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	<title>Centro Studi La Runa &#187; Quirino Principe</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Le forbici dell&#8217;Anarca</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 15:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfredo Cattabiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le riflessioni di Ernst Jünger su morte e vita nel libro La forbice]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/le-forbici-dellanarca.html' addthis:title='Le forbici dell&#8217;Anarca '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/cattabiani.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Alfredo Cattabiani" /><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/ernstjunger48x48.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Ernst Jünger" /><br/><p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788877463852" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/duevoltelacometa.bmp" border="0" alt="Ernst Jünger, Due volte la cometa" width="95" height="159" /></a>Quel che stupisce di <a title="Ernst Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger" target="_self">Ernst Jünger</a> non è la pur straordinaria longevità, ma la lucidità con cui percorre questi estremi anni della sua vita. Versatile e operoso, continua a scrivere con la disinvoltura di un uomo maturo, passando da un appassionante romanzo giallo, <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788845913389" target="_blank"><em>Un incontro pericoloso</em></a> (Adelphi 1986), a un diario di un viaggio in Malesia e Indonesia, <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788877463852"><em>Due volte la cometa</em></a> (Guanda 1989), a saggi e raccolte di aforismi. I suoi libri vengono tradotti con qualche anno di ritardo, sicché soltanto ora, mentre compie centouno anni, ci giunge <em>La forbice</em> (Guanda), che scrisse quando ne aveva appena novantacinque: una serie di brevissimi capitoletti che seguono un percorso spiraliforme, enigmatico, balenante di intuizioni, di immagini, di domande. Chi vi si addentri non si aspetti un discorso formalmente compiuto, dovrà porsi in ascolto per captare le più impercettibili risonanze, perché sono queste a dare il tono alla riflessione. Lo stile stesso, come ha osservato Quirino Principe nella sua introduzione, è meno smagliante, meno trasparente che nel passato, ma forse più adamantino: ma sarà difficile accorgersene per i lettori italiani perché la traduzione di Alessandra Iadicicco non è sufficiente per restituircene interamente l&#8217;aroma.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni lettore sarà colpito dai temi che più lo interessano, lo preoccupano, lo incantano. Impossibile riassumerli tutti, possibile invece percorrere quelli che sono le nervature più consistenti del libro, cominciando dalla continua presenza dell&#8217;invisibile nel tessuto quotidiano così come nell&#8217;opera d&#8217;arte, la quale altro non è se non visione poiché è dal Silenzio, dal non manifestato, che essa sorge, è nel contatto con il trascendente che trae la sua forza: «Non è il mondo, sia pure con quanto di bello o di tremendo gli appartiene, né la società con le sue virtù e i suoi vizi, ciò che conferisce all&#8217;opera d&#8217;arte riuscita la sua durata. Doveva sopraggiungere qualcosa che si sottraeva all&#8217;intenzione: come il contatto di una mano su una spalla, come il fugace bagliore di un faro che nella notte sfiora la fronte. Ciò che è senza tempo si ripete in modo sorprendente nel tempo».</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Junger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger"><img class="alignleft size-medium wp-image-1848" style="margin: 10px;" title="la-forbice" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/la-forbice.jpg" alt="" width="95" height="153" />Jünger</a> accenna a un bagliore: metafora che rimanda a quella dimensione di luce e di splendore che appare negli astri, non casualmente chiamati con i nomi degli dei, e si cela persino nelle cose apparentemente inanimate, come nelle <em>Miniere di Falun</em> di Hoffmann, dove Elis Fröbom, indirizzato dallo Spirito della Montagna, entra in una caverna dove lo splendore della pietra gli permette di scorgere persino ciò che è nascosto al di sopra delle nuvole. D&#8217;altronde non è una voce comune fra coloro che sono ritornati in vita dal coma di aver incontrato una indescrivibile luce proveniente dall&#8217;aldilà? Me lo narrò in una delle sue bizzarre cartoline postali anche Giuseppe Prezzolini, quasi centenario, dopo un suo tentato suicidio. Luce così straordinaria, così pacificante che molti provano delusione tornando in vita fino al punto di domandare: «Perché non mi avete lasciato morire?». È quel luogo di luce dove la forbice, che dà il titolo al libro, non taglia: la forbice della divisione, della morte, dell&#8217;esclusione, l&#8217;opposto della spirale che avvolge tutto, nulla separa, l&#8217;opposto del tempo senza tempo, dell&#8217;eternità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma altri temi costellano queste pagine spiraliformi, dove si avvertono le presenze di una vena sapienziale che dal platonismo giunge fino a Hölderlin e <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/johann-wolfgang-goethe" target="_blank">Goethe</a></span>, attraversando il nichilismo di Nietsche: i territori della visione, della profezia, della preveggenza che mostrano come il tempo possa essere percorso, anticipato in una sorprendente incursione che rende paradossalmente passato il futuro visitato; la storia vista senza meta, il cammino valutato più importante della meta poiché è in esso che si realizza il destino di un uomo: «Il cammino», scrive <a title="Ernst Junger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Jünger</a>, «è più importante della meta, nel senso che esso la contiene in ogni istante, soprattutto in quello della morte». In esso è significativo ogni tratto, è il cammino il compito di ogni persona. «La meta è sempre possibile, sempre e dappertutto; il viandante la porta con sé, come il suo orologio. E se il cammino è pensato come una passione, egli si porta la sua croce fin dal principio. Nessuno muore prima di aver realizzato il suo compito».</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788845913389" target="_blank"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 10px;" src="../immagini/unincontropericoloso.bmp" border="0" alt="Ernst Jünger, Un incontro pericoloso" width="95" height="149" /></a>Vi sono infine quelle riflessioni sulla nostra epoca che i lettori dello scrittore tedesco conoscono già dai suoi libri precedenti: la carica elettrica e plutonica dell&#8217;attuale atmosfera dove trionfa la potenza del fuoco sulla terra, l&#8217;aria e l&#8217;acqua, la riduzione in cifre della società, il senso di insoddisfazione che le istituzioni e le conquiste tecnologiche, pur nel benessere generano nell&#8217;uomo contemporaneo insieme con una difficilmente sopportabile inquietudine. E soprattutto la profezia secondo la quale sta giungendo il secolo dei Titani; che tuttavia è destinata a tramontare: «Che i Titani non siano alla fine sufficienti», conclude enigmaticamente lo scrittore, «fu dimostrato in forma augurale dal naufragio sull&#8217;iceberg della nave battezzata con il loro nome. È ben raro che Cassandra scenda, come allora, nei dettagli».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Il Giornale</em> del 29 marzo 1996.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/le-forbici-dellanarca.html' addthis:title='Le forbici dell&#8217;Anarca ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Michelstaedter, in quel suicidio la metafora del Novecento</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 10:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iacona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro di Giovanni Sessa interamente dedicato alla vita e alla filosofia di Carlo Michelstaedter, pubblicato da Settimo Sigillo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/michelstaedter-in-quel-suicidio-la-metafora-del-novecento.html' addthis:title='Michelstaedter, in quel suicidio la metafora del Novecento '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/centrostudilaruna48x48.jpg" width="48" height="48" alt="" title="Centro Studi La Runa online" /><br/><div id="attachment_1620" class="wp-caption alignleft" style="width: 163px"><img class="size-medium wp-image-1620" title="carlo-michelstaedter" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/carlo-michelstaedter-153x300.jpg" alt="Carlo Michelstaedter" width="153" height="300" /><p class="wp-caption-text">Carlo Michelstaedter. Autoritratto.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Prima che un grande filosofo del Novecento, Carlo Michelstaedter è stato un vero paradosso culturale. Goriziano di famiglia tedesca e di <a title="religione" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione">religione</a> ebraica, nato nel 1887, Michelstaedter è un autore pienamente novecentesco, e infatti del secolo “breve” reca su di se le stigmate della sua tragica pesantezza, ma in realtà di questo Novecento, secolo delle grandi ubriacature ideologiche, il nostro non riuscì che a bere brevissimi sorsi, interrompendo la propria vita ben prima dello scoppio di una Grande Guerra che come ha scritto Massimo Salvadori su <em>Repubblica</em> «avvelenò l’inizio del <a title="Novecento" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a>». Un lustro divide infatti il suo suicidio dal primo sangue versato dai soldati italiani, proprio nei pressi della terra d’origine.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso in un libro appena uscito per i tipi del “Settimo Sigillo” (<em>Oltre la persuasione. Saggio su Carlo Michelstaedter</em>, pp. 264, euro 26), <a title="Giovanni Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Giovanni Sessa</a> già studioso del <a title="Novecento" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a> filosofico di <a title="Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, Colli, <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/martin-heidegger">Heidegger</a></span> e Rosenzweig, ne ripercorre vita e cammino intellettuale e all’uopo misura lo stile del filosofo a quello del filologo realizzando un’opera di sicuro interesse scientifico. Nella sua breve esistenza Carlo riuscì solo ad avvertire i primi rumori delle avanguardie, un ponte che volle congiungere Ottocento e <a title="Novecento" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a> e dal quale preferì, nella prospettiva di una lotta impari col mondo delle verità opinabili, lanciarsi nel vuoto, lasciando il ricordo di una vita trascorsa alla ricerca della più pura autenticità. Anche per questo possiamo dire che Michelstaedter fu malgrado tutto e a suo modo un anticipatore di idealità, passioni e climi culturali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788889130070" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-1621" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="michelstaedter-un-introduzione" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/michelstaedter-un-introduzione.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a>Ma forse è anche giusto dire che Michelstaedter prendendo a prestito il giudizio dato da Quirino Principe nei confronti di <a title="Ernst Jünger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Ernst Jünger</a> ha rappresentato una «categoria umana a sé, come per tutti gli uomini sarebbe doveroso » (potrebbe essere perfino questa la prima chiave di lettura per comprendere il suo percorso esistenziale).</p>
<p style="text-align: justify;">Di lui si può dire inoltre che fu il “filosofo della persuasione”, per dirla in modo semplice: il pensatore del riscatto dalle illusioni, la cui inattualità, evidenziata a più riprese da <a title="Giovanni Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Sessa</a>, può essere legata a una valenza politica dai sapori fortemente alternativi. Non dimentichiamo infatti che la filosofia politica è capace di indagare i significati della conoscenza, il pensiero dell’uomo che sa di esistere ed il pensiero che concretamente interagisce con l’oggetto. E certamente non difetta di tensione etica. Michelstadter per dirla in modo ancora più chiaro è un pensatore che con evidente riferimento ai massimi filosofi greci oppone una via filosofica fatta di verità ad una eminentemente falsa costituita dalla cosiddetta “rettorica”. Senza distaccarsi da un costrutto fedele ora all’opera michelstaedteriana ora alla critica (la cui storia è assai cara all’autore), Sessa prende in considerazione due punti di vista assai precisi e da essi va sviluppando alcune apprezzabili analisi: il giovane-Michelstaedter come paradigma di una generazione votata al rinnovamento culturale e il filosofo-Michelstaedter come pensatore della libertà il cui impegno è pura conquista interiore da tradurre nell’atto concreto. Votato alla riscoperta dei classici greci punto di partenza della filosofia del goriziano (il cui traguardo, non dimentichiamolo è la fronesis o saggezza “pratica”), sarà infatti in primo luogo il più classico dei “conosci te stesso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio di <a title="Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Sessa</a> ci restituisce un Michelstaedter dalla personalità assai complessa, duplice o molteplice. Malinconico, intento a ragionare di morte, portato all’introspezione e parecchio emotivo, da certe ottiche appare quasi un preespressionista – una delle nuove arti del <a title="Novecento" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a> come ci ricorda Ladislao Mittner – ma anche votato alla più comune esteriorità; a volte livido e passionale a volte glaciale, quasi teutonico. All’istinto nel far prevalere ora l’interno del proprio animo ora l’esterno della natura si può legare – ovviamente solo in parte – il diverso stile col quale Carlo era solito comunicare – via lettera – col padre o con la diletta sorella Paula. Con estremo riguardo nel primo caso (col padre, la cui educazione egli subì con afflizione, non ebbe in genere un buon rapporto), e con agevole profondità ma anche con prosa dannunziana nel secondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=9788881033164" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-1622" style="border: 0pt none; margin: 10px;" title="michelstaedter-anima-ignuda" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/michelstaedter-anima-ignuda-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" /></a>La biografia di Michelstaedter sta tutta in una manciata d’anni, avvenimenti e opere (la più nota e citata è senza dubbio <em>La persuasione e la rettorica</em> pubblicata postuma già nel ’13); al 17 ottobre del 1910 giorno della morte (si sparò alla testa) i suoi lavori erano del tutto inediti. Sensibilissimo, innamorato dell’arte, di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/arthur-schopenhauer" target="_blank">Schopenhauer</a></span>, di Beethoven e Ibsen, non scevro peraltro da invaghimenti misteriosofici – molto comuni in quell’inizio di secolo almeno quanto certo socialismo nell’800 – il vero profilo del “filosofo ragazzino” comincia nel 1905 (ad appena 5 anni dalla morte…), quando se ne va a studiare a Firenze, prediligendo la capitale dell’italica bellezza alla Vienna austera e imperiale; da quel momento comincia il suo lungo epistolario – praticamente una vera e propria opera – grazie al quale, scrive <a title="Giovanni Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Sessa</a>, si può «compiere un’analisi approfondita del suo carattere, delle sue emozioni, dei suoi pensieri più personali». Forma e sostanza, solitarie emozioni o comuni avventure coi compagni fiorentini, la cifra caratteriale di Michelstaedter, sul cui sfondo resta intuibile il dolore per gli addii e i lutti subiti (l’amica Nadia e il fratello Gino), è tanto ricca quanto complessa. A ciò si aggiunga, per complicare il quadro psicologico, che Carlo era tutt’altro che un omino “decadente” malaticcio e/o complessato (un’immagine alla Zeno Cosini di Svevo, per intenderci), ma era invece un giovane sportivo dotato di una grande energia spesso non governata.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’eccesso di “potenza” mal gestita e il cortocircuito fra volontà e possibilità di ricondursi al suo ideale delle origini, sarà una croce che porterà sulle spalle fino alla fine dei suoi giorni. Carlo fu anche un poeta assai dotato. E diremmo che così non poteva non essere. Della poesia di Michelstaedter <a title="Giovanni Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Sessa</a> ci parla in un apposito capitolo del libro (il terzo). Difficile operare una separazione “ideologica” fra la sua opera filosofica più nota e il resto delle opere peraltro complessivamente riscoperte almeno a partire dagli anni Ottanta. Ciò peraltro accade ed è accaduto per i grandi personaggi come <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Julius Evola</a> ad esempio, che può considererai un epigono del filosofo goriziano. L’“eco” della filosofia della persuasione, per dirla con le parole di <a title="Giovanni Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Sessa</a> si è infatti estesa anche alle filosofie di Arangio Ruiz, <a title="Julius Evola" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/julius-evola">Evola</a>, Gaetano Chiavacci, Aldo Capitini e Cesare Luporini. Ad essi lo stesso <a title="Giovanni Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Sessa</a> dedica l’ultimo capitolo del suo libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Scortato dalla sua triste esuberanza Michelstaedter si misurerà pure con l’arte della pittura. Oltre al più famoso autoritratto su fondo fiamma (peraltro copertina dello stesso libro di <a title="Giovanni Sessa" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/giovanni-sessa/">Sessa</a>), notevole il dipinto – certamente l’ultimo – nel quale appare un paesaggio collinare sotto un cielo di nubi dal quale filtra un raggio di sole. <a title="Simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">Simboli</a> su <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a>. Il dipinto doveva essere un regalo per il compleanno della madre. Pochi giorni dopo, però consumatasi l’ennesima tensione famigliare, un colpo di pistola alla tempia avrebbe posto fine alla vita del filosofo ragazzino. Era appena l’autunno del 1910 e il Piave non mormorava ancora. Al più bisbigliava consigli agli innamorati o facili poesie d’amore.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto dal <em>Secolo d&#8217;Italia</em> di mercoledì 3 dicembre 2008.</p>
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