sua rilevanza <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolica</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <em>Bestiarum Christianum. </em><br />
<a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8811504813"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/biedermannenciclopediasimboli.bmp" border="0" alt="Hans Biedermann, Enciclopedia dei simboli" align="left" /></a> Il pellicano compare solo una volta nell&#8217;Antico Testamento (Salmi, 102.7) e non viene mai nominato nei Vangeli. Troppo poco forse per meritare la citazione nel <em>Dizionario delle immagini e dei simboli biblici</em> delle Edizioni Paoline, che non ne riporta alcun cenno. Si deve soprattutto al <em>Physiologus </em>(II-IV secolo?) &#8211; il pellicano è al n°4 del suo inventario &#8211; la diffusione della leggenda, in termini alquanto più complessi; narrando della resurrezione dei piccoli (dopo tre giorni) ad opera della madre, che li ha uccisi, vi è l&#8217;adattamento diretto alla <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> di Cristo &#8220;che è salito alle altezze della Croce e dal suo fianco aperto sono sgorgati il sangue e l&#8217;acqua per la salvezza e la vita eterna&#8221;. Oltre a Dante, anche S.Tommaso d&#8217;Aquino (&#8220;il pio pellicano&#8221;) usa l&#8217;allegoria. Ulteriori riscontri si reperiscono in Michael Glychas e in vari &#8220;bestiari&#8221; <a href="http://www.centrostudilaruna.it/medioevo.html">medievali</a>, fino alle ultime rivisitazioni del XVIII secolo (cfr stampa a colori dell&#8217;epoca pag. 155, <em>L&#8217;Arte dorata</em>, A. de Pascalis). Echi dell&#8217;antica credenza si possono ancora trovare in alcuni adornamenti dell&#8217;arte <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a> cristiana nei luoghi più vari, come, ad esempio, in un rilievo del Duomo di Münster (1235) e, più vicino a noi, in una statua sul frontone della Chiesa della Maddalena in Castelnuovo Magra. Un&#8217;incisione &#8211; suggestiva nella sua essenzialità &#8211; su un elemento lapideo del cornicione dell&#8217;abside della Chiesa di S. Felicita, in località Prelerna nel Comune di Solignano (PR) riproduce con chiarezza il pellicano nell&#8217;atteggiamento più classico del becco contro il petto. Probabilmente la pietra è stata riutilizzata dai resti di un antico convento di Gesuati e, quindi, può farsi risalire circa al 1400. Anche opere di arredo sacro contemporanee a carattere artigianale rappresentano il pellicano (Chiesa di Valletti nel Comune di Varese Ligure).</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845901769"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/fisiologo.bmp" border="0" alt="Il Fisiologo" align="left" /></a> Un&#8217;estensione ermetica della leggenda, attraverso la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> della <em>materia humida</em>, che scompare con il calore solare per rinascere d&#8217;inverno, ricollega il pellicano al sacrificio di Cristo ed alla sua resurrezione, ma anche a quella di Lazzaro, tanto da accoppiare talora l&#8217;immagine del pellicano con quella della fenice. Ciò avviene anche per i Moderni. E. Minguzzi (<em>Alchimia, il cammino della potenza</em>) illustra il mito della Fenice con con la stessa immagine rosicruciana del pellicano impiegata per ben due volte nello stesso testo da O. Wirth (<em>Il simbolismo ermetico</em>) per commentare il significato del pellicano. Ma i molti figli possono essere scambiati per fiamme&#8230; Peraltro nella <em>Sapientia veterum philosophorum sive doctrina eorundem de summa et universali medicina</em> del XVIII secolo pellicano e fenice compaiono rispettivamente nella figura XXVII e XXVIII per rappresentare <em>exaltatio essentiae</em> e <em>essentia exaltata</em>. Analoga contiguità e consequenzialità si notano fra il pellicano e la fenice, rispettivamente immagini n° 46 e 47 nella decima delle diciassette figure attribuite a J. C. Barchusen (databili tra il 1615 e il 1635) e nella tavola &#8220;<em>Basilicae Philosophicae</em>&#8221; della &#8220;<em>Cosmologia alchemico-rosacruciana sulla visione dell&#8217;unità</em>&#8220;, <em>Museum Hermeticum</em>, Frankfurt a.M., 1677. Come dice il <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845901769"><em>Fisiologo</em></a>, dal fianco aperto del Cristo sono sgorgati il sangue e l&#8217;acqua per la salvezza eterna. Tale analogia tra piaga del Crocefisso e petto squarciato del pellicano sono stati ripresi anche da Silesius. Si riscontrano echi anche al di fuori della <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>. In letteratura, il mito viene ripreso dal Pulci mentre a Palazzo Ducale di Venezia gli intarsi del capitello della penultima colonna verso il ponte della Paglia rappresentano pellicani. Di tutto ciò ben poco permano in quella che oggi chiamano coscienza collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <em>Bestiarium Alchemicum</em><br />
<a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8817146331"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/chevalierdizionariodeisimboli.bmp" border="0" alt="Jean Chevalier - Alain Gheerbrandt, Dizionario dei simboli" align="right" /></a> Il <em>Bestiario Alchemico</em> offre numerosi riferimenti al pellicano, alcuni dianzi citati, sia per indicare gli strumenti dell&#8217;Arte sia per la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> delle fasi dell&#8217;Opera, sia, ancora, per quella elementale. Nei <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli alchimici</a> (P. Bornia, <em>La Porta magica di Roma</em>), il Pellicano indica il matraccio, con il caratteristico piede di collegamento alla testa della cucurbita e con il capitello che rientrava con un tubo a becco nella parte inferiore dell&#8217;apparecchio (pallone). Il tubo poteva essere raddoppiato, modificando lo strumento in due palloni comunicanti per ottenere la &#8220;circolatio&#8221; doppia. Il Pellicano, o Pelicano, serviva dunque nella coobazione di un liquido. Una precisa definizione si trova anche in <em>Alchimia Spirituale </em>di R. Ambelain, ove, per la sua funzione, viene anche chiamato &#8220;circolatorio&#8221;. Trattasi tuttavia di strumento non comune, certo non impiegato dai soffiatori. Infatti non è rintracciabile nelle immagini pervenuteci dei laboratori alchimisici, quali il disegno di Bruegel il vecchio (1558) e di H. Weiditz (1520), la tela di H. Heerschop (1687), il dipinto di J. Van Der Straet detto Stradanio (1570) nè nelle tavole illustranti la strumentazione chimica antiquaria, nè nella farmacia spagiria (Castel S. Angelo, 1600). Il Wirth spiega il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> del pellicano come emblema di generosità assoluta &#8220;in mancanza della quale, nell&#8217;iniziazione, tutto resterebbe irrimediabilmente vano&#8221;. Per altri sarebbe un&#8217;immagine delle pietra filosofale che si dissolve per far nascere l&#8217;oro dal piombo allo stato fluido, cui corrisponde l&#8217;aspirazione non egoistica (il pellicano divora il pesce strettamente necessario alla vita). Con ciò sono da riconnettere, forse, antichi gradi di società iniziatiche come il cavaliere di pellicano (cfr. H. Biedermann, <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8811504813"><em>Enciclopedia dei Simboli</em></a>), e la sua effige nel <em>Capitolo dei Rosacroce </em>(L. Troisi, <em>Dizionario dell&#8217;esoterismo e delle religioni</em>). Il pellicano compare tra altri <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a> nella sintesi dell&#8217;Opera illustrata dalla f.92 del <em>Rosarium philosophorum </em>di Arnaldo da Villanova. I Saggi preferiranno meditare sulla figura 6 di J. D. Mylius (<em>Philosophia reformata</em>, Francoforte, 1622), ove un pellicano con i figli è prossimo a un pozzo in cui stanno immergendosi (o da cui stanno fuoriuscendo?) bizzarre figure solari; nello sfondo centri edificati. Esse richiamano al Filosofo il terzo sonetto di Frate Elia (Biblioteca nazionale, manoscritto Magliabechiano, II-III-308 a carte 39) &#8220;<em>&#8230;in humidum ponite ut unidetur optime</em>&#8220;. In effetti il pellicano <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboleggia</a> anche il Mercurio dei Filosofi, &#8220;il solfo precipitato, ovvero il principio dello stato liquido della materia&#8221; (G. Testi), ovvero &#8220;l&#8217;acqua segreta&#8221;. Osservazioni conclusive Un panorama vasto di iconografia e di arte, cronologicamente estesa su vari secoli, si richiama all&#8217;immagine del pellicano, con <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologie</a> dai molteplici significati. Uno sguardo più attento sulle vestigia d&#8217;arte, non solo sacra, potrebbe far riscoprire al Saggio qualche altro pellicano, rimasto inosservato, strumento di Tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Algiza </em>6.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/pellicano.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Algiza]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Animali simbolici]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Simboli e simbologia]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Note sul levare eliaco di Sirio</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/levaresirio.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/levaresirio.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 18:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AB</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algiza]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione comparata]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia antica in generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.oliodirialto.com/?p=434</guid>
		<description><![CDATA[Saggio sul sorgere di Sirio in congiunzione con il sole precedendolo in condizioni di visibilità e sul suo significato mitologico-religioso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/algiz.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Algiza" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;">AGOSTO è il mese dedicato all&#8217;Imperatore AUGUSTO, che, ristabilendo l&#8217;ordine nel calendario, secondo SVETONIO &#8220;ne approfittò per dare il suo nome al mese Sestile piuttosto che a quello di settembre in cui era nato, perchè nel sestile aveva ottenuto il primo consolato e le sue grandi vittorie&#8221;. Nel mese istituì (18 a.C.) le <em>feriae Augusti</em>, che allora iniziavano il mese dell&#8217;Imperatore e che oggi si sono traslate a ferragosto. Nell&#8217;epoca attuale si aggiungono le festività cristiane (S. Lorenzo e Assunta) e popolari (Sagre e Palii di vario genere), traslazione di miti antichi in usi moderni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mese era già sacro ai <a href="http://www.centrostudilaruna.it/celti.html">CELTI</a>, che in questo periodo celebravano il dio LUG con il LUGNASAD, festa del trionfo e della luce e, se non fosse andata dispersa la seconda metà dei Fasti di OVIDIO, potremmo leggere le leggende su Ercole trionfatore, la cui festa si teneva il 12 agosto.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi li 15 agosto si verifica un rilevante fenomeno non solo astronomico, che nell&#8217;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">antichità classica</a> si verificava in luglio: il levare eliaco di Sirio. Un astro si leva eliaco, ossia con il Sole, quando, per la prima volta nell&#8217;anno, si rende visibile per un istante prima del sorgere del sole per scomparire subito dopo nei bagliori dell&#8217;alba. In altre parole significa sorgere in congiunzione con il sole precedendolo in condizioni di visibilità. Procedendo nel moto annuale verso oriente nella sfera celeste il sole s&#8217;allontana a poco a poco dalle stelle occultate dalla sua luce così che queste si rendono per la prima volta nuovamente visibili per pochi istanti, all&#8217; orizzonte orientale poco prima del levare del sole. La lunghezza dell&#8217;intervallo di visibilità dipende dalla luminosità dell&#8217;astro, dalla differenza dele due declinazioni, dalla latitudine dell&#8217;osservatore nonchè da altre cause contingenti (acuità visiva, condizioni atmosferiche).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli antichi chiamavano la richiesta profondità del sole sotto l&#8217;orizzonte (altezza negativa o depressione) arco di visione. Essi osservavano il fenomeno ad esempio per determinare la lunghezza della rivoluzione siderale del sole (anno siderale). Al parallelo di Gizeh (30°) l&#8217;arco di visione era di circa 10-11°. Il caso più favorevole per le stelle fisse è costituito da Sirio, alfa del Cane maggiore, perchè è l&#8217;astro più luminoso. La sacralità di Sirio, la SOTHIS greca e SEPTET egizia, è confermata da secoli di osservazioni accurate fin dalla <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">remota antichità</a>, quando, nel 5500 a.C., il sorgere eliaco di Sirio, che all&#8217;equinozio di primavera si presentò a 0° di Ariete, al punto gamma, segnò l&#8217;inizio dell&#8217;Età esiodea, del Ferro, del <em>Kali-Yuga</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libro.php?lid=7359&amp;pn=76"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/enigmidipietra.bmp" border="0" alt="Mohammed Y. Boudjada, Helmut Lammer, Enigmi di pietra. I misteri degli edifici medievali" align="right" /></a> Nell&#8217;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">antichità</a> Sirio era cantata come Venere del Mattino, colei che accompagna la barca di Ra, con frequenti confusioni con il pianeta Venere: stella del mattino, guida dell&#8217;uomo, iniziatrice di era&#8230; Stella imperitura&#8230; Stella infaticabile. Nei testi dei Sarcofaghi SOTHIS viene invocata come &#8220;&#8230;o mia anima, SOTHIS, preparami una via, costruisci una scala che giunga a te, Grande Polo, tu che sei mia madre, che io possa andare al posto dove sorge Orione&#8230;&#8221; Il levare eliaco di SOTHIS determinava l&#8217;inizio del nuovo anno del calendario sacro egizio e preannunciava l&#8217;arrivo delle piene fecondatrici del Nilo. La devozione alla Stella del Mattino prosegue nel <a href="http://www.centrostudilaruna.it/medioevo.html">medioevo</a> cristiano, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> di Maria Vergine. San Bernardo riporta in auge l&#8217;inizio del cammino iniziatico nel nome di Maria nascente, la Iside che nasce eliaca, dedicandole le chiese borgognone e le cattedrali gotiche. Il cammino dei pellegrini verso S.Giacomo di Compostela si compiva attraverso la Provenza e la Galizia finchè non sorgeva Sirio, la portatrice di Fuoco, <em>Luciferus</em>, la stella del Mattino.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studi odierni di Herman MUCKE hanno ritrovato relazioni tra date antiche e la posizione relativa di Sirio e del Sole, confermano osservazione di antichi papiri come quello di Illahun. Ciò giustifica l&#8217;orientamento di molti monumenti dell&#8217;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">antichità</a>. Il levare eliaco di Sirio sarà visibile (speriamo) il 15 Agosto alle ore 3h52m T.U. (4.52 locali) quando il Sole sarà 7° sotto l&#8217;orizzonte. Siti preferenziali saranno quelli elevati senza occlusioni azimutali nel settore N-E/ S, in particolare all&#8217;azimut 116° (direzione EST + 26° verso NORD). Ottima occasione per utilizzare l&#8217;orizzonte marino dalla collina. L&#8217;approssimazione è necessaria in relazione alle varie cause accidentali di errore prima indicate. Anche OVIDIO nei <em>Fasti </em>commise qualche approssimazione nella previsione del levare eliaco di Sirio, pur essendo ispirato da IGINO, astronomo ufficiale della biblioteca imperiale. Oggi gli errori sono dovuti alla mancata trasparenza dell&#8217;atmosfera, ma ben pochi se ne renderanno conto.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Da <em>Algiza</em> 2 (1995).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/levaresirio.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Algiza]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Religione]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Religione comparata]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia antica]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Storia antica in generale]]></coop:keyword>
	</item>
		<item>
		<title>Tradizione dei tempi ultimi</title>
		<link>http://www.centrostudilaruna.it/ab.html</link>
		<comments>http://www.centrostudilaruna.it/ab.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AB</dc:creator>
				<category><![CDATA[Algiza]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://runa.netsons.org/ab.html</guid>
		<description><![CDATA[Cosa resterà della nostra civiltà a seguito della catastrofe prossima ventura?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/algiz.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Algiza" /><br/><p align="justify"><em>A guisa d&#8217;uom che &#8216;n dubbio si raccerta<br />
e che muta in conforto sua paura,<br />
poi che la verità li è discoperta</em><br />
(Dante, <em>Pg.</em> IX, 64-66)</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><em>E&#8217; questa l&#8217;opera divoratrice del tempo.<br />
E ciecamente l&#8217;iniquità dell&#8217;oblio sparge i suoi papaveri.</em><br />
(G. De Santillana, <a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884591788" rel="nofollow"><em>Il mulino di Amleto</em></a>, prefazione).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">La Tradizione ci ha lasciato inestimabili vestigia, che ancora oggi riescono a ricollegare il presente al passato e a trasfondere conoscenza attraverso veri monumenti del sapere. Delle sette meraviglie del mondo solo le piramidi d&#8217;Egitto sono ancora visibili; le altre si sono perdute per azione della natura o dell&#8217;uomo.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">La natura opera grandi cataclismi secondo le ere cosmiche, mentre l&#8217;usura del tempo per aggressione fisico-chimica lascia spesso possibilità di rilettura delle tracce residuali; l&#8217;uomo distrugge e perturba, non sempre consapevolmente, in forme improvvise e attive. La dispersione della Tradizione è invece un effetto passivo più lento e inesorabile, che si estende in forma pressoché inconsapevole.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">L&#8217;<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">antichità</a> meno remota è stata prodiga di miracoli artistici e architettonici, la cui durabilità viene messa a dura prova dal deterioramento dell&#8217;ambiente operato dalle generazioni ultime. Anche la pietra più resistente viene aggredita e corrosa. Ma l&#8217;uomo tecnologico, dopo aver minato con l&#8217;inquinamento le vestigia ereditate, quali opere tramanderà?</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><a href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884591788" rel="nofollow"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilmulinodiamleto.bmp" alt="Giorgio De Santillana, Hertha von Dechend, Il mulino di Amleto. Saggio sul mito e sulla struttura del tempo. Edizione riveduta e ampliata" align="right" border="0" /></a> Il vanto della tecnologia avanzata, l&#8217;ambizione sfrenata della scienza sperimentale e razionalista, l&#8217;abbondanza di risorse economiche e demografiche, delle quali forse non si ebbe mai pari, la fiducia nelle sorti progressive e nella perfettibilità illimitata potrebbero facilmente dar adito a illusioni sulle capacità di superare le barriere temporali più e meglio dei predecessori.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Infatti non si può tramandare che la Tradizione, che è, secondo <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a></span> (<em>Considerazioni sulla via iniziatica</em>) tutto quello che vale essere trasmesso e che veramente può esserlo. Ciò presuppone coscienza e conoscenza, volontà e tempo.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Il tempo appare la risorsa meno disponibile: il suo trascorrere viene misurato soprattutto dal tasso di interesse, accrescendo a dismisura in tutti i settori la brama della &#8220;velocità&#8221;, vero demone che ben si associa all&#8217;economia dell&#8217;utile immediato.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Infatti non si costruisce e non si progetta se non per una durata precisa e precalcolata oltre la quale il progettato non merita neppure una vita residua. La volontà viene così sviata dall&#8217;effimero e la capacità contemplativa perde ogni spazio vitale.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Resta, quindi, la sola possibilità della sopravvivenza di opere &#8220;involontarie&#8221;, senza alcun significato oltre quello strettamente strumentale e contingente, monumenti all&#8217;interesse e non al sapere.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">A un secolo dalla sua invenzione, il cemento armato, materiale da costruzione composito innovativo, ha mostrato la sua disgregabilità agli agenti naturali, soprattutto per carbonatazione (veicolazione dei carbonati da parte dell&#8217;acqua), resa più attiva dall&#8217;ambiente che l&#8217;uomo stesso ha alterato. E&#8217; così prevedibile che si salveranno le opere monolitiche più massicce, come alcune dighe. Le gallerie saranno più legate alle vicissitudini geologiche, essendo più sensibili all&#8217;azione naturale cui può sopperire solo una vigile manutenzione. La terra inghiotte prima o poi le cavità degli uomini, miniere o gallerie, più difficilmente quelle naturali.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Taluno potrebbe osservare che alcune chiese dei tempi nostri sono state edificate in cemento armato, la cui durabilità, affidata &#8211; come per le antiche cattedrali &#8211; alla cura dei fedeli, potrebbe divenire indefinita. E&#8217; tuttavia penoso rispondere che l&#8217;architettura <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a> può essere intesa dai fedeli, ma nella scala del tempo esteso solo l&#8217;architettura sacra è universale e parla la lingua degli uccelli. L&#8217;informazione -in termini moderni- non si trasforma in segnale quando si sia perduto il codice. E se il codice è simbolico od analogico decade anche la rilevanza artistica. Basti l&#8217;esempio della localizzazione: dall&#8217;individuazione del luogo &#8220;sacro&#8221; alla semplice disponibilità di terreno edificatorio; dal mistero alla moneta, non più pellegrini nel viaggio iniziatico ma fedeli scettici raggiunti quasi a domicilio. L&#8217;architettura civile, nata per non durare, lascerebbe comunque in luogo delle grandi conurbazioni segni edilizî indifferenziati, da cui si distinguerebbero gli stadî e pochi altri edificî, senza possibilità di discernere gerarchie funzionali né, tantomeno, significati non transienti. Indicheranno vuoti tracciati stradali, in cui sarà difficile pensare che abbiamo passato tanto del così raro tempo disponibile, alla massima velocità possibile: per raggiungere quale meta? Riusciranno a comprendere che quella più ambita e frequente sia stata la località di vacanza del fine settimana?</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Unico <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> durevole di &#8220;potere&#8221; materiale: i <em>caveaux </em>delle banche, gli unici <em>sancta sanctorum </em>che potranno forse sopravvivere all&#8217;attacco del tempo, ma non alla violenza, protetti, come sono, dalla blindatura, ben effimera senza custodi, per chi abbia disponibilità di tempo. Pare il nostro l&#8217;unico caso di tanta attenzione alla casa del denaro. Ben più velate e celate delle nostre banche furono le tombe violate nei secoli. Come saranno apprezzate le &#8220;ricchezze&#8221; ivi contenute, sempre che vi siano state lasciate dall&#8217;ultimo guardiano?</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Quelle attuali sono loculi fuori terra, meno durevoli delle case, mentre le inumazioni hanno durata ancora minore. Del resto quali tesori si potrebbero trovare nei sudarî di un&#8217;epoca senza Re?</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Altra eccezione del &#8220;potere&#8221;, questa volta militare, è individuabile in alcune opere strategiche, concepite per resistere ad azioni che superano di gran lunga la prevedibile offesa naturale, testimoni dell&#8217;equilibrio basato sulla ritorsione e sul terrore nucleare. Ammesso che se ne possa menar vanto, anch&#8217;esse dimostrano un fine limitato e contingente e il loro significato non supera quello della loro funzione, strettamente legata alla loro epoca. Esse sono paragonabili alla grande muraglia cinese, di indubbio valore storico architettonico, ma senza magisterio spirituale metastorico. Mura mute invece di pietre che parlano. Pari destino avranno le pile e le spalle dei ponti, sopravissute alle violenze idrologiche: semplici testimonianze di localizzazioni di attività di trasporto, connesse con quell&#8217;incredibile estensione di tracciati stradali, non vie dell&#8217;Impero ma spazî per gitanti. Più labile ancora appare nei tempi lunghi il destino del materiale nato dal perfezionamento del cemento armato: il cemento armato precompresso.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Le macchine ed i metalli vivono quanto chi li accudisce, per divenire poi rottame, poco più nobile del rifiuto, con l&#8217;eccezione di alcuni materiali inossidabili, per l&#8217;esperienza corrente, ma impiegati su scala ridotta.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Gli stessi archivî attuali, cioé strutture destinate a conservare, usano supporti strettamente legati alla tecnologia del momento, senza la quale tutto diviene inservibile. Ma la tecnologia è caduca e mal si presta all&#8217;universalità; preferisce la peculiarità della specializzazione, che condanna all&#8217;obsolescenza rapida. Ciò rende perplessi sulla possibilità tecnologica di superare le discontinuità inevitabili della storia. E&#8217; caduta nell&#8217;oblio la severa lezione del fuoco di Alessandria, cui generazioni di amanuensi non riuscirono che a porre faticoso ma parziale rimedio.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Quindi l&#8217;uomo d&#8217;oggi appare tanto ricco di risorse quanto povero di spiritualità da comunicare, pur avendo depredato e svuotato, specie in Occidente, l&#8217;eredità del passato senza riuscire a rinnovarla e a vivificarla.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Accettando la dizione attuale della progettazione &#8220;per obiettivi&#8221; possiamo dedurre che la Tradizione non è un obiettivo proponibile. Di per sè elitaria e poco diffusibile, quale democrazia vedrebbe il suo popolo concordarne le modalità di perpetuazione per sacrificare anche una modesta parte delle risorse disponibili? Essa &#8211; una, perenne e immutabile &#8211; viene intesa dai più come &#8220;tradizioni&#8221; nel senso etnografico di vecchi costumi e usanze, non sempre comprensibili, quasi una parodia folkloristica di una antica, profonda spiritualità, di cui non si accetta la responsabile eredità. Un DNA immateriale rischiosamente interrotto. Nulla da tramandare o nessuna struttura sociale in grado di svolgere la funzione più nobile, anche in forme non pienamente consapevoli? Eppure esperti di storia dell&#8217;economia mondiale come P. Baroch sostengono che &#8220;Tra una città ricca con sontuosi monumenti e una città povera senza monumenti di sorta, la differenza in termini di investimenti sarebbe ammontata a non più di pochi punti percentuali&#8221; (<em>Cities and Economic Development. From the Dawn of History to the present</em>, Chicago, 1988, p. 203). Gli economisti direbbero che quel tipo di intervento fungerebbe da moltiplicatore degli investimenti, con ricadute benefiche sull&#8217;intero sistema.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Non è certo problema attuale, quindi, quello delle risorse, in presenza di un PIL per abitante (e consumi conseguenti) senza possibilità di confronti con epoche conosciute; non lo fu però neppure per il ben più povero (economicamente) mondo dell&#8217;ecumene medievale, che ci lasciò le cattedrali gotiche, attraverso il lavoro corale di moltitudini di artigiani, artisti, muratori. Né lo fu per le sparute popolazioni &#8220;primitive&#8221; che disposero sapientemente menhir e dolmen né per gli Egizi, in grado di sostituire 100.000 uomini ogni tre mesi al lavoro delle piramidi (I. Verheyden, <em>La rage d&#8217;expliquer la construction des pyramides d&#8217;Egypte</em>, Kadath n. 27).</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Il problema si direbbe, dunque, &#8220;politico&#8221; in quanto gli organi decisionali mancano di tali prospettive fuori dall&#8217;ordinarietà per una riallocazione delle risorse né sembra possibile in tempi storici mutare orientamenti che paiono profondamente radicati nell&#8217;incoscienza popolare ovvero nell&#8217;opinione pubblica. Essa non si accorge di avere tanta storia ma forse non altrettanto futuro, poco amore per il passato, che non sia di interesse archeologico, quanto rinuncia all&#8217;avvenire lontano. Chi non è chiaro-veggente non può essere lungi-mirante.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Dei tempi ultimi, incapaci di concepire messaggi universali da tramandare né, purtroppo, di sentirne addirittura una qualche interiore esigenza, resteranno, di certo, enormi accumuli di residui, rifiuti, di cui neppure il tempo riuscirà a liberare il futuro. Saremo ricordati solo per quelli?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.centrostudilaruna.it/ab.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
			<coop:keyword><![CDATA[Algiza]]></coop:keyword>
		<coop:keyword><![CDATA[Italiano]]></coop:keyword>
	</item>
	</channel>
</rss>
