Nel romanzo La foresta proibita di Mircea Eliade vi è tutta la dimensione magico-esoterica propria alla filosofia dell’autore, unita all’aspirazione alla rottura della percezione ordinaria, in vista di un accesso alla dimensione numinosa, segreta e inafferrabile dell’esistenza.
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Ionesco aveva espresso le contraddizioni di quella che veniva chiamata modernità senza una via d’uscita che fosse almeno semplicemente gradevole.
Nel 1945, a seguito della morte della prima moglie, Eliade teorizzò una curiosa tecnica di liberazione basata sull’eros in senso puramente carnale, privo di ogni trascendenza metafisica
Riflessioni sulla vita, la morte e l’anima del custode del cimitero cattolico di Bucarest
Riflessioni in parte autobiografiche sulla lingua, la cultura e la visione del mondo della Romania
Il racconto di un incontro con un uomo straordinario dopo la lunga notte romena.
La prima traduzione integrale di uno scritto giovanile e scandaloso di Emil Cioran
Un libro Alexandra Laignel-Lavastine indaga il contributo intellettuale al fascismo di Eliade, Ionesco e Cioran
Che cosa fu in realtà la Transilvania? Sviluppando e approfondendo la lezione di Vasile Lovinescu, che indicò nel territorio dacico una stazione cruciale della migrazione iperborea, Mircea Tamas ritrova nella Transilvania i segni della presenza di un centro spirituale, una sorta di proiezione secondaria del regno di Agarttha
Una recensione critica e dissacratoria del sopravvalutato film Train de vie di Radu Mihaileanu
Una recensione del saggio di Claudio Mutti sul fascismo di Codreanu e il suo rapporto con l’intellettualità rumena
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