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	<title>Centro Studi La Runa &#187; resurrezione</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>I vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 16:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Pellegrino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una disamina dei dualismi ontologico, cosmologico, etico, escatologico, antropologico, della “nostalgia delle origini” e cosmogonico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-vari-tipi-di-dualismo-esistenti-nella-dimensione-religiosa.html' addthis:title='I vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">In questo articolo prenderemo in considerazione i vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa: ontologico, cosmologico, etico, escatologico, antropologico, quello tra un passato felice ed un presente infelice (gli storici delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> definiscono questo tipo di dualismo con l’espressione “nostalgia delle origini”) ed infine il dualismo cosmogonico basato sulla contrapposizione tra creazione ed emanazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Cominceremo col prendere in considerazione il dualismo ontologico: tale dualismo è riscontrabile in una <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> se i credenti sostengono l’esistenza di una divinità buona e di un principio divino malvagio, dotati dello stesso potere creatore ed entrambi coeterni. Un tipico esempio di <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religione</a> nella quale è riscontrabile in maniera molto evidente il dualismo ontologico è lo zoroastrismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo evidenziare che non è sufficiente che esista un dio buono ed un’entità soprannaturale e metafisica cattiva dalla cui azione deriva la presenza del male nel mondo per parlare di dualismo ontologico. Per esempio nella religione cristiana, sebbene esista un conflitto tra il Dio biblico che rappresenta il bene e il Diavolo, che è il principio metafisico dal quale derivano il male e la corruzione del mondo, non è riscontrabile un dualismo ontologico, per almeno tre motivi. In primo luogo, il Diavolo non è coeterno a Dio ma è stato creato dallo stesso Dio (prima di ribellarsi a Dio Satana e gli altri demoni erano angeli e in quanto tali facevano parte della gerarchia della creazione a un livello superiore rispetto agli esseri umani); in secondo luogo il Diavolo, proprio perché creatura di Dio, non possiede gli stessi poteri del suo creatore, non è di natura divina e &#8211; conseguentemente &#8211; occupa un gradino inferiore rispetto a Dio nella scala gerarchica dell’universo (nel dualismo ontologico, invece, sia il Principio del Male sia quello del Bene sono di natura divina ed inoltre nessuno dei due è subordinato all’altro: per questo motivo si trovano sullo stesso livello nella scala gerarchica universale e pertanto nessuno dei due riuscirà mai ad eliminare l’altro); in terzo luogo nella religione cristiana il Diavolo non può essere considerato un principio creatore, poiché sia l’uomo sia l’universo sono stati creati da Dio (nel dualismo ontologico sia il Dio del Bene sia quello del Male sono co-creatori dell’uomo e dell’intero universo. Per esempio secondo lo zoroastrismo l’uomo possieda due anime, una che gli permette di fare il bene &#8211; creata dal Principio divino del Bene &#8211; ed una cattiva che lo spinge a compiere azioni malvagie, creata dal Principio divino del Male). Infine nelle religioni caratterizzata dal dualismo ontologico la lotta tra il Dio del Bene e quello del Male durerà per l’eternità, mentre nella religione cristiana la lotta tra Dio e il Diavolo durerà solo fino alla Parusia, ovvero fino alla seconda venuta di Gesù alla fine dei tempi che segnerà la sconfitta definitiva del Diavolo e di tutti i demoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dualismo cosmologico è caratteristico della credenza religiosa secondo la quale l’universo è costituito da due elementi, ovvero materia e spirito. Secondo tale dualismo nell’universo (ivi compreso il nostro pianeta) sono riscontrabili la materia, che per sua natura è soggetta a corruzione e degradazione, e una dimensione spirituale che al contrario non è soggetta né a corruzione né alla degradazione dovuta al trascorrere del tempo. Per le religioni in cui è riscontrabile il dualismo cosmologico (cristianesimo, religione ebraica ed altre) nell’universo esistono cioè una dimensione fisica e una dimensione metafisica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dualismo etico, riscontrabile in moltissime <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a>, si basa sul principio che gli esseri umani abbiano la possibilità di compiere sia azioni buone sia malvagie (questo dualismo è riscontrabile nel cristianesimo, nell’ebraismo, nella religione islamica, nell’induismo, nello zoroastrismo e nella religione olimpica greca nonché nella religione romana).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/laltro-dio-religioni-dualistiche-dallantichita-alleresia-catara/9315" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7279" style="margin: 10px;" title="altro-dio" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/altro-dio.jpg" alt="" width="200" height="294" /></a>Nell’ambito del dualismo etico è possibile individuare una distinzione di fondamentale importanza tra le religioni che credono che gli esseri umani siano completamente liberi di scegliere e quelle che credono che le azioni buone e quelle malvagie dipendano solo in parte dal libero arbitrio. Per esempio nell’ambito della religione cristiana esiste una contrapposizione tra cattolicesimo e i luteranesimo: mentre i cattolici, pur riconoscendo che il Peccato Originale abbia determinato negli esseri umani l’inclinazione a commettere il male, sono convinti dell’esistenza del libero arbitrio, che con l’aiuto della Grazia Divina dà la possibilità agli uomini di scegliere di compiere azioni buone, i luterani negano in maniera assoluta l’esistenza del libero arbitrio anche dopo la venuta di Gesù cosicché ritengono che gli esseri umani possano compiere solamente azioni malvagie. In una sua opera di fondamentale importanza intitolata <em>De servo arbitrio</em> Lutero parla esplicitamente di “servo arbitrio” in contrapposizione al concetto cattolico di libero arbitrio e sostiene che gli uomini si salvano o si dannano non per il fatto che compiano azioni buone o malvagie ma solamente per la forza della loro fede (Lutero scrive <em>“pecca fortiter sed crede fortius”</em>. Con questa frase intende affermare che a causa delle conseguenze del peccato originale commesso da Adamo ed Eva l’uomo può compiere solo il male e di conseguenza Dio decide di salvare o di condannare gli esseri umani alla dannazione eterna tenendo conto esclusivamente della forza e dell’intensità della loro fede nella parola divina).</p>
<p style="text-align: justify;">In due nostri libri intitolati <a title="Bibbia e Corano" href="http://www.libriefilm.com/bibbia-e-corano-principali-somiglianze/6042"><em>Bibbia e Corano principali somiglianze</em></a> e <em>La crisi della religione cattolica</em> abbiamo insistito sul fatto che il problema di conciliare libero arbitrio e Grazia Divina nella soteriologia cattolica non si presenta di facile soluzione, tanto che sin dagli inizi della storia del cristianesimo è stato oggetto di vivaci e violente discussioni tra i teologi. A nostro avviso la soluzione più semplice ed anche più logica per risolvere il problema di conciliare libero arbitrio e necessità della Grazia Divina è quella proposta dai semipelagiani, i quali sostenevano che l’uomo col suo libero arbitrio chiede per liberamente l’aiuto della Grazia Divina per compiere il bene, che Dio concede non a tutti ma solo a coloro che gliela chiedono. Purtroppo tale soluzione, a nostro avviso molto ragionevole, proposta dai semipelagiani è stata considerata eretica dalla Chiesa Cattolica soprattutto a causa della durissima opposizione di Agostino alla soteriologia dei semipelagiani. Come abbiamo sostenuto nell&#8217;opuscolo intitolato <em>Le eresie ed il neopaganesimo dei cattolici contemporanei</em> il rifiuto della soluzione proposta dai semipelagiani, dovuto in gran parte all’influenza di Agostino, è stato un grave errore, poiché ha lasciato insoluto il problema di conciliare Grazia e libero arbitrio. Tra l’altro l’intransigente opposizione di Agostino alle affermazioni dei semipelagiani era in gran parte dovuta alle vicende personali dello stesso Agostino, che lo avevano portato (a nostro avviso) a sottovalutare involontariamente l’importanza del libero arbitrio.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il dualismo escatologico è riscontrabile in molte religioni (cristianesimo, ebraismo, islam, induismo, religioni misteriche del mondo classico, religione dell’antico Egitto e buddismo). Esso si basa sulla credenza che coloro che si sono comportati bene durante la loro vita saranno in qualche modo premiati dopo la morte, mentre coloro che hanno compiuto azioni malvagie subiranno delle punizioni dopo la morte.</p>
<p style="text-align: justify;">La varietà di premi e punizioni che aspettano gli individui dopo la morte dipende dal fatto che nell’ambito del dualismo escatologico esiste una forte differenza tra religioni che affermano che sia i buoni sia i malvagi risorgeranno dopo la morte e quelle che credono che dopo la fine di questa vita sia i buoni sia i cattivi si reincarneranno. Le religioni che credono nella risurrezione (ad esempio la religione cristiana e quella islamica) sostengono che i buoni andranno per l’eternità in un luogo ove condurranno un’esistenza felice, senza più reincarnarsi sulla Terra, mentre i malvagi subiranno una punizione che durerà per l’eternità, poiché saranno costretti a vivere la loro esistenza ultraterrena in un luogo ove troveranno solamente dolori e sofferenze (la religione cattolica crede anche nell’esistenza del Purgatorio, ma in ogni caso anche le anime che finiscono in Purgatorio dopo un determinato periodo di tempo andranno in Paradiso, ove riceveranno il premio eterno che consiste nel raggiungimento della felicità eterna).</p>
<p style="text-align: justify;">Molto diversa è l’escatologia delle religioni che credono non nella resurrezione ma nella reincarnazione. Per tali religioni (ad esempio buddismo e induismo) le anime che hanno compiuto azioni buone in vita avranno la possibilità di reincarnarsi in corpi che permetteranno loro di condurre un’esistenza più felice di quella precedente, mentre le anime che hanno compiuto azioni malvagie si reincarneranno in corpi nei quali saranno costrette a condurre un’esistenza più infelice e più frustrante. Per esempio se un uomo ricco e potente avrà compiuto azioni malvagie sarà costretto a reincarnarsi nel corpo di un uomo privo di potere ed appartenente ad una famiglia povera.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella società contemporanea è in continuo aumento il numero delle persone che credono nella reincarnazione e non nella risurrezione. In due libri intitolati <em>I miti della società contemporanea</em> ed <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em> abbiamo cercato di spiegarne i motivi. A nostro avviso i principali sono due: in primo luogo molti sono convinti che una sola vita non sia sufficiente per conquistarsi la salvezza o la dannazione eterna, e ritengono quindi più logico credere che a tutte le anime venga data la possibilità di incarnarsi molte volte; in secondo luogo, molti sono convinti che esistano prove quasi scientifiche della reincarnazione, poiché alcuni individui sottoposti ad ipnosi hanno raccontato di essersi reincarnati molte volte sul nostro pianeta in varie epoche storiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  dualismo antropologico si basa sulla convinzione che gli esseri umani siano costituiti di due parti, ovvero il corpo e l’anima. Questo dualismo è presente in tutte le religioni, sia in quelle che credono nella reincarnazione sia in quelle che credono nella risurrezione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/bibbia-e-corano-principali-somiglianze/6042" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7280" style="margin: 10px;" title="bibbia-e-corano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/bibbia-e-corano-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Un altro tipo di dualismo riscontrabile in molte religioni è quello che si basa sulla convinzione che il genere umano si trovi a vivere in una condizione esistenziale collettiva peggiore di quella esistente alle origini della storia dell’umanità. Un primo esempio significativi di tale dualismo si trova nella religione cristiana, in quella ebraica e in quella islamica, ove si afferma che i nostri progenitori Adamo ed Eva prima del peccato originale vivevano nel Paradiso Terrestre, dove conducevano una vita felice e non erano soggetti alla morte. Come secondo esempio di tale dualismo citeremo uno dei miti più importanti e famosi della religione greca olimpica, quello del vaso di Pandora. Secondo tale mito l’umanità agli inizi della propria storia conduceva un’esistenza felice. Tuttavia Pandora ebbe l’idea di aprire il vaso nel quale Giove aveva rinchiuso tutti i mali che potevano colpire il genere umano, cosicché una volta che Pandora aprì tale vaso i mali entrarono nel mondo e resero infelice la vita del genere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Prenderemo ora in considerazione l’ultimo tipo di dualismo presente nella dimensione religiosa, ovvero il dualismo cosmogonico basato sulla contrapposizione tra creazione ed emanazione, che sono le due modalità utilizzate dalla divinità per dare origine all’universo e alla razza umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Le religioni che credono che il meccanismo utilizzato dalla divinità per dare origine all’universo e al genere umano sia la creazione presuppongono che esista una notevole distanza tra Dio e l’universo, nel senso che Dio è l’unica entità dotata di essenza divina, mentre tutto ciò che esiste nell’universo (ivi compreso l’uomo) non è di natura divina. Al contrario, le religioni che credono che la divinità abbia utilizzato il meccanismo dell’emanazione sostengono che l’intero universo e il genere umano condividano in maniera più o meno marcata la natura divina, non esistendo una netta differenza tra divinità e universo. Per far meglio comprendere il concetto utilizzeremo questa metafora: secondo i sostenitori dell’emanazione Dio è come una sorgente luminosa la cui luce si irradia in tutto l’universo e in tutte le creature che abitano nell’universo. Le creature che si trovano più vicine alla sorgente luminosa, che altro non è che Dio, possiedono un livello di divinità maggiore di quelle che si trovano più lontane dalla sorgente luminosa. La luce divina illumina meglio e con maggiore potenza le parti dell’universo e gli esseri che si trovano più vicini ad essa.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le religioni che credono all’emanazione hanno una concezione panteistica e monistica dell’universo, mentre le religioni che credono che alla creazione considerano Dio totalmente diverso dal creato dal momento che solamente Dio è di natura divina.</p>
<p>* * *</p>
<p><strong>Riferimenti bibliografici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <a title="Bibbia e Corano" href="http://www.libriefilm.com/bibbia-e-corano-principali-somiglianze/6042"><em>Bibbia e Corano principali somiglianze</em></a>, Edisud, Salerno, 2002.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>La crisi della religione cattolica</em>, New Grafic Service, Salerno, 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Le eresie e il neopaganesimo dei cattolici contemporanei</em>, New Gerafic Service, Salerno, 1999.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>I miti della società contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2004.</p>
<p style="text-align: justify;">G. Pellegrino, <em>Una lettura sociologica della realtà contemporanea</em>, New Grafic Service, Salerno, 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-vari-tipi-di-dualismo-esistenti-nella-dimensione-religiosa.html' addthis:title='I vari tipi di dualismo esistenti nella dimensione religiosa ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Apocalisse di Giuliano da Toledo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 15:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Piscitelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vescovo Giuliano da Toledo fu autore di un interessante ed enigmatico Prognosticon Futuri Saeculi, una riflessione sull'Apocalisse ora tradotta in italiano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/apocalisse-di-giuliano-da-toledo.html' addthis:title='L&#8217;Apocalisse di Giuliano da Toledo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/carlomagno48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Medioevo" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">Europa, 642 dopo Cristo. Il Regno Longobardo d&#8217;Italia si consolida assimilando il diritto romano per mezzo dell&#8217;Editto di Rotari. In Francia inizia l&#8217;ascesa dei maestri di palazzo che segna il passaggio dall&#8217;età merovingia a quella carolingia. A Levante l&#8217;Impero Bizantino si sbarazza dei suo avversari storici ( i Persiani) e ancora riesce a fronteggiare le incursioni degli Arabi. L&#8217;Islam già dilaga nel Medio Oriente e in Nord Africa, ma prima che lo stretto di Gibilterra sia varcato dalle armate del profeta, in Spagna fiorisce il regno romano- germanico dei Visigoti. La Spagna visigota manifesta una insospettata diffusione di cultura in tutte le sue classi dirigenti. I laici intervengono nelle dispute letterarie e teologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Siviglia, Toledo, Saragozza sono le città culturalmente più vivaci e ad esse si aggiungono i centri di irradiazione rappresentati dalle scuole monastiche: lì rinascono la liturgia, l&#8217;agiografia, la teologia. E la fedele trascrizione degli inni sacri alimenta il gusto della poesia, della musica. In particolare a Toledo i re visigoti convertiti al cattolicesimo danno prova di mecenatismo incentivando la vita letteraria e creando biblioteche cittadine famose in tutta la cristianità.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_3627" class="wp-caption alignright" style="width: 237px"><a href="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/giuliano-di-toledo.jpg"><img class="size-full wp-image-3627" title="giuliano-di-toledo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/giuliano-di-toledo.jpg" alt="" width="227" height="362" /></a><p class="wp-caption-text">Giuliano di Toledo. Cattedrale di Toledo, Sala Capitolare.</p></div>
<p style="text-align: justify;">La vivacità del dibattito culturale risente della necessità avvertita dal clero ispanico di portare fino in fondo la conversione delle <em>élite </em>germaniche, approdate al cattolicesimo da posizioni di cristianesimo ariano. La chiesa visigota tenta di dare alla Spagna una coesione religiosa attorno al cattolicesimo, ma anche una coesione giuridica per mezzo di quindici concili tenuti a Toledo, che raccolgono l&#8217;alto clero e vedono la partecipazione attiva di laici. Proprio a Toledo nasce nel 642 Giuliano che sarà vescovo della città e protagonista della vita politico-religiosa del regno nella seconda metà del VII secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco Piazza, ordinario di teologia dogmatica presso la pontificia facoltà teologica di Napoli, ha tradotto di recente il <em>Prognosticon Futuri Saeculi</em>, il testo del vescovo Giuliano che inaugura la riflessione sistematica sulla tematica dell&#8217;Apocalisse: su quelle che la Chiesa chiama le &#8220;realtà ultime&#8221;. <a title="Conoscere le ultime realtà" href="http://www.libriefilm.com/conoscere-le-ultime-realta/6560"><em>Conoscere le ultime realtà</em></a> è il titolo del libro pubblicato dalle edizioni L&#8217;Epos di Palermo, contenente la traduzione e l&#8217;ampio saggio introduttivo di don Franco Piazza. Il testo alto-medievale sorprende il lettore per la sua capacità di confutare tanti pregiudizi che ancora girano riguardo al carattere superstizioso e sgomento del pensiero medievale. In verità, Giuliano è ben lontano dalle paure millenaristiche: il suo commento dell&#8217;<em>Apocalisse </em>rifugge dalle immagini spaventose di distruzione imminente, come pure evita la tentazione di interpretare in chiave storico-politica gli eventi spirituali rivelati dal Libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai fanatici che presumono di sapere l&#8217;ora della fine del mondo, il teologo ricorda l&#8217;esplicita volontà di Dio di non rivelare tale &#8220;particolare&#8221;. La rozzezza delle interpretazioni letterali non sfiora neppure il suo studio, quando l&#8217;autore deve chiarire il significato della &#8220;valle di Josafat&#8221; (laddove Cristo radunerà l&#8217;umanità per giudicarla nel suo insieme) dice chiaramente che si tratta di un luogo metafisico. È evidente: Giuliano è uomo di profonda cultura filosofica, non solo cristiana. Quando argomenta i motivi per cui il cristiano non deve temere la morte, sembra quasi che tra le righe emerga la figura di Socrate accanto a quella di Cristo. E, ancora, colpisce della trattazione di Giuliano la passione con la quale il teologo pregusta i frutti della resurrezione della carne. I corpi risorti, dice Giuliano, avranno l&#8217;immortalità, l&#8217;incorruttibilità, conserveranno la distinzione dei sessi, perfezioneranno le qualità naturali tipo l&#8217;agilità, la snellezza. Risorgeranno anche i capelli. I corpi dei beati torneranno alla loro età più prestante; le imperfezioni saranno eliminate ed una metafisica nudità sarà tollerata dallo sguardo dei puri senza suscitare scandalo e senza morbosità. I movimenti dei corpi saranno agili e aerei, essi si sposteranno con una levità mercuriale. La volontà non più mortificata dalla gravità del peccato diventerà più forte; il divino sarà premio ed eterna soddisfazione per chi lo ha cercato già in terra.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo dotto del <a title="Medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo">Medio Evo</a> la morte appare come un increscioso incidente di percorso della umanità, scaraventata al di fuori della sua età dell&#8217;oro per effetto della &#8220;caduta&#8221;. Ma la promessa di redenzione cristiana viene chiaramente indirizzata non solo alle anime (che già adesso hanno la possibilità di contemplare Dio nell&#8217;aldilà), ma agli stessi corpi per effetto della trasmutazione dei tempi finali. Questo per Giuliano è il senso più intimo dell&#8217;<em>Apocalisse</em>. Il &#8220;corpo della resurrezione&#8221; così tratteggiato appare allo storico delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> strettamente imparentato con il &#8220;corpo di gloria&#8221; delle tradizioni egizio-ellenistiche o anche con il &#8220;corpo di diamantefolgore&#8221; del buddhismo <em>mahajana</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>L&#8217;Indipendente</em> del 17 gennaio 2006 (ivi originariamente pubblicato col titolo <em>Che cos&#8217;è l&#8217;Apocalisse</em>).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/apocalisse-di-giuliano-da-toledo.html' addthis:title='L&#8217;Apocalisse di Giuliano da Toledo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Astrologia e alchimia</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miguel Serrano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo capitolo de La Resurrezione dell’Eroe (Settimo Sigillo), intensa operetta ermetica di don Miguel Serrano, tradotta e curata in Italia dal prof. Nicola Oliva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/astrologia-e-alchimia.html' addthis:title='Astrologia e alchimia '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<div id="attachment_2566" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><em><em><img class="size-full wp-image-2566" title="miguel-serrano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/miguel-serrano.jpg" alt="Miguel Serrano  (Santiago del Cile, 10 settembre 1917 – 28 febbraio 2009) " width="300" height="400" /></em></em><p class="wp-caption-text">Miguel Serrano  (Santiago del Cile, 10 settembre 1917 – 28 febbraio 2009) </p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>Il <a href="http://www.centrostudilaruna.it">Centro Studi La Runa</a> ha il piacere di pubblicare sul suo sito il primo capitolo de </em><em>La Resurrezione dell’Eroe (Settimo Sigillo), intensa operetta ermetica di don Miguel Serrano, tradotta e curata in Italia dal prof. Nicola Oliva. I riferimenti profondi del libro, non semplicemente politici, ma cosmologici e misterici, rendono fondamentale la lettura del libro in questo momento storico. Il primo capitolo inquadra tutta la materia con un riferimento al succedersi delle ere nel Grande Anno Zodiacale. Come si sa, noi viviamo agli sgoccioli dell’Età dei Pesci e ci apprestiamo ad entrare in una nuova Era – quella dell’Acquario – dalla quale si attende una nuova rivelazione spirituale, e si spera anche una rinascita umana. L’Età dei Pesci ha visto l’affermarsi del cristianesimo, peraltro in una sua interpretazione confusa e distorta. L’età dell’Acquario richiede un maggior senso di coscienza individuale: nel cuore dell’uomo nobile dovrà trovarsi l’“ubi consistam”, per non lasciarsi travolgere dalle acque del divenire terreno. Se l’immagine del Sacrificio del Toro segnò il passaggio dall’Età del Toro a quella dell’Ariete e se l’immagine del sacrificio dell’Agnello introdusse l’umanità all’Età dei Pesci, non ancora è chiara l’immagine archetipa che introdurrà all’Età dell’Acquario. Possiamo per ora lasciarla all’indeterminatezza, anche se è chiaro che forze antagoniste già ora si stanno preparando per affermarsi e imprimere il proprio sigillo agli anni a venire. È nostro auspicio che la vena aurea della spiritualità iperborea-atlantica-europea possa tornare alla luce e  affermarsi nelle nuove generazioni, anche grazie all’opera ispirata – opera ermetica, non banalmente ideologica – di uomini come don Miguel Serrano.</em></p>
<p style="text-align: justify;">§§§</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Astrologia e alchimia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2567" class="wp-caption alignleft" style="width: 185px"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788861480209"><img class="size-full wp-image-2567" title="CordoneDorato-SettimoSigillo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/CordoneDorato-SettimoSigillo.jpg" alt="Miguel Serrano, Il Cordone dorato" width="175" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">Miguel Serrano, Il Cordone dorato</p></div>
<p style="text-align: justify;">La mia vivenza è la seguente: l’astrologia e l’alchimia si riferiscono egualmente ad un dramma segreto. Ci stanno rivelando in <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> un grande mistero. Le Ere astrologiche sono un Giorno nell’Anno delle Ronde. E ciascuno di questi Giorni ci offre un’Elargizione archetipica. Il Toro, la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> solare del toro, l’Ariete, quella del montone, di Rama, del Padre come Agnello. Quella dei Pesci, il Pesce di Kristos, il Figlio Solare. Nella costellazione del Toro, la stella principale è Venere, essendo entrata nel sistema solare come una cometa, per restare fissa come una stella. Il suo<br />
brillio rendeva visibili due corni luminosi, in modo che rappresentò il Toro del firmamento. Venere, la Verde, per gli egizi. Così l’adorazione del Toro è l’adorazione di Venere.</p>
<p style="text-align: justify;"><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> ci racconta che i re di Atlantide sacrificavano il toro, vestendo abiti dai colori rituali e coperti con il berretto frigio, consegnato dagli Dei. Questo accadde quando nacque la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> ariano-persiano-atlantidea di Mithra, il sacrificante del toro. Il sacrificio dell’agnello si compie agli inizi dell’Età dei Pesci. Astrologia ed Alchimia –perché ciascun pianeta rappresenta un metallo determinato come <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> di un processo di trasmutazione, che ci porta a conoscere, mediante entrambe, l’esperienza di morte e di resurrezione di un Dio. Per meglio dire, la trasmutazione di un Eroe in più di un Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se volessimo spiegare con maggior chiarezza e con parole semplici queste cose, per la loro intrinseca natura, ciò non è possibile. Sono questi territori occulti, molto difficili da transitare con l’intelligenza razionale. I cicli astrologici non sono assolutamente serrati; gli Dei muoiono, ma resuscitano nel successivo ciclo con abiti distinti, trasmutati. Il toro, <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> della luce nel Toro, muore in Ariete, sacrificato dall’Eroe Mithra, perché è passato a trasmutarsi nel suo opposto, <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> dell’ombra, delle forze cieche di una Natura corrotta, come lo fu a suo tempo il Drago. E, così, Mithra e Sigfrido sono una stessa persona, in lotta contro le potenze oscure. Mithra uccide il toro, Sigfrido il Drago. Ed entrambi sono una rappresentazione del Sole, Helios, loro Padre.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto di più sapevano gli antichi della storia degli uomini, rispetto agli “storici scientifici” attuali ed al loro irrisorio scientismo, si può vedere nel fatto che la loro Storia non era solo degli uomini, ma includeva anche gli Dei. Gli uomini e gli Dei. Dei che regredivano in uomini ed uomini che si convertivano in Dei. Animali che erano Dei –Dei con teste di animali-. Tutto l’Universo visibile è retto dai cicli delle costellazioni – che sono figure di animali-dei: leone, toro, ariete, ecc-.</p>
<p style="text-align: justify;">Inevitabilmente, l’Età dell’Oro primigenia si corrompe e porta a quella del Ferro. Invariabilmente tutto ritornerà a cominciare. E così <em>ab aeterno</em>, nell’Eterno Ritorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Crepuscolo degli Dei terminerà con la Resurrezione degli Dei. Ecco l’Astrologia, il Ciclo dell’Astrologia. Il Demone dell’Eterno Ritorno dello Stesso, nel più grande come nel più piccolo. Il Regno del Demiurgo e dei suoi archetipi illusori. L’Impero di Maya, l’Illusione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2569" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-2569" title="dalai-lama-miguel-serrano" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/dalai-lama-miguel-serrano1-300x171.jpg" alt="Tenzin Gyatso, l'attuale Dalai Lama, con Miguel Serrano" width="300" height="171" /><p class="wp-caption-text">Tenzin Gyatso, l&#39;attuale Dalai Lama, con Miguel Serrano</p></div>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/astrologia-e-alchimia.html' addthis:title='Astrologia e alchimia ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Pasqua d&#8217;uovo</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 19:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cattabiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Origine e significato simbolico del dono delle uova pasquali]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/pasquaduovo.html' addthis:title='Pasqua d&#8217;uovo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-7329" style="margin: 10px;" title="Pysanky" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/pysanky.jpg" alt="" width="210" height="280" />Una volta la Domenica di Resurrezione si chiamava «Pasqua d&#8217;uovo»: in molte cattedrali, al giovedì santo, si deponeva un uovo di struzzo nel sepolcro rituale insieme con l&#8217;Eucarestia e lo si ritirava il giorno di Pasqua cantando: «<em>Surrexit Dominus vere: alleluia!</em>». L&#8217;uovo dunque è il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> del Cristo risorto e della speranza nella futura resurrezione dei fedeli in Lui. D&#8217;altronde, in ogni tradizione l&#8217;uovo è <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> di nascita e di rinascita. «<em>Omne vivum ex ovo</em>», dice un proverbio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;uovo, che nasce da una vita e dà origine a una nuova vita, è anche il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> universale del rinnovamento periodico della natura; è quindi adatto per simboleggiare il rinnovamento dell&#8217;anno astrologico all&#8217;equinozio di primavera. Mangiare uova significava pertanto augurarsi un buon anno nuovo. Tutti questi <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismi</a> sono stati cristianizzati alla luce del <em>Prologo del Vangelo di Giovanni </em>che diceva: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/calendario/619" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin: 10px; border: 0pt none;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/calendario.bmp" border="0" alt="Alfredo Cattabiani, Calendario" width="95" height="148" align="right" /></a>Fu dunque facile immaginare l&#8217;uovo cosmico come <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> del Cristo. Ma il Cristo è anche colui che muore e risorge; sicché l&#8217;uovo come un sepolcro in cui si prepara una nuova vita destinata a venire alla luce non poteva non ispirare ai primi cristiani anche il <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> della Resurrezione. Per questo motivo nelle tombe dei martiri, a Roma, si sono ritrovate uova di marmo: come ad esempio nei sepolcri di santa Balbina e di santa Teodora. Da tutto ciò è nata l&#8217;usanza dell&#8217;uovo pasquale come <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> della Resurrezione del Cristo tant&#8217;è vero che un tempo al Sabato santo i parroci benedivano le uova bollite e colorate che si sarebbero mangiate la domenica. Già nel secolo XII in molti paesi europei si usava donare uova benedette mentre la nobiltà si scambiava uova d&#8217;argento o d&#8217;oro, abbellite di gemme perle e smalti. Più tardi nascerà l&#8217;usanza di celare nell&#8217;uovo di Pasqua una sorpresa. Nel secolo XVI viene offerto a Francesco I, re di Francia, un guscio d&#8217;uovo che contiene un&#8217;incisione in legno raffigurante la Passione. L&#8217;usanza si diffuse rapidamente nella Francia del re Sole al quale i cortigiani donavano uova raffinate la domenica di Pasqua: i maggiori pittori dell&#8217;epoca le dipingevano amorevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/lunario/702"><img class="size-full wp-image-7327 alignright" style="margin: 10px;" title="lunario" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/lunario1.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>Nel Settecento Luigi XV donò a Madame du Barry un grande uovo decorato che conteneva una statuina di Cupido creata dall&#8217;orafo di corte. Oggi la tradizione di colorare e donare uova benedette, viva in tutta la cristianità, è sopravvissuta secolarizzata nelle torte pasquali con uova sode, nelle uova di cioccolato industriali e in limitate comunità come a Piana di Albanesi, in provincia di Palermo, dove si distribuiscono in tutte le case delle uova dipinte di giallo o di rosso che sono state benedette in chiesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nella cristianità ortodossa, al contrario dell&#8217;Occidente, il significato sacrale connesso al dono dell&#8217;uovo non è mai tramontato. In Russia si chiama <em>pysanky</em>, dal verbo &#8220;<em>pysaty</em>&#8220;, &#8220;scrivere&#8221;, perché sul guscio autentico oppure di legno si tracciano <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a> la sera del sabato: la decorazione avviene in silenzio, a tratti interrotta dalle preghiere e dagli antichi canti. Probabilmente si tratta di un rito antichissimo collegato al risveglio primaverile, e poi cristianizzato. La mattina di Pasqua ogni famiglia porta in chiesa per la benedizione il suo cestino di uova dipinte, coperto da una salvietta rituale. Narra una leggenda ucraina che il demonio è legato da una catena formata da tanti anelli quante sono le uova che vengono decorate nell&#8217;arco di dodici mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Tempo</em> del 19 aprile 2003.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/pasquaduovo.html' addthis:title='Pasqua d&#8217;uovo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Che cos&#8217;è il Natale?</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 16:30:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julius Evola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il significato simbolico del Natale e del solstizio d'inverno in uno scritto di J. Evola del 1972]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/evolanatale.html' addthis:title='Che cos&#8217;è il Natale? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/evola48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Julius Evola" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/yggdrasil.thumbnail.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Simboli e simbologia" /><br/><p align="justify">Vi sono riti e feste, sussistenti ormai solo per consuetudine nel mondo moderno, che si possono paragonare a quei grandi massi che il movimento delle morene di antichi ghiacciai ha trasportato dalla vastità del mondo delle vette giù, fin verso le pianure.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Tali sono, ad esempio, le ricorrenze che come Natale ed anno nuovo rivestono oggi prevalentemente il carattere di una festa familiare borghese, mentre esse sono ritrovabili già nella preistoria e in molti popoli con un ben diverso sfondo, compenetrate da un significato cosmico e universale. Di solito, passa inosservato il fatto che la data del Natale non è convenzionale e dovuto solo ad una particolare tradizione <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosa</a>, ma è determinata da una situazione astronomica precisa: è la data del solstizio d’inverno.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a href="http://www.libriefilm.com/storia-del-natale/1250" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/storiadelnatale.bmp" border="0" alt="Manlio Triggiani, Storia del Natale. Culti, miti e tradizioni di una festa millenaria" width="204" height="290" align="right" /></a> E proprio il significato che nelle origini ebbe questo solstizio andò a definire, attraverso un adeguato <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a>, la festa corrispondente. Si tratta, tuttavia, di un significato che ebbe forte rilievo soprattutto in quei progenitori delle razze <a href="http://www.centrostudilaruna.it/indoeuropei.html">indoeuropee</a>, la cui patria originaria si trovava nelle regioni settentrionali e nei quali, in ogni caso, non si era cancellato il ricordo delle ultime fasi del periodo glaciale. In una natura minacciata del gelo eterno l’esperienza del corso della luce del sole nell’anno doveva avere un’importanza particolare, e proprio il punto del solstizio d’inverno rivestiva un significato drammatico che lo distinguerà da tutti gli altri punti del corso annuale del sole. Infatti, nel solstizio d’inverno, il sole, essendo giunto nel suo punto più basso dell’eclittica, la luce sembra spegnersi, abbandonare le terre, scendere nell’abisso, mentre ecco che invece essa di nuovo si riprende, si rialza e risplende, quasi come in una rinascita. Un tale punto valse, perciò, nei primordi, come quello della nascita o della rinascita di una divinità solare.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://tracker.tradedoubler.com/click?p=10388&amp;a=915108&amp;g=0&amp;url=http://www.bol.it/libri/scheda/ea978882721406" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/orienteoccidente.bmp" border="0" alt="Oriente e Occidente" width="95" height="136" align="right" /></a> Nel <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolismo</a> primordiale il segno del sole come “Vita”, “Luce delle Terre”, è anche il segno dell’Uomo. E come nel suo corso annuale il sole muore e rinasce, così anche l’Uomo ha il suo “anno”, muore e risorge. Questo stesso significato fu suggerito, nelle origini, dal solstizio d’inverno, a conferirgli il carattere di un “mistero”. In esso la forza solare discende nella “Terra”, nelle “Acque”, nel “Monte” (ciò in cui, nel punto più basso del suo corso, il sole sembra immergersi), per ritrovare nuova vita. Nel suo rialzarsi, il suo segno si confonde con quello de “l’Albero” che sorge (“l’Albero della Vita” la cui radice è nell’abisso), sia “dell’Uomo cosmico” con le “braccia alzate”, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> di resurrezione. Con ciò prende anche inizio un nuovo ciclo, “l’anno nuovo”, la “nuova luce”. Per questo, la data in questione sembra aver coinciso anche con quella dell’inizio dell’anno nuovo (del capodanno). È da notare che anche <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiaantica.html">Roma antica</a> conobbe un “natale solare”: proprio nella stessa data, ripresa successivamente dal cristianesimo, del 24-25 dicembre essa celebrò il <em>Natalis Invicti</em>, o <em>Natalis Solis Invicti</em> (natale del Sole invincibile).</p>
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<p align="justify">In ciò si fece valere l’influenza dell’antica tradizione iranica, da tramite avendo fatto il mithracismo, la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> cara ai legionari romani, che per un certo periodo si disputò col cristianesimo il dominio spirituale dell’Occidente. E qui si hanno interessanti implicazioni, estendendosi fino ad una concezione mistica della vittoria e dell’<em>imperium</em>.</p>
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<p align="justify">Come invincibile vale il sole, per il suo ricorrente trionfare sulle tenebre. E tale invincibilità, nell’antico Iran, fu trasferita ad una forza dall’alto, al cosiddetto “<em>hvareno</em>”. Proprio al sole e ad altre entità celesti, questo “<em>hvareno</em>” scenderebbe sui sovrani e sui capi, rendendoli parimenti invincibili e facendo si che i loro soggetti in essi vedessero uomini che erano più che semplici mortali. Ed anche questa particolare concezione prese piede nella Roma imperiale, tanto che sulle sue monete, spesso ci si riferisce al “sole invincibile”, e che gli attributi della forza mistica di vittoria sopra accennata si confusero non di rado con quelli dell’Imperatore.</p>
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<p align="justify">Tornando al “natale solare” delle origini, si potrebbero rilevare particolari corrispondenze in ciò che ne è sopravvissuto come vestigia, nelle consuetudini della festa moderna. Fra l’altro un’eco offuscata è lo stesso uso popolare di accendere sul tradizionale albero delle luci nella notte di Natale. L’albero, come abbiamo visto, valeva infatti come un <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> della resurrezione della Luce, di là della minaccia delle notte. Anche i doni che il Natale porta ai bambini costituiscono un’eco remota, un residuo morenico: l’idea primordiale era il dono di luce e di vita che il Sole nuovo, Il “Figlio”, dà agli uomini. Dono da intendersi sia in senso materiale che in senso spirituale.</p>
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<p align="justify">[…]</p>
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<p align="justify">Avendo ricordato tutto ciò, sarà bene rilevare che batterebbe una strada sbagliata chi volesse veder qui una interpretazione degradante tale da trascurare il significato <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioso</a> e spirituale che ha il Natale da noi conosciuto, riportando all’eredità di una <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> naturalistica e per ciò primitiva e superstiziosa.  […] Una “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> naturalistica” vera e propria non è mai esistita se non nella incomprensione e nella fantasia di una certa scuola di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">storia delle religioni</a> […] oppure è esistita in qualche tribù di selvaggi fra i più primitivi. L’uomo delle origini di una certa levatura non adorò mai i fenomeni e le forze della natura semplicemente come tali, egli li adorò solo in quanto e per quel tanto che essi valevano per lui come delle manifestazioni del sacro, del divino in genere. […] la natura per lui non era mai “naturale”. […] Essa presentava per lui i caratteri di un “<a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> sensibile del sovrasensibile”. […] Un mondo di una primordiale grandezza, non chiuso in una particolare credenza, che doveva offuscarsi quando quel che vi corrispose assunse un carattere puramente soggettivo e privato, sussistendo soltanto sotto le specie di feste convenute del calendario borghese che valgono soprattutto perché si t ratta di giorni in cui si è dispensati dal lavorare e che al massimo offrono occasioni di socievolezza e di divertimento nella “civiltà dei consumi”.</p>
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<p align="justify">* * *</p>
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<p align="justify"><em>Brani tratti dall’articolo </em>Natale solare ed Anno nuovo<em> apparso sul quotidiano </em>Roma<em> del 5 gennaio 1972.</em></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/evolanatale.html' addthis:title='Che cos&#8217;è il Natale? ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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