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	<title>Centro Studi La Runa &#187; recensioni</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>La valigia del lettore &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rassegna di recensioni librarie, vertenti principalmente su temi di archeologia, linguistica e storia antica]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-valigia-del-lettore-2.html' addthis:title='La valigia del lettore &#8211; 2 '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/lorigine-delle-lingue-indoeuropee/6122" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3028" style="margin: 10px;" title="origine-lingue-indoeuropee" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/origine-lingue-indoeuropee.jpg" alt="origine-lingue-indoeuropee" width="200" height="282" /></a>Franco Rendich con il suo <a title="L'origine delle lingue indoeuropee" href="http://www.libriefilm.com/lorigine-delle-lingue-indoeuropee/6122"><em>L’origine delle lingue indoeuropee. Struttura e genesi della lingua madre del sanscrito, del greco e del latino</em></a> (II ed. riveduta e ampliata, Palombi Editori, Roma 2007, pp. 424, € 24,00) espone una nuova teoria sull’origine e la formazione delle più antiche radici verbali alla base delle <a title="lingue indoeuropee" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">lingue indoeuropee</a> avvenuta nelle sedi iperboree prima dell’inizio delle migrazioni verso sud che in vari periodi raggiungeranno l’Iran, l’India, l’Anatolia, i Balcani e la penisola greca, l’Italia e le altre lande europee. Migrazioni che originavano dall’antica patria artica degli <a title="indoeuropei" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropei</a>, giuste le opere del Tilak<a href="#_ftn1">[1]</a>. L’Autore tenta di dimostrare che i suoni delle lettere dell’alfabeto delle lingue indoeuropee, presi singolarmente, non erano privi di significato. Crede, infatti, che sin dall’inizio i suoni delle consonanti e delle vocali avessero un preciso valore semantico.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricostruzione dell&#8217;<a title="indoeuropeo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/indoeuropei">indoeuropeo</a> compiuta nel testo parte dal presupposto che i nomi dati alle cose non sono nati arbitrariamente, senza un nesso logico con le cose nominate, bensì &#8220;mettendo insieme&#8221; i suoni di consonanti e di vocali così da poter descrivere almeno un carattere essenziale delle cose nominate, o almeno un aspetto dell&#8217;azione svolta dal soggetto. Degne di nota le connessioni evidenziate fra la prima lingua indoeuropea e la teologia delle acque. La natura divina delle Acque che sarebbe stata all’origine del sentimento religioso occidentale (in senso lato).</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify;">
<dl id="attachment_2105" class="wp-caption alignright" style="width: 215px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a rel="nofollow" href="http://www.libreriauniversitaria.it/origini-indeuropee-devoto-giacomo-edizioni/libro/9788889515327?a=395521" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2105" title="origini-indeuropee" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/origini-indeuropee.jpg" alt="Giacomo Devoto, Origini indeuropee" width="205" height="298" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Giacomo Devoto, Origini indeuropee</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare l’avvenuta pubblicazione della nuova edizione di un classico degli studi indoeuropeisti, da lungo tempo attesa: le <em>Origini indoeuropee</em> di Giacomo Devoto (Edizioni di Ar, Padova 2008, pp. 576, € 60,00). Quella del Devoto è una vera <em>summa</em>, sostenuta dal più severo e limpido rigore scientifico, ricca di un immenso patrimonio di notizie geografiche, antropologiche ed etnologiche che non può ne dovrebbe essere ignorata da chi mostra interesse alle nostre origini.</p>
<p style="text-align: justify;">Seppur con ritardo vale di essere consigliato <em>Il paese dei Tirreni.</em> <em>Śerona toveronarom</em> di Claudio De Palma (Olschki Editore, Firenze 2003, pp. X-196, € 23,00) il quale partendo dall’ormai famosa stele di Kaminia (Lemno) ci guida alle varie presenze tirreniche d’Oriente e d’Occidente: dall’area egeo-anatolica alla penisola iberica. Secondo l’Autore e secondo molti altri studiosi che l’hanno preceduto l’etnico tirreno deriva “dal teonimo turan, la Dea Madre dei Tirreni, assimilata in età storica alla greca Afrodite” (p. 102). E tur-an è interpretato come ‘Colei che dona’. Significato da integrare in ‘Colei che dona la vita’ avendo presente che si tratta della Madre di tutti gli Dei e di tutti gli esseri viventi.</p>
<p style="text-align: justify;">“Potremmo identificare in Turan la Cibele venerata sul monte Ida nella Troade, protettrice della città che da essa aveva preso il nome: tarui-sa in un documento dell’archivio di Hattusa, la stessa Dea, chiamata da Omero Afrodite, che proteggeva Enea, l’eroe che avrebbe trapiantato in suolo italico i Penati della sua città, e l’avrebbe fatta rivivere in un’altra grande città: Roma tirreno-latina.”</p>
<p style="text-align: justify;">“La città di Troia è chiamata in etrusco <em>truia</em>, dall’iscrizione di settimo secolo sull’<em>oinochoe </em>della Tragliatella” (p. 103).</p>
<p style="text-align: justify;">Interessanti anche le considerazioni concernenti la formazione dell’etnico <em>rasenna</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Si può affermare che il settore delle <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> italiche sia stato relativamente trascurato dagli storici o, più esattamente, che solo occasionalmente essi abbiano prodotto, in questo campo, ricerche ad ampio raggio o studi approfonditi su singoli istituti o su figure divine”. Così l’<em>incipit</em> della prefazione di Enrico Montanari al libro di Flavia Calisti <em>Mefitis</em><em>: dalle madri alla madre. Un tema religioso italico e la sua interpretazione romana e cristiana</em> (Bulzoni Editore, Roma 2006, pp. VI-338, € 23,00).</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che merita “di venire accolto nella tradizione degli studi storico-religiosi. Per di più esso tenta la via, sempre ardua e precaria, di una collaborazione fra ricerche di taglio classicistico e quelle di indirizzo antropologico” (p. IV).  L’Autrice riesce a coordinare i dati archeologici con quelli storico-religiosi e le fonti classiche e a spaziare dai santuari della dea nella Valle d’Ansato in Irpinia e a Macchia di Rossano in Lucania per giungere a Cremona, a Roma dove, forse, fu <em>evocata</em> e agli altri siti dove il suo culto è attestato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra l’altro il libro non risente del <em>pregiudizio primitivista</em> “riguardante le religioni antiche: è vero che spesso le divinità erano legate ad elementi della natura, ma la venerazione loro tributata non era certo dovuta a tale aspetto; non si tratta di <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> animiste giunte ad un livello superiore di espressione, bensì di <a title="religioni" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religioni</a> strutturate ed articolate, che riversano sulle figure divine venerate funzioni ritenute basilari per l’esistenza del gruppo e che accolgono, accanto all’elemento fisico, che potrebbe assurgere a ruolo di <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a>, un’infinita serie di risvolti e di problematiche” (p. 13-14).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/paestum-e-roma-quadrata/6123" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3030" style="margin: 10px;" title="paestum-roma-quadrata" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/paestum-roma-quadrata.jpg" alt="paestum-roma-quadrata" width="200" height="319" /></a>Un’originale ed interessante ricerca sullo spazio augurale romano è quella che ci fornisce Elio De Magistris col volume <a title="Paestum e Roma quadrata" href="http://www.libriefilm.com/paestum-e-roma-quadrata/6123"><em>Paestum e Roma quadrata. Ricerche sullo spazio augurale</em></a><a href="#_ftn2">[2]</a> (Guida, Napoli 2007, pp. 240 € 16,50). Lo schema interpretativo proposto dall’autore, Ricercatore di Topografia dell’Italia antica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Salerno, come evidenzia Giovanni Maria De Rossi nella premessa, “diventa così una chiave di lettura per rintracciare legami perduti e sciogliere nessi oscuri; in effetti, prima d’ora sarebbe stato difficile immaginare che la <em>Roma quadrata</em> di Varrone ed il pomerio tacitiano dipendessero dal sistema organizzativo dello spazio usato dal collegio augurale. Analogamente, allo stesso sistema è riconducibile la funzione dei culti di <em>Juventas</em> e <em>Terminus</em>, a lungo ricercata e la cui incomprensione faceva di <em>Terminus</em>, in particolare (…) ora riconquista tutta la sua dignità di confine dello spazio più importante di Roma: lo spazio nel quale è lecito interloquire con Giove, fuori del quale si ha il <em>vitium</em> che porta con sé il blocco delle attività pubbliche di magistrati e assemblee” (p. 9).</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca del De Magistris conferma che lo spazio religioso ed augurale dell’urbe è organizzato anche su capisaldi temporali definiti dal moto apparente del sole, oltre che sulla successione stagionale dei culti. Come <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/mircea-eliade/">Mircea Eliade</a></span> insegna, la fenomenologia religiosa condiziona la percezione e l’organizzazione di spazio e tempo. “detto con le parole di Furio Camillo, i Romani sono e saranno tali solo rimanendo in quello spazio scandito da culti peculiari e inamovibili, sui quali si organizzano i tempi della città. Le conferme topografiche, precise ed ineludibili, a tali ragionamenti sono messe in evidenza dall’autore, che non manca di sottolineare quanto ne sia interessata la struttura funzionale della società romana, al punto da sostenere che chi mette le mani su questo sistema di equilibri irripetibili lo fa per impadronirsi della <em>res publica</em>” (p. 10).</p>
<p style="text-align: justify;">Con il titolo <em>Sanctorum Quattuor Coronatorum Tabularia A. MMVIII E.V. </em>(Acadèmia editrice d’Italia e San Marino, Bologna 2008, pp. 288 s.i.p.) è stato pubblicato il primo volume di studi e ricerche organizzato dalla Loggia “Sancti Quattuor Coronati” aperto a lavori non solo dei membri della loggia ma anche ad autori esterni, diligentemente coordinati da Mikaela Piazza. Raccoglie studi multilaterali e multidisciplinari le cui tematiche spaziano in vari campi di ricerca suddivisi per comodità redazionale in quattro settori: dell’Ordine Massonico e del Rito Scozzese Antico ed Accettato; i Santi Quattro Coronati e la tradizione iniziatica; culti, <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a>, riti; i saperi massonici: filosofia, scienza, storia, culture.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra i vari contributi ci piace segnalare, senza nulla togliere agli altri, seguendo l’ordine di pubblicazione nel libro: <em>Il misterioso potere che dirozza la pietra. Da Valeria Luperca ai Santi Quattro Coronati</em> del nostro <a title="Renato del Ponte" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/renato-del-ponte/">Renato del Ponte</a>; <em>Brevi variazioni sul tema platonico di Er, figlio di Armenio, nativo della Panfilia</em> di Gian Franco Lami; <em>Deo Soli Invicto Mitrae: i misteri iniziatici nella Roma imperiale ed il Mitreo del Circo Massimo</em> di Antonio Insalaco; <em>Il Pitagorismo e la numerologia: spunti per una riflessione</em> di Anna Maria Gammeri; <em>Kami no michi – La via degli Dei</em> di Giovanni di Ruffia Solero.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dulcis in fundo</em> un libro che ricostruisce la plurimillenaria storia della nostra martoriata frontiera orientale: <em>Il confine d’Italia in Istria e Dalmazia. Duemila anni di storia</em> (Edizioni Think Adv, Venezia 2007) di Luigi Tomaz<a href="#_ftn3">[3]</a> autore oltre che del testo anche delle illustrazioni comprese la rigorosa ed esaustiva cartografia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel lungo saggio di presentazione Arnaldo Mauri, Decano della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano, riconosce che il metodo dell’analisi storica compiuta dal Tomaz “è rigoroso, non vi è posto né per animosità né per interpretazioni distorte o di fantasia. L’Autore, pur non nascondendo i propri sentimenti di profugo dell’isola di Cherso, una delle terre irrimediabilmente perdute dall’Italia, si sforza di essere sereno ed obiettivo, anche se, ovviamente, non si può ragionevolmente pretendere da lui un assoluto distacco dai temi trattati. La sua opera non mira a suscitare polemiche, ma, semmai, a conferire chiarezza a certi episodi meno noti o volutamente mantenuti oscuri delle complesse vicende storiche dell’area adriatica” (p. 6).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">[Pubblicato in: <em>"La Cittadella"</em>,  IX, n.s., 34, apr.-giu. 2009, pp. 75-79].</p>
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1">[1]</a> Edizioni italiane delle opere curate da R. del Ponte: B. G. Tilak, <em>Orione, a proposito dell’antichità dei Veda</em>, Genova 1991; B. G. Tilak, <em>La dimora artica nei Veda</em>, II ed. con app. <em>La cronologia vedica</em>, Genova 1994.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2">[2]</a> Il Cap. XII “<em>Auguraculum, pomerium</em> e mura della città” è stato pubblicato on line in <em>Diritto @ Storia. Rivista internazionale di Scienze Giuridiche e Tradizione romana</em> 6 = <a href="http://www.dirittoestoria.it/6/Monografie/De-Magistris-Auguraculum-pomerium-mura.htm">http://www.dirittoestoria.it/6/Monografie/De-Magistris-Auguraculum-pomerium-mura.htm</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3">[3]</a> Del quale ricordiamo <em>In Adriatico nell&#8217;Antichità e nell&#8217;Alto Medioevo</em>, recensito nella nostra <em>Rassegna bibliografica</em> (“Arthos”, n.s., VIII, 12, 2004, pp. 248-249). <em> </em></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-valigia-del-lettore-2.html' addthis:title='La valigia del lettore &#8211; 2 ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La valigia del lettore</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 16:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Enzo Migliori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rassegna di recensioni librarie a cura di Mario Enzo Migliori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-valigia-del-lettore.html' addthis:title='La valigia del lettore '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p><!--[if gte mso 9]><xml> Normal   0   14 </xml><![endif]--></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo articolo è stato originariamente pubblicato ne &#8220;La Cittadella&#8221;, a. VII, n.s., n° 27, lugl-sett. 2007, pp. 68-71.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Un autore finalmente riscoperto che merita di essere attentamente letto è senz&#8217;altro Umberto Grancelli, del quale è stato riedito <em>Il piano di fondazione di Verona romana, </em>unitamente agli atti del convegno <em>Umberto Grancelli e i misteri di Verona romana</em> tenutosi nel 2001 nella città scaligera che gli diede i natali (<em>Vita Nova</em>, Verona 2006, pp. 196, € 18,00). Onde evitare inutili equivoci è bene ricordare che non stiamo trattando di un semplice cultore di storia locale seppur profondo conoscitore della sua terra. Grancelli riesce a coniugare le conoscenze archeologiche, etnologiche e storico-religiose con le &#8220;fonti tradizionali quali il mito, il <a title="Simboli e simbologia" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli" target="_self">simbolo</a>, le narrazioni leggendarie, le saghe i riti&#8221; (p. 131) di cui ha notevole dimestichezza. L&#8217;Autore ci disvela la geografia sacra sottesa all&#8217;organico disegno tracciato dai fondatori romani<a name="_ftnref2" href="#_ftn2">[2]</a> di Verona. Un libro che consigliamo anche a coloro che non hanno uno specifico interesse per la città scaligera, ma ha tutti quelli che vogliono arricchire le proprie conoscenze della <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione </a>romana, specialmente nelle sue applicazioni pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei componenti rilevanti della <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione</a> romana è costituito naturalmente dal calendario. Con <em>Dies Natalis. I calendari romani e gli anniversari dei culti</em> (Edizioni Quasar, Roma 2006, pp. 204, € 32,00), Natascia Donati e Patrizia Stefanetti, stimolate da Filippo Coarelli, hanno rielaborato  tutti i dati restituitici dai calendari romani, in gran parte frammentari, per fornirci il mosaico delle festività concernenti le dediche dei templi e quindi l&#8217;istituzione dei relativi culti. Se avessero dedicato spazio anche alle festività &#8220;maggiori&#8221; il quadro dei culti romani sarebbe stato completo; comunque rimane un lavoro valido, degno di essere consultato e al quale fare riferimento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827218475"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ilgiococosmico.bmp" border="0" alt="Nuccio D'Anna, Il gioco cosmico. Tempo ed eternità nell'antica Grecia" align="right" /></a> La nascita del calendario coincide con la presa di coscienza del significato cosmico della vita umana e con la possibilità di tradurre in <a title="Simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli" target="_self">simboli</a> la relativa esperienza spirituale. Non si tratta di annotare una successione temporale, ma di scandire i ritmi rituali che ne traducono il significato sacro. Ne è ben cosciente <a title="Nuccio D'Anna" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/nuccio-d-anna/" target="_self">Nuccio D&#8217;Anna</a> col suo <em>Il gioco cosmico. Tempo ed eternità nell&#8217;antica Grecia</em> (Edizioni Mediterranee, Roma 2006, pp. 160, € 17,50), giunto finalmente alla seconda edizione; la prima<a name="_ftnref3" href="#_ftn3">[3]</a> diventò introvabile per la cessazione dell&#8217;attività della Rusconi Libri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai rapporti tra il lessico etrusco e quello sanscrito è dedicato <em>La parola agli Etruschi</em> (Edizioni Ets, Pisa 2005, pp. 188, € 16,00), il nuovo libro di Piero Bernardini Marzolla che riprende e sviluppa i dati del suo controverso <em>L&#8217;etrusco &#8211; una lingua ritrovata</em>, pubblicato da Mondadori nel 1984.</p>
<p style="text-align: justify;">Senofonte, filosofo discepolo di Socrate e valoroso guerriero della cavalleria ateniese (mercenario nella spedizione del giovane Ciro contro suo fratello il re Artaserse II, fu tra i fortunati che riuscirono a salvarsi; in seguito lo troviamo nell&#8217;esercito spartano che intervenne in Asia Minore in favore delle città greche, ivi situate) a causa della condanna all&#8217;esilio rinsaldò i suoi legami con Sparta. L&#8217;opera storiografica di Senofonte è da rivalutare (Luciano Canfora) e le sue vicende biografiche s&#8217;intrecciano con quelle storiche di Sparta rendendolo testimone prezioso delle vicende spartane: &#8220;Ad alcuni eventi egli poté assistere personalmente, su altri poté procurarsi informazioni attendibili e, forse, da fonti ufficiali. Conosceva bene non solo la politica estera di Sparta, ma anche quella interna, la struttura dello stato e i suoi meccanismi di funzionamento, nonché le complesse articolazioni della società spartana&#8221;. Come giustamente afferma Domenica Paola Orsi nell&#8217;introduzione (p. 16) a Senofonte, <em>Sparta. Storie e protagonisti</em> (Sellerio Editore, Palermo 2007, pp. 148, € 10,00), che raccoglie brani scelti dalle <em>Elleniche</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima del recente successo di Odifreddi era apparso nelle librerie <em>In pruritu carnis &#8211; l&#8217;equivoco cristiano</em> di Giuseppe A. Spadaro (Fabio Croce Editore, Roma 2005, pp. 164, € 12,00), un <em>divertissement</em> che affronta temi fra i più scottanti dell&#8217;uomo. &#8220;Un libro &#8211; come ha brillantemente sintetizzato Alessandro Giuli<a name="_ftnref4" href="#_ftn4">[4]</a> &#8211; polemico, ironico, irritante ma coltissimo e argomentato. L&#8217;autore sembra giocare come il gatto col topo con i dogmi cristiani&#8221;.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Uno che s&#8217;intendeva di equivoci cristiani era senz&#8217;altro il pitagorico fiorentino Arturo Reghini. In occasione della ricorrenza del 60° anniversario della sua morte è stata (ri)pubblicata una sua raccolta di scritti col nuovo titolo <em>Tradizione Occidentale e Scuola Italica</em><a name="_ftnref5" href="#_ftn5">[5]</a> (editore non indicato ma: Ignis, Crotone 2006, pp. 192, s.i.p.), ma tali scritti avrebbero meritato un&#8217;edizione più curata anche da un punto di vista critico. Purtroppo si continua ad avere l&#8217;impressione che importanti testi di Reghini siano meramente utilizzati di contorno alla riproposizione della trita polemica con <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola" target="_self">Evola</a>, non recando certamente alcun beneficio all&#8217;esoterista toscano al di là delle buone intenzioni dei curatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788875571832"><img class="alignright" style="border: 0pt none; float: right; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/evola-antievoliani.bmp" border="0" alt="Alberto Lombardo, Julius Evola, gli evoliani e gli antievoliani. Tra tradizione e radicalismo, politica e apolitìa" /></a>Fra i molti libri dedicati a <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola" target="_self">Julius Evola</a> pubblicati recentemente, per alcuni dei quali la buona fede degli autori è perlomeno dubbia, è da ben segnalare <em>Evola, gli evoliani e gli antievoliani. Tra tradizione e radicalismo, politica e apolitìa</em> di <a title="Alberto Lombardo" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/alberto-lombardo/" target="_self">Alberto Lombardo</a> (Nuove Idee, Roma 2006, pp. 132, € 12,00) per la sua chiarezza e obiettività. Dopo aver ripercorso l&#8217;evoluzione del pensiero dell&#8217;autore tradizionalista ne sono analizzate le idee politiche per terminare con l&#8217;esposizione degli sviluppi e delle influenze del suo sistema e della sua visione del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788806185909"><img class="alignleft" style="float: left; border: 0; margin: 6px;" src="http://www.centrostudilaruna.it/huginnemuninn/wp-content/uploads/2007/09/passodelleoche.jpg" border="0" alt="Alessandro Giuli, Il passo delle oche" align="left" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fresco di stampa, ma si è guadagnato immediate recensioni dei principali quotidiani nazionali, <em>Il passo delle oche, L&#8217;identità irrisolta dei postfascisti</em> (Einaudi, Torino 2007), di Alessandro Giuli, ‘salariato ordinario de &#8220;Il Foglio&#8221;&#8216;, per usare una definizione da lui coniata nel libro (p. 117), profondo conoscitore della tradizione romano-italica, nome non nuovo ai lettori de &#8220;La Cittadella&#8221;<a name="_ftnref6" href="#_ftn6">[6]</a>. Il titolo ricorda l&#8217;andatura oscillante e senza metodo di un gruppo umano, generato dall&#8217;equivoco neofascista, del quale è raccontata la storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Illuminanti le scelte etico &#8211; ideologiche della dirigenza: &#8220;Se si escludono i cenacoli evoliani e poco più, il Dio missino è sempre stato quello giudaico-cristiano, la Patria missina è sempre stata l&#8217;Italia concordataria. La famiglia missina è  sempre stata quella borghese originata dal diritto naturale. In dodici anni di vita Alleanza nazionale non si era mai posta il problema di tornare sull&#8217;argomento&#8221; (pp. 81-82). Costringendosi così ad appiattirsi su posizioni vaticane. &#8220;La sudditanza umana e ideale nei confronti della <a title="Religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione" target="_self">religione</a> comandata, il cattocristianesimo clericale, mai davvero indagata o respinta nel suo aspetto dogmatico, mai interrogata nella sua natura profonda&#8221; (pp.89-90) costituendo purtroppo uno dei pochi elementi di continuità.</p>
<p align="justify"><span style="color: #000000;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788854601888"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/ildragoinbottiglia.bmp" border="0" alt="Gianfranco de Turris, Il drago in bottiglia. Mito, fantasia, esoterismo" align="right" /></a> </span></p>
<p style="text-align: justify;">Col titolo <em>Il drago in bottiglia. Mito, fantasia, esoterismo</em> l&#8217;Ibiskos Editrice Risolo (Empoli 2007, pp. 144, € 12,00) ha dato alle stampe una raccolta di saggi e articoli di <a title="Gianfranco de Turris" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris/" target="_self">Gianfranco de Turris</a> pubblicati tra il 2001 e il 2006 il cui filo conduttore è costituito dal rapporto fra mito-<a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli" target="_self">simbolo</a>, fantasia ed esoterismo. Gli scritti del <a title="De Turris" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris/" target="_self">de Turris</a> aggiornati e ampliati quando necessario, ovvero ricondotti nella versione originaria senza i dolorosi quanto frequenti tagli &#8220;per esigenze di spazio&#8221;, prendono spunto dalle più diverse occasioni contingenti, ma non si fermano a esse. Si spazia da Re Artù alla foto, apparsa sulla prima pagina di un noto quotidiano, del drago in bottiglia, che dà il titolo alla raccolta, passando da Pinocchio e il <em>Signore degli Anelli</em> a <em>Harry Potter</em> e <em>il codice da Vinci</em>, da Verne e la fantascienza per giungere all&#8217;avventura esoterica di Corto Maltese.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Firenze, esoterismo e mistero</em> di Enrico Baccarini (Editoriale Olimpia, Sesto Fiorentino 2006, pp. 208, € 15,00), benché il sottotitolo reciti <em>Un viaggio fra i segreti e gli enigmi della città</em>, in realtà non si limita al capoluogo toscano, ma partendo da esso si occupa anche dei &#8220;misteri&#8221; sparsi per la regione. Nel primo breve capitolo l&#8217;autore ricostruisce una chiara e corretta storia di Firenze dalle origini all&#8217;inizio del <a title="Medioevo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/medioevo" target="_self">medioevo</a>, senza dimenticarsi di far conoscere al lettore le  mitiche origini di Firenze e della consorella Fiesole riportate dalla &#8220;Cronica&#8221; di Giovanni Villani. Nel secondo capitolo Baccarini ci guida tra le &#8220;stranezze&#8221; nascoste tra i capolavori della città gigliata e fra le pieghe della sua storia e dei suoi personaggi più famosi (evito di citarne qualcuna perché meriterebbero di essere elencate tutte). Passando alla Toscana non possono mancare, fra gli altri, l&#8217;esposizione della Spada nella Roccia di San Galgano, la storia del ponte del Diavolo di Borgo a Mozzano, né le Vie Cave Etrusche e le &#8220;statue stele&#8221; della Lunigiana. Si badi bene: esposizioni di facile lettura ma tutte documentate e non parto della fantasia dell&#8217;autore. Da segnalare anche il paragrafo dedicato alle &#8220;scritte dell&#8217;uomo selvatico&#8221; basato sui resoconti di Giorgio Filippi, compianto &#8220;massaro del Rugletto&#8221;, relativi alle singolari incisioni trovate nel territorio del comune di Lizzano in Belvedere<a name="_ftnref7" href="#_ftn7">[7]</a> pubblicati ne &#8220;La Musola&#8221; del 1972<a name="_ftnref8" href="#_ftn8">[8]</a>. Completano il volume due appendici, dedicate una ai rapporti di Firenze con l&#8217;Ordine del Tempio e l&#8217;altra al Neoplatonismo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<hr style="text-align: justify;" size="1" />
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn2" href="#_ftnref2">[2]</a> Mi si permetta di ricordare la partecipazione degli Aruspici a detta fondazione, il Veneto non facendo ancora parte della &#8220;<em>Terra Italiae</em>&#8220;. Sugli Aruspici rimando al mio: <em>Haruspices e mos maiorum</em>, (&#8220;Vie della Tradizione&#8221;, n° 145, gen.-apr. 2007, pp. 22-29).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn3" href="#_ftnref3">[3]</a> Se ne veda la recensione di D. Verzotti (&#8220;Arthos&#8221;, n. s., IV, n° 7/8, 2000, pp. 295-297).</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn4" href="#_ftnref4">[4]</a> Rai Radio I, trasmissione <em>L&#8217;Argonauta</em> del 27/2/2006.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn5" href="#_ftnref5">[5]</a> Sulla copertina il titolo è <em>Tradizione romana e scuola italica</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn6" href="#_ftnref6">[6]</a> Ricordiamo <em>In lupa veritas. Con Andrea Carandini nella Roma di &#8220;Remo e      Romolo&#8221;</em>, (&#8220;La Cittadella&#8221;, a. VI, n. s., n° 21, genn.-mar. 2006, pp. 4-11).</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn7" href="#_ftnref7">[7]</a> In provincia di Bologna, confinante con la Toscana, ma più vicina a Pistoia, località celebre per il Corno alle Scale che è ben visibile in gran parte della piana Firenze &#8211; Prato &#8211; Pistoia.</p>
<p style="text-align: justify;"><a name="_ftn8" href="#_ftnref8">[8]</a> Filippi ritornò sull&#8217;argomento anche nel 1996: G. Filippi, <em>La scritta misteriosa scoperta sulle rocce dell&#8217;uomo selvatico</em>, in Id., <em>La silva litana</em>, &#8220;Gli scritturini della Mùsola&#8221;, 10, 1996, (pp. 24) pp. 21-24.R</p>
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