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	<title>Centro Studi La Runa &#187; natura</title>
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	<description>Archivio di storia, tradizione, letteratura, filosofia</description>
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		<title>Il ciclo dell&#8217;anno e l&#8217;avvento del solstizio d&#8217;inverno</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 21:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ciclo dell'anno e i ritmi dell'uomo secondo gli orientamenti esistenziali di Tradizione Solare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-ciclo-dellanno-e-lavvento-del-solstizio-dinverno.html' addthis:title='Il ciclo dell&#8217;anno e l&#8217;avvento del solstizio d&#8217;inverno '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><h3 style="text-align: center;" align="center">I.</h3>
<h3 style="text-align: center;" align="center">Il ciclo dell&#8217;anno dalla primavera al culmine dell&#8217;estate</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-8951" style="margin: 10px;" title="sommer" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/sommer-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Dopo la morte invernale della vegetazione, a primavera la Vita Universale risorge.</p>
<p style="text-align: justify;">A Primavera una forza ascensionale pervade tutta la Natura:</p>
<p style="text-align: justify;">la linfa vitale dalle radici sotterranee ha cominciato a circolare e a creare nuova vita verso l’alto,</p>
<p style="text-align: justify;">dalla terra è spuntata nuova erba, i fiori si sono schiusi al Sole e si sono innalzati, gli alberi crescono, i rami si protendono: le foglie sopra i rami, i fiori sopra le foglie, i frutti sopra tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forze tendono verso l’alto, verso la rinascita.</p>
<p style="text-align: justify;">21 Marzo il Sole entra nell’Ariete. La forza di fuoco, che con slancio in avanti, produce una nuova messe primaverile.</p>
<p style="text-align: justify;">A primavera, la Celebrazione del Dio che muore e risorge (Morte e resurrezione di Adone, di Attis, di Dioniso, di Baldur).</p>
<p style="text-align: justify;">21 Aprile: il Sole entra nel Toro. La potenza della natura feconda.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei mesi successivi, la celebrazione dell’Ascensione: il Sole si innalza altissimo e rischiara il mondo (vedi anche l’interpretazione di Giuliano Augusto del <a title="solstizio d'estate" href="http://www.centrostudilaruna.it/apsolstiziodestate.html">solstizio d’estate</a>: il Sole che quasi esorbita verso l’eccelso).</p>
<p style="text-align: justify;">La Pentecoste: le fiamme dello Spirito di Fuoco che accende l’Aura degli uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">21 Luglio. Il Sole entra nella costellazione del Leone. Il Solleone dell’Estate.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Assunzione: innalzamento della Madre a Regina dei Cieli.</p>
<h3 style="text-align: center;" align="center">II.</h3>
<h3 style="text-align: center;" align="center">Dalla caduta delle foglie alla neve d&#8217;inverno</h3>
<p style="text-align: justify;">Per tutta la Primavera la Natura è fiorita, si è ramificata, si è ricoperta di foglie, si è ramificata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-corso-dellanno-come-respiro-della-terra-e-le-quattro-grandi-festivita/10095" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-8925" style="margin: 10px;" title="il-corso-dell-anno" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-corso-dell-anno.jpg" alt="" width="200" height="278" /></a>Per tutta l’Estate la Natura ha fruttificato. I frutti sono spuntati sui rami. Sono maturati al calore del Sole. Al termine dell’Estate  gli alberi offrono all’uomo i frutti più dolci, più succosi, quelli che più a lungo sono maturati al Calore del Sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine dell’Estate la Terra si è impregnata di tutto il calore e il calore ha arso i frutti sugli alberi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un processo di combustione cosmica ha avvolto i frutti, ma anche gli animali e l’uomo, rendendo questo ultimo risplendente di luce astrale.</p>
<p style="text-align: justify;">A conclusione di ogni combustione: la cenere.</p>
<p style="text-align: justify;">La cenere cade dalla fiamma che arde e dalla materia della combustione.</p>
<p style="text-align: justify;">La cenere cade a terra, estinguendo ogni vitalità.</p>
<p style="text-align: justify;">In Autunno le forze in atto sono le forze discendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">I frutti maturi già pendono dagli alberi appesantiti dalla gravità.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi le foglie ingialliscono e cadono verso il basso.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli insetti smettono di ronzare, di volteggiare, quasi abbattuti a terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Cade la pioggia.</p>
<p style="text-align: justify;">E cade la cenere del mondo, arsa dal processo di combustione dell’estate.</p>
<p style="text-align: justify;">La coscienza umana all’approssimarsi dell’autunno avverte il senso della caducità dei fenomeni terreni.</p>
<p style="text-align: justify;">Samsara, impermanenza.</p>
<p style="text-align: justify;">15 settembre, Festa <strong>dell’Addolorata. </strong>Maria il cui cuore è raffigurato come trafitto da sette spade: i sette dolori. Naturalisticamente interpretati come i sette faticosi mesi freddi-invernali. Ma il Dolore della Madre è più arcaicamente il dolore di <strong>Demetra</strong>, che cerca sua figlia Kore rapita dal Dio degli Inferi e trasportata nel mondo sotterraneo, esattamente come sulla soglia di settembre la vita vegetativa della natura è rapita, sequestrata, sottratta alla luce del giorno e ricondotta al mondo degli Inferi, lungo la via discendente indicata dalle radici degli alberi.</p>
<p style="text-align: justify;">La coscienza stessa dell’uomo avverte il senso della caducità della vita umana: è la cosiddetta malinconia dell’autunno, che si ricollega facilmente alla malinconia della vecchiaia.</p>
<p style="text-align: justify;">E tuttavia la coscienza deve reagire a questo sentimento elementare, deve aver chiaro il fatto che laddove la Natura appassisce e decade, in quello stesso momento lo Spirito si innalza e si fortifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le foglie in autunno cadono e l’aria diventa più fresca, proprio allora il pensiero si rischiara e la volontà si corrobora.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 29 settembre la Festa dell’Arcangelo guerriero. L’Arcangelo che con la sua spada di ferro abbatte le schiere degli angeli traditori e li respinge nelle profondità della terra.</p>
<p style="text-align: justify;">La forza del Ferro di Michele, in autunno discende dall’alto verso il basso, dal cielo verso la terra per orientare le volontà degli uomini che agiscono in armonia col Divino.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Cenere</strong>: <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli/">simbolo</a> di ciò che cade dopo essersi innalzato verso l’alto, di ciò che per il fatto stesso di esser nato sulla terra è destinato alla morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il manto di <strong>neve</strong> che in inverno ricopre la Terra, le conferisce un candore immacolato.</p>
<p style="text-align: justify;">La Terra acquista la purezza di una donna che sta per diventare Madre, che sta per partorire il Figlio.</p>
<p style="text-align: justify;">La Terra sta per generare il Fanciullo Solare  e nello stesso tempo è purissima, ora è scevra da ogni sensualità: è Vergine e Madre.</p>
<p style="text-align: justify;">V Ecloga di Virgilio.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="size-medium wp-image-8950 alignleft" style="margin: 10px;" title="inverno" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/inverno-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />La Neve è candida come la Luna: la Terra si ricopre di forze lunari, di forze che appartengono all’ambito della generazione, all&#8217;ambito di ciò che produce nuova nascita.</p>
<p style="text-align: justify;"> Il <a title="solstizio d'inverno" href="http://www.centrostudilaruna.it/solstizio-dinverno.html">Solstizio d’Inverno</a> è festa di Natale. Nasce il Sole Fanciullo, il nuovo <em>Sole di Giustizia.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La lastra di ghiaccio, di purissima neve crea sulla Terra un immenso specchio che attira i raggi solari e li riflette.</p>
<p style="text-align: justify;">La Luce Solare viene riflessa dalla Terra e si incarna in essa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il periodo invernale  è anche il periodo del forte pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti la mente è lunare e riflette la Luce delle Idee. Come la Terra ricoperta di neve che riflette la Luce del Sole.</p>
<p style="text-align: justify;">La mente concepisce il Pensiero, esattamente come la Madre concepisce il Figlio/Logos Universale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’immagine della Madre: purissima, lunare, coronata di dodici stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">L’immagine del Figlio Divino: essere solare irradiante luce, con la corona radiata solare sul capo.</p>
<h3 style="text-align: center;">III.</h3>
<h3 style="text-align: center;">Le feste del calendario sacro</h3>
<p style="text-align: justify;">L’immagine gradualmente sorge nel passaggio dall’autunno all’inverno, attraverso le date che scandiscono il calendario sacro.</p>
<p style="text-align: justify;">21 Agosto, il Sole entra nella costellazione della <strong>Vergine</strong>. Cessa il Solleone, l’Estate più ardente gradualmente si ritrae, ma nello stesso tempo maturano i frutti più dolci. Ermeticamente la bilancia regge la regione dello stomaco, dove avviene il metabolismo (nella pancia della donna, si custodisce anche il frutto di una nuova nascita).</p>
<p style="text-align: justify;">8 Settembre. Nel bel mezzo del periodo di congiunzione tra Sole e Vergine si celebra la festa della <strong>Natività della Vergine</strong>. La natura a questo punto si spoglia della sua sensualità, diventa più casta. Le foglie cadono e si rafforza il sentimento dello Spirito Eterno che si innalza al di sopra del ciclo delle stagioni.</p>
<p style="text-align: justify;">21/29 settembre: equinozio d’autunno e festa di <strong>San Michele Arcangelo</strong>. Il Ferro siderale che respinge lo Zolfo estivo. La spada dell’arcangelo solare respinge le forze oscure legate alla incoscienza e dunque alla ottusa materia, a ciò che tende al tradimento dello Spirito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/enigmi-dellanima/10092" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-8948" style="margin: 10px;" title="enigmi-dell-anima" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/enigmi-dell-anima.jpg" alt="" width="200" height="299" /></a>Il Sole entra nella <strong>Bilancia</strong>: le due coppe del giorno e della notte si bilanciano perfettamente nel giorno dell’equinozio. Questo equilibrio tra luce e oscurità, diventa anche equilibrio psicologico, impulso alla calma dell’anima, al senso di giustizia (Bilancia = Giustizia) e di armonia. L’Arcangelo che nella mano destra ha la spada, nella sinistra ha la bilancia. Ermeticamente la Bilancia regge la regione dei fianchi che si bilanciano continuamente nel movimento del corpo.</p>
<p style="text-align: justify;">21 ottobre: il Sole entra in <strong>Scorpione</strong>. Lo Scorpione segno freddo e liquido. Esso rimanda alla morte. Il pungiglione che colpisce  a morte (ma il pensiero va anche alla Forza Divina che vince la morte:<em> “O morte, dove è il tuo pungiglione?”</em>). Sotto il segno dello Scorpione un ciclo di vegetazione definitivamente muore: la natura vecchia va “al macero” così come le foglie ingiallite e cadute a terra marciscono una volta che sono inzuppate di acqua. Ma il momento estremo della morte è anche quello in cui si prepara la ri-generazione: si pongono nella terra feconda i semi di nuove nascite. In questo momento gli uomini si avvicinano alla regione dei Morti. Ermeticamente lo Scorpione regge la regione dei genitali.</p>
<p style="text-align: justify;">30 ottobre/2 novembre: il <strong>Samain</strong> celtico, perpetuato nella attuale festa dei Santi e dei Morti. La morte della natura vegetante ci ricollega spontaneamente al mondo dei Morti, il ritrarsi della vita nelle radici sotterranee spontaneamente ci riconduce al Regno di <strong>Plutone</strong>, all’Ade. Che però è anche il Regno dell’Occulto, dunque di conoscenze invisibili e di ricchezze nascoste. In questi giorni è fortissima la comunione tra i Vivi e i Morti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 21 di Novembre il Sole entra in <strong>Sagittario</strong>. Segno di Fuoco, legato al forte Volere.  Ermeticamente il Sagittario governa la regione delle cosce che spingono la mobilità dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine di Novembre l’Avvento del Sole Invitto si percepisce sempre più forte. Nel buio precoce che avvolge il giorno, si rafforza il sentimento del mistico Sole dell’Interiorità: Luce che splende nelle Tenebre, Sole che nasce a Mezzanotte. La ruota del mese, con i suoi quattro assi rotola verso la più sacre delle feste: il Solstizio d’Inverno, Natale del Sole Invincibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Due festività consacrate a figure femminili precedono l’evento:</p>
<p style="text-align: justify;">8 Dicembre: festa dell’Immacolata (“Anahita”, l’Immacolata presso i Persiani). La Terra si ricopre del manto di neve, ogni sensualità si spegne, il pensiero si illumina nella interiorità. L’Astrale si predispone a generare l’Io, libero da ogni impulso animale. L’<em>Anima Mundi</em> si prepara a sciogliere la nascita dello Spirito Solare.</p>
<p style="text-align: justify;">13 Dicembre: festa di Santa Lucia. Presso gli Svedesi è la festa della Luce. Si accendono nelle case le lampade. Una luce flebile ma inestinguibile illumina le giornate quasi completamente avvolte nelle Tenebre esteriori.</p>
<p style="text-align: justify;">La Triade di Donne Divine nella Divina Commedia di Dante: Maria – Lucia – Beatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forze cosmiche discendenti che caratterizzano l’Autunno e i mesi d’Inverno puntano alla incarnazione nel grembo della Madre del Fanciullo Divino (Dios-Nysos): il nuovo Sole.</p>
<p style="text-align: justify;">Al Solstizio d’Inverno la nascita del Sole Fanciullo avviene nella Caverna del Mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla caverna del mondo si irradia il Fanciullo Solare.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/il-ciclo-dellanno-e-lavvento-del-solstizio-dinverno.html' addthis:title='Il ciclo dell&#8217;anno e l&#8217;avvento del solstizio d&#8217;inverno ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gli elfi della metropoli</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 15:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianfranco de Turris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 'Piccolo Popolo' è simbolo delle potenze della Natura: se essa è "magica", questa sua magia si perpetua nonostante tutto, anche se in modi e forme diverse]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/gli-elfi-della-metropoli.html' addthis:title='Gli elfi della metropoli '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-medium wp-image-5588" style="margin: 10px;" title="folletto" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/folletto-270x300.jpg" alt="" width="270" height="300" />Tutto è iniziato al culmine degli &#8220;anni di piombo&#8221;. Quando più l&#8217;atroce concretezza del terrorismo, il sangue, i morti, i sequestrati, i messaggi feroci e deliranti, in poche parole la Realtà, ci assediava da ogni lato, nel 1978 apparve un libro che era allo stesso tempo una porta su un Altrove mitico e quotidiano, e &#8220;un manuale per un improbabile salvezza&#8221;, una &#8220;uscita di sicurezza&#8221; per gli orrori che ci circondano. Mi riferisco a <em>Gnomi</em> di Wil Huygen e Rrien Poortvliet, due olandesi ai quali non si finirà mai di rendere merito per il loro piccolo capolavoro di fantasia e ironia. Con ogni evidenza era un avvenimento da lungo tempo inconsciamente atteso. Non solo si tirò dietro altri libri molto belli, sempre editi da Rizzoli, dallo stupendo <em>Fate </em>di Froud e Lee, a Giganti, a <em>Streghe</em>; non solo diede vita ad una lunga serie di cartoni animati spagnoli molto amati dai bambini (<em>David Gnomo</em>, <em>Benjamin</em>), ma contribuì alla riscoperta del &#8220;Piccolo Popolo&#8221;, cui vennero dedicati svariati volumi saggistici, il che unito alla contemporanea rivalutazione delle fiabe, ha fatto sì che questi argomenti, che hanno in comune molti aspetti, siano stati definitivamente riscoperti ed oggi, non più messi all&#8217;indice da una cultura a senso unico, siano un tema come tutti gli altri per la nostra editoria e la nostra critica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-piccolo-popolo-gnomi-e-troll/7931" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5584" style="margin: 10px;" title="il-piccolo-popolo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/il-piccolo-popolo.jpeg" alt="" width="200" height="280" /></a>Ci si potrebbe chiedere, invero oziosamente, del perchè di tutto ciò, del perchè, in piena era moderna, meccanica, elettronica, computerizzata, si sia sentita la necessità di un ritorno a cose tanto poco razionali, tanto &#8220;infantili&#8221;. Il bisogno di un varco che permettesse di uscire da una situazione generale per nulla gratificante, come si è detto, è già una prima risposta, ma non è sufficiente. Altre possibilità in quegli anni si erano presentate e di diversi generi: perchè la riscoperta del &#8220;Piccolo Popolo&#8221;? Il desiderio collettivo di ritornare bambini? All&#8217;epoca spensierata delle favole?</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, ma non necessariamente. Ma cosa rappresenta, che cosa rappresentavano ancora gli gnomi, le fate, gli elfi? Si devono tener presenti due fatti: otto anni prima la traduzione de <a title="Il Signore degli Anelli" href="http://www.libriefilm.com/il-signore-degli-anelli-2/506"><em>Il Signore degli Anelli</em></a> di Tolkien aveva dimostrato che si poteva parlare di certe cose &#8211; che in modo automatico vengono collegate all&#8217;infanzia &#8211; senza cadere nel puerile. Contemporaneamente l&#8217;affermarsi sempre più prepotente di una &#8220;coscienza ecologica&#8221; aveva messo in discussione &#8211; a causa di certi risultati sotto gli occhi di tutti &#8211; l&#8217;assoluta bontà delle scelte tecnologiche e industriali effettuate sino a quel momento in Occidente. Insomma riscoperta della Natura, riscoperta di una dimensione fantastica dell&#8217;infanzia, a me pare che siano &#8211; almeno ad un iniziale approccio &#8211; alla base del successo e della riaffermazione del &#8220;Piccolo Popolo&#8221; e dei suoi molti protagonisti, e non più solo a livello ludico e fanciullesco. Livello che peraltro aveva già i suoi personaggi di successo di questo tipo, gli <em>Schtroumpfs</em>, noti da noi come Puffi, creati nel 1958 dal disegnatore belga Peyo, gnometti blu ispirati al folklore celtico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/alchimia-della-fiaba/4921" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-5585" style="margin: 10px;" title="alchimia-della-fiaba" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/alchimia-della-fiaba.jpeg" alt="" width="200" height="300" /></a>Allora cerchiamo di andare più a fondo. Se affermazione c&#8217;è stata, presso il pubblico degli adulti, se essa non è soltanto una moda editoriale, per quale motivo si è prodotta? Che cosa sta a simboleggiare questa folla di personaggi che emergono dalle favole che abbiamo letto da piccoli, che ci venivano raccontate la sera per tranquillizzarci e/o spaventarci? I nani, gli gnomi, i folletti, i coboldi, i leprecauni, i troll, gli elfi, le fatine, ci diranno gli studiosi di antropologia culturale, di folklore, di tradizioni locali, erano la risposta irrazionale e antropomorfica per chiarire i fatti e avvenimenti che gente incolta e semplice non riusciva altrimenti a spiegarsi, personificando spesso fenomeni naturali: morti misteriose, perdita e ritrovamento di oggetti, atteggiamenti umani insoliti, eventi atmosferici imprevisti, autosuggestioni provate nelle foreste e nei campi, rumori notturni nelle case solitarie, epidemie di animali e così via. Un retaggio sostanzialmente pagano che l&#8217;avvento del cristianesimo in Europa non è stato in grado di debellare del tutto o che ha più semplicemente &#8220;trasformato&#8221; e adattato al nuovo clima religioso. Contadini e montanari, vivendo a contatto con la Natura, avevano la necessità di dare, in qualche modo, una spiegazione a fatti che non capivano. Semplice, chiaro, e soprattutto razionale. Ma che bisogno abbiamo noi, oggi, che contadini e montanari non siamo, che abitiamo in metropoli divenute &#8220;giungle d&#8217;asfalto&#8221; e non in campagna e sulle montagne, che bisogno abbiamo noi di rinfrancarci un po&#8217; lo spirito gustando i libri di Huygen e Poortvliet, di Froud e Lee e tutti gli altri? Non certo perchè abbiamo bisogno di spiegazioni per fatti che non comprendiamo. E allora? Non sarà forse perchè il &#8220;Piccolo Popolo&#8221; è un <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a>, il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> di qualcosa, ieri come oggi, e quindi sempre valido, al di là della contingenza, al di là del profondo mutamento della cultura divenuta da agricola a industriale e quindi postindustriale?</p>
<p style="text-align: justify;">Ormai si sa che, ciclicamente, ad un estrema &#8220;materializzazione&#8221; dell&#8217;esistenza fa seguito l&#8217;opposto: quando si pensa che si sia fatta <em>tabula rasa</em> del mondo dello spirito, si è giunti al picco del materialismo, rispunta la metafisica. E che, assai spesso, questo nuovo spiritualismo, questa nuova metafisica, sono cose spurie e degradate, comunque sintomo di una necessità intima e insopprimibile dell&#8217;essere umano. L&#8217;attuale proliferare di sette e conventicole, che tanto allarma sociologi e moralisti, nonchè la Chiesa, lo provano. Cosa c&#8217;è dietro all&#8217;interesse, alla curiosità, alla necessità che abbiamo di riscoprire il &#8220;Piccolo Popolo&#8221;? Proviamo ad andare ancora oltre alle risposte già date: la riscoperta della Natura, del folklore, dell&#8217;infanzia. Se gnomi, elfi e fate hanno un effetto su di noi che usiamo regolarmente automobile e computer, aeroplano e videoregistratore, televisore e telefono da tasca, non sarà forse perchè essi simboleggiano non eventi naturali, ma i poteri che stanno dietro ad essi? Noi sappiamo benissimo (ce lo insegnano dalla scuola elementare) cosa sono esternamente, sappiamo come si producono, ma non abbiamo più quella percezione del mitico e del meraviglioso che ci fa intuire la potenza che si nasconde dietro a tutto questo. Il &#8220;Piccolo Popolo&#8221; è una delle rappresentazioni, positiva o anche negativa, di questa potenza, in un forma per così dire &#8220;gentile&#8221;, anche se in alcuni casi mostruosa. E proprio perchè è un <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> che va oltre l&#8217;aspetto esteriore e naturale, riesce ad essere ancora efficace (parzialmente efficace) in una cultura come l&#8217;attuale che è del tutto opposta a quella che lo creò.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/le-creature-del-piccolo-popolo/1124" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-5586" style="margin: 10px;" title="creature-del-piccolo-popolo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/creature-del-piccolo-popolo-196x300.jpg" alt="" width="196" height="300" /></a>Se la Natura è &#8220;magica&#8221;, questa sua magia, si perpetua nonostante tutto, anche se in modi e forme un po&#8217; diverse. La tendenza dell&#8217;essere umano a vedere dietro a fenomeni inspiegabili qualcosa di più del &#8220;caso&#8221;, della &#8220;coincidenza&#8221;, di un insieme di circostanze speciali, ce la danno due esempi. Il primo è costituito dalle cosiddette &#8220;leggende metropolitane&#8221; che, in un contesto cittadino, riecheggiano quelle della cultura contadina, cambiando soltanto sfondi e personaggi; e l&#8217;altra, inserita in esse, è la creazione dei <em>gremlins</em>, questi esseri brutti e dispettosi, al limite cattivi e crudeli, che non sono affatto una invenzione del film di Joe Dante, ma risalgono alla Seconda Guerra mondiale quando i militari americani, se non sbaglio dell&#8217; aeronautica, spiegavano con i <em>gremlins </em>incidenti e guasti altrimenti non comprensibili se non con l&#8217;intervento di misteriosi &#8220;esseri&#8221;. La &#8220;realtà&#8221; di questa creazione del folklore moderno è ormai attestata da dizionari: l&#8217;<em>Oxford Advanced Learner&#8217;s Dictionary of Current English</em> (1989) la definisce come una &#8220;immaginaria creatura dispettosa ritenuta causa di difetti meccanici o di altro tipo&#8221;. E Massimo Izzi nel suo monumentale <em>Dizionario illustrato dei mostri</em> (Gremese, 1989) li considera &#8220;classici folletti adattati alla nostra epoca tecnologica&#8221;, il cui nome deriva dall&#8217;antico inglese gremian, vessare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/il-piccolo-popolo/196" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-5587" style="margin: 10px;" title="piccolo-popolo" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/piccolo-popolo.jpeg" alt="" width="200" height="299" /></a>Sarà forse un caso, ma anche i <em>gremlins</em>, proprio come l&#8217;antico &#8220;Piccolo Popolo&#8221;, hanno un atteggiamento anti-tecnologico. Ce lo conferma il <em>Libro degli elfi</em> (Ed. Settimo Sigillo 1991), in cui l&#8217;autore, Alfredo Brandi, esattamente come un moderno antropologo culturale, effettua una vera e propria classificazione a livello europeo, di una particolare stirpe, gli elfi. La maggior parte di essi non tollera il massacro della Natura che ha compiuto l&#8217;uomo moderno (il che è la causa anche della sua progressiva scomparsa, o meglio eclissi), ma non sopporta neanche il rumore di treni e auto, di attrezzi meccanici <em>et similia</em>. E non sopporta nemmeno il suono delle campane e altre manifestazioni esteriori del cristianesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Noi siamo rimasti fedeli alla nostra origine, mentre voi no&#8221;, dice lo gnomo Haroldson, 379 anni, a Huygen e Poortvliet, nella conversazione che chiude il loro libro. &#8220;Il nostro rapporto con la terra si basa sull&#8217;armonia, mentre il vostro si basa sull&#8217;abuso: abuso nelle questioni di vita e di morte&#8221;. Gli gnomi, gli elfi, il &#8220;Piccolo Popolo&#8221; sono <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a> delle potenze della Natura e dell&#8217;armonia nei rapporti con essa. Come mette in evidenza Brandi, possono compiere sì dispetti, sono a volte sì pericolosi, ma in genere aiutano l&#8217;uomo (il contadino, il montanaro) in modo invisibile. E&#8217; una concezione, come viene documentato nel suo libro, che è diffusa in tutta l&#8217; Europa, dal Portogallo alla Russia, dalla Grecia all&#8217;Islanda.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;C&#8217;è un baratro fra quanto voi intendete come progresso e quello che intendiamo noi come progresso&#8221;, dice sempre Haroldson. Opere come queste possono contribuire a ricordarcelo.</p>
<p style="text-align: justify;">* * *</p>
<p style="text-align: justify;">Tratto da <em>Pagine libere</em>, aprile 1991; poi incluso nel libro <em>Politicamente scorretto</em><em>. Diario Out 1988-1994</em>, Terziaria, Milano 1996.</p>
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		<title>I quattro elementi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 09:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti gli elementin fondamentali di cui è composta la natura (terra, acqua, aria, fuoco) vivono in noi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-quattro-elementi.html' addthis:title='I quattro elementi '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 10px;" title="0elementi" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/0elementi.jpg" alt="" width="217" height="240" />Cominciamo col meditare sugli Elementi fondamentali di cui è composta tutta la natura.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La terra. Ovvero l’elemento solido. Consideriamo come la terra formi una massa compatta, che esercita una attrazione di gravità e come per mezzo di quella forza tutti i corpi tendano verso il basso.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L’acqua: l’elemento fluido. Consideriamo come l’acqua scorre tra le mani. Essa può essere contenuta in un recipiente, ma non può essere spezzata, “ferita”. Appunto perché essa è libera dalla forma fissa che caratterizza gli oggetti terrestri e  la sua sostanza fluida vive di eterne trasformazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L’aria: ancora più inafferrabile è l’aria. Il vento soffia e non sai da dove viene non sai dove va. Mentre l’acqua segue ancora la gravità e scivola dal basso verso l’alto, l’elemento aereo si espande nello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/la-scienza-occulta-nelle-sue-linee-generali/1698" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-5029" style="margin: 10px;" title="scienza-occulta" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/uploads/scienza-occulta.jpeg" alt="" width="200" height="297" /></a>Il fuoco tende perennemente verso l’alto. Non solo non puoi afferrarlo, ma brucia anche la mano che si accosta. Il fuoco arde il legno e lo trasforma in calore e luce : esso arde la materia e la conduce nella sacra regione della Luce.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli elementi vivono in noi.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nella solidità delle nostre ossa: l’elemento terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella fluidità del sangue, dei succhi dell’organismo, delle secrezioni endocrine: l’elemento acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel respiro che entra ed esce da noi finché viviamo: l’elemento aria.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel fuoco delle combustioni interiori che avvengono già a livello fisico, nel calore della volontà realizzata, del sentimento intenso, del pensiero concentrato: l’elemento del fuoco.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/i-quattro-elementi.html' addthis:title='I quattro elementi ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nel segno del Wolfsangel</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 10:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harm Wulf</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vita e opere del poeta e scrittore tedesco Hermann Löns (29 agosto 1866 – 26 settembre 1914) ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/nel-segno-del-wolfsangel.html' addthis:title='Nel segno del Wolfsangel '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/letteratura48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Letteratura" /><br/><p style="text-align: justify;">L’opera di <a title="Hermann Loens" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hermann-loens/">Hermann Löns</a> fa parte di quel movimento di  reazione radicale contro la devastazione della vita spirituale  determinato dall’industrializzazione, dall’urbanesimo e dal materialismo  culturale ed economico. Questa reazione in Germania tra il 1890 ed il  1920 s’incarna nel movimento <em>völkisch</em> che vedeva nel ritorno alla terra e  nelle origini contadine e tradizionali l’unica via di salvezza. <a title="Hermann Lons" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hermann-loens/">Hermann  Löns</a>, scrittore, poeta, giornalista ed antesignano del movimento  ambientalista può essere considerato per la sua sensibilità assai vicino  alle tematiche <em>völkisch</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il profondo amore ed il radicamento sulla  “<em>Heimat</em>”, la terra degli antenati, l’interesse per i miti e per la  preistoria germanica coinvolsero in quegli anni un vasto numero  d’intellettuali, scienziati, scrittori, artisti e poeti. Oggi più di  allora le campagne sono abbandonate e le città sono diventate  tentacolari ed alienanti. Sarebbe buona cosa riprendere la lettura di  questo autore lungimirante ed oggi praticamente sconosciuto. In Italia è  stato tradotto il suo romanzo più famoso <em>Der Werhwolf </em>e il drammatico  racconto dedicato dallo scrittore alla violenta cristianizzazione dei  Sassoni <em>Die rote Beeke </em>(<a title="Il fiume rosso" href="http://www.centrostudilaruna.it/fiumerosso.html"><em>Il fiume rosso</em></a>).</p>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons1.jpg" alt="" width="142" height="208" /> <img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons2.jpg" alt="" width="142" height="196" /> <img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons3.jpg" alt="" width="142" height="237" /> <img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons4.jpg" alt="" width="142" height="214" /></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Hermann Loens" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hermann-loens/">Hermann Löns</a> nasce il 29 agosto 1866 a Kulm  (oggi Chelmno) nella Prussia occidentale sulle sponde della Vistola. Il  padre era insegnante, ma il nonno, Diederich Löns, aveva sposato la  figlia di un contadino e questo fatto potrebbe forse spiegare il precoce  interesse di Hermann per la natura, gli animali e la cultura contadina.  Dal lato materno uno dei bisnonni era il poeta romantico Moritz  Bachofen che aveva scritto libri come <em>Gunloda </em>e <em>Arminia </em>e pubblicava il  periodico <em>Das Nordlicht</em>. Appena un anno dopo la sua nascita, i genitori  di Hermann si trasferirono a Deutsch-Krone, dove il padre era stato  mandato per insegnare nel locale liceo, e lì il giovane crebbe fino  all’età d’otto anni. Nella sua futura piccola autobiografia intitolata <em> Von Ost nach West </em>scriverà che già da piccolo gli piaceva osservare il  volo delle mosche e le attività degli altri piccoli animali. Stava  nascendo la sua immensa passione per le scienze naturali che si sarebbe  approfondita nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1873 entra nella scuola pubblica e diventa  uno degli studenti migliori. Il tempo libero lo trascorre esplorando i  boschi, le brughiere e gli acquitrini. In una di queste escursioni  solitarie rinviene appeso ad una quercia il corpo di un ubriaco che  aveva posto fine alla sua esistenza impiccandosi. E’ attratto dagli  animali e specialmente dagli uccelli: a sedici anni scrive un rapporto  sulla fauna locale in cui vengono elencati 130 specie di volatili. Prova  a sviluppare le sue capacità pittoriche ma la mancanza di talento lo  dissuade: il mondo dell’arte lo attrarrà sempre e molti dei suoi amici  più stretti saranno artisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1884 Friedrich Wilhelm Löns fu chiamato  ad insegnare a Münster nella nativa Westfalia. Questo spostamento sarà  decisivo per la formazione del giovane: prende coscienza delle radici  della famiglia e scrive: “Divento consapevole di ciò che sono sempre  stato: un uomo della Bassa Sassonia”. Nella scuola superiore viene  soprannominato dai compagni <em>der Käfer </em>(il coleottero) per la sua  passione per gli insetti e la fauna della foresta. Nel 1885 il Dottor  Hermann Landois annuncia che lo studente <a title="Hermann Loens" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hermann-loens/">Hermann Löns</a> ha scoperto una  nuova specie di lumaca, l’Aceka Menkeana. Dopo il diploma della scuola  superiore, nel 1887, <a title="Hermann Loens" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/hermann-loens/">Hermann Löns</a> s’iscrive all’Università di Greifswald  sulla costa baltica e subito scopre le sue nuove passioni: i duelli, le  danze e le belle ragazze. Iscritto alla <em>Burschenschaft Cimbria</em> si procura diverse  cicatrici sul volto in vari duelli per difendere il suo onore.  Contemporaneamente approfondisce i suoi interessi naturalistici e  pubblica diversi articoli su riviste scientifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoi legami con il  mondo contadino ed i suoi abitanti sono costanti e profondi e formeranno  i principi guida per il suo prossimo lavoro letterario. Questi svariati  interessi lo portano a trascurare lo studio ed il padre, dopo una dura  lite, lo costringe a tornare a Münster per studiare le scienze naturali.  Negli anni da studente sviluppa la sua passione per la poesia  influenzato dall’opera di Detlev von Liliencron, Annette Droste-Hülshoff  e da quella del filosofo Friedrich Nietzsche. Con gran disappunto della  famiglia non termina gli studi e decide di diventare giornalista e a  questo scopo si trasferisce a Hannover nel 1892. La città è in una  posizione strategica per il giovane autore: ci sono vicino diverse  varietà di paesaggi che egli amerà e a cui dedicherà il suo impegno  ecologico: sono la catena dei monti dello Harz, la Suntel e,  soprattutto, la brughiera di Lüneburg.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.libriefilm.com/till-ulenspiegel/6946" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-4060" style="margin: 10px;" title="till-ulenspiegel" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/till-ulenspiegel.jpg" alt="" width="200" height="274" /></a>Dopo un anno di lavoro per il  giornale di Hannover <em>Hannoversche Anzeiger</em> si sposa con Elizabeth Erbeck  che aveva conosciuto a Münster. Il lavoro giornalistico procede bene e  si fa una discreta fama sulla stampa locale firmando pezzi di denuncia  anche con vari pseudonimi tra cui “Ulenspiegel” (nome di Thyl  Ulenspiegel protagonista del libro di Charles De Coster  <em>La leggenda di  Thyl Ulenspiegel</em>, Ed. Studio Tesi, 1991) e “Fritz von der Leine”. Nel  1902 prende la direzione editoriale del periodico <em>Niedersachsen </em>dedicato  alla storia ed al folklore locale. La sua posizione politica di quel  periodo è molto pragmatica: detesta i partiti politici, di cui lamenta  la mancanza di lungimiranza ed unità, e la politica mediocre dei piccoli  intrighi parlamentari. L’arte è sempre al centro dei suoi interessi. Il  suo sguardo sul mondo è quello dell’artista. E’ affascinato dai pittori  simbolisti, specialmente dallo svizzero Arnold Böcklin. Le persone  della classe borghese, attratte dalle lusinghe della modernità, gli  appaiono false ed artificiose: cerca la sua strada tra la gente semplice  ed incorrotta della campagna. Tra loro troverà l’ispirazione artistica  per i personaggi delle sue novelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1901 Löns divorzia dalla prima  moglie, mettendo fine ad un rapporto sempre più infelice e senza figli.  Lo scrittore si ritira nella natura e promette a se stesso di non  sposarsi mai più, ma, dopo pochi mesi, s’innamora di Lisa Hausmann che  sposa nella primavera del 1902. L’anno precedente aveva pubblicato il  libro di poesie <em>Mein goldenes Buch </em>che conteneva vivide descrizioni  della caccia e del mondo contadino. Löns era diventato cacciatore  all’inizio del 1890 prendendo note minuziose di tutte le atmosfere e  delle strategie venatorie che sembravano interessarlo più dell’uccisione  della preda stessa. Negli anni successivi lavorò al libro di racconti  <em>Mein braune Buch </em>che fu pubblicato nel 1907. Löns trascorre molto del  suo tempo lontano dalla città “che uccide i muscoli e divora i nervi”  immerso nella natura e nel mondo contadino che sembra ricaricarlo di  potenti energie creative. Il sottotitolo del libro è “Impressioni dalla  brughiera” perché diverse storie sono ambientate nella Lüneburger Heide,  un’area che solo allora veniva “scoperta” in Germania. Era un paesaggio  unico e magico che stava diventando famoso per il terreno rosso bruno,  gli alti alberi di ginepro, le brughiere e le dune sabbiose. Una delle  storie del libro verrà in seguito pubblicata diverse volte con  illustrazioni: si tratta della celebre novella <em>Die rote Beecke</em>. Il titolo, <a title="Il fiume rosso" href="http://www.centrostudilaruna.it/fiumerosso.html"><em>Il fiume  rosso</em></a>, allude al massacro dei 4500 capi sassoni che rifiutarono il  cristianesimo ed il battesimo e che perciò furono fatti decapitare da  Carlo Magno. La storia racconta della crociata intrapresa per  evangelizzare le popolazioni germaniche rimaste fedeli alla loro <a title="RELIGIONE" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/religione"> religione</a> atavica e della resistenza della popolazione locale contro lo  straniero, tema che sarà ripreso nel romanzo <em>Der Wehrwolf</em>. Come nelle  restanti storie del <em>Mein braune Buch</em>, anche <em>Die rote Beecke</em> si  caratterizza per i periodi brevi, le descrizioni incisive, lo stile  colorito che, da ora, sarà una delle caratteristiche della prosa di  Hermann Löns. Queste caratteristiche stilistiche lo porteranno  all’attenzione della critica letteraria ufficiale e lo renderanno famoso  col soprannome <em>Heidedichter</em>, il poeta della brughiera.</p>
<p style="text-align: justify;">La preistoria  dei Sassoni e la storia germanica in generale continueranno ad  influenzare l’opera letteraria di Hermann Löns. In questo periodo  l’artista adotterà gli antichi nomi germanici dei mesi, molto più  simbolici e legati ai cicli naturali di quelli latini. Nel 1901 scrive  all’amico Traugott Pilf che stava leggendo molto di <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/publio-cornelio-tacito" target="_blank">Tacito</a></span>, Cesare e  Procopio per accrescere le sue conoscenze sulla storia germanica. In  una dedica del 1912, sempre a Pilf, su una copia del suo libro <em>Der letze  Hansbur </em>scrive: “Dobbiamo sempre ricordare che un tempo, la croce  cristiana era in realtà uno Swastika”. Dall’inizio del 1902 adotta come  emblema il <em>Wolfsangel</em>,<em> </em><a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> molto usato dai contadini della Bassa  Sassonia: una N rovesciata con una sbarra verticale nel mezzo. Il  <em>Wolfsangel</em>, tagliola o gancio per i lupi, era uno strumento per  catturare questi animali, costituito da un doppio uncino su cui era  posta un&#8217;esca. Egli scrive che i contadini avevano visto il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolo</a> osservando i fuochi e le diverse forme che le scintille assumevano  nell’aria “vedevano disegnarsi strane rune rosse nell’oscurità. Si  formavano croci che terminavano con uncini”. Il <em>Wolfangel</em> e lo Swastica  ricorrono frequentemente nei due libri più famosi di Hermann Löns, <em>Der  letze Hansbur</em> e <em>Der Wehrwolf</em>. Le copertine di molte edizioni dei libri  sono marcate con questi <a title="simboli" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simboli</a>. Nel <em>Wehrwolf</em> (pag. 115 edizione  italiana) Wolfsangel è usato per segnalare le attività di guerriglia dei  contadini “…Per questo penso dovremmo battezzarci i Wehwölfe e lasciare  sul terreno dove abbiamo combattuto l’infamia un segno con tre colpi di  scure: uno a destra, uno a sinistra e uno di traverso.”</p>
<p style="text-align: justify;">La naturale  unione di Hermann Löns con la sua terra e le sue bellezze naturali  ebbero altre conseguenze: l’artista divenne un antesignano della  protezione dell’ambiente e sostenne attivamente il movimento per la  creazione di parchi naturali nelle zone ancora selvagge ed inviolate  della Germania. Scrisse numerosi articoli per periodici descrivendo il  suo concetto di “<em>Heimatschutz</em>” (protezione dell’<em>Heimat</em>) che significava  anche difesa delle tradizioni e della comunità popolare. Nell’opera di  Löns la difesa della bellezza naturale è un tema ricorrente. Tra le  altre cose ciò lo porterà al coinvolgimento nel progetto per la  creazione del parco dello Harz e a scrivere il testo per la descrizione  dell’area protetta. Si impegnerà anche per la creazione dell’area  protetta dei monti Wilseder. I cambiamenti ambientali nella Lüneburger  Heide lo portano a scrivere i primi poemi ecologisti <em>Die Letzen </em>e <em> Bohrturm</em>,<em> </em>entrambi inseriti nella raccolta del 1909 <em>Mein blaues Buch </em>che  contiene diversi poemi con riferimenti alla storia antecedente  precristiana e pagana. <em>Die rote Beecke</em>, <em>Die Varusschlacht</em> e <em>Das  Osterfeuer</em> ne sono esempi evidenti. La raccolta di poesie <em>Die kleine  Rosengarten</em> sarebbe diventato il suo libro poetico più popolare: il tono  dell’opera è più luminoso ed accessibile di quello del <em>Mein blaues  Buch</em>. Molte delle poesie della raccolta diverranno famose canzoni. Nel  1932 sarà girato il film <em>Grün ist die Heide,</em> che rappresenta la vita  degli abitanti della brughiera e prende il titolo da una poesia di  Löns, musicata da Karl Blume ed utilizzata come colonna sonora della  pellicola.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 152px"><img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons6.jpg" alt="" width="142" height="194" /><p class="wp-caption-text">Incisione del 1936 di Georg Sluyterman von Langeweyde che rappresenta Harm Wulf, il protagonista del Der Wehrwolf, con la sua famosa mazza ferrata. Sotto il Volksmund, proverbio contadino, “Aiutati che Iddio ti aiuta!” ed il simbolo del Wolfsangel.</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel 1907 dopo molti anni movimentati trascorsi ad Hannover  l’artista sceglie di vivere nel piccolo villaggio di Bückeburg. Lì  trascorrerà quattro anni che saranno tra i più infelici ma produttivi  della sua esistenza. Aveva prodotto una grande quantità d’opere  letterarie dedicate al mondo naturale ed ora sentiva il bisogno di  ritornare al mondo degli umani. Il risultato di questa scelta furono i  romanzi <em>Der letze Hansbur </em>e <em>Der Wehrwolf </em>e la novella psicologica <em>Das  zweite Gesicht</em>. <em>Der Wehrwolf </em>racconta la storia della stessa stirpe che  si era battuta contro Carlo Magno al tempo di Witukind, ma il tempo  dell’azione è traslato di 800 anni, durante la guerra dei trent’anni  1618-1648. In quel periodo i contadini sassoni dovettero armarsi ed  unirsi per difendersi dalle truppe straniere e dai malfattori che  infestavano il paese commettendo violenze e soprusi approfittando del  caos della guerra. Nell’avvincente racconto i contadini, obbligati ad  uscire dalla loro tranquilla esistenza, sono costretti alla violenza per  impedire ulteriori e più gravi spargimenti di sangue. Questo conflitto  interiore è riassunto dallo stesso titolo del romanzo, nome coniato da  Löns. Un <em>Wehrwolf </em>è un essere umano che si trasforma in combattente per  difendersi usando la forza della belva furiosa. Il termine <em>Wehr </em>viene  dal verbo tedesco “<em>wehren</em>” che significa difendere. Ma <em>Wehrwolf </em>si  riferisce alla ferocia che i contadini impiegano sul campo di battaglia  contro i saccheggiatori e la soldataglia. Ferocia giustificata dal fatto  che la guerra potrebbe minare le basi della loro stessa esistenza. <em>Der  Wehrwolf </em>riscuote un immediato, clamoroso successo superando  rapidamente le 700.000 copie (in italiano è stato tradotto da  Alessandra Borgonovo e pubblicato nel 1999 dalle Edizioni Herrenhaus di  Seregno: <em>Il Wehrwolf. Cronaca contadina</em>, Edizioni Herrenhaus, indirizzo  di posta elettronica:  herrenh@tin.it).</p>
<p style="text-align: justify;">Il grande scrittore <a title="Ernst Juenger" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/autori/ernst-junger">Ernst  Jünger</a> nel suo diario (Ed. Longanesi, 1979, pag. 192) scrive il 23  dicembre 1942 dal fronte russo a proposito del libro: “Lettura: <em>Wehrwolf </em>di Löns, che non ho letto più dalla mia infanzia. L’ho trovato qui nella  biblioteca di un bunker. Malgrado quella sua maniera xilografica, che  rende tutto più grossolano, la descrizione risente delle antiche saghe,  dell’antico <em>nomos</em>. Senza dire che sono prevenuto, perché l’azione si  svolge nelle immediate vicinanze di Kirchhorst, meglio ha Kirchhorst  come centro”. <a title="http://www.centrostudilaruna.it/autore/marino-freschi/" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/marino-freschi/">Marino Freschi</a>, nel suo interessante saggio <em>La  letteratura nel Terzo Reich</em> (Ed. Riuniti, 1997, pag. 143) riconosce  Hermann Löns come “uno dei più prestigiosi esponenti della <a title="letteratura" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/letteratura">letteratura</a> nazionalpopolare del <a title="storia contemporanea" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">Novecento</a>”. <em>Der Wehrwolf</em> ispirò diversi gruppi  della <em>Jugendbewegung</em>, il movimento giovanile tedesco (vedi il  fondamentale testo di Nicola Cospito <em>I Wandervögel. La gioventù tedesca  da Guglielmo II al nazionalsocialismo</em>, II ed. ampliata Ed. della Biga  Alata, Roma 1999, nicola.cospito@libero.it ), che adottarono il  <em>Wolfsangel </em>come insegna.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la fine della seconda guerra mondiale  anche il movimento di resistenza tedesco all’occupazione alleata  prenderà il nome di <a title="Werwolf" href="http://www.centrostudilaruna.it/werwolf.html"><em><span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.centrostudilaruna.it/werwolf.html">werwolf</a></span></em></a> (senza <em>h</em> il più delle volte) e adotterà il <a title="simbolo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli"> simbolo</a> del <em>Wolfsangel </em>richiamandosi all’opera di Löns. Mentre  lavorava a <em>Der Wehrwolf</em> Löns soffrì di un esaurimento nervoso causato  dallo stress e dalle numerose preoccupazioni ma, nonostante ciò, il 20  novembre 1909 poté apporre il <em>Wolfsangel </em>al termine del romanzo. Gli  ultimi anni della vita di Löns furono segnati dalla dolorosa separazione  dalla moglie e dal figlio malato, da costanti disillusioni e da viaggi  senza quiete in Austria e Svizzera. Nonostante il periodo nero egli fu  in grado di produrre altri rimarchevoli lavori: la raccolta di lavori  sulla natura del <em>Mein buntes Buch</em> e il romanzo <em>Die Häuser von Ohlendorf</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 10px;" src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons5.jpg" alt="" width="425" height="332" />Nel 1914, sebbene la sua fama di scrittore avrebbe potuto benissimo  portarlo ad un incarico tranquillo come corrispondente di guerra, chiese  di essere arruolato, quasi cinquantenne, nelle truppe combattenti. Il  24 agosto 1914 fu assegnato al 73° reggimento di fanteria. Sebbene egli  avesse ritenuto la guerra necessaria e catartica, il suo diario ne  riporta la delusione: “Trovo che il fragore della battaglia ricordi il  rumore delle fabbriche. Non mi eccita, ma mi riempie solo di disgusto”. E  due giorni prima di morire: “Dalla mia trincea guardo stelle che  esplodono. Penso alla loro deflagrazione. Nel cielo notturno c’è sempre  lo stesso pericolo ed agonia. La vita è morte: veniamo al mondo solo per  andare verso la rovina”. Il 24 settembre 1914 Hermann Löns cade sul  fronte occidentale, un mese dopo il suo arruolamento, durante un assalto  contro una postazione nemica. Il 5 gennaio 1933 l’agricoltore francese  Jules Sohièr arando il suo campo nei pressi di Reims vide nel terreno un  paio di stivali militari tedeschi e delle ossa. Dal numero di matricola  della piastrina (I. R. 73, 4 Kp., Nr. 309 cioè 73° Reggimento di  fanteria, 4° compagnia, numero 309) si scoprì che i resti appartenevano  allo scrittore. Il 30 ottobre 1934 un semplice funerale militare salutò  il ritorno dei suoi resti in patria. Fu sepolto il 2 agosto 1935 tra  Fallingbostel e Walsrode presso Wacholderhain bei Tietlingen, nell’amata  Lüneburger Heide. La sua tomba è sotto un masso di pietra su cui è  inciso “Hier ruht Hermann Löns” (qui giace) ed il segno del Wolfsangel.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ulteriori informazioni sullo scrittore e la sua opera presso:<br />
Hermann-Löns-Kreise in Deutschland und Österreich e. V.<br />
Hermann-Löns-Straße 8,<br />
D 29664 Walsrode &#8211; Deutschland Tel.0049 5161 977197</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le poesie musicate dello scrittore al  sito <a href="http://ingeb.org/hermannl.html">http://ingeb.org/hermannl.html</a></p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Höret di Hermann Löns</strong>Es gibt nichts Totes auf der Welt,<br />
Hat alles sein Verstand,<br />
Es lebt das öde Felsenriff,<br />
Es lebt der dürre Sand.</p>
<p><em>Laß deine Augen offen sein,<br />
Geschlossen deinen Mund<br />
Und wandle still, so werden dir<br />
Geheime Dinge kund.</em></p>
<p><em>Da  weißt du, was der Rabe ruft<br />
Und was die Eule singt,<br />
Aus jedes Wesens Stimme dir<br />
Ein lieber Gruß erklingt.</em></td>
<td><strong>Ascolta</strong>Non c&#8217;è nulla di morto al mondo<br />
ogni cosa ha la sua ragione<br />
vive lo scoglio solitario<br />
vive la secca sabbia.<br />
Lascia i tuoi occhi aperti<br />
chiusa la tua bocca<br />
e cammina silenzioso, così ti saranno<br />
svelate le cose segrete.<br />
Lo sai, ciò che urla il corvo<br />
e ciò che canta civetta<br />
la voce di ogni essere vivente<br />
risuona come un gradito saluto</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons7.jpg" alt="" width="142" height="242" /></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<p><strong>Gli ultimi</strong><br />
di Hermann Löns [Hannover]</p>
<p>Sulla nuda brughiera<br />
Sulla grigia pietra erratica<br />
Sta un nero, alto ginepro<br />
Così fiero e solitario.</p>
<p>La pietra erratica viene distrutta<br />
Il ramo cade sotto i colpi dell&#8217;ascia.<br />
La brughiera viene consumata.<br />
Non sono più fatti per il mondo.</p>
<p>prima edizione 1899</p>
</div>
</td>
<td><img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons8.jpg" alt="" width="283" height="434" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Autori/storici/HarmWulf/fotoarticoliWulf/Lons/lons9.jpg" alt="" width="624" height="449" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Das Osterfeuer – Fuoco di Oster (1)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Camminavo sulla brughiera, la brughiera così lontana e vasta,<br />
La solitudine sussurrava al mio orecchio parole cupe.<br />
Mormorava di tempi defunti, quando qui ancora erravano gli uri  (2).<br />
Sulla palude l’aquila volava alta nel cielo;<br />
Là il feroce lupo lasciava rune di morte,<br />
Là il possente alce ancora cadeva per mano del cacciatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Là la dottrina straniera (3) non aveva ancora trasformato il  bene nel male,<br />
E i nobili Wodan e Frigga erano ancora solennemente venerati;<br />
Là contava ancora il coraggio dell’uomo e non solo il suo  denaro,<br />
Là l’eroe difendeva il suo diritto con la spada lucente;<br />
Né con vile parola, e né con giuramenti a buon mercato;<br />
Questo segretamente mi insegnava la mortale solitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">I nostri Dei erano ancora chiamati amore e potenza,<br />
Potenza generava la vita, amore portava il piacere.<br />
La nostra legge era breve, la nostra legge era questa:<br />
Amore all’amore, ma anche odio per l’odio.<br />
Mano leale ad ogni uomo che si dimostrava amico,<br />
Mano sanguinosa per il furfante che si avvicinava come nemico.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri tempi sono passati sulla brughiera,<br />
Prima che la forma malvagia abbattesse la sacra foresta di  Wodan;<br />
Frigga, l’amata donna, trasformata in una strega,<br />
Ogni luogo sacro profanato come posto di orrori.<br />
I nobili corvi di Wodan chiamati gli uccelli della forca.<br />
Le buffe civette di Frigga oltraggiate come pollame dei  cadaveri.<br />
Ed il tredici, il più sacro dei numeri segreti,<br />
Tramutato in numero di sfortuna e di paura.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le querce sorgeva una sola casa col tetto di paglia,<br />
Dal frontone di muschio cavalli mostravano i loro colli;<br />
Un’apertura a forma di cuore aperto era tagliata per i gufi,<br />
Per tenere con se un vecchio ed amichevole ospite.<br />
Sulla porta grigia c’era il cerchio sacro,<br />
Inciso e colorato come al tempo della vecchia saggezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed una runa solare, di fortuna, appena accanto,<br />
Proprio come avrebbero fatto gli antenati nella loro seria e  perseverante tradizione.<br />
Su entrambi i lati del muro nero della terra,<br />
Il cavallo di battaglia di Wodan coraggiosamente impennato,<br />
Come se egli volesse nitrire su di me tutta la sua forza:<br />
Ancora adesso porto Wodan amico, e tu ancora credi a Frigga.</p>
<p style="text-align: justify;">Camminai oltre, verso la terra al crepuscolo,<br />
Dietro tramontava il sole rotondo e rosso.<br />
Nell’altro lato, oltre la palude imbrunita<br />
Una luminosa fiamma rossa saliva verso il cielo senza stelle.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fumo bianco si alzava prima della distesa della nera foresta,<br />
Fino a che scompariva nelle nuvole della sera.<br />
Io stavo fermo e rimanevo a fissare la luminosità del fuoco,<br />
ed ascoltando il rallegrarsi delle ragazze e le grida acute dei  giovani.<br />
Ridevo e pensavo: nonostante tutto la gioiosa via degli antenati<br />
È stata tenuta sempre fedelmente viva dal mio popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora essi onorano il loro dio nella buona tradizione degli avi<br />
Con braci luminose e col bianco e vorticoso fumo.<br />
Tutto è sempre rimasto com’era nei tempi antichi.<br />
Il blu negli occhi e nelle menti, luminosi i cuori ed i capelli.<br />
Sempre essi hanno mantenuto i loro corpi ed i loro spiriti  forti,<br />
Sempre sani sono le loro gambe, il loro sangue ed il midollo.</p>
<p style="text-align: justify;">Camminavo sulla brughiera, la brughiera così lontana e vasta,<br />
La solitudine sussurrava al mio orecchio parole gioiose.</p>
<p style="text-align: justify;">(1)Oster significa Pasqua, ma riprende il nome  germanico di Ostara da Öistre, antica dea nordica dell’alba, della  primavera (è festa dell’<a title="equinozio di primavera" href="http://www.centrostudilaruna.it/apequinoziodiprimavera.html">equinozio di primavera</a>) e dell’amore equivalente  alla dea scandinava Freya. Assumendo ed incorporando nella liturgia  cristiana il <a title="simbolismo" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/temi/simboli">simbolismo</a> legato alla rigenerazione della Natura, la  Chiesa ha successivamente assimilato questa ricorrenza festiva pagana  alla risurrezione di Cristo. Vedi R. von Sebottendorff, <em>Prima che Hitler  venisse</em>,<em> </em>Ed. Arktos, 1987, pag. 227<br />
(2)animale del centro Europa simile al bisonte, ora scomparso<br />
(3) Welsch sta per romano, latino e straniero in genere.</p>
<table style="text-align: justify;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Der Bohrturm</strong></p>
<p><em>Es steht ein schwarzes Gespenst im Moor;<br />
das ragt über Büsche und Bäume empor.<br />
Es steht da groß und steif und stumm;<br />
sieht lauernd sich in Kreise um.</em></p>
<p><em>In Rosenrot prangt das Heideland;<br />
”Ich zieh dir an ein schwarzes Gewand&#8221;.<br />
Es liegt das Dorf so still und klein;<br />
„dich nach ich groß und laut und gemein.“</em></p>
<p><em>Es blitzt der Bach im Sonnenschein;<br />
”bald wirst du schwarz und schmutzig sein.“<br />
Es braust der Wald so stark und stolz;<br />
”dich fälle ich zu Grubenholz.“</em></p>
<p><em>Die Flamme loht, die Kette klirrt,<br />
es zischt der Dampf, der Ruß, der schwirrt,<br />
der Meißel frißt sich in den Sand;<br />
der schwarze Tod geht durch das Land.</em></td>
<td>
<div><strong>La torre di trivellazione</strong></p>
<p>C’è un nero spettro nella palude;<br />
Si erge in alto sopra gli arbusti e gli alberi.<br />
Sta lì grande, rigido e muto;<br />
si guarda attorno spiando.</p>
<p>Nel rosso roseo rispende la terra della brughiera;<br />
“Io ti metto una veste nera”.<br />
Giace il villaggio così silente e piccolo;<br />
“Poi ti faccio grande, rumoroso e popolato.”</p>
<p>Luccica il ruscello nei raggi del sole;<br />
“Presto sarai nero e sporco.”<br />
Rumoreggia la foresta così forte e fiera;<br />
“Ti abbatterò per far legname da miniera.”</p>
<p>La fiamma arde, la catena cigola;<br />
fischia il vapore, svolazza la fuliggine,<br />
la punta si consuma nella sabbia;<br />
la morte nera scorre attraverso la terra.</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;">La poesia <em>Der Bohrturm</em> è  la descrizione dell’inizio della distruzione della brughiera a seguito  della scoperta del petrolio a Ölheim presso Peine dove, nel 1881 fu  trovato in grande quantità.</p>
<p style="text-align: justify;">Traduzioni di <a title="Harm Wulf" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/harm-wulf/">Harm Wulf</a>.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/nel-segno-del-wolfsangel.html' addthis:title='Nel segno del Wolfsangel ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La deformazione della natura</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Fabbri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro di Silvio Waldner che pone in luce la stretta correlazione tra catastrofe ambientale e disordine razziale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-deformazione-della-natura.html' addthis:title='La deformazione della natura '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/teiwaz.JPG" width="48" height="48" alt="" title="Teiwaz" /><br/><p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-2721 alignright" style="margin: 10px;" title="la-deformazione-della-natura" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/la-deformazione-della-natura.jpg" alt="la-deformazione-della-natura" width="150" height="231" /><a title="Silvio Waldner" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvio-waldner/">Silvio Waldner</a> è il tipo di intellettuale di cui c’è bisogno nel XXI secolo: una mente lucida che è in grado di focalizzare in termini precisi i temi strategici del mondo contemporaneo senza farsi condizionare dai miti incapacitanti della correttezza politica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Waldner" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvio-waldner/">Waldner</a> ha scritto il saggio <em>La deformazione della natura</em> che affronta i due problemi chiave che la classe dirigente è chiamata ad affrontare: la questione ecologica e la questione razziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i segni dei tempi che annunciano l’Apocalisse il più chiaro è quello di un’economia fondata sull’usura e sulla speculazione, che ormai si configura come una vera e propria dittatura delle banche. Il capitalismo, infatti, ha bisogno di abbattere caste, razze, gerarchie, confini e differenze. Negli ultimi decenni i mass media si sono quindi scatenati in una campagna pro immigrazione così martellante da far impallidire la propaganda dei regimi totalitari del <a title="Storia contemporanea" href="http://www.centrostudilaruna.it/sezioni/storia/storia-contemporanea">XX secolo</a>. Il risultato è che il fenomeno più caratteristico dell’attuale temperie storica è il caos etnico che nel giro di pochi anni ha dato origine alla società multicriminale. Ancora oggi l’<em>establishment</em> non fa altro che propagandare i dogmi dell’omologazione planetaria, lanciando continuamente <em>slogan</em> egualitari che sono in stridente contrasto con la realtà. Una delle argomentazioni più utilizzate dagli scribacchini di regime sta nel fatto che le differenze razziali riguarderebbero una parte minima del DNA: secondo alcune ricerche soltanto il 2% del DNA umano. Ma a questa affermazione Waldner risponde che fra il DNA dell’uomo e quello della scimmia la differenza è dell’1,6%&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancano, inoltre, studiosi prezzolati che negano ogni differenza razziale anche a livello genetico con l’evidente scopo di assecondare le politiche mondialiste; così gli studi di psicoantropologia sono stati frettolosamente esclusi dal mondo culturale e i mass media montano campagne d’opinione che inducono all’autoflagellazione e all’etnomasochismo. La fondamentale distinzione fra “razze di natura” e “razze di cultura” è totalmente ignorata e perfino i test sull’intelligenza che sono stati effettuati sui diversi gruppi umani sono stati occultati e interrotti per non turbare l’ecumene del libero mercato. Eppure la società contemporanea si avvia pericolosamente a uno scenario di degenerazione in cui c’è da temere l’assuefazione a fenomeni come il sacrificio umano o il cannibalismo, che sembravano relegati definitivamente a fasi superate e non più percorribili della preistoria umana…</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2723" style="margin: 10px;" title="darfur1" src="http://www.centrostudilaruna.it/wp-content/darfur1.jpg" alt="darfur1" width="470" height="313" />La seconda parte del saggio tratta il tema della devastazione ecologica, strettamente connesso a quello del disordine razziale. Infatti con la rivoluzione industriale si è perso il concetto di “finitezza” del mondo e le risorse del pianeta sono state consumate in maniera indiscriminata, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi! Negli ultimi decenni c’è stato un risveglio di coscienza ecologica, che però troppo spesso è stato inficiato dalla collocazione dei movimenti ecologisti nel fronte marxista o socialista, cioè con le ideologie maggiormente responsabili dell’industrialismo e dell’economia speculativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Waldner" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvio-waldner/">Waldner</a> si sofferma sulle varie ipotesi di scenari futuri: scioglimento dei ghiacci, piogge acide, deforestazione, esaurimento dell’acqua potabile…<br />
Come se non bastasse le manipolazioni genetiche e le fughe di materiale radioattivo potrebbero creare scenari totalmente inediti e inimmaginabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste circostanze renderanno ancora più feroce lo scontro razziale che inevitabilmente si innescherà su scala globale, per colpa di una classe politica egoista e incosciente che ignora la nozione di bene comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine una vera “chicca” è l’appendice del libro che riguarda la diffusione dell’AIDS e che esamina le inquietanti ipotesi sulla nascita della malattia. <a title="Waldner" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvio-waldner/">Waldner</a> poi non trascura gli importanti risvolti razziali di questa epidemia di cui è ancora difficile immaginare le ricadute future.</p>
<p style="text-align: justify;">La globalizzazione sta portando l’umanità alla convergenza delle catastrofi, ed è evidente che non c’è molto tempo per cambiare rotta. Per questo sempre più attuale suona il monito di Spengler sugli “anni della decisione”, e <a title="Silvio Waldner" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvio-waldner/">Silvio Waldner</a> ci indica chiaramente quali siano le decisioni da prendere: auguriamoci che lo seguano in molti!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>* * *</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Silvio Waldner" href="http://www.centrostudilaruna.it/autore/silvio-waldner/">Silvio Waldner</a>, <em>La deformazione della natura</em>, Edizioni di Ar, Padova 1997, pp.84, € 8,00.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/la-deformazione-della-natura.html' addthis:title='La deformazione della natura ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uomo, sintesi armonica dei regni della natura</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jan 2000 22:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tradizione Solare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La presenza di corpo, anima e spirito nell'uomo e i mezzi per discernerli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/formedelluomoregnidellanatura.html' addthis:title='L&#8217;uomo, sintesi armonica dei regni della natura '  ><a class="addthis_button_facebook_like" fb:like:layout="button_count"></a><a class="addthis_button_tweet"></a><a class="addthis_counter addthis_pill_style"></a></div><img src="http://www.centrostudilaruna.it/category-icons/tradizione-solare48x48.png" width="48" height="48" alt="" title="Tradizione solare" /><br/><p align="justify"><em>Questo file sostituisce e integra il precedente scritto intitolato </em>Forme dell’uomo, regni della natura<em>. Si è ritenuto comunque di conservare la premessa che introduceva il testo originario.</em></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Termini come “eterico”, “astrale”, ricorrono con l’insistenza di un luogo comune nella letteratura occultistica dell’<a href="http://www.centrostudilaruna.it/storiacontemporanea.html">Otto-Novecento</a>, ma alla frequenza del loro uso non corrisponde una precisa determinazione del loro significato: generalmente per eterico si intende una forza vitale sottile e tuttavia a suo modo percepibile anche attraverso rilevazioni fisiche; alla parola astrale si riferisce qualche cosa di più animico (non fosse altro che per il riferimento alle stelle, al mondo celeste superiore contenuto nel nome). Ma in verità, chi leggesse qualche resoconto di “viaggio in astrale” si imbatterebbe in descrizioni che non si discostano molto dalle realtà materiali, anche quando gli scenari vengono dipinti nella maniera più allucinogena.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Vi sono stati autori che hanno utilizzato le due espressioni con criteri più seri, attribuendo ad esse precisi riferimenti a realtà spirituali, ricavate da testi di orientamento tradizionale. Nel caso della presente trattazione – che riprende in linea di massima l’impostazione data da <a href="http://www.centrostudilaruna.it/sh.rudolfsteiner.htm">Rudolf Steiner</a> – non si troveranno citazioni di testi tradizionali. L’autore tedesco preferì illustrare i principi del corpo eterico, del corpo astrale (oltre che dell’io e del corpo fisico) partendo non dalle antiche rivelazioni tradizionali, bensì dalle esperienze che un uomo moderno, nato in un ambiente materializzato, normalmente sprovvisto di un’attitudine alla “fede”, può compiere. Il punto di partenza non è dunque la lettura di un testo ermetico d’Occidente o di qualsivoglia libro sacro, bensì l’osservazione del mondo naturale, articolato nei tre regni minerale, vegetale, animale. La concordanza con gli insegnamenti tradizionali rappresenta una preziosa conferma a posteriori, ma è ovvio che l’uomo europeo del presente ciclo storico debba arrivare a conoscere le diverse sfumature della sua anima e del suo spirito partendo dalle proprie facoltà di percezione sensibile e naturale. In tal modo viene a rinnovarsi in forma moderna il significato della bella formula romana, riportata da <a href="http://www.centrostudilaruna.it/evola.html">Julius Evola</a> in <a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827212248"><em>Rivolta contro il mondo moderno</em></a>, secondo la quale “gli antichi fondarono tutta la <a href="http://www.centrostudilaruna.it/religione.html">religione</a> sull’esperienza”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8827212248"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/rivoltacontroilmondomoderno.bmp" border="0" alt="Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno" align="right" /></a> Una forte capacità di concentrazione sulle forme che la natura ci pone di fronte svela all’occhio della mente le forme che a prima vista sono celate; dunque la Rivelazione dello spirito, non consiste nell’ascoltare il discorso di un profeta al quale prestare fede cieca, bensì nel sollevare i veli della natura per poter guardare con occhi più chiari l’invisibile che si nasconde nel cuore del visibile.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong> A.P. </strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">§ Corpo – Anima – Spirito.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">L’essere umano è composto di corpo, anima e  spirito.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Entriamo in un bosco e prestiamo attenzione ai suoni, ai colori della foresta, alla terra che ci sorregge, all’aria che respiriamo.<br />
Il nostro corpo è lo strumento che ci permette di percepire tutto ciò e di agire nel mondo fisico.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/foresta.jpg" border="0" alt="" align="right" /> Consideriamo ora quei moti di simpatia e antipatia, di piacere e dispiacere che ondeggiano in noi per effetto delle impressioni esteriori.<br />
Un maestoso tramonto suscita un sentimento di ammirazione per l’armonia del creato. La natura sporcata dalla mano di esseri volgari fa sorgere in noi un senso di ripugnanza.<br />
In queste oscillazioni del sentimento troviamo la prima traccia dell’anima.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Ma al di là delle oscillazioni del sentimento, superiore all’eterno ondeggiare di piacere e dispiacere è lo Spirito.<br />
Come il saggio rimane indifferente di fronte alle paure e alle vane speranze, allo stesso modo lo Spirito non conosce turbamento. È il signore.<br />
Come il medico che senza lasciarsi turbare dalla commozione riconosce la natura del male ed opera la guarigione, così agisce lo spirito.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In tutti i momenti, il corpo vede coi sensi; l’anima sente e reagisce; lo spirito, ricolmo di presenza divina, comprende ed agisce.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">§  I Regni della Natura.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nelle forme della natura si manifestano forze divine.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Osserva il regno minerale: il colore dei metalli, la durezza delle pietre, la loro impermeabilità. La pietra affonda nel fiume per millenni senza bagnare il suo cuore. Il regno delle pietre è senza anima, privo di vita.<br />
L’uomo porta dentro di sé il regno minerale come scheletro: tastiamo il nostro corpo all’altezza del polso, sentiremo che esso è duro come una pietra.<br />
Quando l’uomo muore e la forza vitale si ritrae da lui, ciò che rimane è lo scheletro, simile a una muta roccia, simile alla polvere della terra.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La pietra cade verso il basso, attratto dalla gravità.<br />
La pianta sale verso l’alto, verso la luce e il Sole.<br />
Il regno vegetale è il regno della vita pura, che si abbandona al Sole in un  sonno beato senza sogni.<br />
La pianta strappa alla terra i minerali e li trasforma in linfa vitale. Questa linfa circola dal basso verso l’alto, mentre la pianta libera aria pura nell’atmosfera.<br />
Il regno vegetale è governato dalla legge del ciclo: le piante nascono, crescono, fioriscono, muoiono, eternamente rinascono dal seme che è nel frutto.<br />
La vita che si era sviluppata dal piccolo seme, di nuovo si concentra in un seme e rinasce.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8804455217"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/filosofiadellaliberta.bmp" border="0" alt="Rudolf Steiner, La filosofia della libertà. Linee fondamentali di una moderna concezione del mondo" align="left" /></a> Osserviamo ora i movimenti degli animali: essi rivelano gli impulsi, i desideri che si agitano nella loro coscienza crepuscolare. Tali impulsi, tali istinti scritti nella memoria collettiva della specie, plasmano gli stessi arti, determinano la conformazione fisica delle specie.<br />
Contemplando le forme magnifiche degli animali, i comportamenti dettati dai loro istinti la mente intuisce la sapienza della Provvidenza (1) divina che ordina la varietà del cosmo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">La pietra sta immobile, la pianta cresce, l’animale si muove.<br />
I pesci si muovono ancora nel grembo primordiale delle acque.<br />
Gli anfibi e i rettili conquistano la terra ferma e ispirano l’aria dentro di sé, ma ancora il loro sangue è freddo e deve prendere calore dal Sole.<br />
Negli uccelli e nei mammiferi il sangue si riscalda. Nel caldo sangue di queste creature si distillano i primi sentimenti. Il sangue caldo permette ad essi di esprimere i loro moti interiori nel canto e nel verso.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nell’uomo, il calore diventa Luce. La luce si accende nella mente come pensiero.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In virtù di questa luce l’Uomo è il centro dell’Universo.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">In virtù di questa luce è stato scritto: l’uomo è il centro dell’universo. Tutte le masse materiali fredde o incandescenti e le miriadi di mondi non pesano nella bilancia dei valori quanto il più semplice mutamento nella sua coscienza. I limiti del suo corpo non sono che illusione; non è solo alla terra che si appoggia, ma egli si continua attraverso la terra e negli spazi cosmici. Sia che muova il suo pensiero o muova le sue braccia, è tutto un mondo che si muove con lui; sono mille forze misteriose che si lanciano verso di lui con un gesto creativo, e tutti i suoi atti quotidiani non sono che la caricatura di quello che fluisce a lui divinamente (2).</p>
<p align="justify">
<p align="justify">§. Forme dell’uomo</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><a rel="nofollow" href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=2317&amp;isbn=8843803182"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/neiluoghioscuridellasaggezza.bmp" border="0" alt="Peter Kingsley, Nei luoghi oscuri della saggezza" align="right" /></a> Nella figura dell’uomo si concentrano le forme e le forze della natura.<br />
Le rocce e i cristalli diventano ossa, la linfa delle piante scorre come sangue, i movimenti degli animali diventano movimenti razionali, governati dal pensiero.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Portiamo dentro di noi il regno minerale: il ferro nel sangue, il calcio nelle ossa. Con gli elementi della materia forgiamo il nostro fisico adatto a vivere sulla Terra.<br />
Alla morte di tutto ciò non rimane che scheletro e cenere. Le ossa, mute come pietra, abbandonate dalla vita e dall’anima ritornano alla terra e al regno minerale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/dolomiti.jpg" border="0" alt="" align="left" /> Ma di una bella ragazza, piena di succhi vitali si dice: è una ragazza in fiore. Di un uomo robusto si dice: è forte come una quercia.<br />
La vita dell’uomo segue lo stesso ciclo delle piante: nascita, crescita, invecchiamento e poi rinascita.<br />
Nel corpo eterico abbiamo il regno vegetale dentro di noi. I centri vitali che ruotano nel corpo eterico (3) imprimono la loro impronta nel corpo fisico dando vita alle ghiandole disposte lungo l’asse della colonna vertebrale.<br />
Gli ormoni prodotti dalla ghiandole scorrono  nell’organismo, come la linfa vitale fluisce nelle piante.<br />
Quando una persona è in coma, si dice che vegeta, che è ridotta a un vegetale. Non pensa, non reagisce: l’Io non riesce più a usare il corpo come un suo strumento e l’anima non sa più articolare la propria voce; ma la forza vitale non ha ancora abbandonato il corpo fisico, per cui esso continua a vivere un’ esistenza vegetale come immerso in un sonno, interrotto da rari barlumi.<br />
Il corpo eterico impedisce per tutta la durata della vita all’organismo di decomporsi. Quando l’eterico si separa completamente dal fisico, l’organismo è come un sacco che si apre, come un composto di parti che si scioglie.<br />
Il corpo eterico è la forza vitale (4) vegetativa, che combina gli elementi chimici come la mano del pensatore combina le lettere. Le lettere di un libro non sono che inchiostro, ma questo inchiostro non è stato spruzzato a caso e testimonia l’intenzione di un autore (5). Il corpo eterico combina le lettere del Libro della Vita secondo le intenzioni divine che reggono il cosmo. Esso è la memoria che trasmette di generazione in generazione le formule e i progetti delle specie viventi.<br />
Come il magnete attira la limatura del ferro così la forza vitale attrae le sostanze chimiche e le organizza. La forza eterica è la forza della giovinezza che rende il corpo tonico e fiorente. Essa agisce come la natura che a primavera fa sbocciare i fiori e in estate fa maturare i frutti.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/tigre.jpg" border="0" alt="" align="right" /> Come gli animali, l’uomo ha i sensi, ha i nervi e gli arti per muoversi. Con gli animali condivide gli impulsi primordiali: il bisogno di cibarsi e di accoppiarsi, il bisogno di curare la prole, di difendere il territorio e il proprio posto nella gerarchia.<br />
Si osservi un cane, si consideri un aquila: gli animali hanno delle sensazioni spesso più acute di quelle degli uomini. Queste sensazioni vibrano nella loro interiorità e risuonano come brame, accendono i desideri primordiali legati alle esigenze del corpo e agli istinti (6).<br />
Nella loro coscienza simile ad un crepuscolo, gli animali reagiscono agli stimoli, provano piacere, rifuggono il dolore.<br />
I moti della coscienza animale, i movimenti istintivi dei loro arti sono espressione del corpo astrale che li governa. L’astrale degli animali mette in atto i comportamenti dettati dall’anima di gruppo della specie. Per questo gli uccelli migrano sulle distese oceaniche senza sapere come, e i pesci risalgono la corrente senza chiedersi un perché.<br />
Come l’astrale degli animali rispecchia gli impulsi della specie, così l’astrale dell’uomo riflette gli impulsi dell’Io.<br />
Possiamo immaginare il corpo astrale (7) dell’uomo come una forma ovale allargata che avvolge il corpo fisico-eterico.<br />
Nel corpo astrale si accendono le immagini interiori in forme colorate, mobili, cangianti. Così anche le passioni e le brame si accendono nel nostro corpo astrale.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Sul corpo astrale dell’uomo si proiettano gli influssi delle stelle.<br />
Gli antichi chiamavano Zodiaco il giro delle costellazioni: ovvero, circolo degli animali. Le dodici costellazioni, con diversa intensità e composizione, trasmettono all’anima i dodici impulsi fondamentali del carattere.<br />
Quelle che nell’uomo sono le tendenze del carattere, nella natura si proiettano nelle forme degli animali.<br />
Per questo si dice: sei un coniglio. Sei un leone. Sei una vipera. Sei un’aquila.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Vi è qualcosa che in natura non si trova, e che sola si accende nella mente dell’uomo: la forza del pensiero creatore.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><img src="http://www.centrostudilaruna.it/immagini/apollo11.gif" border="0" alt="" align="left" /> Le api costruiscono favi sempre uguali. Da milioni di anni i ragni tessono sempre la stessa tela.  Nella civiltà umana sorge la successione degli stili, l’evoluzione delle tecniche.<br />
Dall’ascia di battaglia all’astronave, il pensiero umano dispiega la sua azione. Ma questo pensiero non è che una scintilla della grande Intelligenza che ordina il cosmo Cos’è infatti un’astronave di fronte alla vita più minuscola? Il filo d’erba è più complesso di ogni tecnologia.<br />
Come gli strumenti tecnici scorgano dalla mente degli uomini d’ingegno, così le piante, gli animali, i pianeti sono i pensieri pensati dagli Dei.<br />
Come il pensiero creativo si cela nella nostra testa, così l’Intelligenza divina si cela dietro la volta del mondo. I Greci chiamavano Logos questa essenza che guida gli stormi nel volo e dona alla pianta il potere di trasformare in cibo la luce del Sole. La pianta lo fa senza sapere come, l’uccello migratore vola sulle rotte oceaniche senza chiedersi perché.<br />
Nell’uomo l’intelligenza divina che riempie l’universo si accende come coscienza. Per questo sul tempio di Apollo sta scritto: “Conosci te stesso”.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Il dio che è nell’uomo parla, quando l’uomo si riconosce come Io. E si chiede come vivere, cosa sperare, perché soffrire, chi attendere.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Pensiamo a ciò che da bambini ci riempiva di timore, ai nostri desideri, alle nostre attenzioni. La memoria ci mostrerà l’immagine di un essere assai diverso da ciò che siamo ora.<br />
Spostiamo il ricordo ad un’altra età e ripetiamo lo stesso esercizio. Ancora una volta proveremo l’impressione di trovarci di fronte ad un estraneo che per certi versi ci somiglia e per altri ci provoca un sorriso: noi non siamo più quella persona eppure ricordiamo di così aver vissuto, ricordiamo con soddisfazione di aver compiuto certe azioni, certe altre con vergogna vorremmo seppellirle.<br />
Il ricordo è il filo che lega epoche diverse della vita, l’una causa dell’altra, l’altra effetto della precedente.<br />
L’Io come un filo dorato passa attraverso una lunga trama di vita; di esistenza in esistenza ci fa essere diversi eppure in fondo sempre identici.</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><strong>NOTE</strong></p>
<p align="justify">
<p align="justify">1) La <em>Pronoia</em>, l’Intelligenza divina immanente al cosmo che ne garantisce l’ordine e l’armonia.<br />
2) Leo, “Barriere”, in <em>Ur </em>volume I.<br />
3) I <em>Chakra </em>nella lingua dei conquistatori dell’India erano le ruote dei carri di battaglia. I raggi dei centri vitali del corpo sottile (altrimenti detto eterico o vitale) ruotano come i raggi della ruota in movimento.<br />
4) Cfr. l’<em>anima vegetativa </em>di cui parla <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>.<br />
5) Stiamo dicendo che il darwinismo è una sciocchezza. Una superstizione antiscientifica.<br />
6) Cfr. la descrizione dell’anima senso-motoria fatta sempre da <span class='bm_keywordlink'><a href="http://www.libriefilm.com/category/autori/aristotele">Aristotele</a></span>.<br />
7) La parola corpo è detta in senso metaforico ed anche queste descrizioni non devono essere materializzate, ma usate come spunti immaginativi per una comprensione della realtà astrale.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style " addthis:url='http://www.centrostudilaruna.it/formedelluomoregnidellanatura.html' addthis:title='L&#8217;uomo, sintesi armonica dei regni della natura ' ><a href="http://www.centrostudilaruna.it//addthis.com/bookmark.php?v=250&amp;username=xa-4d2b47597ad291fb" class="addthis_button_compact">Share</a><span class="addthis_separator">|</span><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a></div>]]></content:encoded>
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