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	<title>Centro Studi La Runa &#187; religiosità</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Non avrai altro Dio?</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:10:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[Un saggio di estremo interesse di Silvano Lorenzoni Contro il monoteismo, che prende in esame l'involuzione religiosa parallela all'affermazione dei monoteismi nel mondo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/non-avrai-altro-dio.html' addthis:title='Non avrai altro Dio? '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a title="Silvano Lorenzoni" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvano-lorenzoni/">Silvano Lorenzoni</a> è un autore noto per il suo stile provocatorio e per la sua grande erudizione grazie alla quale è in grado di rintracciare fonti poco note e raramente prese in considerazione dalla cultura ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Contro il monoteismo </em>è indubbiamente il pamphlet più corrosivo di <a title="Silvano Lorenzoni" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvano-lorenzoni/">Lorenzoni</a>: si tratta di un saggio sulle origini del monoteismo e sui suoi sviluppi laicizzati nel mondo moderno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’autore parte da linee di interpretazione indicate da Nietzsche e da Pettazzoni. Di quest’ultimo studioso <a title="Silvano Lorenzoni" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvano-lorenzoni/">Lorenzoni</a> assume l’idea che la normale manifestazione della <a title="religiosità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religiosità</a> sia politeista, mentre il monoteismo rappresenterebbe un approccio al sentimento religioso che tende in realtà alla desacralizzazione. In effetti solo le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> monoteiste richiedono un “atto di fede”, mentre nel paganesimo l’adesione al sistema di valori religiosi è un dato di fatto che non richiede ulteriori conferme.</p>
<p style="text-align: justify;">Lorenzoni analizza la nascita del monoteismo biblico nel mondo antico mediorientale evidenziando come si formino i tratti salienti della mentalità monoteista, che si presentano pressoché invariati in ideologie e forme sociali della modernità. Comunismo, femminismo e società multicriminale sono chiaramente ispirati alla teologia monoteista con i suoi principali passaggi psicologici:</p>
<p style="text-align: justify;">peccato originale,</p>
<p style="text-align: justify;">vittimismo,</p>
<p style="text-align: justify;">pretesa di risarcimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio poi esplora le varianti del monoteismo che, seppur dotate di un fondo comune, hanno avuto nel corso del tempo differenziazioni significative. La Chiesa Cattolica e quella Ortodossa hanno assunto molti elementi del paganesimo <a title="indoeuropeo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropeo</a>, che si manifestano sia nell’iconografia, sia nella dottrina trinitaria, sia nella tendenza alla gerarchizzazione. L’Ebraismo e l’Islam, invece, hanno mantenuto il rifiuto di una divisione in caste dell’assetto sociale e gli ebrei hanno rinunciato a qualsiasi velleità missionaria per conservare lo statuto di “popolo eletto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Gran parte del libro si sofferma sulle varianti protestanti del Cristianesimo, che si caratterizzano come una vera e propria ideologia del capitalismo e del libero mercato. Il Calvinismo è l’aspetto più evidente di quest’attitudine che ha prodotto un tipo umano completamente alienato dalla realtà. E sempre nel mondo protestante nasce la Massoneria: il Grande Architetto dell’Universo è l’ennesimo travestimento del Dio unico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua versione laicizzata il monoteismo si configura come l’ideologia della globalizzazione in cui si fondono il collettivismo marxista e la plutocrazia ebraico-protestante. Così assistiamo all’espansione tumorale del potere delle banche, della confusione sessuale e della mescolanza razziale, in una miscela esplosiva di cui a breve termine vedremo gli spaventosi effetti!</p>
<p style="text-align: justify;">L’Impero del Denaro realizzato dalla demolizione delle frontiere e delle identità è esattamente quello che nel linguaggio dei testi sacri si definisce come la messianica “pienezza dei tempi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine del libro c’è una singolare appendice dedicata alla “religiosità animale”. Si tratta di un breve saggio di carattere sperimentale in cui  <a title="Silvano Lorenzoni" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvano-lorenzoni/">Lorenzoni</a> avanza l’ipotesi che anche negli animali si manifestino forme di religiosità seppur in forme estremamente primitive. Per esempio il sentimento di paura collettiva che attanaglia una mandria di bovini durante un temporale, oppure il canto degli uccelli, o ancora i cimiteri degli elefanti che sembrano quasi suggerire una sorta di culto dei morti. Si tratta naturalmente di ipotesi su cui gli etologi potranno fare opportuni approfondimenti, ma quello che <a title="Silvano Lorenzoni" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvano-lorenzoni/">Lorenzoni</a> rileva è che il sentimento religioso dell’uomo contemporaneo sembra proprio orientarsi verso queste forme involutive di approccio al sacro, quasi come risultato estremo delle semplificazioni protestanti che hanno totalmente estraniato l’ambito umano dal rapporto col divino.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uomo contemporaneo è sprofondato in uno stato di abiezione e di sconforto esistenziale che non aveva mai conosciuto prima, e tutto lascia presupporre che le cose possano soltanto peggiorare.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente non ci resta che aspettare il “Crepuscolo degli Dei”, nella certezza che alla catastrofe seguirà la rigenerazione del mondo…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Silvano Lorenzoni" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvano-lorenzoni/">Silvano Lorenzoni</a>, <em>Contro il monoteismo</em>, Ed. Ghénos, Ferrara 2006, pp.80, € 8,00</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/non-avrai-altro-dio.html' addthis:title='Non avrai altro Dio? ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Religiosità del Tirolo</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 13:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Julius Evola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli di Julius Evola]]></category>
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		<description><![CDATA[Aspetti della spiritualità popolare in Tirolo in un articolo originariamente pubblicato sul quotidiano 'Il regime fascista']]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/religiosita-del-tirolo.html' addthis:title='Religiosità del Tirolo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/evola48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Julius Evola" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">Sul margine del sentiero vi è una grande croce, con una data ed una scritta sbiadita, di cui non ricordiamo con esattezza le parole tedesche, ma che diceva approssimativamente così: &#8220;Tu che vai, fermati un istante, guarda i ghiacci e i segni di Colui, che morì per la nostra redenzione, insegnandoci che la morte è la via verso la vita&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;enigmatica leggenda vuole che il Santo Graal, la mitica coppa che raccolse il sangue del Cristo e simboleggiante la tradizione spirituale vivente dell&#8217;Occidente medioevale, dalla Spagna &#8211; dal Monsalvato di Salvatierra &#8211; si sarebbe trasferito dopo varie peripezie in Baviera, e infine in Tirolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1192" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="pict0345" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/pict0345-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />In Innsbruck, nella &#8220;Cappella d&#8217;Argento&#8221; , fra le statue dei leggendari antenati dell&#8217;ultimo cavaliere &#8220;Europeo&#8221;, di Massimiliano I, si trova quella di Arthur, il re della Tavola Rotonda e, appunto, dei Cavalieri del Graal. Sia pure nella chiusura e nell&#8217;irrigidimento propria ad una realtà residuale, nel Tirolo sembra conservarsi qualcosa di questo oscuro retaggio. Le origini della razza prevalente, dinarìca e nordico-dinarìca, non sono chiare. Certo è che il cristianesimo deve aver ravvivato in essa una credità assai più remota, dandole la possibilità di protrarsi, trasformata, in un ulteriore periodo storico.</p>
<p style="text-align: justify;">La presenza di alcuni <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> primordiali in forma cristianizzata, più che occidentale, deve avere questa origine.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; per esempio assai diffuso, nelle valli tirolesi ed anche in città, come Innsbbruck e Lienz, una strana variante del crocifisso, che poggia sul geroglifo dell&#8217;Ariete, formato con trofei di caccia e che porta intorno al Cristo una aureola solare dello stesso tipo radiante delle <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> primordiali. Al sommo di case campestri, sempre fedeli ad un tipo caratteristico di stile, si trovano interessanti combinazioni del crocifisso con figure animali sintetiche, varie a seconda delle valli, le quali conservano con grande verosimiglianza arcaici <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> &#8220;totemici&#8221;. E così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono frequenti, in ogni caso, i segni di una <a title="religiosità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religiosità</a> che si stacca dal solito piano sentimentalistico o convenzionale e si porta direttamente al piano della sintesi spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco fa ne abbiamo indicato un esempio. Nell&#8217;Oetzal un sentiero che conduce fino ai ghiacci è, per così dire, ritmato dalle immagini della Via Crucis. Le varie stazioni si susseguano a lunghi intervalli, dalla &#8220;passione&#8221; fino alla resurrezione, là dove il mondo delle rocce finisce e si preludia quello dei ghiacci perenni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò, in una zona fuori dagli itinerari alpinistici più battuti, come un rito anonimo e silenzioso, ma pur saturo di vivente significato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella zona del Gross-Glockner, in una gola ove scroscia in una turbinosa cascata il torrente generatosi da questa cima, vi è una piccola cappella con vari <em>ex-voto</em>. Uno di essi è rappresentato da medaglie al valore militare, con questa scritta: &#8220;A Dio devo il coraggio che mi ha conferito questo onore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ricordiamo di una cerimonia celebrata, non sappiamo per quale occasione, nella chiesa di Prägraten. La chiesa aveva l&#8217;aspetto di un vero e proprio schieramento. A destra gli uomini, a sinistra le donne, gli uni e gli altri nei costumi tradizionali e in perfetto allineamento. Al centro , una specie di rappresentanza corporativo-militare, in piedi con bandiere e stendardi. Tutti accompagnavano il motivo dato da un organo, ma rinforzato da trombe con un effetto singolare, non privo, malgrado le stonature, di una certa grandiosità. Nel Tirolo non vi è gruppo di case, per remoto ed esiguo che sia, che non abbia la sua cappella e passo montano o punto panoramico che non abbia il suo crocifisso, costantemente rimesso a posto ogni volta che vento o tormenta lo abbiano abbattuto o portato via: quasi come un muto invito a trasfigurare ed integrare quello che, come semplice emozione <a href="http://www.guidaestetica.it">estetica</a>, può venire dalla contemplazione della natura nella forma superiore di un significato spirituale, per non dire di un <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> illuminante.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Originariamente pubblicato sul quotidiano <em>Il regime fascista</em> del 7 novembre 1936.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/religiosita-del-tirolo.html' addthis:title='Religiosità del Tirolo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ultimo mitografo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2008 17:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Gianfranceschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfredo Cattabiani]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli su Alfredo Cattabiani]]></category>
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		<description><![CDATA[Ricordo di Alfredo Cattabiani e della sua opera]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lultimo-mitografo.html' addthis:title='L&#8217;ultimo mitografo '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><br/><p style="text-align: justify;">L’opera letteraria di <a title="Alfredo Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Alfredo Cattabiani</a> è destinata a restare molto viva nella cultura italiana, e anzi, con il passare del tempo, diventerà sempre più eloquente sia per l’omogeneità dell’ispirazione, sia per la profondità del contenuto. Io sono convinto che la battaglia delle idee, da cui dipendono tutte le altre battaglie, culturali e quindi politiche, si svolgerà alla fine (come già si percepisce oggi) tra due fronti contrapposti: tra i sostenitori di un’immanenza laica e materialista e i cultori di una concezione integrale della vita in cui domina la componente spirituale. Al primo fronte appartengono coloro che fanno dipendere il destino dell’uomo dal caso e dalla necessità, al secondo coloro che credono nello svolgimento di un disegno in cui tutti gli eventi e i fenomeni sono significativi, non casuali o caotici. I primi tendono a schiacciare la libertà della persona anche quando sembrano “buonisti”, i secondi la esaltano. <a title="Alfredo Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Alfredo Cattabiani</a> è stato un campione della fede nella trascendenza. La sua cifra culturale è stata la <a title="religiosità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religiosità</a>, che si fa visione del mondo e della vita; una <a title="religiosità" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religiosità</a> che non si ferma all’osservanza rituale, ma si nutre costantemente dello studio dei testi sapienziali ed è aperta a riconoscere la scintilla del divino in ogni tradizione.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl class="wp-caption alignleft" style="width: 159px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a rel="nofollow" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="Alfredo Cattabiani" src="../immagini/alfredo2.JPG" border="0" alt="" width="149" height="152" align="right" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Alfredo Cattabiani</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Tale atteggiamento favorisce lo sviluppo di uno sguardo non comune sulle cose, che a questo sguardo rivelano i loro segreti, la loro aura. Anche le creature e gli oggetti più umili hanno una storia fantastica, formata dai sedimenti simbolici che sono stati depositati dall’immaginazione umana, ossia dai miti e dalle leggende. Ogni cosa è un <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a>, in una catena di significati che formano il tessuto invisibile del mondo. Nemmeno i materialisti riuscirebbero a orientarsi nell’esistenza se a un tratto si spezzasse la catena immateriale che sostiene il linguaggio, la fantasia, la poesia. Con questa percezione innata, irrobustita dalla lettura dei testi dei Padri e dei filosofi della Chiesa, influenzata per quanto riguarda la modernità da autori quali <a title="René Guénon" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/rene-guenon/">Guénon</a> e <a title="Elemire Zolla" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/elemire-zolla/">Zolla</a>, <a title="Alfredo Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Cattabiani</a> si è lanciato alla scoperta di un mondo nuovo e nello stesso tempo antico, paradossalmente nuovo perché antico. La sua assidua ricerca si è trasfisa nella scrittura di una serie di libri che compongono una biblioteca ideale, quasi un’enciclopedia dell’immaginario universale.</p>
<p style="text-align: justify;">Cito i titoli più importanti: <em>Bestiario</em>, <em>Erbario</em>, <em>Calendario</em>, <em>Lunario</em>, <em>Florario</em>, <em>Planetario</em>, <em>Volario</em>, <em>Acquario</em>. Di tutti i soggetti, animati e inanimati, compresi in ciascuno di questi titoli, <a title="Alfredo Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Cattabiani</a> evoca sapientemente la risonanza, ossia la convergenza di riferimenti mitologici, religiosi, poetici, artistici, disseminati nel campo sterminato di tutte le letterature e di tutte le culture antiche e moderne, d’Oriente e d’Occidente. Faccio alcuni esempi, molto stringati, tratti dall’ultimo libro pubblicato da <a title="Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Cattabiani</a>, <em>Acquario</em>. La sirena ha una storia che è una vera sinfonia di significati nelle sue varie raffigurazioni che si infittiscono enigmaticamente sui capitelli e sugli ornamenti delle chiese romaniche; essere bello e seducente sin dai tempi di Omero, la sirena ha una doppia valenza: come icona del vizio, o al contrario – per alcuni audaci autori cristiani – come metafora della Madonna e della Chiesa cattolica che garantiscono la salvezza. Un altro esempio curioso della vitalità dei <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> è la remora, una parola che spesso si adopera in senso figurato come freno, impedimento, impaccio, magari senza conoscerne l’origine: la remora è un pesciolino che a frotte si attacca alla chiglia delle navi rallentandone, si credeva l’andatura: ma nell’immaginario cristiano allude anche a Nostro Signore perché la remora, impedendo alla nave di oscillare, la salva dalle tempeste.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804506784"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/acquario.bmp" border="0" alt="Alfredo Cattabiani, &lt;I&gt;Acquario. Simboli, miti, credenze e curiosità sugli esseri delle acque: dalle conchiglie alle sirene, dai delfini ai coccodrilli, dagli dei agli animali fantastici" width="95" height="147" /></a>Ricchissima di sensi è poi la conchiglia che rappresenta tra l’altro l’utero, quindi la donna, quindi la forza generatrice (Venere, nata dalla schiuma del mare, naviga su una conchiglia), mentre la perla è una lacrima della Luna e nello stesso tempo, secondo San Gregorio Magno e Sant’Agostino, per il suo candido splendore è il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> di Gesù esente da ogni peccato. Un’altra opera “enciclopedica” di <a title="Alfredo Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Cattabiani</a> è il corposo volume <em>Santi d’Italia</em>, pubblicazione a suo modo nuova per la capillarità della ricerca. Per comporre il libro, l’autore ha percorso tutta la Penisola soffermandosi anche in piccoli paesi per informarsi sui culti locali e sulla loro storia. Infine, si farebbe grave torto a <a title="Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Cattabiani</a> se insieme con il contenuto delle sue opere non si sottolineasse anche il valore del suo stile letterario che si distingue per la limpidezza, oggi desueta, per la sobria e accattivante misura classica, non di rado illuminata da una radiazione poetica. Insieme, il contenuto e lo stile dei suoi scritti inseriscono a pieno titolo <a title="Cattabiani" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/alfredo-cattabiani">Cattabiani</a> nella tradizione dei grandi autori spiritualisti dell’Ottocento e del Novecento.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Ideazione</em> 4-2003, (luglio-agosto).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/lultimo-mitografo.html' addthis:title='L&#8217;ultimo mitografo ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Religiosità indoeuropea</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2008 10:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del libro omonimo di Hans Günther, sul sentimento religioso degli antichi indoeuropei]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/religiosita-indoeuropea.html' addthis:title='Religiosità indoeuropea '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/labrys.png" width="48" height="48" alt="" title="Indoeuropei" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/exec/obidos/ASIN/2857447795/centrostudila-21"><img class="alignleft" style="border: 0; float: left; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/riestraite.bmp" border="0" alt="Julien Ries (cur.), Traité d'anthropologie du sacré, volume 2: L'Homme indo-européen &amp; le sacré" /></a><a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Hans F. K. Günther</a> scrisse nel 1934 un interessante saggio sulla <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione</a> degli antichi <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>, col titolo di <em>Frömmigkeit nordischer Artung</em>. Le copie giacenti in magazzino andarono distrutte nella barbarie della guerra, ma una seconda edizione venne pubblicata nel 1963, e nel 1970 apparve anche una traduzione italiana, ristampata nel 1980, col titolo di <em>Religiosità indoeuropea</em>. Lo studio del <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a>, anche se datato per certi aspetti, risulta ancora attuale per mettere a fuoco alcuni concetti chiave sulle religioni pagane anticamente diffuse tra le <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">popolazioni indoeuropee</a> di origine ariana.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788815127068"><img class="alignright" style="border: 0; float: right; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/Villar.jpg" border="0" alt="Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa" width="93" /></a>Non è facile il compito di chi indaga sui primi tempi storici dei popoli ariani: occorre desumere da testimonianze letterarie superstiti certi aspetti della cultura e della mentalità che verosimilmente erano consolidati nella cultura dell’epoca. I poemi omerici e le saghe nordiche sono i riferimenti più significativi di queste indagini, ma lo studioso deve saper discernere quanto in questi testi sia testimonianza attendibile e quanto, invece, abbia il sapore di invenzione letteraria. In particolare la letteratura nordica è una creazione poetica islandese e norvegese dei secoli vichinghi ed è pertanto una testimonianza assai tarda sul piano cronologico. <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a> ritiene che la stessa figura di Odino-Wotan sia una divinità della nobiltà vichinga originariamente assente in area germanica. Analogamente la figura di Freya, la dea dell’amore, è una divinità il cui culto proviene dall’area danubiano-balcanica, e che il <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a> definisce come una dea “semiasiatica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Più ricche di dati sono le indagini sulla religiosità della Grecia antica: il <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a> ritiene che il più genuino spirito religioso greco si manifesti nella letteratura ellenica da Omero a <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/eschilo">Eschilo</a></span>, i cui caratteri eminenti sono la fede nel senso del dovere, nell’importanza della nascita, nel pregio ereditario come fattore di costruzione di civiltà. Gli <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">indoeuropei</a>, infatti, avevano un solido senso della famiglia monogamica, mentre nella cultura semitica era assai diffusa la poligamia. Inoltre la fede nella vita, nonostante il sentimento della tragicità dell’esistenza, appare come un tratto distintivo delle popolazioni ariane che si manifesterà anche dopo la diffusione del cristianesimo. C’era negli <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">indoeuropei</a> anche una propensione a un misticismo temperato da un innato senso dell’autocontrollo che darà di sé potenti manifestazioni nel corso dei secoli cristiani. Analogamente <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a> ritiene che nella Persia islamizzata, la corrente mistica del sufismo debba farsi risalire a sopravvivenze del sentimento religioso indoeuropeo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/exec/obidos/ASIN/2867142873/centrostudila-21"><img class="alignleft" style="border: 0; float: left; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/mabirethule.bmp" border="0" alt="Jean Mabire, Thulé: Le Soleil retrouvé des hyperboréens" /></a>La diffusione del monoteismo può portare a valutazioni fuorvianti rispetto alle culture pagane. Infatti la mentalità dominante è portata a valutare i fenomeni religiosi col metro della cultura giudaico-cristiana. <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a> mette opportunamente in chiaro alcuni concetti in merito. Innanzi tutto nel paganesimo non ci sono entità che hanno creato il mondo e rispetto alle quali l’uomo si sente in condizione di sudditanza, non c’è pertanto il “timor di Dio”. Nella concezione pagana uomini e dèi vivono in un ordine cosmico fuori dal tempo e devono adempiere ciascuno i propri doveri. <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/platone">Platone</a></span> in alcuni suoi scritti aveva accolto concezioni creazionistiche, ma <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>, dopo di lui, era tornato alle originarie concezioni ariane di un mondo increato. Il monoteismo introduce il concetto di peccato originale inculcando nelle coscienze un senso di colpa che genera una drammatica scissione tra anima e corpo. Da qui nasce nel monoteismo l’esigenza di pratiche penitenziali e di mortificazione della carne che sono del tutto assenti nel paganesimo. Gli antichi <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei" target="_self">indoeuropei</a> praticavano, anzi, una cura del corpo e un’abitudine alle pratiche sportive che sacralizzavano tutti gli aspetti della vita biologica. Sulla base di questi presupposti, per la cultura pagana appariva dunque insensato il concetto cristiano di redenzione. Infatti mentre nel paganesimo ariano il concetto di colpa è legato alla responsabilità dell’uomo, nel monoteismo l’uomo attende l’aiuto divino per essere liberato dalla colpa, con tutti i rischi di deresponsabilizzazione della coscienza insiti in quest’atteggiamento. Sotto questi aspetti il paganesimo indoeuropeo era diverso anche dal paganesimo diffuso in area mediorientale, soprattutto babilonese, dove la <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione</a> era essenzialmente di derivazione astrologica e quindi induceva nei fedeli un atteggiamento fatalistico che restringeva fortemente la libertà di coscienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.amazon.fr/exec/obidos/ASIN/2825115649/centrostudila-21"><img class="alignright" style="border: 0; float: right; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/paganisme.bmp" border="0" alt="Jeremie Benoît, Le paganisme indo-européen" /></a>Le <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religioni</a> monoteiste, inoltre, essendo frutto di una “rivelazione” inducono i fedeli a propagandare il loro credo con uno zelo che troppo spesso sconfina nel fanatismo e nell’intolleranza. Nulla di tutto ciò esisteva nelle popolazioni pagane, che non conoscevano la guerra di <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione</a> e che avevano nei confronti di tutte le culture un atteggiamento curioso, libero da pregiudizi e ispirato a una lucida razionalità che tuttavia non escludeva l’apertura all’esperienza mistica e il gusto per il linguaggio simbolico. Come si vede, dunque, la religiosità indoeuropea si manifesta con presupposti autonomi, come dettata da comandamenti interni, e non per imposizione di divinità esterne all’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a> conclude il libro affermando che i valori del paganesimo ariano sono un importante punto di riferimento in un mondo che ha scelto la strada di un materialismo al servizio delle masse che disumanizza la persona e la riduce a ingranaggio di un sistema produttivo. Un libro dunque, quello del <a title="Hans F. K. Guenther" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hans-f.-k.-guenther/" target="_self">Günther</a>, utilissimo per una presa di coscienza identitaria delle etnie oggi eredi della cultura ariana, che rappresentano ancora la più larga fetta di popolazione in Europa e in Nord America.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Hans F. K . Günther, <em>Religiosità indoeuropea</em>, Edizioni di Ar, Padova, 1980, pp.84, euro 6,20.</p>
<p style="text-align: justify;">www.libreriaar.it</p>
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		<title>Wicca, il ritorno delle streghe</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 21:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Lombardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recensione del libro del prof. Giovanni Pellegrino sulla Wicca]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wiccapellegrino.html' addthis:title='Wicca, il ritorno delle streghe '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/buddha.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Religione" /><br/><p style="text-align: justify;">Quando si parla di nuove <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religioni</a> il pensiero corre inevitabilmente alla dizione &#8220;seconda <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a>&#8221; introdotta da Oswald Spengler, poi ripresa in varie occasioni anche da <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a>. Scriveva quest&#8217;ultimo in <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827205012"><em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo</em></a>: &#8220;La seconda <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a> [...] si manifesta non nel periodo luminoso originario di una civiltà organica, qualitativa e spirituale e al centro di essa, ma in margine a una civilizzazione crepuscolare e in dissoluzione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò non toglie, comunque, che i fenomeni <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosi</a> presentino sempre un interesse di tipo barometrico. Attraverso l&#8217;osservazione delle correnti <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiose</a>, anche di quelle spurie, delle loro manifestazioni e pulsioni, si possono scorgere segnali atmosferici di un&#8217;epoca. E così come i meteorologi traggono dallo studio di diversi dati incrociati le previsioni di breve e medio periodo, così gli studiosi delle idee possono tentare non soltanto di comprendere la realtà attuale, spiegare fenomeni e comportamenti, ma anche trarre indicazioni per gli sviluppi futuri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8887907676"><img style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilritornodellestreghe.bmp" border="0" alt="Giovanni Pellegrino, Il ritorno delle streghe" width="80" height="125" align="right" /></a> In questo senso la lettura del saggio del prof. Giovanni Pellegrino <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8887907676"><em>Il ritorno delle streghe</em></a> (Ed. Edisud, Salerno 2005, pagine 76) può offrire utili elementi per analizzare e comprendere un fenomeno di <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a>, quale è la <em>Wicca</em>, che &#8220;deve essere considerata il più importante movimento neopagano contemporaneo dopo il <em>New Age</em>&#8220;. Il libro, di forte impostazione sociologica, ha il pregio di un approccio equilibrato e di una documentazione piuttosto vasta. Vengono passate in rassegna le origini, la dottrina e l&#8217;impostazione &#8220;ideologica&#8221; del movimento, oltre alle principali ragioni del suo successo più recente. Tra queste ultime, secondo l&#8217;autore, un ruolo di spicco deve ravvisarsi nella diffusione di <em>internet</em>. Scrive a questo proposito Pellegrino: &#8220;I cibernauti si trovano in uno stato psicologico particolare, caratterizzato dal fatto che le loro capacità critiche sono nettamente diminuite dal fatto che si trovano nel ciberspazio, luogo nel quale non è facile distinguere il sogno dalla realtà, la verità dall&#8217;inganno&#8221;. Inoltre &#8220;la maggior parte di coloro che navigano su internet sono individui abbastanza giovani e pertanto sono più sensibili al proselitismo <em>on line</em> dal momento che [...] sono più propensi degli anziani ad ascoltare le parole dei &#8220;nuovi profeti&#8221; e dei leader dei gruppi magici (ivi compresi i satanisti)&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo quel che è più rilevante della Wicca è il fatto che si tratta di una <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a> di carattere nettamente femminile. Non ci riferiamo solo alla composizione degli adepti, che annoverano in larga maggioranza donne, specialmente di mezza età e nordamericane, ma anche, e soprattutto, alla filosofia che anima il movimento. La Wicca nasce infatti a metà del ventesimo secolo nel segno di una reazione al cristianesimo, considerato eccessivamente &#8220;patriarcale&#8221; (cosa, questa, già di per sé piuttosto curiosa). La Wicca pone al vertice del suo bizzarro <em>pantheon </em>due divinità femminili, Diana e Aradia, da considerarsi come contraltari di Dio e Gesù: il principio maschile è relegato a una sorta di fauno silvano, un dio cornuto e legato alla fertilità di cui si hanno innumerevoli rappresentazioni sia in epoca precristiana sia, con segno mutato, dopo il trionfo sull&#8217;Europa del monoteismo cristiano. Sotto questi aspetti la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religiosità</a> della Wicca, pur se riconducibile a una forma assai particolare di neopaganesimo, presenta alcune caratteristiche comuni con la <em>New Age</em>, prima fra tutte l&#8217;attitudine femminile.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista si può considerare la Wicca come un importante segno dei tempi. Essa, al pari di tanti altri movimenti più o meno noti, se pure dal punto di vista sostanziale è cosa davvero di poco conto, dimostra la crisi in cui versa la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> cristiana e la sua incapacità di rispondere alle esigenze spirituali del nostro tempo. Però il superamento del cristianesimo avviene nel segno di un&#8217;ulteriore caduta di livello, verso una forma di neo-primitivismo dagli aspetti a dir poco inquietanti. La potenza della Terra, quella &#8220;Grande Madre&#8221; il cui ritorno in auge era stato previsto anche da <a href="http://www.centrostudilaruna.it/ernstjuenger.html">Ernst Jünger</a> in <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8845915085"><em>Al muro del tempo</em></a>, rappresenta davvero un regresso verso forme selvagge e degenerate di spiritualità. Non può escludersi che così come la &#8220;civiltà della madre&#8221; fu rovesciata millenni orsono, analogamente accadrà in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8887907676">Giovanni Pellegrino, <em>Il ritorno delle streghe</em> (IBS)</a> <a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8887907676/ASI/395521">(LU)</a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wiccapellegrino.html' addthis:title='Wicca, il ritorno delle streghe ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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