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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Reichsführer</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Wewelsburg: la fortezza dell&#8217;occulto di Himmler</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 10:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lawrence Sudbury</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I piani di Heinrich Himmler per rendere la fortezza di Wewelsburg il principale santuario del nazionalsocialismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg-la-fortezza-dellocculto-di-himmler.html' addthis:title='Wewelsburg: la fortezza dell&#8217;occulto di Himmler '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0   14 </xml><![endif]--><!--  --></p>
<div id="attachment_1001" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1001" title="wewelsburg" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg-300x225.jpg" alt="Il castello di Wewelsburg. Veduta aerea" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Il castello di Wewelsburg. Veduta aerea</p></div>
<p style="text-align: justify;">Voci riguardanti il massiccio coinvolgimento di molti gerarchi nazisti in pratiche occultistiche si sono rincorse per decenni, prima e dopo la fine della II Guerra Mondiale, appuntandosi in particolare sul secondo uomo più potente del III Reich, l&#8217;<em>SS-Reichsführer</em> Heinrich Himmler.</p>
<p style="text-align: justify;">Se un luogo in particolare può essere associato alla figura di questo basso e miope impiegato bavarese, così ossessionato dalla cultura misterica da ritenersi, secondo alcuni, la reincarnazione di Enrico di Svevia e così ferocemente convinto della necessità di sterminare le &#8220;razze inferiori&#8221; da venir definito dagli alleati il &#8220;ragioniere della morte&#8221; (in realtà, pur lavorando dopo la Prima Guerra Mondiale come contabile in una fabbrica di fertilizzanti, Himmler non era affatto un ragioniere, ma un laureato in agraria)<a name="_ftnref1" href="#_ftn1">[1]</a>, questo luogo è uno strano castello del XVII secolo situato presso  Büren, in Nord Reno-Westfalia, che, nei sogni del  <em>Reichsführer</em> avrebbe dovuto diventare il centro del mondo: Wewelsburg.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché Himmler volle legare indissolubilmente il proprio nome a questo luogo, facendone il cuore della mistica delle &#8220;sue&#8221; SS? Alcuni hanno ritenuto che la ragione fosse il suo riconoscimento della zona del castello come incrocio e snodo fondamentale di linee energetiche sotterranee (che aveva imparato a conoscere durante le sue frequentazioni giovanili della Società Thule<a name="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a>), altri che la Torre Nord del castello fosse un potente ricettacolo di energie magiche, indispensabili ai bizzarri rituali dei culti misterici nazisti<a name="_ftnref3" href="#_ftn3">[3]</a>. Molto probabilmente la realtà è molto più prosaica, anche se non meno &#8220;particolare&#8221;. La Westfalia era uno dei cuori storici della Germania, la terra di &#8220;Hermann e Widukind&#8221; come Himmler stesso affermò, e, di conseguenza, si prestava perfettamente al posizionamento del centro della rete delle SS. Il  <em>Reichsführer</em> aveva già opzionato altri due castelli nella regione prima di imbattersi, il 3 novembre 1933, durante un tour propagandistico, in Wewelsburg ed &#8220;innamorarsene&#8221; seduta stante: nell&#8217;agosto 1934, una volta consolidato il potere nazista nel Reich, il Comando Centrale delle SS affittò per 100 anni l&#8217;edificio dal Distretto di Büren per la somma nominale di un <em>Reichsmark</em> all&#8217;anno.</p>
<div id="attachment_1002" class="wp-caption alignright" style="width: 247px"><img class="size-medium wp-image-1002" title="wewelsburg2" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg2-237x300.jpg" alt="Wewelsburg. La cripta." width="237" height="300" /><p class="wp-caption-text">Wewelsburg. La cripta.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Indubbiamente, Wewelsburg aveva molti elementi che potevano &#8220;risuonare&#8221; nell&#8217;animo di Himmler. Era stato costruito originariamente tra il 1603 e il 1609, in stile &#8220;Weser-Renaissance&#8221;, come residenza secondaria del Principe-Vescovo di Paderborn, sul luogo di un precedente maniero sassone, a sua volta edificato sopra un terreno di sepoltura dell&#8217;età della pietra (periodo neanderthaliano) e su un villaggio dell&#8217;età del bronzo. Durante il XVII secolo, il castello aveva avuto un ruolo chiave nella caccia alle streghe che aveva insanguinato i territori cattolici: centinaia di &#8220;streghe&#8221; locali erano state imprigionate, torturate e condannate a morte nelle sue segrete. Anche la zona circostante era ricca di significati storici: nei pressi del maniero si estendeva la Foresta di Teutoburgo, il luogo mitico in cui si riteneva che le tribù germaniche avessero sconfitto le legioni romane di Varo, definendo il confine imperituro tra Germania e Impero e, a poche miglia di distanza, sorgeva Externsteine, la formazione rocciosa utilizzata come luogo di culto pre-cristiano fin dal neolitico (la <em>Ahnenerbe</em> tenterà a lungo, attraverso scavi, per lo più infruttuosi, di provare che tale luogo fosse il centro di una avanzata cultura germanica perduta)<a name="_ftnref4" href="#_ftn4">[4]</a>. Insomma, storia e mito avvolgevano il castello e ciò non poteva che colpire lo spirito di Himmler, pieno di fantasie &#8220;romantico-misteriche&#8221; in netto contrasto con la sua immagine pubblica di freddo burocrate, che gli aveva fatto rapidamente scalare la gerarchia dell&#8217;NSDAP.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<em>imprinting</em> di questa specie di &#8220;doppia personalità&#8221; risulta piuttosto evidente nella fisionomia che egli volle imprimere, una volta diventato <em>SS-Reichsführer</em> (20 gennaio 1929), alle <em>Schutzstaffel</em>. Nate come squadre speciali di protezione per i leader del partito, Himmler pianificò di trasformarle in una sorta di &#8220;ordine cavalleresco&#8221;, una <em>élite</em> razziale che doveva emulare le gesta dell&#8217;antica casta guerriera ariana, così come dei Cavalieri Teutonici medievali e dei Templari.</p>
<p style="text-align: justify;">Così, sotto Himmler, vennero stabilite nuove durissime regole di reclutamento, secondo le quali solo chi potesse dimostrare una purezza razziale risalente almeno al 1800 (per gli ufficiali al 1750) per sé stesso e per ogni membro della propria famiglia poteva essere ammesso all&#8217;ingresso nell&#8217;&#8221;<em>élite</em> guerriera del Reich&#8221;<a name="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a>.</p>
<div id="attachment_1003" class="wp-caption alignleft" style="width: 246px"><img class="size-medium wp-image-1003" title="wewelsburg2a" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg2a-236x300.jpg" alt="Wewelsburg. La sala degli Obergruppenführer" width="236" height="300" /><p class="wp-caption-text">Wewelsburg. La sala degli Obergruppenführer</p></div>
<p style="text-align: justify;">In tempo di pace le SS dovevano fungere da corpo di sicurezza interna, responsabile dell&#8217;esecuzione dei piani del <em>Führer</em> per la &#8220;nuova Germania&#8221;, e da linea avanzata della purificazione della razza, mentre in guerra dovevano agire con fanatica ferocia (la cosiddetta &#8220;obbedienza cadaverica&#8221;) per difendere i confini del Reich. Inoltre, le SS era anche il mezzo scelto da Himmler per portare a termine un progetto persino più ambizioso: come Hitler e il partito nazista dovevano rimpiazzare la Chiesa nel culto dei tedeschi, così Himmler sognava di soppiantare il cristianesimo con una nuova <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> di stato pseudo-pagana, basata su una visione idealizzata della cultura preistorica germanica e sull&#8217;enfasi sulla purezza razziale e la innata superiorità del popolo tedesco. L&#8217;<em>SS-Reichsführer</em> vedeva nelle SS una sorta di avanguardia ideologica di questa nuova <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> e uno strumento con cui indottrinare il popolo tedesco nel nuovo credo. In questa stessa ottica, in aggiunta alle &#8220;feste del partito&#8221; (l&#8217;anniversario del <em>Putsch</em> di Monaco e il compleanno del <em>Führer</em>), Himmler stabilì festività legate ai solstizi d&#8217;estate e d&#8217;inverno, in cui elementi rituali pagani relativi al culto del sole e della natura giocavano un ruolo fondamentale, così come fondamentale era la massiccia presenza di SS in qualità di celebranti e accoliti. Gli ufficiali delle SS dovevano addirittura sposarsi e far battezzare i loro figli in cerimonie di carattere chiaramente pagano, molte delle quali celebrate a Wewelsburg sotto la direzione di Himmler stesso o del suo &#8220;mago personale&#8221; Karl Maria Wiligut<a name="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Già da questi elementi possiamo ben comprendere quanto centrale fosse, nei piani politici (a tratti piuttosto deliranti) del <em>Reichsführer</em>, il ruolo del maniero renano.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando, nel 1934, le SS ne presero possesso, il castello era stato lasciato in stato di semi-rovina per parecchi anni e Himmler commissionò un enorme programma di ricostruzione e ristrutturazione. Sembra che inizialmente egli fosse intenzionato a rendere Wewelsburg una &#8220;Scuola di Stato per i Leader delle SS&#8221;, praticamente un collegio per l&#8217;&#8221;educazione ideologica&#8221; degli ufficiali, sotto la supervisione dell&#8217;Ufficio per la Razza, e, a Norimberga, al termine della guerra, l&#8217;<em>SS-Brigadeführer</em> Walter Schellenberg testimoniò di un impressionante <em>curriculum </em>di studi per i &#8220;cadetti&#8221;, che includeva allenamento spirituale, esercizi di meditazione e, soprattutto, martellante inculcamento di una &#8220;corretta ideologia&#8221;. Ben presto, però, questo progetto, in fondo piuttosto modesto, lasciò il posto ad una visione molto più grande: nel febbraio 1935 il &#8220;progetto Wewelsburg&#8221; fu preso in mano direttamente dallo staff di Himmler, che aveva cominciato a vedere il castello come sede di un Alto Ordine Cavalleresco, a metà strada tra Camelot e Marienburg, capace di custodire questo luogo come sacro centro spirituale del mondo ariano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il centro della &#8220;nuova civiltà&#8221; doveva essere all&#8217;altezza del suo compito e per questo Himmler stanziò per il suo grandioso piano la incredibile cifra di 250 milioni di <em>Reichsmark</em>: la ristrutturazione del castello era solo l&#8217;inizio, dal momento che il progetto definitivo includeva l&#8217;inglobamento del vicino villaggio di Wewelsburg (i cui abitanti dovevano essere spostati in un nuovo &#8220;villaggio modello&#8221; poco lontano) e lo sviluppo di una vera e propria &#8220;città delle SS&#8221; con la mura a forma di punta di freccia del castello circondate da ostelli, uffici e strutture ricreative e commerciali che avrebbero occupato l&#8217;intera vallata<a name="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, un piano così ambizioso necessitava di un enorme numero di lavoratori. Per questo, nel 1939, nella vicina foresta di Niederhagen, venne creato un nuovo campo di lavoro, in cui vennero trasferiti prigionieri provenienti, per lo più, dal campo di  Sachsenhausen. Due anni dopo il nuovo campo ottenne una amministrazione indipendente e la qualifica di KZ (<em>Konzentrationlager</em>). Sebbene il KZ Niederhagen fosse il più piccolo campo di concentramento del Reich, il suo regime non fu meno brutale di quello di tutti gli altri campi consimili: su 3.900 deportati, ben 1.285 morirono di stenti, di eccessivo carico di lavoro o per la brutalità delle SS<a name="_ftnref8" href="#_ftn8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La riuscita dell&#8217;opera fu, comunque, considerevolmente inferiore rispetto al previsto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nucleo centrale del complesso doveva essere la  <em>Obergruppenführersaal</em>, un salone rivestito di pietra nella Torre Nord, dove in precedenza era posta la cappella privata del Principe-Vescovo, al cui centro Himmler aveva  fatto installare una tavola rotonda in stile arturiano con 12 posti a sedere che dovevano accogliere i 12 ufficiali maggiori delle SS: in realtà, la sala fu utilizzata una sola volta, nel marzo 1941, per illustrare ai <em>Gruppenführer </em>il ruolo delle SS nell&#8217;Operazione Barbarossa (l&#8217;invasione della Russia).</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande svastica stilizzata, che incorporava una ruota solare e le &#8220;rune della vittoria&#8221; delle SS dominava il pavimento, mentre le pareti erano adornate con gli stemmi araldici dei più importanti <em>Gruppenführer</em> (in effetti, la maggior parte dell&#8217;élite delle SS, Himmler incluso, veniva dalla borghesia e fu compito degli esperti della <em>Ahnenerbe </em>creare nuovi stemmi per loro).</p>
<div id="attachment_1004" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1004" title="wewelsburg-afineguerra" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/wewelsburg-afineguerra-300x147.jpg" alt="Il castello di Wewelsburg in una fotografia risalente al 31 marzo 1945" width="300" height="147" /><p class="wp-caption-text">Il castello di Wewelsburg in una fotografia risalente al 31 marzo 1945</p></div>
<p style="text-align: justify;">Proprio sotto la  <em>Obergruppenführersaal </em>vi era la &#8220;cripta&#8221; o &#8220;terra dei morti&#8221;, una grande sala circolare con dodici colonne di granito e un soffitto adornato da un&#8217;altra grande svastica. Qui, in una struttura a forma di pozzo di pietra, dovevano essere sepolte le ceneri degli ufficiali morti, così da assicurare loro di rimanere nell&#8217;&#8221;ordine&#8221; in eterno. Una fiamma perenne doveva essere posta al centro della sala, ma il progetto non venne mai portato a compimento. Sebbene vi siano state numerose voci di rituali segreti tenuti in questa sala, in effetti, essa non fu mai terminata: all&#8217;arrivo degli Alleati essa risultava ancora in costruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Wewelsburg era anche il deposito degli &#8220;anelli a testa di morto&#8221; (<em>Totenkopfring</em>) dati agli ufficiali dopo tre anni di servizio: formati da una corona di foglie di quercia incisa con la testa di morto e alcune rune, tali anelli sono oggi una ulteriore testimonianza della ossessione di Himmler per la mitologia germanica, dovendo ricordare l&#8217;anello d&#8217;argento con foglie di quercia posseduto dal dio Thor. Alla morte di ogni ufficiale, il suo anello doveva tornare a Wewelsburg, dove doveva essere conservato come in un sacrario<a name="_ftnref9" href="#_ftn9">[9]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciascuna delle stanze dei <em>Gruppenführer </em>commemorava un diverso eroe della storia e mitologia tedesca, da Widukind a Enrico il Leone e persino Re Artù, con mobili in stile e libri e documenti relativi al soggetto della stanza. La camera di Himmler era dedicata a Enrico I di Sassonia, detto l&#8217;Uccellatore, che aveva guidato la difesa tedesca contro l&#8217;invasione magiara nel X secolo e aveva posto le fondamenta di quello che sarebbe poi stato il Sacro Romano Impero. Anche se sono probabilmente esagerate le voci che vogliono che Himmler ritenesse di essere la reincarnazione di Enrico, è comunque piuttosto evidente che egli si volesse proporre come erede spirituale del re suo omonimo, a cui si sentiva accomunato nella difesa della Germania dalle orde orientali, tanto che, nel millesimo anniversario della morte di Enrico (luglio 1936), egli inaugurò un &#8220;festival della memoria&#8221; in suo onore a Quedlingburg<a name="_ftnref10" href="#_ftn10">[10]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">I piani di Himmler per Wewelsburg erano in continua evoluzione, legati ad una dimensione impulsiva e quasi misticheggiante del suo pensiero: durante una ispezione al castello, nel 1938, egli chiese casualmente all&#8217;<em>SS Gruppenführer</em> Taubert, l&#8217;ufficiale incaricato di sopraintendere ai lavori al castello, di esplorare la possibilità di aggiungervi un planetario, facendo ulteriormente lievitare i già esorbitanti costi di ristrutturazione  e di aggiungere una camera di sicurezza, che fosse l&#8217;equivalente di una camera del tesoro medievale (e ciò sempre in linea con la concezione di Wewelsburg come sede di un ordine cavalleresco)<a name="_ftnref11" href="#_ftn11">[11]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno dei due progetti venne portato a termine: i lavori a  Wewelsburg si interruppero bruscamente nel 1943, quando le sorti della guerra dell&#8217;Asse portarono alla necessità di convogliare i fondi verso questioni più pratiche e urgenti. Sembra che Himmler, comunque, sperasse di poter riprendere in mano il suo progetto, tanto che nel 1944 scrisse a Taubert affermando di avere sempre Wewelsburg nei suoi pensieri e di voler continuare i lavori al termine della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente, ciò non accadde: nel marzo 1944 gli Alleati raggiunsero il maniero, che si arrese agli Americani.</p>
<p style="text-align: justify;">Himmler, a questo punto, inviò addirittura un commando scelto di SS per impedire che il suo &#8220;sogno&#8221; finisse nelle mani dei nemici. Con l&#8217;aiuto di una SS locale, il gruppo riuscì a sorpassare il cordone alleato e a penetrare nel castello, distruggendone buona parte con esplosivi (31 marzo 1945)<a name="_ftnref12" href="#_ftn12">[12]</a>. Solo la Torre Nord rimase relativamente intatta (facendo fiorire ulteriori elucubrazioni sulle sue qualità &#8220;magiche&#8221;<a name="_ftnref13" href="#_ftn13">[13]</a>. Il 2 aprile le truppe statunitensi liberarono anche gli ultimi 42 prigionieri del KZ Niederhagen e due mesì dopo Himmler si suicidò con una capsula di cianuro dopo essersi consegnato agli Alleati.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente Wewelsburg fu un vero enigma per le forze alleate, che, prima della resa, a malapena conoscevano la sua esistenza. Solo le testimonianze di alcuni gerarchi a Norimberga, in particolare di  Walter Schellenberg, resero evidente la verità: Wewelsburg era solo il prodotto, pagato a caro prezzo con le vite degli internati di Niederhagen, di una mente profondamente disturbata, all&#8217;interno della grande follia mistico-mitologica che supportava l&#8217;ideologia del III Reich.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn1" href="#_ftnref1">[1]</a> R. Manvell, H. Fraenkel, <em>Heinrich Himmler: The SS, Gestapo, His Life and Career</em>, Skyhorse Publishing 2007</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> C. Hale, <em>Himmler&#8217;s Crusade: The Nazi Expedition to Find the Origins of the Aryan Race</em>, Castle Books 2007</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3">[3]</a> K. Huser, <em>Wewelsburg 1933 bis 1945: Kult- und Terrorstatte der SS : eine Dokumentation</em>, Verlag Bonifatius-Druckerei  1982</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn4" href="#_ftnref4">[4]</a> S. Cook, <em>Heinrich Himmler&#8217;s Camelot: The Wewelsburg Ideological Center of the SS, 1934-1945</em>, Kressmann-Backmeyer 1999</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> H.Zollin Höhne, <em>The Order of the Death&#8217;s Head: The Story of Hitler&#8217;s SS</em>, Penguin 2001</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="#_ftnref6">[6]</a> R. Lumsden, <em>Himmler&#8217;s Black Order 1923-45</em>, The History Press 2005</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn7" href="#_ftnref7">[7]</a> S. Cook, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn8" href="#_ftnref8">[8]</a> C. R. Browning, <em>Nazi Policy, Jewish Workers, German Killers</em>, Cambridge University Press 2000</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn9" href="#_ftnref9">[9]</a> S. Cook, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn10" href="#_ftnref10">[10]</a> J.M. Greer, <em>The New Encyclopedia of the Occult</em>, Llewellyn Publications 2003</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn11" href="#_ftnref11">[11]</a> K. Huser, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn12" href="#_ftnref12">[12]</a> S. Cook, <em>Citato</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn13" href="#_ftnref13">[13]</a><em> Ivi</em><em></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/wewelsburg-la-fortezza-dellocculto-di-himmler.html' addthis:title='Wewelsburg: la fortezza dell&#8217;occulto di Himmler ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>SS &#8211; Fallschirmjäger. Il Battaglione Paracadutisti SS</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 20:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harm Wulf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Storia di un poco conosciuto battaglione della Waffen SS che operò su diversi fronti durante la seconda guerra mondiale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ssfalschirmjaeger.html' addthis:title='SS &#8211; Fallschirmjäger. Il Battaglione Paracadutisti SS '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/storiacontemporanea48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Storia contemporanea" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ssfalschirmjaeger.bmp" alt="Massimiliano Afiero, SS - Fallschirmjäger. Il Battaglione Paracadutisti SS" width="212" height="298" align="right" border="0" /> Un libro dedicato ad una delle unità meno conosciute della <em>Waffen SS</em>, pur essendo impiegata durante la sua esistenza in operazioni eclatanti come il tentativo di catturare Tito nel maggio del 1944, l&#8217;occupazione militare di Budapest (Operazione <em>Panzerfaust</em>), il colpo di mano dei tedeschi nelle Ardenne (Operazione <em>Greif</em>) fino ai combattimenti sul fronte dell&#8217;Oder. E&#8217; il primo volume in assoluto che tratta questo argomento. Ricca ed inedita la documentazione fotografica.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;idea di formare una unità speciale di paracadutisti in seno alle <em>Waffen SS</em>, l&#8217;<em>SS-Fallschirmjäger Bataillon</em>, venne al <em>Reichsführer </em>Himmler. Il progetto si delineò nel settembre 1943, dopo l’impresa di Otto Skorzeny e del Maggiore Mors sul Gran Sasso, durante la quale un gruppo di audaci paracadutisti aveva liberato il Duce Benito Mussolini. Considerando che la nuova unità di paracadutisti doveva essere impiegata in azioni pericolose oltre le linee nemiche, venne deciso di estendere l&#8217;arruolamento anche agli appartenenti ai battaglioni di disciplina delle <em>Waffen SS</em>, formati da ufficiali, sottufficiali e soldati che avevano avuto problemi con la legge militare: un ordine dell&#8217;SS-FHA (l&#8217;alto comando delle <em>SS</em>) fissò una percentuale del 50% per i volontari provenienti dalle unità <em>Waffen SS </em>e il resto per i volontari prelevati dai battaglioni di disciplina.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8889089091" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/totenkopf.bmp" alt="Massimiliano Afiero, Totenkopf: la divisione 'Testa di morto' della Waffen SS" width="229" height="314" align="left" border="0" /></a> In molti testi, erroneamente, viene eccessivamente sottolineata la presenza di questi ex-galeotti nell&#8217;unità, questo anche a causa del numero di identificazione dell&#8217;unità stessa (500) assegnato in precedenza all&#8217;<em>SS-Bewährungsbataillon 500</em>, un&#8217;unità penale delle <em>SS</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il raggruppamento di tutti i volontari per la nuova unità <em>SS </em>avvenne a Chlum in Cecoslovacchia nell’ottobre 1943. Come primo comandante del battaglione fu designato l&#8217;<em>SS-Sturmbannführer </em>Herbert Gilhofer, proveniente dal 21° <em>SS Panzer Grenadier Regiment </em>della 10a divisione <em>SS Frundsberg</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8889089075" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/crociatacontroilbolscevismo.bmp" alt="Massimiliano Afiero, La crociata contro il bolscevismo. Le legioni volontarie europee (1941-1944). Vol. 1" width="111" height="165" align="right" border="0" /></a> Nel novembre 1943 il battaglione iniziò l’addestramento e i lanci a Madanrushka-Banja, vicino Sarajevo, presso la nuova <em>Luftwaffe Fallschirmschule </em>nr. 3. L&#8217;addestramento venne completato nell&#8217;area intorno a Papa, in Ungheria all’inizio del 1944.</p>
<p style="text-align: justify;">Massimiliano Afiero, studioso del secondo conflitto mondiale, ha pubblicato numerosi articoli sulle principali riviste di Storia a diffusione nazionale, come <em>Storia del XX Secolo</em>, <em>Storia e Battaglie</em>, <em>Storia del Novecento</em>, <em>Raids </em>e <em>Milites </em>e collabora attivamente con numerosi siti <em>web </em>a carattere storico e militare. Ha già pubblicato nel 2001, con la casa editrice Ritter (http://www.ritteredizioni.com/ ), <em>I volontari stranieri di Hitler</em>, dove viene narrata la storia dei volontari stranieri arruolati nelle forze armate germaniche. Nel settembre 2003 è iniziata la collaborazione con la Casa editrice Marvia (http://www.marvia.it) per la Collana <em>Waffen SS</em>, con un primo testo sulla divisione <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8889089024" rel="nofollow"><em>Wiking</em></a>, un secondo sulla divisione da montagna <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8889089040" rel="nofollow"><em>Nord</em></a> ed un altro sulla <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8889089067" rel="nofollow"><em>Panzergrenadier Division Nordland</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Massimiliano Afiero, <em>SS &#8211; Fallschirmjäger. Il Battaglione Paracadutisti SS</em>, Editoriale Lupo, 2004, 96 pagine 14,00 euro.<br />
Richiedere a: Editoriale Lupo, Casella postale 10, 50039 Vicchio (FI) Telefono 055/8497514 e-mail: raidit@newnet.it</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/ssfalschirmjaeger.html' addthis:title='SS &#8211; Fallschirmjäger. Il Battaglione Paracadutisti SS ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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