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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Renato del Ponte</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Favete linguis!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 14:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E' da poco uscita una raccolta di saggi di Renato Del Ponte sulle “fondamenta del sacro in Roma antica”, dal titolo Favete linguis! (ed. Arya).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/favete-linguis.html' addthis:title='Favete linguis! '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.oicl.it/arya/pubblicazioni.htm" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-7254" style="margin: 10px;" title="favete-linguis" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/favete-linguis.jpg" alt="" width="202" height="286" /></a>Ultimo libro in ordine di tempo per <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato Del Ponte</a>. Storico delle idee e del diritto religioso arcaico, traduttore e studioso di storia delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione/">religioni</a> e di <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolismo</a>, <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> è fra i più seri e affidabili interpreti del pensiero di <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola/">Julius Evola</a>, al quale si ispira al momento di fondare il “Centro studi evoliani” alla fine degli anni Sessanta e il periodico «Arthos», nel 1972, tutt’ora in corso di stampa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro è una raccolta di saggi sulle “fondamenta del sacro in Roma antica” dal titolo <em>Favete linguis!</em> (160 pp., 19 euro) ed è edito, come i volumi che <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> ha pubblicato precedentemente (fra i quali due scelte di saggi evoliani, <a title="Il mondo alla rovescia" href="http://www.centrostudilaruna.it/il-mondo-alla-rovescia.html"><em>Il mondo alla rovescia</em></a>, 2008 e <em>Le sacre radici del potere</em>, 2010), dalla casa editrice Arya di Genova.</p>
<p style="text-align: justify;">Come chiarisce l’autore nella nota bibliografica, si tratta di un libro che è, allo stesso tempo, un «invito» e un «ammonimento … ad avvicinarsi al mondo spirituale dell’antica Roma muniti del dovuto rispetto e della cautela necessaria per chi s’introduca in tale ordine di cose: il sacro». Un libro idealmente legato a due saggi precedenti dello stesso <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, quello pubblicato per la Ecig nel 2003, <em>La città degli dei. La tradizione di Roma e la sua continuità</em> e quello più conosciuto del 1992 pubblicato per Rusconi: <em>La religione dei romani</em>. Un libro esaurito da tempo. Un asse ideale lega dunque tutti i lavori di <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>: le fondamenta di Roma antica e la lezione, dal punto di vista giuridico, che è opportuno trarre dal periodo classico fino ai nostri giorni. Una lezione a un tempo storica e spirituale. Oggi però, scrive <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, nella nostra epoca si assiste all’esatto contrario: c’è un graduale allontanamento dalle “ragioni” della storia – e di ogni storia – a favore di una deificazione del domani e di ciò che si spera possa avvenire in un futuro sempre più incerto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i dodici saggi presenti all’interno di <em>Favete linguis!</em> (il tredicesimo è una recensione dei primi anni Novanta di Pio Filippani-Ronconi alla <em>Religione dei romani</em>), uno tratta specificamente delle questioni relative al passato, e al messaggio che ci deriva dal passato, oramai quasi del tutto sconosciuto ai contemporanei.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrive Del Ponte: «sembrerebbe che i ritmi imposti dalla globalizzazione … abbiano contratto l’“attimo fuggente”, cioè il presente, così tanto da proiettarlo immediatamente nella dimensione del passato e quindi suggeriscano inevitabilmente un’idea del tempo futuro quale unica dimensione di qualche interesse. Gli abitanti del cosiddetto … “villaggio globale” con l’aiuto delle scienze, paiono possedere una dimestichezza col futuro un tempo inimmaginabile». Insomma, il futuro sembra essere diventato l’unico vero Dio per gli uomini; un futuro che è tuttavia sempre più incerto e che “letto” e “riletto” proprio dall’ottica del passato storico, non può non essere apportatore di conflitti e di rivalità, anche dure, all’interno di ogni entità culturale. La radice dei problemi del mondo d’oggi è dovuta probabilmente a una serie di questioni. L’“incomprensione del presente” come “ignoranza del passato”, come diceva Marc Bloch, è la mancanza di vera libertà e di tolleranza nell’edificazione del futuro… Colpa di chi? difficile dire. Probabilmente di certo positivismo, delle dottrine che hanno inteso classificare – se non peggio – le civiltà in peggiori e migliori. Colpa anche di quella che si può chiamare “modernità”, iniziata proprio con la “scoperta” dell’America, uno dei primi atti della globalizzazione più imprudente.</p>
<p style="text-align: justify;">Che fare, insomma? <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> parla di un messaggio di tolleranza e di libertà che «ci giunge da un passato, apparentemente lontano» (quello di Roma), un messaggio che si è propagato grazie anche a un «Oriente illuminato dalla luce del messaggio apollineo e socratico». Cristianesimo e scienza non sono stati sempre all’altezza dei loro annunci, soprattutto la seconda che, per <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, ha assunto forma e importanza quasi “totalitarie”. Ma non è proprio il caso, se lo scopo è costruire e non distruggere, perdersi in accuse e rimpianti, peraltro già fuori tempo… Allora? La considerazione finale dell’autore è certo, anch’essa, un auspicio, ma di quelli che vale la pena riportare e sulla quale è opportuno riflettere: «è giunto il momento di tentare una nuova sintesi che riconduca all’interno della concezione dell’uomo e dell’universo quel che di sacro ne era stato, col tempo, gradualmente espunto», scrive <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, «occorre edificare, sull’esempio degli antichi, una nuova metafisica, che riconosca la presenza di uno spirito nel mondo, non al di fuori di esso o ad esso trascendente…». Una riflessione che possiamo inquadrare nel tentativo dei migliori studiosi di “cose dello spirito”, ci vengono in mente lo stesso Filippani Ronconi e <a title="Elémire Zolla" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elemire-zolla/">Elémire Zolla</a>.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/favete-linguis.html' addthis:title='Favete linguis! ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>De la religion des Romains</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 10:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Ramnes</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Analyse de: Renato dal Ponte, La religion des Romains. La religion et le sacré dans la Rome ancienne]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/de-la-religion-des-romains.html' addthis:title='De la religion des Romains '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storia-antica.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Storia antica" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-3639" style="margin: 10px;" title="Perseo_e_Andromeda" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/Perseo_e_Andromeda.jpg" alt="" width="247" height="300" />Au cours de ces dernières années, on a assisté indubitablement à un intérêt accru pour le monde romain, grâce surtout à la nouvelle école archéologique italienne, qui a su «jeter les bases d&#8217;une confrontation entre les données de la tradition littéraire (reconsidérées systématiquement) et la situation topographique et archéologique, réexaminée pour obtenir des contextes chronologiquement et fonctionnellement homogènes» (F. Coarelli, <em>Il Foro Romano, periodo arcaico</em>, Rome, 1983, p. 9). Un effort analogue pour une coordination interdisciplinaire, peaufiné par la méthode traditionnelle, sollicité à plusieurs reprises par <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a> lui-même, imprègne le livre du Professeur <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato Del Ponte</a>, paru il y a six ans chez Rusconi. Ce livre ranime l&#8217;intérêt parmi les spécialistes, les amateurs ou tout simplement parmi tous ceux qui ont le sentiment que leurs racines n&#8217;ont pas été définitivement coupées.</p>
<p style="text-align: justify;">Après le considérable succès obtenu par <em>Dei e miti italici</em> (<em>Dieux et mythes italiques</em>, 1985, réédité une première fois en 1986, remis à jour et amplifié en 1988), où l&#8217;auteur sondait les origines du monde religieux italique; après la <em>Relazione sull&#8217;altare della Vittoria di Simmaco </em>(<em>Essai sur l&#8217;autel de la Victoire de Symmaque</em>, éditions Il Basilico, Gênes, 1986), où l&#8217;auteur se penchait sur une des périodes historiques les plus tourmentées et les plus riches en conséquences pour Rome, pour l&#8217;Italie et pour tout l&#8217;Occident, voici donc un livre qui nous parle de la «Ville des Dieux». Il est rare de découvrir une œuvre qui, comme celle-ci, est capable d&#8217;affronter le monde religieux romain de façon très rigoureuse, aussi bien pour ce qui est de la recherche documentaire que sur le plan déductif, libérée d&#8217;une certaine mentalité académique qui, aujourd&#8217;hui, du moins en Italie, paraît vide, approximative et même grevée de “déjà-vu”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2228892971?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=6746&amp;creativeASIN=2228892971" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3636" style="margin: 10px;" title="religione-romaine-arcaique" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/religione-romaine-arcaique.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>C&#8217;est un livre qui s&#8217;adresse à un public averti, pas tellement pour le style, toujours élégant et agréable, mais plutôt pour l&#8217;originalité de la thématique qui, comme l&#8217;auteur le suggère, implique un changement de mentalité, un “changement intérieur, une sensibilité spécifique pour pouvoir capter et comprendre les constantes du monde religieux romain”. Les sources classiques prédominent, car elles sont clairement incontestées, mais l&#8217;auteur consacre un espace important aux études les plus récentes, surtout dans le champ archéologique et philologique; il les confronte toujours ad fontes, n&#8217;épargnant pas les critiques, les distinctions subtiles et les précisions, même face à des savant de la taille d&#8217;un Georges Dumézil, mais<em> amicus Plato, sed magis amica veritas</em>!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Une intuition de Fustel de Coulanges</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le livre jouit d&#8217;une excellente présentation éditoriale (en jaquette, une photo inédite d&#8217;un des Dioscures de Pompei), garnie d&#8217;illustrations souvent très rares; il contient cinq chapitres, quatre tables et deux annexes (avec, par exemple, les listes des Souverains Pontifes connus), en plus d&#8217;une bibliographie générale et de cinq index de recherche aussi minutieux que précieux. Une indispensable introduction (“Les Origines”) sur la préhistoire des populations latines de souche romaine et sur les printemps sacrés, bien retracés dans le tableau récapitulatif en tant que mises en scène ritualisées des anciennes migrations des peuples <a title="indo-européens" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indo-européens</a> qui, par la suite, s&#8217;installèrent en Italie. Cette réminiscence des “printemps sacrés” nous emmène à envisager l&#8217;éventualité d&#8217;un printemps sacré primordial, où une tribu est partie de la mythique “Alba” pour aller former les premières implantations dans les sites où, plus tard, naîtra Rome. Quant à la formation de l&#8217;Urbs, l&#8217;auteur, très opportunément, insiste sur l&#8217;acte juridique religieux (<em>La ville qui surgit en un jour</em>);  cette option pour l&#8217;acte juridique-religieux constitue une polémique contre les tenants de l&#8217;école positiviste/évolutionniste, enfermés dans leur conservatisme obtus. <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> se réfère ainsi partiellement aux heureuses intuitions d&#8217;un Fustel de Coulanges (1), qui sont confirmées par les toutes dernières découvertes archéologiques.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/"></a><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2081223902?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=6746&amp;creativeASIN=2081223902" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3637" style="margin: 10px;" title="cité-antique" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/cité-antique.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>Del Ponte fait allusion à la découverte, dans l&#8217;aire sud-occidentale du mont Palatin, pendant les fouilles dirigées par le Prof. Pensabene, du lieu exact où la Tradition situait la casa Romuli  —la maison de Romulus—  qui, à l&#8217;époque historique, avait la forme d&#8217;un petit sanctuaire (probablement un <em>sacellum</em>)  près duquel on a trouvé les traces (Cass. Dio XLVIII, 43, 4) d&#8217;un sacrifice consommé par les pontifes en l&#8217;année 716 de Rome (38 av. J. C.), à la veille de la restauration d&#8217;Auguste. Le fait que la résidence d&#8217;Auguste fut toute proche de ce lieu vénérable n&#8217;est pas un hasard. Naturellement aucune publicité tapageuse n&#8217;a accompagné la nouvelle de cette découverte extraordinaire qui, paradoxalement, a été signalée en avant-première par le <em>New York Times</em>.  Plus tard seulement, et probablement de façon détournée, la presse nationale italienne a signalé l&#8217;événement sans tambours ni trompettes.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidemment, pour certains, il est plus rassurant de réduire tout ce qui se réfère à Rome à un simple mythe, au point de refuser même la réalité des données archéologiques et de leur préférer la position arbitraire d&#8217;un Momigliano (2), qui semble vouloir faire de l&#8217;archéologie romaine “anti-fasciste” dont anti-romaine puisque le fascisme s&#8217;est réclamé de Rome. Pourtant Momigliano est un archéologue patenté, il ne peut bénéficier de circonstances atténuantes. Il va jusqu&#8217;à définir comme “tristement notoire”  (<em>sic </em>!!!) l&#8217;inscription de Tor Tignosa en hommage à Enée (cfr. A. Momigliano, <em>Essais d&#8217;histoire de la religion romaine</em>, édit. Morcelliana, Brescia 1988, p. 173). Qu&#8217;y a-t-il de triste ou d&#8217;affligeant dans une trace archéologique antique, rendant hommage à Enée?</p>
<p style="text-align: justify;">Une remarque au passage: alors que, dans le cas de Rome, nous possédons des certitudes substantielles quant à l&#8217;existance de son empire, même si elles sont parfois résolument ignorées par bon nombre de savants, dans le cas d&#8217;autres traditions  —par ailleurs tout à fait respectables, comme celles qui directement ou indirectement proviennent de la <em>Bible</em>—  on assiste à une démarche contraire: pensons seulement à l&#8217;Empire  de David et de Salomon, pour lequel il n&#8217;existe que très peu de documents archéologiques, d&#8217;aucune nature que ce soit, et qu&#8217;aucun des quarante rois, depuis Saul jusqu&#8217;à Sédécias, n&#8217;a laissé la moindre trace tangible (voir à ce sujet l&#8217;excellente et très digne de foi  —même pour le Vatican—  <em>Histoire et idéologie dans l&#8217;ancien Israël</em>, de Giovanni Gabrini, édit. Paideia, Brescia, 1986).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Lares et Penates</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/gp/product/2228892130?ie=UTF8&amp;tag=centrostudila-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1642&amp;creative=6746&amp;creativeASIN=2228892130" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-3638" style="margin: 10px;" title="religion-romaine" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/religion-romaine.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a>La connexion entre feu-ancêtres-Lares  et le culte public et privé constitue la thématique très intéressante du deuxième chapitre de l&#8217;ouvrage de <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, où l&#8217;auteur nous démontre qu&#8217;il est un détective sage et attentif, capable de recueillir des finesses qui ne sont pas toujours perceptibles de premier abord. Lares et Penates, que l&#8217;on a confondu dans le passé sur le plan conceptuel, y compris chez des auteurs éminents trouvent, dans l&#8217;analyse détaillée de <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, une définition meilleure et plus exacte, tant du point de vue rituel que théologique. L&#8217;auteur repère dans les dieux Lares  «l&#8217;essence spirituelle du foyer domestique», correspondant à la «mémoire religieuse des ancêtres», ces derniers étant perçus aussi comme «l&#8217;influence spirituelle» des habitants antérieurs d&#8217;un lieu et, par conséquent, comme les «gardiens de la Terre des Pères» (pp. 62-63); dans les Pénates, véritables divinités, il faut par contre reconnaître une nature essentiellement céleste  et propice à un groupe familial au cœur duquel on transmettait le culte de père en fils, tant et si bien qu&#8217;ils étaient considérés comme «les dieux vénérés par les pères ou les ancêtres».</p>
<p style="text-align: justify;">Un autre chapitre extrêmement intéressant, qui nous aide à mieux comprendre la sensibilité religieuse des Romains et leur approche du domaine du surnaturel, est consacré aux <em>indigitamenta</em>:  il s&#8217;agit de listes consignées dans les livres pontificaux “contenant les noms des dieux et leurs explications”. Noms de dieux qui, comme l&#8217;observe à juste titre l&#8217;auteur, “se réfèrent aux grands moments, ou rites de passage  (&#8230;),  indispensables à tout homme et à toute femme au cours de la vie et qui, justement à cause de leur complexité, nécessitent un instrument divin particulier. Ces moments de la vie sont: a) la naissance, avec les moments critiques qui la précèdent et qui la suivent; b) la puberté, avec tout ce qui précède et qui suit; c) le mariage; d) la mort” (pp. 78-79).</p>
<p style="text-align: justify;">Cette “sacralisation de chaque manifestation de la vie” est aussi une source de vie pour l&#8217;Etat romain et il est donc assez significatif de noter que le livre explicite deux idées-guide:</p>
<p style="text-align: justify;">1) la <em>pax deorum </em>(c&#8217;est-à-dire le rapport qui s&#8217;est créé avec les dieux au moment précis de la fondation de Rome, avec le pacte conclu par Romulus et pleinement approuvé par Numa Pompilius, pacte impliquant un équilibre subtil, condition indispensable à la réalisation de l&#8217;imperium sine fine promis par Jupiter à Enée et ses successeurs) et</p>
<p style="text-align: justify;">2) l&#8217;identification des constantes dans les vicissitudes millénaires et sacrées de Rome.</p>
<p style="text-align: justify;">Ces deux idées-guide viennent inévitablement se fondre avec précision dans l&#8217;étude sur le Collège Pontifical, et en particulier sur la figure “antithétique” du Souverain Pontife.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le rôle de Vettius Agorius Pretestatus</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;est vraiment très captivant de reparcourir l&#8217;histoire de ces prêtres qui voulaient, savamment et avec prévoyance, lire dans le futur en défendant et en gardant jalousement, depuis les temps immémoriaux de Numa à ceux extrêmes de Symmaque, les anciens rites, sans jamais les déformer et en adaptant, en l&#8217;occurrence, les nouveautés à travers l&#8217;intervention régulatrice du Collège des Quindecemvirs, afin qu&#8217;elles ne vinssent pas perturber la pax deorum,  en portant atteinte à l&#8217;Etat. Elles représentent donc des fonctions vitales, développées par le Collège, mais qui dérivent très probablement, affirme justement <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a>, “des stratégies religieuses et politiques qui débouchèrent sur des transformations radicales de l&#8217;Etat romain au Ier siècle de la République” (pp. 153-154); des stratégies conçues et mises en pratique par des groupes de l&#8217;ancienne aristocratie qui furent, plus tard, constamment présents (aussi parmi les Augustes) au fil des siècles, tant et si bien que même quand le grand pontificat fut assumé par un homme nouveau, issu de la plèbe (T. Coruncanius), la très haute qualification de cette éminente figure sacerdotale ne fit pas défaut.</p>
<p style="text-align: justify;">Dans ce sens, nous nous permettons d&#8217;articuler l&#8217;hypothèse suivante: l&#8217;intervention du pontife et quindecemvir Vettius Agorius Pretestatus  —qui eut un rôle de modérateur lors des événements tragiques qui déterminèrent l&#8217;élection du Pape Damase I—  était dictée, outre les exigences d&#8217;ordre publique, par ses propres prérogatives, qui lui permettaient de réglementer un culte étranger (chrétien en l&#8217;occurrence) qui n&#8217;était plus considéré comme illicite. Très vraisemblablement, à cette époque (IVième-Vième siècle après JC) les bases furent jetées, qui acceptaient et organisait, sous une autre forme, la survie de l&#8217;<em>antiqua pietas</em>. Aujourd&#8217;hui nous ne pouvons plus percevoir le mode d&#8217;expression de cette <em>antiqua pietas</em>.  Les bases établies par Vettius Agorius Pretastatus remplissaient une fois de plus le devoir primordial, sacré et institutionnel, confié au pontificat par l&#8217;auctor  Numa Pompilius, dès l&#8217;aurore de l&#8217;histoire de Rome.</p>
<p style="text-align: justify;">La fonte de la statue de la déesse Virtus, évoquée par <a title="Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Del Ponte</a> dans la conclusion de son livre, nous conduit à une considération amère: Rome ne connaîtra plus ni courage ni honneurs; seul un visionnaire pourrait imaginer l&#8217;existence, encore aujourd&#8217;hui parmi ses contemporains, de la semence de ces hommes antiques, pratiquant au quotidien ces anciennes coutumes qui firent la grandeur de Rome. Mais à l&#8217;approche du 1600ième anniversaire de la funeste bataille du fleuve Frigidus (près d&#8217;Aquilée), à l&#8217;extrémité du limes  nord-oriental d&#8217;Italie, par laquelle se terminait l&#8217;histoire militaire de la Rome ancienne, et, où, pour la dernière fois, les images des dieux silencieux s&#8217;élevèrent sur le sommet des montagnes. Nous ne pouvons que retenir comme signe des temps,  le travail d&#8217;un homme d&#8217;aujourd&#8217;hui, qui écrit sur la vie de nos Pères, sur leurs Coutumes et sur leurs Dieux. Pères, Coutumes et Dieux qui furent les artisans de tant de puissance.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Notes:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">(1) FUSTEL de COULANGES, <em>Numa-Denis </em>(Paris 1830, Massy, 1889) Historien français, professeur aux Universités de Strasbourg et de la Sorbonne. Il étudia les principes et les règles qui régissaient la société greco-romaine en les ramenant au culte originaire des ancêtres et du foyer familial. La ville ancienne (cf. <em>La cité antique</em>, 1864) est une sorte d&#8217;association sacrée, ouverte exclusivement aux membres des familles patriciennes. Parmi les autres œuvres de Fustel de Coulanges, rappelons l&#8217;<em>Histoire des anciennes institutions politiques de l&#8217;ancienne France</em>, 1875-79, et les <em>Leçons à l&#8217;impératrice sur les origines de la civilisation française</em>, posthume, 1930. Outre leur valeur historique, ces travaux ont assure à Fustel de Coulanges une place dans l&#8217;histoire de la littérature pour la clarté et la puissance du style (<em>ndt</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">(2) MOMIGLIANO Arnaldo (Caraglio, Cuneo, 1908), historien italien. Après avoir enseigné aux universités de Rome et Turin, il est, depuis 1951, titulalre de la chaire d&#8217;histoire ancienne à l&#8217;University College de Londres. Parmi ses plus importantes études citons: <em>Philippe de Macédoine</em> (1934), <em>Le conflit entre paganisme et christianisme au IVièmùe siècle </em>(1933), <em>Introduction bibliographique à l&#8217;histoire grecque jusqu&#8217;à Socrate</em>, les essais publiés après 1955 sous le titre de <em>Contributions à l&#8217;histoire des études classiques</em>, et le volume <em>Sagesse étrangère</em>, 1975 (<em>ndt</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Analyse: <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato del Ponte</a>, <em>La religion des Romains. La religion et le sacré dans la Rome ancienne</em>, Editions Rusconi, Milan 1992, 304 pages, 12 illustrations, Lit. 34.000.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">(texte issu d&#8217;Orion, trad. franç.: LD).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/de-la-religion-des-romains.html' addthis:title='De la religion des Romains ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>I neopaganesimi e la Nuova Destra</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 16:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un saggio di Stéphane François pubblicato dalle Edizioni Arché analizza le radici culturali del neopaganesimo della destra radicale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-neopaganesimi-e-la-nuova-destra.html' addthis:title='I neopaganesimi e la Nuova Destra '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;">Una delle più feconde novità del panorama culturale contemporaneo è lo sforzo di ricostruire una mentalità ispirata al paganesimo, come risposta alla crisi del Cristianesimo e all’insufficienza della cosiddetta cultura “laica” nel dare un orizzonte di senso alla vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/les-neo-paganismes-et-la-novelle-droite-1980-2006/5524" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2583" style="margin: 10px;" title="neopaganesimo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/neopaganesimo.jpg" alt="neopaganesimo" width="200" height="282" /></a>Lo studioso francese Stéphane François ha pubblicato il saggio <a title="Les néo-paganismes et la Nouvelle Droite" href="http://www.libriefilm.com/les-neo-paganismes-et-la-novelle-droite-1980-2006/5524"><em>Les néo-paganismes et la Nouvelle Droite</em></a> che esamina il tema del neopaganesimo in relazione alla vicenda culturale della “Nuova Destra” francese che ha saputo percorrere una strada decisamente originale, una strada che è andata molto al di là degli angusti confini delle classificazioni politiche e ideologiche. Le questioni sollevate dalla <em>Nouvelle Droite</em>, infatti, hanno dato vita a un ampio dibattito, al punto che nel 2004 un eurodeputato socialdemocratico ha proposto di inserire nella Costituzione Europea un riferimento all’importanza fondamentale del paganesimo greco-romano. Ovviamente la richiesta non ha avuto seguito perché i poteri forti sono molto più interessati ad accattivarsi le simpatie dei monoteismi, però la questione non è affatto peregrina se si considera che il paganesimo, nella sua accezione più vasta, è la forma del sacro più diffusa al mondo (Induismo, animismo, sciamanesimo, varie <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> orientali…).</p>
<p style="text-align: justify;">François passa in rassegna i sodalizi culturali che hanno dato origine al pensiero dAlaella <em>Nouvelle Droite</em>: innanzi tutto il GRECE, <em>Terre et Peuple</em>, <em>Nouvelles Synergies Européennes</em>, gruppi che rivendicano forme di socialismo identitario e che prendono le distanze dall’egualitarismo monoteista. Poiché tali idee sono state elaborate in paesi nordici, le forme di paganesimo alle quali ci si richiama sono principalmente quelle celtiche e germaniche. Fra gli intellettuali che si sono formati in questi ambienti il più importante è indubbiamente <a title="Alain De Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">Alain de Benoist</a>, la cui opera ha raggiunto una tale ampiezza e diversificazione che è ormai al di fuori di qualsiasi classificazione preconcetta: <a title="de Benoist" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alain-de-benoist/">de Benoist</a> ha approfondito soprattutto i temi dell’ecologismo e dell’anticapitalismo. Altri intellettuali sono stati più legati al mondo politico militando nell’estrema destra o in movimenti regionali di liberazione etnica, e hanno sostenuto posizioni che la cultura dominante giudica “razziste”.</p>
<p style="text-align: justify;">La tesi della “Nuova Destra” è che l’Europa, sotto una superficiale vernice cristiana, in realtà è sempre stata pagana. In effetti l’eredità culturale delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> pagane è stata talmente ricca e persistente che il Cristianesimo ha dovuto acquisire molti elementi delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> antiche. Da questa constatazione si sviluppano diverse concezioni che vanno da un vivace anticristianesimo ispirato a Nietzsche, fino a interpretazioni esoteriche desunte dall’idea di “Tradizione Primordiale” elaborata da <a title="René Guénon" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a>. In particolare il Cristianesimo e i monoteismi vengono criticati perché alla prova dei fatti hanno prodotto proprio la scissione fra sacro e profano, originando la mentalità individualista della modernità ideologica, mentre la cultura pagana è caratterizzata da un sentimento integrale del sacro che permea di sé tutte le manifestazioni della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Un capitolo del libro tratta di una delle più evidenti differenze fra monoteismo e paganesimo: l’atteggiamento verso la sessualità. Infatti nel monoteismo l’idea del “peccato originale” ha una chiara <a title="simbologia" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbologia</a> sessuale e da questa concezione deriva la proverbiale diffidenza del monoteismo verso la sessualità. Nel paganesimo, invece, la sessualità non ha di per sé alcuna valenza “peccaminosa” e l’etica sessuale è presa in considerazione solo per i suoi riflessi sui rapporti interpersonali e famigliari.</p>
<p style="text-align: justify;">Una parte del libro è dedicata agli sviluppi italiani del neopaganesimo identitario che ha trovato un originale interprete in <a title="Renato Del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte">Renato Del Ponte</a>, animatore di una corrente culturale ispirata alla <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> degli antichi Romani con evidente riferimento all’opera di <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio poi analizza gruppi e associazioni di ispirazione pagana nei paesi anglosassoni e in quelli slavi, nonché le notevoli affinità fra concezioni ecologiste e spiritualità pagana.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di François, accuratamente documentato, è dotato di una ricchissima bibliografia che lo rende uno strumento insostituibile per approfondire un argomento così complesso e così ricco di potenziali sviluppi. Infatti il paganesimo, se da una parte può riemergere in forme ingenue o settarie, d’altra parte è sempre stato, attraverso lo studio della cultura classica, un punto di riferimento irrinunciabile della cultura occidentale. E del resto proprio in un mondo variegato e complesso come quello del XXI secolo, la mentalità elastica e aperta del paganesimo può rappresentare una forma di religiosità particolarmente adatta ai tempi attuali, piuttosto che quella dei monoteismi biblici che inevitabilmente tendono a irrigidirsi nel dogmatismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stéphane François, <a title="Les néo-paganismes et la Nouvelle Droite" href="http://www.libriefilm.com/les-neo-paganismes-et-la-novelle-droite-1980-2006/5524"><em>Les néo-paganismes et la Nouvelle Droite (1980-2006). Pour une autre approche</em></a>, Archè, Milano 2008, pp.320, € 22,00.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-neopaganesimi-e-la-nuova-destra.html' addthis:title='I neopaganesimi e la Nuova Destra ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Esoterismo e letteratura</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 15:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione di Renato del Ponte – Gabriella Chioma, Esoterismo e Letteratura, Tre saggi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/esoterismo-e-letteratura.html' addthis:title='Esoterismo e letteratura '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/drago48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Fantastico" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><em>Esoterismo e Letteratura</em> è il titolo del libro nel quale sono stati raccolti tre saggi (di cui due inediti), due del nostro Direttore ed uno di Gabriella Chioma, tra le prime collaboratrici della serie iniziale di questa Rivista, che c’introducono a tematiche insolite ma degne di riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il filone della letteratura esoterica – come ci ricorda la <em>Presentazione</em> del volume &#8211; è antico quanto la capacità dell’uomo di esprimersi. Dagli arcani <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a> e ierogrammi tracciati su rocce e pietre nella lontana Preistoria sino ai poemi sacri della tradizione italica, quali l’<em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/eneide-2/7195" target="_blank">Eneide</a></span></em> e la <em>Divina Commedia</em>, arte, tradizioni e segreti velati sono giunti sino ai giorni nostri sotto forme ed espressioni diverse che molti interpreti hanno cercato, con maggiore o minore efficacia, di decifrare e rendere accessibili a chi abbia le capacità di intenderli”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8854100013" target="_blank"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/draculabramstoker.bmp" border="0" alt="Bram Stoker, Dracula" width="95" height="155" align="right" /></a> Nel primo saggio, intitolato <em>Dal vampiro all’esoterismo di Dante</em> (l’itinerario occulto della famiglia Polidori-Rossetti), <a title="Renato del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato del Ponte</a> intraprende la sua ricostruzione dalla “fatidica riunione” a villa Diodati sul lago di Ginevra, in una sera fredda e piovosa, che vide riuniti un gruppo d’amici, uomini e donne, tra cui diversi poeti e letterati, alcuni già di gran fama ed altri destinati a diventarlo, intenti a raccontarsi ed elaborare narrazioni terrificanti. Avranno così origine, da una scommessa letteraria scaturita da una discussione sul soprannaturale, due grandi miti della letteratura dell’orrore: il Frankenstein o il Prometeo moderno di Mary Shelley e quello del Vampiro. Due miti angoscianti e negativi destinati a gran fortuna. Lord Byron inventò sul momento una storia romanzesca e misteriosa rimasta incompiuta, mentre John William Polidori, il suo segretario e medico personale, prendeva appunti. Il Polidori in seguito metterà a punto quest’archetipo letterario ed il suo <em>The Vampire</em> sarà il progenitore del più famoso <em>Dracula</em> di Bram Stoker.</p>
<p style="text-align: justify;">Del Ponte ricorda i legami d’appartenenza a circoli esoterici degli autori di questo genere letterario mossi probabilmente da propositi di “ritualismo mascherato” e nota che “nei confronti di Polidori il vampiro esercitò tutti i suoi poteri distruttivi, riuscendo quasi a cancellare il nome e il ricordo dell’autore che lo aveva evocato”. Il segretario di Byron morì giovanissimo suicida in circostanze poco chiare nel 1821. La cattiva sorte, a parte Mary Shelley, colpì “quasi tutti i personaggi riuniti in villa Diodati nel giugno 1816 [che] moriranno di morte violenta o precoce”: Shelley annegò davanti alle coste della Versilia nel 1822, Byron due anni dopo in Grecia colpito da febbri.</p>
<p style="text-align: justify;">John William era il primogenito di Gaetano Polidori, toscano immigrato a Londra dopo essere stato per alcuni anni il segretario di <a title="Vittorio Alfieri" href="http://www.centrostudilaruna.it/i-principali-elementi-del-pensiero-di-vittorio-alfieri.html">Vittorio Alfieri</a>, mentre la secondogenita Francesca Maria Lavinia sposerà, nel 1826, il patriota italiano Gabriele Rossetti, esule per il fallimento dei moti napoletani del ’21, poeta, scrittore, profondo interprete del pensiero più segreto di Dante. <a title="Renato del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato del Ponte</a> ci conduce non solo attraverso i libri del Rossetti, elaboranti la teoria secondo la quale nell’opera di Alighieri vi è un significato recondito celato “sotto il velame delli versi strani”, ma anche tra le loro vicissitudini. Gli studi intensi del Rossetti contageranno anche i figli. Il più famoso è quel Dante Gabriele, tra l’altro traduttore in inglese della <em>Vita Nuova</em>, famoso nella storia della pittura per essere stato tra i fondatori della Confraternita Preraffaellita.</p>
<p style="text-align: justify;">Al “fenomeno letterario” del <em>Pendolo di Foucault</em> di Umberto Eco è dedicato il secondo saggio, a suo tempo apparso ne “Il Corriere Apuano”, dal rilevante sottotitolo <em>L’ambiguo successo di un romanzo sui “misteri” della fine del XX secolo</em>. <a title="Renato del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato del Ponte</a> ricorda tutto il lavorio mediatico predisposto per il successo nelle vendite di questo romanzo, tutt’altro che pregevole e dall’esile trama.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ambiguo personaggio vorrebbe pubblicare un manoscritto che documenterebbe le basi di un complotto millenario legato all’esecuzione dell’ultimo Gran Maestro dell’Ordine dei Templari. “Tutto il racconto si snoda sulla ‘costruzione’ del ‘Piano’ che, pur partendo da basi assolutamente false, pare realizzarsi, prendere consistenza, generare fenomeni, vicende, omicidi”. “Si può dire &#8211; è evidenziato – che nulla e nessuno del mondo dell’esoterismo e dell’occultismo sia stato dimenticato da Eco in un calderone di riferimenti e citazioni (per la massima parte esatti, ma che assumono un significato mistificatorio, estrapolati dal loro proprio contesto), certamente impressionante per il lettore non esperto di tali tematiche. (…) Umberto Eco si diverte a dipanare le fila di una storia parallela che attraversa da cima a fondo, sotterraneamente, tutta la nostra civiltà: anzi, sembra condizionarla per buona parte”.</p>
<p style="text-align: justify;">Reagendo all’interesse dimostrato anche da certi intellettuali di sinistra e dal mondo accademico verso alcune tematiche esoteriche, Eco ha creato una voluminosa parodia “non solo del più screditato occultismo (ma anche di quei lati dell’esoterismo più degni di rispetto), bensì delle fedi e delle credenze sacre più diverse dell’umanità attuale”. Arrivando alla conclusione: “se egli ha scritto una <em>summa</em> dei miti occulti del <a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">XX secolo</a> o, piuttosto, un ‘trattato dell’impostura’, facendone la paradia, ciò è significativo, proprio perché il nostro tempo è essenzialmente il tempo della parodia. Ma, nel contempo, è la confessione a chi verrà dopo di noi dell’impotenza del ‘razionalismo’, di cui Umberto Eco appare oggi l’epigono più significativo, nei confronti delle ineludibili esigenze spirituali dell’uomo di tutti i tempi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultimo saggio, <em>Simbologia ermetica ed archetipi ne “La Principessa Brambilla” di E. Th. A. Hoffmann</em>, Gabriella Chioma ci conduce tra i <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a>, le allusioni e i riferimenti celati in un fantastico racconto dello scrittore prussiano ambientato nel Carnevale romano, il cui sottotitolo è “Capriccio sulle maschere di Jacopo Callot”, geniale incisore del ‘600. Coerentemente il volume è riccamente illustrato. La collocazione temporale stessa sottolinea “l’aspetto allegorico e sapienziale della narrazione: il Carnevale romano suggerisce l’inevitabile riferimento a quei Saturnali dell’antica Roma, di cui il moderno Carnevale costituisce una delle tante degradazioni”. “Attraverso il mito,” – ci ricorda la Chioma – “si risale al travestimento di verità profonde: ed il ‘travestimento’ dei personaggi allude al loro misterioso destino, particolarmente apprezzabile nelle pagine, alcune veramente felici, quando allegoria, <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbolo</a> e mito si dispiegano con forza, facendosi realtà, in cui traspare non soltanto l’affinità coi terreni tipici al magico ed al <a href="http://www.centrostudilaruna.it/fantastico.html">fantastico</a>, in collegamento con antiche tradizioni di cui rimangono tracce, spesso a livello di folklore, ma soprattutto nella terminologia e nella <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a> di cui gli alchimisti si servirono nei loro testi per adombrare verità non a tutti comunicabili”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827217452" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/julesverneelesoterismo.bmp" border="0" alt="Michel Lamy, Jules Verne e l'esoterismo. I viaggi straordinari, i Rosacroce, Rennes-le-Chateau" width="95" height="134" align="right" /></a> Non starò a ricordare i vari <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a> presenti nel racconto di Hoffmann ripercorsi in questo saggio ma mi piace segnalare, forse per analogia di contenuti con miei recenti contributi in altra rivista (1), le pagine dedicate all’acqua che “in tutte le sue variazioni e manifestazioni morfologiche (polle, fonti, sorgenti, ruscelli, stagni, fiumi, laghi, mari, per arrivare agli oceani) occupa un considerevole spazio sia quale elemento portatore del Magico (fonti che innamorano, fonti che ringiovaniscono, ecc.) sia come luogo principe in cui si nascondono potenze nouminose legate all’epifania dell’acqua: draghi, ninfe, fate, folletti, pronti ad apparire, sotto le più congeniali metamorfosi, in determinate ore del giorno e/o, in variante, della notte, ai viandanti che più o meno incautamente e inconsapevolmente si accostino al luogo magico”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Gli stessi riti religiosi, dal battesimo cristiano all’immersione sacra nel Giordano e nel Gange, si rifanno a questa <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simbologia</a>, in analogia con i valori e la potenzialità di purificazione e di lavacro rigeneratore, legato alla potenza nouminosa, al ‘mana’ delle acque. Quale matrice universale, l’acqua è elemento fondamentale per la fecondazione del suolo, per il germogliare ed il riprodursi di piante, per la nascita ed il sostentamento degli animali stessi: il sorgere ed il mantenersi di ogni genere di vita”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come gran parte dei <a href="http://www.centrostudilaruna.it/simboli.html">simboli</a> anche l’acqua si presta ad innumerevoli variazioni tipologiche. “L’acqua è ambivalente: ciò che possiede il ‘mana’ risanatore può avere anche il potere contrario”. Infatti l’acqua può dare la vita, guarire, al contrario può anche sciogliere e distruggere, ma soprattutto può purificare. Il culto delle acque risale, <em>ab origine</em>, alla notte dei tempi: come ricorda <a href="http://www.centrostudilaruna.it/eliadebiblio.html">Eliade</a>, citato anche dalla Chioma, “preesisteva in Grecia alle invasioni <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropee</a> ed ancora prima della valorizzazione mitologica dell’esperienza religiosa” (2). Naturalmente Hoffmann non ha intenzione di scrivere un trattato od un libello didascalico ma dissimula la “filosofia occulta”, con maestria musicale, nell’intreccio del suo racconto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> * * * </strong></p>
<p style="text-align: justify;">*) Recensione a Renato del Ponte – Gabriella Chioma, <em>Esoterismo e Letteratura, Tre saggi</em>, Edizioni del Tridente, Treviso 2005, pp. 80, ill. € 12,50 apparsa in “Arthos”, n.s., 13, pp. 309-312.<br />
1) M. E. Migliori, “Archeologia del culto”: il “Lago degli Idoli”, in “La Cittadella”, n.s., 17, pp. 26-35, e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/publio-cornelio-tacito" target="_blank">Tacito</a></span>, <em>La ricostruzione del Campidoglio</em> (a cura di M. E. Migliori), in “La Cittadella”, n.s., 18, pp. 3-9.<br />
2) M. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Eliade</a></span>, <em>Trattato di storia delle Religioni</em>, Einaudi, Torino 1957, p. 209.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il libro è ordinabile presso:</em><br />
<em> &#8220;Arthos&#8221;</em><br />
<em> Renato del Ponte, casella postale 1750 &#8211; 16121 Genova Centro </em><br />
<em> Tel. 010 &#8211; 2530045 (solo ore 21.15-22.30)</em></p>
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