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	<title>Centro Studi La Runa &#187; rinascita</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>I misteri eleusini e i misteri orfici nell&#8217;Antica Grecia</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 09:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Breve panoramica sulle principali religioni misteriche del mondo greco, nella loro (parziale) contrapposizione alla religione olimpica classica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/gli-dei-e-gli-eroi-della-grecia/5687" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2817" style="margin: 10px;" title="dei-eroi-grecia" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/dei-eroi-grecia.jpg" alt="dei-eroi-grecia" width="200" height="282" /></a>In questo articolo prenderemo in considerazione l’importanza delle <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche nell’universo religioso dell’antica Grecia. In primo luogo dobbiamo mettere in evidenza che i caratteri e i contenuti delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche erano molto diversi da quelli della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica che rivestiva a sua volta grande importanza nel mondo greco. Nell’antica Grecia la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> era un fenomeno molto complesso e di non facile interpretazione, soprattutto a causa delle numerose stratificazioni storiche dovute ai processi di invasione e di colonizzazione che giocarono un ruolo importantissimo nella storia dell’antica Grecia. Proprio queste stratificazioni molteplici impedirono alla Grecia di raggiungere tra l’altro l’unità politica. Proprio tali processi di invasione e di colonizzazione determinarono una grande varietà delle dottrine religiose esistenti nel mondo greco. Di conseguenza una delle caratteristiche più importanti della <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> greca era la grande varietà dei suoi contenuti dottrinali e delle sue forme di organizzazione pratico-rituale (possiamo dire che in Grecia non è mai esistita una dogmatica religiosa e un modello religioso unico e indiscutibile in grado di esercitare un controllo assoluto sulle credenze religiose e sui comportamenti degli antichi greci).</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo sintetizzare al massimo potremmo dire che nel panorama delle espressioni religiose fiorite in Grecia è possibile individuare due componenti fondamentali: la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica e le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche.</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso ciò diremo che la caratteristica principale di tutte le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche, sebbene non sia facile avere delle certezze in proposito per l’insicurezza e la scarsità delle fonti, era il carattere non pubblico di tali <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche in quanto solo coloro che venivano sottoposti ai rituali di iniziazione potevano conoscere i contenuti dottrinali e i riti di tali <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a>. Di conseguenza gli iniziati a tali culti religiosi si differenziavano da tutti gli altri individui soprattutto per il fatto che avevano conoscenze, credenze ed un’organizzazione gerarchica molto diverse dai non iniziati. In questo articolo prenderemo in considerazione due <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> misteriche molto importanti nell’antica Grecia ovvero i <a title="misteri eleusini" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteridieleusi.html">misteri eleusini</a> e i <a title="misteri orfici" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteriorfici.html">misteri orfici</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/mysteria-archeologia-e-culto-del-santuario-di-demetra-a-eleusi/2197" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2816" style="margin: 10px;" title="mysteria" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/mysteria.jpg" alt="mysteria" width="200" height="260" /></a> Per quanto riguarda i misteri eleusini essi avevano come centro di irradiazione il santuario di Eleusi dedicato a Demetra e a Persefone sua figlia. I misteri eleusini erano basati su un racconto mitico che aveva come protagonisti Ade, re degli Inferi, Demetra e Persefone. Ade con il consenso di Zeus rapì Persefone alla madre Demetra per farla diventare sua moglie. Allora Demetra dea della terra e del grano in preda a un rabbioso e disperato dolore non consentì più al grano di crescere cosicché Zeus dovette stabilire una soluzione di compromesso: Persefone avrebbe trascorso un terzo dell’anno negli Inferi con Ade e due terzi sulla terra con Demetra. Agli inizi lo scopo dei riti eleusini era quello di propiziare nella stagione della semina la fecondità dei campi. Ma con il passare del tempo l’accento di tale <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> misterica si spostò su un elemento diverso ovvero la vicenda di una dea che trascorreva una parte dell’anno nel mondo dei morti e che ritornava in vita sulla terra secondo un ciclo reversibile e continuo. Tale mito apriva alla mente dei fedeli la possibilità di interpretare il rapporto tra la vita e la morte in un modo nuovo e meno drammatico rispetto a come era descritto nella <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> olimpica.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi la caratteristica principale dei misteri eleusini era il riferimento alla possibilità degli adepti di tale <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> misterica di conquistarsi la rinascita oltre la morte e di conseguenza la salvezza (in ciò consisteva la dimensione soteriologica di tale <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a>). Nei misteri eleusini il mondo degli Inferi era rappresentato come una realtà dolorosa dove l’individuo doveva sopportare un tormentoso vagabondaggio, in attesa di rinascere e di ritornare sulla terra (la possibilità di ritornare sulla terra dopo la morte era riservata solo agli iniziati). Di conseguenza nei misteri eleusini esisteva un rapporto di complementarietà tra il mondo degli Inferi e la terra. Gli adepti di tale <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> misterica dopo l’iniziazione venivano messi a conoscenza dei misteri e dei riti indispensabili per assicurarsi la rinascita dopo la morte. Dobbiamo mettere in evidenza che la conquista della salvezza dopo la morte si otteneva solamente attraverso conoscenze e attraverso la partecipazione a determinati riti e non con determinati comportamenti di tipo morale.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto che il mito di Ade, Demetra e Persefone aveva una fondamentale importanza nei <a title="misteri eleusini" href="http://www.centrostudilaruna.it/misteridieleusi.html">misteri eleusini</a>. Riteniamo opportuno di conseguenza dire qualcosa intorno all’importanza e alle caratteristiche dei miti nell’antica Grecia.</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo sintetizzare al massimo esistono tre modi di definire il mito che sono molto diversi tra loro. Secondo una teoria sostenuta da molti studiosi il mito dovrebbe essere considerato una semplice invenzione priva di fondamento e priva di relazione con la ricerca della verità propriamente detta.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste poi un secondo modo di intendere il mito diametralmente opposto a quello che abbiamo ora esposto. Secondo questo altro punto di vista sul mito esso non solo non racconterebbe cose false ma farebbe conoscere agli uomini delle antichissime nozioni appartenenti all’alba dell’umanità e pertanto dotate di una fondamentale funzione rivelativa sulla vera e profonda natura di tutto ciò che esiste nell’universo. Secondo questo altro modo di intendere il mito esso è un racconto che fa conoscere agli uomini immediatamente delle verità che non possono essere colte dalle argomentazioni e dai discorsi razionali in quanto il mito sarebbe portatore unico di conoscenze e valori archetipici dell’umanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste poi un terzo modo di definire il mito che secondo questo terzo punto di vista non verrebbe considerato né un racconto falso e privo di fondamento e né il portatore di conoscenze e valori archetipici dell’umanità non conoscibili attraverso il pensiero razionale ma una forma di conoscenza vera che tuttavia deve essere considerata una conoscenza “<em>sui generis</em>” in quanto si tratterebbe di una forma di conoscenza molto diversa da quella razionale colta dal “<em>logos</em>” (si tratterebbe quindi non di una conoscenza inferiore o superiore a quella ottenibile con la razionalità ma solamente diversa da quella del “<em>logos</em>”). Secondo tale modo di intendere il pensiero mitico, le caratteristiche salienti dei miti sono tre: la conoscenza proposta dai miti si presenta in forma immediata e rivelativa; tale conoscenza non è arricchibile secondo le procedure del sapere filosofico-scientifico; la conoscenza presente nei miti non è aperta alla verifica e alla critica razionale. In sintesi si potrebbe dire che il mito deve essere considerato un accoglimento passivo ed acritico di determinate conoscenze ed affermazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/cuor-di-zagreo-il-viaggio-dellanima-orfismo-e-miti-escatologici-in-platone/5938" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2818" style="margin: 10px;" title="cuor-di-zagreo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/cuor-di-zagreo.jpg" alt="cuor-di-zagreo" width="200" height="281" /></a>Per quanto riguarda i misteri orfici dobbiamo dire che in tale <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> misterica gli adepti per raggiungere la salvezza intesa come possibilità di ritornare sulla terra dopo la morte non dovevano limitarsi ad acquisire determinate conoscenze ma dovevano anche adottare determinati comportamenti di tipo morale. I misteri orfici devono il loro nome al mitico cantore tracio Orfeo protagonista del tentativo fallito di liberare la moglie Euridice dal mondo degli Inferi e poi ucciso da una schiera di baccanti in preda al furore orgiastico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’interpretazione globale dei misteri orfici non è certamente facile ma appare chiaro che gli orfici svilupparono una teoria del divino assai complessa ed articolata nel contesto della quale si apriva per gli uomini la possibilità di una rinascita dopo la morte. Poiché tale rinascita non poteva avvenire solamente con le conoscenze apprese dopo l’iniziazione con le pratiche rituali ma implicava l’osservanza di precise norme etiche gli orfici erano soliti riunirsi in comunità impegnate nella realizzazione di un determinato stile di vita indispensabile per il conseguimento della salvezza dopo la morte. Fondamentali per comprendere la sostanza teorica dell’orfismo sono i seguenti principi. In primo luogo secondo gli orfici in ogni uomo abitava un demone decaduto nei corpi mortali dopo aver perso le sue caratteristiche originali. In pratica il demone si trovava imprigionato nel corpo umano ragion per cui lo scopo della vita umana era liberare dal corpo questa componente divina ovvero il demone.</p>
<p style="text-align: justify;">In secondo luogo la liberazione del demone poteva avvenire solo se insieme ai riti e all’acquisizione di determinate conoscenze venivano rispettati determinati principi morali che consistevano soprattutto nel rinunciare completamente ai piaceri del mondo e al compimento di azioni malvagie. Tuttavia dato che era molto difficile rinunciare ai piaceri del mondo ed evitare di compiere azioni malvagie il demone prigioniero nel corpo era costretto più volte a reincarnarsi in altri corpi dopo la morte del corpo che lo ospitava. Il demone poteva liberarsi dal ciclo continuo delle reincarnazioni solamente dopo aver compiuto tale difficilissima impresa che gli permetteva di ritornare per sempre nella sua patria celeste. Il demone in questo ciclo di reincarnazioni era costretto a volte a reincarnarsi in animali la cui indole ricordava il tipo di vita che aveva condotto nella precedente esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli orfici riuscirono a tenere in debita considerazione e a dare una risposta valida alle esigenze religiose e morali che si manifestarono nel mondo greco a partire da un certo periodo storico proprio perché per la prima volta l’orfismo propose una nuova immagine dell’uomo fondata su un dualismo sostanzialmente estraneo alla tradizione arcaica greca. Tale dualismo orfico considerava la condizione terrestre come qualcosa di conflittuale e spesso anche di negativo. Nell’antropologia orfica di tipo dualistico possiamo già riconoscere, sia pure in forma embrionale alcuni tipi di dualismo (anima-corpo, spirito-materia, ragione-istinto, etc.) che assumeranno un’importanza fondamentale nello sviluppo del pensiero occidentale. Possiamo dire che tutti i dualismi del pensiero occidentale che seguiranno il dualismo orfico sono stati almeno in parte condizionati dall’antropologia e dalla soteriologia orfica.</p>
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		<title>Rinascere</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 09:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emilio Michele Fairendelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riflessioni sulla dottrina karmica di nascita e rinascita e sul suo significato spirituale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><p style="text-align: justify;">Tra il  1914 e il 1921 apparve sulla rivista <em>Arya</em> in circa duecento pagine, perlopiù stese da Sri Aurobindo in modalità di scrittura automatica, <em>The problem of Rebirth.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em>A partire da quel testo vorrei proporre in questa sede, in forma di tracce, alcune riflessioni, base per un contributo più articolato che apparirà altrove:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rinascere</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong><a href="http://www.libriefilm.com/guida-allo-yoga/5645"><img class="alignright size-medium wp-image-2628" style="margin: 10px;" title="guida-allo-yoga" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/guida-allo-yoga-187x300.jpg" alt="guida-allo-yoga" width="187" height="300" /></a>La teoria della rinascita o reincarnazione è antica quanto il pensiero e non vi è tempo o cultura umana a noi noti che non l’abbia assunta, declinandola in modi e forme differenti, anche in parte deviando dalla verità essenziale, come nel caso della metempsicosi greca.</p>
<p style="text-align: justify;">La teoria sembra connaturata alla realtà psicologica umana più profonda, nella nostra struttura esistenziale deve dunque esistere un luogo che conserva memoria di altre ere in cui il rinascere e le sue modalità erano conoscibili ed  osservabili sui piani occulti,  dall’esperienza extraordinaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rinascere continuerà ad abitarci sinchè esisterà l’uomo e si avvicina l’ora in cui questa realtà sarà di nuovo vista e sperimentata da parti profonde di noi, ancora segrete, e poi dall’Anima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Cosa</em> rinasce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che rinasce, che prende un nuovo corpo, un nuovo vitale, un nuovo mentale è l’Anima, l’essere psichico secondo la terminologia aurobindiana, governata dal mago supremo,  l’Entità eterna ed immutabile che sta aldilà ed aldisopra di ogni cosa, il Sé <em>(The Self).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il suo ruolo nel gioco di Maya, il compito cui è chiamata, la Legge che si attua, la modalità con il cui il mondo procede nella propria evoluzione, verso la trasmutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo l’Anima, diamante al centro di noi,  rinasce.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto non è che ricombinazione della terra di Adamo, di tante pluralità: il corpo e la sua materia, le fibre sottili del mentale e del vitale.</p>
<p style="text-align: justify;">La personalità umana si scioglie con la morte fisica e non può mai, come si vorrebbe,  sopravvivere e riapparire in altri corpi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/karma-e-reincarnazione/5643"><img class="alignleft size-full wp-image-2629" style="margin: 10px;" title="karma-reincarnazione" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/karma-reincarnazione.jpg" alt="karma-reincarnazione" width="200" height="270" /></a>Alessandro, Mozart, Napoleone, il signor Arena, il signor Cosenza, il signor Nessuno scompaiono per sempre e possono riapparire, larve di vibrazioni mentali e vitali, solo nei salotti dei <em>medium</em>: ciò che resta è il loro apporto, operato sotto la guida dell’Anima e del Sé, alla marcia del mondo verso il Divino.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre fare giustizia di ogni vulgata circa il tema del rinascere.</p>
<p style="text-align: justify;">La suggestione di chi  voglia riconoscere una vita precedente da un segno,  da un incontro,  da un’immagine, contiene quasi sempre un errore fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché solo l’Anima rinasce il riconoscimento di un’esperienza di un’altra vita non può che fondarsi sul risentire <em>momenti d’Anima</em>, esperienze che abbiano toccato e si siano svolte a quel solo livello.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto con la nostra Anima è velato e intermittente, per la maggior parte degli uomini inesistente.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte confondiamo le onde del cuore e del vitale, dei sensi, con Lei, sbagliando.</p>
<p style="text-align: justify;">Avvicinare, svelare la propria Anima: solo da lì il meraviglioso, l’orrendo, l’alto e il basso delle nostre vite passate – e tuttavia ogni istante Opera e Divino!-  potranno essere davvero riconoscibili.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è un quadro di Constable, un paesaggio con un gruppo d’alberi, un fiume calmo e poderoso  e una casa, che non riesco a guardare senza disperarmi e cedere a un pianto estremo, di gioia.</p>
<p style="text-align: justify;">La bellezza del quadro, il suo incontro con i miei sensi non sono evidentemente sufficienti a spiegare quanto avviene in me.</p>
<p style="text-align: justify;">Pronunciano il nome<em> Gerusalemme</em> e il mio essere, dal luz alla base della mia colonna sino alla fronte, è attraversato da un brivido profondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Posso intuire <em>fatti dell’Anima</em>, accaduti un tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quando <em>saprò</em>?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Karma</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il popolo  mostra a Gesù il nato cieco e gli domanda se sono i suoi genitori ad avere peccato o lui in un’altra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta è né lui né i suoi genitori: tutto ciò è avvenuto <em>affinché si mostrassero in lui le opere di Dio.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Qui c’è la verità &#8211; quanto chiara e luminosa -  sulla questione karmica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Cristo distrugge la nozione del Karma come premio o punizione per le buone azioni o per i peccati delle vite precedenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/le-leggi-del-karma-secondo-il-kriya-yoga/5644"><img class="alignright size-full wp-image-2630" style="margin: 10px;" title="leggi-del-karma" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/leggi-del-karma.jpg" alt="leggi-del-karma" width="200" height="299" /></a>Questa vulgata, tuttora dominante in <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> che muovono milioni di persone come nella mente di newagers spiritualmente <em>arrapati </em>– gli uomini hanno il codino e lo sguardo dolce e smarrito, le donne ampie  gonne a fiori,  a volte anche professionali tailleur, bigiotteria astrologica e lo sguardo sicuro &#8211; si propone come la più pericolosa delle falsità, ossia una Verità a cui sia stata impressa una piccola torsione tramutandola in qualcosa di ben più antispirituale del suo contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">All’interno di questa concezione del Karma ci sono due errori fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo: non è possibile intendere avversità e sofferenza  semplicemente come una punizione ad una colpa: con ogni evidenza esse sono il più grande agente purificatore, il più grande aiuto per l’Anima che lotta per apparire, per trasmutare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">E un grande segno, una grande immagine per chi le incontri nella vita di un altro uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrive Aurobindo : <em>Oh Tu che ami, colpisci! Se non mi colpisci saprò che non mi ami</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo errore: una concezione del Karma dove colpe e virtù vengono punite e ricompensate secondo una legge stabilita inchioderebbe la Manifestazione ad un funzionamento meccanicistico dove non potrebbe più trovare spazio alcuna libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si potrebbe in questo caso assegnare alla sofferenza, priva di ogni sua <em>volontà,</em> un ruolo attivo, luminoso, in prima fila nel campo di battaglia nell’esercito  del Divino?</p>
<p style="text-align: justify;">E come sarebbe possibile riconoscere, distinguere il Karma che produciamo da quello che siamo chiamati a vivere e ad agire, che abbiamo scelto di portare?</p>
<p style="text-align: justify;">In verità tutto il gioco di Maya e del tempo  è un gioco di libertà e di forze, dove per noi, allo stato attuale della nostra coscienza, sono chiari solo Colui che regna, il Divino, e la <em>direzione</em> della Redenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Responsabilità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una concezione spiritualmente <em>vera </em>del Karma non tocca in alcun modo la dimensione della responsabilità individuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ordine morale e spirituale, così come in quello materiale, ogni azione ne genera un’altra, che gli è commisurata e il cui fine è il riequilibrio di un ordine infranto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale legge, che regola la materia dal campo più grossolano a quello subatomico, risplende anche nel campo etico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che è importante comprendere è che non saremo noi a pagare le conseguenze delle nostre viltà, delle nostre menzogne, così come a seminare per noi  con il nostro bene il campo del futuro: <em>ne verranno pagate</em> tutte le conseguenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale Verità non si manifesterà per il mio mentire?</p>
<p style="text-align: justify;">Quale nuovo nato si farà carico della mia indegnità?</p>
<p style="text-align: justify;">Quale uomo sarà felice per il mio cosciente sacrificio?</p>
<p style="text-align: justify;">La comprensione del campo karmico come universale e non individuale rende in realtà ogni nostra azione più grande, più rischiosa, più assoluta, più responsabile, più <em>da amare, </em> con tutto noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni azione nobile e giusta e vera, ogni azione <em>contro </em>il Karma che portiamo avvicina l’ora di Dio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il grande oceano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Noi non conosciamo sino in fondo le regole del gioco di Maya, così come nulla sappiamo del vero volto di Dio, che per noi resta impensabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Come guardare la nostra condizione di ora, così imperfetta e disperata?</p>
<p style="text-align: justify;">Perché? Perché, Signore?, vorremmo gridare con il viso al cielo, in un campo a notte alta.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo oceano di forze, di impulsi, di riparazioni e di volontà, noi esistiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è regola, o meglio questa dipende dal nostro essere e da quanto lo condiziona.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse le mani così armoniose che ci porgono delle banconote da uno sportello e che inspiegabilmente ci commuovono sono le stesse che vedemmo in un’altra era, appartengono a un’Anima convissuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il viso di una donna che scorgiamo da un treno in partenza, oltre il cristallo, un viso che non rivedremo mai più in questa vita ma che ci colpisce come un dardo forse sarà di nuovo nostro tra migliaia di anni, sotto una stella di Orione.</p>
<p style="text-align: justify;">Agiamo rettamente, alla sommità della nostra coscienza, guardando il cielo, sapendo che sulle più alte cime del <em>Vedanta</em>, comunque e nonostante noi, tutto non può che avvenire così, è già avvenuto e questo avvenire, nel gioco di una imperfezione, di una menzogna che è  processo di Redenzione e dunque Verità, è il divenire del Divino.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è il Natale?</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 16:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julius Evola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il significato simbolico del Natale e del solstizio d'inverno in uno scritto di J. Evola del 1972]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/evola48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Julius Evola" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p align="justify">Vi sono riti e feste, sussistenti ormai solo per consuetudine nel mondo moderno, che si possono paragonare a quei grandi massi che il movimento delle morene di antichi ghiacciai ha trasportato dalla vastità del mondo delle vette giù, fin verso le pianure.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tali sono, ad esempio, le ricorrenze che come Natale ed anno nuovo rivestono oggi prevalentemente il carattere di una festa familiare borghese, mentre esse sono ritrovabili già nella preistoria e in molti popoli con un ben diverso sfondo, compenetrate da un significato cosmico e universale. Di solito, passa inosservato il fatto che la data del Natale non è convenzionale e dovuto solo ad una particolare tradizione <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>, ma è determinata da una situazione astronomica precisa: è la data del solstizio d’inverno.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a href="http://www.libriefilm.com/storia-del-natale/1250" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/storiadelnatale.bmp" border="0" alt="Manlio Triggiani, Storia del Natale. Culti, miti e tradizioni di una festa millenaria" width="204" height="290" align="right" /></a> E proprio il significato che nelle origini ebbe questo solstizio andò a definire, attraverso un adeguato <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a>, la festa corrispondente. Si tratta, tuttavia, di un significato che ebbe forte rilievo soprattutto in quei progenitori delle razze <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropee</a>, la cui patria originaria si trovava nelle regioni settentrionali e nei quali, in ogni caso, non si era cancellato il ricordo delle ultime fasi del periodo glaciale. In una natura minacciata del gelo eterno l’esperienza del corso della luce del sole nell’anno doveva avere un’importanza particolare, e proprio il punto del solstizio d’inverno rivestiva un significato drammatico che lo distinguerà da tutti gli altri punti del corso annuale del sole. Infatti, nel solstizio d’inverno, il sole, essendo giunto nel suo punto più basso dell’eclittica, la luce sembra spegnersi, abbandonare le terre, scendere nell’abisso, mentre ecco che invece essa di nuovo si riprende, si rialza e risplende, quasi come in una rinascita. Un tale punto valse, perciò, nei primordi, come quello della nascita o della rinascita di una divinità solare.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978882721406" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/orienteoccidente.bmp" border="0" alt="Oriente e Occidente" width="95" height="136" align="right" /></a> Nel <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> primordiale il segno del sole come “Vita”, “Luce delle Terre”, è anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il sole muore e rinasce, così anche l’Uomo ha il suo “anno”, muore e risorge. Questo stesso significato fu suggerito, nelle origini, dal solstizio d’inverno, a conferirgli il carattere di un “mistero”. In esso la forza solare discende nella “Terra”, nelle “Acque”, nel “Monte” (ciò in cui, nel punto più basso del suo corso, il sole sembra immergersi), per ritrovare nuova vita. Nel suo rialzarsi, il suo segno si confonde con quello de “l’Albero” che sorge (“l’Albero della Vita” la cui radice è nell’abisso), sia “dell’Uomo cosmico” con le “braccia alzate”, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> di resurrezione. Con ciò prende anche inizio un nuovo ciclo, “l’anno nuovo”, la “nuova luce”. Per questo, la data in questione sembra aver coinciso anche con quella dell’inizio dell’anno nuovo (del capodanno). È da notare che anche <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">Roma antica</a> conobbe un “natale solare”: proprio nella stessa data, ripresa successivamente dal cristianesimo, del 24-25 dicembre essa celebrò il <em>Natalis Invicti</em>, o <em>Natalis Solis Invicti</em> (natale del Sole invincibile).</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In ciò si fece valere l’influenza dell’antica tradizione iranica, da tramite avendo fatto il mithracismo, la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> cara ai legionari romani, che per un certo periodo si disputò col cristianesimo il dominio spirituale dell’Occidente. E qui si hanno interessanti implicazioni, estendendosi fino ad una concezione mistica della vittoria e dell’<em>imperium</em>.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Come invincibile vale il sole, per il suo ricorrente trionfare sulle tenebre. E tale invincibilità, nell’antico Iran, fu trasferita ad una forza dall’alto, al cosiddetto “<em>hvareno</em>”. Proprio al sole e ad altre entità celesti, questo “<em>hvareno</em>” scenderebbe sui sovrani e sui capi, rendendoli parimenti invincibili e facendo si che i loro soggetti in essi vedessero uomini che erano più che semplici mortali. Ed anche questa particolare concezione prese piede nella Roma imperiale, tanto che sulle sue monete, spesso ci si riferisce al “sole invincibile”, e che gli attributi della forza mistica di vittoria sopra accennata si confusero non di rado con quelli dell’Imperatore.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tornando al “natale solare” delle origini, si potrebbero rilevare particolari corrispondenze in ciò che ne è sopravvissuto come vestigia, nelle consuetudini della festa moderna. Fra l’altro un’eco offuscata è lo stesso uso popolare di accendere sul tradizionale albero delle luci nella notte di Natale. L’albero, come abbiamo visto, valeva infatti come un <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> della resurrezione della Luce, di là della minaccia delle notte. Anche i doni che il Natale porta ai bambini costituiscono un’eco remota, un residuo morenico: l’idea primordiale era il dono di luce e di vita che il Sole nuovo, Il “Figlio”, dà agli uomini. Dono da intendersi sia in senso materiale che in senso spirituale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">[…]</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Avendo ricordato tutto ciò, sarà bene rilevare che batterebbe una strada sbagliata chi volesse veder qui una interpretazione degradante tale da trascurare il significato <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> e spirituale che ha il Natale da noi conosciuto, riportando all’eredità di una <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> naturalistica e per ciò primitiva e superstiziosa.  […] Una “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> naturalistica” vera e propria non è mai esistita se non nella incomprensione e nella fantasia di una certa scuola di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">storia delle religioni</a> […] oppure è esistita in qualche tribù di selvaggi fra i più primitivi. L’uomo delle origini di una certa levatura non adorò mai i fenomeni e le forze della natura semplicemente come tali, egli li adorò solo in quanto e per quel tanto che essi valevano per lui come delle manifestazioni del sacro, del divino in genere. […] la natura per lui non era mai “naturale”. […] Essa presentava per lui i caratteri di un “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> sensibile del sovrasensibile”. […] Un mondo di una primordiale grandezza, non chiuso in una particolare credenza, che doveva offuscarsi quando quel che vi corrispose assunse un carattere puramente soggettivo e privato, sussistendo soltanto sotto le specie di feste convenute del calendario borghese che valgono soprattutto perché si t ratta di giorni in cui si è dispensati dal lavorare e che al massimo offrono occasioni di socievolezza e di divertimento nella “civiltà dei consumi”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">* * *</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em>Brani tratti dall’articolo </em>Natale solare ed Anno nuovo<em> apparso sul quotidiano </em>Roma<em> del 5 gennaio 1972.</em></p>
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